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  • Dove e Come Passeggiare con il Cane

    In questa guida mettiamo a disposizione alcuni consigli utili su dove e come fare una passeggiata con il cane.

    I ritmi frenetici della vita metropolitana e l’ambiente che ci circonda, povero di spazi verdi e pieno di cattivi odori e rumori fastidiosi, sono tra le cause principali dell’insorgere di comportamenti problematici dei nostri cani, così come delle persone, del resto.

    Facciamo mille cose al giorno e spesso a fine giornata siamo stanchi e un po’ frustrati perché non troviamo il tempo per dedicarci alle attività che ci fanno stare bene. I nostri cani vivono la stessa nostra frustrazione: a casa si annoiano a morte aspettando il nostro ritorno e quando finalmente li si porta fuori, il più delle volte, non gli è concesso di fare qualcosa di veramente interessante per loro: non hanno infatti il tempo necessario per sfogare i loro bisogni primari, che non sono solo quelli fisiologici di sporcare, oltre naturalmente a mangiare, bere e dormire.

    “Porto il cane a fare i suoi bisogni” è una frase riduttiva rispetto alle vere necessità del nostro amico a quattro zampe, che da questa scarsa attenzione possono vedere compromesso il proprio benessere psicofisico. L’uscita non va dunque considerata semplicemente come un impegno finalizzato all’espletamento delle esigenze fisiologiche, altrimenti non si spiega perché un cane dovrebbe seguirci al guinzaglio (invece di trascinarci!), o ascoltarci (invece di ignorare ogni richiamo!) se per lui siamo soltanto un “accompagnatore”? Ecco come organizzare la passeggiata all’insegna del divertimento nel pieno rispetto del benessere del nostro amico.

    Responsabilità e consapevolezza

    Sappiamo veramente quali sono le necessità del nostro cane? Sappiamo come si sente, se è felice? Ci siamo mai chiesti se fa una vita appagante? Vivere con un cane comporta responsabilità e consapevolezza da parte nostra.

    Dobbiamo essere consapevoli che i cani, più di ogni altra cosa, desiderano stare con noi, passare il tempo in compagnia del loro riferimento affettivo. Oltre a questo però dobbiamo comprendere che sono animati da un’enorme vitalità, che li porta a desiderare stimoli, novità ed esperienze diverse, come socializzare, muoversi, esplorare, annusare, scoprire.

    E queste sono anche le ragioni per cui, da migliaia di anni, l’uomo ama così tanto i cani: sono esseri diversi da noi ma anche molto simili, che hanno il potere di ricordarci di fare cose semplici ma allo stesso tempo fondamentali per il nostro equilibrio fisico e mentale, come ad esempio una bella passeggiata, ogni giorno, insieme a loro.

    L’uscita giornaliera rappresenta quindi un momento fondamentale nella vita con il nostro cane, e se diventa un tempo di qualità ne derivano grandi benefici alla nostra relazione. E allora, nel reciproco interesse, abituiamoci a uscire con il nostro cane con l’obiettivo di goderci la passeggiata, oziando all’aria aperta, con il sorriso sulle labbra e dimenticandoci il cellulare, felici di trascorrere un po’ di tempo con la testa sgombra da qualsiasi pensiero. Una semplice passeggiata, fatta con il giusto atteggiamento, è una medicina potente per il fisico e per lo spirito.

    Tenere per mano è diverso da incatenare

    Appena gli impegni ce lo permettono, andiamo a passeggiare lontano da smog e rumori. Meglio prendere la macchina e perdere qualche minuto per raggiungere un bel parco. Non ci sono scuse! Tutti abbiamo un parco raggiungibile in 10 minuti con la macchina.

    Qui lasciamo che il cane annusi in pace ed esplori senza fretta: per lui questi sono bisogni fondamentali, oltre che un enorme piacere, proprio come per noi leggere un libro appassionante. In qualche modo sta leggendo le notizie che gli interessano!

    Interagiamo con lui guardandolo, sorridendogli, facendogli capire che siamo insieme, in sintonia, finalmente a goderci il nostro tempo. Se non ci sono altri cani nelle vicinanze, regaliamogli, ogni tanto, dei bocconcini che ama, buttiamoli nell’erba, fra i cespugli e facciamoglieli cercare.

    Giochiamo insieme se ce lo chiede. Impariamo a maneggiare con cautela il guinzaglio che deve essere una cintura di sicurezza e non uno strumento di prigionia: “c’è una grande differenza tra tenere una mano e incatenare un’anima”. Torniamo bambini per qualche minuto e facciamoci guidare anche dal cane. Passeggiamo, muoviamoci e, ogni tanto, scopriamo luoghi nuovi, i cani amano camminare ed esplorare. Non fermiamoci sempre e solo nelle aree cani.

    Appena possibile lasciamolo libero

    Diciamo subito che è importante un “bilanciamento” tra le fasi della passeggiata: il cane deve trascorrere almeno metà dell’uscita assieme a noi, mentre per il resto del tempo va lasciato libero di giocare con i suoi simili o di girovagare. L’inizio della passeggiata è il momento dedicato ai bisogni fisiologici e alla possibilità di correre in piena libertà. In seguito è bene passare all’impostazione, o al ripasso, degli esercizi di educazione, che vanno alternati a momenti di gioco e coccole e ad altri momenti di libertà: sessioni brevi e divertenti sono alla base di un buon addestramento. Infine, se abbiamo un cane socievole, possiamo lasciarlo libero di interagire con i suoi simili, sempre però nel rispetto di alcune regole basilari (vedi box).

    Certamente dobbiamo farlo solo ed esclusivamente dove è possibile e in piena sicurezza, sia per il nostro cane, sia per tutti gli esseri viventi che ci circondano. I cani possono esprimersi al meglio accanto all’uomo se vivono liberi: “…non lo libero perché ho paura che non torni…”, “…non lo libero perché ho paura che non mi ascolti…”, “…non lo libero perché ho paura che non mi segua…”, “…non lo libero perché ho paura che aggredisca gli altri cani…”.

    Ecco le scuse più comuni. I cani in realtà sono fra gli esseri viventi più sociali: seguono, tornano e ascoltano per definizione. Siamo noi che, ignorando quello che ci trasmettono e le loro necessità, li confondiamo a tal punto da non permettergli di capire come devono comportarsi.

    Una raccomandazione importante: se non possiamo ancora liberare il nostro cane perché non torna al richiamo o perché è aggressivo, prima di sganciare il moschettone, chiediamo aiuto a una persona esperta che ci aiuti a risolvere il problema, perché se non liberiamo mai il nostro cane significa che abbiamo un problema!

