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  • Come Scegliere il Veterinario

    Il rapporto con il veterinario deve essere basato su alcuni elementi, tra i quali la fiducia è uno dei più importanti. Se ci si fida del proprio veterinario si è più propensi ad affidarsi alle cure che ci consiglia, somministrandole quando necessario, oltre a credere con maggiora facilità a tutto ciò che ci dice e ci consiglia. Ovviamente gli elementi e i criteri di scelta sono poi vari, che dipendono anche dal luogo in cui si vive o dagli impegni che si hanno nel corso della giornata.

    Dal veterinario si va spesso

    Conviene prima di tutto comprendere un fatto, indipendentemente dall’animale che si possiede la gita dal veterinario sarà un appuntamento obbligato, come minimo una volta all’anno. Se poi si tratta di animali di grandi dimensioni, come ad esempio un cavallo, sarà il veterinario a venire da noi. Il problema non cambia: se scegliamo uno studio molto distante da dove viviamo ci sarà complicato andarci. Questo elemento, che può apparire del tutto superficiale, in realtà a volte diminuisce di molto le probabilità che si vada dal veterinario con la corretta frequenza.

    I casi di emergenza

    Un altro elemento importante per la scelta del veterinario, oltre ovviamente alla fiducia che si riesce a riporre nella persona che ci si trova davanti, riguarda gli orari dell’ambulatorio. Ci sono ambulatori che fanno orario d’ufficio: dopo le 19:00/19:30 non c’è possibilità di ottenere le cure necessarie; altri sono aperti solo nei 5 giorni infrasettimanali, con chiusura il sabato e la domenica. Conviene in genere invece scegliere uno studio aperto tutti i giorni della settimana, con il servizio veterinario 24 ore al giorno. Questo non per farsi somministrare un vaccino la domenica pomeriggio, o nel corso delle ore notturne, quanto piuttosto per avere la certezza di un aiuto professionale anche nelle occasioni limite, quando l’animale sta molto male o avviene un incidente in casa.

    La preparazione del veterinario

    Ci sono poi casi estremi, come ad esempio quelli in cui l’amico che ci portiamo a casa è un animale esotico molto particolare. Non tutti i veterinari hanno l’esperienza e le conoscenze necessarie a curare qualsiasi animale da compagnia esistente al mondo. Se necessitiamo di cure particolari, di interventi specifici o anche se possediamo un animale originale e particolare, allora meglio rivolgersi al veterinario che sia in grado di offrirci ciò che ci serve. In questi casi spesso è opportuno rivolgersi alle cliniche in cui operano diversi professionisti, spesso situate in grandi città o nei pressi di esse.

    Il veterinario lo sceglie l’animale

    Come per noi non è poi così piacevole sottoporsi a una visita medica o a un esame clinico, anche per il nostro animale da compagnia andare dal veterinario non sarà la più bella esperienza della settimana. Ci sono però animali che tendono ad andare d’accordo con chiunque, altri invece che diventano aggressivi quando si trovano di fronte qualcuno che non gli piace, o che invece sono molto timidi e remissivi. Per certi versi il veterinario lo deve scegliere il singolo animale: se lo portiamo nello studio di un professionista che gli sta simpatico lo stress da veterinario diminuirà molto. Se riusciamo a trovare un veterinario che ha ottime conoscenze per quanto riguarda il nostro specifico animale, che va d’accordo con il nostro amico e che ha lo studio vicino a casa nostra il più è fatto. Solitamente i veterinari sono amanti degli animali, considerando il termine in senso lato. Ce ne sono però alcuni che preferiscono i gatti o i cani, altri che amano gli animali esotici o i cavalli, altri ancora che fanno subito amicizia con qualsiasi specie di roditore. Se il primo veterinario che incontriamo proprio non va d’accordo con il nostro animale domestico, cerchiamone un altro.

  • Cane Alaskan Malamute – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del cane Alaskan Malamute, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    Se siete alla ricerca di un cane e l’Alaskan Malamute vi ha conquistati, allora speriamo con questo articolo di rendervi consapevoli delle sue caratteristiche e delle sue necessità tipiche, per aiutarvi a creare con l’animale il rapporto più ottimale possibile.

    Non è l’Husky

    Molto spesso le persone le confondono, ma Alaskan Malamute e Siberian Husky – come del resto rivelano i loro nomi – sono due razze differenti. Se siete interessati agli Husky vi rimandiamo a questo articolo scritto qualche tempo fa, perché qui ci concentriamo sulla razza statunitense.

    L’Alaskan è un cane con un carattere tendenzialmente doppio. Sa infatti essere molto tenero e dolce, ma ha un temperamento naturalmente dominante. Si tratta di caratteristiche che si porta dietro dalla sua vita originaria, quando veniva impiegato – appunto in Alaska – come cane da slitta per portare al lavoro i padroni.

    Un impiego che richiedeva un carattere aperto e amichevole anche con le persone estranee, con cui ancora oggi tende a rapportarsi fin da subito non mostrando aggressività territoriale. Questo dovrebbe farvi capire che se cercate in lui un cane da guardia, avete sbagliato strada.

    Dovete farvi vedere sempre decisi con lui, perché se l’Alaskan vi giudica incapaci di assumere un ruolo comando deciderà di assumerlo lui stesso, non ascoltandovi di buon grado e correggendovi o causando spiacevoli conseguente.

