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  • Cibo per Gatti – Come Scegliere, Opinioni e Prezzi

    In questa guida spieghiamo come scegliere il cibo per gatti.

    Al momento del pasto il vostro gatto potrà gustare una pietanza preparata con le vostre mani, oppure accontentarsi di una porzione di alimenti creati appositamente per lui e venduti oramai in tutti i supermercati. Leggi la guida per conoscerne caratteristiche, tipologie, e come scegliere i migliori alimenti per gatti adulti in base a criteri di qualità, prezzo, offerte e corretta informazione per il consumatore.

    Come Scegliere Cibo per Gatti

    Certamente per chi ha più tempo è più comodo cucinare personalmente qualcosa per il proprio animale, tuttavia alcuni fattori dovrebbero farvi desistere da questa operazione: anzitutto, benché riusciate a controllare la qualità del cibo che state preparando, non riuscirete mai a concentrare in un unico pasto tutte le sostanze nutritive necessarie al vostro gatto, in più il fattore tempo gioca decisamente a sfavore di questa soluzione.
    Per i più ostinati, basterà ricordare alcune piccole regole alimentari per riuscire a preparare dei pasti sempre soddisfacenti per i vostri animali. Anzitutto, per le proteine non siete obbligati ad usare solo la carne, ma potrete optare anche per uova, pesce, formaggi, sempre che il vostro gatto li digerisca senza problemi. Anche il fegato, molto amato dai gatti, può essere cucinato per loro, ma è assolutamente indispensabile non esagerare con le quantità onde evitare la comparsa disturbi come diarrea o un eccesso di vitamina A, che provoca una proliferazione ossea e un rischio di anchilosi delle articolazioni.
    Oltre alle proteine, è essenziale integrare la dieta del vostro felino con la giusta dose di grassi, zuccheri e fibre. Un ottimo alimento è costituito dal latte, che va però utilizzato nella fase successiva allo svezzamento. È da notare che non tutti i gatti amano questo alimento: se il vostro felino si rifiuta di berlo o soffre di diarrea in seguito alla sua somministrazione, potrebbe esserne intollerante, e va quindi evitato. Sempre che non si rientri nel caso appena esposto, anche lo yogurt può essere una valida fonte di proteine. Se il vostro gatto è leggermente in sovrappeso, o peggio soffre di diabete, eliminate senza troppe riserve il dolce dalla sua dieta. Per i fortunati che non hanno problemi di questo tipo, ogni tanto può essere concessa una piccolissima dose di gelato.
    Curare l’alimentazione dei felini richiede attenzioni minuziose, specie se si tratta di diliscare il pesce o disossare la carne: state quindi attenti quando servite questo tipo di alimenti al vostro gatto, eviterete così che tali frammenti possano danneggiare gli organi dell’apparato digerente. I gatti sono anche molto più delicati dei padroni in fatto di conservanti: evitiamo quindi di somministrare cibi che possano contenere queste sostanze.
    Nella lista nera dei cibi da evitare assolutamente nella dieta dei felini compaiono: cioccolato, legumi, formaggi stagionati, alimenti ricchi di sodio. Per quel che riguarda le integrazioni alimentari, meglio evitare di aggiungere alla dieta del vostro animale alimenti che aumentino l’apporto vitaminico: infatti, il più delle volte si rischia un sovradosaggio che ha effetti negativi per la salute del nostro animale. Tale operazione va effettuata solo su consiglio del vostro veterinario.

