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  • Cane Alaskan Malamute – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del cane Alaskan Malamute, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    Se siete alla ricerca di un cane e l’Alaskan Malamute vi ha conquistati, allora speriamo con questo articolo di rendervi consapevoli delle sue caratteristiche e delle sue necessità tipiche, per aiutarvi a creare con l’animale il rapporto più ottimale possibile.

    Non è l’Husky

    Molto spesso le persone le confondono, ma Alaskan Malamute e Siberian Husky – come del resto rivelano i loro nomi – sono due razze differenti. Se siete interessati agli Husky vi rimandiamo a questo articolo scritto qualche tempo fa, perché qui ci concentriamo sulla razza statunitense.

    L’Alaskan è un cane con un carattere tendenzialmente doppio. Sa infatti essere molto tenero e dolce, ma ha un temperamento naturalmente dominante. Si tratta di caratteristiche che si porta dietro dalla sua vita originaria, quando veniva impiegato – appunto in Alaska – come cane da slitta per portare al lavoro i padroni.

    Un impiego che richiedeva un carattere aperto e amichevole anche con le persone estranee, con cui ancora oggi tende a rapportarsi fin da subito non mostrando aggressività territoriale. Questo dovrebbe farvi capire che se cercate in lui un cane da guardia, avete sbagliato strada.

    Dovete farvi vedere sempre decisi con lui, perché se l’Alaskan vi giudica incapaci di assumere un ruolo comando deciderà di assumerlo lui stesso, non ascoltandovi di buon grado e correggendovi o causando spiacevoli conseguente.

    Siate quindi ben sicuri di poterlo istruire e gestire al meglio, e per questo dovrete essere ben consapevoli del comportamento del cane. L’Alaskan vi mette alla prova come padroni già da quando ha 12 settimane, per cui farete meglio a mostrarvi sempre pronti, facendogli capire chiaramente qual è il suo ruolo all’interno della vostra famiglia.

    Questo cane fa parte del gruppo FCI 5, cani di tipo spitz primitivo, che abbiamo già conosciuto sia con l’Husky ma anche con il giapponese Akita Inu. Insieme a loro ci sono il Cane dei Faraoni, lo Spitz Giapponese e lo Shiba Inu.

    Di solito l’Alaskan si porta a casa spendendo tra i 700 e i 1000 euro.

    Origini e carattere

    Poco si sa, in realtà, su questa razza nordica. L’Alaskan Malamute, come abbiamo già detto, è un cane da slitta che discende dal lupo artico, così come il Siberian Husky. In passato fu selezionato e poi addomesticato nell’Alaska Nord-Occidentale, dagli abitanti della regione Kotzebue River noti come Malemutes (o anche Mahlemuts), ovvero una tribù Inuit.

    Questi cani sono obbedienti, molto intelligenti, tranquilli e fedeli, ma che mantengono una certa indipendenza pur dimostrando un amore e un affetto smisurati per il loro padrone. Sono anche cani molto puliti.

    Come detto, quindi, un Alaskan di norma non dimostra aggressività  o diffidenza proprio perché storicamente abituato a relazionarsi anche con persone diverse dal suo padrone. Non è quindi un buon cane da guardia o da difesa. Inoltre il suo carattere istintivamente gerarchico e indipendente crea un rapporto col padrone unico e differente rispetto a quello che si crea con i pastori o i cani da guardia.

    Un Alaskan tende a vedere la sua famiglia come il suo nuovo branco. Per questo motive dovete creare un rapporto sano, equilibrato e coerente con lui, senza eccessi e sempre consapevoli che con lui dovete sempre mostrarvi i leader, stabilendo voi le regole dei giochi e della vita di tutti i giorni.

    Il suo carattere docile di cui si sta parlando fin dall’inizio lo rende particolarmente adatto alla compagnia dei bambini e a tutti coloro che possono dedicargli attenzioni quotidianamente. È perfetto anche per gli amanti della natura, che possono portarselo dietro nelle gite di trekking o altre attività all’aperto, come le escursioni.

    Caratteristiche fisiche

    L’Alaskan Malamute non si può certo definire un cane piccolo, ma anzi di dimensioni importanti e un fisico particolarmente potente, con un torace profondo e un corpo molto forte che si appoggia saldamente sugli arti. Il tutto gli conferisce un temperamento fiero, unito anche ad un’espressione sempre attenta a mostrare curiosità e interesse in ciò che lo circonda.

    La testa è grande e profonda, ma non sgraziata: le proporzioni al corpo sono quelle corrette. Sul viso troverete sempre un’espressione dolce e amichevole, ad indicare il temperamento affettuoso del cane nei vostri confronti.

    Il cranio è abbastanza arrotondato, specie dove si trovano le orecchie, e si restringe – appiattendosi – man mano che si avvicina alla regione degli occhi, tra i quali è presente un piccolo solco, creando infine delle guance smussate.

    La linea del cranio e del muso si interrompono in basso, quando si incontrano. Il muso, comunque, si trova generalmente di tutti i colori (molto raro è il rosso, e se è presente molto probabilmente indica la contaminazione di altre razze) le labbra sono nere e aderenti, o marroni negli esemplari dal manto rossiccio.

