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  • Storia del Pastore Tedesco

    Questa razza, nata ufficialmente nel 1892 ha un curriculum di lavoro nella pastorizia, nella protezione, nella polizia, nel tracking, nella ricerca e soccorso e nell’attività di guida per ciechi che lascia stupefatti. Il Pastore Tedesco può individuare droghe e mine sottoterra in modo affidabile tanto quanto possono prendere al volo una pallina da tennis lanciata dal padrone nel giardino di casa. Possono rilevare fughe di gas fino a 4,5 m sottoterra e non anteporranno mai nulla alla sicurezza e al benessere del padrone.

    La storia del pastore tedesco

    Il cane da guardia, che si tratti di un meticcio che vaghi in un deposito di rottami o un Pastore Tedesco che lavora con un poliziotto umano, non è molto diverso dal lupo che proteggeva le nostre caverne. La nostra fiducia in tali cani di certo deriva dalla fiducia riposta nel lupo/cane.  Gli studi recenti sulla storia del cane con il DNA mitocondriale suggeriscono che lupi e cani si siano divisi in specie diverse circa 100.000 anni fa. L’archeologia fa risalire il primo addomesticamento del cane tra il 30.000 e il 7.000 a.C. È stato trovato un sito di sepolture in Germania, risalente a 14.000 anni fa, costituito da tumulazioni umane e canine.

    La datazione può variare a seconda delle teorie, ma gli scienziati concordano sul fatto che tutti i cani – da quelli di dimensioni formidabili a quelli abbastanza piccoli da poter essere infilati in una borsetta—si sono evoluti dai lupi, e che l’addomesticamento del cane (Canis iuptu familiaris) dal lupo grigio (Canis lupus) è cominciato decine di migliaia di anni fa. Inoltre sono concordi nell’affermare che i cani sono più vicini ai lupi dal punto di vista fisico e comportamentale che a qualsiasi altro membro della famiglia dei canidi. Per giunta, non esistono prove fossili di qualsiasi altro animale che possa essersi evoluto nel migliore amico dell’uomo: il cane. È una forzatura pensare che il Carlino o il Pechinese somiglino a un lupo, eppure tutte le razze canine conservano caratteristiche del lupo; il Pastore Tedesco, dal lungo muso alle grandi orecchie dritte fino alle lunghe e fini zampe e alla lunga coda pendente, in particolare.

    Il Pastore Tedesco è anche dotato di vista, olfatto e udito superiori del lupo. Come il fratello lupo, i cani sono predatori che difendono il proprio territorio. Come il lupo, ululano, uggiolano e manifestano rabbia e paura, dominanza e sottomissione. Sono affettuosi con la loro famiglia ma abbaiano agli intrusi. In grado di giudicare gerarchia e status all’interno del proprio branco, dimostrano lealtà al leader. Comunicano con la voce, le espressioni facciali e la postura—proprio come i lupi. Alcuni comportamenti manifestati dai lupi non si trovano nei cani moderni: uno è il rigurgito del cibo parzialmente digerito per i cuccioli. Tuttavia, un lupo dominante prenderà il muso di un lupo sottomesso tra le fauci per mostrargli chi comanda—un
    comportamento che ho visto riprodotto nel mio salotto da due Pastori Tedeschi. Quando il vostro cane vi accoglie scodinzolando, mostra sì affetto ma anche di riconoscere il vostro status. È una mossa che ha inconsapevolmente imparato dal fratello lupo.

    Primo sviluppo del pastore tedesco

    Il Pastore Tedesco deriva da razze assortite che risalgono all’epoca medievale, quando le varie zone d’Europa avevano cani  pastore diversi che soddisfavano le esigenze di ciascuna. Sottoposto a un’evoluzione successiva, il Pastore Tedesco che conosciamo oggi è nato a Karlsnihe, in Germania, nel 1899. Il nazionalismo creò l’esigenza di un unico cane da pastore degno di rappresentare l’Impero tedesco. Di conseguenza, molti appassionati di cani entusiasti hanno incrociato diversi esemplari locali nella speranza di sviluppare il cane da pastore ideale. Fu, però, il Capitano Max von Stephanitz che, con l’amico Artur Meyer, scelse tra le razze migliori le qualità eccezionali di ciascuna e regalò al mondo il Pastore Tedesco. Il percorso che ha portato a questo risultato è iniziato nel 1891, con la nascita della Phylax Socieq, con lo scopo di standardizzare le razze canine. La società è durata solo tre anni, ma von Stephanitz e alcuni altri membri hanno portato avanti la sua intuizione. Poi, a un’esposizione canina del 1899, un cane di nome liektor Linksrhein impressionò talmente von Stephanitz con la sua intelligenza, obbedienza e forza da indurlo ad acquistarlo seduta stante, per poi formare la Verein fur Deutsche Schàferhunde. che pressappoco significa ‘Società per il cane da Pastore Tedesco.

    Von Stephanitz trasformò il nome  e ne fece il fulcro del programma di allevamento della nuova società. Horand von Crafrath, nato l’I gennaio 1895, divenne il primo Pastore ateo registrato, col numero SVI. Alcune fonti riportano SLI conte numero di registrazione di Horand. In ogni caso, Horand von Grafrath è stato il progenitore di questa razza e sarà sempre il numero 1. Per quanto riguania Max von Stephanitz, aveva portato a termine la missione di creare il cane da pastore ideale. A questo punto, resosi conto che l’industrializzazione aveva ridotto la domanda di cani per la pastorizia, il capitano ebbe la lungimiranza di portare il Pastore Tedesco al livello successivo: il lavoro nella polizia e nell’ambito militare.

    Storia della razza in Germania

    In parte, lo scioglimento della Society era stato provocato dal disaccordo sui tratti più desiderabili nello sviluppo del cane da Pastore Tedesco. Queste differenze d’opinione emersero anche nel SV. Von Stephanitz sosteneva che il cane dovesse essere valutato in base alle capacità di lavoro e non in base all’aspetto. Per evitare discussioni che avrebbero potuto intralciare i suoi desideri per la SV, il primo standard di razza del Pastore Tedesco—scritto da von Stephanitz con l’aiuto di Meyer – riconosceva che “un aspetto gradevole” era desiderabile. Tuttavia sottolineava che l’aspetto non è l’elemento più importate da valutare. “Il Pastore Tedesco è una cane da lavoro,’ scriveva von Stephanitz, ‘altrimenti non è il Pastore Tedesco.” La SV ha adottato lo standard e ha poi organizzato la prima esposizione a Francoforte sul Meno. I lorand von Grafrath ha avuto numerosi cuccioli, di cui il più famoso fu certamente I lektor von Schwaben. I lektor, a sua volta, ha prodotto tre cani eccezionali, utilizzati nei programmi di allevamento successivi.  La loro progenie, tutti discendenti di Horand, è tra i progenitori dei Pastori Tedeschi. Inoltre, von Stephanitz ha provato il Pastore Tedesco in una grande varietà di ruoli per assicurarne la sopravvivenza come razza da lavoro. La SV, guidata dall’intuizione del capitano, sarebbe diventata il club di razza più grande al mondo e, cosa più importante, la versatilità e addestrabilità del Pastore Tedesco ne hanno assicurato il valore e la statura nel corso degli anni.

