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  • Razze di Gatto per Appartamento

    Di razze di gatti ce ne sono un’infinità, tutte stupende e con le loro caratteristiche proprie che rendono particolarmente difficile la scelta. Ma se volessimo provare a selezionare dieci razze più belle al mondo? La bellezza è un fatto assolutamente soggettivo, e chiunque può preferire uno piuttosto che un altro. Ma se certi esemplari sono così amati e diffusi, allora potrebbe esserci addirittura un gusto comune, qualcosa che accomuna tutti i popoli del globo nella scelta di questo aristocratico animale da compagnia. Non perdiamo tempo, e vediamole tutte!

    Abissino

    Come il nome può forse suggerire, il gatto abissino proviene, appunto, dall’Abissinia (ovvero l’Etiopia, terra ex coloniale per noi italiani che non fummo troppo gentili con loro e per la cui spedizione stiamo ancora pagando delle tasse). Tralasciando la storia, l’Abissino è un gatto molto caparbio e vanitoso, in cerca ti tantissime attenzioni per cui farete bene a coinvolgerlo nella vostra vita quotidiana lasciandolo giocare e divertire.

    Si presenta inoltre molto socievole, e gli piace avere anche altri gatti intorno (cosa non scontatissima con questi felini). E specialmente da cucciolo, non rinuncia ad una caratteristica tipica dei gatti: la curiosità. Gli piace arrampicarsi su alberi, mensole, armadi e ovunque riesca a farlo e se vede un oggetto che desta il suo interesse, non si farà troppi problemi a prenderselo.

    American Shorthair

    Forse perché gli americani sono molto patriottici, forse per l’incredibile dolcezza di questo esemplare, fatto sta che l’americano a pelo corto – così si traduce in italiano – è la razza più apprezzata in ambito statunitense (ma non solo). Si tratta di un animale molto intelligente e docile, che va molto d’accordo con i bambini. Si arrampica, salta, caccia indifferentemente che sia pieno o meno, perché per lui è prima di tutto un gioco e per questo, se non volete deluderlo, dovrete fargli coccole e complimenti ogni qualvolta vi porterà a casa farfalle, lucertole, cavallette, topi o qualsiasi altro sventurato essere vivente riesca a catturare. Dovete considerarli come un segno del suo rispetto, un pegno del suo amore nei vostri confronti.

    Nemmeno l’appartamento gli sta stretto, ma meglio che abbia almeno un balcone (ancora più apprezzabile sarebbe un terrazzo) così potrà sentirsi libero di andare dove vuole. Anche se lui preferisce case con ampi giardini, in quartieri molto tranquilli e con tanto verde. E non preoccupatevi se sta via anche delle ore: voi continuate a riempirlo di coccole, e lui saprà sempre come tornare da voi!

    Angora

    Il Gatto d’Angora deve il suo nome ad Ankara, capitale odierna della Turchia, sua regione di provenienza. Essendo erede di tantissime culture raffinate, da quella greca a quella ellenistica, da quella romana a quella ottomana passando per la persiana, questo gatto di piccola taglia ha atteggiamenti molto eleganti, eccentuati da un pelo lungo e maestoso e da una certa socievolezza e vivacità.

    Risulta essere un gatto sicuramente leggendario: si dice infatti che fu il felino amato da Maometto, e persino la regina dello stile Maria Antonietta sembra ne avesse diversi, che affidò ad una persona vicina perché li portasse in America, per farli sfuggire alla sorte che a lei sarebbe toccata. E leggenda vuole che proprio dagli Angora della sfortunata regina sia nato il Maine Coon. Per farvi capire quanto sia importante questo gatto in Turchia, ci sono altre leggende che lo vedono capace di realizzare desideri che le persone amate gli sussurrano all’orecchio. E per questo sono chiamati gatti del desiderio.

    Balinese

    A prima vista, potreste scambiarlo per un Siamese. Ma il gatto balinese ha una coda più grande e folta, a pelo lungo, anche se poi il resto del corpo è a pelo corto. Sono comunque gatti orientali dal pelo molto fine e con colore simile al siamese. Hanno testa allungata e teste grandi, occhi blu e a mandorla. Molto particolari, e li amerete se amate la cultura orientale o se vi piace la loro estetica.

    Anche perché danno una compagnia molto gradevole, sono tranquilli e potremmo dire un po’ pantofolai.

    Bobtail giapponese

    In Giappone, altra nazione molto patriottica, è quasi onorato: veniva rappresentato in disegni che ancora oggi si trovano nei templi di Tokyo e altre città; ed era anche un portafortuna, e se andate in Giappone potrete vedere tante statuette che lo raffigurano. E che dire di Kuniyoshi, il pittore giapponese che di gatti ne aveva oltre 50? Ma comunque, a ragione, perché è molto bello.

