Categoria: Cani

  • Dove e Come Passeggiare con il Cane

    In questa guida mettiamo a disposizione alcuni consigli utili su dove e come fare una passeggiata con il cane.

    I ritmi frenetici della vita metropolitana e l’ambiente che ci circonda, povero di spazi verdi e pieno di cattivi odori e rumori fastidiosi, sono tra le cause principali dell’insorgere di comportamenti problematici dei nostri cani, così come delle persone, del resto.

    Facciamo mille cose al giorno e spesso a fine giornata siamo stanchi e un po’ frustrati perché non troviamo il tempo per dedicarci alle attività che ci fanno stare bene. I nostri cani vivono la stessa nostra frustrazione: a casa si annoiano a morte aspettando il nostro ritorno e quando finalmente li si porta fuori, il più delle volte, non gli è concesso di fare qualcosa di veramente interessante per loro: non hanno infatti il tempo necessario per sfogare i loro bisogni primari, che non sono solo quelli fisiologici di sporcare, oltre naturalmente a mangiare, bere e dormire.

    “Porto il cane a fare i suoi bisogni” è una frase riduttiva rispetto alle vere necessità del nostro amico a quattro zampe, che da questa scarsa attenzione possono vedere compromesso il proprio benessere psicofisico. L’uscita non va dunque considerata semplicemente come un impegno finalizzato all’espletamento delle esigenze fisiologiche, altrimenti non si spiega perché un cane dovrebbe seguirci al guinzaglio (invece di trascinarci!), o ascoltarci (invece di ignorare ogni richiamo!) se per lui siamo soltanto un “accompagnatore”? Ecco come organizzare la passeggiata all’insegna del divertimento nel pieno rispetto del benessere del nostro amico.

    Responsabilità e consapevolezza

    Sappiamo veramente quali sono le necessità del nostro cane? Sappiamo come si sente, se è felice? Ci siamo mai chiesti se fa una vita appagante? Vivere con un cane comporta responsabilità e consapevolezza da parte nostra.

    Dobbiamo essere consapevoli che i cani, più di ogni altra cosa, desiderano stare con noi, passare il tempo in compagnia del loro riferimento affettivo. Oltre a questo però dobbiamo comprendere che sono animati da un’enorme vitalità, che li porta a desiderare stimoli, novità ed esperienze diverse, come socializzare, muoversi, esplorare, annusare, scoprire.

    E queste sono anche le ragioni per cui, da migliaia di anni, l’uomo ama così tanto i cani: sono esseri diversi da noi ma anche molto simili, che hanno il potere di ricordarci di fare cose semplici ma allo stesso tempo fondamentali per il nostro equilibrio fisico e mentale, come ad esempio una bella passeggiata, ogni giorno, insieme a loro.

    L’uscita giornaliera rappresenta quindi un momento fondamentale nella vita con il nostro cane, e se diventa un tempo di qualità ne derivano grandi benefici alla nostra relazione. E allora, nel reciproco interesse, abituiamoci a uscire con il nostro cane con l’obiettivo di goderci la passeggiata, oziando all’aria aperta, con il sorriso sulle labbra e dimenticandoci il cellulare, felici di trascorrere un po’ di tempo con la testa sgombra da qualsiasi pensiero. Una semplice passeggiata, fatta con il giusto atteggiamento, è una medicina potente per il fisico e per lo spirito.

    Tenere per mano è diverso da incatenare

    Appena gli impegni ce lo permettono, andiamo a passeggiare lontano da smog e rumori. Meglio prendere la macchina e perdere qualche minuto per raggiungere un bel parco. Non ci sono scuse! Tutti abbiamo un parco raggiungibile in 10 minuti con la macchina.

    Qui lasciamo che il cane annusi in pace ed esplori senza fretta: per lui questi sono bisogni fondamentali, oltre che un enorme piacere, proprio come per noi leggere un libro appassionante. In qualche modo sta leggendo le notizie che gli interessano!