    Siate quindi ben sicuri di poterlo istruire e gestire al meglio, e per questo dovrete essere ben consapevoli del comportamento del cane. L’Alaskan vi mette alla prova come padroni già da quando ha 12 settimane, per cui farete meglio a mostrarvi sempre pronti, facendogli capire chiaramente qual è il suo ruolo all’interno della vostra famiglia.

    Questo cane fa parte del gruppo FCI 5, cani di tipo spitz primitivo, che abbiamo già conosciuto sia con l’Husky ma anche con il giapponese Akita Inu. Insieme a loro ci sono il Cane dei Faraoni, lo Spitz Giapponese e lo Shiba Inu.

    Di solito l’Alaskan si porta a casa spendendo tra i 700 e i 1000 euro.

    Origini e carattere

    Poco si sa, in realtà, su questa razza nordica. L’Alaskan Malamute, come abbiamo già detto, è un cane da slitta che discende dal lupo artico, così come il Siberian Husky. In passato fu selezionato e poi addomesticato nell’Alaska Nord-Occidentale, dagli abitanti della regione Kotzebue River noti come Malemutes (o anche Mahlemuts), ovvero una tribù Inuit.

    Questi cani sono obbedienti, molto intelligenti, tranquilli e fedeli, ma che mantengono una certa indipendenza pur dimostrando un amore e un affetto smisurati per il loro padrone. Sono anche cani molto puliti.

    Come detto, quindi, un Alaskan di norma non dimostra aggressività  o diffidenza proprio perché storicamente abituato a relazionarsi anche con persone diverse dal suo padrone. Non è quindi un buon cane da guardia o da difesa. Inoltre il suo carattere istintivamente gerarchico e indipendente crea un rapporto col padrone unico e differente rispetto a quello che si crea con i pastori o i cani da guardia.

    Un Alaskan tende a vedere la sua famiglia come il suo nuovo branco. Per questo motive dovete creare un rapporto sano, equilibrato e coerente con lui, senza eccessi e sempre consapevoli che con lui dovete sempre mostrarvi i leader, stabilendo voi le regole dei giochi e della vita di tutti i giorni.

    Il suo carattere docile di cui si sta parlando fin dall’inizio lo rende particolarmente adatto alla compagnia dei bambini e a tutti coloro che possono dedicargli attenzioni quotidianamente. È perfetto anche per gli amanti della natura, che possono portarselo dietro nelle gite di trekking o altre attività all’aperto, come le escursioni.

    Caratteristiche fisiche

    L’Alaskan Malamute non si può certo definire un cane piccolo, ma anzi di dimensioni importanti e un fisico particolarmente potente, con un torace profondo e un corpo molto forte che si appoggia saldamente sugli arti. Il tutto gli conferisce un temperamento fiero, unito anche ad un’espressione sempre attenta a mostrare curiosità e interesse in ciò che lo circonda.

    La testa è grande e profonda, ma non sgraziata: le proporzioni al corpo sono quelle corrette. Sul viso troverete sempre un’espressione dolce e amichevole, ad indicare il temperamento affettuoso del cane nei vostri confronti.

    Il cranio è abbastanza arrotondato, specie dove si trovano le orecchie, e si restringe – appiattendosi – man mano che si avvicina alla regione degli occhi, tra i quali è presente un piccolo solco, creando infine delle guance smussate.

    La linea del cranio e del muso si interrompono in basso, quando si incontrano. Il muso, comunque, si trova generalmente di tutti i colori (molto raro è il rosso, e se è presente molto probabilmente indica la contaminazione di altre razze) le labbra sono nere e aderenti, o marroni negli esemplari dal manto rossiccio.

    Le mascelle sono grandi e i denti molto larghi, che vedono gli incisivi chiudersi a forbice. Le guance sono abbastanza piatte, mentre gli occhi sono obliqui, a forma di mandorla, non troppo grandi e di colore marrone (mai azzurri, tranne in rarissimi casi).

    Le orecchie sono piccole rispetto alla testa e come tutte le razze simili (tra cui Husky e Akita Inu) presentano una forma triangolare con la punta arrotondata.

    Il collo è leggermente arcuato, e molto forte. Il corpo dell’Alaskan Malamute è compatto anche se non raccolto, con ossatura proporzionata alla taglia e peso bilanciato. Il dorso è dritto, anche se scende leggermente verso la groppa.

    La coda, alla base, prosegue e conclude la spina dorsale. L’animale, quando non “lavora, la tiene sopra il dorso ma non arrotolata né adagiata. Il pelo non è corto, ma anzi, possiede tanto pelo e sembra quasi una piuma ondeggiante.

    Le zampe anteriori sono di ossa pesanti e sono particolarmente muscolose, dritte fino al metacarpo. Le spalle invece sono leggermente oblique. I metacarpi non sono particolarmente lunghi, e guardandoli di lato appaiono un po’ inclinati.

    Le zampe posteriore sono larghe e, se viste posteriormente all’animale, si muovono in armonia e in linea con quelle anteriori, con una distanza che non è né troppo vicina né troppo lontana. Le cosce sono muscolose, le ginocchia un po’ inclinate.

    I piedi presentano la tipologia scarpa da neve: sono molto resistenti e alti, dotati di cuscinetti imbottiti che hanno un aspetto compatto. I piedi sono poi larghi e presentano dita chiuse e arcuate, protette da un po’ di peluria. Le unghie sono molto spesse, dure, ma corte.

