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  • Fasi di Sviluppo del Cucciolo di Cane

    I primi mesi di un cucciolo sono fondamentali e delicati per lo sviluppo del loro comportamento. Tutto quello che avviene in questo periodo è decisivo e a volte irreversibile. Per cui è importante conoscere i diversi stadi del cucciolo e a cosa si va incontro.

    Periodo Neonatale

    (dalla nascita a 12 giorni)

    I cuccioli in questo stadio sono ancora ciechi e sordi e, anche se hanno gli altri sensi sviluppati, la loro sopravvivenza dipende dalla madre.
    I piccoli hanno in sè comportamenti innati per la sopravvivenza e subito iniziano a muoversi verso la fonte di calore.
    La madre stimola il loro primo respiro leccandoli nella zona ombelico-genitale e stimola la loro evacuazione leccando le loro parti genitali, girandoli e mettendoli a pancia all’aria (anche questo servirà ai cuccioli: insegna al cane a utilizzare da adulto il comportamento di “sottomissione passiva”).
    La madre mangierà subito i loro escrementi….. Perchè??
    Bisogna tornare indietro ai loro antenati: i lupi. Gli escrementi vengono subito mangiati per non lasciare odori forti per i predatori.

    I cuccioli ancora non riescono a mantenere la propria temperatura corporea per cui si ammucchiano tutti insieme ed è probabile che le stimolazioni tattili, che vengono causate da questi contatti, li aiutino nella maturazione sensoriale.

    Periodo di transizione

    (da 13 gg ai 20 gg)

    In questo periodo vi è uno sviluppo fisico e nervoso molto rapido.
    Innanzitutto i cuccioli iniziano ad aprire gli occhi e più tardi svilupperanno l’udito.
    Iniziano a sporcare autonomamente, senza l’aiuto della stimolazione della madre. Ed iniziano a reggersi un pò con le loro zampe.
    Quindi inizieranno a reagire agli stimoli ambientali, senza mostrare timore, e ci saranno i primi cenni di gioco. E’ fondamentale che i cuccioli non vengano allontanati dalla cucciolata, ne possono derivare gravi conseguenza sul loro sviluppo comportamentale.

    Periodo di sicualizzazione

    (dalla 4° alla 10°/12° settimana)

    I cuccioli iniziano ad uscire dalla sala parto.
    Iniziano il loro sviluppo comportamentale e le loro abilità specie-specifiche (ogni razza sviluppa le proprie abilità).
    Si sviluppa il loro coordinamento fisico, e vi è uno sviluppo rapido dell’encefalo.
    In questo periodo la madre smette di allattarli, allontanandoli, ma continua a regurgitare il cibo per la loro sopravvivenza.
    Oltre il ruolo fondamentale della madre, anche il gioco in sè ha un ruolo molto importante.
    Attraverso il gioco iniziano ad imparare:
    -l’inibizione al morso: giocando con la madre e con i fratelli impareranno a gestire la forza della loro mandibola e quindi a giocare senza stringere esageratamente. Grazie ai vocalizzi dei fratelli e grazie alla loro mamma che interverrà nei momenti opportuni.
    -comportamenti sociali: impareranno a rapportarsi all’interno della cucciolata e con i propri simili (comunicazione intraspecifica) e con l’essere umano (comunicazione interspecifica).
    -gerarchizzazione: la madre insegnerà loro la gerarchizzazione nel branco, ad esempio la gerarchizzazione alimentare (prima mangia la madre poi i cuccioli)
    I cuccioli iniziano a muoversi in branco. Verso le 7 settimane si iniziano a notare le differenze caratteriali tra un cucciolo e l’altro (il cucciolo più debole viene “attaccato” dal branco e si distanzia)

    Periodo della paura

    Il primo periodo che si può incontrare è tra i 50-60 gg, poi tra i 4 mesi e tra gli 8-9 mesi.

