Categoria: Cani

  • Cane Dogo Argentino – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del cane Dogo Argentino, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    La storia del cane dogo argentino

    Il cane Dogo argentino è stato inserito nella lista dei cani potenzialmente pericolosi, ma senza che mai un esemplare di questa razza si sia mai reso protagonista di drammatici episodi di aggressione. Non deve essere apprezzato nemmeno in Germania, dal momento che, l’anno scorso, non è stato regi­strato nemmeno un soggetto, mentre in Gran Bretagna addirittura non è riconosciuto. Quanto all’Italia, le cifre si mantengono costanti, con 700-900 soggetti iscritti annualmente e bisogna dire che l’alleva­mento nostrano è di tutto rispetto, con soggetti che si sono sempre distinti riuscendo a vincere persino nella Patria della razza e che, in quel Paese, sono stati impiegati come riproduttori.

    Nonostante una certa fama che inspiegabilmente accom­pagna la razza il Dogo Argen­tino, in realtà, è un cane fedele, gioioso, mai aggressivo. molto equilibrato perchè consapevole della propria forza. II padrone, che sa diventare leader grazie al suo carisma, sarà sempre il suo costante riferimento. In casa, un Dogo difficilmente se ne starà in un angolo discreto, preferendo stare sempre accanto a qualcuno o farsi coinvolgere nei giochi del più piccoli. Non è un cane difficile da educare, lo diventa se le regole e gli spazi che devono essere stabiliti fin dall’inizio, finiscono per non essere rispettati. Il maschio può avere una certa tendenza alla dominanza e, anche da cucciolone, potrebbe provare a prendere il sopravvento in casa; spetta al proprietario, con tutta l’autorevolezza e la coerenza di cui dispone, confermarsi nel suo ruolo di leader, ma senza maniere forti o punizioni fisiche, che sono controproducenti in un cane sensibile come lui. Una volta impostato, la quotidianità con lui sara piacevolissima.

    Il cane Dogo Argentino è un grande guardiano e un valido cane da difesa, ma non lo si può paragonare alle altre razze che, tradizionalmente, assolvono questi compiti, perchè e l’unico ad essere stato creato per un impiego venatorio. Questo suo essere un cane da utilità un po’ atipico richiede un addestramento che tenga conto delle sue caratteristiche e dei suoi ritmi di crescita e che gli offra gli stimoli giusti. Come guardiano della proprietà è fermo e deciso nel tenerne lontani gli estra­nei in assenza del padrone, in presenza del quale, invece, è pronto ad accettare chiunque. Come cane da difesa personale, i suoi trascorsi di cacciatore gli hanno lasciato in eredità una buona socievolezza con il genere umano, ma è in grado di distinguere una situazione da un’altra e, se si rende conto che i suoi cari sono in pericolo, la sua reazione sarà fulminea, anche senza mai essere stato addestrato alto scopo.

    Di cosa ha bisogno un dogo argentino

    Se si sceglie un Dogo dobbiamo mettere in conto che non si accontenta di stare in un giardino a fare la guardia, il padrone deve dedicargli tempo per soddisfare le sue esigenze, sia in termini di contatto fisico sia in termini di movimento, per il suo equilibrio psicofisico e perchè ha bisogno di mantenere in forma il suo corpo di atleta. Pur essendo un eccellente compagno per la famiglia, va gestito con oculatezza nei rapporti con i suoi simili, soprattutto se dello stesso sesso. Sicuramente una precoce socializza­zione del cucciolo con i suoi simili può se non risolvere del tutto, per lo meno circoscrivere il problema. II Dogo non va scelto solo perchè bello, atletico e potente: mai come in questo caso è opportuno informarsi sulle sue caratteristi­che, mettere in conto le sue potenzialità e la sua tempra ed essere disposti ad affrontare un percorso educativo che deve cominciare appena mette piede nella sua nuova casa.

  • Accessori per Cani da Caccia – Migliori Prodotti, Opinioni e Prezzi

    In questa guida spieghiamo quali sono i migliori accessori per cani da caccia.