    Passiamo ora ai cibi già pronti: essi hanno senza dubbio il vantaggio dell’economicità, e non pongono il problema di calibrare equamente la dieta, possedendo già i principi nutritivi di cui il vostro animale ha bisogno. Inoltre, risultano appetitosi per i gatti, ma è necessario che non superiate mai la razione giornaliera consigliata, riportata su ogni confezione del prodotto che acquistate. Senz’altro i gatti preferiscono i cibi umidi, come patè o bocconcini, che risvegliano il loro appetito e sono anche facilmente digeribili.
    Per i padroni rappresentano una manna dal cielo, permettendo di nutrire il proprio animale con un semplicissimo gesto. Basterà infatti travasare il contenuto della lattina nella ciotola del vostro animale e potrete passare poi ad occuparvi tranquillamente del vostro pasto! Una volta aperta la scatoletta, a meno che non consumiate immediatamente tutta la porzione, si consiglia di conservare in frigorifero per non più di 2 giorni. I pasti in scatola sono di per sé sufficienti a garantire il giusto apporto proteico e vitaminico, e non richiedono quindi di essere affiancati da altri prodotti.
    Come per i cani, anche per i felini possiamo scegliere, in alternativa ai cibi umidi, delle crocchette. Senza dubbio sono più pratiche e comode, anche perché si conservano più a lungo, e conciliano la voglia dei gatti di fare più pasti durante la giornata, con la necessità dei padroni di non dover riempire il frigorifero con i rimasugli del cibo in scatola.
    Certamente qualcuno avrà sentito circolare voci negative sui croccantini per gatti, specie quelle che ricollegano problemi urinari all’assunzione di questo particolare alimento. Queste voci sono in realtà fasulle: generalizzano un problema che è al limite solo di alcune varianti del prodotto, particolarmente scadenti. Potete tranquillamente dare ai vostri gatti i croccantini, purché siano di buona qualità.
    Qualunque tipo di pasto decidiate di somministrare al vostro amico animale, ricordate sempre di pulire con cura la ciotola dopo ogni pasto, così da evitare il formarsi di batteri. Se infine decidete di cambiare la tipologia di alimentazione, è consigliabile farlo in maniera graduale, per consentire al gatto di abituarsi. Un buon metodo è cominciare a mischiare il cibo “vecchio” con quello “nuovo”, in modo da ottenere un ottimo risultato nel giro di poche settimane.

    Cibo per Gatti Anziani

    Un gatto che abbia raggiunto il suo decimo anno di vita può essere considerato anziano. In questa fase, il micio tende a cambiare le proprie abitudine, soprattutto alimentari. Ciò è dovuto al decadimento delle capacità olfattive, che può provocare una difficoltà di masticazione e, di conseguenza, un problema nella scelta degli alimenti più opportuni. Per non rinunciare agli apporti nutritivi necessari al suo fabbisogno, è quindi utile seguire una alimentazione fatta di cibi creati appositamente per loro. Leggi la guida per conoscerne caratteristiche, tipologie, apporti nutritivi, dieta consigliata e come scegliere il cibo adatto alle tue esigenze del gatto anziano.
    Questo è ancora più necessario se si pensa che una dieta equilibrata può rallentare i processi di invecchiamento e diminuire di conseguenza i problemi dovuti all’età. Tendenzialmente sarebbe meglio evitare una dieta fai da te, a base di cibi preparati a casa: il rischio in questo caso è che non si riescano a dosare sapientemente gli alimenti in base alle sostanze nutritive di cui il gatto ha bisogno.
    Affidandovi invece ai cibi pronti, avrete la sicurezza che al vostro gatto non mancherà mai la giusta quantità di proteine, vitamine, fibre e Sali minerali, senza contare che esistono in commercio cibi creati su misura per i gatti anziani, che potranno quindi apprezzarli ancor di più. Infatti, gli alimenti creati in questo modo sono studiati per essere morbidi e facili di masticare, inoltre sono più saporiti in modo che il gatto, con l’abbassamento dell’olfatto, non si renda conto del cambio di sapore e si accosti più volentieri al cibo. Gli ingredienti utilizzati vengono poi accuratamente selezionati, e vedono un maggior apporto di sostanze grasse che facilitano la digestione.
    Molti di questi alimenti sono inoltre arricchiti con vitamina C, E e fosforo e fibre, sostanze di cui un gatto, specie se anziano, ha assai bisogno. L’importante è non eccedere mai con le dosi consigliate sulla confezione di ogni prodotto, in modo da non vanificare il corretto equilibrio tra le varie sostanze nutritive. Attenzione poi a non essere invogliati di dare al vostro gatto avanzi del cibo preparato per voi: questa cattiva abitudine finirebbe infatti per appesantire il vostro gatto, creandogli inoltre problemi a livello respiratorio e circolatorio.

