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  • Come Tenere Pulito il Gatto

    In questa guida spieghiamo come tenere pulito il gatto.

    Come Lavare il Gatto

    Il gatto è un animale molto pulito dato che passa buona parte del suo tempo a lavarsi e lisciarsi il mantello. In realtà, nonostante sia capace di provvedere da sé alla propria pulizia, talvolta non è possibile fare a meno di lavare il proprio gatto.

    È generalmente vero che tutti i gatti hanno paura dell’acqua. Tuttavia il bagno, gradito o meno che sia, si rivela indispensabile per rimuovere il pelo morto nei periodi di muta, per eliminare i parassiti, per togliere lo sporco che il proprio gatto raccoglie durante le sue passeggiate.
    Non sono solamente i gatti a pelo lungo o quelli che partecipano abitualmente a concorsi di bellezza ad avere bisogno di un bel bagno, ma anche i gatti a pelo corto e quelli abituati a vivere in giardino o all’aria aperta.

    Tuttavia, se si vuole che il proprio animale prenda confidenza con l’acqua, è necessario abituarlo al bagno fin da piccolo. Infatti, fare il primo bagno ad un micio adulto può essere un’esperienza negativa sia per lui che per il suo padrone: il gatto potrebbe spaventarsi, reagire e diventare aggressivo.

    Può essere lavato in media una volta al mese, ma la frequenza ideale è variabile: dipende dal tipo di pelo, dal colore, dalla stagione dell’anno in cui ci si trova e dalla partecipazione ad eventuali concorsi di bellezza.

    Per lavare il gatto, è necessario avere a portata di mano tutto l’occorrente
    -uno shampoo adatto al tipo di mantello e al colore del proprio gatto
    -una bacinella
    -un grande asciugamano
    -una spazzola e un pettine
    -un phon o una stufetta termoconvettrice elettrica
    Il gatto deve essere immerso in una bacinella contenente acqua tiepida (non più di 10-15 cm per non spaventarlo), deve essere ben frizionato con lo shampoo adatto al suo mantello, facendo molta attenzione agli occhi e alle orecchie. Quindi, con abbondante acqua tiepida occorre eliminare con cura ogni traccia di shampoo. Prima di passare al phon, deve essere avvolto in un asciugamano in modo da eliminare l’acqua in eccesso.

    Per asciugare il gatto si può utilizzare un phon silenzioso o una stufetta termoconvettrice. Sarebbe bene accendere il phon qualche minuto prima di puntarlo direttamente sul mantello dell’animale, in modo da abituarlo gradualmente al rumore. Se il gatto non gradisce il calore diretto del phon, lo si può infilare nel suo trasportino a griglia e asciugarlo dall’esterno della gabbia. Quindi, si procede alla spazzolatura.

    Infine, per i gatti che rifiutano l’acqua totalmente, si può utilizzare uno shampoo secco. Si distribuisce con le mani sul mantello frizionando delicatamente il pelo. Quindi, una volta terminata questa operazione, si asciuga il gatto con un panno leggermente umido e si spazzola il suo mantello energicamente.

    Toeletta

    Il gatto ha la fama di essere un animale pulitissimo. La pulizia è per lui istintiva, dato che la toeletta costituisce il primo legame tra mamma gatta e i suoi piccoli: la cura del corpo, infatti, è una delle tante attività nelle quali il gattino riesce a cavarsela da solo.

    Il tempo dedicato dal gatto alla cura della propria bellezza rappresenta una parte piuttosto consistente della vita: che viva in città o in campagna, passerà molte ore a leccarsi, facendo ogni acrobazia per raggiungere le parti del corpo più nascoste.

    La toeletta svolge diverse funzioni: di igiene e di pulizia, di raffreddamento (quando è molto caldo, leccandosi, il gatto fa in modo che la saliva con cui bagna il mantello evapori, evitando il surriscaldamento), di termoregolazione corporea (la pelliccia, per essere una difesa sufficiente contro il freddo, deve essere sempre liscia e in ordine).

    La pulizia del mantello risponde ad alcune necessità del gatto: leccandosi il pelo assorbe vitamina D e attiva le ghiandole sebacee, le cui secrezioni impermeabilizzano la pelliccia e donano al mantello un aspetto sano e brillante. Inoltre, spesso per il gatto è un rimedio efficace contro la noia o lo stress da rissa, da incontro amoroso, o da visita veterinaria.

    A volte, però, l’attenzione che il gatto dedica a se stesso non è sufficiente a garantirgli una pulizia adeguata. In questo caso è il padrone a doverlo aiutare nella cura della sua bellezza.

    Innanzitutto, anche se il gatto non adora l’acqua, sarà bene abituarlo al bagno fin da piccolo. Una bacinella di acqua tiepida, uno shampoo adatto al suo pelo, un asciugamano di spugna, un phon silenzioso sono tutto ciò che serve, insieme ad una giusta dose di pazienza. Le cure per la bellezza del gatto richiedono tempo.

    In particolare, i padroni di gatti a pelo lungo dovranno armarsi di energia, calma e buona volontà. Anche i mici a pelo corto vanno spazzolati, ma con cadenza settimanale: non eguaglieranno mai i loro amici a pelo lungo che richiedono operazioni di spazzolatura lunghe e complesse, soprattutto durante i periodi di muta.

    La spazzolatura stimola la secrezione sebacea che assicura l’impermeabilità del mantello, svolge un’azione tonificante, evita che il gatto possa ingerire quantità eccessive di pelo (palle di pelo) con conseguenti problemi digestivi (dalla stitichezza all’occlusione intestinale).

    Anche in questi casi i negozi di animali vengono in nostro aiuto: sono tantissimi i prodotti e gli accessori studiati per la bellezza del gatto.

    Tuttavia dedicarsi alla cura della bellezza del gatto significa anche occuparsi della pulizia di occhi, orecchie, unghie e denti. Gli occhi devono sempre essere puliti e brillanti: basta utilizzare un batuffolo di cotone imbevuto in camomilla, acqua bollita o soluzione fisiologica. Per le orecchie si consiglia di non usare bastoncini (sono pericolosi), ma latte autopulente, pratico ed efficace.

    I denti tendono a ricoprirsi di tartaro: può essere rimosso con l’uso di particolari dentifrici, ma dato che il gatto detesta che gli venga aperta la bocca, meglio ricorrere al veterinario, che effettuerà la pulizia dei denti in anestesia.

    Infine le unghie, se necessario, possono essere regolate in lunghezza tagliandole con un tronchesino. E’ importante evitare accuratamente di tagliare la parte rosa dell’unghia: agendo solo sulla parte bianca il gatto non sentirà nessun dolore e non correrà nessun pericolo.

    Igiene del Gatto Fuori Casa

    l gatto ha molto a cuore la propria igiene personale, alla quale dedica gran parte del proprio tempo fin da quando è cucciolo.

    Un gatto mentre si pulisce il peloIl mantello, in particolare, riceve le maggiori attenzioni: il gatto lo mordicchia, lo lecca, lo liscia, cerca di sciogliere i nodi. Tuttavia, le cure minuziose che rivolge al proprio pelo spesso non sono sufficienti a garantirgli una pulizia accurata.

    Pertanto sarà compito nostro occuparci dell’igiene del nostro gatto, avvalendoci dell’aiuto di una vasta serie di prodotti e di accessori creati per la bellezza dei nostri mici: shampoo e balsamo per i diversi tipi di mantello, deodoranti, spazzole, pettinine, salviette e guanti detergenti umidificati.

    Non dobbiamo mai dimenticarci che le cure che dedichiamo all’igiene del nostro gatto sono indispensabili per la sua salute.

    Quando siamo in casa di certo riusciamo a occuparci del nostro animale con una certa regolarità. Ma come fare a garantire un’igiene accurata al nostro amico a quattro zampe quando si è fuori casa?

    Per fortuna, anche in questi casi il mercato dei prodotti per animali offre un valido aiuto.

    Esistono, infatti, prodotti creati appositamente per gli animali che non amano particolarmente l’acqua, come mousse o shampoo a secco, pratici e veloci da usare: non bagnano il pelo, si eliminano con facilità, e lasciano il loro pelo morbido e pulito. Sono prodotti che possono essere utilizzati anche quando si è in vacanza in sostituzione del classico bagno e che inoltre possono soddisfare le esigenze di quegli animali che per diversi motivi non possono essere lavati.

    Ancora più comode e pratiche sono le salviette detergenti, dalle diverse profumazioni e dimensioni con cui possiamo pulire in maniera facile e veloce il mantello del gatto. Sono imbevute di una soluzione speciale che deterge il mantello, eliminando polvere e sporcizia.

    Le salviette sono utili nelle situazioni più diverse: all’aria aperta, in vacanza, quando piove e il gatto si è bagnato, durante i viaggi in auto o semplicemente come rinfrescanti.

    Ideali per le serate estive pratiche quando si è in viaggio o in vacanza, adatte per pulire il mantello del nostro gatto dopo una passeggiata serale o per rinfrescarlo nelle notti d’estate.