    I collari per cani da caccia

    I collari per i cani da caccia sono tantissimi. Ne esistono di luminosi e/o catarifrangenti (utili per chi caccia in prossimità di alba e tramonto), collari semi rigidi a fascia (volti a proteggere il collo dagli attacchi del cinghiale o di altri ungulati) e, infine, ci sono anche i collari per cani da caccia con bande fluorescenti che ne incrementano la visibilità. Un collare morbido e leggero non dà alcun fastidio al cane e ci consente di condurlo al guinzaglio sul luogo di caccia. Se, invece, vogliamo fare attività sportiva con il nostro cane (per esempio, corse in bicicletta o a piedi durante la chiusura della caccia), o se dobbiamo condurre il cane a lungo su sentieri ripidi (cani da montagna, prove di caccia in montagna) e se il cane ‘tira come un orso’ in preda all’entusiasmo, abbiamo un’alternativa migliore: le pettorine da cane da slitta.

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    Le pettorine per cani da caccia

    Non si tratta delle pettorine che si vendono normalmente nei negozi, ma di vere e proprie imbragature ( se esistono di infinite marche, modelli e prezzi) che avvolgono il cane lasciandolo però libere le vie respiratorie e consentendo ampi movimenti delle zampe in tutta sicurezza. Grazie alle pettorine da cane da slitta, gli animali possono correre e camminare in maniera fluida, senza avere pressioni sul collo o su altre parti del corpo. Si tratta di prodotti che vengono pensati principalmente per lo sleedog (le corse per i cani da slitta), per lo sci di fondo con il cane e per il canicross (corsa campestre con il cane) ma potenzialmente utili anche per l’allenamento del cane da caccia.

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    Le mantelline per i cani da caccia

    Tra i ghiacci del grande nord nascono anche le mantelline ad alta visibilità, diffusissime in tutta la Scandinavia. In questa zona sono usate per evidenziare i cani sulla neve e nei grandi spazi aperti; anche in Italia dovrebbero avere la stessa funzione ma faticano a trovare il consenso dei cacciatori. In realtà sono utili per diversi motivi:

    -il cane si vede molto meglio (specie se si tratta di un soggetto nero o marrone che caccia nel bosco), quindi è più facile da localizzare e più difficile da confondere con un selvatico;

    -un cane che indossa una pettorina ad alta visibilità è improbabile che, se smarrito, venga scambiato per un cane abbandonato, è molto più semplice che venga riconosciuto come un cane perso.

    La cultura dell’alta visibilità nasce nei paesi nordici e pertanto sono i produttori e i rivenditori scandinavi ad offrire la scelta più ampia di prodotti e la miglior qualità. Questo per noi italiani, specie per chi risiede al sud, può anche essere considerato un limite: le mantelline da caccia eccessivamente coprenti, o addirittura in neoprene, non sono adatte ai climi caldi.

    In linea di massima è possibile distinguere le mantelline per i cani da caccia in tre formati: mini, medio e maxi.

    -Le mantelline mini coprono all’incirca dal collo al garrese, esistono in varie misure e – a seconda della taglia dell’animale – sono anche quelle più adatte ai primi caldi.

    -Le mantelline medie sono quelle che si vedono più frequentemente addosso ai cani da caccia scandinavi, hanno la forma di una mantellina e si infilano dalla testa. Inoltre, sono anche dotate di una cordicella che passa sotto la pancia. Il cane si muove liberamente e il tessuto colorato e ampio e garantisce un’ottima visibilità. Sono considerate lo standard ( ci sono dei club di razza scandinavi che commercializzano per pochi euro con il proprio marchio), ma rischiano di essere un po’ troppo coprenti se il clima è troppo caldo.

