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  • Cane Terranova – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del cane Terranova, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    Ci sono due teorie sull’origine di questa razza, una la considera derivata da cani autoctoni già presenti nella regione di Terranova, l’altra ritiene che derivi da un incrocio tra cani presenti nella zona con cani portati dai coloni europei. Il Club di razza nacque nell’800 e contribuì a mantenerla anche dopo i due conflitti mondiali.

    Standard

    Gruppo: II
    Sezione: 2^ – Cani di tipo Pinscher, Schnauzer, Molossoidi e Bovari Svizzeri
    Origine: Canada
    Peso: 50-68 kg
    Pelo: lungo sul corpo, perfettamente dritto, lucido, mai lanoso; molto lungo e ricadente sulla testa; denso e di tessitura forte e consistenza oleosa; idrorepellente, permette di resistere molto in acqua
    Colore: nero, bianco e nero, marrone
    Testa: larga, massiccia con stop non troppo marcato. Muso corto e quadrato, tartufo ampio, di colore nero.
    Occhi: piccoli, piuttosto infossati di colore bruno.
    Orecchie: piccole, attaccate bene indietro, ricadenti e aderenti alla testa.
    Coda: di lunghezza media, appena sotto il garretto, portata bassa a riposo e alzata se in attività. Pelo folto e con frange.

    Gruppo e sezione

    Appartenente al II gruppo, cani di tipo Pinscher e Schnauzer – Molossoidi e cani bovari svizzeri, è un cane molto abile nel nuoto e dal carattere particolarmente dolce e paziente, che ne ha decretato il successo come cane da compagnia.

    Ambiente ideale

    Il Terranova è un cane di grande mole che vive bene soprattutto in una casa con il giardino, dove possa avere sempre a disposizione uno spazio verde per “sgambare” quando sente il bisogno di muoversi. Si adatta comunque bene anche in appartamento se gli vengono assicurate giornalmente delle belle passeggiate in un parco, o in campagna. Inoltre, amando molto l’acqua, è bene ogni tanto portarlo al fiume o al lago dove sarà felice di farsi una bella nuotata.

    Carattere

    Risulta essere un cane in cui la dolcezza può essere considerata il carattere distintivo, è un cane che apprezza l’uomo al punto da dare tutto se il proprietario è in pericolo. Con i bambini ha una pazienza infinita e pur se la mole è imponente è delicato nel gioco. Questo cane ha un innato istinto per il salvataggio delle persone in acqua infatti è chiamato anche “cane bagnino”: se vede qualcuno in mare che si agita un pochino si getta subito trai flutti per salvarlo. Ha bisogno di lunghe passeggiate, anche se non lo vedrete mai correre a perdifiato. Sono cani che convivono bene con altri animali anche di specie differenti, gatti, conigli ecc basta abituarlo da cucciolo.

    Salute e cura

    L’aspettativa di vita di questi cani come di molti cani di razza grande è intorno ai 10 anni, quindi meno di razze più piccole. È un cane rustico e di buona salute ma come molti cani di grossa taglia può essere affetto da displasia dell’anca, patologia che colpisce l’articolazione coxo-femorale, che determina una degenerazione della cartilagine articolare con conseguente artrosi anche in età giovanile. La malattia può essere più o meno lieve e può essere curata o con integratori specifici oppure nelle forme più gravi con un intervento chirurgico.

    Altra patologia a cui possono essere soggetti i Terranova in età avanzata è la sindrome dilatazione-torsione gastrica, in cui si verifica una dilatazione e rotazione dello stomaco su se stesso con danni enormi all’organo e se non si interviene chirurgicamente e tempestivamente, l’esito purtroppo è letale. Ad oggi non si conosce la causa della patologia ma si è visto che una buona prevenzione è dividere il pasto giornaliero in più pasti (2/3) più piccoli per non appesantire lo stomaco.

    Alcuni soggetti possono soffrire anche di Miocardiopatia Dilatativa che può essere diagnosticata solo con un’approfondita vista cardiologica. È un cane che ha bisogno di un alimentazione con un buon apporto di proteine per potere crescere bene, quindi da cucciolo va seguito molto bene da un veterinario. Per quanto riguarda la cura del mantello, essendo molto folto e lungo va spazzolato almeno un giorno sì e uno no, durante la muta anche tutti i giorni.