    Lo riconoscerete sicuramente per via della sua tipica coda corta, e per il suo miagolio musicale e melodioso. Comunque è piuttosto attivo e curioso, e si affeziona ai padroni. Inoltre può imparare dei giochi se gli vengono insegnati. Tuttavia non ama stare con i suoi simili, per cui non pensate che soffra di solitudine se ne prendete solo uno: anzi, prendendone due potreste quasi fargli un torto!.

    Bombay

    Torniamo negli stati uniti, dove troviamo il Bombay che nasce da un incrocio tra l’American Shorthair e il burmese. Questo gatto è un vero casalingo: adora l’appartamento, la casa, è intelligente e si affeziona agli esseri umani. Ed è estremamente pigro, oltre al fatto che odia i rumori forti e improvvisi.

    Non miagola quasi mai – comunque non è un miagolio melodioso ma un po’ stridulo – mentre molto spesso sentirete le sue fusa che non disdegna così come non disprezza coccole e carezze. Però non lasciatelo troppo solo, perché ne soffrirebbe, ed è meglio che non gli affianchiate un altro gatto: se proprio volete un altro animale, optate per un cane che il bombay sicuramente apprezza di più.

    Certosino

    Il nome completo è certosino francese, e leggendo avrete capito che proviene dalla nostra vicina Francia. Questo gatto ha un forte carattere e una sua propria personalità, e si lega alla famiglia con grande affetto e lealtà. Sicuramente è molto maturo. Ciò che apprezzerete è che non è territoriale: quindi non avrete problemi in caso di trasloco, né se volete prendere un altro micio.

    Per il suo carattere estroverso, amerete giocare con lui ma non forzatelo perché è comunque altezzoso ed egocentrico – in senso positivo: è e sarà sempre lui a scegliere chi gli farà le coccole e con chi giocare. Quindi non immaginate di strapazzarvelo e coccolarlo come volete, perché anzi la sua reazione sarà allontanarsi.

    Cornish Rex

    Questo nome così altisonante tradisce le sue origini: il Cornish Rex è squisitamente e sicuramente britannico. Ama le coccole e le attenzioni, odia la solitudine. Ma comunque convive molto bene sia con i cani che con gli altri gatti, perché è sostanzialmente molto tranquillo. La sua tranquillità si nota anche nel comportamento con gli estranei, con cui tende a fare subito amicizia.

    Amano anche le coccole e il contatto fisico con i padroncini, e non è esagerato dire che pendono letteralmente dalle loro labbra.

    Europeo

    Il più diffuso sicuramente in Europa (e non potrebbe essere altrimenti!). Definito anche celtico dal pelo corto, pensando all’europeo vi verrà in mente quello con il mantello tigrato a strisce nere su sfondo marrone o beige. Ed è infatti quello più noto. Comunque si pensa sia una razza che discenda dall’antico gatto egizio Felis Lybica, considerato a suo tempo una divinità e per questo quindi intoccabile.

     

    Maine Coon

    Il Maine Coon viene dal Maine, e quindi dagli Stati Uniti. Ha un pelo semilungo, e nasce come gatto d’aria aperta che però nel tempo si è abituato anche a stare tra le mura domestiche, grazie alla convivenza con gli uomini. È ben attivo e vivace, curioso ma anche abitudinario e per questo ideale per anziani e bambini, anche perché difficilmente graffia o soffia. Tra i giochi che adora ce n’è anche uno solitamente amato dai cani, ovvero quello del riportare la pallina. Inoltre imparano a dare la zampa e altri comandi. Ricordate però che rimane amante della sua indipendenza: non che non ami la compagnia, anzi, ma ogni tanto cercherà un po’ di tempo per sé stesso.

    Bonus – Exotic Shorthair

    Visto che dei gatti non se ne ha mai abbastanza, presentiamo anche una razza “fuori concorso”: Exotic Shorthair  o Esotico a pelo corto – che non è che la traduzione del nome inglese. Questa razza di gatto ha addirittura un riconoscimento genealogico, e possiede un pedigree. Si tratta di un incrocio tra il Persiano – lo capirete dal muso – e dall’Americano a pelo corto, il cui fenomeno più evidente è proprio il passaggio dal pelo lungo del persiano a quello corto conferito dall’American Shoerhair.

    L’Esotico a pelo corto ha zampotte grosse e tonde, con una bella testa anch’essa grossa e rotonda, un naso tondo e piccole orecchie distanti tra loro. La coda è nella media ma può essere anche corta, e i suoi occhi sono sporgenti e belli tondi. Ha tante varietà di colore nel suo manto, e una durata media di vita di 14 anni. Il suo carattere è tranquillo, socievole, affettuoso e per nulla aggressivo. È il perfetto pantofolaio, quindi si adatta molto bene alla vita d’appartamento.

  • Serpenti – Come Allevarli e Quali si Possono Tenere

    Il serpente è un rettile che nella storia suscitava terrore alle persone che vi si imbattevano, le quali preferivano sicuramente tenergli una debita distanza e stargli alla larga (o, viceversa, cercavano di disfarsene – un po’ come accadeva e talvolta accade per i poveri gatti neri).