    Interagiamo con lui guardandolo, sorridendogli, facendogli capire che siamo insieme, in sintonia, finalmente a goderci il nostro tempo. Se non ci sono altri cani nelle vicinanze, regaliamogli, ogni tanto, dei bocconcini che ama, buttiamoli nell’erba, fra i cespugli e facciamoglieli cercare.

    Giochiamo insieme se ce lo chiede. Impariamo a maneggiare con cautela il guinzaglio che deve essere una cintura di sicurezza e non uno strumento di prigionia: “c’è una grande differenza tra tenere una mano e incatenare un’anima”. Torniamo bambini per qualche minuto e facciamoci guidare anche dal cane. Passeggiamo, muoviamoci e, ogni tanto, scopriamo luoghi nuovi, i cani amano camminare ed esplorare. Non fermiamoci sempre e solo nelle aree cani.

    Appena possibile lasciamolo libero

    Diciamo subito che è importante un “bilanciamento” tra le fasi della passeggiata: il cane deve trascorrere almeno metà dell’uscita assieme a noi, mentre per il resto del tempo va lasciato libero di giocare con i suoi simili o di girovagare. L’inizio della passeggiata è il momento dedicato ai bisogni fisiologici e alla possibilità di correre in piena libertà. In seguito è bene passare all’impostazione, o al ripasso, degli esercizi di educazione, che vanno alternati a momenti di gioco e coccole e ad altri momenti di libertà: sessioni brevi e divertenti sono alla base di un buon addestramento. Infine, se abbiamo un cane socievole, possiamo lasciarlo libero di interagire con i suoi simili, sempre però nel rispetto di alcune regole basilari (vedi box).

    Certamente dobbiamo farlo solo ed esclusivamente dove è possibile e in piena sicurezza, sia per il nostro cane, sia per tutti gli esseri viventi che ci circondano. I cani possono esprimersi al meglio accanto all’uomo se vivono liberi: “…non lo libero perché ho paura che non torni…”, “…non lo libero perché ho paura che non mi ascolti…”, “…non lo libero perché ho paura che non mi segua…”, “…non lo libero perché ho paura che aggredisca gli altri cani…”.

    Ecco le scuse più comuni. I cani in realtà sono fra gli esseri viventi più sociali: seguono, tornano e ascoltano per definizione. Siamo noi che, ignorando quello che ci trasmettono e le loro necessità, li confondiamo a tal punto da non permettergli di capire come devono comportarsi.

    Una raccomandazione importante: se non possiamo ancora liberare il nostro cane perché non torna al richiamo o perché è aggressivo, prima di sganciare il moschettone, chiediamo aiuto a una persona esperta che ci aiuti a risolvere il problema, perché se non liberiamo mai il nostro cane significa che abbiamo un problema!

    E poi: se non permettiamo al nostro cane di vivere la maggior parte del suo tempo in libertà, come facciamo a definirci suoi amici? Avete mai pensato alla frustrazione di un essere vivente nato per vivere libero e all’aperto, che è costretto a stare in casa, o in giardino, tutto il giorno, salvo uscire per sporcare legato a un guinzaglio. E magari viene pure strattonato e rimproverato perché si sofferma troppo ad annusare! Dobbiamo fare almeno un’uscita di qualità al giorno: un’ora è il “minimo sindacale!”. Oltre alle uscite “solo” per sporcare, naturalmente. Dove troviamo il tempo con tutto quello che abbiamo da fare? Il tempo si trova, bisogna volerlo.

    Un personale consiglio è quello di svegliarsi presto la mattina e scoprire che le prime luci dell’alba portano con loro un’energia unica e che una bella passeggiata in compagnia del nostro caro amico cane è benefica anche e soprattutto per noi.

    Scrollatevi di dosso la pigrizia, caricate il cane in macchina e, in qualsiasi momento della giornata, trovate il tempo per andare a passeggiare in un parco.