    Il pastore tedesco in Italia

    Il Pastore Tedesco è, ormai da parecchi anni, la razza più diffusa in Italia. Nel 1950 risultavano iscritti all’Enci circa 1500 esemplari, negli ultimi anni si è superata la soglia dei 14/15000. Nato come cane da pastore, il Pastore Tedesco viene utilizzato negli ambiti più vari: come cane da valanga (per la ricerca di persone disperse nella neve), cane da ricerca in superficie (cerca le tracce delle persone disperse), cane da catastrofe (per la ricerca di persone sepolte sotto terremoti o frane), cane antidroga. Per questi compiti viene sfruttato il sensazionale fiuto del Pastore Tedesco, ma non è tutto. Grazie all’alta addestrabilità di questa razza tra gli altri suoi impegni c’è quello di cane-guida per persone non-vedenti.
    Il grande apprezzamento della razza e la passione che da subito ha coinvolto alcuni allevatori italiani hanno dato vita, nel 1949 alla SAS (Società Amatori Schàferunde, www. sas-italia.com). Scopo della SAS è ‘migliorare, incrementare e valorizzare” il PastoreTedesco, potenziandone l’allevamento e la selezione. Lo standard di razza del Pastore Tedesco è stata recentemente modificato dall’Enci riconoscendo due varietà di mantello: Stockhaar e Langstockhaar, a pelo corto e a pelo lungo. Indipendentemente dagli standard, il Pastore Tedesco è un cane con caratteristiche uniche; equilibrato, determinato, vigile, curioso e instancabile. Tutte queste doti rappresentano l’essenza del suo carattere e ne fanno il cane per antonomasia.

  • Labrador Tira al Guinzaglio – Cosa Bisogna Fare

    In questa guida spieghiamo cosa fare se il Labrador tira al guinzaglio.

    Questo è un problema comune dal momento che i simpatici e teneri cuccioli gialli, neri e cioccolato crescono rapidamente e diventano piuttosto forti in un breve lasso di tempo. Perfino un cucciolo a cui sono state insegnate le buone maniere al guinzaglio comincerà a tirare perché il suo mondo si espande, ci sono tanti odori, suoni e luoghi interessanti da investigare. Dal momento che i Labrador Retriever sono stati allevati per lavorare lontano dai propri conduttori durante le prove di caccia, la razza ha un’indipendenza innata. Questo tratto viene applaudito in un contesto, ma non in un altro, e il Labrador non educato non può essere biasimato perché non riconosce la differenza. Di nuovo, spetta al padrone insegnare al cane quando può tirare, durante una sessione di allenamento o un test di tracking per esempio, e quando non può.

    Per controllare un cane che tira al guinzaglio, il padrone può utilizzare strumenti comportamentali e di addestramento. Il cane tira e strattona il guinzaglio perché fiuta la spazzatura e vuole andare in cerca di un avanzo di pizza? Tira improvvisamente per inseguire i passanti? Tira per correre ad annusare, poi si ferma per aspettare il padrone e tira di nuovo? Potrebbero volerci mesi prima che un giovane Labrador smetta di tirare al guinzaglio, e solo dopo un addestramento quotidiano e coerente. Il padrone ha a disposizione numerosi strumenti per l’addestramento, tra cui collari, cavezze, imbragature, clicker e bocconi.

    Ognuno di questi strumenti trasmette informazioni al cane. Un cane opportunamente istruito, per esempio, risponderà a un fischio perché ha imparato che, se torna dal padrone quando sente una serie di brevi fischi, otterrà qualcosa di veramente gustoso. Uno strumento è buono, però, solo se lo è chi lo utilizza. Se se ne fa un cattivo uso, o il cane trova insipido e poco interessante il boccone offerto, allora lo strumento e l’informazione trasmessa al cane sono inutili. Ridurre o eliminare il vizio di tirare al guinzaglio richiederà molta pratica da parte del padrone e del cane. Cominciate l’addestramento in un’area recintata, armati di bocconi gustosi. Lisciate che il cane arrivi alla fine del guinzaglio. Se si gira a guardarvi, anche da 6 m di distanza, pronunciate la parola di approvazione prescelta (es. “sì”), e offritegli un boccone. Lodatelo quando vi corre incontro per ricevere la sua ricompensa. Lasciatelo girare, sempre al guinzaglio, e ogni volta che vi guarda o torna da voi, premiatelo con lodi o un boccone. Una volta che vi rimarrà accanto in modo affidabile, perché saprà che otterrà qualcosa di speciale dal suo padrone, spostate l’addestramento sulla strada o in giardino, un luogo che abbia poche distrazioni. Di nuovo, lasciate che il cane arrivi in fondo al guinzaglio. Quando si gira a guardarvi, premiatelo. Se tira ancora, lasciate che arrivi alla fine del guinzaglio e fate pratica con la regola dell’albero: quando il cane tira, non muovetevi. Puntate i piedi e non muovetevi. Capirà che non può ottenere quello che vuole e si volterà a guardarvi chiedendosi: “Che succede?” Appena si volterà a guardarvi, o quando tornerà al punto di partenza per capire cosa gli impedisce di proseguire, dategli un boccone. Fate un passo in avanti e ripetete. I Labrador Retriever notoriamente hanno la testa dura quando si tratta di tirare al guinzaglio, e questo problema non si risolverà da un giorno all’altro. Potrebbe essere necessario lavorare diverse volte al giorno per centinaia di giorni, prima di poter fare una breve passeggiata insieme. Va benissimo. Offrite al vostro Labrador altri sfoghi per consumare energia, come correre in cerchio in un campo recintato, prima di tentare di insegnargli a camminare educatamente al guinzaglio.

  • Salute del Labrador – Informazioni Utili

    Il Labrador Retriever adulto curato e sottoposto a esercizio fisico regolare sviluppa di rado disturbi gravi, ma questo non significa che non avrà mai bisogno di essere curato per una malattia.

    Controllo annuale del Labrador

    In occasione del controllo annuale, il veterinario ascolterà cuore e polmoni del vostro Labrador, gli palperà l’addome e controllerà occhi e orecchie. Dovrebbe anche estendektcon delicatezza le zampe posteriori per verificare che non presentino infiammazioni al ginocchio, gonfiore o dolore, segnali che rivelerebbero il bisogno di un test per la rottura del legamento crociato anteriore. Dovrebbe anche sottoporre il cane a test per la displasia dell’anca. Ruoterà delicatamente le anche per verificarne il movimento, segno che potrebbero non essere congruenti alle cavità acetabolari.

    Questo test preliminare determinerà la necessità di un test più esauriente. Con un esame del sangue controllerà la presenza di parassiti trasmissibili per via ematica, come la dirofilaria; anche se il cane è stato sottoposto a profilassi, i farmaci potrebbero non aver avuto effetto (è raro, ma può succedere). A causa di questo, la maggior parte dei veterinari richiederanno un esame del sangue prima di procedere con la profilassi. Il veterinario è la miglior fonte di informazioni in merito ai test.

    Vaccinazioni del Labrador

    Le vaccinazioni contro rabbia, cimurro, parvovirosi e altre malattie comuni nella vostra zona in genere si somministrano nel corso del controllo annuale. A volte i titoli anticorpali sono sufficienti; il titolo, però, indica solo che il cane ha livelli adeguati di anticorpi della malattia al momento del test. Un titolo non può determinare per quanto tempo il cane continuerà ad avere livelli accettabili di anticorpi. Gli studi più recenti, tuttavia, hanno dimostrato che molte vaccinazioni conservano livelli accettabili di protezione per tre-cinque anni.