    In questo periodo è fondamentale che il cucciolo non faccia esperienze negative, altrimenti potrebbero nascere dei problemi nel futuro.
    I cuccioli iniziano ad avere paura davanti alle situazioni da loro non conosciute.
    Per cui quando il cucciolo non ha voglia di avvicinarsi a qualcosa, per timore, non si deve andare in conflitto con lui costringendolo o rinforzando le sue paure accarezzandolo. La costrizione può ancora di più intimorire il cucciolo e le carezze di fronte alle sue paure sono fonte di incoraggiamento verso le stesse.

    Periodo giovanile

    (dopo 80 gg)

    I cuccioli vengono allontanati dalla madre. Impareranno da essa i gesti e i schemi comportamentali della corretta sottomissione.
    Aumenta la loro tendenza ad esplorare.
    Come ho già scritto, verso i 4 mesi si avrà un nuovo periodo della paura, ed è qui che possono iniziare i schemi comportamentali aggressivi.

    Periodo della maturità sessuale

    (6-9 mesi)

    Inizia la loro capacità di riprodursi. E l’età del primo calore è variabile e dipende dalla razza.

    Periodo della maturità sociale

    (3-4 mesi dopo quella sessuale)

    Iniziano ad emergere comportamenti come l’aggressività.
    Hanno la consapevolezza di schemi comportamentali.
    E possono iniziare conflitti con il btranco o l’uomo.

  • Test di Campbell e Test di Volhard per il Cane

    In questa guida spieghiamo come eseguire il Test di Campbell e il Test di Volhard per il cane.

    Test di Campbell

    Per conoscere quale sarà il carattere del cane che ci si accinge a portare con sè a casa, è utile eseguire il test di Campbell. Il momento migliore per effettuarlo è quando il cucciolo ha circa sette settimane, poichè l’ambiente in cui vive non ha ancora modificato il suo carattere di base.
    Naturalmente anche un cane già adulto può essere sottoposto al test di Campbell, poiché comunque fornirà elementi utili per valutarne il carattere. Ecco alcuni accorgimenti da seguire prima di effettuare il test: scegliete un ambiente tranquillo e isolato in modo tale che il cucciolo non sia distratto dalla voglia di giocare. Quando siete da soli con lui trattatelo con dolcezza, ma senza eccessivi complimenti e neppure rimproveri.

    Il test si svolge in cinque fasi
    -Test di attrazione sociale: Mettete il cucciolo a terra e allontanatevi di circa tre metri. Inginocchiatevi e chiamatelo battendo le mani. Se il cane arriva dimostra fiducia in voi.
    A) Viene facilmente, coda alta, saltella e rosicchia le mani
    B) Viene facilmente, coda alta, zampettando verso le vostre mani
    C) Viene facilmente, ma con la coda abbassata
    D) Viene esitando
    E) Non viene affatto

    -Test di inseguimento: mettete il cucciolo per terra ai vostri piedi e quindi allontanatevi camminando normalmente e guardandolo. Se non vi segue dimostra di essere indipendente. Se vi segue sarà ubbidiente.
    A) Segue facilmente, coda alta, cerca di rosicchiare i piedi
    B) Segue facilmente. coda alta, viene ai vostri piedi
    C) Segue facilmente, con la coda abbassata
    D) Viene esitando e con la coda abbassata
    E) Non segue o segue da lontano

    -Test di costrizione (30 secondi): schiacciate dolcemente il cucciolo e fatelo rotolare sulla schiena per circa 30 secondi tenendolo per il petto. Se lascia fare, accetta la dominazione fisica del padrone, egli non vi morderà mai in futuro.
    A) Lotta con forza, si dibatte e morde
    B) Lotta con forza, si dibatte, ma non morde
    C) Lotta per un po’ e quindi rinuncia
    D) Non si muove, subisce la pressione delle mani.