    Recentemente, però, le cose sono cambiate. E questo è probabilmente uno dei lati positivi della globalizzazione, che ha fatto sì che culture lontanissime si avvicinassero e si scoprisse che per alcune popolazioni più o meno indigene il serpente può essere considerato addirittura sacro, venerato, rispettato; o, ancora, una pietanza prelibata.

    Al di là della negatività o positività dell’influenza esercitata, è indubbio che questo rettile da sempre affascina l’uomo, che lo teme ma al contempo ne è curioso. Chi è affascinato proprio dalla sua sinistra simbologia, e chi invece dall’enorme impatto culturale e mistico sulle popolazioni, alla fine i rapporti sono migliorati e per alcuni è addirittura nato il desiderio di addomesticarne uno per tenerselo in casa.

    Desiderio che ora è realizzabile anche per chi, tra gli italiani, è innamorato di questi animali. Infatti, da non moltissimi anni anche le istituzioni del Bel Paese hanno reso possibile l’allevamento di questi misteriosi animali striscianti. Anche se, purtroppo, le informazioni a riguardo ancora scarseggiano. Partendo dal presupposto che per qualsiasi animale, anche cane e gatto, è necessario informarsi al meglio e fare le proprie considerazioni prima di procedere all’adozione, è vero però che questo passaggio a maggior ragione debba essere fatto per animali così lontani e comunque selvatici come i serpenti.

    Guida all’acquisto

    Se dopo averci ben pensato e aver fatto serie considerazioni siete giunti alla conclusione che sì, volete e potete permettervi un serpente allora ciò che dovete fare è molto banale: andare in un negozio di animali. Tuttavia, non tutti i negozi e non in tutte le città o provincie ci sono anche i serpenti, per cui cercate su Internet il market più completo possibile nelle vostre zone in modo da poter scegliere anche tra diverse specie di serpenti.

    Il consiglio – che vi darà sicuramente anche l’addetto alle vendite – è, almeno per partire, di scegliere i rettili comunemente noti come piccoli stritolatori, in quanto uccidono la preda stritolandola e non avvelenandola (si tratta, appunto, di serpenti piccoli che cercano prede piccole). Riguardo i serpenti velenosi, quelli che si possono legalmente vendere hanno veleni non letali. Ma su questo punto si tornerà più avanti.

    Sempre nello stesso negozio, potrete scegliere anche la prima teca. Prima perché, come tutti, il serpente cresce e quindi in seguito dovrete acquistarne una di maggiori dimensioni. È bene che verifichiate qualsiasi cosa in ambito legale, per cui informatevi sempre presso chi vende il certificato di provenienza dell’animale, e assolutamente non prendetelo se non ce l’ha o non è disposto a darvela.

    Di seguito, ecco tutto ciò che dovrete comprare insieme all’animale:

    -Naturalmente, il serpente (ce ne sono diverse specie in commercio, su internet alcuni forum spiegano quali sono quelle legali in Italia);

    -Una lampada per riscaldare l’ambiente. Nella maggior parte dei casi sono animali che provengono da climi caldi e tropicali, per cui morirebbero senza che ricreiate il loro habitat naturale.

    -Un ramo, dove tendono ad aggrovigliarsi, e una ciotola d’acqua per consentirgli di dissetarsi. Tale ciotola va sempre controllata, perché questi animali bevono tanto e molte volte durante il giorno.

    -Topolini vivi. È purtroppo crudele, ma i serpenti si nutrono di animali ancora in vita per cui dovrete fare questo triste sforzo. Tendenzialmente, questo animale mangia una volta a settimana ma concordate e verificate bene la sua dieta con il veterinario. Se vedete che lascia il topo morto senza mangiarlo, provate a cambiare la razza del povero roditore.

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    A casa c’è un nuovo inquilino

    Ora che avete preso il vostro rettile, potete portarlo a casa. Ma le “procedure d’inizio” sicuramente non sono finite. Infatti, tra le considerazioni pre-acquisto di cui si parlava sopra deve esserci anche la verifica della presenza di un veterinario che si occupi anche dei serpenti. Non tutti i veterinari si specializzano anche nella cura nei rettili – se avete obiezioni, sappiate che gli animali non sono tutti uguali – per cui controllate bene se ce n’è qualcuno abbastanza vicino a dove abitate.

    Credenza comune è che il serpente sia un animale poco socievole e schivo. In realtà, è tutto il contrario. Ecco perché è importante che iniziate sin da subito a socializzarvi, anche perché impara a riconoscere il suo proprietario in base all’odore e strofinandosi addosso a lui a mo’ di gatto. Non abbiate quindi paura di maneggiare il serpente, purché lo facciate con attenzione e sempre dopo che ha mangiato. Non temete, comunque: crescere un serpente non è complicato, e una volta entrati nel mood avrete non poche soddisfazioni e ricompense delle attenzioni che gli date.