    Parlatene col veterinario e decidete insieme di quali vaccinazioni ha bisogno il Labrador. Dal momento che i Labrador frequentano campi, boschi, fiumi, torrenti e prati, il vostro potrebbe aver bisogno di vaccinazioni più frequenti per essere protetto da malattie alle quali cani meno attivi non saranno mai esposti. Un tecnico veterinario controllerà le feci del cane per verificare la presenza di parassiti interni. Portando un campione di feci fresco, l’esame sarà più semplice; altrimenti, verrà inserita una sonda nel retto del cane per raccoglierne un campione per l’esame. La maggior parte dei cani lo sopportano, pur contorcendosi. Oltre all’esame delle feci, si misurerà la temperatura del cane con un termometro rettale.

    Parassiti nel labrador

    Esistono parassiti interni ed esterni. Alcuni si nascondono e il cane non manifesta sintomi. Di solito, tuttavia, il padrone scrupoloso capirà che qualcosa non va nel cane se è infestato da vermi o pulci.

    Parassiti interni

    Gran parte dei parassiti interni sono vermi o organismi unicellulari che vivono nell’intestino del cane. I vermi più frequenti nei cani sono dirofilarie, anchilostome, ascaridi, tenia e tricocefali. Ogni parassita può provocare malattie gravi e sofferenza nel Labrador Retriever.

    Filariosi cardiopolmonare (dirofilaria itumitis)

    Le dirofilarie sono trasmesse dalle zanzare infette, e sono parassiti prevenibili, anche se preoccupanti e talvolta fatali, che infettano molti animali. Cani, felini e molti animali selvatici possono essere portatori di un’infezione da dirofilaria. Questo parassita si può trasmettere da un animale all’altro solo attraverso la puntura di una zanzara. Quando una zanzara punge  un animale infetto, le microfilarie (piccoli di dirofilaria) entrano nel sistema dell’insetto e si trasformano in larve.

    Quando la zanzara punge la vittima successiva, trasmette le microfilarie all’animale, all’interno del quale maturano in dirofilarie adulte nel giro di sei mesi. I vermi adulti continuano ad accoppiarsi, quindi il cane non avrà solo i vermi adulti che crescono all’interno del suo corpo, ma anche larve in vari stadi di sviluppo. Le dirofilarie possono raggiungere una lunghezza di 35,5 cm e danneggiare i vasi sanguigni del cane, ridurre la capacità di pompaggio del cuore e provocare malattie cardiache e polmonari gravi. Alcuni cani non manifestano sintomi di infezione da dirofilaria finché questa non è grave. Il cane tossirà, diventerà letargico, perderà appetito e avrà difficoltà respiratorie.

    Se il vostro Labrador si stanca in fretta, dovrà essere sottoposto a test per la dirofilaria. La diagnosi prevede un esame del sangue, ma potrebbe richiedere conferma tramite radiografie del torace ed ecocardiogramma, che servono anche per valutare la gravità della malattia e determinare un piano di cura. L’obiettivo del trattamento è uccidere vermi adulti e microfilarie nella maniera più sicura possibile. Ricordate: il cane ha vermi adulti che si ammassano nel cuore e nei polmoni. Alcuni trattamenti sono molto potenti e uccidono tutti i vermi ma possono provocare gravi complicazioni al cane.

    Dovrete tenerlo tranquillo nel trasportino per diverse settimane o mesi mentre i vermi muoiono. Il veterinario potrebbe prescrivervi altri farmaci per ridurre la risposta infiammatoria mentre i vermi muoiono e si spezzano nei polmoni. I casi più gravi si possono trattare chirurgicamente, ma è molto rischioso e proprio per questo l’intervento è limitato ai casi più gravi. Dal momento che la filariosi cardiopolmonare si può prevenire quasi al 100% e si trova in moltissimi paesi, seguite la profilassi specifica. Il farmaco non uccide le dirofilarie adulte e non elimina l’infezione se il vostro cane ha già la filariosi.

    Se avete adottato un Labrador adulto in un rifugio o presso un canile, il veterinario lo sottoporrà a un test per la filariosi prima di cominciare la profilassi. Potrebbe sottoporlo di nuovo a test dopo sei mesi, in caso la malattia fosse nella fase larvale, e quindi non rilevabile, al momento del primo test. Molti farmaci che prevengono la filariosi proteggono i cani anche da infezioni da anchilostome, ascaridi e tricocefali. Alcune medicine antifilaria aiutano anche a proteggere il cane dai parassiti esterni, come pulci e zecche.

    Anchilostoma

    Gli anchilostomi sono tra i parassiti interni più comuni nei cani. Il vostro Labrador Retriever può contrarre l’infezione quando le larve di anchilostomi penetrano sotto la pelle o il rivestimento della bocca. Una femmina infetta può passare i parassiti ai cuccioli durante l’allattamento. Gli anchilostomi sono pericolosi perché ‘addentano” la mucosa intestinale, alla quale si aggrappano, succhiando il sangue del cane. Non curati, gli anchilostomi possono provocare emorragie gravissime, debolezza e malnutrizione. I cuccioli in particolare sono ad alto rischio d’infezione e possono sviluppare disturbi gravi.

    Dato che quest’infezione è una zoonosi, ovvero può infettare anche gli umani, cura e buone pratiche di igiene sono vitali per prevenire la diffusione di questo parassita. Gli anchilostomi non sono visibili a occhio nudo, quindi il veterinario diagnosticherà l’infezione analizzando un campione di feci. Il trattamento in genere prevede farmaci come pirantel pamoato e la dose viene somministrata due o tre volte al giorno per circa tre settimane. I farmaci per la sverminazione si trovano in forma liquida: il veterinario vi consiglierà il farmaco e la formulazione più adatta al vostro cane. Durante la cura, le feci del cane dovranno essere subito raccolte con un doppio sacchetto ed eliminate. I membri della famiglia dovranno lavarsi le mani dopo aver coccolato il cane o aver raccolto le sue feci: non camminate a piedi nudi in cortile dove il cane ha defecato. Con l’igiene preverrete un’infezione in famiglia.

    Ascaride

    Gli ascaridi sono i parassiti intestinali più comuni nei cani. I cani contraggono l’infezione mangiando terra che contiene uova di ascaridi, leccandosi mantello o zampe o bevendo acqua contaminata. Inoltre, una femmina può passare le larve ai suoi cuccioli prima della nascita o durante l’allattamento. I Cuccioli sono più vulnerabili all’infezione. Il parassita vive nell’intestino tenue e sottrae sostanze nutrienti dal cibo del cane. Questo provoca malnutrizione e sintomi intestinali come diarrea; man mano che le larve di ascaride si muovono, il cucciolo può sviluppare una polmonite.

    Il veterinario dovrà esaminare le feci del cane per diagnosticare un’infezione da ascaridi, a meno che i parassiti non siano diventati così grossi e lunghi da permettervi di distinguerli, assomigliano a lunghi spaghetti nelle feci. Anche dopo il trattamento, il cane può contrarre di nuovo l’infezione dall’ambiente esterno. Dal momento che le feci sono contaminate, assicuratevi di raccoglierle subito dopo che sono state deposte e con un sacchetto doppio. Tenete i bambini lontani dall’area a mantenete un buon livello d’igiene per prevenire infezioni in famiglia.

    Tenia

    Un’infezione da tenia di solito si accompagna a un’infestazione di pulci perché le larve delle pulci mangiano le uova di tenia presenti nell’ambiente. La tenia si sviluppa nelle pulci e, quando un cane morde e inghiotte le pulci che ha sulla pelle, la tenia penetra nel cane. Questi vermi rappresentano raramente un pericolo per le persone. Sono sottili, piatti e assomigliano a pezzi di nastro.