    -Le mantelline maxi partono dal collo del cane e, assumendo la forma di un corpetto, lo coprono fino alla fine del torace. Sono capi molto prestanti, poichè sono in grado di proteggere il cane anche dalle piante; il loro unico limite sta nel fatto che non si possono utilizzare quando fa troppo caldo. Queste mantelle esistono  anche in neoprene (troppo calde per quasi tutte le zone d’Italia) e persino in neoprene con copertura delle ascelle per proteggere tutto il petto e parte della zampa: l’idea è eccellente, ma non è idonea per il clima italiano.

    Un’altra variante è quella delle mantelline salva pancia che vanno molto di moda negli Stati Uniti dove si chiamano anche tummy saver. Sono mantelline all’incontrario in quanto, coprono la pancia e non la schiena, dove invece si agganciano. Vengono usate se si impiega il cane nei luoghi con una vegetazione ostile o per proteggere i capezzoli delle femmine.

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    L’abbigliamento tecnico

    Dalle mantelline ai capi tecnici il passo è brevissimo, basta allungare un po’ il collo per scoprire che esistono delle tute da neve in neoprene, dei corpetti per la caccia agli acquatici e altri corpetti per la caccia al cinghiale. I corpetti utilizzati per la caccia agli acquatici hanno una buona diffusione negli Stati Uniti, sono realizzati in colori mimetici e confezionati in neoprene. Lo scopo è aiutare il cane a mimetizzarsi e tenerlo al caldo tra un tuffo e l’altro. Gli italiani che li hanno acquistati e che cacciano in climi freddi ne parlano molto bene, l’unico neo è costituito dal fatto che sono costruiti a misura di retriever e vanno fatti modificare se si intende utilizzarli su cani che hanno una conformazione differente.  I corpetti da cinghiale, invece, sono coloratissimi, piuttosto costosi e contengono al loro interno strati di tessuti protettivi simili a quelli presenti nei giubbotti antiproiettile. Indossati dal cane assumono l’aspetto di un’armatura e il loro fine è proprio quello di proteggere il cane dalle zanne e dagli urti del potente ungulato. La visibilità è un extra graditissimo: il cane, infatti, è facilmente individuabile dai postaioli.

    Di utilizzo trasversale, e cioè adatti a tutte le razze, sono invece i wicking coats che in italiano sono definiti come veri e propri ‘accappatoi‘. Questo tipo di prodotto nasce in Gran Bretagna, vuoi perchè piove molto, vuoi perchè gli inglesi sono grandi appassionati di cavalli. Prima dei wicking coats sintetici, infatti, esistevano delle speciali coperte in lana fatte per asciugare i cavalli bagnati e sudati. Dalla lana si è passati ai tessuti tecnici e dal cavallo si è passati al cane.

    Nel Regno Unito gli accappatoi vendono indossati da spaniel e retrive al termine delle battute all’inglese, o alla fine di un field trias. Secondo i produttori funzionano così: mettete l’accappatoio a un cane fradicio, lasciatelo in macchina, andate a pranzo e lo ritroverete caldo e asciutto. In effetti, pur sembrando assurdo, il cane resta caldo e asciutto dal momento che la parte esterna del tessuto durante il procedimento si bagna, ma poi si asciuga. I prezzi oscillano sui 40-50 euro e ne esistono in vari modelli (a mantella, a corpetto, con zampe, senza zampe eccetera). Anche la gamma dei colori è molto ampia. Questi accappatoi, poi, oltre ad asciugare il cane bagnato, sono utili per tenere al caldo il cane in auto se ci si ferma fuori a pranzo e fa freddo: in questo modo la muscolatura si raffredda con maggiore gradualità. Capi di questo tipo sono molto graditi dai cani a pelo raso come il pointer inglese: i nordici confezionano persino dei cappotti imbottiti da fare indossare ai cani a pelo corto dopo la caccia e le prove.

