Categoria: Cani

  • Fasi di Sviluppo del Cucciolo di Cane

    I primi mesi di un cucciolo sono fondamentali e delicati per lo sviluppo del loro comportamento. Tutto quello che avviene in questo periodo è decisivo e a volte irreversibile. Per cui è importante conoscere i diversi stadi del cucciolo e a cosa si va incontro.

    Periodo Neonatale

    (dalla nascita a 12 giorni)

    I cuccioli in questo stadio sono ancora ciechi e sordi e, anche se hanno gli altri sensi sviluppati, la loro sopravvivenza dipende dalla madre.
    I piccoli hanno in sè comportamenti innati per la sopravvivenza e subito iniziano a muoversi verso la fonte di calore.
    La madre stimola il loro primo respiro leccandoli nella zona ombelico-genitale e stimola la loro evacuazione leccando le loro parti genitali, girandoli e mettendoli a pancia all’aria (anche questo servirà ai cuccioli: insegna al cane a utilizzare da adulto il comportamento di “sottomissione passiva”).
    La madre mangierà subito i loro escrementi….. Perchè??
    Bisogna tornare indietro ai loro antenati: i lupi. Gli escrementi vengono subito mangiati per non lasciare odori forti per i predatori.

    I cuccioli ancora non riescono a mantenere la propria temperatura corporea per cui si ammucchiano tutti insieme ed è probabile che le stimolazioni tattili, che vengono causate da questi contatti, li aiutino nella maturazione sensoriale.

    Periodo di transizione

    (da 13 gg ai 20 gg)

    In questo periodo vi è uno sviluppo fisico e nervoso molto rapido.
    Innanzitutto i cuccioli iniziano ad aprire gli occhi e più tardi svilupperanno l’udito.
    Iniziano a sporcare autonomamente, senza l’aiuto della stimolazione della madre. Ed iniziano a reggersi un pò con le loro zampe.
    Quindi inizieranno a reagire agli stimoli ambientali, senza mostrare timore, e ci saranno i primi cenni di gioco. E’ fondamentale che i cuccioli non vengano allontanati dalla cucciolata, ne possono derivare gravi conseguenza sul loro sviluppo comportamentale.

    Periodo di sicualizzazione

    (dalla 4° alla 10°/12° settimana)

    I cuccioli iniziano ad uscire dalla sala parto.
    Iniziano il loro sviluppo comportamentale e le loro abilità specie-specifiche (ogni razza sviluppa le proprie abilità).
    Si sviluppa il loro coordinamento fisico, e vi è uno sviluppo rapido dell’encefalo.
    In questo periodo la madre smette di allattarli, allontanandoli, ma continua a regurgitare il cibo per la loro sopravvivenza.
    Oltre il ruolo fondamentale della madre, anche il gioco in sè ha un ruolo molto importante.
    Attraverso il gioco iniziano ad imparare:
    -l’inibizione al morso: giocando con la madre e con i fratelli impareranno a gestire la forza della loro mandibola e quindi a giocare senza stringere esageratamente. Grazie ai vocalizzi dei fratelli e grazie alla loro mamma che interverrà nei momenti opportuni.
    -comportamenti sociali: impareranno a rapportarsi all’interno della cucciolata e con i propri simili (comunicazione intraspecifica) e con l’essere umano (comunicazione interspecifica).
    -gerarchizzazione: la madre insegnerà loro la gerarchizzazione nel branco, ad esempio la gerarchizzazione alimentare (prima mangia la madre poi i cuccioli)
    I cuccioli iniziano a muoversi in branco. Verso le 7 settimane si iniziano a notare le differenze caratteriali tra un cucciolo e l’altro (il cucciolo più debole viene “attaccato” dal branco e si distanzia)

    Periodo della paura

    Il primo periodo che si può incontrare è tra i 50-60 gg, poi tra i 4 mesi e tra gli 8-9 mesi.