    Infine, tra i prodotti per gatti che non prevedono l’uso dell’acqua, si contano anche i guanti detergenti umidificati. Sono un ottimo strumento per mantenere il manto del gatto non solo pulito e curato, ma anche lucente e segoso, sostituendosi ad un bagno completo, per una pulizia accurata.

    Come Prevenire gli Odori del Gatto in Casa

    Anche se sono animali molto puliti i gatti possono produrre odori non sempre gradevoli per gli esseri umani.

    Infatti può capitare che l’angolo adibito ai suoi bisogni non sia di gradimento per il gatto e che per farcelo capire cominci a fare pipì nei luoghi più inappropriati della casa (divani, tappeti, piumoni, coperte, cuscini, bagno, cucina e così via), con risultati davvero sgradevoli per chi li annusa!

    La puzza di urina di gatto, infatti, è molto forte e difficile da eliminare. Fortunatamente i negozi di animali offrono ai padroni un aiuto: in commercio si possono trovare spray elimina-odori, che possono essere nebulizzati direttamente sui tessuti, neutralizzando i cattivi odori in profondità.

    In ogni caso sarà bene educare e abituare il micio a servirsi di un’apposita lettiera per lasciare i suoi bisogni. Le lettiere hanno davvero rivoluzionato le abitudini più sconvenienti dei nostri animali, facendo contenti molti padroni, perché grazie ad esse si scongiurano i cattivi odori che l’urina o le deiezioni del gatto possono produrre.

    Le lettiere possono essere di origine diversa (estratte da un minerale, vegetali, di sepiolite, di materiali simili alla terra) ma la scelta finale è sempre quella del gatto, che con il suo comportamento indica quella che preferisce.

    Anche nel caso delle lettiere i prodotti in commercio aiutano i padroni che devono prendersene cura regolarmente e che desiderano ridurre gli aspetti negativi e gli odori sgradevoli al momento della loro pulizia. Esistono, infatti, molti deodoranti in polvere che vanno sparsi sul fondo della cassetta igienica, deodoranti spray profumati per l’igiene del gatto e per eliminare i cattivi odori dalla lettiera e dagli ambienti in cui il gatto vive. Non sempre però i nostri gatti gradiranno tutti questi profumi.

    Il problema della puzza e dei cattivi odori, però, si può presentare anche fuori casa, in cortile, sui muretti, sugli alberi del giardino, a volte persino sui radiatori delle nostre auto. I gatti maschi ne sono i principali responsabili: se sono rivali in amore cercano di coprire l’odore dell’altro facendo ripetutamente pipì su quella del loro avversario, se in “guerra” lasciano le loro deiezioni scoperte. La puzza è acre, pungente e sgradevole per chi l’annusa.

    In questi casi, difendersi dai cattivi odori è più difficile: o si puliscono con fatica le parti interessate con alcool e acqua bollente, oppure ci si affida a prodotti a base di sostanze chimiche non nocive, facilmente rintracciabili nei negozi di animali o in quelli di giardinaggio.

    Si tratta di repellenti a base di canfora, citronella o naftalina, che però vanno utilizzati con grande attenzione. Devono sempre essere lasciati all’interno di contenitori traforati, ma impossibili da aprire, in modo che il gatto non possa assolutamente venirne a contatto. Alcune di queste sostanze, anche se non nocive, possono essere letali per i nostri amici a quattro zampe.

    Infine, un ultimo rimedio fai da te per tenere lontani gli schizzi di pipì da muri, finestre o porte esterne, è quello di posizionare in corrispondenza dei punti presi di mira dai gatti delle bottiglie di plastica trasparente piene d’acqua.

  • Come Costruire una Voliera

    Le motivazioni che mi hanno portato a costruire la voliera che sto per descrivere sono state essenzialmente due: la prima è la necessità di lasciare i miei diamantini fuori per l’inverno, principalmente per motivi di spazio e poi per motivi di igiene (10-12 diamantini rilasciano parecchie piume, bucce di semi e altre “scorie”, nonostante le attenzioni che si possono avere nella pulizia). La seconda motivazione è quella di avere la possibilità di fare selezione o, più semplicemente, separarli per qualsiasi bisogno (litigi tra esemplari, separazione dei sessi per i più giovani, ecc.).

    A parte le mie motivazioni, credo che avere gabbie o voliere più comode per i nostri beneamati compagni di vita (e non semplicemente “gli uccellini”) rispecchi il desiderio di un po’ tutti noi di dare loro una sorta di “compensazione” per la prigionia forzata a cui li costringiamo, premesso che in libertà essi, forse, non vivrebbero che qualche settimana, nella migliore delle ipotesi, data la loro pressoché totale mancanza di esperienza di sopravvivenza.

    Inoltre volevo risparmiare un bel po’ rispetto all’alternativa di comprarne una già fatta e via!

    Più che un progetto di voliera per tutti, vi voglio raccontare come ho costruito la mia voliera, che per alcuni non sarà molto bella esteticamente, ma rispecchia le necessità tecniche/funzionali che mi prefiggevo di soddisfare. Questo non toglie che, usando le stesse tecniche che descriverò di seguito, si possano ottenere degli ottimi risultati anche da un punto di vista estetico.

    Ma bando alle ciance e passiamo ai fatti.

    Attrezzatura necessaria

    Gli attrezzi e quant’altro ho utilizzato per costruire la voliera fanno parte del “corredo” minimo di ogni amante del bricolage (a parte un paio di attrezzi particolari) per cui, se ne siete sprovvisti, considerate la necessità di farveli prestare o, nella peggiore delle ipotesi, di doverli acquistare, fermo restando che comunque, nel secondo caso, vi potrebbero tornare utili in altre occasioni. L’elenco degli attrezzi assolutamente necessari è il seguente
    -trapano
    -punta da trapano per ferro da 3 mm
    -seghetto per metallo
    -tronchesi
    -pinza
    -martello grande o mazzetta
    -metro a nastro o simile
    -rivettatrice
    -piano di lavoro (tavolino da lavoro o una tavola robusta da appoggiare su un normale tavolo per evitare di danneggiarlo)
    -una lima o una piccola mola da trapano

    Altri attrezzi molto utili ma non indispensabili (senza, però, lavorerete male)
    -morsetti per tenere fermi i pezzi mentre segate, forate, ecc.
    -pinza a becco o a punta
    -un pennarello per segnare le misure

    A proposito della rivettatrice: forse questo è l’attrezzo che, tra tutti gli altri, è quello che non tutti possiedono; si tratta di una specie di pinza che serve per fissare dei chiodi particolari (i rivetti, appunto) normalmente adoperati per la giunzione delle lamiere. Più avanti spiegherò il suo utilizzo.

    I materiali da costruzione

    La mia scelta dei materiali è stata condizionata dal fatto che volevo costruire qualcosa che fosse allo stesso tempo resistente alle intemperie, facile da lavorare, possibilmente esente da manutenzioni e facile da reperire sul mercato. Purtroppo i materiali che rispondono a tutte queste caratteristiche non sono particolarmente economici, tuttavia la differenza con quei materiali che lo sono non compensa i grossi vantaggi dei primi. Ma dei costi parlerò più avanti, in un paragrafo dedicato, perché il risparmio, come ho già scritto prima, è uno dei motivi che mi hanno spinto ad intraprendere questa esperienza.

    Ecco cosa serve, al di là delle quantità e delle differenze nei formati, che spiegherò più avanti in dettaglio
    -rete da voliera zincata con “trama” 12,5×25 mm o 10×10 mm
    -laminato plastico tipo plexiglass, però più sottile (0,8 mm) e flessibile. Per intenderci è quello che si usa per costruire piccole tettoie curve o piccole serre)
    -profilati di alluminio ad L 10x10mm e 20×30 mm o 30×30 mm
    -profilati di alluminio ad U 10x10x10mm
    -profilati di alluminio piatto 10mm
    -profilati di alluminio piatto 35mm
    -rivetti da 3 mm (io ne ho usati circa 220! Sembrano tanti ma ci si mette poco a consumarli)
    -rondelle con buco di 3 mm ma abbastanza “larghe”, con diametro esterno di almeno 10-12 mm; quelle più strette non servono allo scopo
    -filo di ferro zincato o di acciaio flessibile abbastanza robusto

    La realizzazione della struttura portante

    Una raccomandazione: prima di iniziare a costruire la gabbia/voliera secondo queste istruzioni, leggete TUTTO il documento, perché alcune cose dette più avanti, possono servire fin dall’inizio.

    Per prima cosa ho preso carta e penna e ho disegnato la mia voliera, con tutte le misure. Questo è importante perché non essendo un costruttore di voliere professionista volevo evitare di commettere errori nelle misure, che comunque ci sono stati, ma fortunatamente di lieve entità e risolvibili con un piccolo intervento. Ricordatevi di considerare anche lo spessore dei profilati, del laminato o della rete quando prendete le misure per tagliare.

