Categoria: Cani

  • Cane Alaskan Malamute – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del cane Alaskan Malamute, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    Se siete alla ricerca di un cane e l’Alaskan Malamute vi ha conquistati, allora speriamo con questo articolo di rendervi consapevoli delle sue caratteristiche e delle sue necessità tipiche, per aiutarvi a creare con l’animale il rapporto più ottimale possibile.

    Non è l’Husky

    Molto spesso le persone le confondono, ma Alaskan Malamute e Siberian Husky – come del resto rivelano i loro nomi – sono due razze differenti. Se siete interessati agli Husky vi rimandiamo a questo articolo scritto qualche tempo fa, perché qui ci concentriamo sulla razza statunitense.

    L’Alaskan è un cane con un carattere tendenzialmente doppio. Sa infatti essere molto tenero e dolce, ma ha un temperamento naturalmente dominante. Si tratta di caratteristiche che si porta dietro dalla sua vita originaria, quando veniva impiegato – appunto in Alaska – come cane da slitta per portare al lavoro i padroni.

    Un impiego che richiedeva un carattere aperto e amichevole anche con le persone estranee, con cui ancora oggi tende a rapportarsi fin da subito non mostrando aggressività territoriale. Questo dovrebbe farvi capire che se cercate in lui un cane da guardia, avete sbagliato strada.

    Dovete farvi vedere sempre decisi con lui, perché se l’Alaskan vi giudica incapaci di assumere un ruolo comando deciderà di assumerlo lui stesso, non ascoltandovi di buon grado e correggendovi o causando spiacevoli conseguente.

    Siate quindi ben sicuri di poterlo istruire e gestire al meglio, e per questo dovrete essere ben consapevoli del comportamento del cane. L’Alaskan vi mette alla prova come padroni già da quando ha 12 settimane, per cui farete meglio a mostrarvi sempre pronti, facendogli capire chiaramente qual è il suo ruolo all’interno della vostra famiglia.

    Questo cane fa parte del gruppo FCI 5, cani di tipo spitz primitivo, che abbiamo già conosciuto sia con l’Husky ma anche con il giapponese Akita Inu. Insieme a loro ci sono il Cane dei Faraoni, lo Spitz Giapponese e lo Shiba Inu.

    Di solito l’Alaskan si porta a casa spendendo tra i 700 e i 1000 euro.

    Origini e carattere

    Poco si sa, in realtà, su questa razza nordica. L’Alaskan Malamute, come abbiamo già detto, è un cane da slitta che discende dal lupo artico, così come il Siberian Husky. In passato fu selezionato e poi addomesticato nell’Alaska Nord-Occidentale, dagli abitanti della regione Kotzebue River noti come Malemutes (o anche Mahlemuts), ovvero una tribù Inuit.

    Questi cani sono obbedienti, molto intelligenti, tranquilli e fedeli, ma che mantengono una certa indipendenza pur dimostrando un amore e un affetto smisurati per il loro padrone. Sono anche cani molto puliti.

    Come detto, quindi, un Alaskan di norma non dimostra aggressività  o diffidenza proprio perché storicamente abituato a relazionarsi anche con persone diverse dal suo padrone. Non è quindi un buon cane da guardia o da difesa. Inoltre il suo carattere istintivamente gerarchico e indipendente crea un rapporto col padrone unico e differente rispetto a quello che si crea con i pastori o i cani da guardia.

    Un Alaskan tende a vedere la sua famiglia come il suo nuovo branco. Per questo motive dovete creare un rapporto sano, equilibrato e coerente con lui, senza eccessi e sempre consapevoli che con lui dovete sempre mostrarvi i leader, stabilendo voi le regole dei giochi e della vita di tutti i giorni.

    Il suo carattere docile di cui si sta parlando fin dall’inizio lo rende particolarmente adatto alla compagnia dei bambini e a tutti coloro che possono dedicargli attenzioni quotidianamente. È perfetto anche per gli amanti della natura, che possono portarselo dietro nelle gite di trekking o altre attività all’aperto, come le escursioni.

    Caratteristiche fisiche

    L’Alaskan Malamute non si può certo definire un cane piccolo, ma anzi di dimensioni importanti e un fisico particolarmente potente, con un torace profondo e un corpo molto forte che si appoggia saldamente sugli arti. Il tutto gli conferisce un temperamento fiero, unito anche ad un’espressione sempre attenta a mostrare curiosità e interesse in ciò che lo circonda.

    La testa è grande e profonda, ma non sgraziata: le proporzioni al corpo sono quelle corrette. Sul viso troverete sempre un’espressione dolce e amichevole, ad indicare il temperamento affettuoso del cane nei vostri confronti.

    Il cranio è abbastanza arrotondato, specie dove si trovano le orecchie, e si restringe – appiattendosi – man mano che si avvicina alla regione degli occhi, tra i quali è presente un piccolo solco, creando infine delle guance smussate.

    La linea del cranio e del muso si interrompono in basso, quando si incontrano. Il muso, comunque, si trova generalmente di tutti i colori (molto raro è il rosso, e se è presente molto probabilmente indica la contaminazione di altre razze) le labbra sono nere e aderenti, o marroni negli esemplari dal manto rossiccio.

    Le mascelle sono grandi e i denti molto larghi, che vedono gli incisivi chiudersi a forbice. Le guance sono abbastanza piatte, mentre gli occhi sono obliqui, a forma di mandorla, non troppo grandi e di colore marrone (mai azzurri, tranne in rarissimi casi).

    Le orecchie sono piccole rispetto alla testa e come tutte le razze simili (tra cui Husky e Akita Inu) presentano una forma triangolare con la punta arrotondata.

    Il collo è leggermente arcuato, e molto forte. Il corpo dell’Alaskan Malamute è compatto anche se non raccolto, con ossatura proporzionata alla taglia e peso bilanciato. Il dorso è dritto, anche se scende leggermente verso la groppa.

    La coda, alla base, prosegue e conclude la spina dorsale. L’animale, quando non “lavora, la tiene sopra il dorso ma non arrotolata né adagiata. Il pelo non è corto, ma anzi, possiede tanto pelo e sembra quasi una piuma ondeggiante.

    Le zampe anteriori sono di ossa pesanti e sono particolarmente muscolose, dritte fino al metacarpo. Le spalle invece sono leggermente oblique. I metacarpi non sono particolarmente lunghi, e guardandoli di lato appaiono un po’ inclinati.

    Le zampe posteriore sono larghe e, se viste posteriormente all’animale, si muovono in armonia e in linea con quelle anteriori, con una distanza che non è né troppo vicina né troppo lontana. Le cosce sono muscolose, le ginocchia un po’ inclinate.

    I piedi presentano la tipologia scarpa da neve: sono molto resistenti e alti, dotati di cuscinetti imbottiti che hanno un aspetto compatto. I piedi sono poi larghi e presentano dita chiuse e arcuate, protette da un po’ di peluria. Le unghie sono molto spesse, dure, ma corte.

