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  • Dove e Come Passeggiare con il Cane

    In questa guida mettiamo a disposizione alcuni consigli utili su dove e come fare una passeggiata con il cane.

    I ritmi frenetici della vita metropolitana e l’ambiente che ci circonda, povero di spazi verdi e pieno di cattivi odori e rumori fastidiosi, sono tra le cause principali dell’insorgere di comportamenti problematici dei nostri cani, così come delle persone, del resto.

    Facciamo mille cose al giorno e spesso a fine giornata siamo stanchi e un po’ frustrati perché non troviamo il tempo per dedicarci alle attività che ci fanno stare bene. I nostri cani vivono la stessa nostra frustrazione: a casa si annoiano a morte aspettando il nostro ritorno e quando finalmente li si porta fuori, il più delle volte, non gli è concesso di fare qualcosa di veramente interessante per loro: non hanno infatti il tempo necessario per sfogare i loro bisogni primari, che non sono solo quelli fisiologici di sporcare, oltre naturalmente a mangiare, bere e dormire.

    “Porto il cane a fare i suoi bisogni” è una frase riduttiva rispetto alle vere necessità del nostro amico a quattro zampe, che da questa scarsa attenzione possono vedere compromesso il proprio benessere psicofisico. L’uscita non va dunque considerata semplicemente come un impegno finalizzato all’espletamento delle esigenze fisiologiche, altrimenti non si spiega perché un cane dovrebbe seguirci al guinzaglio (invece di trascinarci!), o ascoltarci (invece di ignorare ogni richiamo!) se per lui siamo soltanto un “accompagnatore”? Ecco come organizzare la passeggiata all’insegna del divertimento nel pieno rispetto del benessere del nostro amico.

    Responsabilità e consapevolezza

    Sappiamo veramente quali sono le necessità del nostro cane? Sappiamo come si sente, se è felice? Ci siamo mai chiesti se fa una vita appagante? Vivere con un cane comporta responsabilità e consapevolezza da parte nostra.

    Dobbiamo essere consapevoli che i cani, più di ogni altra cosa, desiderano stare con noi, passare il tempo in compagnia del loro riferimento affettivo. Oltre a questo però dobbiamo comprendere che sono animati da un’enorme vitalità, che li porta a desiderare stimoli, novità ed esperienze diverse, come socializzare, muoversi, esplorare, annusare, scoprire.

    E queste sono anche le ragioni per cui, da migliaia di anni, l’uomo ama così tanto i cani: sono esseri diversi da noi ma anche molto simili, che hanno il potere di ricordarci di fare cose semplici ma allo stesso tempo fondamentali per il nostro equilibrio fisico e mentale, come ad esempio una bella passeggiata, ogni giorno, insieme a loro.

    L’uscita giornaliera rappresenta quindi un momento fondamentale nella vita con il nostro cane, e se diventa un tempo di qualità ne derivano grandi benefici alla nostra relazione. E allora, nel reciproco interesse, abituiamoci a uscire con il nostro cane con l’obiettivo di goderci la passeggiata, oziando all’aria aperta, con il sorriso sulle labbra e dimenticandoci il cellulare, felici di trascorrere un po’ di tempo con la testa sgombra da qualsiasi pensiero. Una semplice passeggiata, fatta con il giusto atteggiamento, è una medicina potente per il fisico e per lo spirito.

    Tenere per mano è diverso da incatenare

    Appena gli impegni ce lo permettono, andiamo a passeggiare lontano da smog e rumori. Meglio prendere la macchina e perdere qualche minuto per raggiungere un bel parco. Non ci sono scuse! Tutti abbiamo un parco raggiungibile in 10 minuti con la macchina.

    Qui lasciamo che il cane annusi in pace ed esplori senza fretta: per lui questi sono bisogni fondamentali, oltre che un enorme piacere, proprio come per noi leggere un libro appassionante. In qualche modo sta leggendo le notizie che gli interessano!

    Interagiamo con lui guardandolo, sorridendogli, facendogli capire che siamo insieme, in sintonia, finalmente a goderci il nostro tempo. Se non ci sono altri cani nelle vicinanze, regaliamogli, ogni tanto, dei bocconcini che ama, buttiamoli nell’erba, fra i cespugli e facciamoglieli cercare.