    E poi: se non permettiamo al nostro cane di vivere la maggior parte del suo tempo in libertà, come facciamo a definirci suoi amici? Avete mai pensato alla frustrazione di un essere vivente nato per vivere libero e all’aperto, che è costretto a stare in casa, o in giardino, tutto il giorno, salvo uscire per sporcare legato a un guinzaglio. E magari viene pure strattonato e rimproverato perché si sofferma troppo ad annusare! Dobbiamo fare almeno un’uscita di qualità al giorno: un’ora è il “minimo sindacale!”. Oltre alle uscite “solo” per sporcare, naturalmente. Dove troviamo il tempo con tutto quello che abbiamo da fare? Il tempo si trova, bisogna volerlo.

    Un personale consiglio è quello di svegliarsi presto la mattina e scoprire che le prime luci dell’alba portano con loro un’energia unica e che una bella passeggiata in compagnia del nostro caro amico cane è benefica anche e soprattutto per noi.

    Scrollatevi di dosso la pigrizia, caricate il cane in macchina e, in qualsiasi momento della giornata, trovate il tempo per andare a passeggiare in un parco.

    Vale sempre la pena di ricordare che, onde evitare il rischio di torsione dello stomaco, in particolare nelle razze di taglia grande, il cane non deve mai mangiare prima di svolgere attività fisica, soprattutto se intensa. Organizziamoci perciò in modo sa somministrare i pasti dopo le passeggiate. Durante la passeggiata, dopo che il cane ha corso, possiamo però somministrargli del cibo secco come rinforzo per una buona condotta al guinzaglio, o durante una sessione d’educazione, o per proporre dei divertenti giochi di nosework, una sorta di caccia al tesoro che mette alla prova il fiuto del nostro amico, ma di questo avremo modo di parlare nei prossimi numeri della rivista.

    Regole basilari

    Evitiamo di proporre giochi o cibo se nelle vicinanze ci sono altri cani, potrebbero essere motivo di competizione
    Non commettiamo il grave errore di chiamare il nostro cane solo al momento di andar via: sfruttiamo questi momenti di libertà per rinforzare il richiamo
    Molti cani amano il gioco fisico, ma è importante evitare che la situazione porti a uno stato di sovraeccitazione: alla lunga i cani tendono a perdere il controllo e le conseguenze possono essere spiacevoli

    Cosa portare con noi

    sacchetti per le deiezioni (che vanno usati e non solo legati al guinzaglio in bella vista)
    museruola (obbligatoria per legge sui mezzi pubblici)
    un gioco (sassi e bastoni sono da evitare)
    acqua (se non incontriamo una fontana sul percorso)
    alimenti premio, possono sempre tornare utili.

    Si tratta di regole semplici da seguire.

  • Gatto Bombay – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del gatto Bombay, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    Lo standard

    Origine: America Settentrionale
    Categoria: Pelo corto
    Corporatura: Taglia media. Corpo raccolto e di aspetto massiccio forte e muscoloso, specialmente i maschi
    Testa: Rotondeggiante, non spigolosa e muso corto, mento forte e con stop ben evidente.
    Occhi: Grandi e ben distanziati. altro segno caratteristico di questi gatti, il colore può variare dal giallo oro al rosso rame, più prestigioso e che fanno definire questi occhi come “penny di rame nuovo”
    Orecchie: Media grandezza,arrotondate, esternamente mobili e attente a ogni rumore
    Arti e piedi: Zampe sottili, con piedi ovali dai polpastrelli neri.
    Coda: Di media lunghezza, arrotondata in punta.
    Pelo: Molto corto che accarezzato ricorda il raso.
    Colori: Nero brillante, dalle orecchie alla coda.Può volte capitare qualche soggetto color castagna come i Burmesi zibellino (negli incroci ogni tre generazioni per arricchire il patrimonio genetico si incrociano con un burmese)

    Storia

    Bagheera la pantera nera del Libro della Giungla di R. Kipling è quella che ha ispirato l’americana Nikki Dorner che dall’età di 12 anni allevava gatti e voleva ideare un gatto nero nero, come il carbone, una piccola pantera nera in miniatura, come Baghera selvaggia, dolce ma al tempo stesso consapevole della sua forza.
    I suoi gatti preferiti erano l’American Shorthair e il Burmese “zibellino”di un caldo color castagna con gli occhi dorati. Proprio dall’incrocio di uno Shorthair nero e maschio con una femmina di Burmese iniziò la selezione del gatto agognato, che intorno agli anni 70 con lo stabilizzarsi dei caratteri diede origine al Bombay così denominato in onore della città natale di Kipling. La razza venne riconosciuta ufficialmente nel 1976.

    Carattere

    Sono gatti da compagnia per antonomasia, il Bombay vi amerà con tutto se stesso, ma l’affettività vulcanica fa si che abbia affetto da dare a tutta la famiglia. Ha un ottimo carattere e molta facilità nell’apprendimento, è un gatto che impara molti giochi, intelligente, curioso e vivace. Ama la vita sociale con gli umani e specialmente coi bambini, un po’ meno coi suoi simili, che una volta adulto difficilmente gli andranno a genio. Sopportano invece il cane di famiglia. Amano essere presi in braccio e coccolati, insomma dei gatti tutti da amare e di cui ci si innamora facilmente.

    Ambiente ideale

    Sicuramente l’appartamento, non andrebbero lasciati liberi perché hanno un istinto di sopravvivenza minimo, insomma sono troppo ingenui per la “vita on the road”.
    Ma l’appartamento deve essere un ambiente stimolante, dove possono anche divertirsi a fare le pantere, per cui è bene che abbiano dove arrampicarsi e posizioni sopraelevate da dove dominare.

    Salute e cura

    Non danno problemi per la cura del mantello che va spazzolato una volta alla settimana e passato ogni tanto con la pelle di daino per renderlo lucido.
    Hanno un ottimo appetito per cui attenti alla linea. Sono sessualmente precoci, tra i sei e i nove mesi possono già fare i cuccioli ma non sono molto prolifici, anche per questo sono una razza non diffusissima.

  • Furetto – Allevamento, Alimentazione e Caratteristiche

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del furetto, come allevarlo e l’alimentazione corretta.

    Carattere Furetto

    Il furetto, il cui nome scientifico ha come significato “ladro puzzolente”, viene negli ultimi anni scelto sempre più di frequente come animale da compagnia. Docile, curioso, abile ed instancabile giocherellone, il furetto stabilisce in breve tempo un rapporto forte e di fiducia con il proprio padrone, che difficilmente riuscirà a separarsene.

