Categoria: Cani

  • Norfolk Terrier – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del cane Norfolk Terrier, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    Carattere

    Risultato di diversi incroci di razze effettuati da contadini e cacciatori locali durante la prima metà del Novecento, il Norfolk ha origini britanniche e, come suggerisce il nome stesso, è una razza selezionata nella contea omonima. Sembra che il primo Norfolk Terrier si chiamasse Rags: doveva essere un esemplare piccolo di costituzione, ma che si contraddistinse per le qualità genetiche talmente prepotenti da assicurare a tutta la sua progenie innegabili doti fisiche di forza e resistenza e soprattutto un carattere socievole e testardo. Rags doveva avere uno dei genitori di razza Terrier dal pelo rossiccio che a sua volta derivava da accoppiamenti tra Yorkshire e Terrier irlandesi, mentre l’altro doveva essere un Aberdeen Terrier.

    Oggi si ipotizza che i Norfolk Terrier siano stati ulteriormente migliorati facendo accoppiare addirittura esemplari di razza Bedlington con esemplari di Terrier irlandesi e scozzesi, ma non si ha alcuna certezza che questi ulteriori incroci siano realmente avvenuti. Sicuro è che la razza è stata riconosciuta come a se stante solo tardivamente: il Kennel Club infatti solo nel ’64 distinse la razza in Norfolk Terrier, che si caratterizzava per le orecchie più piccole e rivolte verso il basso, e in Norwich Terrier, che invece aveva le orecchie dritte e a punta.  Dapprincipio il Norfolk veniva usato come cacciatore di animali di piccola taglia dai contadini nelle campagne britanniche, e in retaggio di questa sua occupazione è importante sapere, se si decide di prendere in casa un Norfolk, che bisogna farlo scorrazzare libero per un certo numero di ore al giorno. Si tratta infatti di un cane dalle mille energie che ha bisogno di essere impegnato in qualche attività simile alla caccia, per cui necessita di tanto moto giornaliero e, in virtù delle sue qualità caratteriali e fisiche, bisogna concederglielo.

    Il piccolo Norkolf Terrier è un cane che non conosce la paura, è sempre sull’attenti a ogni minimo rumore o fruscio perché si sente pronto a scattare se necessario. Anche se di stazza piccola, è molto agile soprattutto negli spazi angusti e ristretti, per questo se c’è da mandar via un inquilino indesiderato, come topolini o lucertole, su di lui potete contare. Con l’uomo è molto socievole e affettuoso, gli piace stare anche a contatto con altri cani e ciò sottolinea quanto sia un cane amichevole a cui piace la compagnia, nonostante quella sua testardaggine tipica dei Terrier.

    Caratteristiche

    Il manto del Norfolk Terrier non è morbido, anzi assomiglia a una sorta di fil di ferro; infatti si erge ben dritto ed è molto aderente al corpo. Il pelo è evidentemente più lungo sul collo e sulle spalle, mentre quello che ricopre la testa e le orecchie è più corto e liscio, il musetto si contraddistingue per dei leggeri baffetti e le sopracciglia evidenti. Dato che si tratta di una razza dedita alla caccia e che viveva nelle campagne inglesi, la toelettatura non dev’essere fatta troppo spesso perché deve mantenere un aspetto un po’ più selvaggio. Il colore del manto può comprendere tutte le sfumature di rosso, grano, nero-focato e brizzolato, mentre eventuali macchie bianche sono permesse ma non desiderate negli esemplari della specie.

    La testa è fiera, dal cranio largo e rotondo, le orecchie sono abbastanza distanti tra loro e rivolte in giù. Il musetto ha una forma a cuneo con labbra ben tese e mascelle robuste che tendono a chiudere a forbice. Anche  i denti sono forti e robusti, e si caratterizzano per l’essere impiantati in maniera perpendicolare alle mascelle.

    La forma degli occhioni del Norfolk Terrier è decisamente ovale, il colore in genere è nero o comunque scuro. La coda è di media lunghezza, e il suo spessore maggiore all’attaccatura si assottiglia man mano che si avvicina alla punta. Il Norfolk tende a portare la coda sempre dritta e in maniera fiera. Dallo sguardo vivace e intelligente, il Norfolk Terrier è decisamente quello della specie dei Terrier dalle dimensioni più piccole: nonostante ciò possa sembrare un difetto, in realtà il suo corpicino è compatto e l’ossatura robusta. Un vero campione delle campagne.