    Attenzione prima dell’acquisto

    Fino a qui abbiamo spiegato come acquistare e curare un serpente dopo profonde considerazioni. Ma se avete bisogno di aiuto e su quali considerazioni fare e su cosa dovete informarvi, continuate a leggere.

    Si è detto che in Italia da pochi anni è permesso l’allevamento di questi rettili. È bene che ricordiate, però, che non è permesso per tutte le specie per cui prima di scegliere quale portare a casa, dovete essere sicuri di poterlo tenere legalmente in cattività (ecco che ritorna l’importanza del certificato di provenienza).

    Tenere alcuni serpenti – in particolar modo la maggior parte di quelli velenosi – è un crimine, in quanto supporta e finanzia il traffico illecito di animali. Inoltre, anche tenere animali in via d’estinzione di qualsiasi specie e non solo rettili, è severamente vietato. L’importanza di non acquistare da privati o negozi non certificati capirete quindi che è molto grande, perché facendolo molto probabilmente finirete a collaborare e commerciare nel mercato nero.

    Nella scelta dovrete poi considerare le dimensioni dell’animale e quelle della vostra casa, per cui se vivete in un monolocale non è il caso di acquistare specie di oltre 10 metri (dove mettereste una teca in grado di contenere quelle dimensioni?) ma concentrarsi su serpenti di centimetri o massimo un metro.

    Tenete conto che non tutti i serpenti sono ugualmente socievoli, e alcuni si adattano con molta più fatica rispetto ad altri. Se avete viaggiato in Africa o in Asia avrete sicuramente notato che in alcuni paesi piccoli serpenti molto socievoli sostituiscono un po’ i nostri cani e gatti, convivendo senza problemi anche con i bambini. Tali serpenti possono essere anche addestrati per giocare insieme ai proprietari.

    Rapporto con i bambini

    Quest’ultimo argomento ne introduce un altro di importanza cruciale: la presenza di bambini in casa. Fattore che non vale solo per i serpenti, ma per qualsiasi animale domestico. Ma diciamo che con questi rettili, è una regola ben salda e che non deve essere saltata.

    Ai bambini tendenzialmente piacciono i serpenti, complici anche alcuni cartoni animati che li hanno resi molto simpatici ai loro occhi per cui potrebbero chiedervi di prenderne uno. Se siete d’accordo nel tenerlo in casa, è bene che prendiate una specie molto piccola e facile da gestire. E, naturalmente, di quelle molto socievoli.

    Serpenti più gettonati per principianti o famiglie con bambini

    Di seguito, qualche esempio di serpente adatto a chi non ha esperienza o, appunto, per i bambini:

    Serpente del grano: in assoluto quello più diffuso nelle case. È molto tranquillo e facile da addomesticare, non supera il metro di lunghezza e le sue sfumature gialle e arancioni, unite al profilo nero, lo rendono molto sgargiante e colorato. Si nutre di grilli, lucertole, vermicelli e roditori.

    Pitone Reale o Pitone palla: molti associano il nome “pitone” a un serpente molto pericoloso. In realtà, questo esemplare è davvero molto timido, docile e proprio per questo simpatico. La sua lunghezza sta tra uno e due metri, e ha colori molto vari e accesi. È molto facile nella cura e il nome “Palla” deriva dalla buffa posizione in cui si chiude quando è timido o spaventato (pensate che passa la maggior parte del suo tempo nella tana). Non stressatelo troppo, però, perché se stressato può smettere di mangiare.

    Serpente del latte: forse è quello dai colori più belli, in quanto presenta sfumature di rosso, bianco, giallo e nero e per la loro distribuzione viene chiamato anche falso corallo. Misura tra i 50 e i 150 cm ed è molto tranquillo e socievole. Si nutre di insetti, ranocchie, pesci e crostacei.

    Serpenti adatti a chi ha già esperienza

    Serpente dei ratti: di questo ci sono diverse specie, alcune non velenose che possono essere tenute anche in Italia. È molto bello, i suoi colori sono arancio e marrone e non supera tendenzialmente i due metri di lunghezza. Ha però bisogno di ambienti pulitissimi e con molta acqua perché amano farsi dei bagnetti per rinfrescarsi.

    Boa Constrictor: è quello che ha causato più polemiche sul fatto di consentirne o meno l’allevamento in cattività in quanto alcuni sostengono che sia docile e altri no. In ogni caso necessita di molte cure e bisogna socializzare presto con loro, altrimenti possono sviluppare aggressività.

  • Antiparassitari per Gatti – Come Scegliere, Opinioni e Prezzi

    In questa guida spieghiamo come scegliere un antiparassitario per gatti.