    In questo periodo è fondamentale che il cucciolo non faccia esperienze negative, altrimenti potrebbero nascere dei problemi nel futuro.
    I cuccioli iniziano ad avere paura davanti alle situazioni da loro non conosciute.
    Per cui quando il cucciolo non ha voglia di avvicinarsi a qualcosa, per timore, non si deve andare in conflitto con lui costringendolo o rinforzando le sue paure accarezzandolo. La costrizione può ancora di più intimorire il cucciolo e le carezze di fronte alle sue paure sono fonte di incoraggiamento verso le stesse.

    Periodo giovanile

    (dopo 80 gg)

    I cuccioli vengono allontanati dalla madre. Impareranno da essa i gesti e i schemi comportamentali della corretta sottomissione.
    Aumenta la loro tendenza ad esplorare.
    Come ho già scritto, verso i 4 mesi si avrà un nuovo periodo della paura, ed è qui che possono iniziare i schemi comportamentali aggressivi.

    Periodo della maturità sessuale

    (6-9 mesi)

    Inizia la loro capacità di riprodursi. E l’età del primo calore è variabile e dipende dalla razza.

    Periodo della maturità sociale

    (3-4 mesi dopo quella sessuale)

    Iniziano ad emergere comportamenti come l’aggressività.
    Hanno la consapevolezza di schemi comportamentali.
    E possono iniziare conflitti con il btranco o l’uomo.

  • Istinti e Sensi del Cane

    Da quando iniziò il processo di domesticazione, l’allevamento selettivo operato su oltre 4000 generazioni ha cambiato l’aspetto fisico di alcune razze, rendendole quasi irriconoscibili. Eppure anche il piccolo Chihuahua ha molte delle caratteristiche comportamentali del Lupo. Come il Lupo, il cane domestico comunica con la voce e con il corpo, le sue orecchie e la sua coda sono molto espressive, e mantiene gli stessi istinti del gruppo.

    ISTINTO
    La parola istinto racchiude una serie di comportamenti innati che non dipendono da esperienze precedenti, ma sono scritti nel codice genetico. Sono generalmente comportamenti utili alla conservazione della specie. Ad esempio, una cagna sa come prendersi cura dei suoi piccoli, anche se si tratta della sua prima cucciolata. E ancora, un cucciolo appena nato cerca immediatamente la mammella della madre per la suzione del latte. La predazione, o la ricerca del cibo in genere, il comportamento sessuale, le cure materne e così via, sono quindi tutti comportamenti istintivi che i nostri cani “conoscono” e trasmettono geneticamente ai propri discendenti. In alcuni casi un comportamento istintivo può essere “raffinato” da uno o più comportamenti appresi, adeguandolo così alle circostanze o ad un determinato bisogno in quel momento. L’istinto è quindi, come abbiamo già detto, garante della conservazione della specie e della sopravvivenza individuale.

    UDITO
    I Cani hanno generalmente un Udito molto sensibile e sviluppato e sono in grado di captare suoni troppo acuti per l’orecchio umano. Questa grande capacità uditiva è estremamente utile ai cani nell’inseguimento della preda e per le comunicazioni fra di loro. In tempi recenti, i cani sono stati usati per assistere e aiutare persone sorde e allenati a segnalare suoni come quelli di un Telefono che squilla Risulta essere nel suo meccanismo simile a quello dell’uomo ma è un senso molto sviluppato, il cane sente suoni di un’intensità quasi vicina a quella degli ultrasuoni, circa 40mila hertz, e può percepire fino a 100mila vibrazioni, mentre l’uomo ne può percepire solo 30mila, ecco perché gli addestratori usano un tipo di fischietto del quale noi sentiamo appena il suono, ma i cani lo avvertono benissimo.
    La mobilità degli orecchi gli permette di localizzare perfettamente la direzione da cui proviene il suono rende nel cane ancora maggiore l’efficacia dell’udito. Tra mille rumori il nostro amico sa riconoscere quelli che gli interessano, il motore della macchina del padrone, o il suo rumore dei passi, esprimendo così gioia prima che egli abbia suonato il campanello di casa.