    L’aspetto del cane di cui si è parlato finora gli conferisce un andatura potente, ferma ed equilibrata, molto agile se messa in relazione alla sua taglia. Per quanto riguarda l’altezza:

    I maschi sono alti 5cm e pesano 38kg

    Le femmine sono alte 5cm e pesano 34kg.

    Pelo e mantello

    Il pelo dell’Alaskan Malamute non è liscio ed è particolarmente fitto. Non lo incontrerete mai lungo né tantomeno soffice. È inoltre presente un sottopelo denso, oleoso e lanoso, e in generale la lunghezza (come in tutti i cani) varia a seconda della regione corporea.

    Come detto, quindi, il pelo è corto e assume una lunghezza che potremmo definire media soprattutto ai lati del corpo, sulle spalle, sul collo, sulla groppa e sulla coda. In estate, dopo la muta, hanno un pelo meno fitto e ancora più corto.

    I colori del mantello vanno dal grigio chiaro in tante sfumature, fino al nero, senza dimenticare degli esemplari color sabbia. Tante sono le combinazioni colori del sottopelo e dei contorni.

    Di solito, gli unici esponenti di Alaskan Malamute monocromatici sono quelli interamente bianchi, visto che comunque in questa razza il bianco è un colore predominante soprattutto nella parte inferiore del corpo, e negli arti. Nonché nella maschera del muso.

  • Vestiti per Cani – Come Scegliere, Opinioni e Prezzi

    Da anni le persone che portano in giro il loro cagnolino – di solito di piccola taglia – con addosso un vestitino colorato o che richiama qualche personaggio pop vengono ampiamente criticate dai “puristi” degli animali, che sostengono serva solo a intralciarli e nulla di più.

    Cerchiamo di capire se vestire un cane o talvolta un gatto è davvero solo egoismo, solo appagamento nel rendere più buffo e simpatico il proprio animale domestico.

    Tra innocente egoismo e necessità

    Per molte persone è innegabile che vedere i cani – solitamente quelli di piccola taglia – con addosso vestitini e accessori, magari ispirati a anime, serie TV e film, sia una visione molto appagante, che mette il sorriso e rende ancora più buffo e amichevole il proprio animale. Ma incombono sempre nelle critiche di chi sostiene che tale mossa sia egoistica, e che gli animali per natura non hanno bisogno di essere coperti. E nella critica c’è anche l’accusa di ridicolizzare gli animali.

    Ma gli animali, o anzi i cani (sono loro che praticamente vengono vestiti), hanno o no bisogno di essere coperti quando le temperature scendono? La risposta è, come al solito, che dipende. Dipende dal cane, dalla situazione, dalla temperatura. Ovviamente chi veste il proprio animale è certo che non si tratti solamente di un appagamento estetico, e che l’animale ne abbia bisogno. E forse tutto è vero.

    Ci sono effettivamente cani che soffrono il freddo più degli altri, ed è vero che il proprietario dell’animale quando lo prende deve stare attento e imparare a capire se l’animale ha o no freddo. Ciò lo si può evincere guardando e notando se fido cerca posti caldi, se si piazza vicino ai caloriferi, alla stufa, o al caminetto. E soprattutto, punto a favore dei sostenitori dei vestitini per cani sono i cambi repentini di temperatura (come quelli che stanno avvenendo in questo periodo), che come non fanno bene agli esseri umani non fanno bene nemmeno a loro. E se in casa possono consolarsi appunto con i caloriferi e con le stufe, quando li portate a fare la passeggiata di routine non hanno gli stessi strumenti con cui ripararsi e in tal caso – se vi trovate davanti ad un esemplare particolarmente freddoloso – è giusto e anzi necessario coprirlo con un cappottino. Perché sì, c’è il pelo a proteggerli, ma non sempre riesce a infondere il calore necessario all’animale.

    C’è poi il fattore moda: se siamo fashion addicted, lo siamo anche per il nostro cane (il classico Disney La Carica dei 10 insegna!). E’ ormai quasi normale vedere persone e cani coordinati, ma come detto ci sono ancora delle critiche nei loro confronti, soprattutto di carattere etico. E alcuni che sostengono sia di cattivo gusto. Insomma, che fare? Chi ha effettivamente ragione? I vestiti per animali sono “ok” o vanno demonizzati? Assolutamente no, ma non bisogna mai esagerare. E soprattutto bisogna adoperarli solo con cani che ne hanno effettivamente bisogno, animali che rischiano di prendere davvero freddo senza l’aiuto dei cappottini fatti apposta per loro.

    Giusto e sbagliato

    Per esempio, alcune razze piccole come il Chihuahua o lo Yorkshire soffrono molto il freddo proprio per la loro piccola taglia, per cui vi saranno molto grati se in casa fornirete loro una copertina e un caldo cuscino, e se all’aperto li vestirete adeguatamente. Ma non solo, senza considerare le razze va considerato che i cani molto piccoli e molto vecchio a volte necessitano di essere coperti per combattere il freddo, specialmente se avviene un crollo drastico delle temperature dal momento che la loro età è caratterizzata da muscoli deboli e sistemi di difesa che sono ancora acerbi (nel caso degli animali ancora in tenera età) oppure hanno smesso di funzionare bene (nel caso di animali anziani), per cui potrebbero non saper ben reagire ai cali di temperatura.