    -Test di dominazione sociale (30 secondi): schiacciate il cucciolo per terra e premete sulla parte alta del cranio facendogli girare la testa verso il collo. Se cerca di liberarsi, di mordere o se ringhia, significa che non ama essere dominato. Se è indipendente, cercherà di allontanarsi. Se è docile, si lascerà fare. Questo test mostra come si adatterà ad altri cani.
    A) Salta, zampetta, oppure graffia, morde, ringhia
    B) Salta, zampetta
    C) Si muove per leccare le mani
    D) Si gira per leccare le mani
    E) Non fa niente

    -Posizione elevata: sollevate il cucciolo da terra, incrociando le mani sulla pancia. Tenetelo così per 30 secondi. Se non si agita, se non fa niente, significa che si fida totalmente di voi.
    A) Si dibatte molto, morde, ringhia
    B) Si dibatte molto
    C) Si dibatte, poi si ferma, lecca
    D) Non fa niente

    Scrivete i totali delle lettere A, B, C, D, E.
    -Risultati con 2 A o più con lettere B da altre parti:
    reagiscono in maniera aggressiva e possono mordere se vengono manipolati bruscamente. Da sconsigliare dove ci sono bambini piccoli o persone anzianeDa mettere in una casa tranquilla dove diventerà un ottimo cane da guardia.Da educare gentilmente, con pazienza.
    -Risultati con 3 B o più:
    tendenza alla dominazione leale, alla competizione. Forte attitudine all’addestramento, ai concorsi di lavoro. Da sconsigliare dove ci sono bambini.
    -Risultati con 3 C o più:
    si adattano molto bene. Consigliati dove ci sono bambini o persone anziane.
    -Risultati con 2 D o più soprattutto con una lettera E o più:
    cuccioli estremamente sottomessi con grande bisogno di affetto e di complimenti per acquistare fiducia e rilassarsi assieme alle persone. Normalmente adatti ai bambini, mordono solo se vengono trattati male e solo per difendersi.

    Test di Volhard

    Risulta essere un test elaborato da Joachim e Wendy Volhard, e nasce dall’integrazione del Test di Campbell con quello di Pfaffenberg.

    Eseguendo il test si possono mettere in evidenza le caratteristiche individuali relativamente a
    -attitudine alla socializzazione
    -attitudine a seguire
    -tolleranza al contenimento forzato
    – dominanza sociale
    -dominanza nel sollevamento
    -attitudine al riporto
    -sensibilità tattile
    – sensibilità acustica
    -sensibilità visiva

    L’esecuzione dei test consente di fare previsioni su quello che sarà il comportamento del cucciolo da adulto.

    Delle 10 prove previste dal test, 5 sono pressoché identiche al test di Campbell. Le altre 5, molto interessanti, sono
    ATTRAZIONE AL RIPORTO (si osservano le reazioni del cucciolo al lancio di una palla), che valuta il grado di predisposizione a lavorare con l’uomo;
    SENSIBILITA’ AL TATTO (si osservano le reazioni del cucciolo ai pizzicotti dati sugli arti anteriori), valuta la tempra, più alta tanto più tarda una reazione di risposta;
    SENSIBILITA’ AL SUONO (si osservano le reazioni del cucciolo all’emissione di un suono fastidioso);
    SENSIBILITA’ ALLA VISTA (si osservano le reazioni del cucciolo alla vista di uno straccio posto al suolo mosso da una cordicella) che valuta il grado di risposta volontaria in presenza di un oggetto sconosciuto in movimento;
    ESAME MORFOLOGICO sulla base del principio scontato che è necessario un soggetto sano dotato di buona struttura.

  • Cane che Abbaia Sempre – Come Capire il Motivo e Cosa Fare

    In questa guida spieghiamo come capire perchè un cane abbaia sempre e cosa fare.

    L’abbaio non è altro che una forma di comunicazione, di linguaggio del cane, come ululare, uggiolare, ringhiare e molti altri vocalizzi, tutti emessi con l’obiettivo di comunicare e di esprimere uno stato d’animo. In una società che corre sempre più velocemente, come la nostra, siamo purtroppo, sempre più portati a voler risolvere immediatamente il problema, piuttosto che comprenderne le cause.