    Le mascelle sono grandi e i denti molto larghi, che vedono gli incisivi chiudersi a forbice. Le guance sono abbastanza piatte, mentre gli occhi sono obliqui, a forma di mandorla, non troppo grandi e di colore marrone (mai azzurri, tranne in rarissimi casi).

    Le orecchie sono piccole rispetto alla testa e come tutte le razze simili (tra cui Husky e Akita Inu) presentano una forma triangolare con la punta arrotondata.

    Il collo è leggermente arcuato, e molto forte. Il corpo dell’Alaskan Malamute è compatto anche se non raccolto, con ossatura proporzionata alla taglia e peso bilanciato. Il dorso è dritto, anche se scende leggermente verso la groppa.

    La coda, alla base, prosegue e conclude la spina dorsale. L’animale, quando non “lavora, la tiene sopra il dorso ma non arrotolata né adagiata. Il pelo non è corto, ma anzi, possiede tanto pelo e sembra quasi una piuma ondeggiante.

    Le zampe anteriori sono di ossa pesanti e sono particolarmente muscolose, dritte fino al metacarpo. Le spalle invece sono leggermente oblique. I metacarpi non sono particolarmente lunghi, e guardandoli di lato appaiono un po’ inclinati.

    Le zampe posteriore sono larghe e, se viste posteriormente all’animale, si muovono in armonia e in linea con quelle anteriori, con una distanza che non è né troppo vicina né troppo lontana. Le cosce sono muscolose, le ginocchia un po’ inclinate.

    I piedi presentano la tipologia scarpa da neve: sono molto resistenti e alti, dotati di cuscinetti imbottiti che hanno un aspetto compatto. I piedi sono poi larghi e presentano dita chiuse e arcuate, protette da un po’ di peluria. Le unghie sono molto spesse, dure, ma corte.

    L’aspetto del cane di cui si è parlato finora gli conferisce un andatura potente, ferma ed equilibrata, molto agile se messa in relazione alla sua taglia. Per quanto riguarda l’altezza:

    I maschi sono alti 5cm e pesano 38kg

    Le femmine sono alte 5cm e pesano 34kg.

    Pelo e mantello

    Il pelo dell’Alaskan Malamute non è liscio ed è particolarmente fitto. Non lo incontrerete mai lungo né tantomeno soffice. È inoltre presente un sottopelo denso, oleoso e lanoso, e in generale la lunghezza (come in tutti i cani) varia a seconda della regione corporea.

    Come detto, quindi, il pelo è corto e assume una lunghezza che potremmo definire media soprattutto ai lati del corpo, sulle spalle, sul collo, sulla groppa e sulla coda. In estate, dopo la muta, hanno un pelo meno fitto e ancora più corto.

    I colori del mantello vanno dal grigio chiaro in tante sfumature, fino al nero, senza dimenticare degli esemplari color sabbia. Tante sono le combinazioni colori del sottopelo e dei contorni.

    Di solito, gli unici esponenti di Alaskan Malamute monocromatici sono quelli interamente bianchi, visto che comunque in questa razza il bianco è un colore predominante soprattutto nella parte inferiore del corpo, e negli arti. Nonché nella maschera del muso.

  • Gatto Birmano o Gatto Persiano – Quale Scegliere

    In questa guida spieghiamo come scegliere tra gatto Birmano e gatto Persiano.

    Il Gatto Birmano

    Il gatto sacro di Birmano, meglio noto come gatto birmano si presenta come micio davvero dolce e socievole, impossibile da non amare. Si tratta di una razza molto chic, pregiata ed elegante anche in contraddizione con il suo aspetto fisico, che vede dei bellissimo occhi blu perlati uniti ad una corporatura anche piuttosto massiccia. Il Birmano ha una sorta di standard genetico che rende molto complessa la selezione. Non è raro che i birmani siano strabici, abbiano quello che viene chiamato nodo alla coda o le macchie di latte e altri difetti fisici che comunque non gli impediranno di essere bellissimo e coccolone.

    Ad ogni modo sono spesso caratterizzati da un’armonia delle proporzioni per quanto riguarda le caratteristiche fisiche: ovvero una testa graziosa (si dice che sia a forma di cuore), un bel profilo e anche delle bellissime zampe guantate che contribuiscono ad aumentarne l’eleganza. Solitamente si trova ad un peso di 3 o 4 chili per gli esemplari femminili e di 5 per quelli maschili. Il maschio, inoltre, si riconosce perché ha il collo un po’ più grande.

    Altro fattore che rende molto riconoscibile il birmano è la coda molto lunga, al punto che può arrivare anche alla spalla. Inoltre questi gatti presentano un’ossatura piuttosto corposa e con zampe abbastanza corte rispetto al corpo lungo. I loro occhi blu, sopracitati, vi faranno letteralmente perdere e conferiscono loro una tipica espressione incantata, dolce, quasi sognatrice. Il pelo è invece semilungo, caratterizzato da una consistenza piuttosto setosa che presenta il grande vantaggio di non annodarsi (rendendo più facili i momenti di spazzolatura del pelo). Zone come il collo e la coda presentano un pelo un po’ più lungo del resto, mentre è il musino la zona dove si presenta corto.