    Un’infezione da tenia in genere si diagnostica controllando le feci, con le quali il cane espelle i segmenti di verme. I sacchi bianchi di uova di tenia che assomigliano a grani di riso si possono osservare sotto la coda del cane, attorno all’ano o nelle feci. Un cane che trascina il posteriore sul tappeto potrebbe avere un’infezione da tenia, anche se è improbabile nel caso abbia seguito un’adeguata profilassi antipulci. La tenia vive nell’intestino tenue del cane e consuma sostanze nutrienti, provocando malnutrizione e anemia. A meno che non si tratti contemporaneamente il problema delle pulci e l’infezione da tenia, il cane continuerà a contrarre l’infezione.

    Tricocefalo

    Questi parassiti non sono visibili a occhio nudo. L’esame microscopico delle feci può portare alla diagnosi di un’infezione da tricocefalo. Un cane contrae l’infezione leccando terreno, pelo o acqua contaminati. Questi vermi possono provocare diarrea e anemia in un cane perché succhiano sangue dall’intestino dell’ospite. Di solito, tuttavia, solo i cuccioli o i cani immunodepressi manifestano disturbi gravi. Le larve di tricocefalo in genere non infettano gli umani, ma è consigliabile che chi vive col cane mantenga un buon livello d’igiene.

    Parassiti esterni i parassiti esterni, come pulci, zecche e acari, se non controllati possono provocare gravi malattie nei cani. La profilassi può aiutare ad alleviare il disagio e la sofferenza del cane, ma il miglior modo per mantenerlo libero dai parassiti esterni è attraverso sessioni settimanali di toelettatura. Un padrone attivo può alleviare efficacemente, o perfino prevenire, molti disturbi associati a questi parassiti.

    Pulci cani probabilmente sono più tormentati dalle pulci che da qualsiasi altro parassita. Questi parassiti, che assomigliano a minuscoli fagioli saltellanti con zampe in grado di aggrapparsi all’erba, alta o bassa che sia, vivono lungo le strade sporche e le vie (li città. A seconda della zona e del clima, le pulci possono essere un problema per tutto l’anno o un fastidio stagionale. Una volta che una pulce si stabilisce sul vostro cane sgambetta qua e là, si mette comoda, si nutre e depone fino a 50 uova al giorno, tutto entro le prime 24 ore. Poi le larve si staccano dal cane e cadono sul tappeto, sui mobili o nel terreno attorno alla vostra casa. Le larve filano un bozzolo accogliente e possono rimanere dormienti per settimane prima di uscirne adulte, pronte a cominciare un nuovo assalto. Il ciclo vitale della pulce può durare dai 12 giorni ai 6 mesi, a seconda del clima. In zone molto calde e umide, le pulci potrebbero non entrare mai nello stadio di dormienti. Un cane infestato dalle pulci è chiaramente a disagio. Le pelle può rivelare le macchie rosse dei morsi, o sviluppare una dermatite acuta umida, una grave piaga infetta e un’infezione cutanea.

    Si possono notare le feci nere delle pulci sul mantello del cane, ma su un Labrador Retriever nero o cioccolato è un’impresa quasi impossibile. Un pettine per pulci passato nel sottopelo del cane, vicino alla pelle, potrebbe raccogliere una pulce o due, o le loro feci. Le feci, se intimidite, assumono un colore bruno-rossastro, che riflette la natura succhiasangue del parassita. Alcuni cani possono sviluppare un’allergia al morso delle pulci, una reazione allergica alla loro saliva; uno o due morsi possono portare questi cani a grattarsi freneticamente. Se poi la pulce viene ingerita, il cane può sviluppare un’infezione da tenia, che vive e si sviluppa all’interno della pulce.

    Se si sviluppa un’infestazione da pulci, dovrete trattare il cane e l’ambiente circostante. Il veterinario potrà consigliarvi un buon programma di controllo delle pulci, che includerà un antipulci da dare al cane. La casa e il lettino del cane dovranno essere passate con l’aspirapolvere quasi ogni giorno e l’aspirapolvere dovrà essere svuotato e pulito fuori casa. Lavate anche la biancheria del letto e i copridivani. In cortile, alcuni insetticidi sono sufficienti per il controllo delle pulci, ma chiedete al veterinario quali prodotti sono sicuri in presenza di cani. Durante la “stagione delle pulci” nella vostra zona, cercate di evitare di portare il cane a passeggiare in terreni vuoti o nell’erba alta. Seguite la profilassi antipulci tutto l’anno se vivete in una zona in cui le pulci non muoiono d’inverno.

    Acari

    Gli acari sono parassiti esterni più piccoli delle pulci e più difficili da vedere senza microscopio. Ci sono diversi tipi di acari, ma quelli che più spesso infettano i cani sono gli acari dell’orecchio, Sarcoptes scabiei e Dentodex Gli acari dell’orecchio sono comuni nei cani giovani e vivono dentro e attorno alle orecchie. L’infestante si ha dal contatto ravvicinato con un animale già infestato o la sua cuccia. Gli acari dell’orecchio provocano prurito intenso nel canale auricolare: il cane potrebbe scuotere continuamente la testa o grattarsi le orecchie. Potrebbe sviluppare piaghe sanguinanti dovute ai graffi. Una secrezione marrone o nera dal canale uditivo è sintomo di infestazione da acari dell’orecchio.

    Il veterinario pulirà il canale uditivo ed esaminerà la secrezione al microscopio. Il trattamento include una pulizia completa dell’orecchio accompagnata da medicazioni. Gli acari Sarcoptes scabiei provocano anche la scabbia, che può colpire cani di tutte le età ed è altamente contagiosa per altri cani. Gli acari Sarcoptes scabiei in genere si trasmettono per contatto stretto con un animale infestato o la sua cuccia, oppure attraverso gli attrezzi per la toelettatura. Questi acari attraversano lo strato superiore della pelle del cane e provocano prurito. Altri sintomi sono perdita di pelo, un’eruzione cutanea e pelle coperta da croste. Le infezioni possono svilupparsi insieme all’irritazione dei graffi. Anche le persone a stretto contatto con un cane infestato possono sviluppare la rogna sarcoptica o scabbia.

    Questo parassita si può individuare solo con un esame microscopico di un campione di pelle. I cani a cui viene diagnosticata dovranno essere trattati con farmaci per uccidere gli acari e lenire la pelle irritata o infetta del cane. Anche il letto del cane e l’ambiente dovranno essere puliti. Anche i Demodex canis sono microscopici, ma non sono altrettanto contagiosi per gli altri animali e le persone. Una femmina in allattamento potrebbe passare questi acari ai cuccioli. Gran parte dei cani che contraggono la rogna demodettica sono cuccioli e l’infestazione si manifesta sotto forma di chiazze di pelle squamosa e rossore su muso, zampe e tronco del cane.

    Se il cane contrae la rogna demodettica, il veterinario dovrà controllare che non presenti altri disturbi perché potrebbe essere immunodepresso. In forma più grave può portare a perdita di pelo diffusa e ampie chiazze di pelle rossa e squamosa. Il veterinario potrà diagnosticarla esaminando al microscopio un campione di pelle. Se il cane è giovane e la rogna non Verificate che il vostro Labrador non abbia pulci o zecche dopo aver giocato all’aperto.
    è grave, il trattamento con farmaci topici è efficace. La malattia in forma più grave, tuttavia, è più difficile da trattare; in genere si tengono sotto controllo i sintomi, ma il cane potrebbe non guarire mai.