    Prima di diventare un problema però, l’abbaio è stato una grande risorsa. Basta pensare ai nostri antenati e a tutti i benefici che hanno tratto dall’antica alleanza con il cane. I cani, infatti, affiancavano l’uomo per utilità, più che per compagnia. Abbaiavano per guidare le greggi, per fare la guardia, per segnalare una preda. L’abbaio era considerato di grande aiuto. Oggi pretendiamo il silenzio, abbaiare è considerato disturbo.
    Risulta essere molto importante, invece, imparare a capire cosa vuole dirci il nostro cane abbaiando. I cani abbaiano per dare l’allarme, per guardia o difesa, per eccitazione, per invitare al gioco, per richiedere attenzione, per frustrazione, ansia da solitudine, per paura, per stress e per un’infinità di altri motivi.

    L’abbaio dunque fa parte del linguaggio del cane è non è possibile estinguerlo del tutto, esattamente come non è pensabile chiedere a un uomo di stare in silenzio per sempre o di parlare solo a comando. A volte l’abbaio può diventare un problema, soprattutto in quei cani che lo usano di continuo arrecando disturbo, come spesso accade, ai vicini di casa.
    Ma il cane che abbaia sta esprimendo delle emozioni, e nel caso questo comportamento diventi molesto dobbiamo prima di tutto indagarne le cause. Un compito non sempre facile nel quale può aiutarci un professionista al fine di studiare la strategia migliore per aiutare il cane a sentirsi meglio e a riportare l’abbaiare a una misura normale e tollerabile.
    Molte persone preferiscono ricorrere a delle “scorciatoie”, rappresentate da quei collari che all’abbaiare spruzzano automaticamente sostanze profumate o aria per dissuadere il cane dal continuare. Si tratta di uno stratagemma in realtà molto pericoloso perché non solo disorienta e disturba il cane, che non capisce cosa gli stia succedendo, ma rischia di amplificarne notevolmente il disagio, la frustrazione e lo stress, che non trovando lo sfogo dell’abbaiare verranno reindirizzati probabilmente verso altre modalità.
    Sono strumenti che di fatto attuano una forma di maltrattamento e che ostacolano l’instaurarsi di una relazione corretta tra uomo e cane. Un approccio serio al problema deve invece partire dalla considerazione che il cane, con il suo abbaiare, ci sta comunicando qualche cosa: chiede attenzione, lancia un allarme, si difende, è in ansia, ha voglia di giocare. Vediamo come, a seconda delle circostanze, possiamo tentare di limitarne l’abbaio ecessivo.

    Le situazioni più comuni
    -L’ansia da solitudine
    Quando usciamo di casa, sappiamo quando torniamo, ma il cane no: se abbaia quando resta da solo, potrebbe abbaiare per ansia da solitudine. In questi casi la soluzione migliore sta nel creare gradualmente una routine: cominciamo a lasciarlo solo per pochissimo tempo, aumentando gradualmente la durata della separazione con il passare dei giorni.
    Prima di uscire facciamo sempre la stessa cosa, salutiamolo e diamogli un bell’osso da sgranocchiare che lo aiuterà a scaricare lo stress e a far passare il tempo (la masticazione, tra l’altro, libera endorfine che favoriscono rilassamento e benessere). Se continua ad avere crisi d’ansia quando non ci siamo, sarà il caso di ricorrere a un educatore cinofilo per fortificare il suo carattere, fargli fare esperienze e lavorare sulla sua autostima.
    Ricordiamoci che i cani non abbaiano né distruggono cose durante la nostra assenza per farci un dispetto: i cani non fanno dispetti, esprimono emozioni, in questo caso un malessere.
    -Fa la guardia
    Arrivano ospiti a casa, o semplicemente passa un vicino sul pianerottolo, e il cane inizia ad abbaiare con insistenza. Se ci innervosiamo urlando “basta!” “zitto!”, non facciamo altro che amplificare la sua agitazione: in sostanza stiamo “abbaiando” insieme. Ricordiamoci che è suo compito avvisarci dell’intrusione di uno sconosciuto.
    Manteniamo la calma, prestiamogli attenzione come per dirgli “grazie, ho capito cosa mi vuoi dire, sentito, ora ci penso io”. Così comunichiamo al cane il nostro stato emotivo e, rimanendo tranquilli e rilassati, trasmetteremo le stesse sensazioni al cane che smetterà di abbaiare.
    -Chiama in continuazione per giocare
    Ci porta un gioco e abbaia continuamente per dirci di lanciarlo. Per fargli capire che in quel momento proprio non possiamo giocare, non dobbiamo sgridarlo (“no!”, “basta!”), ma semplicemente ignoralo, andando in un’altra stanza o allontanandoci di qualche passo guardando altrove con grande naturalezza. Così facendo, capirà che abbaiando non otterrà quello che vuole. Quando poi tornerà tranquillo, aspettiamo qualche minuto e premiamo il suo silenzio con un bel sorriso, una carezza o lanciando il gioco.
    -Abbaia per manifestare un bisogno
    Se il cane abbaia davanti alla porta, probabilmente deve uscire a sporcare. In questo caso prestiamogli subito attenzione, diciamogli che è stato bravissimo e accompagniamolo subito fuori. Se abbaia fissando i piedi del divano probabilmente vuole dirci che il suo gioco e finito sotto e ci chiede aiuto per prenderlo. Prestiamogli attenzione a aiutiamolo dicendo che è stato bravissimo.