    Il furetto è principalmente un animale predatore e , in quanto tale, curioso ed in continua esplorazione. Portato in un ambiente nuovo, provvederà subito ad esplorarlo, senza lasciarsi impaurire, come la maggior parte degli animali farebbe. Si tratta di animali particolarmente vivaci ma allo stesso tempo dormiglioni. Dormire è infatti tutto ciò che fanno quando non sono impegnati a giocare.
    Intelligenti ed ubbidienti, i furetti possono essere addomesticati. Una delle prime cose da insegnare ad un furetto che verrà tenuto in casa, è quella di utilizzare correttamente la scatolina destinata ai bisogni. Con un po’ di buona volontà vedrete che il furetto imparerà ad utilizzare questa cassetta, anche se, va sottolineato, con una affidabilità decisamente inferiore a quella di un animale come può essere il gatto.

    Spesso il furetto viene consigliato a chi vive solo, in quanto animale che ama farsi accarezzare e coccolare continuamente, in grado quindi di portare allegria e compagnia nella vita di chi vive solo e non ha affetti. Se si decide di prendersi cura di un furetto, ma ci sono dei bambini in casa, bisogna fare particolare attenzione. Questo animale non è assolutamente adatto al gioco con bimbi di età inferiore ai dieci anni di età; una mossa sbagliata da parte del bambino porterebbe ad una reazione aggressiva da parte del furetto, sempre pronto a difendersi.
    Fate attenzione a non far mai scappare via da casa un furetto: è molto raro che sia in grado di ritornare indietro con le proprie forze.

     

    Come Scegliere un Furetto

    Negli ultimi anni si è registrato un notevole incremento nelle adozioni di furetti come animali da compagnia che vengono inseriti, dunque, nel contesto famigliare.

    Dopo aver valutato attentamente ciò che comporta portare in casa un animale simile, vediamo come scegliere un furetto per fare in modo che la convivenza tra lui e l’essere umano sia un momento di gioia e non una fonte di guai.

    Ricordatevi che, al di là del suo aspetto fisico e quindi del suo lato estetico, ciò che conta di più è che non sia un soggetto malato e che non abbia un carattere particolaremente aggressivo.
    La cosa più importante è assicurarsi di avere a che fare con un furetto perfettamente sano ed è fondamentale, a questo scopo, dare un’occhiata attenta al suo mantello che deve essere lucido e senza croste ed ai suoi occhi. Questi dovranno essere limpidi e vispi e devono sovrastare un nasino perfetto, senza secrezioni e muco evidente.

    Mentre lo accarezzate, controllate che il suo corpo sia perfetto, e che non presenti strani rigonfiamenti, lividi o noduli sospetti e poi concentratevi sulla sua bocca. Questa deve mostrare denti diritti e sani, privi di alcuna macchia e completamente integri e gengive rosate senza tagli o ferite.

    Ma non temete, perchè capirete che il vostro probabile nuovo compagno di giochi è in perfetta salute dal suo continuo desiderio di ispezionare l’ambiente circostante e dalla sua spiccata curiosità nei vostri confronti.

    Come dicevamo in apertura, tra i criteri di scelta più importanti c’è il carattere: tenete conto che il furetto nasce come animale selvatico e, pur essendosi ormai adattato alla vita domestica, mantiene ancora qualcosa del suo patrimonio genetico originario.

    E’ bene quindi scegliere un soggetto non particolarmente aggressivo di modo che quando cercherete di avvicinarvi a lui per giocare o anche solo per qualche coccola, non provi l’impulso irrefrenabile di mordervi.

    In ultima analisi, è bene valutare anche l‘aspetto economico: maschio o femmina che sia, entrambi vanno sterilizzati il prima possibile ma, nel caso della femmina dovete sapere che l’intervento chirurgico ha un costo maggiore.

    Per il resto, a voi il compito di scegliere taglia e colore del vostro nuovo amico.

    Come Allevare un Furetto

    Prima di tutto preparagli un ambiente confortevole con una cesta ricca di coperte nelle quali adora avvolgersi: imparerà ben presto che quella è la sua tana nella quale amerà nascondersi per riposare o per giocare.

    Tieni a disposizione la lettiera igienica (quella dei gatti va benissimo) nella quale il furetto imparerà a fare i suoi bisogni: ci vorrà un po’ di tempo ma alla fine capirà la lezione evitando di lasciarti ricordi indesiderati per casa.

    Perchè si adatti bene all’ambiente domestico, ricordati di lasciarlo girare libero per casa senza costringerlo in gabbie o locali angusti chiusi. Utilizza il trasportino solo quando dovete fare un viaggio o vuoi semplicemente portarlo a spasso. Essendo un animale socievole, apprezza molto la compagnia dell’uomo e si sente solo quando viene trascurato troppo a lungo, cerca di fare in modo che questo non accada mai.

    Per quanto riguarda la sua alimentazione, sappi che il furetto mangia carne, le scatolette per i gatti e le uova. Lasciagli sempre a disposizione dell’acqua e, per la salvaguardia della sua salute, cerca di non farlo stare alle correnti d’aria o in luoghi troppo ventosi in quanto ciò potrebbe causargli una serie di problemi di salute non indifferenti. Per evitare di arrivare impreparati nel caso in cui il furetto non fosse in forma, portalo subito dal tuo veterinario di fiducia il quale gli farà una visita completa e provvederà a vaccinarlo. Ricordati di tenere aggiornato il suo libretto sanitario con le eventuali cure effettuate e torna dal medico ogni anno per il suo check-up o se noti che è particolarmente sottotono ed il suo pelo ha perso quella lucentezza che lo contraddistingueva.

    Per concludere devi sapere che puoi anche fargli il bagno anche se non frequentemente e solo in casi estremi in cui lo vedi particolarmente sporco: puoi utilizzare lo shampoo per bambini o quelli indicati per i gatti purchè siano di alta qualità. Asciugalo con una salvietta di spugna e, per evitare che prenda freddo, con un phon tenuto a debita distanza dal suo pelo e dal suo musetto.

    Non è difficile prendersi cura di un furetto, basta che tutto venga fatto nel rispetto della sua natura.

    Come Preparare la Casa per un Furetto

    Vi è capitato di avere ceduto ad un attacco di dolcezza da parte di uno di questi teneri animaletti e non sapete come accoglierlo in casa nel modo migliore possibile? Seguendo questa semplice guida riuscirete a dare al vostro amico furetto una casa più che accogliente ed allo stesso tempo salvaguarderete anche la salute della vostra stessa dimora.

    Prima di cominciare con la guida vera e propria è bene spendere qualche riga per introdurre anche i meno esperti al carattere del furetto.

