Categoria: Cani

  • Come Proteggere Cane dal Freddo

    In questa guida spieghiamo come proteggere il cane dal freddo.

    Il percorso del cane comprende tre periodi:  il primo va dalla nascita ai dodici mesi; il secondo da dodici mesi ai nove anni; il terzo dai nove anni in avanti. In tutti i periodi è importante proteggere il cane dal freddo e dal caldo eccessivi.

    Come crescere un cucciolo forte e sano

    Il primo periodo è detto di accresci­mento e in esso si distinguono due fa­si: l’infanzia e l’adolescenza.

    Nella prima, che va dalla nascita ai 5 mesi, il cane mette e poi sostituisce i denti da latte e mostra il massimo ac­crescimento: in questa fase il cane è detto cucciolo. Nella seconda, che va dai 6 mesi a i anno, il cane continua a crescere seppure meno sensibilmente, si armonizza nelle sue varie parti, le ossa si fanno più consistenti, raggiunge la pubertà ed è detto cucciolone.

    Nel secondo periodo, detto di adulto, che va dai 12 mesi ai 9 anni il cane, acquistata la statura che conserverà per tutta la vita, si sviluppa ancora in volume, in vigore e in resistenza fino a 12-24 mesi (a seconda della taglia e della razza) per rimanere quindi sta­zionario fino ai 9 anni. Nel terzo pe­riodo, detto di vecchiaia, il cane va deperendo, le sue forze di­minuiscono, le sue forme si alterano e il logoramento generale va accentuan­dosi fino al termine della sua esisten­za, che ha una durata media di 13-14 anni. La vecchiaia sopraggiunge, più o meno, precocemente o tardiva secon­do gli individui e secondo l’alimenta­zione, le cure e le attività svolte (cani da caccia e lavoro) nei periodi anterio­ri.

    Le avvertenze igieniche da rispettare nei cuccioli sono: non slattarli prima dei 43 giorni e non farlo di colpo, ma svezzarli gradatamente, mantenere i loro intestini sgombri da ogni tipo di endoparassiti, sottoporli a un piano vaccinale rigoroso, non crescerli in re­cinti angusti che, privandoli della li­bertà di correre e saltare.

    Se si vuole che il cucciolo cresca forte e diventi un signor cane vigoroso e ar­monicamente sviluppato in tutte le sue parti non gli si facciano subire pri­vazioni di sorta, gli si diano alimenti sani e nutritivi e non gli facciano difetto, luce e movimento.

    Non si dimentichi, infine, che le (culmi­ne sono più delicate dei maschi e, a parità di taglia e di razza, sono in ge­nere meno resistenti alle fatiche della caccia e del lavoro.

    Il moto è necessario ai cani per la sa­lute e la crescita: esso mette in azione muscoli, concorre al perfetto funziona­mento degli organi digestivi, rende più attivo la circolazione e la respirazione. Se è correttamente dosato, il movimento influisce utilmente sulle forze e sull’intelligenza del cucciolone abituandolo gradual­mente all’ubbidienza e alla docilità: ma se è eccessivo nuoce a tutte le età perché induce spossatezza e avversio­ne alla fatica nell’animale, inoltre lo­gora le articolazioni e predispone, specie in alcune razze da lavoro, ad affezioni scheletriche croniche. Insom­ma, si deve fare attenzione per fare in modo che l’eserci­zio sia sempre proporzionato all’età o alle condizioni generali del cane.

    Il riposo e indispensabile a riparare il consumo delle forze, ma la quiete asso­luta, se protratto, nuoce assai più del­l’esercizio. I cani che non vengono mai fatti uscire impinguano, diventano lenti e sono più soggetti degli altri alle malattie della pelle. Raramente i ca­ni che sono costretti a passare giorni e giorni in riposo forzato in casa, o peggio alla catena, possono eseguire regolarmente le loro funzioni e il loro equilibrio fisico si altera presto.

    Proteggere il cane dal freddo: come si fa?

    L’aria troppo fredda o troppo calda fa male

    L’aria influisce sullo stato di salute, e quindi sull’igiene, del cane come di tutti gli esseri viventi. Più essa è pura, più coopera alla salute; umida o impu­ra, cioè combinata con gas non atti al­la respirazione, diviene dannosa. L’aria temperata fra i 10 e i 20 °O, che offre una impressione piuttosto fresca che fredda è, generalmente parlando, mol­to giovevole al cane.