    Un gatto anziano, proprio perché anziano, ha bisogno di un’alimentazione specifica. Il suo fisico non è più quello di un tempo, ma è molto più delicato. Per questi motivi è buona norma indirizzarsi verso prodotti preconfezionati, questi oltre ad essere altamente proteici, hanno anche un basso contenuto di fosforo (il fosforo affatica i reni) e sono ricchi di vitamina E, un valido aiuto per le difese naturali. Soprattutto hanno poche calorie, l’ideale dunque per i gatti di una certa età, non più attivi e dinamici come una volta.
    In commercio esistono anche alimenti light, per gli animali che tendono ad ingrassare facilmente. Si tratta di alimenti a basso contenuti di grassi ma sempre ricchi di vitamine e sali minerali. I gatti anziani, poi, spesso hanno anche problemi di masticazione, a causa della perdita dei denti, per cui è preferibile scegliere alimenti morbidi composti di piccoli bocconi. Nel caso in cui vogliate stimolare anche l’appetito del vostro animale allora indirizzatevi verso quei prodotti che contengono un’elevata percentuale di carne.

    Fabbisogno Energetico del Gatto

    Il gatto è un animale domestico da migliaia di anni, ma ha conservato molte delle sue abitudini di predatore selvatico. Da un punto di vista alimentare, per esempio, predilige consumare ogni giorno brevi pasti, appartato in luoghi tranquilli e con intervalli di tempo non regolari. Predilige inoltre una dieta ricca di proteine e grassi e povera di zuccheri e fibra.

    Il girovago
    Più il gatto è attivo più, ovviamente, il suo fabbisogno energetico aumenta. Se lasciamo che il nostro micio possa andare fuori casa, dobbiamo di conseguenza adeguare la sua dieta. La possibilità di cacciare non è, infatti, sufficiente a soddisfare l’aumentato fabbisogno e più è lungo il tempo trascorso all’esterno (e maggiormente rigido è il clima), più l’alimentazione deve avere un’alta concentrazione di energia e di lipidi. Proprio per questo motivo, è bene che un gatto che vive anche all’esterno venga nutrito con un alimento che offre il corretto apporto di nutrienti e di energia. In commercio esistono molti alimenti che soddisfano queste caratteristiche.

    Nell’alimentazione del gatto sono fondamentali alcuni componenti. Le vitamine E e C, associate alla taurina e alla luteina, proteggono le cellule svolgendo un ruolo antagonista rispetto ai radicali liberi che, se sono in eccesso, determinano uno stress dei tessuti dell’organismo con distruzione di importanti componenti cellulari come proteine, DNA e lipidi. La luteina, pigmento color arancio appartenente alla famiglia dei carotenoidi, è nota per stimolare il sistema immunitario che, stando all’aperto, può essere sottoposto a forti stress. Importanti soprattutto per la cute sono anche gli acidi grassi omega 3 a catena lunga, per limitare le reazioni infiammatorie e per stimolare la sintesi di tessuto cicatriziale: il gatto che ha accesso all’esterno è, infatti, spesso esposto a piccoli traumi, come graffi o punture. Tutte queste sostanze sono adeguatamente presenti nei cibi industriali di qualità, ma possono essere carenti nell’alimentazione casalinga.