    Il furetto ha un carattere molto particolare, potremmo vederlo come una tenera fusione tra un cane ed un gatto! Spesso l’animaletto richiederà la vostra attenzione e vorrà giocare con voi, questo lo aiuterà anche a mantenersi allegro! Il furetto, proprio come i gatti, è un gran dormiglione e vi capiterà di vederlo dormire nelle posizioni più strane. Quando si sveglia, recupera tutto il tempo perso correndo per casa in cerca di guai da combinare!

    Adesso cominciamo pure con qualche consiglio e qualche dritta per preparare una casa al vostro amichetto.

    I furetti sono dei gran combinaguai e non esiteranno a farvi trovare delle belle sorprese in giro per casa.
    Non essendo grandi saltatori i furetti sfruttano la loro capacità di scalare, questo li porta ad arrampicarsi sulle tende, sui divani e su qualsiasi altra cosa raggiungibile per la loro altezza.
    Per evitare sorprese da questo punto di vista vi consiglio di non porre oggetti preziosi o fragili in posizioni facilmente raggiungibili dal vostro animale ed in più di evitare di lasciar pendere centrotavola o tovaglie particolari, sono un appiglio perfetto!

    I furetti amano scavare nella terra quindi se avete in casa piante o vasi, vi consiglio di tenerli fuori dalla sua portata o questi non esiterà a cominciare un bel lavoro di scavo!

    Altra grande passione dei furetti sono gli oggetti gommosi, questi vanno assolutamente fatti sparire da casa visto che questi simpatici animaletti tendono spesso a mordere oggetti di questo tipo e nel caso riuscissero ad ingerire una cosa del genere sarebbero bei dolori per loro. Lo stesso vale per i fili elettrici, anche se non sono soliti rosicchiare cavi, sarebbe meglio tentare di non avere troppi cavi esposti in giro per casa.

    Come Allestire la Gabbia per il Furetto

    Dopo il cane e il gatto, il furetto è uno degli animali domestici più diffusi nelle case italiane. Allevarlo non è difficile, ma, come negli altri casi, è necessario conoscere bene le sue esigenze prima di adottarlo, per poterlo accogliere e curare in maniera ottimale.

     

    Uno dei passi fondamentali per chi si accinga ad allevare un furetto è l’allestimento della “dig box”, ovvero della sua gabbietta. Questo animale non trascorre in gabbia l’intera giornata, al contrario: ama sentirsi libero di circolare nell’ambiente circostante ed è quindi molto importante prevedere per lui almeno quattro ore di “libera uscita” quotidiane.

    La gabbia è indispensabile per i suoi momenti di relax e per poterlo proteggere dai pericoli domestici, soprattutto quando non siamo in casa con lui. La “dig box” dovrà essere spaziosa al punto giusto, per poter garantire all’animale il miglior comfort e la massima libertà di movimento: a questo scopo, in commercio esistono modelli che vanno dagli 80 ai 100 cm di lunghezza, per una larghezza che varia dai 50 ai 70 cm.

    Al suo interno, la gabbia dovrà avere un fondo dalla superficie solida (evitate le reti metalliche) ed essere ben organizzata con tutto il necessario per le esigenze del piccolo quattro zampe.

    Dovrà quindi contenere una cuccia, che può essere realizzata anche con del tessuto arrotolato, una piccola cassetta per i suoi bisogni fisiologici, alcuni giochini e, naturalmente, le ciotole per cibo e acqua.

    E’ consigliabile fissare (tramite colla o saldatura) le ciotole al fondo della gabbia, per evitare che vengano ribaltate durante il gioco. Inoltre, la “dig box” dovrà disporre anche di alcuni “nascondigli”: il furetto, infatti, sente spesso il bisogno di rintanarsi lontano da occhi indiscreti.

    La posizione ideale per questa gabbia è un luogo asciutto e tranquillo, dove il piccolo animale possa sentirsi sempre al sicuro: sono da preferire i posti della casa più caldi e riparati dalle correnti d’aria, dalle intemperie e dalla luce solare troppo forte. Come lettiera bisogna evitare le classiche sabbie polverose e optare, invece, per una sabbietta specifica a base di mais.

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    Alimentazione Furetto

    Il furetto, nome scientifico Mustela putorius furo, è un animale carnivoro obbligato. Il suo apparato gastroenterico piuttosto corto è quindi fatto per digerire e assimilare materiale prettamente proteico, mentre non gli consente di metabolizzare carboidrati, fibra e proteine vegetali.
    Per tale motivo i nutrizionisti hanno studiato formulazioni specifiche disponibili sia nel formato umido sia in crocchetta.

    Le crocchette offrono il vantaggio di poter esser lasciate a disposizione dell’animale, abituato a fare piccoli pasti durante tutta la giornata. Inoltre, rispetto all’umido rallentano la formazione del tartaro, il quale causa alla lunga di problemi come gengiviti e stomatiti.

     

    Quanti tipi di crocchette esistono e come sceglierle

    Per i giovani furetti (fino all’anno di vita) esistono mangimi specifici per garantire loro una crescita sana ed un corretto sviluppo corporeo. Sono alimenti altamente tollerabili, formulati con ingredienti di prima scelta, correttamente bilanciati e adatti ai fabbisogni specifici dei cuccioli in fase di crescita.
    Per gli adulti sono disponibili numerose formulazioni: dal composto di diversi tipi di crocchetta a quella con la formula “tutto in uno”, per prevenire l’assunzione selettiva del cibo. Sono disponibili anche particolari crocchette destinate ai furetti adulti molto attivi che presentano esigenze nutrizionali nettamente superiori rispetto ai propri simili “sedentari”.
    Recentemente è stato formulato anche un tipo di crocchetta specifica per furetti con problemi cutanei. Infatti, l’aggiunta all’alimento di alcune piante officinali ad azione anti-infiammatoria e anti-parassitaria, di microrganismi ad attività probiotica e di antiossidanti rendono questi composti particolarmente indicati per quei furetti che presentano patologie della cute e degli annessi cutanei.
    Anche per i furetti anziani esistono formulazioni apposite. A partire dal 5° anno in poi è, infatti, consigliabile somministrare un alimento a ridotto contenuto energetico, proteico e minerale per supportare il loro delicato metabolismo.
    Infine si possono trovare anche crocchette altamente appetibili, appositamente studiate per essere utilizzate come complemento nutrizionale, e da usarsi come “premio” per educare il furetto.