    Quando rientra dalle passeggiate va ispezionato perché possono rimanere impigliati nel pelo, forasacchi, spine, rametti, foglie e sporco vario. Ogni tanto vanno controllate le orecchie e se sono sporche pulite con un prodotto adeguato. Siccome ama molto l’acqua è facile che appena può si butti in acqua, indipendentemente dalla stagione. In Inverno dopo il bagno bisogna asciugarlo bene e controllare anche le orecchie.

  • Gatto Siberiano – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del gatto Siberiano, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    Sembra il risultato della selezione naturale fra il gatto selvatico e il gatto domestico nella Russia siberiana intorno all’anno 1000. Secondo alcuni ricercatori russi e tedeschi è il primo gatto a pelo lungo al mondo e da lui discenderebbero razze oggi selezionato come il Maine Coon, il Turco Van e il Norvegese delle Foreste. Notizie dell’esistenza del gatto Siberiano risalgono al 1700 ad una prima mostra felina e in Inghilterra intorno al 1871. Fuori dalla Russia non è molto diffuso.

    Standard

    Origine: Russia
    Categoria: Gatto a pelo semi lungo.
    Corporatura: Taglia medio-grande, con dorso lungo e schiena arcuata.
    Peso: Femmina 4-6 Kg. Maschi 7-9 Kg.
    Testa: Ben proporzionata, larga e piatta nella parte alta, con fronte leggermente curvata, naso largo con una leggera curvatura.
    Occhi: Grandi, ovali e arrotondati sul lato inferiore situati leggermente in obliquo e lontani uno dall’altro, di colore dal verde all’ambra ma sempre dello stesso colore.
    Orecchie: Di media lunghezza e ben distanziate, larghe alla base con punte arrotondate.
    Arti: Zampe sono rotonde, massicce e potenti, le posteriori leggermente più lunghe. I piedi grandi e rotondi con abbondanti ciuffi di pelo tra le dita per non affondare nella neve.
    Coda: Deve arrivare fino alla scapola, larga alla base e affusolata al termine.
    Pelo: Il mantello è semi-lungo o lungo, abbondante e fitto con sottopelo idrorepellente. Abbondante criniera attorno alla testa, pelo più lungo sotto il ventre,sul collo, petto e coda.
    Colori: Riconosciuti tutti tranne cioccolato, lilac e cinnamon

    Carattere

    Risulta essere un gatto forte e molto agile. Grande cacciatore ama la vita all’aria aperta e ama anche l’acqua, la femmina è più casalinga. Ha un carattere affettuoso è sceglie lui il padrone all’interno del nucleo familiare con cui istaura un rapporto speciale. Risulta essere una razza a lento sviluppo che è completo intorno ai 5 anni. La vita media è di 15 anni.

    Ambiente ideale

    Risulta essere una casa col giardino in cui esercitare le sue doti di cacciatore, se vive in appartamento deve avere la possibilità di giocare e muoversi e saltare per cui vanno bene le palestrine su cui arrampicarsi e saltare e dare la caccia a oggetti appesi.

    Salute e cura

    Risulta essere un gatto robusto e sano, il mantello lungo deve essere spazzolato almeno 2° tre volte alla settimana. E’ il gatto ideale per chi soffre di allergie in quanto producendo una quantità esigua di proteina Fel d1 proteina responsabile dei disturbi che infastidiscono i soggetti allergici.

  • Convivenza del Gatto con Altri Animali – Consigli Utili

    Oggi spieghiamo come fare convivere il gatto con altri animali.

    Il gatto ha bisogno dei suoi spazi e richiede tempi più lunghi rispetto ad altre specie per dare accesso alla propria sfera di vita. In particolare, per riuscire a farlo convivere con altri animali, è necessario tener conto delle sue caratteristiche comportamentali che derivano dalla coesistenza in lui della condizione di predatore e preda.
    Risulta essere importante sottolineare che convivenza non vuol dire necessariamente amicizia. Molti gatti infatti convivono con loro simili, o altri animali, senza creare alcun legame affettivo. Noi quindi possiamo soltanto creare i presupposti per una buona convivenza, ma se poi nascerà un vero legame affettivo, questo dipenderà solo dal gatto e dal suo “convivente”.