    La salute dei nostri animali domestici è importante esattamente come la nostra, senza contare che è fondamentale anche per quella di tutta la famiglia. Soprattutto con l’arrivo della primavera i nostri piccoli amici possono essere attaccati da fastidiosi parassiti che minano il loro benessere e rischiano di invadere anche la nostra casa.
    Se curati con gli strumenti giusti e con molta attenzione, i nostri amici a quattro zampe possono guarire velocemente e la nostra casa scongiurare l’infestazione. L’igiene in queste situazioni è fondamentale.

    Come Scegliere l’Antiparassitario per Gatti

    I parassiti possono essere interni o esterni, a seconda di come attaccano il vostro gatto.
    -PARASSITI INTERNI
    Questo parassiti si trovano all’interno dell’organismo del gatto e attaccano in genere l’intestino, se presi per tempo non causano grandi danni alla salute dell’animale. I più comuni sono: Ascaridi, Anchilostomi, Tenia, Coccidi e Toxoplasma, Giardia.
    -PARASSITI ESTERNI
    I parassiti esterni sono dei piccoli animali che attaccano l’organismo esterno del gatto e provocano prurito, infezioni e altre patologie più serie. I più diffusi sono: zecche, pidocchi, acari delle orecchie, rogna, micosi, pulci.

    Come avviene il contagio con i parassiti
    In genere i gatti che vivono in semilibertà sono più esposti al contagio mentre quelli d’appartamento lo sono meno ma assolutamente non immuni. Infatti, se normalmente le uova dei parassiti si trovano nell’erba e in generale nell’ambiente, sono facilmente riscontrabili anche nella nostra casa, in particolare su tappeti, divani e lettiere.
    Il contagio avviene più facilmente nei mesi caldi ma non bisogna trascurare l’animale durante tutto l’anno, in quanto, il riscaldamento delle nostre case offre la temperatura e l’ambiente ideale per la proliferazione dei parassiti.

    Come capire quando il gatto è stato attaccato dai parassiti
    Prima di farsi prendere da inutili allarmismi è il caso di controllare che il vostro gatto abbia realmente un problema di parassiti. Per capirlo bisogna innanzitutto osservare il suo comportamento, se risulta più irrequieto del solito e si gratta spesso, allora controllate il pelo e pettinatelo.
    Se sul pettine risultano piccoli residui neri o rossastri avrete la conferma della presenza di parassiti. In fase di contagio più avanzato è possibile osservare una certa perdita di peso, un generico stato anemico, gengive chiare e mancanza di energia. Per i parassiti interni in genere si assiste a manifestazioni quali diarrea, vomito o presenza di vermi nelle feci.

    Quali sono i principali tipi di antiparassitari
    -SPOT ON
    Questo tipo di terapia prevede l’applicazione di una sostanza contenuta in una pipetta direttamente sulla cute del gatto o per come terapia preventiva in mezzo alle scapole, dove non può arrivare a leccarsi o grattarsi. Il trattamento va ripetuto periodicamente.
    -SHAMPOO E MOUSSE
    Sono da prendere in considerazione a contagio avvenuto, infatti, questi sistemi non prevengono in alcun modo l’attacco da parte dei parassiti ma ne limitano i danni e soprattutto, uccidono gli animali già presenti sulla pelliccia del gatto. Lo shampoo va applicato su tutto il corpo e va lasciato agire per circa dieci minuti, successivamente va risciacquato accuratamente. Il trattamento va ripetuto una volta a settimana.
    Questo tipo di trattamento, nella maggior parte dei casi, non è sufficiente da solo a debellare i parassiti, inoltre, richiede spazio e tempo che non tutti hanno a disposizione e infine, non sempre i gatti amano il contatto con l’acqua quindi potrebbe risultare difficile.
    -COLLARI ANTIPULCI ANTIPARASSITARI
    Sono il metodo più diffuso contro pulci e zecche, in quanto rilasciano gradualmente il medicinale assicurando una copertura costante. Tuttavia, il collare risulta spesso inefficace e comporta una serie di aspetti negativi. La sostanza contenuta nel collare, seppur in minima parte, si diffonde nell’ambiente domestico, inoltre, in molti casi il gatto può morderlo e rimanere intossicato o i vostri bambini possono accidentalmente entrarvi in contatto.
    Ricordate di lavare subito le mani dopo l’uso e di scegliere un prodotto adatto alla taglia del vostro gatto o specifico per i cuccioli. Il collare ha una durata di 7/8 mesi ed è più indicato per animali che vivono all’aperto.
    -POLVERI, SPRAY, LOZIONI
    Gli spray e le lozioni sono particolarmente indicati per i cuccioli, in quanto pratici da usare e generalmente efficaci contro pulci e zecche, utili anche per trattare cucce e cuscini. Le polveri, invece, sono poco gradite al gatto anche a causa del forte odore che emanano.
    -COMPRESSE
    I farmaci per via orale che sono il rimedio più efficace contro i parassiti, infatti, uccidono in circa mezz’ora pulci e zecche, offrendo protezione fino a un mese. Ne esistono di diversi tipi e possono essere somministrati con cadenza giornaliera o mensile. Ne esiste una categoria capace di inibire la schiusa delle uova, evitando così la prolificazione dei parassiti. L’unico aspetto negativo delle compresse è che spesso è difficile somministrarle.