    I cibi commerciali più indicati sono le specifiche crocchette per furetti, con elevato contenuto proteico, ma se preferisci o vuoi variare il pasto a questo animale puoi scegliere le crocchette per gatti di Eukanuba e di Hill’s.
    In ogni caso se vuoi gratificare la bestiola gli puoi concedere il grasso del prosciutto, l’uovo e il lardo.
    Presta molta attenzione anche alle etichette dei cibi confezionati. Il valore proteico deve essere compreso tra il 32 e il 38 %, è troppo basso un livello inferiore al 30 % e nocivo, soprattutto per i reni, un valore superiore al 40 %. Accertati che il contenuto sia di alta qualità e ricordati che la carne ideale è quella di pollo, anche se si tratta di prodotti specifici per altri animali.
    Il furetto produce, con la sua frequente masticazione, tanto tartaro che può portare danni a carico di gengive e all’indebolimento della dentatura, quindi se vuoi prevenire questo problema servi frequentemente pasti secchi, come le crocchette. Se scegli un pasto umido ricorda di cuocere sempre la carne per evitare malattie ed infezioni e di mantenere basso il livello di fibre, che non sono importanti per il furetto.
    La salute dell’animale e la correttezza dell’alimentazione le puoi sempre verificare dalle feci che sono generalmente dure, non devono essere mai liquide e che in caso di cucina casalinga posso risultare comunque più morbide.
    Evita assolutamente la panna, il latte, i gelati, lo zucchero, la cioccolata, la liquirizia, l’aglio e la cipolla.
    Controlla la crescita di peso dell’animale, che è esponenziale nei primi tre anni di vita e che non deve sfociare in obesità. In questo ultimo caso è preferibile passare a cibi più magri senza variare le quantità.
    Se pensi che il regime alimentare del furetto non sia corretto puoi facilmente reperire in commercio integratori specifici da somministrare quotidianamente.
    Non dimenticare mai che la giusta alimentazione è fondamentale per la salute di questa razza animale.

    Non dimenticare di lasciare sempre l’acqua pulita nel comodo dispenser e ricorda che il furetto digerisce in modo veloce quindi è importante che abbia un pratico e costante accesso al cibo per effettuare tanti piccoli pasti.

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    Come Addestrare il Furetto

    Molte persone sono convinte del fatto che il furetto per le sue caratteristiche fisiche appartenga alla categoria dei roditori, niente di più errato! Se ancora non ne eri a conoscenza, il furetto è un simpatico carnivoro e per giunta si adatta facilmente alla vita domestica. Naturalmente i primi tempi devi avere molta pazienza e impartirgli le regole basilari per una pacifica convivenza familiare ma, con qualche piccolo consiglio, tutto diventerà più semplice.

    Il furetto e i suoi “bisognini”: la prima sfida che sarai chiamato ad affrontare è di sicuro la prova lettiera. Questo grazioso animale al pari del gatto riesce a utilizzare la casettina igienica, anche se qualche volta sembra dimenticarsi delle buone maniere e puoi ritrovarti qualche spiacevole sorpresa in giro per casa. Le prime volte restringi lo spazio d’azione del tuo nuovo amico, poni la lettiera all’interno della sua gabbietta e premialo con qualcosa di goloso quando centra il bersaglio. Dopo qualche tempo puoi togliere la cassetta igienica dalla gabbietta e porla in un angolo ben preciso della casa, naturalmente fai in modo che sia un posto facilmente raggiungibile. Ti do una piccola dritta, il furetto generalmente fa i suoi bisogni dopo circa un 15-20 minuti dal risveglio, perciò occhi aperti in questo intervallo di tempo e se vedi che sta per fare i suoi bisogni ma non si è recato nella lettiera ti consiglio di accompagnarlo. Se l’animale non riuscisse ad arrivare in tempo nella cassettina non picchiarlo, al massimo sgridalo con un secco “No” e non degnarlo della tua attenzione per qualche tempo, al contrario, fintanto che non ha acquisito come proprio il giusto comportamento, continua a premiarlo in modo da associare quel gesto a qualcosa di piacevole.

    Il furetto e l’incontrollabile mordacità: accade quando meno te lo aspetti per lo più durante uno dei vostri momenti di gioco e mentre tu ti diverti lui ti assesta un bel morso sulla mano. Cosa devi fare e cosa non devi assolutamente fare in questo caso? Per insegnarli a non morsicare o perlomeno a stringere meno sgridalo con un “No” secco ma senza spaventarlo e mettilo in castigo per qualche minuto nella sua gabbia in modo che associ il morso alla punizione. La cosa più sbagliata è ritirare la mano e lasciarlo scappare, perché assocerebbe il morso al fatto che tu l’hai lasciato andare e ogni volta che non vuole essere preso in braccio o vuole scendere scatterà in automatico il morso.

    Ricordati che qualsiasi cosa tu voglia insegnare al tuo nuovo amico il metodo più efficace da utilizzare è sempre quello della ricompensa: gratificalo con qualcosa di goloso quando compie i gesti giusti e sgridalo con un “No” quando sbaglia.

    La logica educativa di base deve essere sempre quella del classico schema “se ti comporti bene avrai un premio” e “se non rispetti le regole sarai punito”.
    Nel caso di tutti gli animali la forma di gratificazione più chiara ed efficace è sempre quella legata ad un cibo da loro particolarmente gradito. Più stretto sarà il legame tra la corretta esecuzione di un certo comportamento e il godimento del premio di tipo alimentare ricevuto dal furetto, più il messaggio risulterà chiaro.
    In chiave punitiva spesso è sufficiente privare l’animale della nostra attenzione dopo che ha fatto qualcosa di sbagliato, per comunicargli il nostro dissenso. Gli animali sono infatti molto più sensibili a questo tipo di atteggiamento di distanza da parte dei loro proprietari di quanto si possa credere.
    L’insegnamento più importante, trattandosi di furetti da tenere nelle proprie abitazioni, è quello di fargli capire che deve servirsi ella lettiera per i propri bisogni fisiologici.
    In tal senso bisogna procedere come segue: dopo avere sistemato una lettiera all’interno della gabbietta, si deve tenere il furetto all’interno di essa. Avendo pochissimo spazio per scegliere dove andare, l’animale userà la lettiera. A questo punto, ed è questo il passo fondamentale, dovrete fare attenzione a ricompensarlo tutte le volte che utilizzerà la lettiera correttamente, dandogli un boccone di cibo che a lui risulta particolarmente gradito.
    Dopo un certo numero di episodi, quando vi appare chiaro che l’animaletto ha imparato la lezione, potrete sistemare la lettiera nell’angolo della casa che si sembra più opportuno. L’intelligenza dell’animale farà il resto.

     

    Come Lavare il Furetto

    L’igiene e la pulizia sono requisiti fondamentali per la salute ed il benessere di ogni pet.