    I cani hanno una mente complessa, perfettamente in grado di farsi un’idea del mondo che li circonda e capaci, se ben educati, di comprendere qual è il giusto comportamento da assumere a seconda di ogni situazione. La strada dell’ascolto, della comprensione e del rispetto, è quella che porta sempre a risultati concreti e definitivi per il benessere di tutti.

  • Snack per Cani – Come Scegliere, Opinioni e Prezzi

    In questa guida spieghiamo come scegliere gli snack per cani.

    Molto spesso ci piace offrire al nostro cane un premio, una piccola gratificazione. Per farlo ricorriamo a uno snack. Un gesto semplice, immediato, affettuoso. Ma pure importante se valutiamo che il benessere del nostro pet passa anche attraverso i biscottini.

    Come Scegliere Snack per Cani

    In generale uno snack è formulato come un alimento completo, e cioè con la giusta quantità di carboidrati, proteine, grassi, vitamine e sali minerali. Proprio come l’alimento che gli proponiamo ogni giorno. Di conseguenza, per evitare un aumento di peso indesiderato è bene ridurre del 5-15% la quantità giornaliera di cibo, in funzione del numero di snack offerti nel corso della giornata.
    Alcuni di questi prodotti hanno una formulazione particolare che agisce sulla placca dentale con lo scopo di tenere sotto controllo la formazione di tartaro, soprattutto nei i cani di piccola e madia taglia. Grazie alla loro particolare struttura fisica, questi snack agiscono “spazzolando” la superficie del dente.
    Specie se il nostro cane è abituato a mangiare cibo umido, è consigliabile utilizzare questo tipo di snack a fine pasto, per favorire l’asportazione dei residui di cibo dalla superficie del dente. Se vogliamo mantenere in linea il nostro amico, anche in questo caso la razione giornaliera va diminuita di circa il 5-10%.
    Anche i soggetti non più giovanissimi hanno i loro snack. Sono prodotti caratterizzati da ridotto tenore calorico e da basso contenuto di proteine e sodio che permettono di…” coccolare” anche i soggetti anziani rispettandone però le esigenze nutrizionali. Prima di utilizzare estensivamente questi prodotti, è comunque bene consultare il veterinario per avere un consiglio professionale sulle corrette modalità della loro somministrazione.