    Considerazioni da fare prima dell’acquisto di antiparassitari per gatti online
    Ricordate di scegliere l’antiparassitario più adatto al carattere del vostro gatto, alla praticità e quindi allo spazio che offre la vostra casa.
    A volte l’efficacia di un trattamento viene valutata in modo frettoloso, non dovete considerare inefficace la cura se continuate a vedere animaletti che corrono sulla pelliccia del gatto, prima che i parassiti muoiano è necessario che passino diverse ore.
    Per ognuno dei metodi antiparassitari ci sono delle controindicazioni e soprattutto, ognuno di questi ha un certo grado di tossicità sia per l’animale che per il resto della famiglia.
    Negli ultimi anni si stanno diffondendo terapie naturali come l’olio di Neem che è un repellente naturale, disponibile sia spray che spot on, oppure composti di tea tree, aceto, ginepro, eucalipto, timo e detergenti all’aloe vera o maleuca.
    Spesso i farmaci indicati sia per la cura di cani che di gatti in realtà sono nocivi per questi ultimi, se non addirittura letali. Controllate attentamente questo aspetto e se avete dubbi consultate il veterinario.

    Le migliori marche di antiparassitari per gatti
    In commercio troverete tantissime marche ma le più consigliate sono
    Stronghold, spot on con ampio spettro d’azione, da usare contro pulci e zecche e acari. Viene impiegato anche come prevenzione della filariosi e dei parassiti gastrointestinali.
    Frontline e Frontline Combo, spot on o spray, protegge contro pulci, zecche e pidocchi.
    Advantage, spot on, efficace contro le pulci e indicato per animali che vivono in casa.
    Neo Erlen, shampoo o spray, efficace contro pulci, zecche, zanzare e mosche.
    Seresto, collare, utile contro pulci e zecche.
    Milbemax, compresse, specifico per parassiti gastrointestinali.
    Drontal, compresse, utilizzato soprattutto nei cuccioli.
    Cardotek, compresse, utili contro i parassiti gastrointestinali.
    Beaphar Naturale, spot on a base naturale, ottimo contro zanzare, flebotomi, pulci e zecche.

    Antiparassitari per Gatti più Venduti

    In questa lista è possibile trovare gli antiparassitari per gatti più vendute in questo momento con le opinioni degli acquirenti e il prezzo.

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  • Binocolo per Birdwatching – Come Scegliere, Opinioni e Prezzi

    In questa guida spieghiamo come scegliere un binocolo per birdwatching.

    Un binocolo è essenziale per il birdwatching, che vogliate solo godervi gli uccelli nel vostro cortile o viaggiare in aree remote per trovare specie rare ed elusive. Con il giusto modello è possibile vedere i dettagli più facilmente e osservare sottigliezze nel comportamento degli uccelli che altrimenti potrebbero passare inosservate. Inoltre, un buon binocolo porterà gli uccelli vicino a voi senza che vengano disturbati, il che vi permetterà di osservarli più facilmente e comodamente. Ecco la guida per conoscere caratteristiche, tipologie e come scegliere i migliori in base ai criteri di qualità, prezzi, offerte e corretta informazione per il consumatore.

    Come Scegliere Binocolo per Birdwatching

    Prima di scegliere un binocolo, è importante capire come guarderete gli uccelli e quali tipi di uccelli sperate di vedere. Se siete interessati a rapaci, un binocolo con un maggiore ingrandimento può aiutare a vedere i dettagli di uccelli che si impennano a centinaia di metri in aria. Per avvistare anatre, oche e uccelli acquatici, può essere preferibile un binocolo impermeabile. Per guardare più da vicino gli uccelli del vostro cortile, un binocolo con un range di messa a fuoco ristretto sarà il più adatto.

    Un prodotto di buona qualità è meglio acquistarlo presso rivenditori specializzati. Prima di acquistarlo provate varie marche e modelli per trovare quello che fa per voi. Se possibile, chiedete consigli ad ornitologi e provate diversi modelli sul campo. Leggete attentamente i manuali per imparare come farlo funzionare in modo efficace e controllare tutte le politiche di garanzia e restituzione.

    Come sceglierlo? Ci sono diversi fattori e caratteristiche da prendere in considerazione quando si sceglie un binocolo per birdwatching.

    INGRANDIMENTO
    Il fattore di ingrandimento del binocolo determinerà quanto appariranno grandi gli oggetti lontani. Ogni binocolo è etichettato con un paio di numeri, come 7×20, 8×32 o 10×40. Il primo numero è il grado di ingrandimento. I binocoli nell’intervallo 8-10 sono i migliori per il birdwatching, ma tenete a mente che maggiore è l’ingrandimento, più stabili dovranno essere le mani per tenerlo fermo il tempo sufficiente per un’osservazione attenta.