    COMUNICAZIONE
    Le Volpi si mantengono in contatto a mezzo di Ululati, questo metodo è ben sviluppato nelle razze nordiche degli spiz, che lavorano in gruppo. Anche le mute che seguono una pista abbaiano, per segnalare la loro posizione al cacciatore.
    La posizione degli Occhi, posti abbastanza lateralmente sulla testa, dà ai cani una visione ampia e consente loro un buon controllo dell’ambiente circostante. I Cani vedono meglio degli uomini al buio, in quanto le cellule della retina sono sensibili anche alla luce debole.
    Sicuramente è il senso del cane che nel corso dei secoli non si è sviluppata abbastanza, anzi si può dire che essi soffrano di miopia, perché qualunque cane non distingue visivamente il proprio padrone se questi si trova in un gruppo di persone ad una certa distanza, ma è il suo odorato che glielo fa riconoscere. Con luce scarsa il cane vede assai meglio dell’uomo ma meno in grado di cogliere le sfumature del colore. A distanza ravvicinata il cane nota anche il più impercettibile movimento che sfugge all’occhio umano e si credeva che i cani non vedessero i colori, mentre studi recenti hanno dimostrato il contrario, essi sono in grado di distinguere il rosso, il giallo, il blu e il verde. La diversa collocazione degli occhi rispetto all’uomo, meno frontali e più laterali, permette all’animale di avere un campo visivo di un’ampiezza maggiore e varia di razza in razza, per esempio nei cani da caccia gli occhi sono posizionati di lato, così da avere un campo visivo ancora più ampio, mentre nel boxer sono in una posizione centrale, il che gli permette di vedere bene da entrambi gli occhi, ma rende limitata la visione nei luoghi piccoli.

    ODORATO
    L’ottimo fiuto, comune a tutti i cani, è molto sviluppato in razze come il Bloodhound, che lo usa per seguire la preda. I cani mediante il loro naso percepiscono anche tracce di odore difficilmente rilevabili. Risulta essere senza alcun dubbio il senso più sviluppato e più importante del cane. Le sue cellule olfattive superano, a secondo della razza, i 100milioni, ed arrivano anche a 200milioni nel Pastore Tedesco, mentre nell’uomo arrivano appena a 5mila. La sua capacità di sentire gli odori è molto sviluppata, egli anche se non annusa un particolare oggetto, ma lascia semplicemente scorrere l’aria dalle narici è in grado di distinguere un oggetto da un altro o una persona dall’altra, con estrema facilità. Mentre nell’uomo la vista è il senso più importante, così per il cane è l’olfatto, egli può perdere la vista ma è capace di orientarsi anche per strada solo grazie all’odorato. Pare che il cane dopo aver sentito un odore ne conservi la memoria, sapendolo ritrovare in qualsiasi luogo anche dopo molto tempo. Il cane, inoltre ha una vera passione per annusare cose, persone e animali e questo gli permette di raggiungere un alto grado di allenamento di questa funzione. Il naso (tartufo) viene mantenuto umido da particolari cellule, in modo che anche le più piccole particelle odorifere vengono catturate, disciolte e rese percepibili.

    IL GUSTO
    Non è molto sviluppato ed è strettamente correlato all’olfatto, infatti quando egli sente un odore gradevole, soprattutto se si tratta di cibo, emette saliva in eccesso, e che nel boxer provoca un rivoletto ai lati della bocca. Il cane, si suppone, non sono in grado di riconoscere le sfumature dei sapori, in quanto hanno meno papille gustative rispetto all’uomo.

    MARCATURA DEL TERRITORIO
    L’urina dei cani contiene un agente chimico altamente individuabile, il Feromone. Un Cane comunicherà ai suoi simili i limiti del suo territorio con la propria Urina. Dopo la pubertà, i cani spargono urina sollevando una gamba, invece che accovacciandosi come le femmine, così da colpire un bersaglio come un albero o un palo. Grattano anche il terreno, rilasciando odore dalla Glandole Sudoripare disposte in mezzo alle dita. Gli odori dei due sessi sono differenti e i cani maschi urinano almeno il triplo delle femmine.