    I furetti sono animali molto puliti ed avvezzi a “lavarsi” da sé. Ciononostante talvolta occorre intervenire per assicurare una pulizia più profonda e un’igiene adeguata all’abitazione del padrone, soprattutto durante la stagione della muta, così da eliminare il pelo in eccesso e da impedire che ne ingerisca quantità eccessive che compromettano il suo stato di salute.

    Il bagnetto: il furetto dovrebbe essere lavato circa ogni due mesi, meglio una volta al mese se il nostro amico si sporca facilmente giocando; non eccedere comunque nella frequenza dei lavaggi. Tutto quello che serve è uno shampoo adatto alla sua pelliccia: se ne trovano di molti tipi nei negozi specializzati di animali. Se il piccolo peloso ha un contagio da pulci, intervenire tempestivamente utilizzando uno shampoo antipulci per gattini. Durante il bagno, prestare molta attenzione alle correnti d’aria fredda, pericolose per la sua salute. Basta riempiere il lavandino (o una bacinella) con un basso livello di acqua tiepida e procedere insaponando il furetto con lo shampoo apposito. È bene sorreggere l’animale durante tutta l’operazione, avendo cura che la testa del pet sia sempre sopra il livello dell’acqua! Sciacquare poi il furetto ed asciugarlo con un panno, anche se l’animale tendenzialmente provvede autonomamente ad asciugare la sua pelliccia. Durante i mesi invernali è bene asciugare completamente l’animale con l’aiuto del phon.

    Il furetto va spazzolato costantemente soprattutto nei periodi in cui ha la muta del pelo: in commercio sono disponibili apposite spazzole per furetti; in alternativa si può utilizzare, sempre con la massima delicatezza, una spazzola per gatti dello stesso tipo, prestando attenzione a spazzolare l’animale con molta delicatezza.

    Risulta essere importante sorvegliare la lunghezza delle unghie del furetto: unghie troppo lunghe rischiano di far rimanere l’animale impigliato in oggetti e tessuti. Occorre procedere al taglio delle unghie circa ogni due mesi, utilizzando per l’operazione un tronchesino.

    Anche la pulizia delle orecchie è molto importante per l’igiene del furetto. Tutto quello che serve è un cotton fioc ed una soluzione adatta alla pulizia di questo distretto. I furetti hanno una piccola borsa sul dorso dell’orecchio che deve essere periodicamente detersa a fondo. È bene fare attenzione a non spingersi oltre i canali interni dell’orecchio, procedendo unicamente alla pulizia della zona che riusciamo a vedere. Effettuando dei movimenti circolari verso l’esterno, si eviterà di introdurre eventuali accumuli di impurità all’interno dell’orecchio, dove potrebbero dare origini ad infezioni.

    Come Viaggiare con un Furetto

    Se si tengono costantemente in mente tutte le esigenze del furetto, portare questo animale in viaggio non è solo possibile, ma può trasformarsi in una esperienza straordinaria.

    Se il viaggio viene fatto in auto, bisogna procurarsi un trasportino in cui il furetto deve rimanere chiuso per tutto il viaggio. Lasciare il furetto libero di muoversi all’interno dell’auto può avere infatti delle conseguenze tragiche; basti pensare ad un furetto che inconsciamente va a disporsi tra i pedali di guida.

    Il trasportino deve assolutamente essere previsto anche da chi decide di affrontare, insieme al proprio furetto, un viaggio in aereo, in treno, in nave oppure in autobus. Non dimenticate inoltre di portare dietro tutte le provviste necessarie al furetto durante il viaggio. Acqua e cibo non devono mai mancare per far star bene il vostro animale come a casa vostra. Se decidete di viaggiare in treno, in nave o in aereo, dovrete evidenziare la presenza del furetto al momento della prenotazione o all’acquisto del biglietto. Difficilmente le compagnie prevedono una sovrattassa per il trasporto di questo animale, ma la sua presenza deve assolutamente essere segnalata prima di intraprendere il viaggio.

    Un’ultima accortezza che non deve mai esser dimenticata è il comportamento da tenere in caso in cui il viaggio sia finalizzato ad un soggiorno-vacanza. Se la vacanza prevede un alloggio diverso da casa di parenti ed amici, ricordatevi di appurare che l’albergo o il villaggio meta della vostra vacanza accetti al proprio interno la presenza del vostro furetto. Ormai quasi tutte le strutture prevedono la presenza di animali, anche se purtroppo non è raro trovare strutture alberghiere ostili a chi desidera portare con sé i propri “amici inseparabili”, prevedendo supplementi notevoli, che si aggirano attorno ad un dieci per cento di aumento del prezzo previsto per la camera.

    Non perdete mai di vista il vostro animale in albergo. Non recatevi mai in spiaggia o a passeggio, lasciando il vostro furetto in camera. Il personale, non abituato a questo animale, potrebbe lasciarselo fuggire, magari durante le pulizie e il cambio d’aria. Un furetto che fugge, difficilmente in grado di tornare indietro, va incontro ad una morte quasi certa.

  • Puzzola Americana o Moffetta – Allevamento, Alimentazione e Caratteristiche

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche della puzzola americana o moffetta e come allevarla.

    La moffetta, comunemente nota come puzzola americana, è un lontano parente del furetto ed è ancora poco diffuso nelle case degli italiani. Ecco di seguito una breve guida per allevarne un esemplare.

    Caratteristiche Moffetta

    NOME ITALIANO: Moffetta comune
    SPECIE: Mephitis mephitis
    LUNGHEZZA: 45 cm
    DISTRIBUZIONE: America Settentrionale
    PHYLUM: Cordati
    CLASSE: Mammiferi
    ORDINE: Carnivori
    FAMIGLIA: Mustelidi
    GENERE: Mephitis

    Le moffette appartengono alla famiglia delle Mustelidae, insieme alle donnole, i furetti, ed i visoni. Tutti possiedono una ghiandola odorifera, con le moffette che possiedono quella più forte. Molto tempo fa in Europa, le ghiandole odorifere degli animali che facevano parte di questa famiglia, erano usate per fare una base per i profumi.

    Quattro specie di moffette sono originarie del Nord America, con la moffetta striata che è la più comune. a. La moffetta comune (Mephitis mephitis) si trova in tutti gli Stati Uniti, in Messico e nel Canada meridionale. La sua lunga pelliccia è generalmente nera, con una stretta striscia bianca sulla fronte e una striscia bianca, di solito singola, a volte doppia, che corre dalla testa per tutto il dorso e in qualche caso si estende anche alla coda. Le zampe sono relativamente lunghe. Hanno una lunghezza di circa due piedi, senza comprendere la coda, e possono pesare fino a quattordici pound (quella è una moffetta gigante). Sua cugina, la moffetta maculata, è molto più piccola. Quando sono minacciate, molte moffette rimangono immobili sulle proprie zampe anteriori e spruzzano direttamente sopra le teste.