    L’aspetto del cane di cui si è parlato finora gli conferisce un andatura potente, ferma ed equilibrata, molto agile se messa in relazione alla sua taglia. Per quanto riguarda l’altezza:

    I maschi sono alti 5cm e pesano 38kg

    Le femmine sono alte 5cm e pesano 34kg.

    Pelo e mantello

    Il pelo dell’Alaskan Malamute non è liscio ed è particolarmente fitto. Non lo incontrerete mai lungo né tantomeno soffice. È inoltre presente un sottopelo denso, oleoso e lanoso, e in generale la lunghezza (come in tutti i cani) varia a seconda della regione corporea.

    Come detto, quindi, il pelo è corto e assume una lunghezza che potremmo definire media soprattutto ai lati del corpo, sulle spalle, sul collo, sulla groppa e sulla coda. In estate, dopo la muta, hanno un pelo meno fitto e ancora più corto.

    I colori del mantello vanno dal grigio chiaro in tante sfumature, fino al nero, senza dimenticare degli esemplari color sabbia. Tante sono le combinazioni colori del sottopelo e dei contorni.

    Di solito, gli unici esponenti di Alaskan Malamute monocromatici sono quelli interamente bianchi, visto che comunque in questa razza il bianco è un colore predominante soprattutto nella parte inferiore del corpo, e negli arti. Nonché nella maschera del muso.

  • Cane Bassotto – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del cane Bassotto, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    State pensando di prendere con voi un dolce bassotto? Allora è il caso che leggiate questo articolo, per essere informati al meglio su tutte le caratteristiche di questa razza, sul suo carattere tipico e sulle sue necessità, nonché sulle malattie più frequenti che la colpiscono. In base alle informazioni, quindi, saprete meglio come agire, orientarvi e preparare casa e budget all’arrivo del vostro nuovo amico.

    Origini del bassotto

    Il Bassotto è una razza canina particolarmente diffusa. Si tratta di esemplari abbastanza piccoli, divenuti famosi soprattutto per la loro forma: presentano infatti un bizzarro corpo allungato con zampette corte e un po’ tozze.

    E tuttavia, è un cane dalle origini davvero remote. Alcuni pensano che l’origine sia da collocarsi nell’antico Egitto, nell’epoca dei gloriosi faraoni che si sarebbero serviti dei bassotti come cani da compagnia per le guardie.

    Sono state infatti trovate alcune incisioni egizie raffiguranti dei cani con delle piccole zampe, che ne confermerebbero le origini egizie. Non solo: alcune scoperte piuttosto recenti avvenute all’Università Americana del Cairo hanno trovato dei resti mummificati di esemplari canini le cui caratteristiche si avvicinano a quelle del bassotto.

    La sua storia quindi prosegue per secoli e secoli, fino alla sua definitiva e accertata classificazione ufficiale, la quale avvenne nel 1885. Un animale che quindi vede delle origini molto remote, che la rendono una razza pura e comprendente molte poche varianti.

    Al di là dell’antico Egitto, altre epoche che testimoniano l’esistenza antica di questo cane si trovano nella Germania Medievale, dove il cane veniva usato sia come animale da caccia sia come animale da compagnia.

    Proprio tedesco è il nome originale della razza, che si chiama Dachshound: un termine che vede unire due parole, Dasch – che tradotto vuol dire “tasso” – e Hound – che, invece, vuol dire “cane”. Quindi letteralmente sarebbe cane tasso.

    Una denominazione decisamente non casuale, perché nell’antica Germania i bassotti erano impiegati per stanare e cacciare i tassi. Un altro nome che i tedeschi usano per riferirsi a questa razza è Dackel, mentre Teckel è un nome molto usato dai cacciatori. In Italia, come sappiamo, li chiamiamo Bassotti, per la loro bassa statura.

    Questo cane non ha riscontrato successo solamente in Germania, pur essendo (quello moderno) frutto degli allevatori tedeschi – cosa che si riscontra in caratteristiche analoghe a quelle di razze come i segugi e i terrier. Il bassotto è sempre stato amato e allevato in ogni corte europea, tra cui quella britannica della Regina Vittoria che del bassotto era letteralmente innamorata.

    Infine, a livello letterario possiamo trovare dei primi riferimenti a questi cani in libri risalenti al primo periodo del XVIII secolo, quindi quei libri datati dal 1700 al 1720. Bassotti che erano più grandi di quelli moderni e che erano impiegati nella caccia, non solo del tasso ma anche in quella di conigli e volpi.

    Il bassotto è stato a lungo un simbolo della Germania. In particolare la satira tedesca usava questi cani per parlare in modo ridicolo del governo nazionale. Proprio per l’appartenenza tedesca, questi cani hanno visto un crollo della loro popolarità negli Stati Uniti d’America durante il primo conflitto mondiale, perché erano visti come “appartenenti al nemico”.

    Il Kaiser Guglielmo II e Erwin Rommell, infatti, ne possedevano uno. Inoltre, il bassotto fu la mascotte ufficiale delle Olimpiadi di Monaco di Baviera, tenutesi nel 1972.

    Standard

    Gruppo: IV – bassotti
    Origine: Germania
    Taglia: Ne esistono 3: la standard con peso tra i 7 e 10 kili, la nana con circonferenza toraciaca tra 31 e 35 cm. e la kaninchen con circonferenza entro 30 cm.
    Corporatura: Basso con gli arti corti, allungato ma di figura compatta, muscoloso con portamento fiero della testa e espressione vigile, nonostante gli arti corti è agile e svelto
    Pelo: Esistono tre varietà di pelo: corto – lungo e duro.
    Colore: Fulvo, fulvo-giallo e gialli, bicolore nero o marrone con focature e arlecchino tigrati o macchiati con colore di base scuro (nero,fulvo o grigio) e macchie o strie grigie e beige
    Testa: Allungata che si restringe verso il tartufo, le arcate soppracciliari sono ben sviluppate e la canna nasale è lunga e stretta
    Occhi: Di media grandezza, ovali e ben separati con espressione energica e vivace ma amichevole. Il colore va dal bruno rosso a bruno scuro
    Orecchie: Attaccatura alta ma non avanti, lunghe e arrotondate, mobili
    Coda: Con attaccatura non troppo alta, portata in linea con il dorso

    Caratteristiche

    Chi ha un cane bassotto in casa ha un cane decisamente fedele e affettuoso nei confronti del padrone, nonché molto adatto alla vita in famiglia con la quale si integra velocemente e facilmente.

    Il bassotto riesce a creare un bel legame con tutti i membri, ma essendo territoriale e protettivo tende ad abbaiare molto in presenza di estranei e/o altri cani (ma si sa che can che abbaia non morde). Inoltre, è estremamente intelligente, vivace e riesce anche a comunicare bene con chi gli sta intorno.