    Il casalingo
    Un gatto che vive esclusivamente in casa ha un ritmo di vita caratterizzato da una ridotta attività rispetto a quello che vive anche all’esterno. È importante per questo scegliere un’alimentazione con tenore energetico limitato, dato che la semplice riduzione della quantità ingerita di un alimento ipercalorico non è sufficiente a fornire l’apporto corretto. Oltre a curare l’alimentazione, è comunque sempre buona norma dedicare un po’ di tempo al gioco con il proprio gatto per contrastarne l’obesità e garantirne un buon equilibrio psicofisico.
    Un gatto casalingo dedica circa il 30% del tempo a leccarsi il pelo, un’attività che, oltre alla pulizia, svolge anche funzioni di regolazione dello stress, termoregolazione e socializzazione (in caso di pulizia reciproca). Leccandosi, il gatto ingerisce una quantità di peli che poi elimina attraverso l’intestino. Questi boli (o tricobezoari) sono il più delle volte rigurgitati, ma in alcuni casi possono dar luogo a disturbi gastrointestinali (vomito, costipazione, o addirittura, nei casi più gravi, arresto del transito intestinale).
    Nel corso dell’anno il gatto casalingo è esposto a una muta continua, a causa della costante temperatura e luminosità. Oltre a ciò, non avendo accesso all’erba e non potendo cacciare, è impossibilitato a ingerire erba o piccole prede che stimolano in modo naturale il transito intestinale. Per evitare che i peli si agglomerino nello stomaco e nell’intestino, è quindi importante somministrare un alimento arricchito di fibre (Psyllium o polpa di barbabietola) o, in alternativa, integratori specifici in pasta da somministrare per bocca con frequenza settimanale.

    Cibi per Gatti più Venduti

    In questa lista è possibile trovare i cibi per gatti più venduti in questo momento con le opinioni degli acquirenti e il prezzo.

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  • Cane che Morde – Cosa Fare

    Uno dei comportamenti che mette maggiormente in crisi il proprietario di un cane è proprio quello di aggressione. Spesso a essere messa in discussione è la fiducia reciproca e ci si sente traditi dal proprio cane, cui si pensa di aver offerto tutto il nostro amore e le nostre cure.

    Un cane che morde mette in difficoltà tutta la famiglia che abita assieme a lui, sia che aggredisca i membri del gruppo di cui fa parte, altri cani o umani, sia che aggredisca persone o cani fuori di casa. Chi è vittima di un’aggressione, soprattutto se si tratta di un membro del gruppo familiare, inizia a temere il cane e questo rende la relazione con lui molto difficile.

    Innanzitutto perché aumenta la tensione familiare e poi perché porta a problemi e incomprensioni comunicative. Se temiamo il nostro cane tenderemo a ridurre le interazioni con lui e, quando sarà necessario comunicare, saremo molto tesi, nervosi, potremmo avere movimenti rapidi e reazioni eccessive in risposta a segnali cui prima rispondevamo diversamente.

    Il cane comunica con il linguaggio del corpo sarà quindi confuso, e magari anche irritato, da questa incoerenza comunicativa, arrivando a presentare uno stato ansioso o a peggiorarlo se già presente.

    Questo non vuol dire che dobbiamo forzarci a interagire con l’amico a quattro zampe se non ci troviamo a nostro agio, ma che possiamo “prenderci una pausa” lasciando che siano i nostri familiari a occuparsi di lui, riservando per noi quelle attività in cui ci troviamo a nostro agio, per esempio portarlo in passeggiata o coccolarlo la sera mentre guardiamo la TV.

    Possiamo anche pensare a nuove attività da fare assieme a lui, tutte attività di gioco, che ci permettano di recuperare la fiducia e il benessere in sua presenza. Spesso cambiare qualcosa, anche soltanto l’ambiente, un’abitudine, un gioco, modifica il nostro modo di vedere il cane e quello in cui lui ci vede, facilitando la ripresa di una relazione di fiducia.

    Restare calmi

    Non dimentichiamo che un cane che morde, in molti casi, lo fa perché è spaventato, ha timore o addirittura paura. Ne consegue che per un cane mordere, quasi sempre, non è una bella esperienza. Sicuramente anche lui si sentirà a disagio in nostra presenza, sentirà la tensione in famiglia, il nostro malessere e sarà più nervoso e preoccupato, sarà disorientato dal nostro improvviso cambiamento (dovuto al timore che proviamo nei suoi confronti) e avrà bisogno di aiuto, proprio come noi.

    Per tutte queste ragioni di fronte a un comportamento di aggressione del nostro cane la prima cosa da fare è proprio restare calmi: un cane non impazzisce e inizia ad aggredire senza ragione, mai. Spesso consideriamo aggressione il momento in cui il cane ci morde, ma in realtà l’atto di aggredire è il culmine di una sequenza di comportamenti, e solitamente, prima di arrivare al morso, il cane ha mostrato uno o più atteggiamenti minacciosi.

