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  • Obedience – Addestramento e Regolamento

    In questa guida parliamo dell’obedience, una disciplina ideata per valutare le doti di apprendimento del cane.

    Risulta essere una disciplina aperta a tutti i cani di età superiore ai 12 mesi, iscritti al libro genealogico di razza, mirata ad insegnare al cane un comportamento controllato e collaborativo, improntata su di un binomio composto da armonia e complicità tra cane e conduttore che porta ad un’intesa perfetta in ogni ambito dell’attività.

    Sono previste tre classi e relativi esercizi

    CLASSI
    Classe 1 (solo nazionale): riservata ai cani di razza di età superiore ai 12 mesi.
    Classe 2 (solo nazionale): riservata ai cani di razza di età superiore ai 12 mesi che hanno superato il brevetto
    della Classe 1.
    Classe 3 (nazionale e internazionale): riservata ai cani di razza di età superiore ai 15 mesi che hanno superato il brevetto della Classe 2.

    ESERCIZI
    Debuttanti: sociabilità, condotta con guinzaglio, condotta senza guinzaglio, richiamo semplice, terra durante la marcia, tenuta di un oggetto, salto semplice, posizioni a distanza, terra 1 minuto con conduttore a vista, valutazione generale.
    Classe 1: sociabilità, terra 1 minuto con conduttore assente, condotta con e senza guinzaglio, “resta in piedi” durante marcia, richiamo semplice, invio in avanti con terra nel quadrato, riporto di un oggetto del conduttore, alto andata e ritorno, odorato e riporto, posizioni a distanza, valutazione generale.
    Classe 2: seduto in gruppo 1 minuto, terra in gruppo 2 minuti, condotta senza guinzaglio, resta in piedi e seduto durante marcia, chiamata con terra, invio in avanti con resta in piedi e terra nel quadrato, riporto, salto con riporto, odorato e riporto, posizioni a distanza, valutazione generale.
    Classe 3: seduto in gruppo 1 minuto, terra in gruppo 3 minuti, condotta senza guinzaglio, resta in piedi seduto e terra in marcia, chiamata con resta in piedi e terra, invio con resta in piedi e terra nel quadrato, riporto direttivo, salto con riporto, odorato e riporto, posizione a distanza.

    Per arrivare ad ottenere buoni risultati in questa disciplina è necessario molto lavoro e dedizione.
    Risulta essere importantissimo imparare a capire i tempi di attenzione del proprio cane per non esagerare con l’allenamento, e creare di conseguenza degli stress inutili e che comprometterebbero il lavoro svolto sino a quel momento.

    L’obedience, come tutti gli sport cinofili, deve essere un momento di gioia, divertimento e apprendimento reciproco che scaturisce da una perfetta intesa tra uomo e cane.

  • Mondioring – Addestramento e Regolamento

    Il Mondioring è uno sport cinofilo aperto a cani di tutte le razze iscritti ad un libro genealogico riconosciuto (ossia provvisti di pedigree riconosciuto dall’FCI), ufficialmente accettato dall’ ENCI nel 2001, ma già praticato da circa dieci anni in Francia, Svizzera, Belgio e Olanda.

    Lo scopo di questa disciplina è innanzitutto di mettere in evidenza le attitudini naturali del cane, la qualità del suo addestramento e la perizia del conduttore, considerando in ogni caso il patrimonio genetico del cane.
    In questo sport le difficoltà sono progressive in base alle categorie dei concorrenti.
    Inoltre è un momento di competizione e confronto per gli appassionati di addestramento e sicuramente motivo di spettacolo per gli spettatori.

    Il Mondioring è una disciplina affascinante e spettacolare, che mette in evidenza il temperamento e l’equilibrio del cane che deve essere sempre pronto ad affrontare situazioni di diversa natura e che lo stimola a ragionare autonomamente per valutare tutte le potenziali situazioni. Per questo nell’ambito del Mondioring i cani devono essere scrupolosamente esaminati e valutati dal punto di
    vista caratteriale perché non tutti sono dotati dell’equilibrio necessario a svolgere una disciplina così impegnativa.
    Per questo sport è sempre raccomabile affidarsi ad un Istruttore qualificato perché la disciplina “anche se legata al morso” non deve assolutamente essere impostata sull’aggressività ma sul naturale istinto predatorio insito in ogni cane e sul gioco.
    A dimostrazione che il morso nel Mondioring non è espressione di aggressività, bensì “un gioco”, ho visto cani da competizione a livello mondiale che si rifiutavano di mordere il figurante perché sopra il costume aveva indossato un impermeabile.

    Le classi previste sono 4:
    -Debuttanti: a cui sono ammessi soggetti di tutte le razze anche se sprovvisti di pedigree purché abbiano compiuto i 12 mesi di età (punteggio max. 100);
    -Categoria 1: possono partecipare tutti i soggetti con pedigree di almeno 12 mesi di età (punteggio max. 200);
    -Categoria 2: vi possono partecipare tutti i soggetti che abbiano ottenuto almeno 2 volte 160 punti in Categoria 1 (punteggio max. 300);
    -Categoria 3: vi possono partecipare tutti i soggetti che abbiano ottenuto almeno 2 volte 240 punti in Categoria 2 (punteggio max. 400).
    Ogni cane può concorrere un numero infinito di volte nella stessa categoria anche se ha ottenuto i punti per il passaggio alla classe superiore.
    Non potranno partecipare cani in cattive condizioni di salute. Le femmine in calore entreranno in campo per ultime.