    Dermatofitosi

    È un’infezione mitotica superficiale della cute. Si può manifestare sotto forma di cerchi rossi in rilievo sulla pelle di cani e persone. L’infezione può provocare in un animale infetto la comparsa di chiazze circolari prive di pelo. È molto contagiosa e provoca forte prurito nell’area dell’infezione. Il fungo si trasmette per contatto diretto con un cane infetto, il suo letto o qualsiasi altra cosa sia entrata in contatto col cane (es. i giochi). Il fungo sopravvive anche nel terreno. Molti cani possono ristabilirsi senza bisogno di cure, ma è meglio usare un antimicotico topico sulle lesioni. Il livello di igiene in casa dovrà essere alto: le mani andranno sempre lavate per prevenire la diffusione di questa zoonosi.

    Zecche

    Le malattie trasmesse dalle zecche sono aumentate e non c’è zona in cui non si trovino. I Labrador corrono un rischio superiore, specie quelli che possono muoversi liberamente o che lavorano nei campi. Le zecche vivono nei boschi, nei cespugli, nella sterpaglia e nel sottobosco, a seconda delle specie. Dopo qualsiasi escursione, dovrete sottoporre a un controllo il vostro Labrador Retriever. Le zecche si trovano più spesso attorno al collo del cane, nelle orecchie, nelle pieghe della pelle tra le zampe e il corpo e tra le dita. Sottoponete il vostro cane a un controllo completo e verificate aiutandovi con le mani che non vi siano zecche che camminano nel pelo o già attaccate alla pelle.

    Rimuovete le zecche con le pinzette, afferrandole il più vicino possibile alla pelle del cane. Tirate la zecca con un movimento deciso ma delicato. Se la testa della zecca è ancora conficcata nella pelle del cane può fare infezione, quindi portate il cane dal veterinario. La malattia di Lyme è il disturbo più comune tra quelli trasmessi dalle zecche, ed è provocata da un batterio che si trova nella comune zecca, tra le altre. La zecca deve rimanere attaccata all’ospite per 48 ore prima che possa avvenire la trasmissione del batterio. Anche in questo caso, solo il 10% dei cani esposti al batterio contrarranno effettivamente la malattia. Prima che la malattia si manifesti, trascorrono dai due ai cinque mesi dal morso della zecca; i sintomi più comuni sono: febbre, zoppia, gonfiore alle articolazioni, gonfiore dei linfonodi, letargia e perdita di appetito.

    Sintomi più rari includono: disturbi renali, cardiaci o del sistema nervoso. I cani non sviluppano un’eruzione “a occhio di bue” o un rossore circolare attorno al morso, che è invece un sintomo riscontrabile negli umani. Il trattamento prevede l’uso di antibiotici, a volte per mesi. l cani che sviluppano una grave forma di artitre provocata dalla malattia di Lyme possono aver bisogno di antidolorifici. Esiste un vaccino per il Lyme e i proprietari e i conduttori di Labrador Retriever dovrebbero parlare col veterinario dei vantaggi di questa inoculazione. Inoltre, un esame del sangue annuale per verificare la presenza di anticorpi del Lyme può rilevare la malattia nei cani asintomatici, quindi parlate di questa opzione col veterinario durante il controllo annuale.

    Disturbi Specifici del Labrador

    I labrador Retriever acquistati da allevatori affidabili in genere sono esenti da disturbi ereditari, come l’atrofia progressiva della retina. Se il vostro labrador sviluppa una malattia grave, probabilmente continuerà a essere un cane felice nonostante le cure che dovrà sopportare.

    Displasia del gomito nel Labrador

    La displasia del gomito è un disturbo poligenico dell’articolazione che colpisce i Labrador Retriever. Come nella displasia dell’anca, i cani con la displasia del gomito sviluppano artriti molto dolorose ai gomiti affetti. Il cane con displasia del gomito comincerà a zoppicare o rifiuterà di portare il peso sull’arto. Si possono somministrare antidolorifici e antinfiammatori, ma sempre più padroni di Labrador Retriever optano per l’intervento chirurgico.

    Il Labrador Retriever con displasia del gomito non dovrebbe fare attività fisica intensa o per lunghi periodi, questo può essere un problema dal momento che i Labrador sono stoici e amano giocare. Nuoto, brevi passeggiate e una dieta sana che lo mantenga magro, sono tutti trattamenti efficaci.

    Collasso indotto da esercizio fisico

    Il collasso indotto da esercizio fisico o collasso da sforzo è una malattia genetica nei Labrador Retriever. fa ereditaria a trasmissione recessiva, ovvero il cane deve ereditare il gene responsabile da entrambi i genitori per esserne affetto. I recenti progressi nei test genetici hanno identificato il gene responsabile. Il cane affetto da questa patologia in genere è molto atletico e lavora duramente.

    Durante o dopo una lunga sessione di addestramento o di lavoro, all’improvviso il cane collasserà. Comincerà ad avere un’andatura vacillante, poi gli arti posteriori crolleranno. I cani appaiono improvvisamente scoordinati, perdono l’equilibrio e cadono. I muscoli del cane diventeranno flaccidi, potrebbe andare in iperventilazione e avere un aumento di temperatura. Alcuni cani sono morti per annegamento, collassati durante il lavoro in acqua. Alcuni individui richiedono l’adozione di misure salvavita, inca altri hanno solo bisogno di riposo, e poi sembrano riscuotersi in perfetto stile Labrador dopo 5-25 minuti. La maggior parte dei cani colpiti proviene da linee di sangue da lavoro e la distribuzione della malattia non fa differenza di genere e di colore. I cani affetti sono stati descritti come molto in forma, muscolosi e molto eccitabili, con una forte personalità.

    Li base fisiologica precisa del collasso da esercizio fisico è ancora sconosciuta, ma l’analisi del pedigree, insieme a dati clinici e di laboratorio, può identificare i cani che potrebbero essere colpiti. La cura migliore è un padrone vigile. Interrompete subito l’attività del cane al primo segnale di debolezza o vacillamento, e non permettetegli di sovraeccitarsi, come quando ansima e sbava alla vista del suo gioco sul tavolo. Alcuni cani sono stati trattati con basse dosi di fenobarbitale, un farmaco utilizzato per i disturbi convulsivi.

    Altri sono stati trattati con farmaci speciali per carenze enzimatiche. Sinora non esiste un trattamento medico standard diverso dal riposo e da misure veterinarie di sostegno se l’attacco è grave. Qualsiasi cane soffra di un evento di collasso non dovrebbero più essere sottoposto a esercizio intenso e le attività che provocano eccitazione, come i recuperi ripetitivi, dovrebbe essere fermate. Potrà, tuttavia, continuare a godersi la vita come animale da compagnia e perfino eseguire esercizi di routine. Una corsetta leggera, il nuoto ed escursioni facili non indurranno verosimilmente episodi di collasso.

    Displasia dell’anca nel Labrador

    Quando un Labrador Retriever raggiunge la maturità, può essere sottoposto a test per la displasia dell’anca. Dal momento che la displasia dell’anca è poligenica, e non c’è alcun test genetico definitivo per questa patologia ortopedica dolorosa, il test può solo misurare il livello della malattia già presente o predire se il cane la svilupperà nel corso della vita. Esistono diversi metodi per testare il cane, tra cui immagini radiografiche e manipolazione fisica delle articolazioni, che misura la lassità dell’anca. La displasia dell’anca risulta dal mancato adattamento tra la testa del femore e la cavità dell’anca. Il cane avverte dolore quando si muove, si siede o è a riposo se la malattia è grave.