    Per quanto riguarda l’altezza, il Bassotto è alto mediamente 35 cm (tra i 30 e i 35 il bassotto nano; meno di 30 il Bassotto Kaninchen) e pesa 9kg. Ha un corpo lungo e affusolato, con un collo tozzo.

    La sua testa è particolarmente allungata, e si stringe man mano che culmina nel tartufo, molto grande  e sviluppato. Forti e sviluppate sono anche mascella e mandibola, mentre i suoi denti hanno una chiusura a forbice.

    Sulla testa si trovano anche le sue grandi e lunghe orecchie pendenti. Gli occhi sono grandi, per lo più neri e distanziati, che gli conferiscono un’espressione buona e dolce, nonché giocosa.

    Le sue zampe sono tozze e un po’ rugose, e sono un po’ il suo simbolo (è da gambe così corte e tozze che del resto deriva il suo nome) mentre la coda si presenta appuntita e coperta dal pelo. Quest’ultimo, su tutto il corpo, è corto fitto e lucido.

    Il manto può essere di diversi colori, anche se quelli più comuni e “famosi” sono quello nero con alcune chiazze in marrone chiaro, e quello color mogano/cioccolato.

    Un bassotto costa a partire da 500 euro.

    Carattere

    Temperamento focoso e dinamico disposto a condividere col padrone periodi di ozio sul divano ma anche lunghe passeggiate nei boschi e corse sfrenate nei prati, all’inseguimento di piccole o grandi prede. E’ un cane fedele, indipendente, reattivo e coraggioso e combattivo quando necessario.

    Come Allevare il Bassotto

    Nonostante apprezzi fortemente la comoda quotidianità in appartamento il nostro bassotto è un cane, adora quindi esplorare, giocare e correre. Ed è proprio dall’attività fisica e mentale regolare che dobbiamo cominciare il nostro percorso per avere un compagno sano ed equilibrato. Data la sua grande intelligenza è importante variare spesso il lavoro, in modo che non si annoi e che abbia sempre qualcosa di stimolante da fare. Il mio consiglio è di alternare le attività sapientemente (ma anche in base alla disponibilità di tempo, alle occasioni e alla stagione).
    ATTIVITA’ GIORNALIERE
    -Attività fisica e sociale: comprende i momenti di gioco con gli altri cani. Nella pratica è il momento della giornata in cui il cane dovrebbe essere lasciato libero di giocare con i suoi simili (area cani).
    -Attività in casa: la sera dedichiamo 5 minuti al cane facendo, al momento del pasto, degli esercizi con il clicker.
    -Relax: insegniamo al cane che ci sono dei momenti durante i quali è richiesta la sua disattivazione.
    -Attivazione mentale: il pasto diventa un momento di impegno e lavoro grazie all’utilizzo di giochi che aumentano il tempo di assunzione del pasto.
    ATTIVITA’ SETTIMANALI
    -Educazione di base: all’aperto, due volte alla settimana, apprendimento di esercizi di educazione di base.
    -Agility/Obedience: una sessione settimanale di attività ludico/sportiva all’aperto.
    -Attività fisica: corsa (farà bene anche a voi) o tapis roulant (con un programma di introduzione al tapis roulant) una o due volte alla settimana.
    ATTIVITA’ MENSILI
    -Attivazione olfattiva: due volte al mese, il cane dovrebbe avere la possibilità di utilizzare il suo senso più sviluppato in maniera impegnativa (per esempio ricerca oggetti, piste o ricerca).
    -Attivazione sensoriale: una o due volte al mese il cane dovrebbe esplorare dei posti completamente nuovi e molto ricchi di stimoli (passeggiata in campagna, centro città, mercato, ecc.)

    Anche parlando delle sue  necessità, il bassotto è un cane molto semplice da gestire, il che lo rende perfetto anche per coloro che prendono un animale da compagnia per la prima volta.

    Infatti, questa razza tende a non avere particolari bisogni e necessità, e viste le sue dimensioni e la sua natura pacifica e anche un po’ pantofolaia, nonché amante della compagnia, ben si presta alla vita in appartamento (pur rimanendo anche abile nell’apprendimento della caccia).

    Tra le sue problematiche fisiche più frequenti ci sono dei difetti alla colonna vertebrale e alla gabbia toracica, un rischio che di solito viene da un peso oltre la norma o da troppo esercizio fisico. Tuttavia, questi problemi si possono risolvere con degli antinfiammatori o con interventi chirurgici, nel caso si rivelassero gravi.

    Tra gli altri problemi ci sono:

    Lussazione della rotula;

    Malattia delle ossa fragili;

    Epilessia;

    Problemi cardiaci

    Problemi nella dentatura.

    Sindrome di Cushing.

    Casi specifici e molto frequenti sono però l’atrofia della retina e la mielopatia (cioè l’infiammazione del disco vertebrale). L’atrofia della retina è una patologia che conduce progressivamente l’animale ad essere cieco.

    La mielopatia, invece, compromette la stabilità e la flessibilità dell’animale, e nei casi peggiori porta il cane alla completa paralisi a causa dell’accumulo di cartilagine nei dischi intervertebrali, che quindi invecchiano prima e diventano quasi friabili.

    Sono entrambe malattie degenerative e progressive che, però, possono essere prevenute. Attenzione, però, essendo genetiche si trasmettono se farete accoppiare il vostro cane con altri esemplari malati o portatori delle malattie.

    Rientra nel vostro interesse (in qualsiasi caso) scoprire subito se il cane ne è affetto o portatore, una prevenzione utile per non far nascere altri cani malati. Sono malattie, comunque, che vengono determinate dalla razza.

    Le gambe posteriori del bassotto sono più corte di quelle anteriori, un fattore che stimola di più i dischi intervertebrali durante il movimento, dischi che vanno a lavorare come ammortizzatori. La mielopatia, nella fattispecie, si sviluppa già in età molto giovane e i sintomi si vedono perché i movimenti del cane diventano lenti e anche accompagnati da gemiti doloranti.

  • Cane Hokkaidoken – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del cane Hokkaidoken, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    Molto apprezzati, tra i cani, sono quelli giapponesi, che riscuotono un sempre maggiore consenso anche in Occidente. Se siete alla ricerca di un cane e vorreste un esemplare di questa razza, con questo articolo vogliamo aiutarvi a capire come approcciarvi e se è davvero la scelta che fa per voi.

    Dolce, snello e molto rapido

    La razza canina denominata Hokkaidoken, di provenienza giapponese, è rappresentativa di cani solitamente bianchi (almeno quelli più noti) che sono molto veloci, snelli ed energici, e che si muovono con una caratteristica andatura molto leggera.