    Nel caso di soggetti sovrappeso è difficile pensare di utilizzare dei “fuori pasto” che apportino calorie in più! In realtà le aziende di petfood più importanti hanno messo a punto snack ipocalorici da somministrare come premio. Riducendo la razione giornaliera sempre del 5-10% è possibile gratificare il nostro cane, senza aggiungere chilocalorie in eccesso. Il veterinario curante potrà consigliare un abbinamento equilibrato tra razione e snack.
    Anche i cani affetti da diabete hanno il diritto ad essere premiati, ma per loro la formulazione dello snack deve essere veramente speciale. Se il nostro cane è diabetico e lo vogliamo gratificare con un piccolo premio, la cosa migliore che possiamo fare è proporre lo stesso alimento di tutti i giorni, quello stesso indicato dal nostro veterinario di fiducia.
    Nella malattia diabetica la dieta è infatti parte integrante della terapia farmacologica. Nella quasi totalità dei casi il cane affetto da diabete è un soggetto sovrappeso al quale non bisogna somministrare zuccheri, pena la rapida insorgenza di problemi anche molto seri. E proprio per evitare ogni tipo di complicazione, gli snack dedicati a questi animali contengono sempre dolcificanti e farine integrali che rallentano l’assorbimento dei carboidrati a livello intestinale.

    Come noi, anche i cani invecchiano e le loro articolazioni vengono colpite dall’artrosi. Per i soggetti con problemi articolari esistono snack che apportano acidi grassi omega 3 e condroitina solfato, entrambi principi nutrizionali che aiutano a rallentare la degenerazione delle superfici articolari agendo sulle cartilagini che le ricoprono. Reperibili sul mercato in diverse grammature, ognuna adatta per una certa taglia, questi snack possono essere considerati un valido complemento nutrizionale.

    Oggi troviamo in commercio anche biscottini per proprietari alternativi, che preferiscono somministrare al proprio animale cibi biologici se non addirittura vegetariani. Sono snack a base di carni e cereali biologici certificati, senza conservanti o coloranti. Possono essere utilizzati per favorire la pulizia dei denti o solo come premio molto speciale come le strisce di trippa di manzo allevato con sistemi biologici. Esisto anche dei veri e propri “bonbon” ripieni di purea di frutta, del tutto simili ai nostri pasticcini.

    Gli snack che, per formulazione e struttura, possono aiutare a mantenere pulita la superficie dei denti, vanno somministrati a fine pasto, per allontanare i residui di cibo e la placca batterica presente. Per gli animali in fase di addestramento, gli snack rappresentano un “rinforzo positivo” nel momento in cui il proprietario richiede attenzione o quando occorre premiare una grande performance.
    Anche i cani anziani, obesi o quelli con patologie croniche come il diabete o l’insufficienza renale, hanno finalmente snack studiati apposta, per non escluderli dalle abitudini del “branco”. E’ comunque sempre bene ricordare di diminuire la razione giornaliera in base al numero di snack somministrati.

    Snack per Cani più Venduti

    In questa lista è possibile trovare gli snack per cani più venduti in questo momento con le opinioni degli acquirenti e il prezzo.