    AGGRESSIONE
    I cani maschi che si incontrano in condizioni di antagonismo, eseguono una serie di movimenti indicanti sottomissione o minaccia di aggressione, senza poi attaccare l’avversario. In tal caso assumono una posizione eretta, la coda diritta, la cresta alzata, il collo esteso, la bocca aperta sui denti e ringhiano.

    SOTTOMISSIONE
    Se un cane si sottomette, si accovaccia, con le orecchie basse e la coda in mezzo alle gambe; può anche scappare, mentre il cane dominante lo insegue; oppure può rovesciarsi sulla schiena, come un cucciolo, ed emettere un pò di urina se non trova una via d’uscita. In ogni caso, un cane che si sottomette completamente non viene attaccato.

    AMICIZIA
    Nonostante la loro necessità di stabilire un ordine gerarchico, i cani sono sociali per natura e generalmente vanno d’accordo. I cani da compagnia sono generalmente meno rumorosi dei segugi, la cui abbaiata non è molto opportuno quando ci sono dei vicini. Un cane da compagnia scodinzolerà e aprirà leggermente la bocca in saluto quando un membro della famiglia fa ritorno a casa.
    Si può definire come il sesto senso del cane che gli permette di prevedere ciò che sta per accadere nell’immediato, come l’arrivo del padrone, quando gli si vuole fare qualcosa a lui spesso non gradita, come il bagno o prevedere tanto le azioni quanto i sentimenti e le reazioni del proprietario. Le sviluppatissime capacità sensoriali del cane hanno fatto da sempre pensare che egli possedesse qualità magiche, ma in realtà sebbene siano dei fatti incredibili c’è una spiegazione a tutto. Essi sanno ritrovare la strada di casa anche se si trova molto lontano da essa, e si muovono su terre a loro sconosciute: questa particolarità tanto nota sembra sia dovuta alla sensibilità nell’avvertire variazioni anche minime nel campo magnetico della terra,e questo particolare senso “elettromagnetico” gli permette di avvertire le pur minime vibrazioni della crosta terrestre, ciò li rende in grado di prevedere i terremoti. In merito a questo sono stati fatti degli esperimenti che in presenza di potenti magneti questa capacità diminuisce notevolmente. È stato anche accertato che il cane è in grado di predire temporali, infatti può capitare di vedere il cane in uno stato di agitazione, che trema e uggiola prima dell’arrivo della pioggia, questa forma di sensibilità è invece legata al cambiamento della pressione atmosferica e forse anche alle variazioni di livello dell’elettricità statica.

  • Jack Russell Terrier – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del cane Jack Russell Terrier, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    Originario della regione inglese del Devon, dove nel 1800 venne iniziata la selezione di un tipo adatto a correre insieme ai segugi per poi introdursi nelle tane delle volpi. Alla sua selezione parteciparono Fox terrier, Bulldog, Beagle, Border terriere e Lakeland terrier.
    Ne derivarono due varietà di cani molto simili, a parte la taglia: il Parson Russel Terrier (riconosciuto dalla FCI nel 1990) e il Jack Russel Terrier (riconosciuto nel 2000). Proprio perché molto giovane il JRT presenta ancora una certa variabilità nella tipicità della razza.

    Standard

    Gruppo: III Cani di tipo Terrier
    Sezione: 2^ Terrier di piccola taglia
    Origine: Inghilterra
    Altezza al garrese: ideale tra 25 e 30 cm
    Peso: ideale 1 Kg ogni cm di altezza
    Pelo: ha tre varietà, liscio, ruvido e broken (dall’incrocio delle altre due varietà)
    Colore: predominante il bianco con macchie nere, fulve o marroni di solito più presenti sulla testa che in altre parti del corpo
    Occhi: piccoli, vivaci, colore marrone più o meno scuri

    Gruppo e sezione

    I cani di tipo Terrier occupano il III Gruppo della classificazione ufficiale della Federazione Cinologica Internazionale (FCI). Si tratta di razze canine selezionate per la caccia agli animali selvatici nelle tane sotterranee e per la cattura di piccoli mammiferi “nocivi”, come topi e ratti. La sezione è la seconda: Terrier di taglia piccola.