    In particolare, i cuccioli potrebbero vivere in maniera più traumatica l’approdo >al mondo freddo, se fino a qualche giorno prima sono stati in compagnia del calore, del riparo e della sicurezza della loro madre. Se ci fate caso, i primissimi giorni lontano da lei tendono a tremare perché non abituati a stare da soli e a sentire temperature più basse a cui si devono ancora abituare. È opportuno in questo caso non vestirli, ma coprirli con le coperte e scaldarli con le mani, tenendoli in braccio: azione che loro apprezzeranno senza ombra di dubbio.

    Come, però, vestire bene un cane senza danneggiarlo? Innanzitutto, il vestito in questione deve arrivare fino alla base della coda e coprire anche i lombi posteriori che, avendo meno grasso, sono più sensibili al freddo. Questo è un segnale che vi dice di lasciar perdere i vestitini che lasciano scoperta quella zona, e che quindi sono realizzati solo secondo senso estetico senza considerare quali siano i reali bisogni del cane. In generale, i vestiti dei cani devono essere comodi, adatti alla loro forma e alla loro dimensione, non devono infastidirli e causare loro pruriti. Soprattutto, non devono limitare i loro movimenti. Per il resto, fate vobis! Ovvero: fate come volete. Potete dare ai vostri cagnolini l’aspetto che volete, e siete sempre voi a decidere se vestire o no l’animale. L’importante è tenere conto della sua volontà, per cui se vedete che si gratta o che è nervoso significa che non vuole essere vestito.

    Come detto, quindi, i vestiti per animali non sono il male, perché ovviano e sopperiscono a mancanze che magari il pelo dell’animale lascia quando fa troppo freddo. Quindi bello, sì, ma anche utile. Va operata tuttavia una distinzione tra l’abbigliamento in sé, ovvero i cappottini, e quelli che vengono definiti accessori, quindi fiocchi, gioielli, cappellini e così via e che sono caratterizzati da una totale inutilità effettiva dell’animale e quindi meno “difendibili”, se così vogliamo. E infatti i critici dell’abbigliamento per animali puntano proprio su queste chiccherie (che chiccherie non sono) nelle loro accuse di ridicolizzare le povere bestiole.

    Insomma, comprare un accessorio che può essere un fiocco, un gioiello o un cappello per il cane è un gesto puramente egoistico, che non va condannato in toto ma comunque non è lodevole perché non aiuta l’animale, e nell’acquisto non entra in gioco il desiderio di farlo felice ma lo stessa volontà di apparire che subentra quando compriamo gioielli e accessori per noi.

    Senza esagerare

    Quindi, desiderio egoistico di sfogare la creatività estetica sul nostro cane, il quale giustamente non ha nemmeno l’idea del concetto di moda. Non ha interesse nell’apparire o nello sfoggiare un suo stile personale, preoccupazione che quindi rimane solo nostra. Per questo l’ideale sarebbe trovare il giusto equilibrio tra il nostro desiderio di vestire gli altri – in questo caso, il cane – e le reali necessità dell’animale, cosa può effettivamente aiutarlo e cosa invece gli darebbe solo fastidi e impedimenti.

    Soprattutto, se il vostro cane non ha bisogno di essere vestito non vestitelo, perché potreste fare peggio, accaldandolo. Poco importa se ci sono brand che millantano cappottini e tessuti traspiranti: il più delle volte non “funzionano”, e appunto fanno l’effetto contrario. Ad ogni modo, se ne ha bisogno allora potete essere felici, soprattutto perché l’industria della moda è al corrente di questa passione di alcuni padroni per i loro cani e propone sul mercato una quantità piuttosto vasta di capi d’abbigliamento, tra cui mantelline, gonne, golfini, cappottini, addirittura camicie e impermeabili. Senza contare foulard, cappelli, collane e più pratici e utili guinzagli, riproposti in maniera trendy e di design (e anche decisamente più costosi). Continuando, ci sono anche coperte, monili, borse da trasporto e bellissimi cuscini, oggetto che molti cani adorano soprattutto per dormire. In tutto questo è assolutamente importante che il tessuto impiegato non sia allergico per l’animale. Altrimenti, lasciate perdere. Come infatti dovrebbe essere per gli umani, anche e soprattutto per i cani (tendenzialmente più sensibili) è opportuno guardare sempre i materiali con cui certi oggetti sono prodotti.

    Tutti più umani

    Arrivando ad una conclusione, è probabilmente inutile accanirsi contro coloro che spendono anche diversi soldi per vestire i loro cani, anche se all’apparenza di altri può sembrare un’operazione ridicola. Se il cane non ha problemi, e se anzi ne ha bisogno è un’azione lecita, e soprattutto con i suoi soldi una persona ci fa quello che crede. E soprattutto è poco sensato criticare fortemente queste persone, quando ce ne sono altre realmente crudeli che abbandonano gli animali, lasciandoli a rischio digiuno e morte giornalmente e condannandoli a vivere nei canili.

    Insomma, in questo caso è bene rivedere le priorità. È giusto insegnare alle persone a non oggettivare il proprio animale e a non trattarlo come un bambolotto, soprattutto a considerare anche la “sua opinione”, che in questo caso consiste nel rifiutare o manifestare fastidio a certe nostre proposte. E soprattutto prima di orientarsi sull’abbigliamento, è bene concentrarsi su altre necessità più importanti dell’animale.