    Le moffette sono degli animali solitamente notturni ed il loro odore rivela a tutti che una moffetta si trova nei dintorni. La loro dieta consiste maggiormente d’insetti e piccoli roditori, ed a tale proposito, le moffette sono molto utili. Quando le moffette scavano un giardino o un prato, di solito sono alla ricerca di larve ed altri insetti commestibili, ma alcune volte mangeranno radici e piante.

    Molti allevatori credono che le moffette tengano sotto controllo le popolazioni dei roditori. La moffetta comune si riproduce nel tardo inverno o all’inizio della primavera. La tana, rivestita di materiali di origine vegetale, può essere un buco, abbandonato da un altro animale o scavato appositamente dalla moffetta. Qui la femmina dà alla luce da uno a dieci piccoli, dopo un periodo di gestazione che va da 59 a 77 giorni. I nuovi nati succhiano il latte della madre per 8 o 10 settimane, dopodiché la seguono nelle battute di caccia. Durante l’estate i maschi conducono vita solitaria. Le femmine e i loro piccoli spesso occupano una tana insieme, a volte anche con un maschio, per tutto il periodo del sonno invernale, che non è un vero e proprio letargo.

    Come Allevare una Puzzola Americana

    Disporre una cuccia morbida ed accogliente per l’animale, meglio se collocata in un angolo protetto e buio, poiché la moffetta è un animale timido ed ha particolare bisogno di sentirsi al riparo e al sicuro. Posizionare nei pressi della sua cuccia anche una cassetta per i suoi bisogni, con il fondo ricoperto di sabbietta o, ancora meglio, con dei fogli di carta assorbente.
    Allestire la sua “zona giorno” con un contenitore per l’acqua e uno per il cibo, in particolare con crocchette per cani o verdure fresche, come cavoli, carote, cetrioli.

    Importante è naturalmente affidarsi ad un buon veterinario per tutte le cure e i metodi di prevenzione per il nuovo amico. La moffetta può essere colpita dalle affezioni tipiche dei cani e dei gatti e dunque è importante sottoporla alle vaccinazioni: quattro profilassi prima che entri in casa, saranno poi sufficienti due richiami all’anno per gli anni successivi. Fondamentale la prevenzione contro la filariosi, con alcune pastiglie da somministrare all’animaletto a protezione dalle punture mortali di alcune zanzare. L’antirabbica può essere necessaria soprattutto nel caso di viaggi all’estero con la puzzola americana.

    Altre operazioni importanti sono lo sghiandolamento, essenziale per impedire alla moffetta di spruzzare il suo liquido, che espande un olezzo poco piacevole, e la sterilizzazione.

    Se si preferisce non far accoppiare la moffetta si può procedere (ma non in età troppo giovanile) alla sterilizzazione dell’animale. Questa operazione dovrebbe contribuire alla riduzione della sua naturale aggressività.

    Una corretta alimentazione è naturalmente uno degli aspetti notevoli per allevare correttamente la puzzola americana. La moffetta necessita di essere nutrita due volte al giorno con il giusto apporto di calcio. Una eventuale carenza di questo elemento potrebbe determinare malesseri con crisi convulsive, scongiurabili con un integratore di calcio prescritto dal veterinario.

    L’80-90% della dieta, a qualunque età, deve essere costituito da vegetali: il resto può essere rappresentato da formaggio fresco magro tipo cottage, yogurt magro (un cucchiaino al giorno per un adulto), carne di pollo, uova (uno alla settimana), cibo per cani.

    Sono assolutamente da evitare cibi per gatti di qualunque tipo, cibi per cani ad alto tenore proteico, cibi fritti, semi di girasole e qualunque alimento ricco di grassi, tutti gli alimenti che contengono diossido di zolfo come conservante, la cioccolata (è tossica!), il polline (può causare reazioni allergiche).

    4-8 SETTIMANE: a questa età le piccole moffette devono fare 4 pasti al giorno. Si devono mettere a disposizione vegetali freschi tagliati a pezzetti (insalata, carote, cetrioli, pomodori, piselli, mais, funghi, cavolo, un pò di frutta, ecc.) e cibo per cani di ottima marca (Hill’s canine growth o Eukanuba puppy) in crocchette ammollato in acqua o latte per cuccioli (tipo Esbilac o Lactol). Inoltre si aggiungerà a un pasto del formaggio fresco tipo cottage, a un altro dello yogurt e a un terzo della carne di pollo. Il tasso di crescita dei piccoli è molto alto, e oltre questa età non è indicato fornire del cibo per cani del tipo per accrescimento.

    8-12 SETTIMANE: la dieta è fondamentalmente la stessa e si somministrano 3 pasti al giorno. Il cibo per cani può essere offerto secco in ragione di 10-20 croccantini e si può cominciare a offrire tutti i giorni un biscotto (UNO!). In uno dei tre pasti aggiungere un quarto di cucchiaino di latte in polvere per cuccioli, e somministrare quotidianamente un integratore vitaminico per gatti ricco di taurina e acidi grassi essenziali. Pop corn o uva passa vanno bene come premio o come spuntino prima di andare a letto.

    12-16 SETTIMANE: i pasti possono essere ridotti a due, più un biscotto al giorno. Sempre latte in polvere nel cibo, ma ridurre i croccantini a 8-10.

    Dai 4 MESI AI 3 ANNI: uno o due pasti al giorno, più il solito biscotto. Non basarsi sulle richieste di cibo dell’animale perché conducono in breve tempo all’obesità: entro limiti ragionevoli le sue richieste vanno soddisfatte sempre con verdure.

    Oltre I 3 ANNI: bisogna ridurre ulteriormente il carico proteico e lipidico, utilizzando cibo per cani light: questo può essere eliminato del tutto dopo i 5 anni. Si continua a somministrare verdure di vario tipo, un po’ di frutta, riso, carne di pollo. Se alimentati in modo corretto questi animali possono superare i 20 anni di vita.

    La puzzola americana è un animale timido, ma anche giocherellone. Va lasciato libero di muoversi per casa, anche se ahimè rappresenta un potenziale pericolo per i mobili: alle moffette piace tanto scavare con le unghie.

    Come Addestrare una Puzzola

    Contrariamente a quanto si pensa, la puzzola non deve essere bistrattata per il caratteristico odore che emana per difesa, perché se destinata all’addomesticamento, le ghiandole odorifere vengono rimosse. Questi piccoli animaletti bicolore dall’aria buffa e simpatica, con la giusta educazione, possono dare tanto amore.