    I cappotti imbottiti per cani non sono una novità nemmeno da noi, sebbene inusuali per i cani da caccia. Molto più curioso è invece il sacco a pelo proposto da una ditta norvegese: quello che sembra un banale zainetto, una volta aperto si trasforma in un caldo letto portatile per cani che può essere lasciato aperto, come un telo, oppure chiuso. In quest’ultimo caso esce solo la testa del cane che, di conseguenza, è bloccato dentro e può allontanarsi. In nord Europa questi sacchi a pelo sono usati durante le pause o per pernottamenti in tenda.
    L’alternativa estiva è rappresentata dalle gabbie pieghevoli in stoffa e rete. Servono a caccia? Non nello specifico, ma se si porta il cane ad una prova, un raduno o un’esposizione sono comodissime per lasciare il cane al fresco, lontano dagli insetti. Queste gabbie sono in commercio da diversi anni, il costo non è eccessivo e, se smontate, possono essere lavate in lavatrice.

    Dalla gabbia il passo è breve per parlare di accessori per gabbie: per freddo e umido sono ottimi anche i tappetini in microfribra che assorbono l’acqua e lo sporco mentre nella stagione calda ci si può giocare la carta dei tappetini refrigeranti. Chi volesse applicar direttamente queste tecnologie sul cane può iniziare asciugando il cane bagnato con appositi teli in microfibra che assorbono molto più della spugna.

    Infine ci sono anche le scarpe per i cani da caccia: in Scandinavia ne esistono di diverse tipologie, adatte soprattutto a neve fresca oppure a ghiaccio e sale. Anche in Germania questo articolo è normalmente venduto al fine di proteggere le zampe dalle avversità e sono proprio i tedeschi, presenti sul mercato italiano con catene commerciali e negozi on line, ad averle portate. Ma a cosa servono le scarpette per cani in Italia? In realtà hanno lo stesso scopo: sono in grado di proteggere le zampe del cane dagli agenti irritanti come il sale o il ghiaccio o per riparare le ferite favorendone la guarigione. In Italia in genere non si caccia sulla neve ma ci sono eccezioni come la Zona Alpi o la caccia al cinghiale in Comunità Montana: se la neve è ghiacciata in breve tempo provoca abrasioni ai polpastrelli che ci obbligano a ritirare il cane dall’attività venatoria fino alla guarigione; se il cane si è già ferito alla zampa, invece, è importante che la ferita rimanga asciutta e pulita e che il cane possa camminare in maniera confortevole. In questo caso le scarpette sono più che utili.

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  • Come Lasciare il Cane da Solo in Casa

    Sono tante le cose che ci preoccupano quando il nostro cane rimane solo in casa: si annoierà? Soffrirà troppo la solitudine? Oppure farà dei danni e diventerà aggressivo e disubbidiente?

    Sono domande lecite per qualsiasi padrone, soprattutto considerando l’attaccamento del cane all’uomo, ma niente paura, basta la giusta educazione e il vostro cucciolone non avrà problemi. Vediamo allora cosa fare quando il cane resta da solo in casa.

    Scegli la razza giusta

    Molto spesso le persone scelgono di non prendere un cane, anche se lo desiderano molto, perché per lavoro o per altri motivi, passano diverse ore al giorno fuori di casa. Non è detto che l’animale soffra per forza se non ci siete, questo dipende soprattutto dal suo carattere e in parte anche dalla sua educazione. Cerchiamo dunque di scegliere il cane non solo in base al nostro gusto estetico, ma considerando le sue caratteristiche.

    Da evitare il dobermann, un cane che raramente ama rimanere da solo e che, delicato com’è, si ammalerebbe di malinconia. Lo stesso discorso vale per tutte le altre razze di cane che spesso sviluppano un forte attaccamento nei confronti del padrone come i boxer, tutti i molossoidi e i cani pastore.

    Meglio scegliere cani con un carattere molto più indipendente, parliamo dei cani nordici, i levrieri, terrier, i segugi, come pure i cani difensori del gregge. Per esempio un husky è perfetto se si lavora quasi tutto il giorno. Quando non ci sarete troverà tanti modi per divertirsi e cose da fare, senza sentirsi solo ed annoiato e quando tornerete sarà felice di vedervi, ma non stressato.