    Vale sempre la pena di ricordare che, onde evitare il rischio di torsione dello stomaco, in particolare nelle razze di taglia grande, il cane non deve mai mangiare prima di svolgere attività fisica, soprattutto se intensa. Organizziamoci perciò in modo sa somministrare i pasti dopo le passeggiate. Durante la passeggiata, dopo che il cane ha corso, possiamo però somministrargli del cibo secco come rinforzo per una buona condotta al guinzaglio, o durante una sessione d’educazione, o per proporre dei divertenti giochi di nosework, una sorta di caccia al tesoro che mette alla prova il fiuto del nostro amico, ma di questo avremo modo di parlare nei prossimi numeri della rivista.

    Regole basilari

    Evitiamo di proporre giochi o cibo se nelle vicinanze ci sono altri cani, potrebbero essere motivo di competizione
    Non commettiamo il grave errore di chiamare il nostro cane solo al momento di andar via: sfruttiamo questi momenti di libertà per rinforzare il richiamo
    Molti cani amano il gioco fisico, ma è importante evitare che la situazione porti a uno stato di sovraeccitazione: alla lunga i cani tendono a perdere il controllo e le conseguenze possono essere spiacevoli

    Cosa portare con noi

    sacchetti per le deiezioni (che vanno usati e non solo legati al guinzaglio in bella vista)
    museruola (obbligatoria per legge sui mezzi pubblici)
    un gioco (sassi e bastoni sono da evitare)
    acqua (se non incontriamo una fontana sul percorso)
    alimenti premio, possono sempre tornare utili.

    Si tratta di regole semplici da seguire.

  • Come Trasportare Cane in Auto

    In questa guida mettiamo a disposizione alcuni consigli utili su come trasportare un cane in auto.

    Il cane è parte della famiglia, per questo partecipa a tutte le attività dei proprietario, si sposta quotidianamente con lui, lo accompagna nei weekend e durante le vacanze estive, questo richiede un’abitudine a viaggiare.

    Per il cane viaggiare in automobile è un’esperienza del tutto innaturale: il rumore del motore, le oscillazioni causate dal movimento dell’auto, lo scorrere del paesaggio, l’avvicinarsi all’automobile di persone sconosciute (il benzinaio, il casellante, un passante ecc.) sono tutte situazioni che possono spaventarlo.

    Se il nostro amico a quattro zampe è in difficoltà a gestire il viaggio, sbava in modo eccessivo, o vomita, tecnicamente si parla di cinetosi, mentre se si agita, cercando di fuggire alla sola vista dell’auto, anche se è ferma, a motore spento, si parla di fobia postraumatica. Alcuni soggetti possono presentare una fobia della auto, ossia aver paura di questa e di salirci a prescindere, senza aver avuto in precedenza esperienze stressanti.

    La cinetosi

    La “malattia da movimento” è un disturbo che colpisce gli animali quando sono su mezzi di trasporto. L’auto è il mezzo che crea i maggiori problemi ai proprietari di un cane, perché è il mezzo più usato. Il disturbo è dovuto alla stimolazione delle strutture dell’equilibrio che sono poste a livello dell’orecchio interno, a seguito di sollecitazioni legate al movimento dell’autoveicolo.

    Il cane sbava, con fili di saliva che gli scendono dalla bocca (scialorrea), può gemere per il disagio che prova, sino ad arrivare al vomito del cibo ingerito nelle ultime ore, o se a digiuno di succhi gastrici. Non è necessario fare lunghi viaggi, poche centinaia di metri sono sufficienti per l’insorgere dei sintomi.

    Se il proprietario non si ferma, il cane si agita, diventa irrequieto, geme e sbava sempre più copiosamente. Il cercare di calmarlo con coccole, cibo, carezze, peggiora la situazione, il solo comportamento utile è fermarsi e riportare il cane a casa, possibilmente a piedi, o girando l’auto e facendo rapidamente la strada del ritorno.