    Il gatto Birmano è tipicamente chiaro e bianco, ma ciò non esclude la possibilità di esemplari con colori differenti (per esempio i birmani bianchi sul corpo ma con muso, orecchie, zampe e coda più scuri o comunque di altri colori. Un particolare curioso e sicuramente affascinante è che i guanti delle zampe presentano una perfetta simmetria, e il bianco si ferma in tutti e 4 gli arti allo stesso punto.

    Tra le varietà di colori alternativi al bianco c’è il seal-point, ovvero una tonalità scura e rossiccia, e il blue-point che invece assume un colore grigio ardesia molto fredda ma comunque elegante e delicata, di solito accoppiata ad un beige più che al bianco. O ancora il chocolate-point che ha una sfumatura color cioccolato al latte e il lilac-point che invece tende quasi al lilla.

    Comportamento e cure

    Come detto il Birmano è un tranquillone, che si dimostra elegante non solo nell’aspetto ma anche nei modi di fare e nella vita di tutti i giorni. Questo non significa che sia noioso, anzi è molto felice di giocare e all’occorrenza tira fuori grinta e orgoglio, facendosi in qualche modo rispettare. Riesce a convivere bene – a differenza di altri gatti – anche con suoi simili o con altri animali, non dimostrandosi quindi eccessivamente geloso, anche se chiaramente predilige la sua amicizia col padrone, verso cui nutre profondo affetto e con cui tende a creare un rapporto intimo ed esclusivo. In caso di coppia maschio-femmina, non è raro vedere il maschio lasciar mangiare prima di lui la compagna, segno che sì, i Birmani sono proprio dei gatti di classe. Mai comunque approfittarsi di questo loro carattere delicato e pacifico, perché se maltrattati sanno difendersi. E comunque se avete intenzione di prendere qualsiasi gatto per fargli i dispetti, abbandonarlo, maltrattarlo o altri comportamenti negativi, meglio che vi sfoghiate con dei peluche.

    A proposito, comunque, di alimentazione è importante sapere che la base dev’essere cibo secco fatto di carni e pochi cereali, in abbinamento a del cibo fresco che gli va dato almeno due volte al giorno. Il tutto naturalmente senza coloranti o conservanti di sorta. Il Birmano fortunatamente non tende a diventare obeso ed è in grado di regolarsi da solo per quanto riguarda le dosi di cibo. Tuttavia capita che nei periodi per lui più stressanti o durante il cambio pelo o quando ci sono delle cucciolate, allora integrate tutto con dei vitaminici.

    Per quanto riguarda il pelo, il Birmano va lavato una volta al mese nei cambi di stagione in modo da togliere il pelo morto e favorire quello nuovo. Comodo il fatto che non abbia del sottopelo, e che quindi si possa spazzolare anche solamente una volta alla settimana.

    Prezzo del Birmano

    Ok, passiamo forse al lato più dolente. Il birmano, così come il persiano come vedremo tra poco, non è un gatto economico. Si trova a partire da 1000 euro e si può giungere anche a 1500. Quindi sì, una spesa piuttosto importante ma abbastanza comprensibile se si pensa a tutte le spese che ogni allevatore deve sostenere, dalle attrezzature alla gestazione e ai documenti ufficiali.

    Il Gatto Persiano

    A differenza del Birmano, che è una specie naturale, il Persiano è invece opera dell’uomo che nel tempo ha unito l’Angora Turco – gatto principale da cui deriva il Persiano e che fu importato in Europa dall’Asia nel 1926 – ad un’altra specie, più piccola, che si trovava in Iran. Il risultato fu appunto la specie odierna (chiaramente l’Angora Turco continua ad esistere) che inizialmente fu amatissima in Inghilterra tanto che la stessa Queen Victoria si dice ne avesse diversi esemplari.

    Il gatto persiano è diviso in tre sottocategorie:

    • Bicolore, che è formato da una parte minore (di solito 1/3) di bianco e dal resto di un colore detto solido (i restanti 2/3).
    • Arlecchino, che lo vede per praticamente la totalità bianco salvo per delle macchie di colore sulla superficie (da qui il nome).
    • Van, un tipo di gatto persiano che ha macchie colorate unicamente su testa e coda.

    Questa specie felina è tra le più pregiate al mondo, grazie alla sua estetica potremmo dire aristocratica e molto particolare, aristocrazia a cui contribuisce il suo muso schiacciato e i suoi occhi grandi che quasi gli conferiscono un aspetto serioso per non dire sprezzante (con tutta l’ironia buffa e divertente che poi ne deriva). E poi naturalmente per il suo pelo lungo e morbido, che è il motivo per cui è così conosciuto.

    Ad ogni modo, al di là di come può sembrare, il persiano è un gatto casalingo, adora stare in casa in compagnia umana (meno di altri gatti!) e con gli uomini è particolarmente affettuoso. Poche volte lo vedrete correre o fare azioni considerate vivaci. È un coccolone oltre che pantofolaio, per cui le sue attività preferite sono farsi coccolare e curare e ovviamente dormire. Solo in tenera età assume la curiosità e la voglia di giocare tipica di tutti i cuccioli di gatto. Attenti però al concetto di affettuosità: è lui che decide quando fare le coccole, ed è meglio evitare di disturbarlo quando dorme perché al 99% non gradirà. È inoltre un gatto squisitamente vanitoso che ama sfoggiare il suo look elegante e raffinato per farsi ammirare, motivo per cui necessita sempre di tante attenzioni e al contrario odia essere messo da parte anche solo per un giorno.