    Giochiamo insieme se ce lo chiede. Impariamo a maneggiare con cautela il guinzaglio che deve essere una cintura di sicurezza e non uno strumento di prigionia: “c’è una grande differenza tra tenere una mano e incatenare un’anima”. Torniamo bambini per qualche minuto e facciamoci guidare anche dal cane. Passeggiamo, muoviamoci e, ogni tanto, scopriamo luoghi nuovi, i cani amano camminare ed esplorare. Non fermiamoci sempre e solo nelle aree cani.

    Appena possibile lasciamolo libero

    Diciamo subito che è importante un “bilanciamento” tra le fasi della passeggiata: il cane deve trascorrere almeno metà dell’uscita assieme a noi, mentre per il resto del tempo va lasciato libero di giocare con i suoi simili o di girovagare. L’inizio della passeggiata è il momento dedicato ai bisogni fisiologici e alla possibilità di correre in piena libertà. In seguito è bene passare all’impostazione, o al ripasso, degli esercizi di educazione, che vanno alternati a momenti di gioco e coccole e ad altri momenti di libertà: sessioni brevi e divertenti sono alla base di un buon addestramento. Infine, se abbiamo un cane socievole, possiamo lasciarlo libero di interagire con i suoi simili, sempre però nel rispetto di alcune regole basilari (vedi box).

    Certamente dobbiamo farlo solo ed esclusivamente dove è possibile e in piena sicurezza, sia per il nostro cane, sia per tutti gli esseri viventi che ci circondano. I cani possono esprimersi al meglio accanto all’uomo se vivono liberi: “…non lo libero perché ho paura che non torni…”, “…non lo libero perché ho paura che non mi ascolti…”, “…non lo libero perché ho paura che non mi segua…”, “…non lo libero perché ho paura che aggredisca gli altri cani…”.

    Ecco le scuse più comuni. I cani in realtà sono fra gli esseri viventi più sociali: seguono, tornano e ascoltano per definizione. Siamo noi che, ignorando quello che ci trasmettono e le loro necessità, li confondiamo a tal punto da non permettergli di capire come devono comportarsi.

    Una raccomandazione importante: se non possiamo ancora liberare il nostro cane perché non torna al richiamo o perché è aggressivo, prima di sganciare il moschettone, chiediamo aiuto a una persona esperta che ci aiuti a risolvere il problema, perché se non liberiamo mai il nostro cane significa che abbiamo un problema!

    E poi: se non permettiamo al nostro cane di vivere la maggior parte del suo tempo in libertà, come facciamo a definirci suoi amici? Avete mai pensato alla frustrazione di un essere vivente nato per vivere libero e all’aperto, che è costretto a stare in casa, o in giardino, tutto il giorno, salvo uscire per sporcare legato a un guinzaglio. E magari viene pure strattonato e rimproverato perché si sofferma troppo ad annusare! Dobbiamo fare almeno un’uscita di qualità al giorno: un’ora è il “minimo sindacale!”. Oltre alle uscite “solo” per sporcare, naturalmente. Dove troviamo il tempo con tutto quello che abbiamo da fare? Il tempo si trova, bisogna volerlo.

    Un personale consiglio è quello di svegliarsi presto la mattina e scoprire che le prime luci dell’alba portano con loro un’energia unica e che una bella passeggiata in compagnia del nostro caro amico cane è benefica anche e soprattutto per noi.

    Scrollatevi di dosso la pigrizia, caricate il cane in macchina e, in qualsiasi momento della giornata, trovate il tempo per andare a passeggiare in un parco.

    Vale sempre la pena di ricordare che, onde evitare il rischio di torsione dello stomaco, in particolare nelle razze di taglia grande, il cane non deve mai mangiare prima di svolgere attività fisica, soprattutto se intensa. Organizziamoci perciò in modo sa somministrare i pasti dopo le passeggiate. Durante la passeggiata, dopo che il cane ha corso, possiamo però somministrargli del cibo secco come rinforzo per una buona condotta al guinzaglio, o durante una sessione d’educazione, o per proporre dei divertenti giochi di nosework, una sorta di caccia al tesoro che mette alla prova il fiuto del nostro amico, ma di questo avremo modo di parlare nei prossimi numeri della rivista.