    DIAMETRO DELL’OBIETTIVO:
    La grandezza, in millimetri, della lente anteriore del binocolo, che determina la quantità di luce ammessa nella zona di visualizzazione. Più alto è il numero, più luminosa apparirà l’immagine. Ciò è particolarmente importante se pensate di fare birdwatching in zone poco luminose, all’alba o al tramonto, quando ci sono più uccelli da vedere ma una minore quantità di luce.

    CAMPO VISIVO
    Il campo visivo è la zona nella quale sarete in grado di osservare con il binocolo. Un campo di vista più ampio può consentire di vedere un maggior numero di uccelli senza spostare il binocolo e può rendere più facile avvistare gli uccelli.

    QUALITA’ DELL’IMMAGINE
    Se non vedete una buona immagine con il binocolo, non sarete in grado di identificare gli uccelli. Quando provate diversi tipi di lenti, controllate la qualità della messa a fuoco sul bordo del campo visivo, la profondità e la frequenza di messa a fuoco, se il binocolo sia dotato di una doppia messa a fuoco per adeguarsi ai vostri occhi e se il colore dell’immagine appaia naturale.

    RIVESTIMENTO DELLE LENTI
    Differenti rivestimenti per le lenti del binocolo potranno migliorare il colore dell’immagine, così come il livello di luce e la messa a fuoco. Anche se le specifiche del binocolo dovrebbero includere il rivestimento delle lenti, a un controllo visivo rapido capirete subito se le lenti hanno una lucentezza rosa, viola o verde. Rivestimenti rosa e viola migliorano la qualità del colore dell’immagine, mentre un rivestimento verde aiuterà a sbiadire lo sfondo, facendo risaltare gli uccelli.

    DISTANZA DI MESSA A FUOCO MINIMA
    Una caratteristica apprezzata da tanti amanti degli uccelli è la capacità di un binocolo di mettere bene a fuoco uccelli che si trovano a pochi metri di distanza. Questo è particolarmente utile per gli amanti degli uccelli da cortile, e una distanza focale di 10 metri è l’ideale. Non dimenticate di verificare quanto velocemente il binocolo può mettere a fuoco da vicino a lontano, per osservare uccelli in movimento.

    DIMENSIONI
    Considerate sempre la dimensione fisica del binocolo prima di acquistarlo. Dovrebbe essere comodo per tenerlo saldamente in mano, e dovrebbe consentirvi di mettere a fuoco senza muovere più di un dito. Considerate anche il peso: lenti molto pesanti possono essere poco pratiche per lunghi viaggi, a meno che non venga utilizzata una tracolla o una cintura.

    OCULARI REGOLABILI
    Se portate gli occhiali, avrete bisogno di un binocolo con oculari regolabili per ridurre al minimo l’affaticamento degli occhi. Manicotti di gomma pieghevoli sono comuni, ma possono incrinarsi o rompersi facilmente.

    STRUTTURA
    In base alla struttura, alcuni binocoli sono più indicati di altri per il birdwatching. I modelli impermeabili sono l’ideale per persone che prediligono gli uccelli acquatici o semplicemente che vivono in climi umidi o soggetti all’umidità. Alcuni binocoli hanno un rivestimento in gomma che li protegge contro scheggiature, ammaccature e graffi.

    COSTO
    I prezzi possono variare da 50 a 2.200 euro o più. In generale, più alto è il prezzo migliore è la qualità del binocolo, ed esperti ornitologi hanno imparato che un modello più costoso rappresenta in genere un buon investimento. Un binocolo per il birdwatching di buona qualità e dalla lunga durata può essere facilmente trovato nella fascia di prezzo 150-400 euro.

    ACCESSORI
    Una volta che avete trovato un binocolo adatto, aggiungere accessori di base può renderlo più comodo da usare e mantenerlo in buono stato per molti anni. Gli accessori da considerare comprendono: custodia per il trasporto, cinghie per il collo o bretelle per la spalla per mantenere le mani libere, copri lenti per proteggere il binocolo da polvere o sporcizia in eccesso, panni e soluzioni per la pulizia.

    Binocoli per Birdwatching più Venduti

    In questa lista è possibile trovare i binocoli per birdwatching più venduti in questo momento con le opinioni degli acquirenti e il prezzo.

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  • Gatto che si Lecca Troppo – Cosa Fare

    In questa guida spieghiamo cosa fare se il gatto si lecca troppo.

    La toelettatura che il gatto compie sul proprio pelo (grooming) è un’attività importante e indice di buona salute. Questo comportamento si manifesta nel cucciolo verso la terza settimana di vita e tende ad aumentare fino alla maturità, quando il gatto dedica al grooming circa la metà del suo tempo.
    Tenere il pelo e la cute puliti è la ragione principale del grooming, che svolge però diverse altre funzioni. Durante la stagione calda, per esempio, il grooming favorisce la dispersione del calore per mezzo della saliva. Un’altra funzione è quella di mantenere legami affiliativi: due gatti “amici” tendono a leccarsi e a strofinarsi a vicenda, mentre lo stesso non accade mai tra due che non vanno d’accordo.