    Fobie

    Quando un cane ha fatto più esperienze negative di viaggi in auto, con scialorrea, vomito e tutti i sintomi sopra descritti, lo spostamento in auto diventa un evento stressante che porta alla comparsa di una patologia denominata fobia postraumatica. Sbavare, vomitare, tremare rappresentano l’evento traumatico, la macchina il contesto in cui avviene.

    Con il tempo, alla vista “della macchina”, il cane fugge, si nasconde, non si lascia prendere, trema, ansima, ma può anche aggredire il proprietario che cerca di prenderlo per metterlo a forza nel veicolo. Se viene caricato in auto, prima che si avvii il mezzo, il cane comincia a sbavare, si lecca le labbra, sbadiglia e poi raggiunge il massimo del suo stress con una o più vomitate, nei casi più gravi può anche avere diarrea.

    La classica ciliegina sulla torta di un comportamento umano insensibile ai bisogni di un animale. La fobia della macchina è la paura dell’oggetto auto, che si manifesta in cani che non hanno avuto un corretto sviluppo comportamentale. Il soggetto non è in grado di affrontare stimoli sensoriali, o situazioni nuove, perché cresciuto in un ambiente ipostimolante, rispetto a quello in cui è inserito.

    In sostanza sono animali che vissuti, per esempio in campagna, senza fare viaggi in macchina sino all’età adulta, sono caricati in auto e portati a fare un viaggio. La non conoscenza del mezzo e degli ambienti nuovi sono elementi determinanti per l’insorgere della fobia, che si manifesta con i sintomi descritti in precedenza. La fobia dell’auto si inserisce in una patologia che è la Sindrome da Privazione Sensoriale.

    Come intervenire in anticipo

    Abituare il cucciolo di due mesi all’auto, spesso è sufficiente portarlo in macchina per brevi viaggi, di pochi minuti, seguendo il medesimo percorso per più giorni, per allungare, progressivamente, il tragitto e andare in luoghi nuovi solo quando il cane si mette tranquillo a cuccia in una parte del veicolo. Preparare un posto per il cane, mettendo una copertina e sedendovi vicino a lui.

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    Consiglio di abituarlo a stare sul sedile posteriore dell’auto, quando sarà adulto potrà rimanere su questo, oppure essere ospitato nel baule adeguatamente preparato. In certi casi potrebbe essere utile usare un trasportino in plastica o in rete di metallo che farà da “cuccia” per il nostro amico a quattro zampe.

    Il cane deve essere abituato al trasportino, mettendolo in casa con la porta aperta e con una copertina all’interno, affinché possa entrare e uscire liberamente, si può lasciare un bocconcino all’interno per renderlo più invitante e premiarlo con tante lodi e carezze quando vi entra e resta per un po’ di tempo. Solo quando il cucciolo si sarà abituato al trasportino lo si collocherà in auto facendo entrare il cane, con l’auto ferma e premiandolo se rimane tranquillo.

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    Abituare un cucciolo alla macchina è un esercizio che richiede calma e determinazione, è importante fargli vivere questa esperienza in modo positivo e gratificante, come un bel gioco a cui partecipa tutta la famiglia. Non mi stancherò mai di ripetere che alla base di un comportamento rispettoso dell’altro c’è la relazione, questo vale per l’uomo verso il cane e viceversa.