    Carattere

    Vivacissimo, attento, intelligente, ha una certa predisposizione alla dominanza che rende opportuno un addestramento attento e costante. Il suo carattere forte richiede una guida costante e un’intensa interazione. Chi non ha tempo per educarlo, è meglio si orienti su razze di più facile gestione. Molto utile sarebbe frequentare un buon corso di educazione.

    Ambiente ideale

    Può vivere bene anche in appartamento, a patto che gli si dedichi molto tempo per farlo giocare, correre e sfogare la sua esuberanza. Fondamentale è anche socializzarlo fin da cucciolo con altri cani per stemperare gli eccessi del suo carattere dominante. Sarebbe sempre opportuno farlo partecipare a qualche attività cinofila come l’agility.

    La cura

    La varietà a pelo liscio non è impegnativa. Per quanto riguarda la toeletta basta passare con un guanto in gomma il pelo una volta alla settimana, che diventano due durante la muta. Più impegnativa è la varietà a pelo duro che deve essere spazzolata due o tre volte alla settimana e va strippata da un toelettatore professionista più volte all’anno. Il bagno può essere fatto in proprio o da un professionista non più di una volta ogni due mesi e sempre con shampoo specifici per la cute del cane.

  • Bovaro del Bernese – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del cane Bovaro del Bernese, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    La razza è di antiche origini ed è probabilmente uno dei progenitori del Cane di San Bernardo e forse anche del Rottweiler. L’allevamento inizia intorno al 1906 e viene presentato in una mostra nel 1910 a Burgdorf. Intorno agli anni 40 viene incrociato con il Terranova e inizia a diffondersi in Europa.

    Standard

    Gruppo: II – Cani tipo Pinscher, Schnauzer, Molossoidi e Cani Bovari Svizzeri
    Origine: Svizzera
    Taglia: maschi 64-70 cm; femmine 58-66 cm
    Peso: da 40 a 48 Kg
    Corporatura: robusta con tronco corto, dorso solido e dritto e groppa arrotondata, larga, forte e muscolosa
    Pelo: fine, lungo e abbondante, leggermente ondulato ma non arricciato
    Colore: tricolore nero intenso, con macchie rosso pulito sulle guance, sopra gli occhi e ai 4 arti; il bianco è presente sul petto e sui piedi
    Testa: forte con cranio piatto e solco frontale poco evidente; stop ben marcato ma non pronunciato; il muso è forte, dritto con labbra poco pronunciate
    Occhi: a forma di mandorla bruno scuro con palpebre aderenti
    Orecchie: medie, attaccate alte, triangolari e a riposo pendenti
    Coda: scende fino al tarso poi si rialza leggermente, con pelo folto

    Ambiente ideale

    Casa con un bel giardino; soffre molto il caldo per cui non è adatto a vivere in aree dove il clima è torrido per diversi mesi dell’anno.

    Carattere

    Cane dalla triplice attitudine: guardia, pastore e compagnia. Molto esuberante e affettuoso, è diffidente con gli estranei, ma mai aggressivo senza motivo. Molto giocoso e protettivo con i bambini, è intelligente nell’apprendimento e socializza bene con i suoi simili. I cuccioli passano gran parte del tempo a dormire.

    Salute e cura

    Il Bovaro del Bernese è un cane robusto, ma come tutti i cani di grande taglia può essere soggetto a displesia dell’anca e conseguente artrosi. Per quanto riguarda il pelo va spazzolato regolarmente specialmente durante la muta.

  • Come Insegnare Richiamo al Cane

    In questa guida spieghiamo come insegnare il richiamo al cane.