  • Cane Nudo – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del cane Nudo, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    Cane nudo: le razze riconosciute e non

    Il cane nudo è riconosciuto ufficialmente dalla federazione Cinologica Internazionale in tre differenti razze: il cane nudo messicano Xoloitzcuintle, il cane nudo peruviano Perrò e il cane nudo chinese Crested Dog. Tuttavia, di cani nudi in giro ce ne sono tanti e in diversi paesi del mondo: in Manciuria c’è il Tai-tai, in Argentina c’è il Pila, in Paraguay c’è lo Yagua, in India invece c’è il cane nudo Rampur, in Etiopia c’è il cane delle sabbie. Infine, in Brasile, in Congo, in Turchia e Negli Stati Uniti c’è l’American Hairless terrier. Insomma, i cani nudi sono molti e anche circa le loro origini, gli esperti nel settore danno pareri differenti: c’è chi sostiene che discendano tutti da uno stesso ceppo e chi, invece, propende per l’esistenza di ceppi distinti, dal momento che l’assenza di peli di per se non è sufficiente a caratterizzare una razza, trattandosi di una mutazione che ha potuto prodursi in diversi tipi di cane e in diverse parti del mondo. Sicuramente si tratta di una mutazione che ha attirato gli interessi dell’uomo sia per la curiosità che può creare un cane nudo (motivo per cui nelle società cinesi e precolombiane, il cane nudo divenne esclusivo delle classi più altolocate) sia per l’abitudine, del tutto esecrabile per noi occidentali, di mangiare la carne di cane (abitudine che ancora esiste in alcuni paesi come la Cina e le Filippine).

    Cane nudo: un esemplare unico dalle caratteristiche speciali

    Oggi, però, c’è anche un’altra categoria di persone che cerca il cane nudo: si tratta dei soggetti allergici al pelo del cane che, tuttavia, non vogliono privarsi della compagnia di un amico a quattro zampe. Essendo del tutto senza pelo, il cane nudo richiede qualche accortezza in più nella sua gestione, proprio perché gli manca il pelo a protezione della pelle. Ad esempio, è importante utilizzare una crema idratante nel caso la pelle dovesse diventare troppo secca e, in generale, il cane nudo va sempre protetto con una crema solare nel caso di una prolungata esposizione al sole; analogamente, in inverno per questi cani è fondamentale indossare un cappottino.

    Dal punto di vista genetico, l’assenza di pelo è determinata da un gene dominante che è letale allo stato omozigotico, il che significa che tutti i cani nudi sono individui eterozigoti. Proprio per evitare la comparsa del gene letale solitamente si ricorre a riproduzione anche a esemplari con pelo. Fa eccezione solo L’American Hairless Terrier, il cui gene è recessivo e nella cui selezione si fa ricorso solamente a individui nudi. Quando una razza è presente sia nella varietà con pelo che senza pelo, esistono sempre alcune differenze tra le due: nel primo caso, la dentatura deve essere completa e le orecchie ben erette; nel secondo caso, invece, è ammessa l’assenza di molari, premolari o incisivi e le orecchie possono anche essere pendenti. Molti esperti, inoltre, sono convinti del fatto che il cane nudo abbia una temperatura corporea superiore a quella degli altri cani; in realtà, la temperatura è uguale, semplicemente l’essenza di pelo porta a un’emanazione diretta del calore che dà la sensazione che, al tatto, la pelle sia più calda.

  • Latte ai Cani – Si Può Dare o Fa Male all’Animale

    In questa guida spieghiamo se si può dare il latte ai cani o se fa male.