    Un esemplare maschio ha un’altezza massima di 50cm e un peso di 25kg, mentre un esemplare femmina è alta generalmente sui 45 centimetri e pesa 22kg. Insomma, un cane molto piccolo, che si adatta anche a vivere in appartamenti (non troppo piccoli) a patto che ovviamente – ma questo vale per qualsiasi cane – lo si porti spesso in giro e a spasso. Il rapporto lunghezza/altezza è 10:11, quello tra lunghezza del cranio e lunghezza della canna nasale è 3:2. La lunghezza del cranio è la medesima di quella delle guance: prendendo come esempio il garrese, qui abbiamo un quarto della sua altezza.

    È quindi un cane di taglia media, che ben pronuncia le sue caratteristiche sessuali secondarie. È in generale un cane molto ben proporzionato, e dall’ossatura forte.

    Pur pur essendo piccolo l’Hokkaiden presenta un corpo particolarmente sviluppato, ben massiccio e muscoloso, senza però risultare sproporzionato: anzi le proporzioni sono molto buone e tutto risulta ben armonico.

    Ha la testa piuttosto grandicella, con il muso appuntito e una forma un po’ squadrata, meno tondeggiante rispetto ad altre razze che abbiamo analizzato fino adesso. La canna nasale è perfettamente dritta, e il muso ha una bizzarra forma di cono.

    Le labbra sono tese e hanno bordi neri. I denti, con chiusura a forbice, sono possenti, aguzzi e forti, che connotano la sua origine di cane da caccia in quanto si prestano molto bene ad attaccare la preda e a ucciderla. Le guance sono, anche loro, ben sviluppate.

    Il tartufo è invece grosso e scuro, come grosso è il collo, il quale è anche piuttosto corto e senza pelle eccessiva. Gli occhi sono triangolari e neri, ed esprimono il suo temperamento che è al contempo sia tenace che dolce. Sono piccoli, di color marrone scuro e hanno tra loro la giusta distanza. Le orecchie sono appuntite e non pendenti, quindi erette.

    L’Hokkaidoken è caratterizzato da zampe molto forti, agili, potenti e che si adattano a correre per molto tempo grazie ad un’ossatura molto solida che contribuisce alla forza e alla robustezza di questi arti.

    In particolare, gli arti anteriori presentano delle spalle piuttosto oblique, mentre l’avambraccio è dritto. Quelli posteriori sono più forti e potenti, con dita serrate e arcate. Le unghie sono molto dure, e tendenzialmente nere o comunque di una tonalità molto scura.

    Infine, il pelo dell’Hokkaiden non è particolarmente morbido, anzi è liscio e piuttosto ruvido, quasi rigido. Il sottopelo, invece, è decisamente più soffice, e molto fitto. La coda è particolarmente corta e ha una caratteristica frangia; l’Hokkaidoken la tiene sempre arrotolata sul dorso. Il pelo sulla coda è più lungo di quello presente sul resto del corpo.

    Come detto, il pelo di questi cani è tendenzialmente bianco, ma si può trovare anche nero, rosso e bicolore bianco e nero (sale-pepe). C’è anche qualche esemplare di un bellissimo e molto particolare Sesamo, ovvero pelo rosso con punte nere.

    Quando cammina vediamo un portamento molto “sempliciotto” (non in senso spregiativo), elegante e privo di pensieri.

    Origini e storia

    L’Hokkaidoken è il diretto discendente degli antichi e possenti cani da traino che furono importanti in Giappone dal popolo Ainu, più di 300 anni fa. Il nome è molto indicativo: significa “abitante di Hokkaido”, dal nome dell’isola dell’arcipelago giapponese dove è nato.

    Nelle epoche passate l’Hokkaidoken era usato come cane da caccia, ma nel corso del tempo è divenuto perfetto anche come cane da compagnia. È un cane originario di zone fredde e remote, per cui nel corso dei secoli ha potuto migliorare, potenziandola, la sua capacità di resistenza e quella di sopravvivenza.

    Carattere

    Bisogna mettere in conto che l’Hokkaidoken è un cane molto testardo, ed è inoltre deciso, spavaldo e temerario pur comunque rimanendo obbediente e fedele al padrone, con una sempre apprezzata tendenza a proteggerlo da chiunque ritiene stia tentando di aggredirlo. Inoltre, ascolta sempre molto attentamente tutti i comandi che gli impartirete.

    È adatto anche ai bambini, verso i quali si dimostra molto premuroso. Non avrete problemi nemmeno a lasciarlo da solo in loro presenza, perché anzi come è protettivo nei vostri confronti lo è anche di più nei loro.

    Cane, come detto, molto elegante, si abitua molto facilmente ad una nuova vita ovunque essa sia. A differenza di molti altri cani (della maggior parte) è molto curioso, e adora scoprire posti nuovi: se amate viaggiare, sarà facile portarlo con voi e anzi è un compagno d’avventure perfetto.

    Abbiamo già detto che l’Hokkadoken ha doti quasi inarrivabili di resistenza. Nato in regioni molto fredde, è in grado di resistere in climi molto rigidi nonché ad abbondanti nevicate.

    Ma forse la cosa più sorprendente è la sua dignità, data da tantissima intelligenza unita a coraggio, oltre che alla cieca fedeltà che dimostra sempre al suo padrone. Inoltre se lo crescete bene si abitua a stare insieme alla famiglia.

    Usi, alimentazione, e altro

    L’Hokkaidoken è molto bravo come cacciatore (specie di orsi), ed è anche ottimo come cane da guardia e cane da traino. Infatti nel passato era usato anche e soprattutto per questo.

    La sua dieta deve essere senz’ombra di dubbio ben equilibrata: tutti i pasti devono essere molto nutrienti, e devono essere in grado di apportargli il giusto fabbisogno calorico che ben si presti alla sua stazza.

    Attenti a non esagerare (e a che non esageri lui!): non dovete farlo ingrassare, perché un peso eccessivo nuocerebbe alla sua salute fisica con problemi e malattie di vario genere.

    L’Hokkaidoken apprezza a dismisura a casa sua, e ha un senso dell’orientamento davvero molto allenato: infatti riesce a ritrovare il suo padrone anche se si trova lontanissimo da casa sua. Tra i difetti comuni c’è la possibilità di trovare maschi con un solo testicolo, esemplari con mascella deforme e assenza di denti (può essere totale o parziale).

    Alcuni possono essere o troppo grandi o troppo piccoli; altri possono avere una coda dritta priva di pelo, o le orecchie storte. Alcuni Hokkaidoken potrebbero, per qualsiasi motivo, sviluppare un carattere timido unito ad un portamento goffo e pendolante, molto lontano da quello elegante di cui sopra.

  • Come Scegliere il Cane Giusto

    Vi siete finalmente decisi a condividere la vostra quotidianità con un cane, ma non sapete quale scegliere? Non sapete dove trovarlo? Ecco qualche consiglio su come scegliere il cane giusto.

    Scegliere di condividere la propria vita con un cane è una decisione importante che va ponderata con attenzione. Una volta stabilito di prendere un cane per amico, inizia la parte più difficile: quale cane scegliere? E anche: dove trovarlo? I dubbi che possono venire in mente sono tanti, soprattutto se non si è molto esperti di cani o se si è indecisi fra diverse razze. Cerchiamo di sciogliere una volta per tutti questi nodi, in modo che l’esperienza di adozione o di acquisto sia la più piacevole possibile.