    Ho deciso di costruirla larga 1 metro perché questa è la misura con cui si vendono i materiali utilizzati (profilati di alluminio, laminato plastico, rete), quindi ho evitato di fare troppi tagli. Ho iniziato dal lato posteriore, fissando, con i rivetti, il laminato plastico sulla parte interna di due profilati a L 20x30mm (oppure 30x30mm) di alluminio lunghi 2 metri. E qui il primo consiglio: per fissare il laminato all’alluminio dovete usare una rondella dal lato del laminato (foto 1) altrimenti, col tempo, il laminato si staccherà dal rivetto. Fissato il laminato ai due montanti posteriori, passate a fissare con la stessa tecnica i due pannelli di laminato laterali (io li ho fatti di 35 cm, ma questo è a vostra discrezione) utilizzando altri due profilati a L lunghi 2 metri. A questo punto completate il parallelepipedo della struttura con i quattro lati del “tetto” (foto 2) e della “base” (foto 3), utilizzando sempre il profilato a L, facendo attenzione a posizionare la L del solo profilato anteriore della base verso il basso (foto 3), altrimenti non riuscirete ad infilare il cassetto. Quest’ultima l’ho posizionata a 20 cm dal pavimento. Fissate sul tetto un foglio di laminato e sulla base un pezzo di rete entrambi di misura 100×35 cm circa.

    A questo punto, per rinforzare la struttura, indipendentemente dal fatto che vogliate o no realizzare una divisione orizzontale della voliera, vi consiglio di posizionare dei pezzi di profilato per l’intero perimetro a metà altezza della voliera o, meglio, a 1/3 e 2/3 dell’altezza. Questo dipende soprattutto da quanto vento c’è sul vostro balcone; sul mio, a volte, fischia la bufera!

    Ho dimenticato qualcosa? Ma certo, la rete sul lato frontale! No, non l’ho dimenticata, solo che qui è fondamentale decidere se realizzare le divisioni oppure no: infatti, se decidete di voler dividere la voliera, quello che spiegherò per la base, deve essere ripetuto per ogni “piano” della voliera. Leggete, quindi, attentamente il punto successivo.

    La realizzazione della base e dei cassetti

    La base della voliera o la base del “piano intermedio” devono essere realizzati nello stesso modo, con la differenza che sotto la base non c’è niente, mentre sotto il piano intermedio c’è un’altra “gabbia”. Questo comporta che la base deve essere chiusa, come detto più su, con un pezzo di rete fissa sopra il cassetto, mentre nel piano intermedio il pezzo di rete deve essere rimovibile per poter tornare alla configurazione di voliera unica “cielo-terra”.

    Passiamo ai dettagli: per prima cosa tagliate un pezzo della L dei profilati che fanno da montanti del lato frontale (foto 4 e 5), per permettere al cassetto di entrare nella voliera. Attenzione! Dalle foto 4 e 5 si vede anche che i rivetti che tengono il laminato plastico (esternamente al profilato) sono fissati vicino al bordo superiore del profilato stesso, altrimenti il cassetto ci sbatterebbe contro! In questo modo restano circa 17-18 mm tra il piano del profilato su cui scorre il cassetto e i rivetti, per cui il cassetto dovrà essere alto al massimo 15 mm. Se volete un cassetto più alto, anche il profilato che fa da slitta dovrà essere più alto oppure dovrete montarlo al contrario, cioè con il lato lungo verso il basso. Questa ultima soluzione rende un po’ meno bello il fianco della voliera perché si vede sia il profilato che fa da slitta sia il cassetto. Il cassetto va realizzato molto semplicemente creando una cornice con i profilati ad L scelti per il cassetto e fissando poi un foglio di laminato plastico come fondo (foto 6). La rete che sta sopra il cassetto deve essere appoggiata anteriormente alla rete frontale, che deve essere piegata, anche per darle robustezza, ed a un profilato ad L 10×10 sul retro della voliera che fa da appoggio, così come per il cassetto.

    La realizzazione della facciata

    La facciata della mia voliera è realizzata con 4 pezzi di rete uguali che formano, per così dire, 4 singole gabbie, ognuna completa di porta (foto 7), apertura per il cassetto (foto 8, chiusa, e 9, aperta) e porticina per la mangiatoia (foto 10). Quando tagliate la rete considerate sempre 1,5 cm in più per lato (quindi 3 cm in più in altezza e larghezza): infatti, per ottenere più robustezza e per poter fissare meglio la rete al telaio, vi consiglio di piegare a 90° i bordi della rete (foto 11).

    La porta deve essere sufficientemente ampia per poter accedere comodamente ad ogni punto della gabbia: io ho preferito realizzare le porte a “ghigliottina”, altrimenti, in caso di porta “classica”, a compasso, avrei dovuto usare una molla per tenerla chiusa o, se la porta è molto ampia, una sorta di chiavistello. Con la soluzione a ghigliottina, la porta si chiude praticamente da sola e lo sportello scorre in verticale, permettendo tra l’altro di aprirla solo per lo spazio necessario. Per realizzare i “binari” su cui scorre la porta ho utilizzato un profilato di alluminio a U di dimensioni 10x10x10 mm; ho fissato i due binari con i soliti rivetti, utilizzando una rondella per far presa sulla rete (foto12); ho bloccato lo scorrimento della porta, in basso, semplicemente piegando il profilato (foto 13).

    Per chiudere l’apertura del cassetto (foto 8, chiusa, e 9, aperta) ho utilizzato un profilato di alluminio piatto da 35 mm, fissato alla rete con del filo di ferro zincato o d’acciaio (foto 14). Se prendete bene le misure, i rivetti che tengono la rete negli angoli sopra l’apertura del cassetto vi aiuteranno a tenere giù il profilato che chiude l’apertura stessa (si nota sulla foto 8).

    La porticina della mangiatoia può essere realizzata sempre a “ghigliottina”, come ho fatto io (foto 10 e 15), ma questo dipende dal tipo di mangiatoie che utilizzerete. Essendo, comunque, strutture molto piccole, potrete semplicemente ripiegare ad anello i pezzi di rete che formano le porticine per fissarle alla rete della facciata (vedi dettaglio sulle foto 10 e 15).

    Il posizionamento del nido

    L’apertura del nido (foto 16), avendo utilizzato il laminato plastico sul fianco della voliera, è semplicemente un buco coincidente con l’apertura del nido stesso e del piolo di appoggio. L’unico accorgimento è quello di fissare in orizzontale un pezzo di profilato di alluminio piatto da 10 mm come sostentamento del nido (foto 17). Il nido va fissato più in alto possibile nella sezione della gabbia, per 2 motivi: il primo è che gli uccelli preferiscono sempre che il nido stia più in alto rispetto agli appoggi della gabbia (forse si sentono più sicuri, in grado di controllare la “situazione”); il secondo motivo è che lì il laminato è più robusto, essendo fissato al profilato di alluminio laterale con i rivetti (si nota in alto a destra nella foto 17). Se la voliera è esposta alla pioggia, create una copertura per il nido, semplicemente fissandoci sopra un foglio di plastica (foto 17).

    I dettagli finali

    Dunque, il grosso del lavoro è fatto! Per completarlo, come ogni “buon lavoro” richiede, si devono effettuare le rifiniture del caso: innanzitutto, bisogna controllare la robustezza del tutto e, se necessario, rinforzare con qualche rivetto in più il fissaggio del laminato plastico piuttosto che della rete; oppure dare qualche aggiustatina alle varie porte e porticine che abbiamo creato per renderle più scorrevoli. Insomma, non abbiate fretta di mettere gli uccelli dentro! Meglio perdere qualche minuto in più a voliera vuota che dover rinunciare a correggere qualche errore, perché, con gli uccelli dentro, potrebbe essere impossibile farlo.

    Consigli utili

    La spiegazione è stata abbastanza lunga e, spero, comprensibile, ma, per maggior chiarezza e come promemoria, riepilogo brevemente alcuni consigli già dati precedentemente e qualcun altro per la prima volta:

    Primo e assolutamente importante consiglio è quello di prepararsi bene a ciò che si sta per fare: intendo dire che bisogna avere già pronto tutto l’occorrente; trovare un posto dove realizzare il tutto, tenendo presente che il lavoro produrrà un sacco di sporcizia (polvere, scarti, pezzi di rete e rivetti usati dappertutto) e potrebbe durare molto (io ci ho messo circa 15-16 ore) e quindi, se fossi in voi, non lo farei né in cucina né nel salotto!

    Procuratevi un piano di appoggio per forare, battere e lavorare più comodi, ma, soprattutto, procuratevi qualcuno che vi dia un aiuto, in due farete prima e meglio: ve lo dico io che ho fatto tutto da solo.

    E’ importante “pulire” i buchi fatti col trapano affinché siano più lisci possibile, altrimenti i pezzi non combaceranno perfettamente, togliendo solidità alla struttura.

    Usate sempre la rondella dal lato del laminato plastico o della rete, perché aumenta la superficie di contatto e non rischierete che si allenti col tempo (foto 1).