    Solitamente la convivenza è più semplice se entrambi gli animali di diversa specie sono cuccioli. Ogni piccolo è per natura curioso e portato ad esplorare con fiducia il mondo. Starà a noi tutelare il benessere di entrambi, fermando gli eccessi e favorendo le interazioni rilassate. Il gattino presenta questa buona disposizione verso l’esterno per un periodo piuttosto breve: verso i quattro mesi inizia, in genere, a essere più diffidente.
    Avremo dunque solo dai due ai quattro mesi per sfruttare al meglio la sua socialità. Il gatto inoltre è un animale che presenta un duplice attaccamento: al gruppo famigliare che lo ha adottato e all’ambiente in cui vive. Questo vuol dire che, anche se non tutti i gatti difendono attivamente il proprio territorio, ogni cambiamento ambientale è vissuto sempre intensamente.
    Se abbiamo un gatto e desideriamo adottare un nuovo animale, dobbiamo quindi considerare questa propensione alla difesa del territorio. In questo caso evitare un incontro diretto e magari iniziare presentando al gatto l’odore del nuovo arrivato può essere un utile mezzo per comprendere come il gatto si comporterà con esso.

    L’età è dunque un elemento determinante: un gatto anziano avrà più difficoltà di un giovane adulto ad adattarsi al cambiamento, avrà bisogno di tempi più lunghi e potrebbe trovarsi in serie difficoltà sia emotivamente che fisicamente.
    Più ancora dell’età conta la capacità di adattamento del singolo individuo: se un gatto si agita quando modifichiamo la disposizione di un mobile, o se puliamo le marcature desposte in casa, l’ingresso di una persona estranea lo fa fuggire sotto il letto, se teme ogni novità, anche la più piccola, di certo gli sarà difficile accettare l’ingresso di un nuovo componente nel gruppo famigliare.
    Un altro elemento da considerare è la proporzione fra le dimensioni delle specie destinate a convivere. Una notevole differenza di taglia aumenta infatti i rischi per la specie più piccola: inserire un topolino nella casa in cui vive un gatto è un rischio per il topo, mentre inserire un cane di grossa taglia dove è presente un piccolo felino è un rischio per quest’ultimo.
    In questi casi, il più grande può ferire gravemente il piccolo anche solo per gioco. La convivenza è possibile, ma è importante sorvegliare attentamente le interazioni fra i due animali e controllare ancora di più le situazioni di eccitazione.

    Per le sue peculiari caratteristiche di predatore e preda, il gatto manifesta esigenze diverse a seconda delle specie con cui si trova a convivere. Nel caso si tratti di prede, dovremo contenere il suo istinto di caccia, nel caso siano predatori dovremo fornirgli vie di fuga, luoghi per nascondersi, risorse facilmente raggiungibili, ecc.
    Alcuni comportamenti presentati da una preda innescano immediatamente una risposta di caccia da parte di un predatore. Di solito si tratta di comportamenti di fuga, o del volo per gli uccelli. Per questo motivo è molto difficile far convivere un gatto e un uccello di piccola taglia: gli uccelli si spostano volando, più raramente si arrampicano, e dunque innescano nel gatto un meccanismo che lo porta a cercare di prenderli.
    Sarà dunque più semplice far convivere un gatto con un uccello arrampicatore (es. alcune specie di pappagallo) che con un volatore. Anche alcuni suoni possono innescare il comportamento di caccia (es. squittii e cinguettii o suoni simili). Poiché però il gatto è anche una preda, alcuni piccoli felini rispondono a questo tipo di suoni fuggendo, soprattutto se molto forti o prolungati, in quanto vengono attivati i meccanismi di difesa tipici della preda.

    Quando si considera una convivenza tra specie diverse, non bisogna mai trascurare le esperienze e le vocazioni degli animali che si vuole far convivere. Un gatto che ama cacciare, molto difficilmente riuscirà a convivere con le specie che caccia. Solitamente i gatti si specializzano in un tipo di preda: uccelli, piccoli mammiferi, piccoli rettili.
    Un gatto cacciatore di topi molto probabilmente non avrà bisogno di aspettare che un topino scappi per considerarlo una preda: la sua esperienza infatti gli dice che quella particolare forma di vita si caccia e si mangia. Allo stesso modo, cane da caccia (es. Beagle) avrà una tendenza maggiore a inseguire specie più piccole e, dunque, la convivenza con un gatto potrebbe rivelarsi più difficile rispetto a quanto potrebbe esserlo con un carlino, selezionato per la compagnia e non per la caccia.