    Il persiano pesa dai 3 chili e mezzo fino anche ai 7. Il pelo, come detto lungo e folto, si concentra nella sua massima lunghezza specialmente sul collo e sulla coda, e sul primo quasi sembra una criniera. La struttura è meno sinuosa di quella del birmano ed è detta cobby: un corpo compatto, con zampine corte ma robuste, la testa grossa e tonda e gli occhi sempre spalancati.

    Rispetto al Birmano soffre di meno la solitudine, ma è anche più geloso del padrone per cui potrebbe indispettirsi inizialmente se questi dona le sue attenzioni a qualcuno che non sia lui, anche se si tratta di un bebè – a cui poi però si affeziona!

    Tanti colori

    La gamma cromatica del pelo dei Persiani è ben più ampia di quella dei Birmani, tanto che si parla di addirittura duecento tipi di colori diversi. I più diffusi comunque sono quelli a colori solidi, e quindi bianco, nero, cioccolato, rosso, crema e i particolarissimi blu e lilla. Alcuni invece hanno tonalità squamate nere o blu-crema, mentre esemplari molto particolari e affascinanti sono quelli col pelo cioccolato e lilla.

    Per quanto riguarda il colore crema, esso deriva dall’incrocio di Persiano bianchi e rossi. I persiani crema possono avere un mantello avorio, giallo o colori simili in abbinamento a iridi oculari aranciate o color del rame. Più raro è il Persiano rosso e per questo (ovviamente!) la più ricercata, insieme al persiano arancione ed al più classico bianco (magari con gli occhi azzurri) per chi cerca l’eleganza più totale. I gatti persiani, comunque, si possono trovare con occhi anche blu, gialli o arancioni. In altri casi gli occhi assumono tonalità verdi e anche impari (un occhio arancione, uno azzurro) che sono stupende.

    Un colore particolare è quello del Persiano Chinchilla, che ha la colorazione del pelo simile a quella dei conigli chinchilla cioè con base bianca e punte colorate.

    Una variante del persiano è il gatto Exotic Shorthair, che è una sorta di Persiano ma a pelo corto, e difatti presenta il muso schiacciato e i grandi occhioni tipici del persiano. Comunque anche se a pelo corto, il manto degli Exotic Shorthair è sempre molto soffice. Questa specie fu “creata” negli anni Sessanta del secolo scorso per merito di un incrocio tra un persiano e delle razze a pelo corto, come il British Shorthair. Invece dall’incrocio di Persiano e Siamese è nato l’Himalayano.

    Prezzo del gatto persiano

    Come per il Birmano, anche in questo caso contate di dover spendere un bel po’ di soldi. Comunque il prezzo di un Persiano varia dalle sue caratteristiche e dall’allevamento d’origine, oltre che se nasce da gatti da esposizione o da “semplici” gatti da compagnia. Quindi i prezzi partono da 700 euro ma raggiungono anche i 3000.

  • Come Scegliere il Veterinario

    Il rapporto con il veterinario deve essere basato su alcuni elementi, tra i quali la fiducia è uno dei più importanti. Se ci si fida del proprio veterinario si è più propensi ad affidarsi alle cure che ci consiglia, somministrandole quando necessario, oltre a credere con maggiora facilità a tutto ciò che ci dice e ci consiglia. Ovviamente gli elementi e i criteri di scelta sono poi vari, che dipendono anche dal luogo in cui si vive o dagli impegni che si hanno nel corso della giornata.

    Dal veterinario si va spesso

    Conviene prima di tutto comprendere un fatto, indipendentemente dall’animale che si possiede la gita dal veterinario sarà un appuntamento obbligato, come minimo una volta all’anno. Se poi si tratta di animali di grandi dimensioni, come ad esempio un cavallo, sarà il veterinario a venire da noi. Il problema non cambia: se scegliamo uno studio molto distante da dove viviamo ci sarà complicato andarci. Questo elemento, che può apparire del tutto superficiale, in realtà a volte diminuisce di molto le probabilità che si vada dal veterinario con la corretta frequenza.

    I casi di emergenza

    Un altro elemento importante per la scelta del veterinario, oltre ovviamente alla fiducia che si riesce a riporre nella persona che ci si trova davanti, riguarda gli orari dell’ambulatorio. Ci sono ambulatori che fanno orario d’ufficio: dopo le 19:00/19:30 non c’è possibilità di ottenere le cure necessarie; altri sono aperti solo nei 5 giorni infrasettimanali, con chiusura il sabato e la domenica. Conviene in genere invece scegliere uno studio aperto tutti i giorni della settimana, con il servizio veterinario 24 ore al giorno. Questo non per farsi somministrare un vaccino la domenica pomeriggio, o nel corso delle ore notturne, quanto piuttosto per avere la certezza di un aiuto professionale anche nelle occasioni limite, quando l’animale sta molto male o avviene un incidente in casa.