    L’aria moderatamente fredda e asciutta (da 5 a 3 T.) è i favorevole ai cani adulti e ben costituiti, perché è più densa e contiene in un piccolo volume una maggiore quantità di ossigeno. Ne deriva una re­spirazione facile e calma; la circolazio­ne del sangue è attiva; l’appetito vivo; la sete poca; e tutta l’energia muscolare è eccitata. Essa è meno temibile dell’aria calda dell’estate e di quella troppo calda degli appartamenti riscaldati. Quando la temperatura dell’aria scende sotto i 5C si dice che è molto fredda o rigida e i ca­ni che vi sono esposti a lungo sono tristi, deboli e poco sensibili, e quando il freddo è esagerato anche i più robusti ne risentono. Nei tempi molto freddi convie­ne perciò prendere alcune precauzioni e ai cani che vivono in appartamenti mol­to riscaldati sarà bene avere una co­perta protettiva quando escono per la passeggiata. L’aria calda (tra i 20 e i 35 affatica i cani e produce perdite con­siderevoli provocando evaporazioni ab­bondanti in un continuo penoso ansi­mare; l’appetito diminuisce e la sete aumenta, i tessuti si fanno secchi, i cani si indeboliscono.

    Si possono attenuare gli effetti del cal­do tenendo i cani all’ombra, moderan­do la luce troppo viva nei canili, e non sottoponendoli a lunghe passeggiate o al lavoro nelle ore più calde. Se poi, oltre a essere caldo, è anche umido il cli­ma indebolisce maggiormente i cani e li rende pigri; l’appetito può scompari­re. E allora necessario stimolarli con un’alimentazione eccitante e non la­sciare mai mancare l’acqua fresca e pu­lita nella ciotola.

    La luce

    La luce ha un’azione potente; essa è un energico eccitante di tutta l’economia animale, la sua insufficienza protratta priva i cani delle forze, mentre se è trop­po viva e persistente irrita loro l’occhio e indebolisce la vista; meno intensa ma continua toglie sensibilità all’occhio e porta col tempo alla paralisi della reti­na. Una luce debole si addice ai cani che hanno bisogno cli riposo.

    Il vento

    I venti moderati, se la temperatura non è troppo alta o troppi bassa, sono salutari e i cani ne sono gradevolmente impressionati. Se invece sono violenti, freddi o umidi, li infastidiscono molto, tanto che, se sono liberi, cercano di sottrarvisi.

    La nebbia

    La nebbia produce un raffreddamento sul corpo e a causa della sua umidità debilita l’organismo.

    La pioggia

    Le piogge di breve durata che cadono d’estate durante i temporali giovano ai cani perché li rinfrescano abbassando la temperatura corporea: se però il cane è sotto­posto a lunghe insistenti precipitazioni quando è accaldato, può riceverne danno; in tal caso per impedire che l’acqua evapori da sé a discapito del calore del corpo è necessario, strofi­nandolo, asciugarlo molto bene al rientro dalla passeggiata o dal lavoro.

    La neve

    La neve non è nociva ai cani che anzi dimostrano di gradirla molto giocando in essa con visibile soddisfazione, pe­rò a lungo andare, specie in giornale di sole, può causare loro dei disturbi alla vista a causa della luce che riflet­te. Molti cani ne ingoiano in gran quantità, il che può essere la causa di irritazioni gravi dello stomaco.

    Come proteggere il cane dal freddo intenso

    Il cane, come l’uomo, si adatta molte bene a tutte le temperature. Naturalmente il cane a pelo corto può risentire dei rigori invernali più facilmente d quello a pelo lungo, mentre il contrari( succede durante le calure estive. Risulta essere buona norma quindi evitare per i primi i soggiorni all’aperto troppo prolungati nei mesi freddi mentre, per i secondi, sarebbe bene non farli correre e giocare insistentemente nelle ore più calde delle giornate estive. Per tutti poi sono da evitare la continua esposizione al sole canicolare che la permanenza in angusti locali, per la grande facilità che i cani hanno di non trarre colpi di sole e di calore.

  • Cane Scottish Terrier – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del cane Scottish Terrier, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    Cane Scottish terrier: grinta e determinazione

    Nonostante sia una razza presente nell’immaginario collettivo, la sua dif­fusione nel nostro Paese è alquanto limitata, con una produzione di una cinquantina di esemplari ogni anno. Eppure è stato proprio un cane Scottish a salire sul gradino più alto del podio in occasione della recente esposizione europea di Ginevra: Filsite Brach Koh-l-Noor, un soggetto nero di allevamento russo, ha sbaragliato tutti gli avversari, a conferma che, nonostante la zampe corte, anche un cane Scottish può essere bellissimo.