    Latte ai cani: pro e contro

    Somministrare o meno il latte ai cani – e i suoi derivati – come integrazione dietetica? Per alcuni esperti, questi ingredienti servono poco o nulla; per altri, invece, sono molto utili e, per altri ancora, andrebbero completamente eliminati dal regime alimentare dei nostri amici a quattro zampe. In realtà, come accade nella maggior parte dei casi, la verità sta nel mezzo. Il latte è un alimento ottimo, in quanto è ricco di vitamine, proteine, grassi e sali minerali. Quello che conta, nel caso degli animali, è che l’organismo – piccolo o grande che sia – possa digerirlo in modo corretto e assimilarlo per bene. Per far in modo che questo accada, è fondamentale la presenza della lattasi, un enzima che viene prodotto in modo spontaneo a partire dalla nascita in tutti i mammiferi. Questo enzima è fondamentale per assicurare al corpo una buona digestione del lattosio, ovvero dello zucchero che viene contenuto nel latte e nei latticini. Se, però, il latte non viene somministrato per lunghi periodi di tempo, l’organismo del cane riduce – fin quasi ad azzerarla – la produzione della lattasi, e in questo modo provoca una specie di intolleranza nei confronti del latte e dei suoi derivati. In una condizione di intolleranza al latte, i principali sintomi sono l’emissione di feci molli ma anche piccole e dolorose coliche addominali. In alcuni casi, poi, si può verificare anche un’incapacità organica, per un effetto congenito, di produrre il suddetto enzima.

    Somministrare il latte ai cani, quindi è un’ottima abitudine, sia da cuccioli che da grandi.  In tutti i casi, è importante che il latte somministrato al cane non provochi problemi di tipo enterico. E’ possibile, ad esempio, utilizzare con una certa tranquillità il latte di mucca pastorizzato – così come è suggerito da alcuni studiosi – per poi diluirlo insieme all’acqua.

    Latte ai cani: quali sono i formaggi che fanno bene

    Tra il cibo per cani, il formaggio è particolarmente apprezzato dai nostri amici a quattro zampe. Tuttavia, non tutti i tipi di formaggio fanno bene ai cani. E’ raccomandabile, ad esempio, evitare di abusare con i formaggi troppo grassi o fermentati, come il gorgonzola, il brie, il taleggio e altri simili. I formaggi migliori per i cani, in questo senso, sono la ricotta, la scamorza, i formaggi in fiocchi, che possiedono tante proteine e hanno uno scarso contenuto di grassi. Una volta a settimana, quindi, è possibile sostituire la carne con un po’ di formaggio, avendo cura di dispensarne un quantitativo leggermente superiore. Per i cani che sono abituati a mangiare le crocchette, sicuramente una spolverata di ricotta grattugiata ogni tanto contribuisce a rendere il pasto più appetitoso.

    Non tutti sanno che anche lo yogurt è gradito alla maggior pare dei cani e la sua somministrazione non è affatto controindicata. Anche per i nostri amici pelosi, i cosiddetti lattobacilli bifido batteri, in esso contenuti, svolgono sull’apparato digerente una salutare azione probiotica che è anche in grado di ripristinare quelle alterazioni della flora microbica intestinale che alcune volte si manifestano anche nei cani. In particolare, l’attività probiotica si realizza con l’incremento di produzione di muco intestinale e di sostanze anti-microbiche che hanno come scopo di rinforzare l’effetto barriera ottenendo una maggiore stimolazione del sistema immunitario locale. Piccole dosi quotidiane di yogurt naturale non possono quindi che essere d’aiuto, purchè tollerate, anche dai nostri amici cani.

  • Cane Iperattivo – Come Calmarlo e Cosa Fare

    In questa guida spieghiamo cosa fare per calmare un cane iperattivo.