    Invecchiando il cane sviluppa un’artrite importante. I sintomi possono variare da cane a cane: alcuni potrebbero mal tollerare l’attività fisica, altri zoppicheranno, altri ancora cominceranno a sedersi in modo scomposto e a ”pr(ferire” un’anca all’altra. Alcuni cani dispasici manifestano rigidità e sono restii ad alzarsi, muoversi o salire le scale. Tra i disturbi ortopedici ereditari più comuni, la displasia dell’anca è un grave problema per i Labrador, che il vostro sia un esemplare da lavoro o da compagnia.

    Le pratiche di allevamento selettivo possono eliminare alcuni rischi ma, dato che la malattia può saltare una generazione, non c’è garanzia che un cane non sviluppi questo disturbo o l’artrite associata ad esso nel corso della vita. Per diagnosticare la displasia dell’anca, il veterinario palperà le anche e ruoterà le zampe, verificando che non producano dolore o rivelino rigidità. Col cane sedato (di solito), il veterinario può fare una radiografia delle anche per verificare il corretto allineamento tra testa del femore e cavità acetabolare. Le radiografie, purtroppo però, non garantiscono che il cane non svilupperà la displasia dell’anca in futuro. Secondo la classifica della PCI (Federazione Cinologica Internazionale) la displasia dell’anca è suddivisa in 5 gradi:

    grado A – nessun segno di displasia,

    grado B – articolazione dell’anca quasi normale,

    grado C – leggera displasia dell’anca,

    grado D – media displasia dell’anca

    grado E – grave displasia dell’anca.

    La tecnica per valutare la displasia dell’anca può essere eseguita da uno specialista veterinario accreditato quando il Labrador Retriever è ancora un cucciolo. La valutazione del cucciolo prevede radiografie delle articolazioni in posizione di compressione, distrazione ed estensione per misurarne la lassità. Cli esami possono essere eseguiti solo dai veterinari che hanno sottoscritto un accordo con una delle Centrali di lettura ufficiali accreditate dall’Enci e hanno l’obbligo di seguire un dettagliato disciplinare.

    Non esiste cura per la displasia dell’anca, per questo è così importante che non si diffonda, ma ci sono trattamenti efficaci. Il mantenimento del peso è decisivo: un Labrador in sovrappeso ha molte più probabilità di sviluppare l’artrite alle anche, anche se presenta solo una forma leggera di displasia. I farmaci per alleviare infiammazione e dolore sono efficaci e i casi più gravi possono essere sottoposti a interventi di sostituzione dell’anca. Si tratta di un intervento costoso, però, e la riabilitazione è lunga. Atrofia progressiva della retina (PRA) l’atrofia progressiva della retina è la principale causa di cecità nel Labrador adulto, ma, fortunatamente, esiste un test genetico per identificare i cani liberi dalla malattia, oltre a quelli portatori del gene, ma che non manifestano la PRA. Tutti i cani da riproduzione dovrebbero essere sottoposti al test della PRA. I sintomi della PRA includono perdita della visione notturna e, in seguito, progressiva perdita della visione diurna.

    ll cane avrà difficoltà a individuare oggetti in movimento, come gli uccelli, e poi non sarà più in grado di vedere quelli fissi. Poiché il cane è in grado di adattarsi alla graduale perdita della vista, il padrone potrebbe non accorgersi subito della sua cecità. Il cane cieco può condurre una vita attiva, sia pure con piccole modifiche dello stile di vita. I Labrador testati ogni anno da un oftalmologo veterinario e liberi da malattie ereditarie agli occhi, possono esibirne certificazione. I cani vengono sottoposti a test a partire dall’anno d’età, e ogni anno per gli anni riproduttivi.

  • Cane Hokkaidoken – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del cane Hokkaidoken, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    Molto apprezzati, tra i cani, sono quelli giapponesi, che riscuotono un sempre maggiore consenso anche in Occidente. Se siete alla ricerca di un cane e vorreste un esemplare di questa razza, con questo articolo vogliamo aiutarvi a capire come approcciarvi e se è davvero la scelta che fa per voi.

    Dolce, snello e molto rapido

    La razza canina denominata Hokkaidoken, di provenienza giapponese, è rappresentativa di cani solitamente bianchi (almeno quelli più noti) che sono molto veloci, snelli ed energici, e che si muovono con una caratteristica andatura molto leggera.

    Un esemplare maschio ha un’altezza massima di 50cm e un peso di 25kg, mentre un esemplare femmina è alta generalmente sui 45 centimetri e pesa 22kg. Insomma, un cane molto piccolo, che si adatta anche a vivere in appartamenti (non troppo piccoli) a patto che ovviamente – ma questo vale per qualsiasi cane – lo si porti spesso in giro e a spasso. Il rapporto lunghezza/altezza è 10:11, quello tra lunghezza del cranio e lunghezza della canna nasale è 3:2. La lunghezza del cranio è la medesima di quella delle guance: prendendo come esempio il garrese, qui abbiamo un quarto della sua altezza.

    È quindi un cane di taglia media, che ben pronuncia le sue caratteristiche sessuali secondarie. È in generale un cane molto ben proporzionato, e dall’ossatura forte.

    Pur pur essendo piccolo l’Hokkaiden presenta un corpo particolarmente sviluppato, ben massiccio e muscoloso, senza però risultare sproporzionato: anzi le proporzioni sono molto buone e tutto risulta ben armonico.

    Ha la testa piuttosto grandicella, con il muso appuntito e una forma un po’ squadrata, meno tondeggiante rispetto ad altre razze che abbiamo analizzato fino adesso. La canna nasale è perfettamente dritta, e il muso ha una bizzarra forma di cono.

    Le labbra sono tese e hanno bordi neri. I denti, con chiusura a forbice, sono possenti, aguzzi e forti, che connotano la sua origine di cane da caccia in quanto si prestano molto bene ad attaccare la preda e a ucciderla. Le guance sono, anche loro, ben sviluppate.

    Il tartufo è invece grosso e scuro, come grosso è il collo, il quale è anche piuttosto corto e senza pelle eccessiva. Gli occhi sono triangolari e neri, ed esprimono il suo temperamento che è al contempo sia tenace che dolce. Sono piccoli, di color marrone scuro e hanno tra loro la giusta distanza. Le orecchie sono appuntite e non pendenti, quindi erette.

    L’Hokkaidoken è caratterizzato da zampe molto forti, agili, potenti e che si adattano a correre per molto tempo grazie ad un’ossatura molto solida che contribuisce alla forza e alla robustezza di questi arti.

    In particolare, gli arti anteriori presentano delle spalle piuttosto oblique, mentre l’avambraccio è dritto. Quelli posteriori sono più forti e potenti, con dita serrate e arcate. Le unghie sono molto dure, e tendenzialmente nere o comunque di una tonalità molto scura.

    Infine, il pelo dell’Hokkaiden non è particolarmente morbido, anzi è liscio e piuttosto ruvido, quasi rigido. Il sottopelo, invece, è decisamente più soffice, e molto fitto. La coda è particolarmente corta e ha una caratteristica frangia; l’Hokkaidoken la tiene sempre arrotolata sul dorso. Il pelo sulla coda è più lungo di quello presente sul resto del corpo.

    Come detto, il pelo di questi cani è tendenzialmente bianco, ma si può trovare anche nero, rosso e bicolore bianco e nero (sale-pepe). C’è anche qualche esemplare di un bellissimo e molto particolare Sesamo, ovvero pelo rosso con punte nere.