    Trovagli una compagnia

    Nonostante la scelta di una razza oppure di un’altra possa aiutare, ricordiamoci che i cani sono sempre degli animali sociali, per questo motivo non amano stare da soli per un lungo periodo. Dunque cosa fare quando il cane resta solo in casa? Potremmo ad esempio trovargli una compagnia, prendendo nella nostra abitazione un altro animale con il quale possa passare le sue giornate senza sentirsi completamente solo ed abbandonato.

    Basta anche solo un gattino o un piccolo criceto per fare felice il tuo cucciolone. Moltissimi cani infatti, come i pastori si sentono utili quando hanno un compito e sentono di essere utili. Se condividono il loro spazio con un altro animale si sentiranno responsabili per quest’ultimo, credendo di doverlo sorvegliare, controllare e proteggere mentre il padrone è via.

    Un discorso diverso vale per le razze di tipo predatorio, che non legano facilmente con animali di una specie diversa. Possono abituarsi alla presenza di un uccellino, un criceto o un gatto, ma non si sentiranno per questo meno soli e stressati.

    Una soluzione che invece vale per qualsiasi tipo di cane è prendere un altro cucciolo che faccia compagnia e dia l’idea di un branco, permettendo all’animale di socializzare. Due cani ci permetteranno di uscire di casa senza stare in ansia perché il nostro è da solo. Le cure e le attenzioni saranno le stesse da parte vostra, ma divise per due, e vederli giocare insieme ripagherà una piccola spesa economia in più.

    Qualche consiglio per quando si lascia il cane da solo in casa

    Per prima cosa non allarmarti se hai un appartamento e non potrai, per diverse ore, portare fuori il tuo cane. Gli animali infatti possono resistere e trattenersi dal fare i loro bisogni anche per otto ore senza dover avere per forza qualche trauma. Per i cuccioli meglio prenderli durante le vacanze per poterli istruire a non sporcare.

    Anche se si ha un giardino enorme nel quale il cane può scorrazzare questo non diminuirà la sua ansia e lo stress quando non ci siete. Ciò che lo fa soffrire è l’assenza di qualsiasi contatto con altri esseri, dunque la situazione è la stessa sia in un appartamento che in una villa con giardino.

    Quando il cane è da solo in casa, per passare il tempo e non stressarsi, potete lasciargli a disposizione qualche osso, dei biscottini molto duri o altre cose da rosicchiare. I giocattoli invece non servono a nulla se non c’è qualcuno con cui giocare, umano o animale.

    Ci sono poi altre cose che possono alleviare un po’ la solitudine del cane quando noi siamo fuori. Dei punti fermi che facciano sentire l’animale sicuro, come la sua ciotola sempre nello stesso luogo, con acqua abbondante e croccantini, la sua cuccia, accogliente e comoda. Un rimedio utile sarebbe quello di lasciare al cane un piccolo compito, per esempio il dover sorvegliare qualcosa in questo modo il tempo passerà velocemente e lui si sentirà molto utile.

    Insegnategli infine ad abbaiare solo quando è necessario così eviterà di scattare, con nervosismo, per ogni singolo rumore e disturbare i vicini che poi, alla fine, se la prenderanno immancabilmente con voi.

  • Cani da Guardia – Migliori Razze

    Quando si parla di cani da guardia si intendono quei cani che risultano particolarmente legati a un ambiente, come la casa in cui abitano con i loro padroni, fino al punto di sviluppare un istinto di protezione verso quel territorio. I cani da guardia vengono spesso confusi con i cani da difesa personale che, invece, sono protettivi nei confronti del proprio padrone o di chiunque venga affidato al loro controllo, inclusi i bambini che riescono a difendere prontamente da minacce o aggressioni.