     

    La prima regola da seguire nell’addestramento di questo animale è sicuramente quella di farlo sentire un membro della famiglia, con un atteggiamento di positività e di coccole durante il processo di formazione. Stabilire un sentimento di vicinanza con il proprio pet serve anche a incoraggiarlo ad assumere un buon comportamento. Giocando con il proprio cucciolo di puzzola è possibile, inoltre, educarlo ai comportamenti accettabili o meno come, ad esempio, per la masticazione. Rosicchiare e mordicchiare le mani del padrone o gli oggetti sono atteggiamenti che devono subito essere vietati e che la puzzola deve eliminare, in quanto con la crescita la sua dentatura diventa forte e potente.

    Altro fattore importante da valutare è la posizione della lettiera, che deve essere in un punto facilmente accessibile dal pet. All’inizio dell’addestramento è consigliabile limitare l’area di mobilità della puzzola, posizionando la lettiera nella “sua stanza”, in questo modo capirà dove deve espletare i suoi bisogni. Una volta che il cucciolo avrà imparato a considerare quest’ultima come il suo spazio personale, allora sarà possibile espandere l’area di movimento.

     

    Più giovane è la puzzola, più sarà facile gestirla. Questo elemento è particolarmente importante per quanto riguarda la pulizia e la toelettatura: compiti come il bagno o il taglio delle unghie possono risultare molto impegnativi all’inizio; quando la puzzola si abituerà alla routine, queste attività saranno senz’altro meno difficoltose da affrontare.

     

    Un ultimo consiglio: tenere sempre a portata di mano un premio. Ricevere una gratificazione per ogni comportamento corretto sarà un incentivo per la condotta futura dell’animale. Durante il periodo di allenamento, abituarsi l’uno alla presenza dell’altro può sembrare problematico: “pazienza” rimane perciò la parola chiave.

  • Come Identificare un Cane

    Nonostante la varietà di forme e taglie, le odierne razze di cani domestici discendono tutte dal Lupo Grigio. Il processo di addomesticazione cominciò più di 12.000 anni fà, probabilmente in regioni disparate dell’emisfero settentrionale, al tempo in cui i lupi avevano una distribuzione geografica e numerica di gran lunga maggiore di quella odierna. I primi cani semiselvatici furono probabilmente utilizzati per la conduzione e la guardia degli armenti e non come cani da compagnia.
    Il cane (Canis lupus familiaris) è un mammifero carnivoro ascritto al genere Canis (famiglia canidi). Con la domesticazione si è distinto dal suo predecessore, il lupo, del quale rappresenta una forma neotenica (anche se a riguardo c’è ancora qualche divergenza) e rispetto al quale ha canini meno aguzzi, intestino più lungo, ed è privo di artigli affilati. Il cane è estremamente variabile nelle sue caratteristiche biologiche, per la selezione operata dalla natura (dalle zone di provenienza) e soprattutto dall’uomo. Il peso può variare da 700 g ai 90 kg. Ha un ciclo mestruale ripetuto due volte l’anno (al contrario dei lupi che hanno un solo periodo d’estro) e questa caratteristica è dovuta in parte all’uomo per facilitare l’allevamento e la selezione.

    I Reperti Archeologici hanno provato che decise differenziazioni nelle taglie dei cani domestici datano a più di 9000 anni or sono, anche per cani viventi nella stessa regione. Questa tendenza sembra essersi accentuata al tempo dei Romani, quando si definirono le caratteristiche di molte fra la razze odierne. In quel periodo i cani erano utilizzati largamente per gli stessi scopi attuali, caccia, lavoro con il bestiame, guardia alle proprietà ed anche per compagnia. L’allevamento altamente selettivo e il naturale adattamento alle diverse condizioni climatiche, portò all’apparizione di moltissime nuove specie di cani nel medioevo. Già nel 1800 si erano evolute molte razze da caccia fra le più intelligenti e specializzate.

    Il metodo di identificazione dei cani utilizzato si basa sull’individuazione delle caratteristiche fisiche principali degli animali. Le razze sono state divise in gruppi, prima con riferimento alla taglia (Grande, Media e Piccola), poi alla testa (Rotonda, Allungata o quadrata), al tipo di orecchie (Lunghe, Erette, Corte) e da ultimo al tipo di Mantello (Corto, Lungo, Duro). Si potrà così identificare un tipico rappresentante di quel gruppo (per esempio: Cane piccolo, con testa arrotondata, orecchie lunghe, pelo corto) ; sono inoltre indicati le razze con caratteristiche similari sono descritte e illustrate. In qualche caso una razza può essere inclusa in più di un gruppo.

     

    TAGLIA
    Risulta essere la caratteristica più evidente che differenzia le singole razze. Le razze sono state divise in tre categorie (Grande, Media, Piccola) e l’altezza viene misurata considerando il punto più alto del dorso, chiamato Garrese, metodo questo sempre usato nelle esposizioni, secondo le norme degli standard.

    FORMA DELLA TESTA
    Risulta essere una caratteristica non esattamente valutabile come l’altezza, tuttavia le razze sono state suddivise in tre grandi categorie; testa arrotondata, testa allungata e quadrata. Le razze a testa tonda tendono ad avere il muso corto; le razze con testa allungata il muso lungo; le razze a testa quadrata hanno mascelle corte.

    FORME E LUNGHEZZA DELLE ORECCHIE
    La forma e la lunghezza delle orecchie variano molto. Le orecchie erette captano le onde sonore con grande efficienza, ma nei segugi, che si affidano all’odorato per localizzare la selvaggina, le orecchie sono pendenti. Essendo il canale uditivo coperto dal lembo cartilaginoso, l’orecchio interno, molto sensibile, é protetto quando il segugio insegue la selvaggina riducendo anche il pericolo che semi o spine vi si introducano. Le orecchie corte gli permettono di andare in tana più facilmente e perciò vengono preferite per le razze Terrier.

    IL MANTELLO.
    Un’altra caratteristica importante che agevola l’identificazione di una razza è il suo mantello. Questo può essere suddiviso in corto e lungo, sulla base della sua misura, mentre la terza categoria, pelo duro, viene distinta dalla tessitura. Qualche razza, come i bassotti, ha tre tipi di pelo, mentre altre razze possono essere a pelo corto o lungo, anche se una delle due varietà tenderà a predominare.
    -PELO CORTO
    Conferisce un aspetto liscio, levigato, con il pelo aderente al corpo.
    -PELO LUNGO
    Di solito ha un sottopelo, molto denso e resistente all’acqua.
    -PELO DURO
    Denso e ruvido, è presente nelle razze che lavorano sottobosco.

    CODA
    La coda dei cani ha diverse lunghezze e forme, ma riconoscerle non è essenziale per l’identificazione di una razza.