    Piegate la rete a 90° per fissarla sul telaio (foto 11) e piegatela completamente su se stessa per l’apertura delle porte (come si vede nella foto 13), altrimenti dovrete limare molto bene nei punti dove la rete è tagliata, per non creare pericolosi punti taglienti. Il bordo inferiore dello sportello della porta può essere protetto con i listelli in plastica che si usano per tenere insieme i fogli sciolti (come si vede, di colore nero, nella foto 7). Per piegare più agevolmente la rete usate dei listelli di legno ed i morsetti per tenerla ferma, quindi battete con un martello largo piegandola a 90° sul legno stesso.

    Per realizzare il buco del nido sul laminato plastico (foto 16) conviene usare un attrezzo incandescente (un chiodo o una piccola lama) perché in questo modo eviterete il rischio che il laminato si spacchi dove non volete. Naturalmente, questo dipende dal tipo di laminato che usate: alcuni sono molto morbidi e si possono tagliare con forbici o taglierini, altri sono rigidi e si comportano come il vetro.

    I costi

    Parlare dei costi è sempre un po’ difficile, perché questi dipendono molto dalla disponibilità di negozi o grandi magazzini nella zona in cui si abita. A Roma, dove sono io, ci sono molti centri per il bricolage e le differenze di prezzo possono essere anche notevoli. Se volete risparmiare il più possibile, fatevi un giro prima di comprare i materiali, magari comprando qualcosa in un posto e qualcos’altro da un’altra parte. Io ho speso all’incirca 150 euro: non è poco, ma le voliere commerciali, anche più piccole, costano molto di più. Le stesse gabbie da 90x40x45 cm da allevatore o da esposizione per negozi costano non meno di 70-80 euro l’una (a meno di trovarle usate dai negozianti, ma comunque sempre intorno ai 45-50 euro). Inoltre, il costo da me sostenuto è giustificato dal fatto che ho voluto realizzare una voliera intera ma divisibile in 4 sezioni, dovendo così utilizzare più materiale per le strutture. Anche la scelta dell’alluminio è più costosa ma, se utilizzate questo materiale, non saprete mai cosa vuol dire “ruggine”!

    Volendo solo costruire una gabbia/voliera più comoda per i nostri uccelli, direi che con circa 70-75 euro sarete in grado di realizzarne una delle dimensioni della mia, senza le divisioni. Infatti, i profilati di alluminio a L da 20×20 cm costano all’incirca 2,5 euro al metro lineare e ve ne servono circa 14 metri (35 euro in totale). La rete costa 2,5 euro al metro quadro e ve ne servono 2,5 metri quadrati circa (2 per la facciata e 0,5 per il fondo): altri 6-7 euro. Il laminato plastico costa 7 euro al metro quadro e di questo ve ne servono 4 metri quadri circa (due per il lato posteriore e 2 per i laterali): altri 30 euro circa. Altri 5-6 euro per rivetti e rondelle ed il gioco è fatto. A questo punto è chiaro che ogni divisione intermedia della voliera vi costerà all’incirca 30 euro.

    E’ troppo? Potete ridurre ancora i costi sostituendo il laminato plastico con la rete (però la voliera sarà meno riparata dalle intemperie) e l’alluminio con il ferro zincato (ma la ruggine prima o poi vi verrà a trovare…). A voi la scelta.

    Conclusione

    Siamo praticamente giunti alla fine della descrizione della costruzione della voliera, anche se, per forza di cose, non ho potuto scrivere esattamente tutto quello che ho dovuto affrontare durante il lavoro. D’altra parte non era questo l’obiettivo del documento che state leggendo, piuttosto quello di dare un’idea di come realizzare una voliera ed alcuni consigli e trucchetti per facilitare il tutto.

    Spero di essere stato di aiuto per chi volesse cimentarsi in questa impresa e, comunque, vorrei concludere questa lunga chiacchierata con una riflessione: dare più spazio e attenzioni ai nostri amici animali, comunque lo si faccia, è un modo per ricordare, soprattutto a noi stessi, che se alcuni milioni di anni fa le cose fossero andate diversamente, oggi potremmo esserci noi in gabbia, con un uccello o un rettile a far da “spettatore”!

  • Pastoncino per Uccelli – Come Scegliere, Opinioni e Prezzi

    In questa guida spieghiamo come scegliere un pastoncino per uccelli.

    Come Scegliere Pastoncino per Uccelli

    Il pastoncino è un alimento importantissimo per i nostri uccelli in cattività. Senza questo alimento, i soli semi non basterebbero a coprire il fabbisogno giornaliero di proteine, grassi e fibre. Ecco che da quando esiste l’allevamento degli uccelli in gabbia, l’allevatore o il detentore dei pennuti ha cercato di trovare un alimento che completasse la dieta granivora.
    I pastoni industriali esistono relativamente da poco, fino a pochi anni fa esistevano soltanto i pastoni caserecci. Quante ricette sono state create e tramandate da allevatore in allevatore e quante volte sono state trasformate secondo le proprie esigenze e le proprie convinzioni. Ogni allevatore che si rispetti si vanta di avere lui la ricetta miracolosa!
    In realtà, devo dire che non esiste il pastoncino perfetto, in quanto ogni dieta, come accade per noi esseri umani, anche per gli uccelli deve essere fatta su misura. Una dieta bilanciata deve essere calcolata in rapporto a dove vivono gli uccelli (all’aperto, al chiuso), al numero di volatili per gabbia e per metro cubo di spazio, alla specie, al periodo (cove, muta, riposo), alla salute ecc.

    Trovare la formula giusta per il proprio allevamento, grande o piccolo che sia, penso che sia veramente difficile. Secondo me, solo l’esperienza, l’osservazione e perché no, il monitoraggio delle abitudini dei nostri volatili può portare a scegliere o fare il pastoncino più adatto per il nostro allevamento.
    L’ingrediente senz’altro più importante che non può assolutamente mancare nei pastoni, caserecci o industriali che siano, è l’ UOVO.
    Alimento essenziale, ricco di molti principi nutritivi, un alimento completo. Per anni e penso ancora oggi, molti allevatori lo hanno dato ai loro uccellini, così da solo, tirando sù bellissime e sane nidiate.
    Nei pastoncini poi oltre all’uovo, troviamo come ingredienti il pan di Spagna all’uovo, fette biscottate all’uovo ecc.

    Oltre ai prodotti a base di uova, nei pastoncini moderni, più o meno innovativi, possiamo trovare una vasta gamma di sostanze che rendono quel pastoncino più o meno proteico, più o meno grasso, più o meno appetibile; vengono usati i cereali cotti, gli scarti dei panifici, farina di soia, farina di erba medica, farina di mais, farina di riso, caseina, latte in polvere, miele, frutta secca, insetti ecc.
    Alcuni pastoncini per renderli più appetibili vengono integrati con semi come il niger e la canapa. Anche la granulometria è diversa da pastoncino a pastoncino per adattarsi meglio alla specie a cui è destinato.

    La maggioranza dei pastoni in commercio contengono già le vitamine e gli oligoelementi.
    Ogni anno le case produttrici studiano e ricercano nuove sostanze per rendere i loro pastoncini sempre più completi e adatti per la conduzione di un moderno allevamento che è sempre più formato da soggetti super selezionati ma haimé più delicati e portati ad avere patologie di vario genere.
    Si sono scoperte sostanze come i fruttoligosaccaridi e i betaglucani capaci di aumentare la flora batterica buona e diminuire quella patogena, di migliorare l’assorbimento delle sostanze nutritive, di stimolare il sistema immunitario e di aumentare così la resistenza alle malattie.
    Alcuni usano mettere i probiotici, altre sostanze che aiutano la flora intestinale e la digestione e rafforzano l’organismo dopo un uso di antibiotici.
    Alcuni contengono anche zuccheri e additivi vari.

    Possiamo dire che oggi, la gamma dei pastoni è veramente vasta, ce ne sono per tutti i palati.
    Per aiutarvi nella scelta, posso ricordare che i pastoni si dividono in quelli adatti per la muta e quelli per l’allevamento (forma amorosa e cove) a seconda del loro contenuto in proteine e grassi.
    Un pastone da muta generalmente è più basso in proteine (11-14%) e più alto in grassi (10-15%) e viene chiamato pastone morbido, quello da allevamento il contrario può avere un 15-19% di proteine e dall’ 1 al 7,5% di grassi e viene detto secco; quello secco va inumidito con acqua o succhi di frutta.

    Pastoncino per Uccelli più Venduti

    In questa lista è possibile trovare i pastoncino per uccelli più venduti in questo momento con le opinioni degli acquirenti e il prezzo.