    Razze da guardia

    Esistono determinate razze di cani che sono nate per essere dei cani da guardia ideali, e a dirlo è il cinologo francese Pierre Megnin, che ha suddiviso i cani domestici in ben quattro gruppi in base alla loro morfologia e distinguendo i lupoidi, i bracconidi, i molossoidi e i gradoidi. I molossoidi, per esempio, si caratterizzano per la testa voluminosa, rotonda o a cubo, le orecchie piccole e cadenti e il muso corto, mentre hanno un corpo decisamente massiccio, dalla struttura grande e dal pelo folto sul corpo e più corto sulla testa, le orecchie e  le estremità. A fronte di tali caratteristiche che Megnin ha individuato, in ognuno dei gruppi di cani suddetti, alcune razze di cani da guardia.

    Il Bovaro del bernese  è un cane di taglia grande, molto muscoloso e con un lungo pelo, esigente da mantenere, per questo decisamente più adatto a vivere in giardino che in casa, molto agile e capace anche in montagna. Nonostante la stazza, si rivela di carattere docile e mansueto tanto da essere perfettamente a suo agio con i bambini, è dotato di forte equilibrio e sicuro di sé. Le sue doti di guardiano erano già note ai tempi dell’antica Roma.

    Il Bullmastiff, di taglia grande, forte e molto muscoloso, era adatto in passato alla lotta, per questo anche lui necessita di una abitazione con giardino, ma come il Bovaro la sua docile pazienza lo rende il molossoide più adatto alla sopportazione, consigliato anche ai genitori di bambini molto monelli. Si lega molto al suo padrone e l’ottimo olfatto lo contraddistingue, pertanto potrebbe anche avere impieghi “professionali”.

    Il Cane da montagna dei Pirenei è un gran bel cagnolone, dal pelo abbondante e morbido, ma tende ad ingrassare facilmente. Sempre preferibile dotarlo di dimora con giardino, non impazzisce per i bambini, ma li sa tollerare, ama molto il suo padrone e gli dimostra costantemente la sua stima, mentre con gli estranei è davvero molto diffidente. Dal bel carattere imponente, necessita di un padrone autorevole.

    Il Ciarplanina è un cane di taglia media, molto diffidente e restio con chiunque non sia parte della famiglia, infatti con il padrone è dolce e affettuoso, se riconosce in lui un padrone deciso e non troppo permissivo.

    Il Dogo Argentino si caratterizza per il pelo quasi rasato, corto e liscio, la preminenza del colore del manto è bianca e spesso con caratteristiche macchie scure intorno agli occhi. È un cane decisamente scattante e dinamico nonostante la corporatura muscolosa e di media taglia, si lega principalmente alla persona che più lo cura, ma è ben disposto verso i bambini. Può, però, divenire aggressivo se non sapientemente tenuto sotto controllo e adeguatamente educato, infatti ha tutte le potenzialità per offendere.

    Il Fila Brasileiro è un animale di taglia grande, dal pelo morbido ma corto, e predilige una dimora fornita di giardino. In  Brasile veniva utilizzato per la cattura degli schiavi in fuga. Con i bambini va gestito perché si limita a tollerarli per amore del suo padrone, infatti, se non gestito da persone capaci, diventa pericoloso. È un cane molto coraggioso, adatto alla difesa della proprietà.

    L’Hovawart, dall’aspetto lupoide, necessita di vivere in giardino perché destinato al movimento. Ha un carattere molto simile a quello del pastore tedesco e pertanto adatto a sopportare i bambini tanto che fa di tutto per assecondarli. È dotato di una grande intelligenza e, quindi, risulta un ottimo cane da guardia, oltre che adattabile alla difesa personale, se opportunamente istruito.

    Il Mastiff è un guardiano per natura: ha una presenza davvero imponente, ma non necessiterebbe di enormi spazi in quanto, nonostante la stazza, è davvero molto pigro. Non può essere lasciato solo con dei bambini, non perché sia pericoloso, ma meglio controllarlo; la sua sensibilità è alta e necessita di molta cura e disciplina.