    Un cane viene escluso dalla prova qualora cerchi di attaccare altre persone al di fuori del figurante preposto alla fase della difesa.
    Il conduttore deve essere iscritto ad un sodalizio riconosciuto dall’ENCI e qualunque suo atto di brutalità nei confronti del cane determina la squalifica dalla prova.

    Il programma comprende tre tipi di prove che si svolgono tutte senza collare e guinzaglio:
    -obbedienza;
    -salto;
    -morso.

    Esercizi di obbedienza
    -Condotta al piede senza guinzaglio:
    Tragitto con 3 cambiamenti di direzione, un dietrofront e due arresti.
    -Assenza del conduttore:
    Categoria 1 e 2 – posizione a terra o seduto;
    Categoria 3 – conduttore nascosto – durata un minuto;
    Durante l’assenza verrà effettuata una distrazione:
    in Categoria 1 e 2 a non meno di dieci metri dal cane.
    in Categoria 3 a non meno di cinque metri dal cane.
    -Invio in avanti:
    Categoria 1 – distanza 20 metri;
    Categoria 2 – distanza 30 metri;
    Categoria 3 – distanza 40 metri
    -Posizioni a distanza:
    Seduto, terra e in piedi; distanza dal
    conduttore:
    Categoria 1 – a 5 metri;
    Categoria 2 – a 10 metri;
    Categoria 3 – a 15 metri;
    -Rifiuto del cibo:
    Categoria 1 – vengono lanciati al cane
    due bocconi mentre è a terra col conduttore generalmente nascosto;
    Categoria 2 e 3 ci sono anche sei bocconi sparsi sul terreno di gara.
    -Riporto dell’oggetto:
    Riporto di un oggetto diverso ad ogni concorso e lanciato minimo a 5 metri dal conduttore.
    Oltre a ciò per le Categorie 2 e 3 è prevista la ricerca del legnetto.

    Salto
    Per la Categoria 1 un solo salto a scelta fra quelli indicati di seguito;
    Per la Categoria 2 due salti a scelta tra quelli indicati di seguito;
    Per la Categoria 3 tutti e tre i seguenti salti.
    -Salto in lungo:
    Categoria 1- metri 3;
    Categoria 2 – metri 3,5;
    Categoria 3 – metri 4
    -Salto in alto:
    Categoria 1 – metri 1
    Categoria 2 e 3 – metri 1,20 andata e ritorno.
    -Palizzata:
    Categoria 1 – metri 1,80
    Categoria 2 – metri 2,10
    Categoria 3 – metri 2,30

    Esercizi di morso
    -Attacco frontale con bastone
    -Attacco frontale con accessori
    -Attacco in fuga
    -Falso attacco in fuga
    -Difesa del conduttore
    -Guardia all’oggetto
    -Ricerca

    Si tratta quindi di una disciplina molto interessante.

  • Cane che Tira al Guinzaglio – Cosa Fare

    Il problema del cane che tira al guinzaglio è uno dei più comuni che può incontrare il proprietario di un cane, soprattutto se di grande taglia.

    Insegnare al nostro cane a passeggiare tranquillamente al fianco ed a prestarci attenzione quando gliela chiediamo, è una delle cose più importanti che fin da cucciolo deve imparare.
    Questo potrebbe risparmiarci molto lavoro in futuro.

    Per evitare che quando usciamo con lui la passeggiata diventi una tortura, è quindi importante mettere da subito a punto la condotta al guinzaglio.
    Specialmente se il cane è di taglia medio/grande, molte persone optano per l’utilizzo di collari a strozzo; ma se questi non sono usati correttamente ed integrati ad un programma di educazione mirato allo scopo, non portano alla risoluzione del problema ma provocano solo grossi disagi al cane.
    La comprensione del lavoro sarà sicuramente più semplice e piacevole per entrambi se integrata dalla tecnica del rinforzo positivo.

    Concentriamo la nostra attenzione su due fasi del lavoro
    -La “condotta” vera e propria, in cui cercheremo di avere il cane sotto controllo nei momenti in cui ce ne sia realmente bisogno: per esempio, attraversare una strada, lasciar passare un viandante, incrociare un altro cane, ecc.
    -L’addestramento a “non tirare”. Per cani “tiratori” l’insegnamento alla condotta con il guinzaglio non è sufficiente ad indurre il
    cane a non tirare più. Pertanto è necessario un ulteriore educazione mirata allo scopo.

    Condotta

    La “condotta” è un esercizio che consiste nell’insegnare al cane a mantenere la posizione vicino a noi durante il movimento con varie andature (normale, di corsa, lenta).
    Iniziamo a lavorare con il cane in casa, dove non ci sono molte distrazioni e dove sarà più disposto e più facilitato ad apprendere il nuovo esercizio.
    -chiediamo al cane di guardarci e aiutiamolo a mettersi al nostro fianco;
    -stiamo fermi con lui in attenzione, diciamogli “bravo!” e rinforziamo con un bocconcino;
    -sempre mentre ci guarda facciamo uno o due passi, rinforziamo mentre siamo in movimento e fermiamoci dicendo “bravo!” e poi diamogli il boccone;
    -ripetiamo questa sequenza aumentando ogni volta il numero di passi;
    -quando il cane ha imparato a mantenere la posizione corretta per almeno una ventina di passi, inseriremo il comando vocale “piede” (ognuno può scegliere che tipo di parola associare a questo comportamento) prima di partire;
    -continuiamo ad allenare il cane pronunciando il comando prima di partire e aumentando il numero di passi e facendo dei cambiamenti di direzione. Insegniamogli a seguire il più possibile il nostro corpo;
    -inseriamo poi un programma a rinforzi variabili: non rinforziamo più ad ogni esercizio ma saltuariamente. Non dimentichiamoci invece di lodarlo ogni volta con un bel “bravo!”.