    Bestseller n. 1
    Quiko Classic Mangime per uova 1Kg Cibo concentrato e per la riproduzione per tutte le specie di uccelli ornamentali
    • Alimenti supplementari durante l’allevamento giovane
    • Condizionamento alimentare per tutti i tipi di uccelli
    • Contiene nutrienti sani come proteine ​​e vitamine.
    • Realizzato con uova e miele vere.
    • Molto gradevole e ideale per tutti gli uccelli.
    Bestseller n. 2
    Padovan Ovomix Gold Giallo – Pastoncino Giallo per Uccelli – Confezione da 1 kg
    • Padovan ovomix gold giallo è un pastoncino giallo per uccelli
    • Mangime complementare per uccelli granivori
    • Utile anche come complemento alla dieta di tutti i giorni
    • Pastoncino giallo, da somministrare in associazione all’alimento di base, per aumentare la disponibilità di nutrienti in particolari fasi di vita degli uccelli granivori (muta e riproduzione) o in periodi in cui l’animale è sottoposto a stress
    • Fascia di età: Tutte le età
    OffertaBestseller n. 3
    Manitoba Patè Insect 400 g pastoncino morbido per uccelli selvatici insettivori
    • Marca: Manitoba
    • Manitoba – Pate Insect 400 g Pasta per uccelli insettivori
    Bestseller n. 4
    Versele-Laga NutriBird Gold Crumble Canarini | 1 kg | Pastoncino secco all’uovo | Supporta la crescita e la muta | Arricchito con lisina e metionina
    • ✅ INGREDIENTI DI ALTA QUALITÀ – Contiene uova e derivati, che possono fornire proteine di alta qualità, ed estratti proteici vegetali per soddisfare il fabbisogno proteico.
    • ✅ AMINOACIDI ESSENZIALI – Con lisina e metionina, che possono supportare la crescita e la formazione delle piume per il benessere del canarino.
    • ✅ DIGESTIONE OTTIMALE – Contiene prebiotici come FOS e MOS, che possono favorire una flora intestinale sana e migliorare la digestione.
    • ✅ RICCO DI VITAMINE E MINERALI – Arricchito con vitamine A, D3, E e oligoelementi essenziali per contribuire alla salute e vitalità del vostro uccello.
    • ✅ SENZA BETA-CAROTENE – Formulato senza β-carotene per evitare colorazioni indesiderate del piumaggio e preservare il colore naturale del vostro uccello.italien no
    Bestseller n. 5
    Beaphar Pasta all’uovo per Canarini – 1 kg
    • Favorisce la produzione di piume e uova
    • ALTO CONTENUTO DI PROTEINE
    • Rafforzare il sistema immunologico
    • Delizioso odore e sapore
    • PER STAZIONI DI CRESCITA O EPOCHE DI allevamento
    Bestseller n. 6
    Quiko Special Mangime per uova 5kg Mangime a base di uova per canarini e canarini Positur
    • Cibo per uova di elevata qualità per canarini e canarini positur
    • Contiene tutti i nutrienti essenziali di cui gli uccelli giovani e adulti hanno bisogno durante la riproduzione e la muta
    • Contiene uova, miele e vitamine
    • Può essere somministrato come mangime di condizione tutto l’anno
    • Assicura di freschezza ottimale , i singoli sacchetti possono essere aperti uno dopo l’altro a seconda delle necessità , Made in Germany
    Bestseller n. 7
    Raggio di Sole Fly Pastoncino TH Indios per uccelli indigeni
    • Pastoncino morbido complementare per uccelli granivori
    • Arricchito con semi ornitologici, selvatici e prativi
    • Assicura una dieta equilibrata e stimola l’appetito degli uccelli
    • Fonte di proteine essenziali
    • Adatto a tutte le fasi della vita degli uccelli indigeni
    Bestseller n. 8
    Quiko Classic Mangime per uova 5Kg Cibo concentrato e per la riproduzione per tutte le specie di uccelli ornamentali
    • Concentrato di alta qualità e mangime da allevamento per tutte le specie di uccelli ornamentali
    • Contiene tutti i nutrienti essenziali di cui gli uccelli giovani e adulti hanno bisogno durante la riproduzione e la muta
    • Contiene uova, miele e vitamine
    • Può essere somministrato come mangime di condizione tutto l’anno
    • Made in Germany
    Bestseller n. 9
    Canary Cantopast 1 pack da 2kg – Pastoncino giallo morbido – Mangime per canarini – Pastone per uccelli granivori. 1 Confezione da 2kg
    • Pastoncino GIALLO MORBIDO, incredibilmente appetibile e apprezzato dagli animali. Formulato da più di 100 anni di esperienza nel settore dell’ornitologia, il più indicato per tutti gli uccelli granivori come canarini, pappagallini, cocorite, esotici.
    • Prodotto made in ITALY senza conservanti con materie prime selezionate, mangime per volatili come la natura vuole, sostituisce perfettamente il nutrimento che i vostri animali troverebbero in libertà nel loro habitat naturale.
    • CANTOPAST è il pastoncino perfetto per stimolare il CANTO in tutti gli uccelli granivori. Sono presenti, nella sua formulazione lieviti ed aminoacidi essenziali per un’ottima crescita. La sua composizione gli permette di essere perfettamente digeribile da tutte le varietà di uccelli granivori.
    • Pastone per tutti gli uccelli granivori (canarino, pappagallino, cocorita, esotico, etc.) con uova disidratate, giallo morbido. L’alto contenuto in zuccheri fornisce l’energia necessaria alla notevole attività muscolare.
    • Somministrare quotidianamente insieme ad una miscela di semi specifica per il tipo di animale e acqua pulita a parte per rendere i volatili svegli, forti e sani. Conservare in luogo fresco e asciutto nella confezione originale sigillata.
    Bestseller n. 10
    Padovan Ovomix Gold, Giallo – 300 gr
    • Ovomix gold giallo gr 300 padovan
    • Mangime complementare per uccelli granivori
    • Utile anche come complemento alla dieta di tutti i giorni
  • Alimentazione del Pinscher Nano

    L’alimentazione di un pinscher nano dipende da alcuni fattori: il tipo di cane, la sua età, il suo peso,l’attività motoria che svolge e la particolare contingenza ( malattie o allattamenti).  R. Wolter nel libro “L’alimentazione del cane e del gatto” ha redatto alcune tabelle con il fabbisogno teorico di alcune razze di cane in rapporto al loro peso. Possiamo ricavare il  fabbisogno, sempre teorico,di un cane di 5 kg intorno alle 700 Cal.  per 5 kg. di peso, considerando 140 Cal. per ogni kg.

    Le proteine
    Sono dei composti formati da quattro elementi:ossigeno, carbonio. idrogeno, azoto. La loro struttura è composta dagli amminoacidi che a loro volta si dividono in essenziali e non essenziali. Gli amminoacidi essenziali nei mammiferi sono dieci e non potendo essere sintetizzati dall’organismo devono necessariamente venire assunti con il cibo. Questo è uno dei motivi per cui la dieta del cane deve essere accuratamente bilanciata. Le proteine sono presenti negli alimenti di origine animale(proteine nobili) sia in quelli di origine vegetale.La soia in particolare è percentualmente più ricca di proteine della carne e per questo motivo è largamente usata nella produzione di mangimi animali. Se paragoniamo il cane ad una automobile possiamo dire in via del tutto esemplificativa che le proteine servono alla manutenzione ordinaria e straordinaria dell’auto (riparazione, sostituzione pezzi ecc )

    I glucidi
    Sono composti formati da carbonio, idrogeno e ossigeno e vengono chiamati idrati di carbonio o carboidrati. Sono presenti nell’amido, nella pasta e nel pane. Sempre partendo dall’esempio dell’automobile potremmo definire i carboidrati come  il carburante  dell’organismo ( benzina ).

    I grassi
    Sostanze ternarie come i carboidrati, sono essenziali per la costituzione delle membrane cellulari e per l’apporto di  importanti amminoacidi e vitamine liposolubili come la vitamina A, D ed E. In rapporto alla sostanza secca il contenuto di grassi in un cibo per cani  deve essere tra il 10 ed il 25%. Se nel cane si manifestasse una crescita stentata, pelo opaco, forfora con desquamazione cutanea, cerume auricolare,impotenza per i maschi ed irregolarità del ciclo nelle femmine,sarebbe coretto pensare ad una carenza alimentare di grassi. Sempre utilizzando l’esempio dell’auto potremmo definire i grassi come il carburante di riserva (petrolio, che per essere utilizzato deve prima  essere raffinato in benzina).

    Le vitamine
    Le vitamine non forniscono energia ma svolgono azioni specifiche. In massima non vengono prodotte dall’organismo ma devono essere assunte con il cibo ed in particolare con quello di origine vegetale.
    Vediamo quali sono le principali, le loro funzioni e i possibili sintomi da carenza.