    Il cane come compagno dell’uomo

    Il sodalizio tra l’uomo e il cane dura da un millennio e non ha uguali, per profondità ed intesa, con nessun altro tipo di animale. Il rapporto tra un uomo ed un gatto o un cavallo non raggiungeranno mai un grado di intimità e di comprensione come quello che è possibile arrivare ad instaurare col proprio cane. Ciò avviene perché, per molti versi, i cani psicologicamente, socialmente e caratterialmente non sono dissimili dagli uomini. Oltre, come abbiamo visto, a vivere entrambi in una struttura sociale analoga, entrambi hanno bisogno di compagnia e stimoli, tanto fisici quanto mentali, per poter sfruttare il loro potenziale e non sentirsi sprecati. Si impara sempre e non solo a scuola, questo è un principio che vale sia per uomini che per animali, le risposte positive vengono da determinati stimoli e quelle negative da una serie di circostanze che possono essere la noia e lo stress che affliggono persone e cani in maniera uguale. Se è più o meno universalmente risaputo e riconosciuto che il cane è il miglior amico dell’uomo, ciò avviene perché, egli si nutre dello stesso nostro desiderio e bisogno di abitare in un branco umano, di riconoscere un ordine gerarchico e di eleggerne il capo branco per rispondere ai suoi comandi.

    Il ruolo del cane nella società si evolse e si sta ancora oggi evolvendo: se molti ruoli tipici dei cani del passato sono andati persi, è stato per lasciare spazio a nuove esigenze e nuove funzioni. Nel corso dei secoli sono state affidate al cane un’infinità di grandi e piccole incombenze, a parte il fatto che ha volato nello spazio prima dell’uomo, esso ha inoltre girato le ruote dei mulini in Scozia e i vasi per fare il burro nel Galles, mentre in Olanda e in Danimarca i pastori tedeschi furono usati per scoprire le fughe di gas dai condotti, anche a parecchi metri sotto il livello del suolo.

    Negli ultimi trent’anni la cinofilia la sta subendo un’ennesima importante trasformazione: il numero di persone che sente la necessità o il desiderio di avere una cane, in particolare di razza, aumenta di anno in anno, e il cane non è più visto esclusivamente come ausilio in determinate funzioni, ma principalmente come un amico con cui trascorrere le ore libere e vivere un’esperienza diversa, attraverso uno stretto rapporto uomo – animale.Nonostante, infatti, le attitudini naturali che tutti i cani conservano nel proprio patrimonio genetico, molti di essi oggi servono ad un unico scopo: fare compagnia all’uomo. Anche se questo non dovrebbe essere una condanna per il cane, molte volte, purtroppo, si rivela tale. Creati ed allevati per usare la propria energia, tanto mentale quanto fisica, molti cani, oggi, nonostante costantemente e regolarmente nutriti, protetti dai possibili pericoli, e tenuti in ottima forma fisica, conducono esistenze veramente tristi e noiose.

    Questo stile di vita è alla base del sorgere di numerosissimi problemi comportamentali: vicini che si lamentano perché il nostro cane abbaia, perché sporca sui marciapiedi o nei luoghi di pubblico dominio quali giardinetti ed aiuole, attacca gli altri cani, tira al guinzaglio, e proprietari frustrati dall’atteggiamento ostile e dominante del proprio cane che pare proprio incorreggibile. Purtroppo la colpa di tutti questi problemi ricade sul cane e sfortunatamente anche le conseguenze piombano addosso a lui. In realtà la causa di tutti questi atteggiamenti scorretti è nostra che li costringiamo a vivere in situazioni a loro non esattamente consone, gli dedichiamo scarse attenzioni, e, sentendoci poi in colpa nei loro confronti siamo poi troppo permessivi quando viene invece il momento di essere esigenti… è un circolo vizioso: un cane così cresciuto non esiterà a metterci in imbarazzo alla sua prima uscita, noi, a disagio, esiteremo la volta successiva, dimenticandoci sempre più spesso il nostro beniamino sul divano di casa invece di coinvolgerlo nelle nostre routine giornaliere e nelle gite domenicali.

    Cosa chiedersi prima di prendere un cane

    Ricordiamoci che la decisione di avere un cane è una cosa estremamente seria e, come tale, va ponderata al meglio. Tale decisione non viene certo prescritta dal medico; pertanto non deve esistere il ripensamento, il pentimento.
    Qui l’opzione “soddisfatti o rimborsati” non va nemmeno considerata.

    Prima di acquistare/adottare un cane, abbiamo tutto il tempo per valutare se davvero siamo in grado di ospitarlo, amarlo e rispettarlo; quindi non ci sono scuse.
    Scegliendo di adottare un cane, ci accingiamo infatti a contrarre un “matrimonio indissolubile”, matrimonio che, nella maggior parte dei casi, durerà per tutta la sua vita.
    Chi ha già la fortuna di possedere uno o più cani, conosce benissimo l’impegno, l’amore e la cura di cui questi necessitano; quindi, prima di prendere questa importante decisione, è veramente fondamentale mettere un attimo da parte il “sacro fuoco” che ci anima e porsi qualche sana domanda tra cui ad esempio
    -Avrò tempo da dedicare al mio cane? (il cane è un animale altamente sociale e necessita di moltissimo tempo e cure, indipendentemente dall’educazione)
    -Avrò voglia di dedicare questo tempo al mio cane? (i cani non conoscono giorni feriali e festivi, la loro vita è scandita da bisogni essenziali che devono essere soddisfatti quotidianamente)
    -Sarò in grado di dargli affetto senza considerarlo un peluche? (per i nostro cane, il contatto sociale è di vitale importanza, secondo solo all’alimentazione (acqua + cibo)
    -Dove terrò questo cane? (in casa, in giardino, altro)
    -I miei famigliari lo accetteranno? (un cane in famiglia potrebbe essere fonte di grossi problemi)
    -E i miei vicini? (valutare attentamente dove si abita, villa, appartamento ecc.)
    -Posso permettermelo? (un cane è comunque un costo: alimentazione, vaccinazioni, imprevisti veterinari, cure di vario tipo ecc. ecc.)

    Riflettendo attentamente su questi punti, si può intuire quanto un cane possa cambiarci la vita e purtroppo,
    in alcuni casi, rovinarcela. Ma attenzione: se ciò dovesse accadere la colpa sarà solo nostra, anche se ahimè, nella maggior parte dei casi, a farne le spese sarà solo il nostro amico a quattro zampe.

     

     

    Dove prendere il cane

    La prima domanda a cui ci si trova di fronte quando si decide di prendere un cane è sempre la stessa: meglio scegliere un cane di razza o optare per un’adozione al canile? In realtà entrambe le scelte hanno vantaggi e svantaggi.