    Una volta raggiunto l’obbiettivo in casa, lavoriamo in giardino oppure in un posto non molto affollato, per poi passare gradualmente a situazioni più distraenti fino a riuscire a gestire il cane anche in condizioni decisamente difficili (mercato, negozi, centro, ecc..).
    Il fatto di avere il cane in attenzione su di noi e al nostro passo, aiuterà a non essere di intralcio per gli altri e ad infondere tranquillità nel cane.

    Addestrare il Cane a non Tirare al Guinzaglio

    Avendo ottenuto una buona “condotta”, passiamo ora all’addestramento specifico a “non tirare” al guinzaglio.

    Perché i cani tirano al guinzaglio?
    I cani tirano al guinzaglio perché vogliono arrivare ovunque stiamo andando il più in fretta possibile e quindi esplorare, annusare tutto ciò che possono. Seguirli rappresenta per loro il premio migliore e se noi glielo consentiamo, premiamo involontariamente questo comportamento.
    Se a nostra volta tiriamo il cane per tenerlo vicino a noi, otterremo solo l’effetto contrario: il cane d’istinto tirerà ancora più forte per allontanarsi (facciamo una prova: se qualcuno ci tira un braccio, il nostro istinto sarà quello di tirare dalla parte opposta per liberarci dalla presa).

    Sarà corretto invece lavorare nel modo seguente.
    -camminiamo con il cane al fianco, tenendo il guinzaglio morbido, senza dargli attenzione;
    -appena tira fermiamoci bruscamente;
    -giriamoci e camminiamo dalla parte opposta;
    -dopo brevi ripetizioni avanti e indietro il cane ci guarderà e starà al nostro fianco, diremo “bravo!” e rinforziamo con un premio;
    -cerchiamo di rinforzare nel momento esatto in cui il cane vi guarda.

    Con questa tecnica il cane capirà che se tira non raggiungerà mai quello che vuole e che la passeggiata non andrà avanti. In più assocerà il fatto che, stando vicino a noi, verrà premiato, lodato e raggiungerà comunque il suo obiettivo educatamente.
    La passeggiata è il momento più bello in cui cane e padrone convivono un momento di interazione e comunicazione molto forte.
    Se diventa uno stress per entrambi la sottile linea di dialogo si interrompe e ritrovarla a volte può essere faticoso.

    Risulta essere il lavoro più duro e lungo da fare ma ne vale la pena sia per noi che per il nostro cane.
    La perseveranza verrà immancabilmente premiata.

    Come Educare Cane alla Riflessività

    Un buon numero di problemi gestionali del cane come ad esempio il tirare al guinzaglio, l’abbaiare al più piccolo fruscio, il rincorrere un gatto incontrato per via, l’entrare in agitazione alla vista di un altro cane o il fuggire disperato a un rumore improvviso, sono tutti sintomi di una forte impulsività.
    Risulta essere chiaro che il cane esprime continuamente la sua parte innata, ovvero quei comportamenti utili alla sopravvivenza in natura già presenti alla nascita, come ad esempio il fermarsi di fronte a una minaccia, il rincorrere ciò che si muove, il ringhiare verso un altro cane, la difesa aggressiva di un oggetto o una risorsa.
    Tali comportamenti diventano un problema in città o nelle aree urbane, perché l’ambiente che gli offriamo è assai differente da quello naturale. Se il cane è impulsivo può crearci problemi al parco, negli ambienti affollati, al bar, al ristorante, sui mezzi pubblici e in tante altre situazioni che noi consideriamo normali ma che lui non è abituato a gestire.

    Lavorare quindi sulla capacità riflessiva del cane non significa inibirlo, ma più semplicemente costruire e rafforzare in lui la capacità di elaborare gli stimoli e rispondere adeguatamente nelle varie situazioni.

    Tra i comportamenti da evitare dobbiamo osservare
    -comportamento diretto e individuale: il cane non ascolta più e non si sente in coppia ma è completamente dedicato al suo obiettivo
    -elusione degli autocontrollo: il cane non è in grado di frenare il suo comportamento
    -risposta immediata e fuori luogo: il cane agisce attraverso moduli fissi, non contestualizzati, e che hanno tempi di risposta molto brevi
    -attivazione estrema: il cane si eccita e questo non solo determina una risposta esagerata ma lo rende eccitabile e quindi ingestibile per un certo periodo.
    Va detto che il comportamento impulsivo non solo crea problemi di gestione e conduzione del cane ma provoca situazioni di stress e disagio e che la riflessività, cioè la capacità di affrontare il mondo senza esserne travolto, si raggiunge solo attraverso un lungo lavoro educativo sul cane.

    Un percorso che prevede
    -Un primo focus sul livello di attivazione (arousal), con esercizi (principalmente di tipo olfattivo e di rilassamento) e attività di relazione capaci di suscitare e premiare condizioni di quiete
    -L’autocontrollo del cane e la sua capacità di cercare il consenso del proprietario prima di agire (ad esempio con gli esercizi del seduto e resta)
    -Il terzo livello riguarda la disciplina delle emozioni e delle motivazioni e mira a integrarle con altre modalità espressive ed eventi o target capaci di suscitarle.