    Anche quest’anno la stagione venatoria si avvicina a grandi passi e molti non vedono l’ora di iniziare ad allenare sul campo il proprio cane. Purtroppo ogni anno, durante la stagione venatoria, vengono persi molti cani che, spinti dalla foga e dal naturale istinto predatorio, perdono il contatto con il loro conduttore smarrendosi a volte irrimediabilmente. Approfitto dell’occasione per aprire una piccola parentesi su questo angosciante problema. Alcune delle cose che sto per scrivere sono certamente ben note a molti di voi, ma le ripeterò a beneficio degli eventuali neofiti.

    Il cane dovrà sempre avere il microchip identificativo previsto dalla legge (meglio se avrà anche il tatuaggio sull’orecchio o sull’interno della coscia). Quando poi usciremo dall’ambito protetto di casa, dovrà sempre portare il collare con l’apposita medaglietta che riporta il vostro recapito telefonico ed eventualmente il suo nome: già questi piccoli accorgimenti ci metteranno dalla parte della ragione in caso di smarrimento e – contando sulla buona fede della persona che ritroverà il nostro amato cane – avremo buone possibilità di ritornarne in possesso in tempi brevi.
    Per la cronaca ricordo che impossessarsi di un cane altrui è perseguito penalmente per legge il che, come primo effetto, fa saltare il porto d’armi.
    Nel momento in cui, nonostante le nostre ricerche, la notte sopraggiunga senza che il cane sia tornato e – scoraggiati – si decida di desistere, lasciate sempre sul posto in cui per l’ultima volta il cane è stato in collegamento con voi, un oggetto impregnato con il suo o il vostro odore (come per esempio il suo trasportino od un vostro indumento). Questo molto spesso farà in modo che il cane – tornando sui suoi passi – ritrovi l’oggetto, ottenendo un preciso punto di riferimento e lo presidi sino al vostro arrivo l’indomani all’alba. Chiaramente in caso negativo, le ricerche andranno proseguite. Se anche in questo frangente il vostro amico non verrà trovato, rivolgetevi alle autorità locali per denunciarne lo smarrimento. Ricordatevi che spesso questi cani finiscono in qualche canile della zona (dove sarà ovvio andarlo a cercare) che, se non riuscirà a risalire a voi per mancanza di microchip ed altri dati sopra citati, non potrà fare altro che tenerselo. Chi trova un cane, comunque, ha l’obbligo di farne denuncia alle autorità locali che, essendo in possesso del lettore del microchip, sono in grado di risalire alla proprietà dichiarata presso l’anagrafe canina regionale.

    Errori da non Fare

    Quando si parla di controllo, si intende il riuscire ad interrompere ogni azione che il cane sta svolgendo, in ogni momento e questo sarà sicuramente molto più efficace se il cane avrà rispetto, fiducia e un buon rapporto con il suo padrone. È desiderio di tutti noi avere un cane che ogni volta che lo chiami arriva scodinzolando, ma la maggior parte delle volte questo non accade, anzi ci si ritrova ad arrabbiarsi e rincorrerlo di qua e di là per recuperarlo.

    La fiducia ed il rispetto non ci sono dovuti, si devono conquistare sul campo, sono condizioni che nascono e si fissano durante la vita quotidiana con la coerenza comportamentale e la semplicità del linguaggio. Gli errori da non commettere sono pochi, ma molto importanti: usare male il linguaggio del corpo e utilizzare punizioni inutili, servono esclusivamente per allontanare il cane da noi e per incrinare quel rapporto che fino ad ora abbiamo costruito passo dopo passo con fatica. Cosa non fare
    -non rincorrere il cane, cosa che diventerebbe un bellissimo gioco in cui lui scappa e voi lo prendete, rendendovi faticosa ogni uscita quotidiana.
    -non chiamare il cane ripetute volte, perché così facendo il richiamo diventerà poco importante e gli insegnerà a tornare solo quando ne ha voglia. Ricordare che i comandi vanno dati una volta sola.
    -non urlare contro il cane, per lui sarà molto difficile avvicinarsi a voi sentendovi arrabbiati, venirvi incontro deve essere un piacere, non una tortura.
    -non richiamare il cane solo ed esclusivamente quando dovete tornare a casa, perché potrebbe associare il richiamo come la fine dei giochi, cioè come qualcosa di negativo. Bisogna abituarsi a richiamarlo anche mentre è al parco, per poi lasciarlo libero nuovamente.
    -se il cane tarda a tornare, per nessun motivo dovete sgridarlo quando arriva!! Anzi, fategli molte feste, se le ricorderà per la volta successiva