    La preparazione del veterinario

    Ci sono poi casi estremi, come ad esempio quelli in cui l’amico che ci portiamo a casa è un animale esotico molto particolare. Non tutti i veterinari hanno l’esperienza e le conoscenze necessarie a curare qualsiasi animale da compagnia esistente al mondo. Se necessitiamo di cure particolari, di interventi specifici o anche se possediamo un animale originale e particolare, allora meglio rivolgersi al veterinario che sia in grado di offrirci ciò che ci serve. In questi casi spesso è opportuno rivolgersi alle cliniche in cui operano diversi professionisti, spesso situate in grandi città o nei pressi di esse.

    Il veterinario lo sceglie l’animale

    Come per noi non è poi così piacevole sottoporsi a una visita medica o a un esame clinico, anche per il nostro animale da compagnia andare dal veterinario non sarà la più bella esperienza della settimana. Ci sono però animali che tendono ad andare d’accordo con chiunque, altri invece che diventano aggressivi quando si trovano di fronte qualcuno che non gli piace, o che invece sono molto timidi e remissivi. Per certi versi il veterinario lo deve scegliere il singolo animale: se lo portiamo nello studio di un professionista che gli sta simpatico lo stress da veterinario diminuirà molto. Se riusciamo a trovare un veterinario che ha ottime conoscenze per quanto riguarda il nostro specifico animale, che va d’accordo con il nostro amico e che ha lo studio vicino a casa nostra il più è fatto. Solitamente i veterinari sono amanti degli animali, considerando il termine in senso lato. Ce ne sono però alcuni che preferiscono i gatti o i cani, altri che amano gli animali esotici o i cavalli, altri ancora che fanno subito amicizia con qualsiasi specie di roditore. Se il primo veterinario che incontriamo proprio non va d’accordo con il nostro animale domestico, cerchiamone un altro.

  • Cane Bassotto – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del cane Bassotto, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    State pensando di prendere con voi un dolce bassotto? Allora è il caso che leggiate questo articolo, per essere informati al meglio su tutte le caratteristiche di questa razza, sul suo carattere tipico e sulle sue necessità, nonché sulle malattie più frequenti che la colpiscono. In base alle informazioni, quindi, saprete meglio come agire, orientarvi e preparare casa e budget all’arrivo del vostro nuovo amico.

    Origini del bassotto

    Il Bassotto è una razza canina particolarmente diffusa. Si tratta di esemplari abbastanza piccoli, divenuti famosi soprattutto per la loro forma: presentano infatti un bizzarro corpo allungato con zampette corte e un po’ tozze.

    E tuttavia, è un cane dalle origini davvero remote. Alcuni pensano che l’origine sia da collocarsi nell’antico Egitto, nell’epoca dei gloriosi faraoni che si sarebbero serviti dei bassotti come cani da compagnia per le guardie.

    Sono state infatti trovate alcune incisioni egizie raffiguranti dei cani con delle piccole zampe, che ne confermerebbero le origini egizie. Non solo: alcune scoperte piuttosto recenti avvenute all’Università Americana del Cairo hanno trovato dei resti mummificati di esemplari canini le cui caratteristiche si avvicinano a quelle del bassotto.

    La sua storia quindi prosegue per secoli e secoli, fino alla sua definitiva e accertata classificazione ufficiale, la quale avvenne nel 1885. Un animale che quindi vede delle origini molto remote, che la rendono una razza pura e comprendente molte poche varianti.

    Al di là dell’antico Egitto, altre epoche che testimoniano l’esistenza antica di questo cane si trovano nella Germania Medievale, dove il cane veniva usato sia come animale da caccia sia come animale da compagnia.

    Proprio tedesco è il nome originale della razza, che si chiama Dachshound: un termine che vede unire due parole, Dasch – che tradotto vuol dire “tasso” – e Hound – che, invece, vuol dire “cane”. Quindi letteralmente sarebbe cane tasso.

    Una denominazione decisamente non casuale, perché nell’antica Germania i bassotti erano impiegati per stanare e cacciare i tassi. Un altro nome che i tedeschi usano per riferirsi a questa razza è Dackel, mentre Teckel è un nome molto usato dai cacciatori. In Italia, come sappiamo, li chiamiamo Bassotti, per la loro bassa statura.

    Questo cane non ha riscontrato successo solamente in Germania, pur essendo (quello moderno) frutto degli allevatori tedeschi – cosa che si riscontra in caratteristiche analoghe a quelle di razze come i segugi e i terrier. Il bassotto è sempre stato amato e allevato in ogni corte europea, tra cui quella britannica della Regina Vittoria che del bassotto era letteralmente innamorata.

    Infine, a livello letterario possiamo trovare dei primi riferimenti a questi cani in libri risalenti al primo periodo del XVIII secolo, quindi quei libri datati dal 1700 al 1720. Bassotti che erano più grandi di quelli moderni e che erano impiegati nella caccia, non solo del tasso ma anche in quella di conigli e volpi.

    Il bassotto è stato a lungo un simbolo della Germania. In particolare la satira tedesca usava questi cani per parlare in modo ridicolo del governo nazionale. Proprio per l’appartenenza tedesca, questi cani hanno visto un crollo della loro popolarità negli Stati Uniti d’America durante il primo conflitto mondiale, perché erano visti come “appartenenti al nemico”.