    Cosa possiamo fare in concreto?
    -Abituare il cucciolo, sin dai primi mesi, ad ambienti diversi (città, campagna, mare, montagna) e a situazioni diverse: viaggi in macchina, in treno, in autobus, passeggiate in campagna e nei parchi, luoghi pubblici, affollati e ambienti tranquilli
    -Il cane è un essere senziente e con capacità cognitive che impara in situazioni piacevoli caratterizzate da emozioni positive, anche per abituarlo alla macchina si deve creare un contesto così.
    -Il gioco è un ottimo modo per aiutare il cane a crescere e per fare esperienze
    -Non provare con la forza a far salire il cane sulla macchina
    -In caso di evidenti problemi, non fare altri viaggi senza aver sentito il parere del veterinario
    -Il veterinario potrà prescrivere un farmaco e fornire le informazioni per la corretta gestione del cane in auto, oppure indirizzarvi a un veterinario esperto in comportamento animale
    -Non abbattersi e non rinunciare a portare il cane in viaggio, la soluzione c’è, è necessario rivolgersi a degli esperti che con un’adeguata terapia sapranno trattare il disturbo
    -Ma non sottovalutare i sintomi manifestati dall’animale, perché soffre, intervenire tempestivamente significa aiutare lui e anche voi.

    Seguendo questi consigli sarà più semplice viaggiare con il cane.

  • Mantello del Cane – Descrizione, Caratteristiche e Colori

    Il Mantello di un Cane è in generale composto da pelo e sottopelo. Il pelo è la parte esterna di copertura, con tessitura abbastanza ruvida, il sottopelo è quella interna, più soffice. Ovviamente vi possono essere delle eccezioni. Il mantello di un cane è una caratteristica importante: i cani allevati nelle regioni a clima freddo hanno spesso un mantello molto denso; i cani da caccia tendono ad averlo corto e liscio; i Terrier infine vengono allevati spesso a pelo ruvido, che fornisce loro protezione contro gli elementi naturali.

    Il mantello del cane esercita molteplici funzioni; oltre all’isolamento termico e la protezione nei confronti di raggi ultravioletti, costituisce un’interfaccia durante le relazioni sociali e rappresenta spesso, per il proprietario, una qualità da ammirare. I disturbi a carico del pelo possono essere determinati anche da squilibri alimentari; la carenza o la mancanza di determinati principi nutrizionali influiscono negativamente e visibilmente sul rinnovo fisiologico del pelo. Nel cane ( come negli altri mammiferi), i peli originano dai follicoli piliferi, inclusi nello spessore dell’epidermide.

    Il ciclo di vita del pelo è diviso in tre fasi: una fase di crescita, una fase intermedia e una di riposo. La prima fase è fortemente dipendente dalle caratteristiche genetiche del soggetto, variabile secondo la lunghezza del pelo, la regione del corpo, la razza e l’individuo. Nella seconda fase si assiste a un arresto della sintesi dei pigmenti che colorano il pelo e la sua parte terminale diventa bianca. Nella terza fase, il pelo non è più ancorato nel follicolo pilifero e cade, anche perchè spinto dal nuovo pelo sotto stante che comincia a crescere. Il rinnovo del mantello è un processo continuo, anche se esistono variazioni nella velocità di crescita e nella densità del pelo; variazione dovuta all’atrofia di alcuni follicoli dopo la caduta del pelo e alle modificazioni che esso subisce durante la stagione invernale e quella estiva.

    Manutenzione del Mantello del Cane

    Quando si sceglie un Cane, occorre tenere conto del suo tipo di pelo.
    I Cani con pelo corto e liscio, come i Dalmata, sono più facili da curare, in quanto basta strofinarli con un guanto di gomma e lavarli di tanto in tanto. Al contrario un cane a pelo duro ,come lo Schnauzer, deve essere spazzolato regolarmente. Se poi vengono esposti in mostra, il pelo deve essere strippato almeno ogni tre mesi; se sono cani di affezione, vanno tosati ogni due mesi e i peli in eccesso devono essere tagliati intorno agli occhi e alle orecchie.
    Le razze a pelo Lungo, come il Pastore Scozzese, devono essere spazzolate almeno due volte la settimana perchè il pelo non infeltrisca.
    Molte Razze trarranno beneficio se lavate ogni tre mesi, non occorre in ogni caso eccedere nel lavare i Cani.
    Sia il cane a pelo lungo che quello a pelo corto vanno spazzolati almeno una volta al giorno preferibilmente dopo la passeggiata per rimuovere residui di erbe, terriccio e sporcizia di varia natura utilizzando spazzole a setole naturali. Utilizzare pettini a denti stretti se l’animale è a pelo corto e a denti più radi se il pelo è lungo. Ponete l’animale all’aperto o su un foglio di giornale e cominciate a spazzolarlo contropelo quindi pettinatelo nel senso del pelo e infine tornate a spazzolarlo in direzione del pelo. Questa operazione và fatta con calma, in ambiente rilassato, possibilmente alla stessa ora e dalla stessa persona. E’ importante osservare attentamente la cute dell’animale per poter individuare la eventuale presenza di parassiti (zecche, pulci, pidocchi), alopecie, ferite e arrossamenti.
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    Colori Mantello