    E’ indubbio che adottare un cane dal canile è un gesto nobile: vuol dire dare affetto a un cane abbandonato e garantirgli una lunga vita piena di amore e comodità. Tuttavia ci sono anche dei contro: spesso nei canili si trovano cani meticci, per cui è difficile stabilire a priori quale potrebbe essere il carattere di quel cane e quali trascorsi abbia avuto.

    Nel caso si decidesse di scegliere, invece, un cane di razza, preso da un allevamento, anche qui ci sono dei pro e dei contro. Ovviamente se volete un cane perché siete innamorati delle specifiche caratteristiche di quella razza è inevitabile andare a cercare il cane in un allevamento apposito. Stessa cosa dicasi se volete quella razza perché siete orientati a fare mostre e esposizioni. Il vantaggio di scegliere un cane di razza è che potete avere già in principio un’idea di quali siano le attitudini e il carattere di quella razza. Questo fermo restando che ogni cane avrà poi un carattere individuale a se stante che potrebbe anche divergere da quello dello standard di razza: in fin dei conti stiamo sempre parlando di esseri viventi, ognuno con le sue peculiarità.

    Cucciolo o cane adulto

    Bando ai ripensamenti ora! Abbiamo preso la nostra decisione e siamo pronti ad affrontare tutte le gioie e le traversie che questo splendido animale porterà nella nostra vita.

    Qui si apre un capitolo a cui andrebbe dedicato un libro.
    Come avrete notato, sino ad ora ho parlato di avere un cane e non un cucciolo di cane e questo per un preciso motivo: non è indispensabile avere un cucciolo come primo cane, anzi!
    Senza dubbio avere un cucciolo è un’esperienza meravigliosa, ma particolarmente delicata e “faticosa” che va affrontata con perizia, amore e pazienza.
    Chi è alla prima esperienza, può tranquillamente prendere in considerazione di acquistare/adottare un cane
    adulto.
    Bisognerà comunque fare attenzione poiché questa scelta, seppur vantaggiosa per alcuni aspetti, potrebbe nascondere delle insidie.

    Quali soni i pro ed i contro di una simile scelta?
    I pro – se la provenienza del cane è più che fidata – possono essere molti poiché il grosso lavoro legato alla cura del cucciolo, alla sua socializzazione ed educazione è già stato svolto da persone competenti.
    I contro, risiedono nello stesso comparto: se la persona che ha cresciuto il cane ha fatto un cattivo lavoro a monte, chi ne entrerà in possesso ne pagherà le conseguenze.
    Attenzione quindi alla scelta che si andrà ad effettuare e, nel caso, facciamoci aiutare da una figura che sia davvero competente.
    Ripeto: meno errori faremo in questa fase, quanto più felice e serena sarà la nostra esperienza di vita cinofila.

    Quale razza scegliere?

    Andiamo ad analizzare ora la scelta del nostro futuro cane.
    Per capire quanto sia facile commettere errori in questo senso, basta guardarsi attorno.
    A tutti sarà capitato di vedere per strada una povera vecchietta letteralmente trascinata da un grosso cane, oppure la tipica ragazza trendy con al guinzaglio un pitbull, all’apparenza indemoniato, che sembra disposto ad azzannare tutto ciò che
    gli arrivi a tiro, od il classico “commenda” alle prese con un poco gestibile molosso. Questi sono solo alcuni banali esempi di scelta errata.
    Generalmente, la gente sceglie il cane solo perché gli piace esteticamente o peggio perché è di moda, senza curarsi di cosa c’è dietro, di cosa sia realmente un cane.
    Una volta che avremo ben chiaro in mente che cosa vorremo fare col nostro cane, prepariamoci a documentarci per bene sulle varie razze da caccia, approcciando così il cane più adatto alle nostre esigenze, indipendentemente dal mero lato estetico. Inutile sarebbe infatti adottare un Bloodhound per andare “alla penna in riserva”, come inutile sarebbe prendere un Pointer per farlo lavorare sulla traccia di sangue.
    Il panorama mondiale delle razze è comunque vastissimo e questo ci permetterà sicuramente di trovare un valido ausiliare che ci piaccia anche dal lato estetico.

    Dopo queste necessarie premesse vediamo nello specifico quali sono le principali razze di cane elencate in macrogruppi e le relative caratteristiche per riuscire a scegliere meglio quella adatta a noi.

    I Cani da pastore: in questo gruppo troviamo il pastore tedesco e quello belga, il briard e il collie. Nei secoli questi animali sono stati addestrati ed utilizzati per condurre il gregge quando pascolava nei campi. Questi cani sono molto docili e particolarmente duttili infatti, grazie alla loro spiccata intelligenza, si adattano a svolgere anche altre attività. Vengono ad esempio utilizzati per svolgere mansioni sociali, come nei casi delle guide per i ciechi o dei cani poliziotto, ma anche per il salvataggio.

    Sono cani indicati per persone attive e sempre in movimento che non si limitino solo a passeggiate, ma anche ad altre attività in grado di incoraggiare la fantasia e l’energia del cane. Ciò è dovuto al fatto che queste razze richiedono continui stimoli fisici e mentali.

    I guardiani di greggi: appartengono a tale categoria il pastore del Caucaso, i pastori maremmani, ed i Mastini tibetani. Sono razze nate per proteggere le pecore dai ladri e dai lupi. Sono animali poco socievoli e spesso rimangono anche per molti periodi da soli. Amano essere attivi soprattutto di notte e sono molto autonomi. Sono poco attivi e solitari.

    Questa tipologia di cane è perfetta per coloro che possiedono grandi giardini e vaste proprietà e vogliono cani da guardia. Per via della loro grandezza però non sono adatti agli appartamenti e alle persone poco severe, richiedono infatti una buona educazione.

    I Cani da difesa: in questo gruppo troviamo il boxer, il rottweiler, lo schnauzer e il dobermann. Razze create per la difesa delle persone. Hanno dunque un’ottima tempra e una grande intelligenza. Ma sono anche molto giocherelloni e attivi.

    Sono adatti a persone che amano muoversi e fare attività fisica giocando con il loro animale. Per questi cani serve una particolare sensibilità e la capacità di educare facendosi ascoltare e senza usare le mani. I metodi duri con questi animali avrebbero solamente l’effetto contrario mostrando ai cani la loro forza fisica.

    I Cani da guardia: troviamo in tale macrogruppo l’alano, il mastiff e il mastino napoletano. Sono cani poco vivaci e non tanto socievoli che, se ben istruiti, sono in grado di difendere il territorio in cui vivono difendendo la casa e individuando chi è amico e chi no. Dunque non abbaiano a tutti in modo indiscriminato, ma riescono a distinguere.