    Inoltre per potenziare la riflessività è importante arricchire le sue esperienze, in due sensi
    -Portandolo fuori e facendogli conoscere quante più situazioni possibile. In questo modo si formerà un archivio di modelli e di risposte plausibili senza lasciarsi sopraffare dall’agitazione o dalla paura (es. avete mai portato il vostro cane in treno, su un autobus o in metropolitana?)
    -Proponendogli esercizi solutivi e giochi di memoria in modo tale da potenziare le sue qualità elaborative e diminuendo di conseguenza la tendenza a rispondere in modo immediato.
    A seconda degli interessi e della disponibilità dei proprietari si aprono infinite possibilità di giochi ed esperienze da vivere insieme al proprio cane.

    Sarà proprio attraverso queste nuove proposte e il corretto indirizzo da parte nostra, che il cane imparerà sempre più a fidarsi delle proprie competenze, sviluppando risposte frutto di una riflessione e non del suo istinto.

  • Kennel per Cani – Come Scegliere, Opinioni e Prezzi

    In questa guida spieghiamo come scegliere il kennel per cani e come utilizzarlo nel modo giusto.

    Trasporto del Cane in Auto

    La prima cosa da valutare è come si rapporta il nostro cane con l’auto, se è in grado salirvi facilmente senza doverlo sollevare, di restare in auto senza problemi, senza distruggere ogni cosa, senza agitarsi ed abbaiare, senza scaraventarsi fuori non appena apriamo una portiera.

    Per iniziare chiariamo quali sono le regole del codice da conoscere.
    L’art. 169 del Codice della Strada consente di trasportare liberamente in auto un solo cane, purché non costituisca pericolo o intralcio per il conducente (quindi deve stare sul sedile posteriore o nel vano posteriore).
    È consentito inoltre il trasporto di un numero superiore di animali se questi vengono custoditi nel vano posteriore dell’auto appositamente diviso da una rete o da altro mezzo analogo; oppure tenendo gli animali negli appositi contenitori da trasporto, cioè nei kennel.
    Questo è quanto afferma la normativa vigente.

    È comunque indispensabile, prima di affrontare lunghi spostamenti, cercare di abituare il nostro cane a viaggiare in auto insieme a noi. Abituiamolo inizialmente a brevi tragitti, associando sempre il salire in auto con un rinforzo positivo (un bocconcino
    ogni volta che sale) e cercando di dare un’educazione corretta anche nella gestione della salita e della discesa.
    Salire in auto
    -Avvicinatevi alla portiera o al bagagliaio della macchina e chiedete al cane di sedersi dando il comando RESTA; per precauzione, tenetelo
    sempre al guinzaglio.
    -Aprite il bagagliaio e date un comando per salire, per esempio OPSALI.
    -Quando è salito, chiedetegli di sedersi, togliete il guinzaglio, dite BRAVO e date il bocconcino.
    Scendere dall’auto
    -Posizionatevi davanti alla portiera o al bagagliaio.
    -Aprite con cautela, dicendo al cane RESTA.
    -Mettetegli il guinzaglio.
    -Date un comando per scendere, per esempio GIÙ-SCENDI.
    -Quando il cane è sceso dall’auto, fatelo sedere di fianco a voi. Chiudete l’auto dite BRAVO e date un rinforzo positivo.

    Il controllo del vostro cane in strada, in auto e in zone trafficate vi tutelerà da qualsiasi spiacevole episodio che potrebbe invece capitarvi con un cane gestito male.
    Prima di partire per viaggi lunghi, il cane deve essere a stomaco vuoto; inoltre non bisogna dimenticare di portare una ciotola in cui farlo bere ed un’abbondante scorta d’acqua.
    In viaggio il finestrino deve essere leggermente abbassato in modo da far circolare l’aria, senza però lasciargli mettere la testa fuori perché un colpo d’aria potrebbe causargli una fastidiosa otite.
    Sono necessarie frequenti soste (almeno ogni due ore) in modo che possa sgranchirsi le gambe e dissetarsi.

    Il cane non va mai lasciato chiuso in auto durante una giornata calda perché, anche se i finestrini sono abbassati, basta poco tempo perché la temperatura all’interno raggiunga i 40 gradi all’ombra e i 60 gradi al sole.
    Se malgrado la graduale e serena assuefazione il cane soffre la macchina, sarà il caso di utilizzare il kennel (o trasportino) eventualmente richiedendo al veterinario di prescrivere un aiuto farmacologico per tranquillizzare il cane durante il viaggio.

    Come Scegliere il Kennel

    L’uso del kennel è molto più sicuro per lasciare il cane in auto perché in tal modo non può venire sballottato, non può scappare dall’auto in mezzo alla strada e perché al suo interno è molto più protetto.
    Inoltre nel kennel il cane soffre meno il mal d’auto, proprio perchè viene meno sballottato.

    La gabbia non deve essere troppo grande, proprio perché un impatto brusco farebbe sbattere il cane contro le pareti; la misura corretta è quella dove il cane potrà stare comodamente sdraiato; nel kennel più starà fermo, più starà tranquillo e ci saranno meno possibilità che si faccia male; del resto, un cane può rimanere disteso a dormire per ore senza minimamente soffrirne.