    Cane iperattivo: perchè è un problema

    Abitare con un cane è una delle esperienze più belle ed importanti che possono essere vissute da un uomo. Tuttavia se il quattrozampe non sta mai fermo, è sempre irrequieto e sembra letteralmente incapace di rilassarsi, la convivenza può diventare un po’ problematica. A monte, in effetti, potrebbe esserci un disturbo del comportamento del cane che, se ignorato, può peggiorare anche in modo pericoloso. Quando si parla di cane iperattivo si fa riferimento ad una sindrome precisa, quella da ipersensibilità o iperattività. Si tratta, quindi, di una patologia a tutti gli effetti che, in quanto tale, deve essere curata da un veterinario o da un esperto educatore cinofilo che sia in grado di prescrivere anche una terapia di tipo farmacologico. In genere si tende a fare un po’ confusione tra l’iperattività e l’eccitazione. Ci sono alcune razze canine da pastore, per esempio, sono molto attive e richiedono un bel po’ di esercizio sia fisico che mentale. Ci sono altri cani, invece, che sono eccitati perché non hanno ricevuto una buona educazione e il loro padrone non è stato in grado di fargli capire quali sono i comportamenti corretti e quelli sbagliati. Si tratta di cani che tendono a saltare addosso, che abbaiano spesso e che – in linea di massima – sembrano completamente fuori controllo E’ normale, invece, che un cane adolescente sia molto attivo.

    Cane iperattivo: cosa fa nello specifico?

    Un cane iperattivo è tale perché tende a saltare addosso alle persone, ma salta anche sui mobili di casa o sulle pareti. Un cane iperattivo, insomma, è un cane che non riesce a stare mai fermo e che un padrone difficilmente riesce a gestire con un collare o con una semplice pettorina. Analogamente, un cane iperattivo è difficile da portare a spasso, da spazzolare o da manipolare in altri modi. Al guinzaglio tende a tirare e ad alzarsi su due zampe, abbaia molto, mangia e beve molto velocemente (il che provoca non pochi problemi anche a livello di digestione), corre all’impazzata senza ragioni, fa giri su se stesso, gratta le porte e si mette a seguire tutte le persone o le cose che si muovono. Il cane iperattivo è straordinariamente attento ad ogni rumore, si eccita con facilità e tende anche a mordere vestiti, mani e altre parti del corpo. In generale, rosicchia qualsiasi tipo di oggetto. In genere, i cani che soffrono di questa patologia non amano restare da soli e, quando accade, ansimano e hanno il battito cardiaco molto accelerato. Infine, fanno fatica ad apprendere e quando iniziano a fare qualcosa non riescono a concluderla.

    E’ bene precisare che tutti questi atteggiamenti ‘tipici’ di un cane iperattivo, sono del tutto normali quando si tratta di un cucciolo o di un cane adolescente ma diventano sintomatici quando, invece, si manifestano in un cane che supera anche gli otto anni di età. In ogni caso, questi atteggiamenti sono più frequenti nei maschi, specie se non sterilizzati.

    Le cause che fanno diventare un cane iperattivo

    Una precoce separazione del cucciolo dalla mamma può predisporre l’animale all’iperattività. La mamma, infatti, insegna al cucciolo come controllare l’intensità del morso e – in generale – come regolare l’attività motoria. Il gioco, insieme ai frattellini, viene disciplinato dalla mamma e il cucciolo, in questo modo, impara i moduli comportamentali corretti. Il problema sorge nel caso di separazione precoce, oppure quando i piccoli vengono sistemati in recinti insieme ad altri cuccioli senza adulti o in caso di una madre troppo permissiva e tollerante o di una cucciolata numerosa.

    Cane iperattivo: come risolvere il problema

    Per ottenere l’attenzione di un cane iperattivo è importante avere la giusta motivazione, assecondando anche le predisposizioni di razza e le caratteristiche del singolo soggetto ma, soprattutto, insegnando al cane che solo con la calma e l’educazione può ottenere quello che desidera. In molti casi, vivere e crescere in un ambiente povero di stimoli può contribuire a generare nel cane comportamenti scorretti. I cani che crescono in città, per esempio, sono animali abituati al traffico che non inseguono le macchine, a differenza di quelli che vivono in campagna. I cani vanno sempre stimolati, soprattutto quando sono cuccioli.

    A differenza di quanto si dice in giro, un cane iperattivo non tende a calmarsi facendo lunghe passeggiate. Al contrario, la tendenza a farlo stancare, non fa altro che allenarlo ancora di più! In alternativa, un metodo efficace per far calmare il cane è quello di optare per i giochi che consentono di usare il naso, i giochi di ricerca e le attività di masticazione; inoltre, è importante fargli usare la testa per risolvere piccoli problemi, per esempio impegnandolo con giochi di attivazione mentale.