    Alcune Razze hanno un solo colore del mantello, mentre altre razze hanno più colori. Ogni Razza è caratterizzata dal suo tipico Mantello, con specifica tessitura e lunghezza. Il Colore del Mantello, nei cani di razza, è una caratteristica fondamentale, pertanto ad ogni razza corrispondono dei particolari colori del mantello, come definito nello standard ufficiale.

    Questi riquadri forniscono l’indicazione generale dei diversi colori che si possono riscontrare in una razza; non riproducono esattamente i vari colori, ma ne riflettono i gruppi più significativi. Nel caso di razze con il mantello di più colori, le relative informazioni sono indicate sulle singole schede. Può esistere il caso che non tutti i colori del mantello di una razza siano accettati in esposizione.

  • Convivenza del Cane con Altri Animali – Consigli Utili

    Oggi spieghiamo come fare convivere il cane con altri animali.

    Le ricerche effettuate fino a oggi, collocano il processo di domesticazione del cane circa 300000 anni fa. La presenza del cane ha favorito la crescita della sicurezza del gruppo famigliare: la notte è una sentinella, il giorno collabora nella caccia e nella difesa del gruppo durante gli spostamenti. Il cane, nel periodo Paleolitico, ha influenzato lo stile di vita dell’uomo tanto che la presenza di quest’animale ha contribuito a favorire l’affermazione dei sapiens rispetto ai neandertaliani. Il miglioramento delle tecniche di caccia, un’alimentazione più ricca e un incremento riproduttivo hanno portato a un’espansione sia dell’essere umano sia del cane. Il processo di coevoluzione è ancora in atto.

    Per volere dell’uomo, gli accoppiamenti controllati hanno dato luogo alla nascita delle razze, popolazioni omogenee all’interno di una specie. Una modalità di classificazione delle razze prende in considerazione “ciò cui il soggetto è maggiormente interessato” cioè le motivazioni e le vocazioni prevalenti negli individui che ne fanno parte. Le capacità ricercate si basano sulla motivazione predatoria, amplificata e ritualizzata nei pastori conduttori del bestiame (Pastore Tedesco, Pastore Belga, Border Collie e così via), nei cani da ferma (Bracco Italiano, Spinone, Bracco Tedesco e così via), nei retriever (Labrador Retriever, Golden Retriever e così via), nei terrier (Parson Jack Russel Terrier, West Highland Terrier, Yorkshire Terrier e così via) e nei molossi (Mastino Napoletano, Cane Corso, Alano e così via). Nei cani da caccia da seguita (Segugi Italiani e Tedeschi, Bassotti, Beagle, e così via), nei guardiani degli armenti (Pastore Maremmano – Abruzzese, Pastore Bergamasco e così via) motivazioni e vocazioni sono legate alla caccia e alla protezione e sono normalmente esercitate tanto che il conduttore non deve possedere particolari abilità per favorirne la messa in atto. La motivazione predatoria è, invece, poco accentuata nei bichon (Maltese, Bolognese, Bichon Frisé e così via), soprannominati per la loro origine “cani delle dame”, e nel Carlino, variabile a pelo corto dei piccoli cani leoni. Un incrocio (o meticcio) avrà uno spettro vocazionale caratterizzato da motivazioni esplicitate in modo variabile secondo l’incrocio razziale al quale appartiene.