    Lo Scottish Temer non è un cane per tutti, ma per veri estimatori che ne sappiano apprezzare la riservatezza, la dignità in tutte le circostanze e il coraggio che, a volte, diventa temerarietà. Non è un cane da moine o smance­rie, gli basta stare accanto al padrone con molta discre­zione, anzi, a volte gli va vicino a suo piacimento, mettendo in mostra una certa indipendenza. Il conte­gno e il sussiego sono una caratteristica di razza, non ama fare brutte figure e, se non riesce a fare una cosa, preferisce ritirarsi in buon ordine con tutta la dignità di cui dispone. Il sangue terrier lo rende un cane dal temperamento ardente, molto combattivo e coraggioso, ma non aggressivo con le persone, semmai riservato, quasi scontroso, con chi non conosce. In famiglia è allegro e vivace, affettuoso ma anche indipendente e digni­toso, può essere un buon compagno per i più piccoli purché sappiano approc­ciarlo in modo corretto e non lo considerino un peluche da strapazzare.

    Caratteristiche del cane Scottish Terrier

    Per coloro che conoscono lo Scottish solo attraverso la ben nota etichetta questo cane è sempre nero e, in effetti, nera è la maggior parte dei pochi soggetti che si trovano in giro. Nel XIX secolo, però, il nero era molto meno diffuso rispetto al sabbia, al grano, al brindle chiaro: i colori chiari erano di gran lunga preferiti dai cacciatori perché un man­tello scuro si sarebbe potuto confondere con il selvatico. Se il nero continua a essere il più conosciuto, negli ultimi anni anche il brindle sta avendo un crescente numero di amatori. Il diverso colore comporta una leggera differenza per quanto riguarda la tessitura del pelo, che nel brindle e nel grano è più dura, soprattutto per la consistenza del singolo pelo. Per tigrato si intende un mantello non uniforme e la gamma dei colori è molto vasta: nero tigrato, tigrato marrone, tigrato rosso, tigrato ardesia, tigrato grano.

    Un cane Scottish ha bisogno soprattutto di un padrone che ne conosca e ne apprezzi la spiccata personalità, compreso il suo essere terrier che lo porterà a scavare appena possibile, in campagna come nel giardino di casa. Il coraggio può diventare incoscienza, uno Scottist può rivelarsi un po’ litigioso con i suoi simili e affrontare’ con identica determinazione cani di qualsiasi taglia, per questo le passeggiate al guinzaglio e le puntatine nelle aree cani vanno gestite con attenzione. Tra le mura dome­stiche è amabile e affettuoso in casa, ma può anche essere caparbio e ostinato per cui richiede fin dal suo ingresso in casa un’educazione molto ferma e decisa, senza mai ricorrere alla violenza, perché è anche molto sensibile. Ben disposto verso tutti i membri della famiglia, tende però a nutrire un affetto particolare solo per una persona, in genere quella che si prende cura di lui.

    Quali sono i punti forti e quali i punti deboli nel cane Scottish Terrier dal punto di vista sanitario?

    Lo Scottish Terrier è un cane di robusta costituzione, motto longevo, tanto che alcuni soggetti arrivano a 13-14 anni, qualcuno persino a 16-17. Due inconvenienti che possono manifestarsi in questa razza sono il crampo e lo swimming puppies (cuccioli nuotatori). Il primo si manifesta intorno ai sei mesi e determina affaticamento fisico, minor resistenza al caldo e andatura difficoltosa (i crampi bloccano prima le zampe anteriori poi le posteri), non è però un problema letale e si può tenere d’occhio con le dovute accortezze. Lo swimming puppies può colpire un solo soggetto o un’intera cucciolata e si manifesta intorno alla seconda settimana di vita con l’impossibilità del cucciolo di alzarsi per via delle zampe aperte; non c’è terapia farmacologica, ci vuole solo molta pazienza e l’adozione di stratagemmi come ricoprire la cuccia con materiale che gli impedisca di scivolare. Inoltre è utile somministrare una dieta ricca di vitamine.

  • Cane Siberian Husky – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del cane Siberian Husky, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    All’inizio del ‘900 viene importato dalla Siberia in Alaska per essere si utilizzato nelle gare tra slitte trainate da cani. Nel 1930 è riconosciuto come razza dall’American Kennel Club e due anni dopo viene pubblicato sull’American Kennel Gazette il primo standard della razza Siberian Husky.