    Contrariamente a quanto credono coloro che non hanno una conoscenza specifica in materia, (e sono in molti anche per esempio tra gli addetti alle frontiere) una gabbia tanto grande da consentire al cane di sbattersi ed agitarsi è assolutamente controproducente.
    Anche per utilizzare il kennel bisogna fare in modo che il cane impari a conoscerlo prima.
    Non fate quindi l’errore di comprarlo e buttarci dentro il vostro cane chiudendo la porta, perché ciò comporterebbe un’esperienza del tutto negativa e metterebbe ancora più in agitazione il vostro cane.

    Cercate quindi di non vivere questa esperienza in maniera negativa, perché anche se mettere un cane in gabbia può sembrare una crudeltà, la verità è che lui là dentro sta bene e visti i risultati che si ottengono, chiunque abbia abituato il suo cane al kennel non tornerebbe indietro

    Come abituare il cane all’utilizzo del kennel
    -Molti kennel possono essere smontati togliendo la parte superiore (nell’acquisto quindi abbiate cura di scegliere questo tipo di gabbia); levate il coperchio e lasciate la parte bassa a disposizione del cane in casa.
    Mettete al suo interno dei bocconi così da incoraggiarlo ad entrare.
    -Lasciate al cane i suoi tempi, non forzatelo ed anzi lodatelo tutte le volte che si avvicinerà alla gabbia.
    -Una volta che avrà preso confidenza, apponente la parte superiore della gabbia e ripetete lo stesso procedimento.
    -Infine montate anche lo sportello e quando il cane sarà dentro, chiudetelo dolcemente, inizialmente per pochi minuti, ricompensandolo nuovamente.
    -Ogni giorno allungate i tempi di permanenza del cane all’interno del kennel, incoraggiandolo a trattenervisi con dei giochi o con un osso.
    -Una volta che si sarà abituato a star dentro, spostate la gabbia in macchina; vedrete che il cane non avrà di certo problemi a sentirsi tranquillo anche quando il kennel è in auto.

    Per il cane abituato, il kennel è vissuto come una tana, come un luogo sicuro dove sa che può riposarsi ed in cui nulla lo potrà toccare e vedrete che presto lo utilizzerà anche come cuccia. Il cane ha bisogno di un luogo che lo protegga, che gli dia sicurezza e stabilità ed è proprio quello che gli offre il kennel!!
    A questo punto per lui il kennel sarà un punto di riferimento che potrà essere usato in ogni circostanza a casa, in auto, ma anche in albergo e comunque quando dovete soggiornare fuori casa.

    Kennel per Cani più Venduti

    In questa lista è possibile trovare i kennel per cani più venduti in questo momento con le opinioni degli acquirenti e il prezzo.

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  • Come Scegliere il Cane Giusto

    Vi siete finalmente decisi a condividere la vostra quotidianità con un cane, ma non sapete quale scegliere? Non sapete dove trovarlo? Ecco qualche consiglio su come scegliere il cane giusto.

    Scegliere di condividere la propria vita con un cane è una decisione importante che va ponderata con attenzione. Una volta stabilito di prendere un cane per amico, inizia la parte più difficile: quale cane scegliere? E anche: dove trovarlo? I dubbi che possono venire in mente sono tanti, soprattutto se non si è molto esperti di cani o se si è indecisi fra diverse razze. Cerchiamo di sciogliere una volta per tutti questi nodi, in modo che l’esperienza di adozione o di acquisto sia la più piacevole possibile.

    Il cane come compagno dell’uomo

    Il sodalizio tra l’uomo e il cane dura da un millennio e non ha uguali, per profondità ed intesa, con nessun altro tipo di animale. Il rapporto tra un uomo ed un gatto o un cavallo non raggiungeranno mai un grado di intimità e di comprensione come quello che è possibile arrivare ad instaurare col proprio cane. Ciò avviene perché, per molti versi, i cani psicologicamente, socialmente e caratterialmente non sono dissimili dagli uomini. Oltre, come abbiamo visto, a vivere entrambi in una struttura sociale analoga, entrambi hanno bisogno di compagnia e stimoli, tanto fisici quanto mentali, per poter sfruttare il loro potenziale e non sentirsi sprecati. Si impara sempre e non solo a scuola, questo è un principio che vale sia per uomini che per animali, le risposte positive vengono da determinati stimoli e quelle negative da una serie di circostanze che possono essere la noia e lo stress che affliggono persone e cani in maniera uguale. Se è più o meno universalmente risaputo e riconosciuto che il cane è il miglior amico dell’uomo, ciò avviene perché, egli si nutre dello stesso nostro desiderio e bisogno di abitare in un branco umano, di riconoscere un ordine gerarchico e di eleggerne il capo branco per rispondere ai suoi comandi.

    Il ruolo del cane nella società si evolse e si sta ancora oggi evolvendo: se molti ruoli tipici dei cani del passato sono andati persi, è stato per lasciare spazio a nuove esigenze e nuove funzioni. Nel corso dei secoli sono state affidate al cane un’infinità di grandi e piccole incombenze, a parte il fatto che ha volato nello spazio prima dell’uomo, esso ha inoltre girato le ruote dei mulini in Scozia e i vasi per fare il burro nel Galles, mentre in Olanda e in Danimarca i pastori tedeschi furono usati per scoprire le fughe di gas dai condotti, anche a parecchi metri sotto il livello del suolo.