    VITAMINE IDROSOLUBILI

     vitamina funzioni principali sintomi da carenza
    B1 Tiamina Regola il metabolismo dei carboidrati
    stimola l’appetito,previene i disturbi nervosi
    Anoressia,irregolarità nella crescita,coprofagia,disturbi nervosi
    B2 Riboflavina Interviene nei processi di ossido-riduzione della respirazione cellulare e nel metabolismo degli amminoacidi e dei grassi. Anoressia,ipotermia, perdita di peso, apatia, lesioni oculari.
    Acido Pantotenico Interviene nel metabolismo dei carboidrati, delle proteine e dei grassi. E’ essenziale per un buon accrescimento Diminuzione della crescita
    PP Acido Nicotinico Interviene nel metabolismo dei carboidrati, delle proteine e dei grassi
    ed ha una azione sinergica con il  triptofano. Mantiene integra la pelle, le mucose ed il sistema nervoso.
    Affezioni della pelle,dell’apparato digerente e del sistema nervoso
    B6 Piridossina Funzionale per alcuni enzimi, interviene nel metabolismo degli amminoacidi, importante per il lavoro muscolare e la crescita Ritardo della crescita, perdita di peso, anoressia
    Acido Folico Regola il metabolismo proteico, partecipa alla sintesi dell’emoglobina, necessario per una
    buona produzione di anticorpi
    Perdita di appetito e di peso, anemia, diminuzione della risposta anticorpale, scolo oculare
    H Biotina Essenziale per la crescita e la riproduzione, per il pelo e la pelle Dermatiti, perdita di pelo
    B12 Ciano-Cobalamina Interviene nel metabolismo dei grassi, dei carboidrati, ed in altri importanti processi biologici ritardo nell’accrescimento,anemia
    Colina Interviene nell’assimilazione e nel trasporto dei grassi, mobilizza i grassi depositati nel fegato Crescita ritardata, degenerazione del fegato
    C Acido Ascorbico Una sua aggiunta alla dieta non è necessaria nei cani sani

     

     

    VITAMINE LIPOSOLUBILI

    vitamina funzioni principali sintomi da carenza
    A Stimola l’accrescimento, la protezione degli epiteli e la difesa dalle infezioni, è necessaria per la riproduzione e per la vista Perdita di appetito, ritardo nella crescita, xeroftalmia, lesioni cutanee
    D Antirachitica, influenza l’assorbimento del calcio-fosforo Rachitismo, articolazioni ingrossate, deformazioni degli arti, ossificazione deficiente
    E Antiossidante naturale importante nella riproduzione, previene la distrofia muscolare Sterilità femminile e maschile,distrofia muscolare
    K Antiemorragica

     

    I minerali
    I sali minerali sono presenti in tutti i tessuti dell’organismo, negli enzimi e negli ormoni. Si tratta quindi di elementi indispensabili al metabolismo dove funzionano da veri catalizzatori. Alcuni sono presenti in piccolissime dosi (oligodinamici) come il ferro, il manganese, il rame, lo zinco, il selenio, lo iodio. Altri, invece, sono presenti in quantità importanti  come il calcio, il fosforo, il manganese, il potassio, il cloro e il sodio .Calcio e fosforo, congiuntamente,intervengono in molte funzioni organiche come la formazione del tessuto osseo.Il calcio in particolare è indispensabile per la coagulazione del sangue, la contrazione miocardica, l’equilibrio acido basico del corpo ecc. Il fosforo è importante per il metabolismo dei carboidrati e dei grassi ed è presente in tutte le cellule ed in molti enzimi. Per essere correttamente utilizzati devono essere in  un rapporto ottimale di: calcio/fosforo 1.2/1 o 1.4/1 a seconda del peso e dell’età. I valori più alti si riferiscono al periodo della crescita. Il calcio per essere utilizzato ha bisogno della vitamina D3. Carenze di questi elementi nell’alimentazione determinano diminuzione della crescita, rachitismo, fragilità ossea. Il magnesio è collegato al metabolismo del calcio, del fosforo e dei carboidrati. La carenza di questo elemento produce disturbi della crescita e possibili convulsioni e astenie muscolari. Il cloro ed il sodio vengono somministrati sotto forma di sale da cucina che però sconsiglio di usare se non in casi di specifica indicazione terapeutica. Nei comuni cibi per cani la necessaria dose di cloruro di sodio è normalmente presente e quindi non vi è alcun bisogno di aggiungere il sale. Il sodio ed il cloro oltre che al mantenimento dell’equilibrio idrico, sono componenti  indispensabili  del sangue e dei liquidi organici (secrezioni ecc). Una carenza di questi due elementi determina dermatosi, esaurimento fisico,crescita ritardata e perdita di pelo. Il potassio ottimizza il filtraggio renale ed è indispensabile per il buon funzionamento dei muscoli e del cuore. Fra gli oligoelementi abbiamo il ferro ed il rame indispensabili per la formazione dell’emoglobina del sangue e di molti enzimi.

     

    FABBISOGNO  GIORNALIERO DI MINERALI E VITAMINE PER KG DI PESO

    MINERALI

    Principio nutritivo Unità Crescita Mantenimento
    Calcio mg 320 119
    Fosforo mg 240 89
    Potassio mg 240 89
    Sodio mg 30 11
    Cloro mg 46 17
    Magnesio mg 22 8,2
    Ferro mg 1,74 0,65
    Rame mg 0,16 0,06
    Manganese mg 0,28 0,10
    Zinco mg 1,94 0,72
    Iodio mg 0,032 0,012
    Selenio mg 0,006 0,002

    VITAMINE

    Principio nutritivo Unità Crescita Mantenimento
    A UI 202 75
    D UI 22 8
    E UI 1,2 0,5
    K UI 60 24
    B1 Tiamina mcg 54 20
    B2 Riboflavina mcg 100 50
    Acido Pantotenico mcg 400 200
    PP Acido Nicotinico mcg 450 225
    B6 Piridossina mcg 60 22
    Acido Folico mcg 8 4
    H Biotina mcg 6 –
    B12 Ciano-cobalamina mcg 1 0,5
    Colina mg 50 25

    Il Pasto del Pinscher nano

    Il pasto del nostro amico pinscher deve contenere i seguenti elementi: cereali, carne, verdure, oli vegetali, grassi animali, integratori minerali e vitaminici. Più una bella ciotola d’acqua fresca sempre  disponibile.
    La carne
    Preferibilmente la carne dovrebbe essere somministrata cruda, ma il pericolo di contaminazioni rende questa ipotesi sempre meno praticabile. E’ consigliabile quindi cuocere la carne prima di presentarla al nostro amico bassotto. Frattaglie, fegato ed altre parti di carne bovina che una volta potevano essere date al cane,  sono da considerarsi pericolose e  da evitare.

    Il pesce
    Il pesce rappresenta un ottimo alimento per il nostro pinscher in quanto è ricco sia di proteine che di vitamine. Possiede inoltre una notevole quantità di grassi. Nel pesce è presente la vitamina C, che nella carne è assente. Pure la vitamina D, assente nella carne di mucca, è ben presente nel fegato di molti pesci.
    Si consiglia di somministrare il pesce, appena sbollentito in acqua, insieme a cereali e verdure, premurandosi di averne tolto le lische.
    I cereali
    Dai cereali si ricavano gli alimenti più comuni per l’alimentazione. Pane, pasta, riso, riso soffiato,fiocchi, gallette ecc. sono tutti ottimi alimenti  per il nostro bassotto. Dobbiamo però sapere che gli amidi in essi contenuti sono per i cani  meno digeribili che per l’uomo. Ricordiamoci quindi di cuocere molto bene tutti gli alimenti che derivano dai cereali. Per il pane,  per il riso soffiato (quest’ ultimo va messo a bagno in acqua tiepida) e per le gallette tale problema non esiste in quanto sono già cotti, mentre per la pasta, il riso naturale, ecc. valgono le raccomandazioni di una buona cottura ( stracotta). Il riso è un ottimo alimento, purtroppo dopo la cottura rimane ben poco degli elementi nutritivi. E’ consigliabile cuocere, bene, in poca acqua e somministrare anche l’acqua di cottura.
    I grassi
    Sono delle ottime fonti caloriche. Una loro buona disponibilità viene maggiormente apprezzata dai pinscher e dai cani di piccola taglia in genere. I grassi vegetali andrebbero preferiti a quelli animali in quanto portatori di grassi insaturi, nemici del colesterolo. Molto appetitoso è il lardo. Un consumo appropriato di grassi favorisce un buon stato del pelo e della pelle.
    Le verdure
    Pur non avendo molta rilevanza dal punto di vista nutritivo, sono in realtà utilissime per il loro apporto di fibre che agiscono sulla peristalsi. Il loro consumo deve comunque essere adeguato in quanto un eccessivo apporto di fibre riduce l’assorbimento intestinale.  Sono anche  apportatrici di vitamine. Le verdure che si possono somministrare al cane, lessate o crude e mischiate al resto del pasto sono: carote, pomodori, patate, cetrioli, cavoli, finocchi, zucche, peperoni, broccoli, melanzane ecc.
    I legumi
    Grandi apportatori di proteine. In percentuale molto più della carne. Basti pensare alla soia che costituisce il maggior alimento per uso zootecnico . Essendo poco digeribili vanno somministrati insieme ad altri alimenti (cereali) od usati come farine. Le farine non devono superare il 20% del peso totale del pasto.
    Le uova
    Sono un alimento preziosissimo sia per l’apporto di proteine nobili sia per le vitamine delle quali sono qualitativamente e quantitativamente ben fornite e per i grassi. L’albume (contiene l’albumina : proteina importantissima) deve essere sottoposto a breve cottura per distruggere una sostanza, l’avidina,  antagonista della B8 e inibitrice della tripsina.
    I formaggi
    Sono degli utilissimi apportatoti di proteine, grassi, e sali minerali molto importanti come il calcio. Purtroppo come tutte le cose di  valore hanno un costo molto elevato. Se volete fare felice il vostro pinscher dategli una crosta secca di formaggio.
    Il latte
    Se è molto importante nei primi mesi di vita, lo è molto meno durante l’età adulta. Il pinscher adulto può assolutamente farne a meno. In alcuni casi e a dosi eccessive può provocare diarrea
    Integratori vitaminici
    Anche se è bene non esagerare in codesti  alimenti, potremmo dire che “è cosa buona e giusta” aggiungere un po’ di lievito di birra (4 pasticche) al pasto per garantire le vitamine del gruppo B. Come pure un po’ di olio di fegato di merluzzo per la vitamina D ( molto utile per cuccioli e cuccioloni). Chi invece adopera i cosiddetti mangimi completi non ha alcuna necessità di aggiungere gli integratori.
    Integratori minerali
    Nel pasto che prepariamo “artigianalmente” manca il calcio ed il fosforo in quanto vengono a mancare nell’alimentazione le  ossa. E’ conveniente ricorrere ad integratori preconfezionati e disponibili nei negozi specializzati. In alternativa potete aggiungere farina di ossa e fosfato di calcio.
    Mangimi industriali
    Si dividono in secchi, semiumidi e umidi. Quelli secchi devono contenere meno del 3% di acqua, i semiumidi fino al 60% di acqua e fino all’80 % quelli umidi. In merito a questi alimenti possiamo affermare che sono abbastanza affidabili in quanto si tratta di prodotti di grandi aziende, spesso multinazionali, che si avvalgono certamente di consulenze esperte del settore. Hanno  inoltre dalla loro parte la comodità di un cibo pronto all’uso e facilmente conservabile e trasportabile. Ottimi i cibi secchi, i cosiddetti croccantini o crocchette, per la pulizia ed il rinforzo dei denti ed il buon apporto di fibra. L’attuale legislazione impone ai fabbricanti di mangimi secchi di indicare sulla confezione il contenuto analitico espresso in percentuale di: umidità, proteine grezze, grassi,fibra grezza, ceneri. Sull’etichetta non viene indicato il contenuto di glucidi (estrattivi inazotati) che però ricaveremo per sottrazione. Esempio:

     

     

    Umidità 13,0   %
    Proteine 25,0   %
    Grassi  7 ,0   %
    Fibra  3, 5   %
    Ceneri  7, 0   %
    TOTALE 55, 5 %

     

    Rispetto a 100 la differenza è 44,5  % ed esprime il contenuto di glucidi presenti nel mangime.
    I mangimi semiumidi sono delle specie di paté insaccati in robusti ed ermetici involucri di plastica somiglianti a dei salumi.
    I mangimi umidi sono invece le cosiddette “scatolette” che rappresentano il prodotto più usato nell’ l’alimentazione dei cani. Il loro sapore  e odore è molto curato ed è per questo che risultano molto appetibili ai cani. E’ un alimento che noi consigliamo di adoperare con moderazione e sempre miscelato con cereali. L’uso prolungato, se somministrato da solo, vizia il gusto del cane, e può essere fonte di disturbi intestinali ed epatici. E’ oltresì buona norma fare attenzione alle scadenze.

    La giusta razione
    Non ci sono regole fisse sulla  quantità di cibo da assumere per mantenere un pinscher in buona salute . Ci sono dei pinscherin ottima forma che mangiano poco mentre altri sembrano essere sempre affamati. La regola è che dobbiamo basarci sulla forma del cane ed aumentare o diminuire il cibo, o la sua qualità, in base allo stato fisico del cane. Il nostro pinscher deve avere una forma fisica normale, cioè ne troppo magro e ne troppo grasso. Ecco, questa è la semplice regola  dell’alimentazione del  cane.

    Alimentazione dei cuccioli
    Per l’alimentazione dei cuccioli di pinscher è bene conoscere alcune regole fondamentali per non pregiudicare la vita futura dei nuovi arrivati. Alla nascita dobbiamo assicurarci che prendano il colostro, o primo latte. Elemento importantissimo   deputato alla purga dei cuccioli ed alla vaccinazione verso molte malattie infettive. Il suo altissimo contenuto di anticorpi è una specie di assicurazione per la vita. Trascorse le 24 ore cessa la produzione di colostro ed inizia quella del latte vero e proprio del quale i cuccioli si alimenteranno fino all’ età dello svezzamento. Già dai 20/25 giorni possiamo iniziare lo svezzamento abituando i cuccioli a delle pappine semiliquide con cereali stracotti, tuorlo d’uovo,latte in polvere. Nel frattempo vedremo che la madre rigurgiterà vicino ai piccoli del cibo semidigerito per abituarli a qualcosa di diverso dal latte e che nello stesso tempo si allontanerà sempre più frequentemente dalla cuccia. Sui 40/45 giorni saranno completamente autonomi. Fino a tre mesi daremo cibo 5 volte al giorno. Da tre mesi a sei mesi 3 volte al giorno, da sei mesi ad un anno 2 volte al giorno e dopo un anno solo una volta al giorno. Ricordiamo che  un cucciolo fino ai quattro mesi deve  essere  po’ grassottello.

    Alimentazione in gravidanza
    Prima dell’accoppiamento sarebbe bene aumentare la carne del 10 % per favorire la prolificità. Nella settima settimana di gestazione il pasto quotidiano può essere aumentato anche del 50 %. Negli ultimi giorni della gestazione assisteremo ad un calo dell’appetito. Durante l’allattamento il pasto deve essere integrato di calcio  e fosforo per evitare crisi di ipocalcemia. Alla  neo mamma daremo cibo abbondante e nutriente tre o quattro volte al giorno. Terminato l’allattamento costringeremo la fattrice ad un breve ma totale digiuno per favorire la scomparsa del latte.

  • Come Lavare lo Yorkshire Terrier

    Nell’ambiente si dice che sia molto più semplice gestire la toeletta di un cane di taglia grande come l’Alano che quella di uno di piccola taglia come lo Yorkie, proprio perché non è questione di dimensioni, ma di lunghezza e manutenzione del pelo! Con questo non dovete scoraggiarvi, ma sappiate che dovrete armarvi di pazienza, altrimenti il vostro cane non sarà curato come la sua razza richiede. Mi soffermerò solo sulle cure che riguardano lo Yorkie da compagnia, che si presume frequenta i giardini pubblici, i prati, le strade cittadine, per cui ha bisogno che il suo pelo sia ispezionato regolarmente.

    LA TOELETTA

    La Toeletta dello Yorkshire Terrier, è tra le più “impegnative” perché non è rapida né semplice.
    Per questo motivo, è buona norma iniziare il cucciolo a questa pratica quanto prima (dai 2 mesi), quando ancora il pelo è corto e non c’è un evidente necessità; ma spazzolandolo ugualmente, si abitua il cane alle più lunghe sedute un volta che da adulto il suo pelo avrà raggiunto una certa lunghezza.
    Mi soffermerò solo sulle cure che riguardano lo Yorkie da compagnia, che si presume frequenta i giardini pubblici, i prati, le strade cittadine, per cui ha bisogno che il suo pelo sia ispezionato regolarmente.
    Lo Yorkshire da esposizione invece, di solito ha il pelo preservato nei “pacchetti”, di conseguenza non ha necessità di spazzolature quotidiane, ma solo settimanali, cioè ogni qual volta vengono rimossi i “pacchetti” (di cui parlerò più avanti).
    In generale, queste informazioni possono essere utili anche per i proprietari di cani di Piccola Taglia a mantello lungo, liscio o setoso, anche se ovviamente ogni razza ha le sue esigenze diverse in fatto di prodotti da toeletta, derivate anche dalla differenza della tessitura, dei colori e della consistenza del mantello stesso.
    Queste procedure possono essere attuate dagli stessi proprietari, laddove il numero dei soggetti stessi consenta di gestirli nel migliore dei modi. E’ evidente che in caso di preparazione per lo Show Ring, si rende utile e necessario anche l’aiuto del Toelettatore di professione.

    Ogni giorno
    Iniziate a pulire gli angoli degli occhi con un prodotto apposito o, in alternativa, con qualche goccia di soluzione salina (reperibile nei negozi di Ottica).
    Controllate che le orecchie e l’interno dei polpastrelli siano privi di corpi estranei (cerume, forasacchi, ecc.).
    Pulite i denti (dopo il pasto serale), con uno spazzolino morbido (per bimbi o medio, a seconda della taglia) e con un prodotto dentifricio per cani. I cani di piccola taglia, sono più soggetti di altri a formare placca e tartaro; per questo motivo, l’azione dello spazzolino, cerca di rallentarne la formazione. La pasta dentifricia con i suoi componenti, ne potenzia l’azione stessa.
    Se non riuscite ad eseguire questa operazione tutti i giorni, è meglio farla una volta settimana, piuttosto che ritrovarsi poi con un cane con problemi dentali e gengivali dovuti ad una eccessiva trascuratezza.