     

    Le origini del cane Siberian Husky

    Il siberian husky è sempre stato identificato come un cane del nord, adatto al traino delle slitte e dall’aspetto molto simile al lupo. Questa razza ha origine dalla Sibera centrale e la sua presenza lì si associa alla popolazione Ciuchi o Chukchi, nomadi che vivono ancora di caccia e pesca e che si spostano su lunghe distese di ghiaccio usando le slitte trainate proprio da questi cani. L’indole pacifica del siberian husky deriva, infatti, proprio dalla tranquillità che domina le distese dell’Artico, che ne sviluppano la velocità, lo scatto e la resistenza. Dal 19° secolo la razza di diffonde anche in Canada e in Nord America, tanto che negli anni ’40 viene fondato il Club americano del Siberian Husky che delinea lo standard ufficiale della razza. Dagli anni ’50, il siberian si diffonde velocemente anche in Europa e, di conseguenza, anche in Italia dove ancora viene molto apprezzato come fedele compagno dell’uomo.

    Cane Siberian Husky: caratteristiche e standard

    Gruppo: V – Sez. 1 Cani nordici da slitta
    Origine: Stati Uniti
    Altezza: maschi 54-60 cm; femmine 50-56 cm
    Peso: dai 16 ai 27 kg
    Pelo: lunghezza media, diritto; non così lungo da nascondere il profilo del cane
    Colore: sono ammessi tutti i colori, dal nero al bianco candido
    Corpo: tronco molto ben proporzionato ed elegante, con arti diritti e muscolosi
    Testa: cranio leggermente arrotondato con il muso abbastanza largo; tartufo nero
    Occhi: allungati, leggermente obliqui, di colore azzurro, marrone o eterocromi
    Orecchie: piccole, triangolari ed erette
    Coda: portata a scimitarra, non deve ricadere sul dorso né arrotolarsi

    Il cane Husky viene scelto da chi conosce realmente le caratteristiche della razza, poco importa il colore degli occhi o quello del pelo. Per quanto riguarda il mantello lo standard, del resto, ammette qualsiasi colore, anche se alcuni sono decisamente più comuni: bianco-nero, grigio, sil­ver, copper (rame) e rosso chiaro sono, infatti, motto più fre­quenti del bianco, del mostly black (quasi del tutto nero), del saddle back (iri cui il colore scuro forma quasi una sella del piebald (o pinto, fondo bianco con isolate grosse macchie sulla testa e sul corpo), dello splash coat (in cui la percentuale di bianco è inferiore rispetto al pinto) del sabbia, del grigio lupo, dell’agouti o del nero-focato.

    Di altezza e peso medi, gli esemplari maschi di Siberian Husky sono alti 55 cm dal garrese per 25 chili di peso, mentre l’altezza delle femmine si aggira intorno ai 52-53 cm dal garrese per 16-22 chili di peso. La testa presenta un cranio mediamente lungo dalle mascelle vigorose, la fronte è leggermente arrotondata e il naso tipicamente a tartufo rivestito da una sfascia rosa d’inverno. Gli occhi, bruni o blu, sono molto eleganti ed espressivi e dallo sguardo leale, le orecchie sono dritte, attaccate alte dalla base larga e la punta un po’ arrotondata. Il corpo è forte, dal torace profondo non troppo largo, il dorso è di media larghezza, i reni sono muscolosi e senza grasso superfluo. La groppa è possente e vigorosa, mentre gli arti dritti e muscolosi presentano un’ottima ossatura e piedi lunghi con cuscinetti duri capaci di sostenere l’animale sul ghiaccio. La coda è folta e spessa portata a scimitarra quando corre e quando sta sull’attenti. Il manto è fitto e soffice, dal sottopelo molto folto e lanuginoso che serve a scaldarlo meglio. Il colore prevede spesso lo sfondo bianco intervallato da pelo grigio argentato o da pelo color sabbia chiaro e nero. Macchie possono trovarsi soprattutto sulla testa.

    Vivace e socievole con tutti, cani e persone, è un cane molto testardo, come tutti i cani nordici. Nonostante il carattere amichevole, è molto indipendente, non semplice da educare, e ha un forte istinto predatorio nei confronti di piccoli animali domestici e non. Risulta essere la razza più utilizzata al mondo per le gare di slitta (sled-dog), ma è anche molto impiegato come cane da compagnia. È un compagno ideale per chi ama il cane primitivo, più vicino alle caratteristiche ataviche del lupo. È un cane robusto. Necessita di molto moto quotidiano.