    Non scegliete questo cane solo per le sue doti di guardiano, ma, se accogliete in famiglia un cucciolo di questa razza, tentate di aiutarlo a socializzare ed educatelo bene. Se il cane sarà integrato nella famiglia e conoscerà le regole sarà un vero piacere, al contrario se non volete perdere tempo nell’educazione lasciate perdere o vi troverete un animale sempre pronto ad abbaiare e molto territoriale.

    I Cani da combattimento: ne fanno parte i pit bull, il bull terrier e il perro da presa. Utilizzati in passato per i combattimenti, questi cani hanno conservato l’attitudine alla competizione ed alla lotta. Sono particolarmente socievoli, amano il gioco e prediligono avere un contatto fisico con le persone.

    Se scegliete questo cane sappiate prima di tutto che la genetica è impossibile da cancellare perciò dovrete impegnarvi sin da subito ad istruire il vostro cucciolo spingendolo alla socializzazione e lavorando sulla sua capacità di autocontrollo per evitare guai in seguito.

    I Cani da slitta: in questa categoria troviamo il siberian husky, il samoiedo e l’alaskan malamute. Si tratta di razze che trainavano e ancora oggi trainano le slitte correndo in muta. Hanno un’altissima resistenza fisica, sopportano bene la fatica e sono indipendenti.

    Sono adatti agli sportivi e agli amanti dei cani un po’ selvatici. Sappiate infatti che queste razze di cani tendono alla fuga per via del loro forte istinto predatorio.

    I Cani da caccia: fanno parte del gruppo i pointer, i beagle, i setter, i weimaraner, i golden retriever, il labrador, i jack russell e i segugi. Sono animali molto docili, ma che hanno bisogno di fare in continuazione moto durante la giornata

    Queste razze sono giocherellone, amano la compagnia e le lunghe passeggiate. Vivaci e sempre in movimento, richiedono un grande interessamento ed energie che ripagano con tanto affetto e amore.

    I Cani da compagnia: sono in particolare i barboncini, i bichon, i carlini, gli shetland, ma anche il cavalier king, i pechinesi ed i maltesi. Sono razze ideali per la città grazie in particolare alla loro statura piccola.

    Versatili, vivaci sempre pronti al gioco e molto intelligenti, questi animali sono perfetti sia per le famiglie che vivono in appartamento – a patto che portino spesso fuori il cucciolo – che per le persone anziane che magari sono sole.

    I Levieri: sono in questo gruppo cani di razza whippet, i galgo, gli irish e i borzoi.Si tratta di animali di grande bellezza, eleganti e agili, ma più di ogni altra cosa dolcissimi, gentili e discreti.

    Perfetti anche per le persone grandi, hanno però bisogno di muoversi e di sfogare le loro energie. Grazie alla loro affabilità vanno benissimo pure nel caso di famiglie che hanno dei bambini piccoli.

    Una volta entrati in possesso del cane o del cucciolo, e fatto tesoro dei consigli che l’allevatore avrà voluto darci, potremo dedicarci alla sua educazione, senza però dimenticare di dargli il tempo per una buona ambientazione.
    Questa potrà variare da pochi giorni (2/4) per un cucciolo, a circa un paio di settimane per un cane adulto.
    Ciò è dovuto al fatto che l’ambiente di casa nostra è profondamente diverso da quello di un allevamento, e le diverse consuetudini cui il nostro cane andrà in contro, dovranno essere da lui ben metabolizzate, visto che per sua natura è un animale abitudinario.
    Tale periodo di adattamento reciproco, sarà poi indispensabile per gettare le basi di quel rapporto speciale che dovrà necessariamente instaurarsi al fine di ottenere sempre il massimo dal nostro ausiliare a quattro zampe, che si vada a caccia piuttosto che a passeggio.

    Dove trovare un cane della razza preferita?

    Grazie a libri, internet e siti specifici siete arrivati a capire quale sia la razza più adatta a voi. Ma dove trovare ora il cane di questa razza prescelta? Se siamo andati a cercare informazioni sul sito dell’ENCI, si possono consultare gli allevamenti con affisso. Oppure si può provare presso le varie associazioni Rescue.

    Importante, una volta che si sceglie un cane di razza, è chiedere sempre il Pedigree: è la carta d’identità di quel cane, l’unico certificato che vi potrà garantire che quel cane appartiene effettivamente a quella razza. Vi ricordiamo, infatti, che per la legge italiana è vietato vendere un cane classificandolo come appartenente a quella razza, ma senza Pedigree accompagnatorio. Esempio: un Labrador retriever venduto con annesso Pedigree può essere venduto legittimamente come Labrador. Ma un Labrador retriever senza Pedigree non può essere venduto come Labrador: per la legge italiana è un cane che assomiglia a un Labrador, che ha molte caratteristiche del Labrador, ma che non può essere definito Labrador perché sprovvisto di Pedigree e pertanto viene considerato come un meticcio.

  • Cane che Tira al Guinzaglio – Cosa Fare

    Il problema del cane che tira al guinzaglio è uno dei più comuni che può incontrare il proprietario di un cane, soprattutto se di grande taglia.

    Insegnare al nostro cane a passeggiare tranquillamente al fianco ed a prestarci attenzione quando gliela chiediamo, è una delle cose più importanti che fin da cucciolo deve imparare.
    Questo potrebbe risparmiarci molto lavoro in futuro.

    Per evitare che quando usciamo con lui la passeggiata diventi una tortura, è quindi importante mettere da subito a punto la condotta al guinzaglio.
    Specialmente se il cane è di taglia medio/grande, molte persone optano per l’utilizzo di collari a strozzo; ma se questi non sono usati correttamente ed integrati ad un programma di educazione mirato allo scopo, non portano alla risoluzione del problema ma provocano solo grossi disagi al cane.
    La comprensione del lavoro sarà sicuramente più semplice e piacevole per entrambi se integrata dalla tecnica del rinforzo positivo.

    Concentriamo la nostra attenzione su due fasi del lavoro
    -La “condotta” vera e propria, in cui cercheremo di avere il cane sotto controllo nei momenti in cui ce ne sia realmente bisogno: per esempio, attraversare una strada, lasciar passare un viandante, incrociare un altro cane, ecc.
    -L’addestramento a “non tirare”. Per cani “tiratori” l’insegnamento alla condotta con il guinzaglio non è sufficiente ad indurre il
    cane a non tirare più. Pertanto è necessario un ulteriore educazione mirata allo scopo.