    Quando cammina vediamo un portamento molto “sempliciotto” (non in senso spregiativo), elegante e privo di pensieri.

    Origini e storia

    L’Hokkaidoken è il diretto discendente degli antichi e possenti cani da traino che furono importanti in Giappone dal popolo Ainu, più di 300 anni fa. Il nome è molto indicativo: significa “abitante di Hokkaido”, dal nome dell’isola dell’arcipelago giapponese dove è nato.

    Nelle epoche passate l’Hokkaidoken era usato come cane da caccia, ma nel corso del tempo è divenuto perfetto anche come cane da compagnia. È un cane originario di zone fredde e remote, per cui nel corso dei secoli ha potuto migliorare, potenziandola, la sua capacità di resistenza e quella di sopravvivenza.

    Carattere

    Bisogna mettere in conto che l’Hokkaidoken è un cane molto testardo, ed è inoltre deciso, spavaldo e temerario pur comunque rimanendo obbediente e fedele al padrone, con una sempre apprezzata tendenza a proteggerlo da chiunque ritiene stia tentando di aggredirlo. Inoltre, ascolta sempre molto attentamente tutti i comandi che gli impartirete.

    È adatto anche ai bambini, verso i quali si dimostra molto premuroso. Non avrete problemi nemmeno a lasciarlo da solo in loro presenza, perché anzi come è protettivo nei vostri confronti lo è anche di più nei loro.

    Cane, come detto, molto elegante, si abitua molto facilmente ad una nuova vita ovunque essa sia. A differenza di molti altri cani (della maggior parte) è molto curioso, e adora scoprire posti nuovi: se amate viaggiare, sarà facile portarlo con voi e anzi è un compagno d’avventure perfetto.

    Abbiamo già detto che l’Hokkadoken ha doti quasi inarrivabili di resistenza. Nato in regioni molto fredde, è in grado di resistere in climi molto rigidi nonché ad abbondanti nevicate.

    Ma forse la cosa più sorprendente è la sua dignità, data da tantissima intelligenza unita a coraggio, oltre che alla cieca fedeltà che dimostra sempre al suo padrone. Inoltre se lo crescete bene si abitua a stare insieme alla famiglia.

    Usi, alimentazione, e altro

    L’Hokkaidoken è molto bravo come cacciatore (specie di orsi), ed è anche ottimo come cane da guardia e cane da traino. Infatti nel passato era usato anche e soprattutto per questo.

    La sua dieta deve essere senz’ombra di dubbio ben equilibrata: tutti i pasti devono essere molto nutrienti, e devono essere in grado di apportargli il giusto fabbisogno calorico che ben si presti alla sua stazza.

    Attenti a non esagerare (e a che non esageri lui!): non dovete farlo ingrassare, perché un peso eccessivo nuocerebbe alla sua salute fisica con problemi e malattie di vario genere.

    L’Hokkaidoken apprezza a dismisura a casa sua, e ha un senso dell’orientamento davvero molto allenato: infatti riesce a ritrovare il suo padrone anche se si trova lontanissimo da casa sua. Tra i difetti comuni c’è la possibilità di trovare maschi con un solo testicolo, esemplari con mascella deforme e assenza di denti (può essere totale o parziale).

    Alcuni possono essere o troppo grandi o troppo piccoli; altri possono avere una coda dritta priva di pelo, o le orecchie storte. Alcuni Hokkaidoken potrebbero, per qualsiasi motivo, sviluppare un carattere timido unito ad un portamento goffo e pendolante, molto lontano da quello elegante di cui sopra.

  • Cane Bassotto – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del cane Bassotto, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    State pensando di prendere con voi un dolce bassotto? Allora è il caso che leggiate questo articolo, per essere informati al meglio su tutte le caratteristiche di questa razza, sul suo carattere tipico e sulle sue necessità, nonché sulle malattie più frequenti che la colpiscono. In base alle informazioni, quindi, saprete meglio come agire, orientarvi e preparare casa e budget all’arrivo del vostro nuovo amico.

    Origini del bassotto

    Il Bassotto è una razza canina particolarmente diffusa. Si tratta di esemplari abbastanza piccoli, divenuti famosi soprattutto per la loro forma: presentano infatti un bizzarro corpo allungato con zampette corte e un po’ tozze.

    E tuttavia, è un cane dalle origini davvero remote. Alcuni pensano che l’origine sia da collocarsi nell’antico Egitto, nell’epoca dei gloriosi faraoni che si sarebbero serviti dei bassotti come cani da compagnia per le guardie.

    Sono state infatti trovate alcune incisioni egizie raffiguranti dei cani con delle piccole zampe, che ne confermerebbero le origini egizie. Non solo: alcune scoperte piuttosto recenti avvenute all’Università Americana del Cairo hanno trovato dei resti mummificati di esemplari canini le cui caratteristiche si avvicinano a quelle del bassotto.

    La sua storia quindi prosegue per secoli e secoli, fino alla sua definitiva e accertata classificazione ufficiale, la quale avvenne nel 1885. Un animale che quindi vede delle origini molto remote, che la rendono una razza pura e comprendente molte poche varianti.

    Al di là dell’antico Egitto, altre epoche che testimoniano l’esistenza antica di questo cane si trovano nella Germania Medievale, dove il cane veniva usato sia come animale da caccia sia come animale da compagnia.

    Proprio tedesco è il nome originale della razza, che si chiama Dachshound: un termine che vede unire due parole, Dasch – che tradotto vuol dire “tasso” – e Hound – che, invece, vuol dire “cane”. Quindi letteralmente sarebbe cane tasso.

    Una denominazione decisamente non casuale, perché nell’antica Germania i bassotti erano impiegati per stanare e cacciare i tassi. Un altro nome che i tedeschi usano per riferirsi a questa razza è Dackel, mentre Teckel è un nome molto usato dai cacciatori. In Italia, come sappiamo, li chiamiamo Bassotti, per la loro bassa statura.

    Questo cane non ha riscontrato successo solamente in Germania, pur essendo (quello moderno) frutto degli allevatori tedeschi – cosa che si riscontra in caratteristiche analoghe a quelle di razze come i segugi e i terrier. Il bassotto è sempre stato amato e allevato in ogni corte europea, tra cui quella britannica della Regina Vittoria che del bassotto era letteralmente innamorata.

    Infine, a livello letterario possiamo trovare dei primi riferimenti a questi cani in libri risalenti al primo periodo del XVIII secolo, quindi quei libri datati dal 1700 al 1720. Bassotti che erano più grandi di quelli moderni e che erano impiegati nella caccia, non solo del tasso ma anche in quella di conigli e volpi.

    Il bassotto è stato a lungo un simbolo della Germania. In particolare la satira tedesca usava questi cani per parlare in modo ridicolo del governo nazionale. Proprio per l’appartenenza tedesca, questi cani hanno visto un crollo della loro popolarità negli Stati Uniti d’America durante il primo conflitto mondiale, perché erano visti come “appartenenti al nemico”.

    Il Kaiser Guglielmo II e Erwin Rommell, infatti, ne possedevano uno. Inoltre, il bassotto fu la mascotte ufficiale delle Olimpiadi di Monaco di Baviera, tenutesi nel 1972.