    Quando era di moda si era guadagnato la nomea di disubbidiente e testardo. In realtà il cane Siberian Husky ha semplicemente voglia di esplorare il mondo, il che lo porta spesso a dimenticarsi del padrone e a perdersi dietro qualche traccia, ma se vede nel padrone un valido leader sarà ben felice di tornare da lui. È un cane socievole ed espansivo con tutti, non conosce la parola diffidenza e per questo è impensabile pretendere che possa fare il cane da guardia o da difesa.

    In famiglia dispensa affetto, è giocoso con i bambini e si affeziona a tutti, è tranquillo, mai aggressivo né mordace, dolce, docile e intelligente; talvolta può sembrare un po’ ostinato, ma è perché tende a obbedire ai comandi solo se ne capisce la finalità, mantenendo una certa indi­pendenza che è tipica della razza. Da buon cane da slitta un cane Siberian Husky ama la compagnia degli altri cani ma, soprattutto, apprezza correre libero, trainando una bici­cletta se non c’è la slitta.

    Gruppo e Selezione Siberian Husky

    Gruppo e sezioni
    Il Gruppo V comprende ben otto sezioni a causa della grande diffusione in diverse aree geografiche delle due tipologie in esso ricomprese, Spitz e Cani primitivi, nonché per via dei differenti impieghi a cui sono tradizionalmente destinati questi cani
    -Cani nordici da slitta;
    -Cani nordici da caccia;
    -Cani nordici da guardia e da pastore;
    -Spitz europei;
    -Spitz asiatici e affini;
    -Tipo primitivo;
    -Tipo primitivo da caccia;
    -Tipo primitivo da caccia con cresta sul dorso.

    Cane Siberian Husky: di cosa ha bisogno?

    Il Siberian Husky è un cane che si adatta all’ambiente urbano, ma che ha bisogno di spazio e di movimento quotidiano per conservare la un buono stato di salute psicofisica. Una casa con giardino è ottimale.

    Per quanto una gran parte dei soggetti presenti in Italia venga scelto unicamente come compagno per la famiglia, il cane Siberian Husky è inscindibile dal lavoro per cui è stato sele­zionato: il traino della slitta, un tempo per aiutare l’uomo (ricordiamo la mitica “corsa del 1925” quando solo con i cani fu possibile trasportare del siero da Anchorage a Nome dove era scoppiata un’epidemia di difterite), oggi per puro agoni­smo. A partire dagli anni ’20 lo Sleddog è diventata un’atti­vità sportiva di crescente importanza. Non bisogna essere esperti musher o volare nella lontana Alaska per provare l’eb­brezza di farsi trainare da uno o più cani; molte scuole di Sleddog italiane, infatti, offrono la possibilità di vivere questa esperienza fornendo tutta l’attrezzatura, quattrozampe compresi! In alternativa ci si può dedicare al Dog-trekking, che può essere praticato ovunque ci siano sterrati.

    Il suo desiderio di esplorare tutto quanto ruota intorno a lui richiede una certa prudenza nel gestirlo, soprat­tutto se si vive in città trafficate. Il guinzaglio è, quindi, praticamente un obbligo; inoltre, è bene ricor­dare che, per quanto vada d’accordo con i suoi simili, nei confronti degli altri animali l’istinto predatorio è molto forte. In generale è un cane autonomo che tende a mettere continuamente in discussione il padrone, quindi, affinché cresca educato e discipli­nato, ha bisogno di una figura che sia coerente in ogni sua azione, che sappia usare un tono di voce fermo e autoritario quando fa male, ma dolce e gentile quando fa bene. Non è detto che ci voglia necessa­riamente una slitta da tirare per farlo felice, ma sicu­ramente un padrone sportivo e dinamico saprà andare incontro alle sue esigenze di movimento. Durante le mute stagionali si spoglia completamente del sotto-pelo e, in questo periodo, bisognerà intensificare l’uso di pettine e spazzola.