    Il morso vero e proprio infatti viene solitamente messo in atto in seguito alla constatazione, da parte del cane, che i comportamenti di minaccia non sono stati efficaci. Questi comportamenti sono:
    -Il fissare negli occhi mantenendo una postura rigida e un’espressione tesa del muso
    -Il sollevamento del labbro per mostrare i denti
    -Il ringhio
    -L’abbaio
    Sottovalutare uno o più comportamenti di questo tipo può far si che il cane decida di prendere provvedimenti, e arrivi a morderci.

    Facciamo un esempio: il cane ruba un oggetto di casa, qualcosa cui teniamo, si mette davanti a noi con l’oggetto fra le zampe e ci fissa. Se ci avviciniamo solleva il labbro, se insistiamo ci ringhia e, se proseguiamo ancora, ci morde. Se ci fossimo fermati nel momento in cui il cane ci lanciava segnali di avvertimento gli avremmo mostrato che comprendevamo la sua minaccia e lui non avrebbe avuto motivo per morderci.
    Questo non significa che sia un bene che un cane rubi un oggetto e che ci sfidi a toglierglielo. Ma non è neppure un bene che noi proseguiamo a ignorare i suoi segnali di minaccia, esponendoci a un probabile morso.

    La violenza non è la soluzione

    Non bisogna sottovalutare le capacità di apprendimento del cane, che una volta compreso che con noi la minaccia non funziona, la eliminerà dal suo repertorio comunicativo, passando direttamente a ciò che evidentemente comprendiamo bene, ovvero il morso.

    Se poi decidiamo di reagire punendolo fisicamente il cane imparerà che la violenza è il modo con cui si comunica in famiglia e sarà spinto a utilizzarla in tutte le situazioni di conflitto o in cui desidera qualcosa. In questo modo vedremo aumentare le occasioni in cui il cane tenterà di morderci o peggio, non proverà più a farlo con chi lo punisce perché lo teme, ma s’imporrà con la forza su quelli che non sono abbastanza forti o violenti per picchiarlo: tipicamente i bambini o gli anziani, ma spesso anche le donne.

    Ecco perché cercare di comprendere il motivo dell’aggressione è fondamentale e, per far ciò, possiamo rivolgerci a un Veterinario comportamentalista che, attraverso l’osservazione del cane e un’intervista completa ed esauriente, sarà in grado di spiegarci le cause e l’eventuale presenza di patologie del comportamento, offrendoci anche il suo aiuto per la pianificazione di un percorso di riabilitazione che migliori la situazione e risolva il problema, da effettuare in collabrazione con un istruttore cinofilo di sua fiducia.

    I consigli del veterinario

    Non sottovalutare gli avvertimenti. Il morso è l’ultimo di una serie di avvertimenti con cui il cane ci intima di desistere da un comportamento: fissare negli occhi mantenendo una postura rigida e un’espressione tesa del muso, sollevare il labbro mostrando i denti, ringhiare, abbaiare.

    Questi segnali intimidatori non vanno mai ignorati, sia perché rischiamo di essere morsi, sia perché il cane, finendo per considerarli inefficaci, è portato a instaurare direttamente un comportamento mordace in tutte le situazioni di disagio.

  • Cane Boxer – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del cane Boxer, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    Di nazionalità tedesca, razza recente in quanto nasce ufficialmente all’esposizione del 1895 (anno di fondazione del Boxer Club) per incrocio del piccolo Bullenbeisser (Brabantino) e il Bull Dog inglese da parte di un gruppo di cinofili di Monaco di Baviera. Lo standard nacque nel 1902 e completamente revisionato e fissato nel 1920.