    Vi starete chiedendo perché alcune persone sentano il bisogno di vestire gli animali o comunque cerca sempre di umanizzarli, magari parlandoci o trattandoli come persone al loro pari. Molto spesso si crede che quello che va bene per noi va bene anche per loro, e si intende ad imporre il proprio canone estetico sull’istinto della bestiola, col rischio di snaturarlo.

    Intanto i cani cercano di adattarsi come possono ai capricci dell’uomo, chiedendo, in cambio, solo amore. Al di là delle mode e delle tendenze.

    Vestiti per Cani più Venduti

    In questa lista è possibile trovare i vestiti per cani più venduti in questo momento con le opinioni degli acquirenti e il prezzo.

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  • Gatto Birmano o Gatto Persiano – Quale Scegliere

    In questa guida spieghiamo come scegliere tra gatto Birmano e gatto Persiano.

    Il Gatto Birmano

    Il gatto sacro di Birmano, meglio noto come gatto birmano si presenta come micio davvero dolce e socievole, impossibile da non amare. Si tratta di una razza molto chic, pregiata ed elegante anche in contraddizione con il suo aspetto fisico, che vede dei bellissimo occhi blu perlati uniti ad una corporatura anche piuttosto massiccia. Il Birmano ha una sorta di standard genetico che rende molto complessa la selezione. Non è raro che i birmani siano strabici, abbiano quello che viene chiamato nodo alla coda o le macchie di latte e altri difetti fisici che comunque non gli impediranno di essere bellissimo e coccolone.

    Ad ogni modo sono spesso caratterizzati da un’armonia delle proporzioni per quanto riguarda le caratteristiche fisiche: ovvero una testa graziosa (si dice che sia a forma di cuore), un bel profilo e anche delle bellissime zampe guantate che contribuiscono ad aumentarne l’eleganza. Solitamente si trova ad un peso di 3 o 4 chili per gli esemplari femminili e di 5 per quelli maschili. Il maschio, inoltre, si riconosce perché ha il collo un po’ più grande.

    Altro fattore che rende molto riconoscibile il birmano è la coda molto lunga, al punto che può arrivare anche alla spalla. Inoltre questi gatti presentano un’ossatura piuttosto corposa e con zampe abbastanza corte rispetto al corpo lungo. I loro occhi blu, sopracitati, vi faranno letteralmente perdere e conferiscono loro una tipica espressione incantata, dolce, quasi sognatrice. Il pelo è invece semilungo, caratterizzato da una consistenza piuttosto setosa che presenta il grande vantaggio di non annodarsi (rendendo più facili i momenti di spazzolatura del pelo). Zone come il collo e la coda presentano un pelo un po’ più lungo del resto, mentre è il musino la zona dove si presenta corto.

    Il gatto Birmano è tipicamente chiaro e bianco, ma ciò non esclude la possibilità di esemplari con colori differenti (per esempio i birmani bianchi sul corpo ma con muso, orecchie, zampe e coda più scuri o comunque di altri colori. Un particolare curioso e sicuramente affascinante è che i guanti delle zampe presentano una perfetta simmetria, e il bianco si ferma in tutti e 4 gli arti allo stesso punto.

    Tra le varietà di colori alternativi al bianco c’è il seal-point, ovvero una tonalità scura e rossiccia, e il blue-point che invece assume un colore grigio ardesia molto fredda ma comunque elegante e delicata, di solito accoppiata ad un beige più che al bianco. O ancora il chocolate-point che ha una sfumatura color cioccolato al latte e il lilac-point che invece tende quasi al lilla.

    Comportamento e cure

    Come detto il Birmano è un tranquillone, che si dimostra elegante non solo nell’aspetto ma anche nei modi di fare e nella vita di tutti i giorni. Questo non significa che sia noioso, anzi è molto felice di giocare e all’occorrenza tira fuori grinta e orgoglio, facendosi in qualche modo rispettare. Riesce a convivere bene – a differenza di altri gatti – anche con suoi simili o con altri animali, non dimostrandosi quindi eccessivamente geloso, anche se chiaramente predilige la sua amicizia col padrone, verso cui nutre profondo affetto e con cui tende a creare un rapporto intimo ed esclusivo. In caso di coppia maschio-femmina, non è raro vedere il maschio lasciar mangiare prima di lui la compagna, segno che sì, i Birmani sono proprio dei gatti di classe. Mai comunque approfittarsi di questo loro carattere delicato e pacifico, perché se maltrattati sanno difendersi. E comunque se avete intenzione di prendere qualsiasi gatto per fargli i dispetti, abbandonarlo, maltrattarlo o altri comportamenti negativi, meglio che vi sfoghiate con dei peluche.

    A proposito, comunque, di alimentazione è importante sapere che la base dev’essere cibo secco fatto di carni e pochi cereali, in abbinamento a del cibo fresco che gli va dato almeno due volte al giorno. Il tutto naturalmente senza coloranti o conservanti di sorta. Il Birmano fortunatamente non tende a diventare obeso ed è in grado di regolarsi da solo per quanto riguarda le dosi di cibo. Tuttavia capita che nei periodi per lui più stressanti o durante il cambio pelo o quando ci sono delle cucciolate, allora integrate tutto con dei vitaminici.