    Negli ultimi trent’anni la cinofilia la sta subendo un’ennesima importante trasformazione: il numero di persone che sente la necessità o il desiderio di avere una cane, in particolare di razza, aumenta di anno in anno, e il cane non è più visto esclusivamente come ausilio in determinate funzioni, ma principalmente come un amico con cui trascorrere le ore libere e vivere un’esperienza diversa, attraverso uno stretto rapporto uomo – animale.Nonostante, infatti, le attitudini naturali che tutti i cani conservano nel proprio patrimonio genetico, molti di essi oggi servono ad un unico scopo: fare compagnia all’uomo. Anche se questo non dovrebbe essere una condanna per il cane, molte volte, purtroppo, si rivela tale. Creati ed allevati per usare la propria energia, tanto mentale quanto fisica, molti cani, oggi, nonostante costantemente e regolarmente nutriti, protetti dai possibili pericoli, e tenuti in ottima forma fisica, conducono esistenze veramente tristi e noiose.

    Questo stile di vita è alla base del sorgere di numerosissimi problemi comportamentali: vicini che si lamentano perché il nostro cane abbaia, perché sporca sui marciapiedi o nei luoghi di pubblico dominio quali giardinetti ed aiuole, attacca gli altri cani, tira al guinzaglio, e proprietari frustrati dall’atteggiamento ostile e dominante del proprio cane che pare proprio incorreggibile. Purtroppo la colpa di tutti questi problemi ricade sul cane e sfortunatamente anche le conseguenze piombano addosso a lui. In realtà la causa di tutti questi atteggiamenti scorretti è nostra che li costringiamo a vivere in situazioni a loro non esattamente consone, gli dedichiamo scarse attenzioni, e, sentendoci poi in colpa nei loro confronti siamo poi troppo permessivi quando viene invece il momento di essere esigenti… è un circolo vizioso: un cane così cresciuto non esiterà a metterci in imbarazzo alla sua prima uscita, noi, a disagio, esiteremo la volta successiva, dimenticandoci sempre più spesso il nostro beniamino sul divano di casa invece di coinvolgerlo nelle nostre routine giornaliere e nelle gite domenicali.

    Cosa chiedersi prima di prendere un cane

    Ricordiamoci che la decisione di avere un cane è una cosa estremamente seria e, come tale, va ponderata al meglio. Tale decisione non viene certo prescritta dal medico; pertanto non deve esistere il ripensamento, il pentimento.
    Qui l’opzione “soddisfatti o rimborsati” non va nemmeno considerata.

    Prima di acquistare/adottare un cane, abbiamo tutto il tempo per valutare se davvero siamo in grado di ospitarlo, amarlo e rispettarlo; quindi non ci sono scuse.
    Scegliendo di adottare un cane, ci accingiamo infatti a contrarre un “matrimonio indissolubile”, matrimonio che, nella maggior parte dei casi, durerà per tutta la sua vita.
    Chi ha già la fortuna di possedere uno o più cani, conosce benissimo l’impegno, l’amore e la cura di cui questi necessitano; quindi, prima di prendere questa importante decisione, è veramente fondamentale mettere un attimo da parte il “sacro fuoco” che ci anima e porsi qualche sana domanda tra cui ad esempio
    -Avrò tempo da dedicare al mio cane? (il cane è un animale altamente sociale e necessita di moltissimo tempo e cure, indipendentemente dall’educazione)
    -Avrò voglia di dedicare questo tempo al mio cane? (i cani non conoscono giorni feriali e festivi, la loro vita è scandita da bisogni essenziali che devono essere soddisfatti quotidianamente)
    -Sarò in grado di dargli affetto senza considerarlo un peluche? (per i nostro cane, il contatto sociale è di vitale importanza, secondo solo all’alimentazione (acqua + cibo)
    -Dove terrò questo cane? (in casa, in giardino, altro)
    -I miei famigliari lo accetteranno? (un cane in famiglia potrebbe essere fonte di grossi problemi)
    -E i miei vicini? (valutare attentamente dove si abita, villa, appartamento ecc.)
    -Posso permettermelo? (un cane è comunque un costo: alimentazione, vaccinazioni, imprevisti veterinari, cure di vario tipo ecc. ecc.)

    Riflettendo attentamente su questi punti, si può intuire quanto un cane possa cambiarci la vita e purtroppo,
    in alcuni casi, rovinarcela. Ma attenzione: se ciò dovesse accadere la colpa sarà solo nostra, anche se ahimè, nella maggior parte dei casi, a farne le spese sarà solo il nostro amico a quattro zampe.

     

     

    Dove prendere il cane

    La prima domanda a cui ci si trova di fronte quando si decide di prendere un cane è sempre la stessa: meglio scegliere un cane di razza o optare per un’adozione al canile? In realtà entrambe le scelte hanno vantaggi e svantaggi.

    E’ indubbio che adottare un cane dal canile è un gesto nobile: vuol dire dare affetto a un cane abbandonato e garantirgli una lunga vita piena di amore e comodità. Tuttavia ci sono anche dei contro: spesso nei canili si trovano cani meticci, per cui è difficile stabilire a priori quale potrebbe essere il carattere di quel cane e quali trascorsi abbia avuto.