    Standard

    Gruppo: IV – bassotti
    Origine: Germania
    Taglia: Ne esistono 3: la standard con peso tra i 7 e 10 kili, la nana con circonferenza toraciaca tra 31 e 35 cm. e la kaninchen con circonferenza entro 30 cm.
    Corporatura: Basso con gli arti corti, allungato ma di figura compatta, muscoloso con portamento fiero della testa e espressione vigile, nonostante gli arti corti è agile e svelto
    Pelo: Esistono tre varietà di pelo: corto – lungo e duro.
    Colore: Fulvo, fulvo-giallo e gialli, bicolore nero o marrone con focature e arlecchino tigrati o macchiati con colore di base scuro (nero,fulvo o grigio) e macchie o strie grigie e beige
    Testa: Allungata che si restringe verso il tartufo, le arcate soppracciliari sono ben sviluppate e la canna nasale è lunga e stretta
    Occhi: Di media grandezza, ovali e ben separati con espressione energica e vivace ma amichevole. Il colore va dal bruno rosso a bruno scuro
    Orecchie: Attaccatura alta ma non avanti, lunghe e arrotondate, mobili
    Coda: Con attaccatura non troppo alta, portata in linea con il dorso

    Caratteristiche

    Chi ha un cane bassotto in casa ha un cane decisamente fedele e affettuoso nei confronti del padrone, nonché molto adatto alla vita in famiglia con la quale si integra velocemente e facilmente.

    Il bassotto riesce a creare un bel legame con tutti i membri, ma essendo territoriale e protettivo tende ad abbaiare molto in presenza di estranei e/o altri cani (ma si sa che can che abbaia non morde). Inoltre, è estremamente intelligente, vivace e riesce anche a comunicare bene con chi gli sta intorno.

    Per quanto riguarda l’altezza, il Bassotto è alto mediamente 35 cm (tra i 30 e i 35 il bassotto nano; meno di 30 il Bassotto Kaninchen) e pesa 9kg. Ha un corpo lungo e affusolato, con un collo tozzo.

    La sua testa è particolarmente allungata, e si stringe man mano che culmina nel tartufo, molto grande  e sviluppato. Forti e sviluppate sono anche mascella e mandibola, mentre i suoi denti hanno una chiusura a forbice.

    Sulla testa si trovano anche le sue grandi e lunghe orecchie pendenti. Gli occhi sono grandi, per lo più neri e distanziati, che gli conferiscono un’espressione buona e dolce, nonché giocosa.

    Le sue zampe sono tozze e un po’ rugose, e sono un po’ il suo simbolo (è da gambe così corte e tozze che del resto deriva il suo nome) mentre la coda si presenta appuntita e coperta dal pelo. Quest’ultimo, su tutto il corpo, è corto fitto e lucido.

    Il manto può essere di diversi colori, anche se quelli più comuni e “famosi” sono quello nero con alcune chiazze in marrone chiaro, e quello color mogano/cioccolato.

    Un bassotto costa a partire da 500 euro.

    Carattere

    Temperamento focoso e dinamico disposto a condividere col padrone periodi di ozio sul divano ma anche lunghe passeggiate nei boschi e corse sfrenate nei prati, all’inseguimento di piccole o grandi prede. E’ un cane fedele, indipendente, reattivo e coraggioso e combattivo quando necessario.

    Come Allevare il Bassotto

    Nonostante apprezzi fortemente la comoda quotidianità in appartamento il nostro bassotto è un cane, adora quindi esplorare, giocare e correre. Ed è proprio dall’attività fisica e mentale regolare che dobbiamo cominciare il nostro percorso per avere un compagno sano ed equilibrato. Data la sua grande intelligenza è importante variare spesso il lavoro, in modo che non si annoi e che abbia sempre qualcosa di stimolante da fare. Il mio consiglio è di alternare le attività sapientemente (ma anche in base alla disponibilità di tempo, alle occasioni e alla stagione).
    ATTIVITA’ GIORNALIERE
    -Attività fisica e sociale: comprende i momenti di gioco con gli altri cani. Nella pratica è il momento della giornata in cui il cane dovrebbe essere lasciato libero di giocare con i suoi simili (area cani).
    -Attività in casa: la sera dedichiamo 5 minuti al cane facendo, al momento del pasto, degli esercizi con il clicker.
    -Relax: insegniamo al cane che ci sono dei momenti durante i quali è richiesta la sua disattivazione.
    -Attivazione mentale: il pasto diventa un momento di impegno e lavoro grazie all’utilizzo di giochi che aumentano il tempo di assunzione del pasto.
    ATTIVITA’ SETTIMANALI
    -Educazione di base: all’aperto, due volte alla settimana, apprendimento di esercizi di educazione di base.
    -Agility/Obedience: una sessione settimanale di attività ludico/sportiva all’aperto.
    -Attività fisica: corsa (farà bene anche a voi) o tapis roulant (con un programma di introduzione al tapis roulant) una o due volte alla settimana.
    ATTIVITA’ MENSILI
    -Attivazione olfattiva: due volte al mese, il cane dovrebbe avere la possibilità di utilizzare il suo senso più sviluppato in maniera impegnativa (per esempio ricerca oggetti, piste o ricerca).
    -Attivazione sensoriale: una o due volte al mese il cane dovrebbe esplorare dei posti completamente nuovi e molto ricchi di stimoli (passeggiata in campagna, centro città, mercato, ecc.)

    Anche parlando delle sue  necessità, il bassotto è un cane molto semplice da gestire, il che lo rende perfetto anche per coloro che prendono un animale da compagnia per la prima volta.

    Infatti, questa razza tende a non avere particolari bisogni e necessità, e viste le sue dimensioni e la sua natura pacifica e anche un po’ pantofolaia, nonché amante della compagnia, ben si presta alla vita in appartamento (pur rimanendo anche abile nell’apprendimento della caccia).

    Tra le sue problematiche fisiche più frequenti ci sono dei difetti alla colonna vertebrale e alla gabbia toracica, un rischio che di solito viene da un peso oltre la norma o da troppo esercizio fisico. Tuttavia, questi problemi si possono risolvere con degli antinfiammatori o con interventi chirurgici, nel caso si rivelassero gravi.

    Tra gli altri problemi ci sono:

    Lussazione della rotula;

    Malattia delle ossa fragili;

    Epilessia;

    Problemi cardiaci

    Problemi nella dentatura.

    Sindrome di Cushing.

    Casi specifici e molto frequenti sono però l’atrofia della retina e la mielopatia (cioè l’infiammazione del disco vertebrale). L’atrofia della retina è una patologia che conduce progressivamente l’animale ad essere cieco.

    La mielopatia, invece, compromette la stabilità e la flessibilità dell’animale, e nei casi peggiori porta il cane alla completa paralisi a causa dell’accumulo di cartilagine nei dischi intervertebrali, che quindi invecchiano prima e diventano quasi friabili.

    Sono entrambe malattie degenerative e progressive che, però, possono essere prevenute. Attenzione, però, essendo genetiche si trasmettono se farete accoppiare il vostro cane con altri esemplari malati o portatori delle malattie.

    Rientra nel vostro interesse (in qualsiasi caso) scoprire subito se il cane ne è affetto o portatore, una prevenzione utile per non far nascere altri cani malati. Sono malattie, comunque, che vengono determinate dalla razza.

    Le gambe posteriori del bassotto sono più corte di quelle anteriori, un fattore che stimola di più i dischi intervertebrali durante il movimento, dischi che vanno a lavorare come ammortizzatori. La mielopatia, nella fattispecie, si sviluppa già in età molto giovane e i sintomi si vedono perché i movimenti del cane diventano lenti e anche accompagnati da gemiti doloranti.