    Regole basilari

    Evitiamo di proporre giochi o cibo se nelle vicinanze ci sono altri cani, potrebbero essere motivo di competizione
    Non commettiamo il grave errore di chiamare il nostro cane solo al momento di andar via: sfruttiamo questi momenti di libertà per rinforzare il richiamo
    Molti cani amano il gioco fisico, ma è importante evitare che la situazione porti a uno stato di sovraeccitazione: alla lunga i cani tendono a perdere il controllo e le conseguenze possono essere spiacevoli

    Cosa portare con noi

    sacchetti per le deiezioni (che vanno usati e non solo legati al guinzaglio in bella vista)
    museruola (obbligatoria per legge sui mezzi pubblici)
    un gioco (sassi e bastoni sono da evitare)
    acqua (se non incontriamo una fontana sul percorso)
    alimenti premio, possono sempre tornare utili.

    Si tratta di regole semplici da seguire.

  • Cane Boxer – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del cane Boxer, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    Di nazionalità tedesca, razza recente in quanto nasce ufficialmente all’esposizione del 1895 (anno di fondazione del Boxer Club) per incrocio del piccolo Bullenbeisser (Brabantino) e il Bull Dog inglese da parte di un gruppo di cinofili di Monaco di Baviera. Lo standard nacque nel 1902 e completamente revisionato e fissato nel 1920.

    Standard

    Gruppo: II – Pinscher e Schnauzer – Molossoidi – Cani da montagna e bovari svizzeri
    Sezione: Molossoidi
    Nome: Boxer
    Tipo: Utilità e difesa, compagnia.
    Origine: Germania
    Altezza al garrese: Femmine 57-59 cm. Maschi 57-63 cm.
    Peso: Femmina almeno 25 kg. Maschi almeno 30 kg.
    Pelo: Corto, duro, brillante e aderente
    Colore: Fulvo e tigrato, sono ammesse macchie bianche purchè non superino un terzo del colore di fondo. Dal 2005 l’Enci rilascia pedigree anche a soggetti completamente bianchi con la dicitura soggetti non idonei alla riproduzione, questi possono partecipare a prove di lavoro ma non a esposizioni.
    Testa: Muso corto e largo, stop ben marcato. Tartufo largo e un po’ all’insù. Il labbro superiore deve coprire interamente la bocca e i denti non si devono vedere quando la bocca è chiusa.
    Orecchie: Dal 2007 è vietata la conchectomia (taglio delle orecchie), hanno forma triangolare rivolte in avanti e sono alte.
    Occhi: Scuri, espressivi e non troppo piccoli, non sporgenti in posizione sub-frontale.
    Coda: Dal 2007 è vietata la caudectomia (taglio della coda) è di media lunghezza , più robusta alle base tende ad assottigliarsi in punta

    Carattere

    Sicuro di se,con una grande stabilità di carattere. Indole giocosa da eterno cucciolone, caratteristica che mantiene anche da anziano. Molto affettuoso, leale e socievole con la famiglia, particolarmente adatto ai bambini che protegge a costo della vita ma schivo con gli estranei, ottimo cane da guardia impavido in situazioni gravi, ma anche come cane da compagnia. Si presta bene all’addestramento per la sua vivacità e curiosità ma mai con metodi coercitivi.

    Ambiente ideale

    Una famiglia con bambini e un giardino per giocare è l’ideale ma si adatta anche in appartamento a patto di avere del tempo da dedicargli per fargli sfogare con il gioco o un’attività sportivo-ludica (agility,mondioring ecc.) la sua innata esuberanza. L’attività fisica è indispensabile per mantenerlo in forma se non si vuole farlo ingrassare e inflaccidire, il fisico forte e muscoloso ma con andatura elastica è la bellezza del Boxer.

    Cura

    Come tutti i molossoidi non è longevo, 10 o 11 anni, in vecchiaia può soffrire di patologie oculari, artrosi e problemi cardiaci spesso di origine ereditaria.
    Può essere soggetto a displasia dell’anca o spondilosi (malattia degenerativa della colonna vertebrale) che sono patologie ereditarie e quindi i soggetti affetti andrebbero esclusi dalla riproduzione. Ha cute grassa e quindi può essere affetta da dermatiti, facilmente ovviate con la pulizia con particolari shampoo adatti a questo tipo di pelle.

  • Boston Terrier – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del cane Boston Terrier, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    Originario dell’omonima città americana, è frutto di svariati incroci iniziati partendo dal Bulldog a cani di tipo terrier di taglia piccola, come il White English Terrier (oggi estinto). Selezionato in origine per combattere nelle arene, è divenuto poi un tipico cane da compagnia.