    Nel caso si decidesse di scegliere, invece, un cane di razza, preso da un allevamento, anche qui ci sono dei pro e dei contro. Ovviamente se volete un cane perché siete innamorati delle specifiche caratteristiche di quella razza è inevitabile andare a cercare il cane in un allevamento apposito. Stessa cosa dicasi se volete quella razza perché siete orientati a fare mostre e esposizioni. Il vantaggio di scegliere un cane di razza è che potete avere già in principio un’idea di quali siano le attitudini e il carattere di quella razza. Questo fermo restando che ogni cane avrà poi un carattere individuale a se stante che potrebbe anche divergere da quello dello standard di razza: in fin dei conti stiamo sempre parlando di esseri viventi, ognuno con le sue peculiarità.

    Cucciolo o cane adulto

    Bando ai ripensamenti ora! Abbiamo preso la nostra decisione e siamo pronti ad affrontare tutte le gioie e le traversie che questo splendido animale porterà nella nostra vita.

    Qui si apre un capitolo a cui andrebbe dedicato un libro.
    Come avrete notato, sino ad ora ho parlato di avere un cane e non un cucciolo di cane e questo per un preciso motivo: non è indispensabile avere un cucciolo come primo cane, anzi!
    Senza dubbio avere un cucciolo è un’esperienza meravigliosa, ma particolarmente delicata e “faticosa” che va affrontata con perizia, amore e pazienza.
    Chi è alla prima esperienza, può tranquillamente prendere in considerazione di acquistare/adottare un cane
    adulto.
    Bisognerà comunque fare attenzione poiché questa scelta, seppur vantaggiosa per alcuni aspetti, potrebbe nascondere delle insidie.

    Quali soni i pro ed i contro di una simile scelta?
    I pro – se la provenienza del cane è più che fidata – possono essere molti poiché il grosso lavoro legato alla cura del cucciolo, alla sua socializzazione ed educazione è già stato svolto da persone competenti.
    I contro, risiedono nello stesso comparto: se la persona che ha cresciuto il cane ha fatto un cattivo lavoro a monte, chi ne entrerà in possesso ne pagherà le conseguenze.
    Attenzione quindi alla scelta che si andrà ad effettuare e, nel caso, facciamoci aiutare da una figura che sia davvero competente.
    Ripeto: meno errori faremo in questa fase, quanto più felice e serena sarà la nostra esperienza di vita cinofila.

    Quale razza scegliere?

    Andiamo ad analizzare ora la scelta del nostro futuro cane.
    Per capire quanto sia facile commettere errori in questo senso, basta guardarsi attorno.
    A tutti sarà capitato di vedere per strada una povera vecchietta letteralmente trascinata da un grosso cane, oppure la tipica ragazza trendy con al guinzaglio un pitbull, all’apparenza indemoniato, che sembra disposto ad azzannare tutto ciò che
    gli arrivi a tiro, od il classico “commenda” alle prese con un poco gestibile molosso. Questi sono solo alcuni banali esempi di scelta errata.
    Generalmente, la gente sceglie il cane solo perché gli piace esteticamente o peggio perché è di moda, senza curarsi di cosa c’è dietro, di cosa sia realmente un cane.
    Una volta che avremo ben chiaro in mente che cosa vorremo fare col nostro cane, prepariamoci a documentarci per bene sulle varie razze da caccia, approcciando così il cane più adatto alle nostre esigenze, indipendentemente dal mero lato estetico. Inutile sarebbe infatti adottare un Bloodhound per andare “alla penna in riserva”, come inutile sarebbe prendere un Pointer per farlo lavorare sulla traccia di sangue.
    Il panorama mondiale delle razze è comunque vastissimo e questo ci permetterà sicuramente di trovare un valido ausiliare che ci piaccia anche dal lato estetico.

    Dopo queste necessarie premesse vediamo nello specifico quali sono le principali razze di cane elencate in macrogruppi e le relative caratteristiche per riuscire a scegliere meglio quella adatta a noi.

    I Cani da pastore: in questo gruppo troviamo il pastore tedesco e quello belga, il briard e il collie. Nei secoli questi animali sono stati addestrati ed utilizzati per condurre il gregge quando pascolava nei campi. Questi cani sono molto docili e particolarmente duttili infatti, grazie alla loro spiccata intelligenza, si adattano a svolgere anche altre attività. Vengono ad esempio utilizzati per svolgere mansioni sociali, come nei casi delle guide per i ciechi o dei cani poliziotto, ma anche per il salvataggio.

    Sono cani indicati per persone attive e sempre in movimento che non si limitino solo a passeggiate, ma anche ad altre attività in grado di incoraggiare la fantasia e l’energia del cane. Ciò è dovuto al fatto che queste razze richiedono continui stimoli fisici e mentali.

    I guardiani di greggi: appartengono a tale categoria il pastore del Caucaso, i pastori maremmani, ed i Mastini tibetani. Sono razze nate per proteggere le pecore dai ladri e dai lupi. Sono animali poco socievoli e spesso rimangono anche per molti periodi da soli. Amano essere attivi soprattutto di notte e sono molto autonomi. Sono poco attivi e solitari.

    Questa tipologia di cane è perfetta per coloro che possiedono grandi giardini e vaste proprietà e vogliono cani da guardia. Per via della loro grandezza però non sono adatti agli appartamenti e alle persone poco severe, richiedono infatti una buona educazione.

    I Cani da difesa: in questo gruppo troviamo il boxer, il rottweiler, lo schnauzer e il dobermann. Razze create per la difesa delle persone. Hanno dunque un’ottima tempra e una grande intelligenza. Ma sono anche molto giocherelloni e attivi.