    Il Kaiser Guglielmo II e Erwin Rommell, infatti, ne possedevano uno. Inoltre, il bassotto fu la mascotte ufficiale delle Olimpiadi di Monaco di Baviera, tenutesi nel 1972.

    Standard

    Gruppo: IV – bassotti
    Origine: Germania
    Taglia: Ne esistono 3: la standard con peso tra i 7 e 10 kili, la nana con circonferenza toraciaca tra 31 e 35 cm. e la kaninchen con circonferenza entro 30 cm.
    Corporatura: Basso con gli arti corti, allungato ma di figura compatta, muscoloso con portamento fiero della testa e espressione vigile, nonostante gli arti corti è agile e svelto
    Pelo: Esistono tre varietà di pelo: corto – lungo e duro.
    Colore: Fulvo, fulvo-giallo e gialli, bicolore nero o marrone con focature e arlecchino tigrati o macchiati con colore di base scuro (nero,fulvo o grigio) e macchie o strie grigie e beige
    Testa: Allungata che si restringe verso il tartufo, le arcate soppracciliari sono ben sviluppate e la canna nasale è lunga e stretta
    Occhi: Di media grandezza, ovali e ben separati con espressione energica e vivace ma amichevole. Il colore va dal bruno rosso a bruno scuro
    Orecchie: Attaccatura alta ma non avanti, lunghe e arrotondate, mobili
    Coda: Con attaccatura non troppo alta, portata in linea con il dorso

    Caratteristiche

    Chi ha un cane bassotto in casa ha un cane decisamente fedele e affettuoso nei confronti del padrone, nonché molto adatto alla vita in famiglia con la quale si integra velocemente e facilmente.

    Il bassotto riesce a creare un bel legame con tutti i membri, ma essendo territoriale e protettivo tende ad abbaiare molto in presenza di estranei e/o altri cani (ma si sa che can che abbaia non morde). Inoltre, è estremamente intelligente, vivace e riesce anche a comunicare bene con chi gli sta intorno.

    Per quanto riguarda l’altezza, il Bassotto è alto mediamente 35 cm (tra i 30 e i 35 il bassotto nano; meno di 30 il Bassotto Kaninchen) e pesa 9kg. Ha un corpo lungo e affusolato, con un collo tozzo.

    La sua testa è particolarmente allungata, e si stringe man mano che culmina nel tartufo, molto grande  e sviluppato. Forti e sviluppate sono anche mascella e mandibola, mentre i suoi denti hanno una chiusura a forbice.

    Sulla testa si trovano anche le sue grandi e lunghe orecchie pendenti. Gli occhi sono grandi, per lo più neri e distanziati, che gli conferiscono un’espressione buona e dolce, nonché giocosa.

    Le sue zampe sono tozze e un po’ rugose, e sono un po’ il suo simbolo (è da gambe così corte e tozze che del resto deriva il suo nome) mentre la coda si presenta appuntita e coperta dal pelo. Quest’ultimo, su tutto il corpo, è corto fitto e lucido.

    Il manto può essere di diversi colori, anche se quelli più comuni e “famosi” sono quello nero con alcune chiazze in marrone chiaro, e quello color mogano/cioccolato.

    Un bassotto costa a partire da 500 euro.

    Carattere

    Temperamento focoso e dinamico disposto a condividere col padrone periodi di ozio sul divano ma anche lunghe passeggiate nei boschi e corse sfrenate nei prati, all’inseguimento di piccole o grandi prede. E’ un cane fedele, indipendente, reattivo e coraggioso e combattivo quando necessario.

    Come Allevare il Bassotto

    Nonostante apprezzi fortemente la comoda quotidianità in appartamento il nostro bassotto è un cane, adora quindi esplorare, giocare e correre. Ed è proprio dall’attività fisica e mentale regolare che dobbiamo cominciare il nostro percorso per avere un compagno sano ed equilibrato. Data la sua grande intelligenza è importante variare spesso il lavoro, in modo che non si annoi e che abbia sempre qualcosa di stimolante da fare. Il mio consiglio è di alternare le attività sapientemente (ma anche in base alla disponibilità di tempo, alle occasioni e alla stagione).
    ATTIVITA’ GIORNALIERE
    -Attività fisica e sociale: comprende i momenti di gioco con gli altri cani. Nella pratica è il momento della giornata in cui il cane dovrebbe essere lasciato libero di giocare con i suoi simili (area cani).
    -Attività in casa: la sera dedichiamo 5 minuti al cane facendo, al momento del pasto, degli esercizi con il clicker.
    -Relax: insegniamo al cane che ci sono dei momenti durante i quali è richiesta la sua disattivazione.
    -Attivazione mentale: il pasto diventa un momento di impegno e lavoro grazie all’utilizzo di giochi che aumentano il tempo di assunzione del pasto.
    ATTIVITA’ SETTIMANALI
    -Educazione di base: all’aperto, due volte alla settimana, apprendimento di esercizi di educazione di base.
    -Agility/Obedience: una sessione settimanale di attività ludico/sportiva all’aperto.
    -Attività fisica: corsa (farà bene anche a voi) o tapis roulant (con un programma di introduzione al tapis roulant) una o due volte alla settimana.
    ATTIVITA’ MENSILI
    -Attivazione olfattiva: due volte al mese, il cane dovrebbe avere la possibilità di utilizzare il suo senso più sviluppato in maniera impegnativa (per esempio ricerca oggetti, piste o ricerca).
    -Attivazione sensoriale: una o due volte al mese il cane dovrebbe esplorare dei posti completamente nuovi e molto ricchi di stimoli (passeggiata in campagna, centro città, mercato, ecc.)