    Standard

    Taglia: da 25 a 40 cm
    Pelo: corto, liscio e di consistenza fine
    Colore: bringé, color foca o nero con tracce bianche; striscia bianca attorno al muso, lista bianca tra gli occhi e bianco sul petto
    Testa: quadrata e corta; stop pronunciato, muso corto; mascelle larghe, guance piatte; tartufo nero
    Occhi: rotondi, di colore scuro ben distanziati tra loro
    Orecchie: piccole, dall’attaccatura alta e portate dritte
    Corpo: piuttosto corto, petto largo e collo sagomato; costole ben curvate; dorso abbastanza corto; groppa leggermente incurvata e arrotondata
    Arti: forti e muscolosi; piedi piccoli, rotondi e compatti; dita ben arcuate
    Piedi: tondi con cuscinetti sviluppati di colore scuro
    Coda: corta e sottile, dall’attaccatura alta; dritta o a spirale; non va portata sopra la linea orizzontale

    Ambiente ideale

    Non solo per le dimensioni contenute ma anche per il mantello corto che perde pochi peli per casa, si adatta bene all’appartamento senza che questo pregiudichi però il movimento quotidiano.

    Carattere

    Il soprannome American gentleman ne dipinge bene il carattere eccellente che lo rende un ottimo cane da famiglia. Abbaia poco ma può essere comunque un buon guardiano allertando gli amici umani in caso di situazioni sospette. Il temperamento è sicuro e mai aggressivo. Adatto anche a chi non ha mai posseduto cani.

    Salute

    In genere, è un cane sano che non necessita di particolari cure, fatta eccezione al fatto di non esporlo a temperature troppo elevate: il cranio corto con il muso schiacciatorende la respirazione problematica quando il clima è molto caldo.

    Cura

    In inverno va tenuto al caldo evitando di esporlo a lungo al freddo e all’umido. Va spazzolato ogni giorno e gli va assicurato regolare esercizio fisico.

  • Come Identificare un Cane

    Nonostante la varietà di forme e taglie, le odierne razze di cani domestici discendono tutte dal Lupo Grigio. Il processo di addomesticazione cominciò più di 12.000 anni fà, probabilmente in regioni disparate dell’emisfero settentrionale, al tempo in cui i lupi avevano una distribuzione geografica e numerica di gran lunga maggiore di quella odierna. I primi cani semiselvatici furono probabilmente utilizzati per la conduzione e la guardia degli armenti e non come cani da compagnia.
    Il cane (Canis lupus familiaris) è un mammifero carnivoro ascritto al genere Canis (famiglia canidi). Con la domesticazione si è distinto dal suo predecessore, il lupo, del quale rappresenta una forma neotenica (anche se a riguardo c’è ancora qualche divergenza) e rispetto al quale ha canini meno aguzzi, intestino più lungo, ed è privo di artigli affilati. Il cane è estremamente variabile nelle sue caratteristiche biologiche, per la selezione operata dalla natura (dalle zone di provenienza) e soprattutto dall’uomo. Il peso può variare da 700 g ai 90 kg. Ha un ciclo mestruale ripetuto due volte l’anno (al contrario dei lupi che hanno un solo periodo d’estro) e questa caratteristica è dovuta in parte all’uomo per facilitare l’allevamento e la selezione.

    I Reperti Archeologici hanno provato che decise differenziazioni nelle taglie dei cani domestici datano a più di 9000 anni or sono, anche per cani viventi nella stessa regione. Questa tendenza sembra essersi accentuata al tempo dei Romani, quando si definirono le caratteristiche di molte fra la razze odierne. In quel periodo i cani erano utilizzati largamente per gli stessi scopi attuali, caccia, lavoro con il bestiame, guardia alle proprietà ed anche per compagnia. L’allevamento altamente selettivo e il naturale adattamento alle diverse condizioni climatiche, portò all’apparizione di moltissime nuove specie di cani nel medioevo. Già nel 1800 si erano evolute molte razze da caccia fra le più intelligenti e specializzate.