    Sono adatti a persone che amano muoversi e fare attività fisica giocando con il loro animale. Per questi cani serve una particolare sensibilità e la capacità di educare facendosi ascoltare e senza usare le mani. I metodi duri con questi animali avrebbero solamente l’effetto contrario mostrando ai cani la loro forza fisica.

    I Cani da guardia: troviamo in tale macrogruppo l’alano, il mastiff e il mastino napoletano. Sono cani poco vivaci e non tanto socievoli che, se ben istruiti, sono in grado di difendere il territorio in cui vivono difendendo la casa e individuando chi è amico e chi no. Dunque non abbaiano a tutti in modo indiscriminato, ma riescono a distinguere.

    Non scegliete questo cane solo per le sue doti di guardiano, ma, se accogliete in famiglia un cucciolo di questa razza, tentate di aiutarlo a socializzare ed educatelo bene. Se il cane sarà integrato nella famiglia e conoscerà le regole sarà un vero piacere, al contrario se non volete perdere tempo nell’educazione lasciate perdere o vi troverete un animale sempre pronto ad abbaiare e molto territoriale.

    I Cani da combattimento: ne fanno parte i pit bull, il bull terrier e il perro da presa. Utilizzati in passato per i combattimenti, questi cani hanno conservato l’attitudine alla competizione ed alla lotta. Sono particolarmente socievoli, amano il gioco e prediligono avere un contatto fisico con le persone.

    Se scegliete questo cane sappiate prima di tutto che la genetica è impossibile da cancellare perciò dovrete impegnarvi sin da subito ad istruire il vostro cucciolo spingendolo alla socializzazione e lavorando sulla sua capacità di autocontrollo per evitare guai in seguito.

    I Cani da slitta: in questa categoria troviamo il siberian husky, il samoiedo e l’alaskan malamute. Si tratta di razze che trainavano e ancora oggi trainano le slitte correndo in muta. Hanno un’altissima resistenza fisica, sopportano bene la fatica e sono indipendenti.

    Sono adatti agli sportivi e agli amanti dei cani un po’ selvatici. Sappiate infatti che queste razze di cani tendono alla fuga per via del loro forte istinto predatorio.

    I Cani da caccia: fanno parte del gruppo i pointer, i beagle, i setter, i weimaraner, i golden retriever, il labrador, i jack russell e i segugi. Sono animali molto docili, ma che hanno bisogno di fare in continuazione moto durante la giornata

    Queste razze sono giocherellone, amano la compagnia e le lunghe passeggiate. Vivaci e sempre in movimento, richiedono un grande interessamento ed energie che ripagano con tanto affetto e amore.

    I Cani da compagnia: sono in particolare i barboncini, i bichon, i carlini, gli shetland, ma anche il cavalier king, i pechinesi ed i maltesi. Sono razze ideali per la città grazie in particolare alla loro statura piccola.

    Versatili, vivaci sempre pronti al gioco e molto intelligenti, questi animali sono perfetti sia per le famiglie che vivono in appartamento – a patto che portino spesso fuori il cucciolo – che per le persone anziane che magari sono sole.

    I Levieri: sono in questo gruppo cani di razza whippet, i galgo, gli irish e i borzoi.Si tratta di animali di grande bellezza, eleganti e agili, ma più di ogni altra cosa dolcissimi, gentili e discreti.

    Perfetti anche per le persone grandi, hanno però bisogno di muoversi e di sfogare le loro energie. Grazie alla loro affabilità vanno benissimo pure nel caso di famiglie che hanno dei bambini piccoli.

    Una volta entrati in possesso del cane o del cucciolo, e fatto tesoro dei consigli che l’allevatore avrà voluto darci, potremo dedicarci alla sua educazione, senza però dimenticare di dargli il tempo per una buona ambientazione.
    Questa potrà variare da pochi giorni (2/4) per un cucciolo, a circa un paio di settimane per un cane adulto.
    Ciò è dovuto al fatto che l’ambiente di casa nostra è profondamente diverso da quello di un allevamento, e le diverse consuetudini cui il nostro cane andrà in contro, dovranno essere da lui ben metabolizzate, visto che per sua natura è un animale abitudinario.
    Tale periodo di adattamento reciproco, sarà poi indispensabile per gettare le basi di quel rapporto speciale che dovrà necessariamente instaurarsi al fine di ottenere sempre il massimo dal nostro ausiliare a quattro zampe, che si vada a caccia piuttosto che a passeggio.

    Dove trovare un cane della razza preferita?

    Grazie a libri, internet e siti specifici siete arrivati a capire quale sia la razza più adatta a voi. Ma dove trovare ora il cane di questa razza prescelta? Se siamo andati a cercare informazioni sul sito dell’ENCI, si possono consultare gli allevamenti con affisso. Oppure si può provare presso le varie associazioni Rescue.

    Importante, una volta che si sceglie un cane di razza, è chiedere sempre il Pedigree: è la carta d’identità di quel cane, l’unico certificato che vi potrà garantire che quel cane appartiene effettivamente a quella razza. Vi ricordiamo, infatti, che per la legge italiana è vietato vendere un cane classificandolo come appartenente a quella razza, ma senza Pedigree accompagnatorio. Esempio: un Labrador retriever venduto con annesso Pedigree può essere venduto legittimamente come Labrador. Ma un Labrador retriever senza Pedigree non può essere venduto come Labrador: per la legge italiana è un cane che assomiglia a un Labrador, che ha molte caratteristiche del Labrador, ma che non può essere definito Labrador perché sprovvisto di Pedigree e pertanto viene considerato come un meticcio.