    Anche parlando delle sue  necessità, il bassotto è un cane molto semplice da gestire, il che lo rende perfetto anche per coloro che prendono un animale da compagnia per la prima volta.

    Infatti, questa razza tende a non avere particolari bisogni e necessità, e viste le sue dimensioni e la sua natura pacifica e anche un po’ pantofolaia, nonché amante della compagnia, ben si presta alla vita in appartamento (pur rimanendo anche abile nell’apprendimento della caccia).

    Tra le sue problematiche fisiche più frequenti ci sono dei difetti alla colonna vertebrale e alla gabbia toracica, un rischio che di solito viene da un peso oltre la norma o da troppo esercizio fisico. Tuttavia, questi problemi si possono risolvere con degli antinfiammatori o con interventi chirurgici, nel caso si rivelassero gravi.

    Tra gli altri problemi ci sono:

    Lussazione della rotula;

    Malattia delle ossa fragili;

    Epilessia;

    Problemi cardiaci

    Problemi nella dentatura.

    Sindrome di Cushing.

    Casi specifici e molto frequenti sono però l’atrofia della retina e la mielopatia (cioè l’infiammazione del disco vertebrale). L’atrofia della retina è una patologia che conduce progressivamente l’animale ad essere cieco.

    La mielopatia, invece, compromette la stabilità e la flessibilità dell’animale, e nei casi peggiori porta il cane alla completa paralisi a causa dell’accumulo di cartilagine nei dischi intervertebrali, che quindi invecchiano prima e diventano quasi friabili.

    Sono entrambe malattie degenerative e progressive che, però, possono essere prevenute. Attenzione, però, essendo genetiche si trasmettono se farete accoppiare il vostro cane con altri esemplari malati o portatori delle malattie.

    Rientra nel vostro interesse (in qualsiasi caso) scoprire subito se il cane ne è affetto o portatore, una prevenzione utile per non far nascere altri cani malati. Sono malattie, comunque, che vengono determinate dalla razza.

    Le gambe posteriori del bassotto sono più corte di quelle anteriori, un fattore che stimola di più i dischi intervertebrali durante il movimento, dischi che vanno a lavorare come ammortizzatori. La mielopatia, nella fattispecie, si sviluppa già in età molto giovane e i sintomi si vedono perché i movimenti del cane diventano lenti e anche accompagnati da gemiti doloranti.

  • Cane Hokkaidoken – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del cane Hokkaidoken, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    Molto apprezzati, tra i cani, sono quelli giapponesi, che riscuotono un sempre maggiore consenso anche in Occidente. Se siete alla ricerca di un cane e vorreste un esemplare di questa razza, con questo articolo vogliamo aiutarvi a capire come approcciarvi e se è davvero la scelta che fa per voi.

    Dolce, snello e molto rapido

    La razza canina denominata Hokkaidoken, di provenienza giapponese, è rappresentativa di cani solitamente bianchi (almeno quelli più noti) che sono molto veloci, snelli ed energici, e che si muovono con una caratteristica andatura molto leggera.

    Un esemplare maschio ha un’altezza massima di 50cm e un peso di 25kg, mentre un esemplare femmina è alta generalmente sui 45 centimetri e pesa 22kg. Insomma, un cane molto piccolo, che si adatta anche a vivere in appartamenti (non troppo piccoli) a patto che ovviamente – ma questo vale per qualsiasi cane – lo si porti spesso in giro e a spasso. Il rapporto lunghezza/altezza è 10:11, quello tra lunghezza del cranio e lunghezza della canna nasale è 3:2. La lunghezza del cranio è la medesima di quella delle guance: prendendo come esempio il garrese, qui abbiamo un quarto della sua altezza.

    È quindi un cane di taglia media, che ben pronuncia le sue caratteristiche sessuali secondarie. È in generale un cane molto ben proporzionato, e dall’ossatura forte.

    Pur pur essendo piccolo l’Hokkaiden presenta un corpo particolarmente sviluppato, ben massiccio e muscoloso, senza però risultare sproporzionato: anzi le proporzioni sono molto buone e tutto risulta ben armonico.

    Ha la testa piuttosto grandicella, con il muso appuntito e una forma un po’ squadrata, meno tondeggiante rispetto ad altre razze che abbiamo analizzato fino adesso. La canna nasale è perfettamente dritta, e il muso ha una bizzarra forma di cono.

    Le labbra sono tese e hanno bordi neri. I denti, con chiusura a forbice, sono possenti, aguzzi e forti, che connotano la sua origine di cane da caccia in quanto si prestano molto bene ad attaccare la preda e a ucciderla. Le guance sono, anche loro, ben sviluppate.