    Il metodo di identificazione dei cani utilizzato si basa sull’individuazione delle caratteristiche fisiche principali degli animali. Le razze sono state divise in gruppi, prima con riferimento alla taglia (Grande, Media e Piccola), poi alla testa (Rotonda, Allungata o quadrata), al tipo di orecchie (Lunghe, Erette, Corte) e da ultimo al tipo di Mantello (Corto, Lungo, Duro). Si potrà così identificare un tipico rappresentante di quel gruppo (per esempio: Cane piccolo, con testa arrotondata, orecchie lunghe, pelo corto) ; sono inoltre indicati le razze con caratteristiche similari sono descritte e illustrate. In qualche caso una razza può essere inclusa in più di un gruppo.

     

    TAGLIA
    Risulta essere la caratteristica più evidente che differenzia le singole razze. Le razze sono state divise in tre categorie (Grande, Media, Piccola) e l’altezza viene misurata considerando il punto più alto del dorso, chiamato Garrese, metodo questo sempre usato nelle esposizioni, secondo le norme degli standard.

    FORMA DELLA TESTA
    Risulta essere una caratteristica non esattamente valutabile come l’altezza, tuttavia le razze sono state suddivise in tre grandi categorie; testa arrotondata, testa allungata e quadrata. Le razze a testa tonda tendono ad avere il muso corto; le razze con testa allungata il muso lungo; le razze a testa quadrata hanno mascelle corte.

    FORME E LUNGHEZZA DELLE ORECCHIE
    La forma e la lunghezza delle orecchie variano molto. Le orecchie erette captano le onde sonore con grande efficienza, ma nei segugi, che si affidano all’odorato per localizzare la selvaggina, le orecchie sono pendenti. Essendo il canale uditivo coperto dal lembo cartilaginoso, l’orecchio interno, molto sensibile, é protetto quando il segugio insegue la selvaggina riducendo anche il pericolo che semi o spine vi si introducano. Le orecchie corte gli permettono di andare in tana più facilmente e perciò vengono preferite per le razze Terrier.

    IL MANTELLO.
    Un’altra caratteristica importante che agevola l’identificazione di una razza è il suo mantello. Questo può essere suddiviso in corto e lungo, sulla base della sua misura, mentre la terza categoria, pelo duro, viene distinta dalla tessitura. Qualche razza, come i bassotti, ha tre tipi di pelo, mentre altre razze possono essere a pelo corto o lungo, anche se una delle due varietà tenderà a predominare.
    -PELO CORTO
    Conferisce un aspetto liscio, levigato, con il pelo aderente al corpo.
    -PELO LUNGO
    Di solito ha un sottopelo, molto denso e resistente all’acqua.
    -PELO DURO
    Denso e ruvido, è presente nelle razze che lavorano sottobosco.

    CODA
    La coda dei cani ha diverse lunghezze e forme, ma riconoscerle non è essenziale per l’identificazione di una razza.

  • Puzzola Americana o Moffetta – Allevamento, Alimentazione e Caratteristiche

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche della puzzola americana o moffetta e come allevarla.

    La moffetta, comunemente nota come puzzola americana, è un lontano parente del furetto ed è ancora poco diffuso nelle case degli italiani. Ecco di seguito una breve guida per allevarne un esemplare.

    Caratteristiche Moffetta

    NOME ITALIANO: Moffetta comune
    SPECIE: Mephitis mephitis
    LUNGHEZZA: 45 cm
    DISTRIBUZIONE: America Settentrionale
    PHYLUM: Cordati
    CLASSE: Mammiferi
    ORDINE: Carnivori
    FAMIGLIA: Mustelidi
    GENERE: Mephitis

    Le moffette appartengono alla famiglia delle Mustelidae, insieme alle donnole, i furetti, ed i visoni. Tutti possiedono una ghiandola odorifera, con le moffette che possiedono quella più forte. Molto tempo fa in Europa, le ghiandole odorifere degli animali che facevano parte di questa famiglia, erano usate per fare una base per i profumi.

    Quattro specie di moffette sono originarie del Nord America, con la moffetta striata che è la più comune. a. La moffetta comune (Mephitis mephitis) si trova in tutti gli Stati Uniti, in Messico e nel Canada meridionale. La sua lunga pelliccia è generalmente nera, con una stretta striscia bianca sulla fronte e una striscia bianca, di solito singola, a volte doppia, che corre dalla testa per tutto il dorso e in qualche caso si estende anche alla coda. Le zampe sono relativamente lunghe. Hanno una lunghezza di circa due piedi, senza comprendere la coda, e possono pesare fino a quattordici pound (quella è una moffetta gigante). Sua cugina, la moffetta maculata, è molto più piccola. Quando sono minacciate, molte moffette rimangono immobili sulle proprie zampe anteriori e spruzzano direttamente sopra le teste.