    Per interagire con un cane iperattivo e aiutarlo a correggere i suoi comportamenti sbagliati, il linguaggio del corpo e le posture possono rivelarsi fondamentali. Se il cane è irrequieto o agitato, di sicuro non è conveniente correre, fare movimento bruschi o veloci, o anche alzare il tono della voce eccessivamente. Sicuramente l’iperattività è una patologia che va curata da un medico veterinario comportamentalista che somministrerà al cane anche dei farmaci. I rimedi omeopatici e naturali sono molti utili anche per ottenere risultati migliori e più veloci nel lavoro che comunque va svolto in sinergia con un operatore cinofilo. In tutti i casi, affiancarsi ad un professionista è fondamentale per correggere il comportamento del cane ed evitare soluzioni fai da te che, invece, potrebbero anche peggiorare la situazione.

  • Cane Amstaff – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del cane Amstaff, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    Cane amstaff: la storia

    La selezione inizia negli USA e in Canada alla fine del 1800, partendo da due razze estinte, il Bull and Terrier e il Blue Paul Terrier. In seguito si avrà la separazione tra l’American Staffordshire e il Pit Bull. American Staffordshire Terrier è il nome dato dall’ AKC (American Kennel Club) al riconoscimento della razza nel 1936.

    Andando a ritroso nel tempo per conoscere meglio questo cugino del Jack Russell, bisogna ammettere che poco più di una ventina di anni fa era praticamente un ramo della famiglia terrier del tutto sconosciuto tanto che al massimo ce ne saranno stati in tutto una trentina di esemplari sparsi nel globo. Dopo dieci anni gli esemplari di cane Amstaff hanno iniziato a moltiplicarsi arrivando a quota mille, mentre solo recentemente hanno registrato quasi le tremila unità arrivando precisamente a 2.646 esemplari registrati in tutto il mondo, risultato che ha fatto salire la popolarità della razza arrivata a pari merito con il jack Russell.

    Quella dell’American Staffordshire Terrier è una razza che non piace solo agli italiani; infatti, si trovano diversi esemplari  non solo nel nord Italia, ma anche in Francia, uno dei paesi europei in cui si registrano più esemplari in assoluto. Questa improvvisa popolarità, però, ha provocato la selezione di esemplari che non rispettano tutti i canoni della razza, soprattutto perchè non risultano tipici per morfologia e  carattere. Questo potrebbe causare problemi relativi alla sicurezza dell’animale e del padrone: un Amstaff muscoloso e potente ma facilmente irritabile costituirebbe un vero e proprio pericolo pubblico. Selezioni non accurate, infatti, possono  dare vita a animali portatori di patologie ereditarie anche molto pericolose per l’uomo; per questo motivo è preferibile essere sicuri di rivolgersi a un allevatore serio quando si decide di adottare un cucciolo di questa razza.

    I cani di tipo Terrier occupano il III Gruppo della classificazione ufficiale della Federazione Cinologica Internazionale (FCI). I “Terrier di tipo bull” sono cinque: American Staffordshire Terrier, Bull Terrier, Bull Terrier Miniature, Staffordshire Bull terrier e American Pit Bull Terrier. Le prime quattro sono riconosciute dall’AKC e dalla FCI (e quindi anche dall’ENCI, che è affiliato alla FCI), mentre la quinta è riconosciuta dell’UKC, dall’ADBA e da altri Club minori americani.

    American staffordshire terrier: il carattere

    Le qualità caratteriali del cane Amstaff rivestono una grande importanza per allevatori e padroni, tanto che gli americani sono giunti alla conclusione che, se privo delle sue peculiarità caratteriali, l’Amstaff non può essere definito tale. Infatti, questo cane possiede un carattere che lo rende naturalmente benvoluto e amato dalla famiglia che decide di prenderlo con sé: è un animale che riesce a instaurare un forte legame con il nucleo familiare e con il padrone in particolare, che è sempre ansioso di compiacere.