    Per quanto riguarda il pelo, il Birmano va lavato una volta al mese nei cambi di stagione in modo da togliere il pelo morto e favorire quello nuovo. Comodo il fatto che non abbia del sottopelo, e che quindi si possa spazzolare anche solamente una volta alla settimana.

    Prezzo del Birmano

    Ok, passiamo forse al lato più dolente. Il birmano, così come il persiano come vedremo tra poco, non è un gatto economico. Si trova a partire da 1000 euro e si può giungere anche a 1500. Quindi sì, una spesa piuttosto importante ma abbastanza comprensibile se si pensa a tutte le spese che ogni allevatore deve sostenere, dalle attrezzature alla gestazione e ai documenti ufficiali.

    Il Gatto Persiano

    A differenza del Birmano, che è una specie naturale, il Persiano è invece opera dell’uomo che nel tempo ha unito l’Angora Turco – gatto principale da cui deriva il Persiano e che fu importato in Europa dall’Asia nel 1926 – ad un’altra specie, più piccola, che si trovava in Iran. Il risultato fu appunto la specie odierna (chiaramente l’Angora Turco continua ad esistere) che inizialmente fu amatissima in Inghilterra tanto che la stessa Queen Victoria si dice ne avesse diversi esemplari.

    Il gatto persiano è diviso in tre sottocategorie:

    • Bicolore, che è formato da una parte minore (di solito 1/3) di bianco e dal resto di un colore detto solido (i restanti 2/3).
    • Arlecchino, che lo vede per praticamente la totalità bianco salvo per delle macchie di colore sulla superficie (da qui il nome).
    • Van, un tipo di gatto persiano che ha macchie colorate unicamente su testa e coda.

    Questa specie felina è tra le più pregiate al mondo, grazie alla sua estetica potremmo dire aristocratica e molto particolare, aristocrazia a cui contribuisce il suo muso schiacciato e i suoi occhi grandi che quasi gli conferiscono un aspetto serioso per non dire sprezzante (con tutta l’ironia buffa e divertente che poi ne deriva). E poi naturalmente per il suo pelo lungo e morbido, che è il motivo per cui è così conosciuto.

    Ad ogni modo, al di là di come può sembrare, il persiano è un gatto casalingo, adora stare in casa in compagnia umana (meno di altri gatti!) e con gli uomini è particolarmente affettuoso. Poche volte lo vedrete correre o fare azioni considerate vivaci. È un coccolone oltre che pantofolaio, per cui le sue attività preferite sono farsi coccolare e curare e ovviamente dormire. Solo in tenera età assume la curiosità e la voglia di giocare tipica di tutti i cuccioli di gatto. Attenti però al concetto di affettuosità: è lui che decide quando fare le coccole, ed è meglio evitare di disturbarlo quando dorme perché al 99% non gradirà. È inoltre un gatto squisitamente vanitoso che ama sfoggiare il suo look elegante e raffinato per farsi ammirare, motivo per cui necessita sempre di tante attenzioni e al contrario odia essere messo da parte anche solo per un giorno.

    Il persiano pesa dai 3 chili e mezzo fino anche ai 7. Il pelo, come detto lungo e folto, si concentra nella sua massima lunghezza specialmente sul collo e sulla coda, e sul primo quasi sembra una criniera. La struttura è meno sinuosa di quella del birmano ed è detta cobby: un corpo compatto, con zampine corte ma robuste, la testa grossa e tonda e gli occhi sempre spalancati.

    Rispetto al Birmano soffre di meno la solitudine, ma è anche più geloso del padrone per cui potrebbe indispettirsi inizialmente se questi dona le sue attenzioni a qualcuno che non sia lui, anche se si tratta di un bebè – a cui poi però si affeziona!

    Tanti colori

    La gamma cromatica del pelo dei Persiani è ben più ampia di quella dei Birmani, tanto che si parla di addirittura duecento tipi di colori diversi. I più diffusi comunque sono quelli a colori solidi, e quindi bianco, nero, cioccolato, rosso, crema e i particolarissimi blu e lilla. Alcuni invece hanno tonalità squamate nere o blu-crema, mentre esemplari molto particolari e affascinanti sono quelli col pelo cioccolato e lilla.

    Per quanto riguarda il colore crema, esso deriva dall’incrocio di Persiano bianchi e rossi. I persiani crema possono avere un mantello avorio, giallo o colori simili in abbinamento a iridi oculari aranciate o color del rame. Più raro è il Persiano rosso e per questo (ovviamente!) la più ricercata, insieme al persiano arancione ed al più classico bianco (magari con gli occhi azzurri) per chi cerca l’eleganza più totale. I gatti persiani, comunque, si possono trovare con occhi anche blu, gialli o arancioni. In altri casi gli occhi assumono tonalità verdi e anche impari (un occhio arancione, uno azzurro) che sono stupende.

    Un colore particolare è quello del Persiano Chinchilla, che ha la colorazione del pelo simile a quella dei conigli chinchilla cioè con base bianca e punte colorate.

    Una variante del persiano è il gatto Exotic Shorthair, che è una sorta di Persiano ma a pelo corto, e difatti presenta il muso schiacciato e i grandi occhioni tipici del persiano. Comunque anche se a pelo corto, il manto degli Exotic Shorthair è sempre molto soffice. Questa specie fu “creata” negli anni Sessanta del secolo scorso per merito di un incrocio tra un persiano e delle razze a pelo corto, come il British Shorthair. Invece dall’incrocio di Persiano e Siamese è nato l’Himalayano.