    Condotta

    La “condotta” è un esercizio che consiste nell’insegnare al cane a mantenere la posizione vicino a noi durante il movimento con varie andature (normale, di corsa, lenta).
    Iniziamo a lavorare con il cane in casa, dove non ci sono molte distrazioni e dove sarà più disposto e più facilitato ad apprendere il nuovo esercizio.
    -chiediamo al cane di guardarci e aiutiamolo a mettersi al nostro fianco;
    -stiamo fermi con lui in attenzione, diciamogli “bravo!” e rinforziamo con un bocconcino;
    -sempre mentre ci guarda facciamo uno o due passi, rinforziamo mentre siamo in movimento e fermiamoci dicendo “bravo!” e poi diamogli il boccone;
    -ripetiamo questa sequenza aumentando ogni volta il numero di passi;
    -quando il cane ha imparato a mantenere la posizione corretta per almeno una ventina di passi, inseriremo il comando vocale “piede” (ognuno può scegliere che tipo di parola associare a questo comportamento) prima di partire;
    -continuiamo ad allenare il cane pronunciando il comando prima di partire e aumentando il numero di passi e facendo dei cambiamenti di direzione. Insegniamogli a seguire il più possibile il nostro corpo;
    -inseriamo poi un programma a rinforzi variabili: non rinforziamo più ad ogni esercizio ma saltuariamente. Non dimentichiamoci invece di lodarlo ogni volta con un bel “bravo!”.

    Una volta raggiunto l’obbiettivo in casa, lavoriamo in giardino oppure in un posto non molto affollato, per poi passare gradualmente a situazioni più distraenti fino a riuscire a gestire il cane anche in condizioni decisamente difficili (mercato, negozi, centro, ecc..).
    Il fatto di avere il cane in attenzione su di noi e al nostro passo, aiuterà a non essere di intralcio per gli altri e ad infondere tranquillità nel cane.

    Addestrare il Cane a non Tirare al Guinzaglio

    Avendo ottenuto una buona “condotta”, passiamo ora all’addestramento specifico a “non tirare” al guinzaglio.

    Perché i cani tirano al guinzaglio?
    I cani tirano al guinzaglio perché vogliono arrivare ovunque stiamo andando il più in fretta possibile e quindi esplorare, annusare tutto ciò che possono. Seguirli rappresenta per loro il premio migliore e se noi glielo consentiamo, premiamo involontariamente questo comportamento.
    Se a nostra volta tiriamo il cane per tenerlo vicino a noi, otterremo solo l’effetto contrario: il cane d’istinto tirerà ancora più forte per allontanarsi (facciamo una prova: se qualcuno ci tira un braccio, il nostro istinto sarà quello di tirare dalla parte opposta per liberarci dalla presa).

    Sarà corretto invece lavorare nel modo seguente.
    -camminiamo con il cane al fianco, tenendo il guinzaglio morbido, senza dargli attenzione;
    -appena tira fermiamoci bruscamente;
    -giriamoci e camminiamo dalla parte opposta;
    -dopo brevi ripetizioni avanti e indietro il cane ci guarderà e starà al nostro fianco, diremo “bravo!” e rinforziamo con un premio;
    -cerchiamo di rinforzare nel momento esatto in cui il cane vi guarda.

    Con questa tecnica il cane capirà che se tira non raggiungerà mai quello che vuole e che la passeggiata non andrà avanti. In più assocerà il fatto che, stando vicino a noi, verrà premiato, lodato e raggiungerà comunque il suo obiettivo educatamente.
    La passeggiata è il momento più bello in cui cane e padrone convivono un momento di interazione e comunicazione molto forte.
    Se diventa uno stress per entrambi la sottile linea di dialogo si interrompe e ritrovarla a volte può essere faticoso.

    Risulta essere il lavoro più duro e lungo da fare ma ne vale la pena sia per noi che per il nostro cane.
    La perseveranza verrà immancabilmente premiata.

    Come Educare Cane alla Riflessività

    Un buon numero di problemi gestionali del cane come ad esempio il tirare al guinzaglio, l’abbaiare al più piccolo fruscio, il rincorrere un gatto incontrato per via, l’entrare in agitazione alla vista di un altro cane o il fuggire disperato a un rumore improvviso, sono tutti sintomi di una forte impulsività.
    Risulta essere chiaro che il cane esprime continuamente la sua parte innata, ovvero quei comportamenti utili alla sopravvivenza in natura già presenti alla nascita, come ad esempio il fermarsi di fronte a una minaccia, il rincorrere ciò che si muove, il ringhiare verso un altro cane, la difesa aggressiva di un oggetto o una risorsa.
    Tali comportamenti diventano un problema in città o nelle aree urbane, perché l’ambiente che gli offriamo è assai differente da quello naturale. Se il cane è impulsivo può crearci problemi al parco, negli ambienti affollati, al bar, al ristorante, sui mezzi pubblici e in tante altre situazioni che noi consideriamo normali ma che lui non è abituato a gestire.

    Lavorare quindi sulla capacità riflessiva del cane non significa inibirlo, ma più semplicemente costruire e rafforzare in lui la capacità di elaborare gli stimoli e rispondere adeguatamente nelle varie situazioni.

    Tra i comportamenti da evitare dobbiamo osservare
    -comportamento diretto e individuale: il cane non ascolta più e non si sente in coppia ma è completamente dedicato al suo obiettivo
    -elusione degli autocontrollo: il cane non è in grado di frenare il suo comportamento
    -risposta immediata e fuori luogo: il cane agisce attraverso moduli fissi, non contestualizzati, e che hanno tempi di risposta molto brevi
    -attivazione estrema: il cane si eccita e questo non solo determina una risposta esagerata ma lo rende eccitabile e quindi ingestibile per un certo periodo.
    Va detto che il comportamento impulsivo non solo crea problemi di gestione e conduzione del cane ma provoca situazioni di stress e disagio e che la riflessività, cioè la capacità di affrontare il mondo senza esserne travolto, si raggiunge solo attraverso un lungo lavoro educativo sul cane.

    Un percorso che prevede
    -Un primo focus sul livello di attivazione (arousal), con esercizi (principalmente di tipo olfattivo e di rilassamento) e attività di relazione capaci di suscitare e premiare condizioni di quiete
    -L’autocontrollo del cane e la sua capacità di cercare il consenso del proprietario prima di agire (ad esempio con gli esercizi del seduto e resta)
    -Il terzo livello riguarda la disciplina delle emozioni e delle motivazioni e mira a integrarle con altre modalità espressive ed eventi o target capaci di suscitarle.

    Inoltre per potenziare la riflessività è importante arricchire le sue esperienze, in due sensi
    -Portandolo fuori e facendogli conoscere quante più situazioni possibile. In questo modo si formerà un archivio di modelli e di risposte plausibili senza lasciarsi sopraffare dall’agitazione o dalla paura (es. avete mai portato il vostro cane in treno, su un autobus o in metropolitana?)
    -Proponendogli esercizi solutivi e giochi di memoria in modo tale da potenziare le sue qualità elaborative e diminuendo di conseguenza la tendenza a rispondere in modo immediato.
    A seconda degli interessi e della disponibilità dei proprietari si aprono infinite possibilità di giochi ed esperienze da vivere insieme al proprio cane.

    Sarà proprio attraverso queste nuove proposte e il corretto indirizzo da parte nostra, che il cane imparerà sempre più a fidarsi delle proprie competenze, sviluppando risposte frutto di una riflessione e non del suo istinto.