    Il cane Amstaff si rivela, quindi, una compagnia ideale anche per i bambini perché vuole essere parte integrante della famiglia e contribuirvi a modo suo e partecipare alla vita quotidiana; inoltre, è fedele al suo padrone in maniera eccezionale perché una volta eletto come suo leader, lo seguirà in tutto e per tutto amandolo incondizionatamente. È sempre molto affettuoso con tutti gli altri membri della famiglia senza, però, porsi in un atteggiamento di servilismo, ma anzi è socievole e pieno di fiducia in sé  e mai aggressivo senza motivo. Addirittura può dare l’impressione di essere un pacioccone sempre in attesa di giocare e desideroso di dimostrare la sua indole amichevole e attiva; tuttavia, è anche molto attento a quello che accade intorno a lui ed è sempre pronto a reagire in qualunque situazione. Dallo spirito acuto e intelligente, quando lo sente necessario sfodera un coraggio definito ‘proverbiale’ dagli allevatori e da chi conosce bene questa razza.

    Molto importante che l’Amstaff socializzi fin da cucciolo sia con la famiglia che con altri cani: deve riuscire a vivere il maggior numero di esperienze possibili in contesti diversi e con animali e persone diverse. In questo modo il cane potrà crescere diventando un compagno affidabile per l’uomo, che però dovrà sempre tenerlo al guinzaglio in luoghi pubblici.

    La potenza fisica dell’Amstaff e il carattere coraggioso dell’animale devono sempre essere considerati e tenuti bene a mente dal padrone: chi decide di prendere con sé un cane del genere deve anche saperlo gestire nel modo migliore e in ogni circostanza.  L’educazione, quindi, deve iniziare fin da cucciolo e non dovrà smettere mai nemmeno da adulto, anzi deve continuare con un corso di obbedienza di base perché quanto prima impara a tenere a bada il suo carattere naturalmente esuberante tanto meglio il padrone potrà farlo relazionare con altre persone e altri cani.

    Anche quel suo essere molto espansivo nelle esternazioni d’affetto non sempre viene interpretato nella giusta maniera e rischia di essere considerato aggressivo anche nelle manifestazioni d’affetto più innocue. Il padrone di un Amstaff deve sapere tenere basso il suo tasso di euforia e di eccitazione facendolo sfogare con lunghe passeggiate piuttosto che portarlo a giocare al parco e finendo con l’aumentarne l’iperattività.

    Standard cane amstaff

    Gruppo: III sez Terrier di tipo bull
    Origine: Stati Uniti
    Altezza: cm 46-48, masc.; 43-46, fem.
    Pelo: corto, denso e duro
    Colore: tollerati tutti i colori, ma non desiderabili bianco puro, nero focato e fegato
    Corpo: tronco corto, muscolatura molto sviluppata
    Testa: cranio largo; stop marcato; muso di media lunghezza, arrotondato nella parte superiore
    Occhi: scuri, rotondi, situati bassi e molto ben distanziati; nessun segno di
    depigmentazione alle palpebre
    Orecchie: anche tagliate, ma integre sono da preferirsi
    Coda: attaccata bassa e lunghezza media, non curva o arricciata

    Proporzionato, muscoloso, compatto e attento l’impressione che il cane Amstaff dà subito a chi lo vede è quella di forza e di potenza nonostante l’altezza; inoltre a rinforzare la dose contribuisce anche il suo atteggiamento sempre attento e dinamico e la sua sicurezza, non per niente è un cane votato al combattimento e alla guardia.

    La testa è di lunghezza media e alta da ogni lato, il cranio è largo e profondo con orecchie corte e a punta, semi erette o portate a ‘rosa’ inserite alte sulla testa, non sono accettate orecchie del tutto pendenti, mentre le guance sono ben pronunciate.

    Gli occhi sono rotondi e scuri ben distanziati tra loro e portati bassi, il muso è di lunghezza media e rotondo con mascelle ben definite e labbra aderenti e compatte.

    Di profilo e di fronte il muso risulta ben proporzionato con il cranio e in perfetta armonia con la testa.

    Il collo dell’Amstaff è possente, leggermente arcuato e tende ad assottigliarsi da dietro le spalle, che si presentano ben muscolose e robuste con scapole ampie e oblique.