    La convivenza con una specie preda (il gatto, il coniglio, gli uccelli) è favorita dalla bassa motivazione predatoria del cane e dalla capacità di quest’ultimo di adattarsi a nuove situazioni. Infatti, la plasticità comportamentale, raggiunta realizzando un grande numero di esperienze, arricchisce la “banca dati” dell’individuo e favorisce l’integrazione di un nuovo membro all’interno del gruppo sociale. Un cane che conosce il sistema di comunicazione di un gatto poiché ha vissuto in precedenza con un soggetto di questa specie, per esempio, sarà in grado di accettare con maggiore facilità il piccolo felino soprattutto se questo ultimo non si comporterà “da preda”. Infatti, i movimenti improvvisi e a scatto, le rapide corse, i salti, i vocalizzi, i soffi e così via permettono al predatore di identificare la possibile preda e partire all’inseguimento!

    Il cane e il gatto come e quali scegliere

    Scegliere un gattino di almeno cinque o sei mesi (sarà in grado di allontanarsi dal cane)
    Adottare un gattino curioso, intraprendente, disponibile e poco propenso alla fuga
    Fare incontrare il cane e il gatto in “campo neutro” (per esempio nella sala visita del Medico Veterinario): il felino rimarrà all’interno del trasportino e il cane al guinzaglio (la distanza tra i due sarà progressivamente ridotta secondo le risposte comportamentali emesse dagli individui)
    Cane e gatto vivranno nell’appartamento, per qualche settimana, separati da un cancelletto (come quello utilizzato per i bambini in tenera età) in modo da permettere la conoscenza tra gli individui
    Lasciare a disposizione lo spazio nelle tre dimensioni (per esempio il ripiano dei mobili) in modo che il gatto possa accedervi, prendendo le distanze dal cane
    Allestire nello spazio abitativo una stanza dove il gattino (con cassetta, punto cibo e giochi) sarà confinato in assenza dei proprietari
    Non punire il cane in caso di abbaio o inseguimento
    Non punire il gatto in caso di soffi, ringhi o colpi inferti con la mano

    Il cane e il coniglio

    Scegliere un coniglio adulto poiché i cuccioli sono spesso soggetti a traumatismi (dovuti anche al solo all’impatto con il viso o con le mani del cane);
    Risulta essere di fondamentale importanza che la preda non fugga alla vista del cane: è necessario adottare un coniglio curioso e non timoroso;
    Cane e coniglio vivranno nell’appartamento, per qualche settimana, separati da un cancelletto (come quello utilizzato per i bambini in tenera età) rivestito da una rete in modo da permettere la conoscenza tra gli individui;
    Attenzione: i conigli sono animali molto territoriali e tendono a difendere la zona in cui si trova la gabbia anche con veemenza, arrivando a scacciare gli intrusi!
    Non punire il cane in caso di abbaio o inseguimento.

    Il cane e i volatili

    Scegliere un volatile di grandi dimensioni, come un pappagallo cenerino o un’ara: il volo stimola la predazione e un uccello di piccole dimensioni corre un rischio importante;
    La convivenza con un pappagallo richiede, però, un grande impegno poiché è un animale intelligente, fortemente sociale e necessita d’interagire continuamente con il proprio gruppo di appartenenza, anche se si tratta di una famiglia di esseri umani;
    Risulta essere fondamentale che, almeno all’inizio della convivenza, il pappagallo non voli alla presenza del cane;
    Il proprietario, per favorire la conoscenza tra gli individui, può tenere sulla mano il pappagallo e chiamare il cane. È necessario, però, capire quando il volatile si trova in difficoltà e allontanarlo dal cane;
    Il cane e il pappagallo non dovranno mai rimanere insieme in libertà senza la supervisione dei proprietari;
    Non punire il cane in caso di abbaio o inseguimento.