    Attrezzi adatti
    Spazzola bifrontale: da una parte setole dall’altra con spilli di metallo, mai arrotondati, per non spezzare il pelo (Pin-Brush).
    Pettine in metallo a denti larghi: per districare il pelo.
    Pettine in metallo a denti stretti: per levare il pelo e come anti-pulci (le “scova” facilmente, qualora fossero presenti sul mantello).
    Cardatore: per sollevare e far respirare il pelo, da usare solo nei casi di mantello particolarmente “lanoso”, altrimenti potrebbe spezzare le punte del pelo stesso.
    Spruzzate la “lozione per spazzolature” o l’olio a giorni alterni (che può essere di visone, jojoba, mandorle), e applicarne in piccole quantità puro sul pelo, avendo accortezza di non toccare la cute e massaggiandolo sul pelo.
    Questa tecnica, utile per nutrire e districare il pelo, va usata con attenzione durante i mesi estivi, quando il mantello del cane è maggiormente esposto alla luce del sole; l’olio infatti, a diretto contatto con i raggi solari, potrebbe “bruciare” il pelo, facendolo diventare di colore rossiccio.

    Un buon trucco è quello di usarlo alla sera, in modo che durante la notte venga assorbito completamente, senza creare questi eventuali effetti collaterali.
    Spazzolate e pettinate con il pettine a denti larghi, prima con il cane in piedi, e poi disteso su entrambi i fianchi, in modo da spazzolare bene il torace e il resto.

    Ogni settimana:
    Pulire l’interno delle orecchie con un prodotto apposito per prevenire otiti e cerume. Bastano poche gocce all’interno, quindi massaggiare la base dell’orecchio e asciugare i residui con una garzina o un dischetto di cotone.
    Massaggiate i polpastrelli con una crema apposita a base grassa, che li rende elastici ed evita che si screpolino o si taglino mentre cammina. Utile soprattutto su terreni sterrati e d’inverno sui terreni innevati.
    Con il pettine a denti stretti, eliminate il pelo, che oltre a non far respirare la cute, crea nodi e rende “lanoso” l’aspetto del mantello.

    Ogni mese
    Bagno (di cui parlerò più avanti).
    Tagliare il pelo intorno alle orecchie (la punta, cioè la parte superiore) in modo che risulti il più possibile a forma di V rovesciata.
    Eliminare con una pinzetta i peli che crescono in eccesso nel padiglione.
    Eventuale taglio delle unghie con le tronchesine, o limatura delle stesse, se necessario.
    Tagliare il pelo intorno ai piedini per renderli il più possibile rotondi.
    Periodicamente tagliare i peli che crescono all’interno dei polpastrelli.
    Regolare la “frangetta”, per chi non fa uso di fiocchetti.
    Taglio dei peli che crescono intorno alla zona anale e genitale, con un paio di forbicine senza punta; questo per motivi di igiene, dovuti ai normali residui organici che restano nei peli in eccesso.
    Periodicamente svuotare le ghiandole anali, o farlo fare dal Vet. se non l’avete mai fatto, magari facendosi anche insegnare la tecnica. In questo modo si evitano ristagni di liquido fecale che possono provocare infiammazioni alle ghiandole stesse.

    IL BAGNO

    Personalmente, ho sempre lavato i miei Yorkie ogni 15 giorni nel periodo di maggior caldo e una volta al mese in inverno, naturalmente usando tutti gli accorgimenti.
    Come al solito, mi soffermerò solo sulle cure che riguardano lo Yorkie da compagnia, (vi risparmio i procedimenti per quello da esposizione, tranne un breve cenno più avanti).
    Raccomando di non tosare completamente il vostro Yorkie nel periodo estivo (a meno che non ci siano motivi di salute o altro) … si può tenere il mantello moderatamente corto se lo si desidera, tagliandolo a una lunghezza media con la forbice: il pelo ricrescerà in modo naturale e sopratutto il nostro cagnolino non perderà la sua identità di Yorkshire!
    Sopratutto in inverno, è opportuno non far prendere freddo al cagnolino dopo averlo lavato; è bene fargli il bagno magari di sera prima di farlo cenare, così durante la notte ha modo di asciugarsi perfettamente… un colpo di freddo dopo il bagno potrebbe causare dei malanni che si possono evitare con un po’ di attenzione.
    Va comunque detto, che una volta rasato il pelo dello Yorkie (così come tutti i cani con le sue caratteristiche), perde la qualità della tessitura del mantello, per cui i condizionatori possono aiutare e anche molto, ma non riporteranno mai il pelo alla sua tessitura naturale!
    Se si seguono le regole di toelettatura con i migliori prodotti professionali, il pelo sarà lucente e moderatamente lungo, senza bisogno di cure più elaborate (che fanno parte della cura dello Yorkie da esposizione).

    Le fasi del bagno
    Prodotti base: uno shampoo per cani, per lavaggi frequenti; un balsamo per cani, nutriente e condizionante.
    Riscaldate l’ambiente dove laverete il vostro cane (magari con un termoventilatore).
    Mettete sul fondo della vasca (o doccia) un tappetino di gomma; oppure se utilizzate una vaschetta di plastica, deve essere forata nella parte inferiore, per fare defluire l’acqua di risciacquo.
    Mettete due batuffoli di ovata nelle orecchie per non far entrare l’acqua.
    Mettete il cane dentro la vasca, la doccia o la vaschetta, in piedi, e iniziate a bagnarlo con acqua tiepida, prima sul corpo e poi sulla testa.
    Fate una sola passata di shampoo se fate il bagno ogni 15 gg.; due passate se lo fate ogni mese. Sciacquate e passate il balsamo; lasciate agire per qualche minuto e sciacquate nuovamente, lasciandone un piccolo residuo nel pelo, come nutrimento.
    A questo punto avete due possibilità da scegliere: o procedere con il lavaggio di lanolina, oppure procedere con la fase finale di asciugatura del cane.

    Fase opzionale: Lavaggio con la Lanolina
    Questo punto merita un discorso a parte. Gli Yorkie abbiamo visto, discendono dagli antichi cani dei lanifici. Questi lavorano tutti i giorni sui velli delle pecore e dove pulivano le loro mani unte di grasso? Sul pelo dei loro Yorkie! Così facendo, vedevano che il pelo di questi cani cresceva folto e lucido.
    Da allora, si è capito che questo “olio” è un vero toccasana per questo tipo di mantello!
    Questa tecnica è usata ancora oggi dagli Allevatori e Toelettatori e consente di lavare il cane dalle impurità, per poi reidratarlo con l’olio della lanolina, ricostituendo così il manto lipidico sulla cute pulita.
    E’ un bagno di bellezza e di rifinitura finale, che serve a nutrire e rendere brillante il pelo. Non unge e non attacca, per cui va lasciato sul pelo, senza essere risciacquato.
    A fine shampoo, si unisce due cucchiai di balsamo e uno di lanolina: si mescola tutto con un litro di acqua calda e si rovescia sul pelo del cane, senza risciacquare. Quindi si asciuga con asciugamani e phon. Il pelo non rimane unto, perché la lanolina non attacca lo sporco, ma anzi lo respinge; in compenso il pelo crescerà folto e lucido, proprio come quello dei suoi progenitori!
    Quando il pelo sarà umido spazzolate e procedete alle fasi di toelettatura mensile.
    In genere l’olio di lanolina applicato con il bagno, viene assorbito in 4-5 giorni, per cui successivamente, mettere piccole quantità di altro olio a secco sul pelo, avendo accortezza di non toccare la cute. Questa tecnica è molto utile nei mesi invernali; con la stagione calda, potrebbe creare qualche problema a causa dei raggi solari, come già detto in precedenza.

    Asciugatura: Lavaggio con la Lanolina:
    Senza eliminare i residui di balsamo e – eventualmente – di lanolina, asciugare il cane con un asciugamano, eliminate i batuffoli dalle orecchie, e iniziate ad asciugare il pelo con il phon a temperatura media. A metà asciugatura, date una prima piega al pelo con la spazzola, in modo che risulti il più liscio possibile.
    Ora completate la toeletta mensile.

    Siamo arrivati alla fine delle procedure di Toeleattura e Bagni utili per lo Yorkshire Terrier! Non ci crederete, ma è meno complicato di quanto pensate, basta solo un po’ passione e buona volontà, unite all’esperienza e alla manualità che via via acquisirete.
    Che il vostro Yorkie sia da compagnia o da esposizione, con questi procedimenti, vedrà sicuramente il suo mantello migliorare notevolmente, non mancando di darvi le giuste soddisfazioni.