    Bestseller n. 1
    Trixie Denta Fun Bastoncini da masticare con anatra, 12 cm, pacco da 10 pezzi
    • Pelle grezza con rivestimento in petto d’anatra
    • Pelle particolarmente spessa per un piacere di masticazione più lungo
    • Effetto aggiuntivo di cura dentale
    • Aiuta a far scorrere la placca dai denti
    • Può supportare la salute dentale del tuo cane
    OffertaBestseller n. 2
    Vitakraft Beef Stick alla selvaggina
    • Lo stick di carne per i vostri amici a quattro zampe, sia grandi che piccoli, grazie al tenore di carne molto elevato
    • Ottimo per le coccole, come premio o come piccolo spuntino tra un pasto e l’altro
    • Grazie alla confezione salva freschezza con apertura a strappo questo stick è adatta da portare anche fuori casa
    • Confezione da 12 g
    • senza coloranti e conservanti
    OffertaBestseller n. 3
    VITAKRAFT Beef Stick con Tacchino Alimento Complementare Snack alla Carne per Cani – 12 g
    • Lo stick di carne convince i vostri amici a quattro zampe, sia grandi che piccoli, grazie al gusto appetibile e il tenore di carne elevato
    • Adatto alle coccole, come premio o come piccolo spuntino tra un pasto e l’altro
    • Grazie alla confezione salva freschezza con apertura a strappo il prodotto è adatto anche da portare fuori casa
    • Confezione da 12 g
    OffertaBestseller n. 4
    Pedigree Dentastix Snack per la Igiene Orale (Cane Grande +25 kg), 270 g 105 Pezzi – 15 Confezioni da 7 Pezzi (105 Pezzi totali)
    • Snack per l’igiene orale quotidiana del cane – uno al giorno
    • Tripla azione: riduce la formazione del tartaro fino all’80%, pulisce i denti più difficili da raggiungere, contribuisce a mantenere le gentive sane
    • Esclusiva forma a X, consistenza studiata per pulire delicatamente
    • Ingredienti attivi, senza zuccheri aggiunti; a ridotto contenuto di grassi
    • 82 kcal per pezzo; senza aromi artificiali
    Bestseller n. 5
    Trixie Premio Ducky Stripes, (100 g)
    • Con petto di anatra.
    • Ricco di proteine.
    • Senza aggiunta di zucchero.
    • Contenuto di carne 90%.
    • In sacchetto richiudibile.
    OffertaBestseller n. 6
    Bestseller n. 7
    TX-31701 Polpette premium per cani, Con pollo e riso, 80 g, 1 Pezzo
    • Dimensioni di alta qualità
    • Lunga durata
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    • Confezione da 6 pezzi
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    • Snack integratore per cani adulti
    • Senza coloranti, aromi o conservanti artificiali, senza zuccheri aggiunti
    • Con biotina e zinco, per pelle e mantello sani
    • Vitamina D3 per ossa e denti forti e vitamina E per aiutare le difese immunitarie
    • Con polvere di Omega 3
  • Casa a Misura di Gatto – Come Fare

    In questa guida spieghiamo come progettare una casa a misura di gatto.

    Il gatto è un animale da compagnia molto diffuso, ma non sempre le nostre case sono adatte alle sue esigenze etologiche. In particolare, se non ha la possibilità di uscire all’esterno, deve poter mettere in atto anche in appartamento, attraverso appropriati stimoli, quei comportamenti come la caccia, la predazione, il gioco ecc.
    Risulta essere essenziale quindi creare una sorta di “ecosistema” adatto. Il gatto è un animale territoriale che crea un forte legame con l’ambiente in cui vive: non necessariamente ha bisogno di molto spazio, ma è importante che questo spazio sia organizzato molto bene.

    Pensando con la mente felina, l’ambiente viene suddiviso in diverse zone
    -area di riposo spesso rappresentata da luoghi alti, dove i gatti non vengono disturbati e dove raramente incontrano loro simili; a questo scopo vanno bene cucce o semplici scatole in cui i gatti possono rilassarsi, oppure nascondersi a seconda delle necessità;
    -area di eliminazione assolutamente lontana alle aree di riposo e di alimentazione;
    -area di attività dove i gatti giocano, cacciano, mangiano (a seconda delle circostanze, quest’area deve essere necessariamente condivisa), tra un’area e l’altra esistono dei passaggi definiti durante le attività di esplorazione e identificati dal gatto con una marcatura.

    L’area di alimentazione

    L’area di alimentazione deve essere, oltre che lontana dal luogo di eliminazione anche da zone di passaggio o rumorose. Il cibo deve essere posizionato lontano dall’acqua quindi sono sconsigliate le doppie ciotole.
    A proposito di ciotole è meglio prediligere quelle di ceramica o metallo, in quanto quelle di plastica possono emanare odori fastidiosi e sono più difficili da pulire a causa del loro deterioramento. E’ bene ricordare che il comportamento alimentare del gatto è caratterizzato da piccoli pasti fatti durante la giornata quindi è necessario lasciare cibo secco a disposizione, meglio se distribuito in più ciotole.


    Somministrare due pasti al giorno può favorire problemi metabolici e di obesità soprattutto per i gatti sterilizzati. Per quanto riguarda l’acqua è da prediligere sempre quella fresca e corrente, che si può assicurare con una fontanella specifica reperibile nei negozi per animali.