    Come Insegnare il Richiamo

    A questo punto, cerchiamo di capire come rendere il nostro richiamo efficace e farlo migliorare nel tempo visto che, oltre al problema del potenziale smarrimento, fruire di un buon richiamo del nostro cane significa spesso riuscire a recuperarlo prima che si metta in pasticci che potrebbero mettere a rischio la sua e l’altrui incolumità (come ad esempio prima che attraversi una strada trafficata).
    Quando andremo a richiamare il nostro cane, il comando dovrà essere impartito con decisione e con tono risoluto, ma mai con cattiveria o con rabbia. La parola che identifica il comando del richiamo potrà essere il semplice “vieni” piuttosto che un’altra parola o un suono.

    Fase di lavoro
    -lasciare libero il cane e – quando volete – chiamatelo dicendo ”VIENI”
    -aspettate qualche secondo: se il cane torna subito da voi, abbassatevi (esprimendo così con il linguaggio del corpo la vostra affettuosa accoglienza), dite “BRAVO” e lodatelo con coccole, complimenti, afferratelo dolcemente e infine dategli il bocconcino. -se lui non torna, allora scappate via e appena si accorge che ve ne state andando e vi vien dietro, abbassatevi e rinforzate nello stesso modo.
    -se anche l’andare via non causa alcuna reazione da parte del vostro cane, che resta dov’è noncurante della situazione, allora sparite dalla sua visuale, nascondetevi e aspettate che lui si accorga di essere rimasto solo. A quel punto lasciate che vi ritrovi e al suo arrivo lodatelo con mille complimenti: la prossima volta al suono del richiamo tornerà sicuramente più velocemente.

    Quello che deve entrare nella testa del vostro cane è che quando sente il vostro richiamo deve correre il più spedito possibile da voi per non essere lasciato solo e perché voi avete mille sorprese da proporgli, molto più interessanti di ciò che lo distrae. Se siete in due o più, potete anche divertirvi a giocare con lui facendolo correre da uno all’altro usando sempre il comando “VIENI” e premiandolo ogni volta: imparerà così giocando a correre da voi sempre felicissimo, sapendo ciò che gli spetta.

    Quando pensate che il cane abbia capito cosa gli state chiedendo aumentate il grado di difficoltà: chiamatelo quando è distratto da qualcosa, provate a richiamarlo mentre sta annusando qua e la, infine provate a farlo quando è in mezzo ad altri cani. Quella sarà la prova più difficile ma vi darà un sacco di soddisfazioni. Cercate comunque sempre di richiamare il cane quando può ascoltarvi, sarà inutile richiamarlo mentre sta rincorrendo un suo simile o è nel bel mezzo di una lotta: imparate a chiamarlo nel momento in cui si ferma a riprendere fiato, così che possa essere più facile per lui arrivare da voi. Il richiamo resta una delle principali regole per avere un cane sotto controllo e sarebbe molto utile insegnarglielo fin da piccolo. Se siamo in grado di diventare la fonte più importante di risorse per il nostro cane, non ci sarà nemmeno l’occasione che egli non abbia piacere a tornare da noi scodinzolando.