    Questo cane tende a essere molto indipendente, per cui è bene impartirgli delle regole di buona condotta per inserirlo più facilmente in un contesto familiare. E’ consigliabile insegnarli a ubbidire e accorrere al richiamo del padrone, alternando il guinzaglio con la libertà lasciandolo libero in posti tranquilli e al sicuro dalla strada. Se il cane accorre al richiamo e obbedisce, è bene premiarlo con un biscottino o una leccornia incitandolo alla corsa e spronandolo a dirigersi verso di voi. Ogni tanto va bene mettergli il guinzaglio, ma sempre senza assumere toni di rimprovero: bisogna fargli capire che quando lo si richiama non è solo per legarlo al guinzaglio, ma anche per premiarlo per essere stato ubbidiente e giocare con lui. Nel caso in cui si voglia usare il siberian husky per la slitta, l’allenamento deve iniziare solo quando il cane avrà raggiunto il completo sviluppo fisico e mai da cucciolo. Inoltre, per insegnargli a essere un buon capo muta occorrono anni di paziente lavoro.

    Quali sono i punti forti e quali i punti deboli nel cane Siberian Husky dal punto di vista sanitario?

    Questa razza di origine nordica affascina per il suo sguardo glaciale e per il suo aspetto che lo rende, per molti versi, simile al lupo. È una razza robusta, che può vivere a tem­perature molto basse, il suo mantello folto lo protegge dalle variazioni climatiche. La salute non è un problema per que­sto cane che incontrerà il veterinario, probabilmente solo per le profilassi di rito! Il colore degli occhi è azzurro o mar­rone e l’eterocromia (un occhio marrone e l’altro azzurro, o con entrambi i colori nello stesso occhio) non è una dege­nerazione ma, piuttosto, una varianza molto affascinante. Cane dal carattere estremamente indipendente è un ottimo cacciatore in grado di procurarsi cibo e ricovero scavando

  • Cane Azawakh – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del cane Azawakh, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    Il cane Azawakh è stato per secoli il compagno fedele dei Tuareg e di popolazioni nomadi meno conosciute e per loro è stato ed è tuttora un prezioso compagno, cacciatore e guardiano. La razza comincia a farsi conoscere In Europa intorno agli anni ’70, ma l’allevamento europeo ha preso un indirizzo diverso da quello originale, tanto che i soggetti africani spesso si distinguono per con­formazione della testa, portamento della coda, taglia e colori diversi. La sua diffusione è molto limitata: nel 2012 ne sono stati registrati appena 16 esemplari in Italia.

    Cane Azawakh: è possibile addestrarlo?

    L’Azawakh si porta dietro la nomea di cane “inaddestra­bile” ma, se è vero che non abbiamo a che fare con il cane più malleabile e colla­borativo che esista, è anche vero che, scegliendo il metodo giusto, anche un soggetto di questa razza può essere educato e gesti­bile, basta tener presente che abbiamo a che fare con un animale molto sensibile, dal carattere forte e impo­stare un’educazione che non sia impositiva né tantomeno punitiva, privilegiando la sua sensibilità e la memoria prodigiosa. Una volta che il proprietario riesce a instaurare un rapporto intenso e di fiducia, senza avere la pretesa di bloccare il suo spirito, avrà un cane inaspettatamente dolce e affettuoso che amerà stargli accanto e ne cercherà il contatto. Nei confronti degli estranei, il cane Azawakh è molto riservato, come un po’ tutti i levrieri, sospettoso e diffi­dente. Può essere perciò considerato un buon guar­diano. Con identica riserva­tezza affronta il ring delle esposizioni.

    Quali sono i punti forti e quali i punti deboli nel cane Azawakh dal punto di vista sanitario?

    L’Azawakh è un cane estremamente forte e robusto a dispetto del fisico assai esile e della pelliccia alquanto corta che non richiede particolari cure, è un vero atleta che grazie al fisico scarno può essere agile e veloce, con una vita media di 12-14 anni. Non si conoscono particolari patologie genetiche di cui passa offrire la razza ma va detto che, analogamente gli altri levrieri, anche il cane Azawakh può risultare sensibile a certi farmaci e il particolare il dosaggio di sedativi o anestetici va fatto con molta attenzione. È molto importante fornirgli il giusto alimento e soprattutto nella giusta quantità: un Azawakh non deve essere robusto ma sottile, deve avere costole e ossa dell’anca ben visibili, ovviamente senza esasperare questa caratteristica. Alcuni problemi di salute che possono interessare la razza sono l’ipotiroidismo, l’epilessia e alcune malattie autoimmuni (miosite, tiroidite autoimmune), problemi cardiaci e, a causa del torace profondo, la torsione-dilatazione gastrica.