    Standard

    Gruppo: II – Pinscher e Schnauzer – Molossoidi – Cani da montagna e bovari svizzeri
    Sezione: Molossoidi
    Nome: Boxer
    Tipo: Utilità e difesa, compagnia.
    Origine: Germania
    Altezza al garrese: Femmine 57-59 cm. Maschi 57-63 cm.
    Peso: Femmina almeno 25 kg. Maschi almeno 30 kg.
    Pelo: Corto, duro, brillante e aderente
    Colore: Fulvo e tigrato, sono ammesse macchie bianche purchè non superino un terzo del colore di fondo. Dal 2005 l’Enci rilascia pedigree anche a soggetti completamente bianchi con la dicitura soggetti non idonei alla riproduzione, questi possono partecipare a prove di lavoro ma non a esposizioni.
    Testa: Muso corto e largo, stop ben marcato. Tartufo largo e un po’ all’insù. Il labbro superiore deve coprire interamente la bocca e i denti non si devono vedere quando la bocca è chiusa.
    Orecchie: Dal 2007 è vietata la conchectomia (taglio delle orecchie), hanno forma triangolare rivolte in avanti e sono alte.
    Occhi: Scuri, espressivi e non troppo piccoli, non sporgenti in posizione sub-frontale.
    Coda: Dal 2007 è vietata la caudectomia (taglio della coda) è di media lunghezza , più robusta alle base tende ad assottigliarsi in punta

    Carattere

    Sicuro di se,con una grande stabilità di carattere. Indole giocosa da eterno cucciolone, caratteristica che mantiene anche da anziano. Molto affettuoso, leale e socievole con la famiglia, particolarmente adatto ai bambini che protegge a costo della vita ma schivo con gli estranei, ottimo cane da guardia impavido in situazioni gravi, ma anche come cane da compagnia. Si presta bene all’addestramento per la sua vivacità e curiosità ma mai con metodi coercitivi.

    Ambiente ideale

    Una famiglia con bambini e un giardino per giocare è l’ideale ma si adatta anche in appartamento a patto di avere del tempo da dedicargli per fargli sfogare con il gioco o un’attività sportivo-ludica (agility,mondioring ecc.) la sua innata esuberanza. L’attività fisica è indispensabile per mantenerlo in forma se non si vuole farlo ingrassare e inflaccidire, il fisico forte e muscoloso ma con andatura elastica è la bellezza del Boxer.

    Cura

    Come tutti i molossoidi non è longevo, 10 o 11 anni, in vecchiaia può soffrire di patologie oculari, artrosi e problemi cardiaci spesso di origine ereditaria.
    Può essere soggetto a displasia dell’anca o spondilosi (malattia degenerativa della colonna vertebrale) che sono patologie ereditarie e quindi i soggetti affetti andrebbero esclusi dalla riproduzione. Ha cute grassa e quindi può essere affetta da dermatiti, facilmente ovviate con la pulizia con particolari shampoo adatti a questo tipo di pelle.

  • Egyptian Mau – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del gatto Egyptian Mau, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    Si trovava in Egitto da tempi remotissimi. Nell’era dei faraoni era apprezzato per la capacità di combattere i roditori che insidiavano le riserve di cereali. A seguito di questa loro abilità derivò probabilmente la venerazione. L’Egyptian mau è quasi certamente la più antica razza felina.

    Standard

    Origine: Egitto
    Peso: da 2,5 a 5 kg
    Pelo: corto, sottile e setoso
    Colore: naturalmente tabby maculato; tre varietà di colore: silver (argentato) con macchiette nere su sfondo argentato; bronzo, con macchiette bronzo scuro su sfondo bruno chiaro; fumé (smoke o black smoke), con macchie nero carbone su sfondo grigio fumé
    Testa: cuneiforme con contorni arrotondati, stop leggero
    Occhi: grandi, a mandorla e obliqui; colori da verde chiaro a verde uvaspina
    Orecchie: medio-grandi, larghe alla base e ben distanziate
    Corpo: lunghezza media, spalle alte e muscolatura ben sviluppata
    Arti: sottili; posteriori nettamente più lunghi degli anteriori; muscolosi; piedi piccoli e ovali
    Coda: spessa alla base, si assottiglia all’apice

    Ambiente ideale

    Ottimo cacciatore ama stare all’aria aperta dove può dar sfoggio all’istinto venatorio. Per questo è particolarmente indicata la casa con giardino che può migliorare di molto il suo stato generale di salute psichica e fisica. Si adatta bene tuttavia alla vita casalinga, purché se ne assicuri l’arricchimento ambientale.