    Prezzo del gatto persiano

    Come per il Birmano, anche in questo caso contate di dover spendere un bel po’ di soldi. Comunque il prezzo di un Persiano varia dalle sue caratteristiche e dall’allevamento d’origine, oltre che se nasce da gatti da esposizione o da “semplici” gatti da compagnia. Quindi i prezzi partono da 700 euro ma raggiungono anche i 3000.

  • Migliori Pesci da Acquario Dolce

    In questa guida spieghiamo come scegliere i migliori pesci da acquario dolce.

    Gusti e necessità

    Quando si parla di che pesci mettere nel proprio acquario, è necessario considerare i propri gusti: questi simpatici animali sono di ogni forma e colore, dai più “sobri” ai più sgargianti, per cui facendo opportune ricerche riuscirete a trovare quello o quelli che più vi garbano. Ma sappiate che i pesci non sono giochi, e una volta in casa dovrete impegnarvi a mantenere il loro acquario con le dovute cure e attenzioni. Scegliete bene le dimensioni della vasca e non riempitela troppo, al fine di assicurare il migliore comfort ai suoi abitanti – se li prendete da cuccioli, non dimenticate che come tutti anche i pesci crescono, aumentando le loro dimensioni.

    In questa lista saranno proposti dei pesci un po’ per tutti, adatti sia a chi è alla sua prima esperienza come acquario sia a chi ha già avuto modo di averne in casa. Quindi pesci economici, che non necessitano di cure troppo particolari, ma anche animali un po’ più “difficili”, meno economici ma molto belli. E ricordate – come abbiamo detto in questo articolo – di non inserire i pesci nell’acquario appena allestito, ma aspettate un po’, circa un mesetto perché tale periodo permette la formazione della popolazione di microorganismi utili alla corretta manutenzione qualitativa dell’acqua.

    Un classico: il Pesce Rosso

    pesce rosso

    Non potevamo che partire dal pesce rosso, il più diffuso e comune pesce da appartamento. In particolare, questo esemplare è consigliato a chi non ha voluto o potuto spendere molto per l’acquario, limitandosi ad una boccia senza riscaldatore e quindi limitando anche le possibilità di scelta perché la maggior parte delle specie richiede la temperatura dell’acqua intorno ai 25 gradi. Ma non il pesce rosso, che è molto resistente e non ha bisogno di molte cure.

    Particolarità di questo pesce è che se riesce a crescere in un ambiente adatto e ben tenuto non rimane proprio piccolo come di solito viene rappresentato ma, anzi, può raggiungere anche i 30cm di lunghezza. Diffidate quindi dai piccolo acquari, partendo da almeno una vasca da 60 litri. Anche perché questo pesce adora la compagnia, quindi non prendetene uno ma tre o quattro. Vi sapranno dare molte soddisfazioni e, vista la loro longevità, lo faranno per non poco tempo (in media 20 o 30 anni, ma casi eccezionali segnalano pesci rossi morti a 50 anni!).

    Guppy

    pesce guppy

    Questo simpatico esemplare dal simpatico nome viene dall’America Meridionale, anche se oggi è diffuso in molte zone del mondo. Nonostante riesca a sopravvivere a temperature basse o più alte della media, è preferibile che lo manteniate in un ambiente di circa 24 gradi. Questi pesci sono molto amati e quindi gettonati, e si prestano ad essere esemplari idonei per chi si avvicina per la prima volta al mondo degli acquari, vista la loro semplicità di cura e la vasta gamma di colori vivaci e sgargianti che presentano.

    È facile riconoscere i maschi dalle femmine: i primi sono più colorati e più piccolini, ma hanno grandi pinne a differenza degli esemplari di sesso femminile che hanno colori meno variopinti, dimensioni maggiori e pinne più ridotte. Si riproducono molto facilmente tra loro, per cui sono la scelta ideale per chi non vorrebbe fermarsi a pochi esemplari ma veder continuare la specie: se siete tra loro, allora metteteli nelle “giuste proporzioni”, ovvero un maschio ogni due o tre femmine. Dipende poi ovviamente da quanti piccoli volete.

    Black Molly

    È un “compaesano” del Guppy, e il nome deriva dalla sua caratteristica livera di colore nero. Le dimensioni non sono piccolissime (possono arrivare a 15 centimetri) quindi anche in questo caso attenzione alla scelta dell’acquario, perché servono dimensioni adatte. Particolare è poi il fatto che cresce e si sviluppa bene nell’acqua dolce, pur essendo in natura un pesce d’acqua salmastra: a tal proposito, se avete intenzione di prendere solo questo esemplare gli farà molto piacere se ogni 5 litri d’acqua introdurrete del sale specifico da acquario. Meglio poi se il pH dell’acqua rimane intorno al valore di 7,5, e che quindi resti in un’acqua un po’ dura. Anch’esso si riproduce molto facilmente, e vive bene se ci sono delle piante nell’acquario perché ama rifugiarsi.