    L’area di eliminazione

    Bisogna prestare molta attenzione all’area di eliminazione perché se non corretta può essere causa del principale problema comportamentale del gatto: l’eliminazione inappropriata. La cassetta igienica può essere aperta o chiusa, ma è bene sapere che quest’ultima richiede al gatto di abituarsi alla bascula, anche se eventualmente può essere rimossa.
    L’importante è che sia posizionata in una zona tranquilla, lontano da elettrodomestici come ad esempio la lavatrice!
    La sabbia può essere di qualsiasi tipo a seconda delle preferenze del gatto: agglomerante, a cristalli, assorbente, vegetale, a pellets, ma sono da evitare quelle profumate perché possono disincentivarne l’uso in quanto quello che per noi è profumo per il nostro gatto è un odore sgradevole e da evitare! La pulizia della cassetta igienica è fondamentale.
    È necessario eliminare le deiezioni giornalmente e cambiare la sabbia almeno 2-3 volte a settimana a seconda del numero di gatti che ne usufruiscono. Sono da evitare candeggina e ammoniaca per la pulizia in quanto hanno un odore che richiama quello delle urine. Meglio optare per detergenti neutri o enzimatici.
    A seconda del numero di gatti conviventi è necessario mettere a disposizione un numero di cassette pari al numero di gatti più una. Non sempre questo è possibile per problemi di spazio e quindi bisogna scendere a un compromesso e, se le cassette sono poche, si deve prestare molta attenzione alla pulizia.

    L’area di attività

    Come già accennato, il gatto sfrutta lo spazio nelle tre dimensioni e per permettere ciò è possibile inserire nell’ambiente dei graffiatoi a più piani sui cui il gatto può arrampicarsi e farsi le unghie, oppure predisporre delle mensole sui muri in modo che il gatto possa salire e stare in una posiziona sopraelevata.
    Per quanto riguarda il “farsi le unghie”, questo è un comportamento normale tipico del gatto e oltre allo scopo di regolare e mantenere in buone condizioni gli artigli ha anche una funzione di marcatura. Per evitare che divani, mobili e poltrone diventino le vittime del nostro piccolo felino è bene mettere a disposizione specifici e più adeguati substrati.
    Esistono in commercio molteplici tipologie di graffiatoi ma se avete voglia potete anche utilizzare oggetti di uso comune come per esempio pezzi di cartone oppure semplici zerbini per la casa.

    Risulta essere inoltre molto indicato arricchire l’ambiente con stimoli e giochi che permettono al gatto di mettere in atto comportamenti importanti come la caccia e la predazione. Tali comportamenti vengono manifestati per 3-4 ore al giorno ma ricoprono un ruolo importante nell’etogramma del gatto.
    Non va dimenticato che il gatto è un animale notturno e che, senza adeguati stimoli, può riversare la sua attività sul proprietario! Potete sbizzarrirvi non solo con gli oggetti e i giochi presenti in commercio, ma se ne avete voglia potete costruire giochi interattivi per il vostro amico felino!
    Una semplice scatola di scarpe con dentro finti topolini, palline e premi in cibo, in cui sono state effettuate delle aperture rotonde, si trasforma in un gioco molto divertente per il gatto che deve stanare le prede al suo interno!
    Oppure con dei rotoli di cartone della carta igienica o della carta assorbente potete costruire una sorta di piramide in cui il gatto può infilare le zampe per estrarre giochi e premi in cibo. Palline di carta stagnola, tappi, bottigliette di plastica, scatole e scatoloni possono avere una nuova vita a servizio del divertimento del vostro gatto!
    Anche il gatto, come il cane, gradisce molto i giochi di attivazione mentale. In commercio sono disponibili diverse tipologie ma potete tranquillamente inventare nuovi giochi interattivi e cognitivi. Quindi date sfogo alla vostra creatività.

    Per capire quanto l’arricchimento ambientale e la gestione degli spazi possono fare la differenza per un gatto, è importante ricordare che un ambiente poco stimolante e non a misura di gatto può essere causa di ansia, frustrazione e aggressività che possono sfociare in gravi patologie comportamentali e incrinare il rapporto tra gatto e proprietario.