    Carattere

    L’Egyptian Mau si affeziona molto alla famiglia. È un gatto molto affettuoso, anche se non ama troppo essere preso in braccio. Soffre la solitudine, pur non essendo molto socievole con gli altri gatti e con i cani. Ama giocare e cacciare. Come si è detto non ha problemi ad abituarsi alla alla vita in casa, ma dovrete concedergli lo spazio adeguato e molti giocattoli per dare sfogo alla sua inesauribile energia.

    Salute e cura

    L’Egyptian Mau non ha subito selezioni genetiche per fissare determinate caratteristiche, ma presenta comunque patologie di origine genetica legate all’impoverimento del pool genetico. Una malattia tipica della razza è la leucodistrofia, una patologia che altera la produzione di mielina provocando disfunzioni neurologice. Per evitare il problema, controlliamo con attenzione il pedigree dei genitori. Il suo mantello non necessita di molte cure, sarà sufficiente una spazzolata alla settimana. I più esigenti possono anche pettinare il pelo dopo averlo spazzolato e passare anche un panno di pelle di daino asciutto o lievemente umido.

  • Come Trasportare Cane in Auto

    In questa guida mettiamo a disposizione alcuni consigli utili su come trasportare un cane in auto.

    Il cane è parte della famiglia, per questo partecipa a tutte le attività dei proprietario, si sposta quotidianamente con lui, lo accompagna nei weekend e durante le vacanze estive, questo richiede un’abitudine a viaggiare.

    Per il cane viaggiare in automobile è un’esperienza del tutto innaturale: il rumore del motore, le oscillazioni causate dal movimento dell’auto, lo scorrere del paesaggio, l’avvicinarsi all’automobile di persone sconosciute (il benzinaio, il casellante, un passante ecc.) sono tutte situazioni che possono spaventarlo.

    Se il nostro amico a quattro zampe è in difficoltà a gestire il viaggio, sbava in modo eccessivo, o vomita, tecnicamente si parla di cinetosi, mentre se si agita, cercando di fuggire alla sola vista dell’auto, anche se è ferma, a motore spento, si parla di fobia postraumatica. Alcuni soggetti possono presentare una fobia della auto, ossia aver paura di questa e di salirci a prescindere, senza aver avuto in precedenza esperienze stressanti.

    La cinetosi

    La “malattia da movimento” è un disturbo che colpisce gli animali quando sono su mezzi di trasporto. L’auto è il mezzo che crea i maggiori problemi ai proprietari di un cane, perché è il mezzo più usato. Il disturbo è dovuto alla stimolazione delle strutture dell’equilibrio che sono poste a livello dell’orecchio interno, a seguito di sollecitazioni legate al movimento dell’autoveicolo.

    Il cane sbava, con fili di saliva che gli scendono dalla bocca (scialorrea), può gemere per il disagio che prova, sino ad arrivare al vomito del cibo ingerito nelle ultime ore, o se a digiuno di succhi gastrici. Non è necessario fare lunghi viaggi, poche centinaia di metri sono sufficienti per l’insorgere dei sintomi.

    Se il proprietario non si ferma, il cane si agita, diventa irrequieto, geme e sbava sempre più copiosamente. Il cercare di calmarlo con coccole, cibo, carezze, peggiora la situazione, il solo comportamento utile è fermarsi e riportare il cane a casa, possibilmente a piedi, o girando l’auto e facendo rapidamente la strada del ritorno.

    Fobie

    Quando un cane ha fatto più esperienze negative di viaggi in auto, con scialorrea, vomito e tutti i sintomi sopra descritti, lo spostamento in auto diventa un evento stressante che porta alla comparsa di una patologia denominata fobia postraumatica. Sbavare, vomitare, tremare rappresentano l’evento traumatico, la macchina il contesto in cui avviene.