    Per integrare quanto spiegato, ritengo utile fornire alcune note sullo schema comportamentale del cane in cui rientra “il richiamo”, ovvero la prestazione generalmente definita come “collegamento”. Il cane ha ereditato dal lupo l’istinto della caccia in branco, per svolgere la quale riconosce un capo a cui tutti i componenti del gruppo si sottomettono per ottimizzare il risultato della predazione. Da notare che durante la caccia, i componenti del branco – per mantenere il contatto col capobranco – non necessitano di alcun richiamo acustico da parte di quest’ultimo (infatti il “lupo alfa” in caccia non ulula per richiamare i suoi sottoposti, che a lui si collegano in assoluto silenzio).
    Come tutti i comportamenti ereditati dall’antenato lupo, nel cane il “collegamento” è carattere dominante, il cui genotipo può quindi essere omozigote o eterozigote. In quest’ultimo caso, madrenatura non si preoccupa delle conseguenze degenerative della specie dovute alla trasmissione del carattere recessivo, stante l’impossibilità che soggetti incapaci di partecipare alla predazione in gruppo possano sopravvivere in natura. Per mantenere il collegamento, il cane si avvale solo marginalmente della vista (che in lui è particolarmente debole) e fa uso di uno spiccato senso di orientamento, grazie al quale torna nel luogo in cui è avvenuto l’ultimo contatto col capobranco, per quindi trovare e seguire a naso la sua traccia (molte volte l’abbiamo visto fare dal nostro cane che vuole ricongiungersi a noi rientrando da una fase di cerca particolarmente spaziosa).
    Oltre a ciò alcuni cani sono guidati da un sesto senso che fa parte di un mondo ancora a noi sconosciuto. Comunque il richiamo del cane che ha perso il collegamento deve sempre essere emesso dal luogo in cui per l’ultima volta risultava collegato, perché il suo istinto là lo indurrà a tornare per cercare la traccia olfattiva che lo ricollega al suo capobranco. Tutti i cani hanno queste capacità di orientamento?. Purtroppo no, o quantomeno non tutti le hanno in egual misura e – a causa di errati criteri di selezione – sono in aumento i soggetti che ne sono sprovvisti.

    Il naturale schema comportamentale del collegamento nel cane viene spesso alterato dai richiami (quasi sempre immotivati) che il cacciatore gli rivolge, col risultato che l’ausiliare, invece di mantenere lo spontaneo e silente collegamento col suo conduttore, si abitua ad attendere la segnalazione acustica che gli fornisca l’indicazione di dov’è il suo capobranco, che però non è sempre facile da localizzare, stante lo scarso aiuto che può ottenere dalla sua vista molto corta. (A tale proposito, si noti che la vista del cane riesce però a vedere meglio gli oggetti in movimento: per cui, quando cerca invano di vedervi allorché è ad una certa distanza da voi, agitate in aria un fazzoletto spiegato… cosa che lo aiuterà molto ad individuarvi visivamente.) Una dilagante deformazione che sta distruggendo il collegamento naturale del cane da ferma è l’uso del beeper col quale un cane va per i fatti suoi nel bosco, fregandosene del suo conduttore e limitandosi a pazientemente attenderlo in ferma quando trova una beccaccia. Con ciò il concetto di collegamento viene letteralmente ribaltato perché, invece di essere il cane in collegamento con l’uomo, è il cacciatore che trova il cane con l’ausilio del dispositivo elettronico. Questo sarà forse un’evoluzione tecnologica, ma è certamente anche una aberrante involuzione del modo di concepire il cane da ferma. Il corretto comportamento del cacciatore dovrebbe invece mirare a stimolare fin dai primi mesi di vita il silenzioso collegamento del cane, premiandolo allorché torna spontaneamente e nascondendosi quando tarda ad arrivare, cosicché il finale ritrovamento diventi di per sé un’esperienza premiante. Durante l’esercizio della caccia, il richiamo acustico deve essere limitato ai casi in cui il cane può ravvisarne l’effettiva giustificazione, come ad esempio per un radicale cambiamento della direzione del percorso di caccia, o per legarlo al guinzaglio, o per indirizzare la cerca là dove è stata avvistata una rimessa.