    Detto questo, è comunque possibile fare convivere due specie che si considerano rispettivamente preda e predatore. Si tratta di far accettare al predatore che quella particolare preda fa parte della famiglia e, quindi, non va toccata.
    Risulta essere però un lavoro lungo, difficile e non scevro da rischi, possibile soltanto quando è il gatto a essere la preda. Quando il piccolo felino è il predatore, il processo di accettazione è pressoché impossibile da realizzare e richiede la presenza di una persona durante ogni interazione fra le due specie, per tutta la durata della convivenza.
    In alcuni casi può capitare che si crei un legame particolare tra un gatto cacciatore e un animale preda, ma si tratta di situazioni eccezionali, in cui è il legame affettivo con quel singolo soggetto, o anche la situazione in cui l’incontro è avvenuto, a far si che il gatto ignori i suoi istinti predatori. D’altro canto una volta che il piccolo felino avrà imparato a convivere con un animale-preda non vuol dire che sarà possibile fargli accettare facilmente altri soggetti della stessa specie.

    In sostanza possiamo dire che ogni relazione, ogni amicizia tra specie diverse, è un caso a parte. Infatti è possibile trovare un gatto che convive con molte, moltissime specie animali diverse, anche le più improbabili. Per questo motivo ogni caso andrebbe valutato singolarmente, considerando il carattere, la storia, le esperienze e l’educazione di ognuno degli animali coinvolti, per decidere se si tratta di una convivenza realmente possibile, rispettando le esigente etologiche e il benessere fisico e mentale di ognuno.

  • Convivenza del Cane con Altri Animali – Consigli Utili

    Oggi spieghiamo come fare convivere il cane con altri animali.

    Le ricerche effettuate fino a oggi, collocano il processo di domesticazione del cane circa 300000 anni fa. La presenza del cane ha favorito la crescita della sicurezza del gruppo famigliare: la notte è una sentinella, il giorno collabora nella caccia e nella difesa del gruppo durante gli spostamenti. Il cane, nel periodo Paleolitico, ha influenzato lo stile di vita dell’uomo tanto che la presenza di quest’animale ha contribuito a favorire l’affermazione dei sapiens rispetto ai neandertaliani. Il miglioramento delle tecniche di caccia, un’alimentazione più ricca e un incremento riproduttivo hanno portato a un’espansione sia dell’essere umano sia del cane. Il processo di coevoluzione è ancora in atto.

    Per volere dell’uomo, gli accoppiamenti controllati hanno dato luogo alla nascita delle razze, popolazioni omogenee all’interno di una specie. Una modalità di classificazione delle razze prende in considerazione “ciò cui il soggetto è maggiormente interessato” cioè le motivazioni e le vocazioni prevalenti negli individui che ne fanno parte. Le capacità ricercate si basano sulla motivazione predatoria, amplificata e ritualizzata nei pastori conduttori del bestiame (Pastore Tedesco, Pastore Belga, Border Collie e così via), nei cani da ferma (Bracco Italiano, Spinone, Bracco Tedesco e così via), nei retriever (Labrador Retriever, Golden Retriever e così via), nei terrier (Parson Jack Russel Terrier, West Highland Terrier, Yorkshire Terrier e così via) e nei molossi (Mastino Napoletano, Cane Corso, Alano e così via). Nei cani da caccia da seguita (Segugi Italiani e Tedeschi, Bassotti, Beagle, e così via), nei guardiani degli armenti (Pastore Maremmano – Abruzzese, Pastore Bergamasco e così via) motivazioni e vocazioni sono legate alla caccia e alla protezione e sono normalmente esercitate tanto che il conduttore non deve possedere particolari abilità per favorirne la messa in atto. La motivazione predatoria è, invece, poco accentuata nei bichon (Maltese, Bolognese, Bichon Frisé e così via), soprannominati per la loro origine “cani delle dame”, e nel Carlino, variabile a pelo corto dei piccoli cani leoni. Un incrocio (o meticcio) avrà uno spettro vocazionale caratterizzato da motivazioni esplicitate in modo variabile secondo l’incrocio razziale al quale appartiene.

    La convivenza con una specie preda (il gatto, il coniglio, gli uccelli) è favorita dalla bassa motivazione predatoria del cane e dalla capacità di quest’ultimo di adattarsi a nuove situazioni. Infatti, la plasticità comportamentale, raggiunta realizzando un grande numero di esperienze, arricchisce la “banca dati” dell’individuo e favorisce l’integrazione di un nuovo membro all’interno del gruppo sociale. Un cane che conosce il sistema di comunicazione di un gatto poiché ha vissuto in precedenza con un soggetto di questa specie, per esempio, sarà in grado di accettare con maggiore facilità il piccolo felino soprattutto se questo ultimo non si comporterà “da preda”. Infatti, i movimenti improvvisi e a scatto, le rapide corse, i salti, i vocalizzi, i soffi e così via permettono al predatore di identificare la possibile preda e partire all’inseguimento!