    Con il tempo, alla vista “della macchina”, il cane fugge, si nasconde, non si lascia prendere, trema, ansima, ma può anche aggredire il proprietario che cerca di prenderlo per metterlo a forza nel veicolo. Se viene caricato in auto, prima che si avvii il mezzo, il cane comincia a sbavare, si lecca le labbra, sbadiglia e poi raggiunge il massimo del suo stress con una o più vomitate, nei casi più gravi può anche avere diarrea.

    La classica ciliegina sulla torta di un comportamento umano insensibile ai bisogni di un animale. La fobia della macchina è la paura dell’oggetto auto, che si manifesta in cani che non hanno avuto un corretto sviluppo comportamentale. Il soggetto non è in grado di affrontare stimoli sensoriali, o situazioni nuove, perché cresciuto in un ambiente ipostimolante, rispetto a quello in cui è inserito.

    In sostanza sono animali che vissuti, per esempio in campagna, senza fare viaggi in macchina sino all’età adulta, sono caricati in auto e portati a fare un viaggio. La non conoscenza del mezzo e degli ambienti nuovi sono elementi determinanti per l’insorgere della fobia, che si manifesta con i sintomi descritti in precedenza. La fobia dell’auto si inserisce in una patologia che è la Sindrome da Privazione Sensoriale.

    Come intervenire in anticipo

    Abituare il cucciolo di due mesi all’auto, spesso è sufficiente portarlo in macchina per brevi viaggi, di pochi minuti, seguendo il medesimo percorso per più giorni, per allungare, progressivamente, il tragitto e andare in luoghi nuovi solo quando il cane si mette tranquillo a cuccia in una parte del veicolo. Preparare un posto per il cane, mettendo una copertina e sedendovi vicino a lui.

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    Consiglio di abituarlo a stare sul sedile posteriore dell’auto, quando sarà adulto potrà rimanere su questo, oppure essere ospitato nel baule adeguatamente preparato. In certi casi potrebbe essere utile usare un trasportino in plastica o in rete di metallo che farà da “cuccia” per il nostro amico a quattro zampe.

    Il cane deve essere abituato al trasportino, mettendolo in casa con la porta aperta e con una copertina all’interno, affinché possa entrare e uscire liberamente, si può lasciare un bocconcino all’interno per renderlo più invitante e premiarlo con tante lodi e carezze quando vi entra e resta per un po’ di tempo. Solo quando il cucciolo si sarà abituato al trasportino lo si collocherà in auto facendo entrare il cane, con l’auto ferma e premiandolo se rimane tranquillo.

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    Abituare un cucciolo alla macchina è un esercizio che richiede calma e determinazione, è importante fargli vivere questa esperienza in modo positivo e gratificante, come un bel gioco a cui partecipa tutta la famiglia. Non mi stancherò mai di ripetere che alla base di un comportamento rispettoso dell’altro c’è la relazione, questo vale per l’uomo verso il cane e viceversa.

    Cosa possiamo fare in concreto?
    -Abituare il cucciolo, sin dai primi mesi, ad ambienti diversi (città, campagna, mare, montagna) e a situazioni diverse: viaggi in macchina, in treno, in autobus, passeggiate in campagna e nei parchi, luoghi pubblici, affollati e ambienti tranquilli
    -Il cane è un essere senziente e con capacità cognitive che impara in situazioni piacevoli caratterizzate da emozioni positive, anche per abituarlo alla macchina si deve creare un contesto così.
    -Il gioco è un ottimo modo per aiutare il cane a crescere e per fare esperienze
    -Non provare con la forza a far salire il cane sulla macchina
    -In caso di evidenti problemi, non fare altri viaggi senza aver sentito il parere del veterinario
    -Il veterinario potrà prescrivere un farmaco e fornire le informazioni per la corretta gestione del cane in auto, oppure indirizzarvi a un veterinario esperto in comportamento animale
    -Non abbattersi e non rinunciare a portare il cane in viaggio, la soluzione c’è, è necessario rivolgersi a degli esperti che con un’adeguata terapia sapranno trattare il disturbo
    -Ma non sottovalutare i sintomi manifestati dall’animale, perché soffre, intervenire tempestivamente significa aiutare lui e anche voi.

    Seguendo questi consigli sarà più semplice viaggiare con il cane.