    I consigli del veterinario

    La convivenza con una specie preda (il gatto, il coniglio, gli uccelli) è favorita dalla bassa motivazione predatoria del cane.
    Un grande numero di esperienze realizzate durante lo sviluppo comportamentale arricchisce la “banca dati” del cane, favorendo l’integrazione di un nuovo membro all’interno del gruppo sociale.
    Risulta essere opportuno realizzare una visita comportamentale presso un Medico Veterinario Comportamentalista pre adozione così da definire un progetto di convivenza.

  • Cane Boxer – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del cane Boxer, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    Di nazionalità tedesca, razza recente in quanto nasce ufficialmente all’esposizione del 1895 (anno di fondazione del Boxer Club) per incrocio del piccolo Bullenbeisser (Brabantino) e il Bull Dog inglese da parte di un gruppo di cinofili di Monaco di Baviera. Lo standard nacque nel 1902 e completamente revisionato e fissato nel 1920.

    Standard

    Gruppo: II – Pinscher e Schnauzer – Molossoidi – Cani da montagna e bovari svizzeri
    Sezione: Molossoidi
    Nome: Boxer
    Tipo: Utilità e difesa, compagnia.
    Origine: Germania
    Altezza al garrese: Femmine 57-59 cm. Maschi 57-63 cm.
    Peso: Femmina almeno 25 kg. Maschi almeno 30 kg.
    Pelo: Corto, duro, brillante e aderente
    Colore: Fulvo e tigrato, sono ammesse macchie bianche purchè non superino un terzo del colore di fondo. Dal 2005 l’Enci rilascia pedigree anche a soggetti completamente bianchi con la dicitura soggetti non idonei alla riproduzione, questi possono partecipare a prove di lavoro ma non a esposizioni.
    Testa: Muso corto e largo, stop ben marcato. Tartufo largo e un po’ all’insù. Il labbro superiore deve coprire interamente la bocca e i denti non si devono vedere quando la bocca è chiusa.
    Orecchie: Dal 2007 è vietata la conchectomia (taglio delle orecchie), hanno forma triangolare rivolte in avanti e sono alte.
    Occhi: Scuri, espressivi e non troppo piccoli, non sporgenti in posizione sub-frontale.
    Coda: Dal 2007 è vietata la caudectomia (taglio della coda) è di media lunghezza , più robusta alle base tende ad assottigliarsi in punta

    Carattere

    Sicuro di se,con una grande stabilità di carattere. Indole giocosa da eterno cucciolone, caratteristica che mantiene anche da anziano. Molto affettuoso, leale e socievole con la famiglia, particolarmente adatto ai bambini che protegge a costo della vita ma schivo con gli estranei, ottimo cane da guardia impavido in situazioni gravi, ma anche come cane da compagnia. Si presta bene all’addestramento per la sua vivacità e curiosità ma mai con metodi coercitivi.

    Ambiente ideale

    Una famiglia con bambini e un giardino per giocare è l’ideale ma si adatta anche in appartamento a patto di avere del tempo da dedicargli per fargli sfogare con il gioco o un’attività sportivo-ludica (agility,mondioring ecc.) la sua innata esuberanza. L’attività fisica è indispensabile per mantenerlo in forma se non si vuole farlo ingrassare e inflaccidire, il fisico forte e muscoloso ma con andatura elastica è la bellezza del Boxer.

    Cura

    Come tutti i molossoidi non è longevo, 10 o 11 anni, in vecchiaia può soffrire di patologie oculari, artrosi e problemi cardiaci spesso di origine ereditaria.
    Può essere soggetto a displasia dell’anca o spondilosi (malattia degenerativa della colonna vertebrale) che sono patologie ereditarie e quindi i soggetti affetti andrebbero esclusi dalla riproduzione. Ha cute grassa e quindi può essere affetta da dermatiti, facilmente ovviate con la pulizia con particolari shampoo adatti a questo tipo di pelle.