    Il cane e il gatto come e quali scegliere

    Scegliere un gattino di almeno cinque o sei mesi (sarà in grado di allontanarsi dal cane)
    Adottare un gattino curioso, intraprendente, disponibile e poco propenso alla fuga
    Fare incontrare il cane e il gatto in “campo neutro” (per esempio nella sala visita del Medico Veterinario): il felino rimarrà all’interno del trasportino e il cane al guinzaglio (la distanza tra i due sarà progressivamente ridotta secondo le risposte comportamentali emesse dagli individui)
    Cane e gatto vivranno nell’appartamento, per qualche settimana, separati da un cancelletto (come quello utilizzato per i bambini in tenera età) in modo da permettere la conoscenza tra gli individui
    Lasciare a disposizione lo spazio nelle tre dimensioni (per esempio il ripiano dei mobili) in modo che il gatto possa accedervi, prendendo le distanze dal cane
    Allestire nello spazio abitativo una stanza dove il gattino (con cassetta, punto cibo e giochi) sarà confinato in assenza dei proprietari
    Non punire il cane in caso di abbaio o inseguimento
    Non punire il gatto in caso di soffi, ringhi o colpi inferti con la mano

    Il cane e il coniglio

    Scegliere un coniglio adulto poiché i cuccioli sono spesso soggetti a traumatismi (dovuti anche al solo all’impatto con il viso o con le mani del cane);
    Risulta essere di fondamentale importanza che la preda non fugga alla vista del cane: è necessario adottare un coniglio curioso e non timoroso;
    Cane e coniglio vivranno nell’appartamento, per qualche settimana, separati da un cancelletto (come quello utilizzato per i bambini in tenera età) rivestito da una rete in modo da permettere la conoscenza tra gli individui;
    Attenzione: i conigli sono animali molto territoriali e tendono a difendere la zona in cui si trova la gabbia anche con veemenza, arrivando a scacciare gli intrusi!
    Non punire il cane in caso di abbaio o inseguimento.

    Il cane e i volatili

    Scegliere un volatile di grandi dimensioni, come un pappagallo cenerino o un’ara: il volo stimola la predazione e un uccello di piccole dimensioni corre un rischio importante;
    La convivenza con un pappagallo richiede, però, un grande impegno poiché è un animale intelligente, fortemente sociale e necessita d’interagire continuamente con il proprio gruppo di appartenenza, anche se si tratta di una famiglia di esseri umani;
    Risulta essere fondamentale che, almeno all’inizio della convivenza, il pappagallo non voli alla presenza del cane;
    Il proprietario, per favorire la conoscenza tra gli individui, può tenere sulla mano il pappagallo e chiamare il cane. È necessario, però, capire quando il volatile si trova in difficoltà e allontanarlo dal cane;
    Il cane e il pappagallo non dovranno mai rimanere insieme in libertà senza la supervisione dei proprietari;
    Non punire il cane in caso di abbaio o inseguimento.

    I consigli del veterinario

    La convivenza con una specie preda (il gatto, il coniglio, gli uccelli) è favorita dalla bassa motivazione predatoria del cane.
    Un grande numero di esperienze realizzate durante lo sviluppo comportamentale arricchisce la “banca dati” del cane, favorendo l’integrazione di un nuovo membro all’interno del gruppo sociale.
    Risulta essere opportuno realizzare una visita comportamentale presso un Medico Veterinario Comportamentalista pre adozione così da definire un progetto di convivenza.

  • Cane Dobermann – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del cane Dobermann, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    La razza nasce tra 1850 e il 1870 per opera del Sig, Friederich Louis Dobermann, che aveva e allevava Pincher di taglia media (detti appunto Dobermann Pincher per distinguerli dai Pincher piccoli ) e che decise, per avere un cane da difesa e da guardia più grosso, di incrociare i suoi cani, con altre razze: probabilmente hanno concorso all’attuale razza il progenitore dei Rottweiler, il Pastore della Beauce cane francese molto simile ma più robusto e anche il levriero Greyhound e il Manchester Black eTan Terrier. La razza fu riconosciuta nel 1898.