    Cane Azawakh: caratteristiche di un carattere difficile

    Il cane Azawakh è uno dei levrieri più leggeri, dalle singolari proporzioni; infatti deve essere più alto che lungo e con groppa particolarmente scoscesa. È un cane schivo,  e quando lo  si giudica bisogna assumere un atteggiamento di calma interiore per riuscire a toccarlo e a stabilire un rapporto con lui.

    Ha testa stretta, allungata e di fine cesello che mantiene però una certa ossuta sostanza: narici ben aperte con tartufo nero o marrone, guance mai prominenti, occhi con orli delle palpebre ben pigmentate, l’orecchio non deve mai essere a rosa come alti levrieri. Il colto è lungo e leggermente arcuato, privo di pelle cascante, il garrese, ben evidente, la linea del dorso sfiora il rettilineo, ma tende a rialzarsi verso le anche che appaiono sporgenti e posizionate più in alto del garrese, il torace anche se ben sviluppato non raggiunge però i gomiti, il ventre è
    piuttosto retratto sotto l’arca lombare. La coda è inserita bassa, sottile e affusolata, presenta una punta bianca che forma una sorta di spazzola. Gli arti lunghi asciutti si muovono in passi elastici che completano l’eleganza leggera di questo levriero. Il mantello raso e fine è quasi impercettibile sul ventre, lo possiamo apprezzare nel colore fulvo e in tutte le sue sfumature, è necessario che siano presenti balze bianche nella parte distale degli arti arti, un cenno bianco al petto e una pennellata bianca sulla punta della coda;  può anche avere una maschera scura e presentare tigrature.

    Ha bisogno di avere un padrone che conosca tutte le sfumature del suo carat­tere e sappia come com­portarsi al meglio, consa­pevole che un errore di gestione può davvero com­promettere il rapporto. Il suo carattere forte è difficile ma non impossibile da piegare, solo sfruttando i suoi punti deboli e senza mai perdere la calma si possono ottenere buoni risultati. E’ un cane fondamentalmente tranquillo che ama la comodità che può offrirgli la vita casalinga, adora starsene acciambellato sul divano apparentemente a sonnecchiare anche se tiene sempre tutto sotto controllo, ma resta pur sempre un levriero e la necessità di correre è nel suo DNA, anche se non necessario fargli fare chissà quanti chilometri al giorno.

  • Cane Barbone Grande Mole – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del cane Barbone Grande Mole, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    Sulle sue origini non c’è accordo: i francesi lo considerano autoctono; i tedeschi lo ritengono invece una razza autoctona nordica teutonica. L’ipotesi più accreditata è che derivi dal “Barbet”. In Francia il Barbone è chiamato Caniche, da canard (anatra selvatica), la tipica preda di questa razza.

    Cane barbone grande mole: caratteristiche e curiosità

    Cane dal temperamento brillante e allegro, si rivela un ideale compagno di vita. Si adegua alle esigenze della famiglia senza alcun problema mostrandosi molto tollerante con i bambini. Ben noto per la sua fedeltà, impara facilmente ed è adatto a un corso di training che ne esalti le qualità e attitudini.

    Un tempo poteva avere solo tre colori (bianco, marrone e nero), il grigio fu aggiunto negli anni ’60, l’albicocca nel 1976 e il fulvo rosso, nel 2007. Ogni colore deve presentare precise caratteristiche: il nero deve essere lucente senza opacità; il marrone deve essere deciso, piuttosto scuro, uniforme e caldo (il beige e i suoi derivati più chiari non sono ammessi); il bianco non deve presente con sfumature crema o grigiastre; il grigio deve essere uniforme e deciso, l’albicocca deve essere uniforme e non tendere al fulvo pallido o al sabbia; il rosso fulvo deve essere di una tinta uniforme su tutto il mantello e non deve mai tendere all’albicocca. Che sia gigante, medio, nano o toy, il Barbone ha il vero carattere del cane da compagnia: è estrema­mente intelligente, docile, allegro, vivace, giocherel­lone e in famiglia si trova pro­prio bene. Possiede un’incredibile memoria ed è motto disponibile ad apprendere, quindi è facilmente educabile e adde­strabile, tanto che alcuni soggetti si dedicano allO­bedience. Sicuramente è un cane dalla vivacità conta­giosa, non è mai mordace o aggressivo e per questo è il compagno ideale sia per i piccoli di casa sia per i loro amici. La fortuna del Barbone gigante è che, vista la mole, nei suoi confronti non scatta quel meccanismo di iperprotezione che molti proprietari rivolgono ai Bar­boni di taglia nana o toy; questo gli ha perrnesso di mantenere il tipico bel carat­tere senza diventare nevro­tico, insicuro e aggressivo, come, invece, può capitare ai più piccoli. I suoi sensi sono sempre all’erta e con il suo abbaio può essere una buona sentinella per la casa.