    Il Mastino Napoletano è stato definito il gigante buono: dalla stazza massiccia e il pelo raso, è meglio preparargli una cuccia in giardino perché in casa si sentirebbe come in prigione. Con i bambini non è molto portato, ma li tollera per amore del suo padrone, infatti, la sua attenzione alla famiglia e a quanto gli accade attorno lo rende un cane molto adatto alla guardia, perché è un tranquillo osservatore ed efficace all’occorrenza.

    Il Mastino Spagnolo, invece, è un cane decisamente imponente, di grande taglia, per cui ha bisogno di uno spazio aperto, ama proprio la vita nella natura; è adatto anche ai bambini  e necessita di un leader da ascoltare in famiglia, inoltre tende a  diffidare di chiunque non sia strettamente in contatto con lui, e questo ne fa uno tra i migliori cani da guardia. Importante anche non isolarlo, ma farlo socializzare sin da cucciolo, perché  nutre un profondo legame affettivo per il suo padrone.

    Il Pastore del Caucaso ha una indole poco docile, quindi lo si consiglia solo a padroni molto sicuri di sé e decisamente autorevoli, inoltre si dimostra poco propenso alla pazienza con i bambini. È un cane assolutamente mai remissivo e parecchio reattivo nella difesa della zona che ha stabilito essere di sua competenza. Dal carattere sempre fiero e deciso.

    Lo Staffordshire Bull Terrier viene anche definito il guerriero: parecchio basso, vive bene in una casa anche senza giardino, e gli piace la convivenza con i bambini, solo ha una potenziale aggressività anche verso gli altri cani. È d’indole coraggiosa e tenace, un tempo i suoi antenati erano utilizzati per i combattimenti con i tori e gli orsi, per questo lo Staffordshire ha mantenuto l’istinto indomito.

    Il Tibetan Mastiff, chiamato colosso tra i molossi, è un cane particolarmente forte e robusto, ed è l’antenato dei molossoidi. Era considerato già nell’antichità un lottatore, potente come un leone e molto alto, purtroppo ne esistono oramai pochi esemplari ancora, utilizzati come dei veri e propri guardiani indefessi.

    Il Tosa Inu ha un fisico da combattente, tanto che era utilizzato nei secoli passati proprio nelle lotte e nei combattimenti. Non resiste in appartamento e richiede di vivere in un bel giardino, con i bambini meglio non lasciarlo mai solo, anche se difficilmente è aggressivo senza motivo. Preferisce un padrone autoritario.

  • Cane Shih-Tzu – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del cane Shih-Tzu, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    Le origini del cane Shih-Tzu

    Nel suo stesso nome risiedono le origini dello Shih-Tzu: la razza odierna non è altro, infatti, che una discendente della razza originale nata in Cina. La leggenda vuole che la popolazione della città di Hochou regalò all’imperatore cinese un cagnolino di origine tibetana, probabilmente il cane sacro del Tibet, in cui i buddisti tendevano a ravvisare la rincarnazione dei monaci. I cani di piccola taglia erano i preferiti in Cina, in particolar modo sotto il regno dell’imperatrice Tsu-Hsi che ne favorì l’allevamento senza mai fare incroci. Dopo di lei, però, la razza si perse proprio a causa degli incroci con Carlini e Pechinesi. Fortunatamente alcuni esemplari puri di Shih-Tsu furono donati a diplomatici europei e in questo modo se ne evitò l’estinzione.

    Caratteristiche del cane Shih-Tzu

    Lo Shih-Tsu è un cane di taglia medio-piccola che raggiunge un’altezza massima di 28 cm per un peso che oscilla tra i 4 gli 8 chili.

    La testa è larga e rotonda e il caratteristico lungo pelo tende a ricadere sugli occhi, mentre il musetto largo e squadrato presenta un naso a tartufo un po’ sporgente e all’insù, sotto il quale si stagliano una folta barba e i baffi.

    Gli occhi sono grandi e tondi e tendenzialmente molto scuri, mai sporgenti, la bocca è larga e lievemente prognata con labbra ben livellate.