    Standard

    Gruppo: II – Cani tipo pincher, schnauzer, molossoide e cani bovari svizzeri
    Origine: Germania
    Taglia: media-grande, h. maschi 68-72 cm. femmine 63-68 cm. i soggetti più apprezzati sono quelli di misure intermedie
    Peso: 40-45 Kg. maschi – 32-35 kg. femmine
    Corporatura: sub longilineo, dolicomorfo (corpo più alto che lungo) e dolicocefalo (cranio più lungo che largo). Aspetto tonico e muscoloso ma leggero non deve mai dare idea di pesantezza. E’una delle razze più eleganti e armoniche. Portamento fiero ed eretto.
    Pelo: corto di consistenza dura,fitto liscio e lucido.
    Colore: nero-focato o marrone-focato con focature in zone ben determinate (mandibola.labbra-guance-palpebre superiori-gola- e due macchie sul petto-piedi e parte interna della coscia e cercine anale) di colore rosso.
    Testa: la testa è a forma di cuneo allungato e smussato, ben staccata dal collo. Tartufo voluminoso.
    Occhi: molto vispi e di colore marrone scuro tendente al nero, di forma ovale.
    Orecchie: sono triangolari, portate erette nella parte iniziale ma poi piegano e sono portate ai lati della testa con bordi ben attaccati alle guance. (Una volta e anche ora in alcuni paesi venivano amputate e portate erette) In Italia dal 2007 è vietato il taglio di coda e orecchie. Se i soggetti sono nati prima possono partecipare alle Esposizioni anche con orecchie tagliate.
    Coda: La coda nei paesi dove non ci sono leggi specifiche viene amputata alla seconda vertebra. In Italia dopo il 2007 i cani nati devono avere coda integra , come in altri paesi europei.

    Ambiente ideale

    Risulta essere un cane che sta bene dove è il proprietario e la sua famiglia, per cui sta bene sia in appartamento che in una casa con giardino, a patto che non sia relegato nel giardino solo. Ovviamente data la vitalità, l’intelligenza e il carattere sensibile della razza è un cane che ha bisogno di tanto movimento, attività fisica e lavoro col proprietario, per non arrecare danni all’equilibrio psico-fisico dovuti all’inattività.

    Carattere

    A dispetto di tante dicerie assolutamente campate per aria, tipo la storia girata per anni che i doberman per il restringimento del cranio fossero destinati intorno a 7-8 anni di età ad impazzire, è uno dei cani più dolci e sensibili. Adora letteralmente il padrone e la sua famiglia, che con lui deve stare a stretto contatto. Risulta essere un cane pacifico e socievole, ottimo compagno di giochi per i bambini, sempre sotto la supervisione di un adulto (come per tutti i cani). Nessuno però mette in dubbio il suo coraggio, la sua forza e l’occhio sempre vigile. E’ un’imbattibile sentinella, ottimo cane da difesa per l’attaccamento alla famiglia e anche da guardia. Con gli estranei mantiene riservatezza tipica dei cani da difesa, ma un buon soggetto con un buon padrone, non sarà mai aggressivo inutilmente. Comunque non è una razza adatta a cinofili in erba, ma deve avere un padrone che sappia gestire bene la grande voglia di fare di questa razza. L’intelligenza e la versatilità ne fanno un ottimo cane da utilità.

    Salute e cura

    Generalmente è una razza forte e sana, anche se può essere più sensibile ad alcune patologie ereditarie con incidenza maggiore rispetto ad altre razze. Tre queste la displasia dell’anca e del gomito. La degenerazione progressiva o centrale della retina (PRA e CPRA) due forme che colpiscono la parte visiva dell’occhio e possono portare a deficit visivi.

    Poi possono ammalarsi di Cupertossicosi o Epatite cronica del Dobermann, la cui causa è ancora sconosciuta e che colpisce più le femmine. Sindrome da malassorbimento associata a insufficienza pancreatica e una forma su base autoimmune che è la Miosite eosinofilia, forma di disordine neuromuscolare di natura ereditaria e infine miocardiopatia dilatativa che colpisce questa razza e alcune razze giganti.

    Per quanto riguarda la cura è un cane di semplice gestione, basta pulirlo se si sporca nelle passeggiate con un panno umido, 2/4 volte all’anno fare un bagno con prodotti specifici. Asciugarlo sempre bene se esce con la pioggia o la neve, specialmente tra i polpastrelli se si accumula sporco o ghiaccioli.