    Platy

    Questo è un pesce particolarmente indicato per i principianti, perché non richiede un’acqua particolarmente curata e quindi non dovrete diventare matti trovando il giusto valore di pH (va bene anche 7), di durezza o di temperatura. Infatti va bene anche l’acqua del rubinetto, l’importante è che prima di utilizzarla vi informiate che non sia eccessivamente dura o contenga troppo cloro. Ma a differenza del pesce rosso di cui sopra, è meglio che l’acquario dove lo farete vivere sia dotato di condizionatore d’acqua che quindi elimini metalli pesanti o altre sostanze dannose. Come i Guppy – anche se in maniera meno evidente – si riescono a riconoscere gli esemplari maschi e gli esemplari femmine (anche in questo caso, i maschi hanno dimensioni minori e inoltre sono più sottili).

    Differenza però con tutti le altre specie di cui abbiamo parlato è che i platy hanno dimensioni molto piccole, che di solito non superano mai i 5 cm. E questo significa che potete optare per vasche più piccoline, anche se le dimensioni devono essere comunque importanti dal momento che se ne prendete uno o pochi esemplari potrebbero andare in depressione causa solitudine. Meglio prenderne sempre almeno cinque.

    Barbo Tigre

    Passiamo ora ad un parente del pesce rosso, originario dell’Asia sudorientale (per intenderci la zona dell’Oceano indiano orientale e quella del Pacifico occidentale, che tocca le coste indonesiane, vietnamite e via dicendo). Sono caratterizzati da un corpo alto e molto sottile, con quattro bande nere che li rendono immediatamente riconoscibili e, se tenuti in ottime condizioni, tendono a migliorare i loro colori. Non si capisce molto bene guardandoli esternamente chi è maschio e chi è femmina, perché sono praticamente identici esteticamente in ambedue i sessi.

    Sono pesci molto vivaci e socievoli, per cui se popolerete l’acquario con più esemplari di questa specie li vedrete muoversi continuamente. Sono però anche voraci e aggressivi, e può capitare che due o più membri non vadano d’accordo e che si scontrino (nulla di grave). C’è da dire che più il gruppo è grande, meno sono le possibilità che si creino questi conflitti (prendetene sempre circa 6 o 7, in un acquario di almeno 80 litri). Meglio evitare di farli convivere con specie diverse, vista la loro natura aggressiva.

    Neon

    Bisogna subito fare una precisazione: i Neon non sono i Cardinali, sono due specie diverse che si differenziano per l’ambiente in cui vive. Il Neon fa parte dei caracidi ed è molto diffuso negli acquari delle nostre case, perché molto facili da tenere e perché hanno una livrea argento accompagnata da due bande, una blu e una rossa. Sono poi pesciolini piccolini anche da adulti (4 cm massimo) e vivono in acque ferme, scure e particolarmente acide (pH intorno a 6,5), con temperatura compresa tra i 20 e i 25 gradi.

    Non trascurate l’allestimento dell’acquario in cui questi animali andranno a vivere, creando zone più scure e d’ombra, con tante piantine e dei legnetti. E prendetene almeno una decina, perché si spostano in branco. Nonostante le dimensioni davvero irrisorie, hanno dei denti aguzzi e mandibole da non sottovalutare: sono infatti pesci insettivori, e il mangime che dovrete loro fornire quindi non è quello vegetariano ma apposta per pesci amanti anche di proteine animali derivate dagli insetti.

    Accompagnateli con pesci di dimensioni e provenienza simili, come i barbus titteya o i barbus tetrazona – ma c’è sempre il rischio, con questi ultimi, che non convivano bene e a farne le spese sarebbero proprio i Neon. Assolutamente da evitare è la compagnia di pesci molto più grande, che se li divorerebbero immediatamente.

    Scalare

    Con quest’ultimo consiglio ci rivogliamo più ai giocatori esperti, perché gli scalari sono un po’ più difficili da mantenere rispetto alle specie di cui si è detto finora. Ma ne vale la pena, in quanto sono pesci davvero belli. Questi animali sono originari del Rio delle Amazzoni, il fiume della foresta amazzonica, e sono abituati ad acque ferme, scure e un po’ acide. Ci sono davvero tanti colori che possono cambiare la livrea di questi pesci, da quello più tipico che è l’argento, al nero, al dorato.

    Quando si muovono sono eleganti, e sicuramente vi perderete a guardarli muoversi e nuotare perché sono un vero piacere per gli occhi (e secondo voi, del resto, perché vengono chiamati anche pesci angelo?). Ma dov’è il lato difficile di cui si è accennato? Prima di tutto l’acquario, che dev’essere almeno di 200 litri. Anche se infatti nei negozi li trovate piccoli, questi pesci crescono, raggiungendo dimensioni di 50 cm e necessitano di vasche particolarmente lunghe e alte in quanto crescono più in altezza che in lunghezza. Dimenticate poi di prenderne solo uno o due, perché adorano il gruppo e ciò che soddisfa di più i padroni è vedere i loro comportamenti quando sono tutti insieme, molto vivaci e attivi. Al contrario se sono solamente in due, tendono a nascondersi nella vegetazione.

    Sono pesci pacifici, sì, ma territoriali per cui dimostrano una certa aggressività con gli estranei. E siccome mangiano anche altri pesci, prendere altri pesciolini – come alcuni di quelli consigliati in questo articolo – non sarebbe che una crudele condanna di questi piccoli pesci che sarebbero mangiati dagli scalari. La loro alimentazione, visto che l’abbiamo introdotta, è varia: quindi mangiano fiocchi, e possibilmente dovete variarli, ma anche alcuni alimenti surgelati, tipo l’artemia salina.