    Le orecchie sono grandi rispetto al corpo e molto pendenti.

    Il collo si presenta ben proporzionato e lungo abbastanza per portare con fierezza la testa, le zampe sono corte ma muscolose, dritte e con i piedini ben proporzionati, arrotondati e con buoni cuscinetti plantari.

    La coda si caratterizza per l’attaccatura alta e il pelo folto, spesso è portata arrotolata sul dorso.

    Il mantello è liscio dal pelo lungo, con buon sottopelo, e si caratterizza per le strisce bianche sulla fronte e sulla coda.

    Carattere dello Shih-Tzu

    Sarà anche piccolo di taglia, ma lo Shih-Tzu è dotato di un carattere forte ed egocentrico oltre che molto curioso e attratto dall’affetto del padrone, per questo si consiglia soprattutto alle persone anziane e non per coloro che hanno bambini, perché si dimostra non proprio disponibile a sopportare i loro dispetti. Ha un carattere molto attivo e tende a partecipare alla vita di casa, ma ha bisogno di socializzare, infatti adora divertirsi e giocare con il suo padrone. Dalla forte personalità e d’indole particolarmente testarda, questo cane risponde bene e sempre alle richieste del padrone e, anzi, cerca  di capire il motivo per cui gli viene imposto un certo comportamento. È coccolone quanto vanitoso, infatti adora essere spazzolato e pettinato con cura ed essere ammirato.

    La femmina presenta un’indole più allegra e briosa rispetto al maschio che, invece, si dimostra più indipendente, infatti la femmina è tanto legata al padrone al punto da esserne anche molto gelosa. Lo Shih-Tzu è un cane affettuosissimo e un ottimo compagno di giochi, attenti però a cosa gli piace e non gli piace sopportare. Mai disturbarlo mentre mangia, per esempio, perché potrebbe reagire con ostilità pensando che gli si voglia portare via il cibo, inoltre, è meglio non fissarlo mai dritto negli occhi o soffiargli sul musetto perché lo interpreterebbe come un atteggiamento di sfida. Infine, è sempre meglio ricordare di non tirare il pelo, le orecchie e la coda né strofinargli il naso.

    La corretta alimentazione dello Shih-Tzu

    La dieta di questo cane dev’essere varia, sana e bilanciata, infatti la sua alimentazione ideale prevede la carne bianca, la pasta e il riso ben cotti, verdure tipo carotine, zucchine e spinaci da condire con un cucchiaio di olio di semi di mais o di girasole. Due volte a settimana è possibile alternare la carne bianca con il pesce tipo merluzzo o platessa, mentre il rosso d’uovo può essere mescolato alla pasta o al riso. Per quanto riguarda il cibo in scatola e i croccantini, possono essere introdotti man mano, ma non diventare le uniche alternative quotidiane.

    Da evitare di somministrare allo Shih-Tzu anche gli eventuali avanzi di un pasto. I cuccioli fino a quattro mesi devono mangiare quattro volte al giorno,  mentre dai cinque fino agli otto mesi si possono ridurre i pasti a tre al giorno, per arrivare a regolarizzare l’alimentazione sui due pasti al giorno.

    L’igiene quotidiana

    Come accennato, allo Shih-Tzu piace che il padrone si prenda cura di lui spazzolandolo e, infatti, è una razza che richiedere una particolare cura quotidiana data la consistenza molto fine del pelo, che è consigliabile inumidire sempre con uno spruzzino di acqua e balsamo prima di pettinare. La frangia dev’essere sempre legata con un elastico morbido o una mollettina per consentire al cane il massimo della visuale ed evitarne problemi alla vista. Bisogna anche controllare la zona di pelo tra i polpastrelli per verificare che non ci siano terra o grumi, mentre occhi e orecchie devono essere puliti delicatamente con fazzolettini di carta e bastoncini di cotone da usare solo per il padiglione esterno. Infine, il bagnetto va fatto una sola volta al mese in acqua tiepida.