    Le moffette sono degli animali solitamente notturni ed il loro odore rivela a tutti che una moffetta si trova nei dintorni. La loro dieta consiste maggiormente d’insetti e piccoli roditori, ed a tale proposito, le moffette sono molto utili. Quando le moffette scavano un giardino o un prato, di solito sono alla ricerca di larve ed altri insetti commestibili, ma alcune volte mangeranno radici e piante.

    Molti allevatori credono che le moffette tengano sotto controllo le popolazioni dei roditori. La moffetta comune si riproduce nel tardo inverno o all’inizio della primavera. La tana, rivestita di materiali di origine vegetale, può essere un buco, abbandonato da un altro animale o scavato appositamente dalla moffetta. Qui la femmina dà alla luce da uno a dieci piccoli, dopo un periodo di gestazione che va da 59 a 77 giorni. I nuovi nati succhiano il latte della madre per 8 o 10 settimane, dopodiché la seguono nelle battute di caccia. Durante l’estate i maschi conducono vita solitaria. Le femmine e i loro piccoli spesso occupano una tana insieme, a volte anche con un maschio, per tutto il periodo del sonno invernale, che non è un vero e proprio letargo.

    Come Allevare una Puzzola Americana

    Disporre una cuccia morbida ed accogliente per l’animale, meglio se collocata in un angolo protetto e buio, poiché la moffetta è un animale timido ed ha particolare bisogno di sentirsi al riparo e al sicuro. Posizionare nei pressi della sua cuccia anche una cassetta per i suoi bisogni, con il fondo ricoperto di sabbietta o, ancora meglio, con dei fogli di carta assorbente.
    Allestire la sua “zona giorno” con un contenitore per l’acqua e uno per il cibo, in particolare con crocchette per cani o verdure fresche, come cavoli, carote, cetrioli.

    Importante è naturalmente affidarsi ad un buon veterinario per tutte le cure e i metodi di prevenzione per il nuovo amico. La moffetta può essere colpita dalle affezioni tipiche dei cani e dei gatti e dunque è importante sottoporla alle vaccinazioni: quattro profilassi prima che entri in casa, saranno poi sufficienti due richiami all’anno per gli anni successivi. Fondamentale la prevenzione contro la filariosi, con alcune pastiglie da somministrare all’animaletto a protezione dalle punture mortali di alcune zanzare. L’antirabbica può essere necessaria soprattutto nel caso di viaggi all’estero con la puzzola americana.

    Altre operazioni importanti sono lo sghiandolamento, essenziale per impedire alla moffetta di spruzzare il suo liquido, che espande un olezzo poco piacevole, e la sterilizzazione.

    Se si preferisce non far accoppiare la moffetta si può procedere (ma non in età troppo giovanile) alla sterilizzazione dell’animale. Questa operazione dovrebbe contribuire alla riduzione della sua naturale aggressività.

    Una corretta alimentazione è naturalmente uno degli aspetti notevoli per allevare correttamente la puzzola americana. La moffetta necessita di essere nutrita due volte al giorno con il giusto apporto di calcio. Una eventuale carenza di questo elemento potrebbe determinare malesseri con crisi convulsive, scongiurabili con un integratore di calcio prescritto dal veterinario.

    L’80-90% della dieta, a qualunque età, deve essere costituito da vegetali: il resto può essere rappresentato da formaggio fresco magro tipo cottage, yogurt magro (un cucchiaino al giorno per un adulto), carne di pollo, uova (uno alla settimana), cibo per cani.

    Sono assolutamente da evitare cibi per gatti di qualunque tipo, cibi per cani ad alto tenore proteico, cibi fritti, semi di girasole e qualunque alimento ricco di grassi, tutti gli alimenti che contengono diossido di zolfo come conservante, la cioccolata (è tossica!), il polline (può causare reazioni allergiche).