    Standard

    Taglia: taglia grande, 45-58 cm; taglia media 35-45 cm; taglia nana, 28-35; taglia toy, 24-28 cm.
    Pelo: deve essere riccio e soffice, privo di sottopelo di colore nero, grigio, bianco, marrone, albicocca, rosso
    Testa: dolicomorfa, con muso di lunghezza media
    Occhi: neri, marroni o color ambra nei soggetti con pelo marrone
    Orecchie: abbastanza lunghe, pendenti lungo le guance
    Coda: cattaccata alta, è portata obliqua e viene tagliata a circa un terzo della lunghezza

    Lo standard del Barbone di Grande Mole ammette diversi tipi di toelettature. Le tre considerate più clas­siche sono alla leoncina, inglese o scandinava, moderna. La leoncina è la toelettatura più antica e tradizionale perchè richiama le sue originarie funzioni di cane da riporto in acqua quando il posteriore veniva rasato per facilitare i movimenti nel lavoro, lasciando coperta la parte anteriore come protezione; rasato il posteriore lasciando però un pompon alla coda e manicotti alle zampe e anche il muso viene, oggi, completamente rasato. La toelettatura inglese deriva da quella leoncina ma sugli arti sono ammessi braccialetti e manicotti che sono poi diventati veri e propri pantaloni, dando origine alla toelettatura puppy clip, che esiste in diverse varianti tra cui quella detta di tipo scandinavo. La toelettatura moderna, infine. A quella preferita dai proprietari, il pelo accorciato su tutto iI corpo va mantenuto più lungo sugli arti e sulla testa dando al cane un aspetto sicuramente meno da show ma più naturale e di più facile gestione.

    Le esigenze del cane barbone grande mole

    Il Barbone è una razza estremamente adattabile che vive senza problemi anche in appartamento. Come tutti i cani ha comunque necessità di dare sfogo alle sue energie con lunghe passeggiate e soffre a essere lasciato solo a lungo.

    II Barbone ha bisogno di essere spazzolato spesso e, soprattutto se è di colore chiaro, è consigliabile pulire una volta alla settimana gli occhi con acqua borica o camomilla. Avendo un pelo fitto e riccio è opportuno, dopo ogni passeggiata, controllare che le orecchie e le zampe non siano ricettacolo di forasacchi o altri corpi estranei. Anche il Barbone toelettato più leziosamente non è una belle statuina da ammirare o un pigro cane da salotto, è in realtà un cane attivo che sarà sempre pronto a seguire la famiglia in gite in campagna, escur­sioni in montagna o, perchè no, puntatine al mare, dal momento che il suo passato da cacciatore di anatre gli ha lasciato in eredità un buon rapporto con l’acqua. Come tutti i cani che hanno un rapporto viscerale con il padrone non ama motto restare solo, se c’e l’esi­genza di lasciarlo a casa per diverse ore è consigliabile dargli un compagno, sicura­mente con la sua socievo­lezza lo accetterà più che volentieri.

    Cane barbone grande mole: i consigli del veterinario

    II suo manto è tanto bello quanto è più controllato, così facendo le visite dal veterinario per problemi dermatologici sono rare. Attenzione particolare alle orecchie che, vista la forma e le dimensioni, possono nascondere insidie quali otiti e presenza di corpi estranei trattenuti dall’abbondante peluria interna al padiglione che è meglio ridurre più possibile. Nelle razze di grandi dimensioni il rischio di incongruità articolari e displasie è sempre in agguato ma mai il Barbone  Grande Mole compare  tra quelle citate frequentemente per queste patologie. Certa incidenza ha, invece, l’epilessia che, purtroppo, se diagnosticata. prevede terapie a lungo termine se, ora è presente sul mercato un farmaco specifico che, però, ha un costo elevato. Come molti cani dal torace stretto e profondo c’è una propensione al rischio della sindrome della dilatazione e torsione gastrica, non presente nelle varianti pia piccole e limitabile con adeguati accorgimenti nella gestione alimentare come non dare un solo pasto e abbondante e magari solo la sera.