    Il tartufo è invece grosso e scuro, come grosso è il collo, il quale è anche piuttosto corto e senza pelle eccessiva. Gli occhi sono triangolari e neri, ed esprimono il suo temperamento che è al contempo sia tenace che dolce. Sono piccoli, di color marrone scuro e hanno tra loro la giusta distanza. Le orecchie sono appuntite e non pendenti, quindi erette.

    L’Hokkaidoken è caratterizzato da zampe molto forti, agili, potenti e che si adattano a correre per molto tempo grazie ad un’ossatura molto solida che contribuisce alla forza e alla robustezza di questi arti.

    In particolare, gli arti anteriori presentano delle spalle piuttosto oblique, mentre l’avambraccio è dritto. Quelli posteriori sono più forti e potenti, con dita serrate e arcate. Le unghie sono molto dure, e tendenzialmente nere o comunque di una tonalità molto scura.

    Infine, il pelo dell’Hokkaiden non è particolarmente morbido, anzi è liscio e piuttosto ruvido, quasi rigido. Il sottopelo, invece, è decisamente più soffice, e molto fitto. La coda è particolarmente corta e ha una caratteristica frangia; l’Hokkaidoken la tiene sempre arrotolata sul dorso. Il pelo sulla coda è più lungo di quello presente sul resto del corpo.

    Come detto, il pelo di questi cani è tendenzialmente bianco, ma si può trovare anche nero, rosso e bicolore bianco e nero (sale-pepe). C’è anche qualche esemplare di un bellissimo e molto particolare Sesamo, ovvero pelo rosso con punte nere.

    Quando cammina vediamo un portamento molto “sempliciotto” (non in senso spregiativo), elegante e privo di pensieri.

    Origini e storia

    L’Hokkaidoken è il diretto discendente degli antichi e possenti cani da traino che furono importanti in Giappone dal popolo Ainu, più di 300 anni fa. Il nome è molto indicativo: significa “abitante di Hokkaido”, dal nome dell’isola dell’arcipelago giapponese dove è nato.

    Nelle epoche passate l’Hokkaidoken era usato come cane da caccia, ma nel corso del tempo è divenuto perfetto anche come cane da compagnia. È un cane originario di zone fredde e remote, per cui nel corso dei secoli ha potuto migliorare, potenziandola, la sua capacità di resistenza e quella di sopravvivenza.

    Carattere

    Bisogna mettere in conto che l’Hokkaidoken è un cane molto testardo, ed è inoltre deciso, spavaldo e temerario pur comunque rimanendo obbediente e fedele al padrone, con una sempre apprezzata tendenza a proteggerlo da chiunque ritiene stia tentando di aggredirlo. Inoltre, ascolta sempre molto attentamente tutti i comandi che gli impartirete.

    È adatto anche ai bambini, verso i quali si dimostra molto premuroso. Non avrete problemi nemmeno a lasciarlo da solo in loro presenza, perché anzi come è protettivo nei vostri confronti lo è anche di più nei loro.

    Cane, come detto, molto elegante, si abitua molto facilmente ad una nuova vita ovunque essa sia. A differenza di molti altri cani (della maggior parte) è molto curioso, e adora scoprire posti nuovi: se amate viaggiare, sarà facile portarlo con voi e anzi è un compagno d’avventure perfetto.

    Abbiamo già detto che l’Hokkadoken ha doti quasi inarrivabili di resistenza. Nato in regioni molto fredde, è in grado di resistere in climi molto rigidi nonché ad abbondanti nevicate.

    Ma forse la cosa più sorprendente è la sua dignità, data da tantissima intelligenza unita a coraggio, oltre che alla cieca fedeltà che dimostra sempre al suo padrone. Inoltre se lo crescete bene si abitua a stare insieme alla famiglia.

    Usi, alimentazione, e altro

    L’Hokkaidoken è molto bravo come cacciatore (specie di orsi), ed è anche ottimo come cane da guardia e cane da traino. Infatti nel passato era usato anche e soprattutto per questo.

    La sua dieta deve essere senz’ombra di dubbio ben equilibrata: tutti i pasti devono essere molto nutrienti, e devono essere in grado di apportargli il giusto fabbisogno calorico che ben si presti alla sua stazza.

    Attenti a non esagerare (e a che non esageri lui!): non dovete farlo ingrassare, perché un peso eccessivo nuocerebbe alla sua salute fisica con problemi e malattie di vario genere.

    L’Hokkaidoken apprezza a dismisura a casa sua, e ha un senso dell’orientamento davvero molto allenato: infatti riesce a ritrovare il suo padrone anche se si trova lontanissimo da casa sua. Tra i difetti comuni c’è la possibilità di trovare maschi con un solo testicolo, esemplari con mascella deforme e assenza di denti (può essere totale o parziale).

    Alcuni possono essere o troppo grandi o troppo piccoli; altri possono avere una coda dritta priva di pelo, o le orecchie storte. Alcuni Hokkaidoken potrebbero, per qualsiasi motivo, sviluppare un carattere timido unito ad un portamento goffo e pendolante, molto lontano da quello elegante di cui sopra.