    4-8 SETTIMANE: a questa età le piccole moffette devono fare 4 pasti al giorno. Si devono mettere a disposizione vegetali freschi tagliati a pezzetti (insalata, carote, cetrioli, pomodori, piselli, mais, funghi, cavolo, un pò di frutta, ecc.) e cibo per cani di ottima marca (Hill’s canine growth o Eukanuba puppy) in crocchette ammollato in acqua o latte per cuccioli (tipo Esbilac o Lactol). Inoltre si aggiungerà a un pasto del formaggio fresco tipo cottage, a un altro dello yogurt e a un terzo della carne di pollo. Il tasso di crescita dei piccoli è molto alto, e oltre questa età non è indicato fornire del cibo per cani del tipo per accrescimento.

    8-12 SETTIMANE: la dieta è fondamentalmente la stessa e si somministrano 3 pasti al giorno. Il cibo per cani può essere offerto secco in ragione di 10-20 croccantini e si può cominciare a offrire tutti i giorni un biscotto (UNO!). In uno dei tre pasti aggiungere un quarto di cucchiaino di latte in polvere per cuccioli, e somministrare quotidianamente un integratore vitaminico per gatti ricco di taurina e acidi grassi essenziali. Pop corn o uva passa vanno bene come premio o come spuntino prima di andare a letto.

    12-16 SETTIMANE: i pasti possono essere ridotti a due, più un biscotto al giorno. Sempre latte in polvere nel cibo, ma ridurre i croccantini a 8-10.

    Dai 4 MESI AI 3 ANNI: uno o due pasti al giorno, più il solito biscotto. Non basarsi sulle richieste di cibo dell’animale perché conducono in breve tempo all’obesità: entro limiti ragionevoli le sue richieste vanno soddisfatte sempre con verdure.

    Oltre I 3 ANNI: bisogna ridurre ulteriormente il carico proteico e lipidico, utilizzando cibo per cani light: questo può essere eliminato del tutto dopo i 5 anni. Si continua a somministrare verdure di vario tipo, un po’ di frutta, riso, carne di pollo. Se alimentati in modo corretto questi animali possono superare i 20 anni di vita.

    La puzzola americana è un animale timido, ma anche giocherellone. Va lasciato libero di muoversi per casa, anche se ahimè rappresenta un potenziale pericolo per i mobili: alle moffette piace tanto scavare con le unghie.

    Come Addestrare una Puzzola

    Contrariamente a quanto si pensa, la puzzola non deve essere bistrattata per il caratteristico odore che emana per difesa, perché se destinata all’addomesticamento, le ghiandole odorifere vengono rimosse. Questi piccoli animaletti bicolore dall’aria buffa e simpatica, con la giusta educazione, possono dare tanto amore.

     

    La prima regola da seguire nell’addestramento di questo animale è sicuramente quella di farlo sentire un membro della famiglia, con un atteggiamento di positività e di coccole durante il processo di formazione. Stabilire un sentimento di vicinanza con il proprio pet serve anche a incoraggiarlo ad assumere un buon comportamento. Giocando con il proprio cucciolo di puzzola è possibile, inoltre, educarlo ai comportamenti accettabili o meno come, ad esempio, per la masticazione. Rosicchiare e mordicchiare le mani del padrone o gli oggetti sono atteggiamenti che devono subito essere vietati e che la puzzola deve eliminare, in quanto con la crescita la sua dentatura diventa forte e potente.

    Altro fattore importante da valutare è la posizione della lettiera, che deve essere in un punto facilmente accessibile dal pet. All’inizio dell’addestramento è consigliabile limitare l’area di mobilità della puzzola, posizionando la lettiera nella “sua stanza”, in questo modo capirà dove deve espletare i suoi bisogni. Una volta che il cucciolo avrà imparato a considerare quest’ultima come il suo spazio personale, allora sarà possibile espandere l’area di movimento.

     

    Più giovane è la puzzola, più sarà facile gestirla. Questo elemento è particolarmente importante per quanto riguarda la pulizia e la toelettatura: compiti come il bagno o il taglio delle unghie possono risultare molto impegnativi all’inizio; quando la puzzola si abituerà alla routine, queste attività saranno senz’altro meno difficoltose da affrontare.

     

    Un ultimo consiglio: tenere sempre a portata di mano un premio. Ricevere una gratificazione per ogni comportamento corretto sarà un incentivo per la condotta futura dell’animale. Durante il periodo di allenamento, abituarsi l’uno alla presenza dell’altro può sembrare problematico: “pazienza” rimane perciò la parola chiave.