    Il grooming affiliativo si manifesta con il leccamento reciproco a livello del collo e della testa, zone altrimenti difficilmente raggiungibili durante la “pulizia” quotidiana. Questo “mutual grooming” serve anche a scambiarsi gli odori e a crearne uno del gruppo: per questo, dopo il temporaneo allontanamento di un gatto, capita che al suo rientro nel gruppo si assista a un “mutual grooming” per ristabilire l’odore comune ai membri del gruppo stesso.
    Questo comportamento viene esteso anche a noi umani, leccandoci e accettando le nostre carezze. Il leccamento del pelo si manifesta anche prima di un temporale per ridurre o eliminare l’elettricità statica che può venire ad accumularsi sul mantello. Il grooming viene inoltre utilizzato per scaricare la tensione dopo uno stress: è facile ad esempio vedere un gatto che manifesta grooming dopo essere stato sgridato dal proprietario o dopo uno scontro aggressivo con un altro gatto.

    Il gooming può anche manifestarsi in modo anomalo ed esprimere un disagio. Questo accade, per esempio, quando un gatto, trovandosi in una situazione di conflitto o comunque stressante, sembra pronto a reagire e invece mette in atto un comportamento del tutto fuori contesto, come leccarsi una zampa e strofinarla sul muso. In questi casi si parla di “attività di sostituzione”, un comportamento che presumibilmente serve a ridurre lo stato d’ansia.
    Nervosismo, noia, desiderio di contatto umano o altre forme di stress possono manifestarsi con un grooming eccessivo. Un comportamento anomalo che si presenta di frequente in alcune razze, come il Siamese e l’Abissino. Il leccamento è la forma più frequente di grooming eccessivo ed è localizzata maggiormente nella parte posteriore del corpo, soprattutto nell’interno della coscia e nella regione ventrale dell’addome.
    Di norma le zone sottoposte a eccessivo leccamento hanno dei margini ben definiti, la pelle appare integra, priva di lesioni ma anche di pelo. In casi estremi si possono verificare delle vere e proprie auto-mutilazioni. Spesso questo comportamento è accompagnato da rapidi movimenti della coda, dallo schioccare la lingua, da un eccessivo grattamento sulla testa che viene anche ruotata velocemente.
    Quando il gatto presenta un grooming eccessivo è necessario escludere la presenza di una causa clinica sottostante, come dermatiti, alterazioni delle vie urinarie o alterazioni di tipo neurologico. Lesioni cutanee o patologie alle ghiandole cutanee, causando prurito o dolore, possono provocare un leccamento continuo della parte interessata.
    Va tenuto presente poi che anche parassiti esterni o allergie alimentari danno prurito. Il grooming eccessivo può derivare inoltre da stress provocato dalla presenza di altri gatti. A volte basta anche la presenza di gatti estranei fuori dalla casa, mentre più frequente è il caso dello stress provocato dalla convivenza di più gatti. In quest’ultimo caso è utile ridistribuire le risorse in modo da ridurre gli incontri–scontri, o porre in atto modificazioni ambientali per favorire il rispetto delle esigenze etologiche feline.

    Quando il gatto inizia a leccarsi spesso, le nostre attenzioni possono rinforzare questo comportamento senza peraltro riuscire a interromperlo. La cosa migliore da fare, nel momento in cui il gatto sta mettendo in atto il comportamento compulsivo, è quella di ignorarlo completamente. Può essere utile identificare la causa dello stress e rimuoverla, ma non è sempre facile capire qual è la situazione scatenante quando il comportamento va avanti da troppo tempo e non è più riconoscibile l’elemento causale. Purtroppo però, alcune volte, l’overgrooming (leccamento eccessivo) permane nonostante sia stata rimossa la causa primaria: in questi casi può essersi instaurato un comportamento abituale, stereotipato, che si è tramutato in un disturbo compulsivo.

    La terapia prevede allora, oltre alla riduzione dell’elemento stressante, anche un supporto farmacologico. Il leccamento eccessivo è quindi spesso una risposta a breve termine nei confronti di uno specifico elemento stressante ma, se questo persiste da lungo tempo, si può assistere a una cronicizzazione. Un problema secondario provocato dell’eccessivo leccamento è dato infine dalla formazione di boli di pelo che possono accumularsi nell’apparato digerente del gatto e creare ulteriori fastidi.
    In caso di gatto stressato, allestiamo un buon arricchimento ambientale, assicurandogli il movimento nelle tre dimensioni, anche grazie a dei giochi interattivi.
    Riduciamo eventuali fattori di stress, come la vista di altri gatti fuori dalla finestra
    Nel caso il problema persista, facciamo eseguire una visita clinica approfondita per escludere patologie organiche sottostanti.