    Il torace è largo e profondo e le costole cerchiate e ravvicinate, il dorso è corto e scende lievemente dal garrese alla groppa presentando una leggera inclinazione dalla groppa alla coda. I fianchi sono arrotondati verso l’interno, le zampe anteriori sono ben distanziate per far sviluppare meglio il torace e sono dritte e larghe, mentre le zampe posteriori di media lunghezza sono molto muscolose e più sottili al garretto.

    La coda non è accettata né arricciata né arrotolata ma solo dritta, si presenta corta e più sottile in punta, è proporzionata alla taglia e inserita bassa. L’Amstaff ha un pelo molto corto privo di sottopelo, è duro e lucido e molto folto, le sfumature ammesse dalla razza sono quelle monocolore, pluricolore e pezzato e il bianco non deve estendersi su più dell’80% del corpo, lo stesso vale per il nero focato e il color fegato. Dall’andatura elastica senza rollio o ambio, l’Amstaff si presenta ben proporzionato tra altezza e peso: per i maschi l’altezza al garrese varia dai 45,72 cm ai 48,26 cm, mentre per le femmine si aggira tra i 43,18 cm ai 45,72 cm.

    Cane amstaff: dal combattimento alla compagnia

    Come spiegato in precedenza, le selezioni per ottenere esemplari di Amstaff che rispettassero certi caratteri morfologici sono iniziate negli USA e in Canada a partire dagli ultimi anni dell’800, e precisamente dal 1885: tra le razze che hanno dato vita a questa variante ci sono il bull e il terrier, ma anche una razza canina oggi del tutto estinta ovvero il Blue Paul Terrier.

    Nei primi anni l’Amstaff è stato allevato solo basandosi sulla funzione che il cane avrebbe dovuto avere ovvero quella del combattimento per farlo esibire nelle arene, per questo il cane Amstaff viene sempre associato al pitbull terrier dal momento le origini sono le stesse.

    Si cercava, infatti, di allevare un cane che fosse particolarmente dotato per i combattimenti anche contro i suoi simili, per cui gli incroci avvenivano tra cani di tipo molossoide e di tipo terrier. Le autorità britanniche bandirono e decretarono proibiti i combattimenti bull baiting, ovvero quelli di cani contro tori, per cui nacquero in tutta clandestinità quelli tra soli cani, i dog fighting, pratica che fu esportata anche nelle colonie del nord America, da cui proviene il nome di American Pitbull Terrier.

    Ancora oggi l’Amstaff è richiesto proprio per essere usato in incontri clandestini di lotta tra cani. A partire dagli anni ’30, gli allevatori iniziarono a riformulare le caratteristiche della razza e a dividerle in due diversi rami: iniziarono cioè a effettuare le selezioni dell’Amstaff in base a canoni morfologici ed estetici. Ben presto gli esemplari della razza unirono a un portamento brillante un giusto equilibrio caratteriale, dimostrando fin da cuccioli la propensione alla socializzazione con l’uomo e con altri animali.

    Il nome di American Staffordshire Terrier ha sostituito quello di American Pitbull Terrier quando il Kennel club statunitense riconobbe la razza nel 1936: da questo momento in poi l’Amstaff divenne ufficialmente un esemplare da compagnia e da esposizione e non più da combattimento. Oggi le principali linee di sangue a base della razza sono gli X-Pert, i Tacoma, i Ruffian e i Crusander.

    Ambiente Ideale

    L’American Staffordshire Terrier può vivere bene anche in appartamento, a patto che gli si dedichi molto tempo per farlo giocare, correre e sfogare la sua esuberanza. Fondamentale è anche socializzarlo fin da cucciolo con altri cani per stemperare gli eccessi del suo carattere dominante. Sarebbe sempre opportuno farlo partecipare a qualche attività cinofila o comunque consentirgli di svolgere sempre una buona attività fisica.

    Costi

    Acquisto cucciolo – Da 700 a 1500 euro a seconda della genealogia
    Alimentazione – 550 euro all’anno, parti a 300 grammi di cibo al giorno
    Veterinario – 150 euro all’anno
    Toelettatura – 160 euro all’anno per quattro lavaggi
    Accessori – 150 euro per spazzole, giochi e altri accessori.