Blog

  • Come Costruire una Voliera

    Le motivazioni che mi hanno portato a costruire la voliera che sto per descrivere sono state essenzialmente due: la prima è la necessità di lasciare i miei diamantini fuori per l’inverno, principalmente per motivi di spazio e poi per motivi di igiene (10-12 diamantini rilasciano parecchie piume, bucce di semi e altre “scorie”, nonostante le attenzioni che si possono avere nella pulizia). La seconda motivazione è quella di avere la possibilità di fare selezione o, più semplicemente, separarli per qualsiasi bisogno (litigi tra esemplari, separazione dei sessi per i più giovani, ecc.).

    A parte le mie motivazioni, credo che avere gabbie o voliere più comode per i nostri beneamati compagni di vita (e non semplicemente “gli uccellini”) rispecchi il desiderio di un po’ tutti noi di dare loro una sorta di “compensazione” per la prigionia forzata a cui li costringiamo, premesso che in libertà essi, forse, non vivrebbero che qualche settimana, nella migliore delle ipotesi, data la loro pressoché totale mancanza di esperienza di sopravvivenza.

    Inoltre volevo risparmiare un bel po’ rispetto all’alternativa di comprarne una già fatta e via!

    Più che un progetto di voliera per tutti, vi voglio raccontare come ho costruito la mia voliera, che per alcuni non sarà molto bella esteticamente, ma rispecchia le necessità tecniche/funzionali che mi prefiggevo di soddisfare. Questo non toglie che, usando le stesse tecniche che descriverò di seguito, si possano ottenere degli ottimi risultati anche da un punto di vista estetico.

    Ma bando alle ciance e passiamo ai fatti.

    Attrezzatura necessaria

    Gli attrezzi e quant’altro ho utilizzato per costruire la voliera fanno parte del “corredo” minimo di ogni amante del bricolage (a parte un paio di attrezzi particolari) per cui, se ne siete sprovvisti, considerate la necessità di farveli prestare o, nella peggiore delle ipotesi, di doverli acquistare, fermo restando che comunque, nel secondo caso, vi potrebbero tornare utili in altre occasioni. L’elenco degli attrezzi assolutamente necessari è il seguente
    -trapano
    -punta da trapano per ferro da 3 mm
    -seghetto per metallo
    -tronchesi
    -pinza
    -martello grande o mazzetta
    -metro a nastro o simile
    -rivettatrice
    -piano di lavoro (tavolino da lavoro o una tavola robusta da appoggiare su un normale tavolo per evitare di danneggiarlo)
    -una lima o una piccola mola da trapano

    Altri attrezzi molto utili ma non indispensabili (senza, però, lavorerete male)
    -morsetti per tenere fermi i pezzi mentre segate, forate, ecc.
    -pinza a becco o a punta
    -un pennarello per segnare le misure

    A proposito della rivettatrice: forse questo è l’attrezzo che, tra tutti gli altri, è quello che non tutti possiedono; si tratta di una specie di pinza che serve per fissare dei chiodi particolari (i rivetti, appunto) normalmente adoperati per la giunzione delle lamiere. Più avanti spiegherò il suo utilizzo.

    I materiali da costruzione

    La mia scelta dei materiali è stata condizionata dal fatto che volevo costruire qualcosa che fosse allo stesso tempo resistente alle intemperie, facile da lavorare, possibilmente esente da manutenzioni e facile da reperire sul mercato. Purtroppo i materiali che rispondono a tutte queste caratteristiche non sono particolarmente economici, tuttavia la differenza con quei materiali che lo sono non compensa i grossi vantaggi dei primi. Ma dei costi parlerò più avanti, in un paragrafo dedicato, perché il risparmio, come ho già scritto prima, è uno dei motivi che mi hanno spinto ad intraprendere questa esperienza.

    Ecco cosa serve, al di là delle quantità e delle differenze nei formati, che spiegherò più avanti in dettaglio
    -rete da voliera zincata con “trama” 12,5×25 mm o 10×10 mm
    -laminato plastico tipo plexiglass, però più sottile (0,8 mm) e flessibile. Per intenderci è quello che si usa per costruire piccole tettoie curve o piccole serre)
    -profilati di alluminio ad L 10x10mm e 20×30 mm o 30×30 mm
    -profilati di alluminio ad U 10x10x10mm
    -profilati di alluminio piatto 10mm
    -profilati di alluminio piatto 35mm
    -rivetti da 3 mm (io ne ho usati circa 220! Sembrano tanti ma ci si mette poco a consumarli)
    -rondelle con buco di 3 mm ma abbastanza “larghe”, con diametro esterno di almeno 10-12 mm; quelle più strette non servono allo scopo
    -filo di ferro zincato o di acciaio flessibile abbastanza robusto

    La realizzazione della struttura portante

    Una raccomandazione: prima di iniziare a costruire la gabbia/voliera secondo queste istruzioni, leggete TUTTO il documento, perché alcune cose dette più avanti, possono servire fin dall’inizio.

    Per prima cosa ho preso carta e penna e ho disegnato la mia voliera, con tutte le misure. Questo è importante perché non essendo un costruttore di voliere professionista volevo evitare di commettere errori nelle misure, che comunque ci sono stati, ma fortunatamente di lieve entità e risolvibili con un piccolo intervento. Ricordatevi di considerare anche lo spessore dei profilati, del laminato o della rete quando prendete le misure per tagliare.

    Ho deciso di costruirla larga 1 metro perché questa è la misura con cui si vendono i materiali utilizzati (profilati di alluminio, laminato plastico, rete), quindi ho evitato di fare troppi tagli. Ho iniziato dal lato posteriore, fissando, con i rivetti, il laminato plastico sulla parte interna di due profilati a L 20x30mm (oppure 30x30mm) di alluminio lunghi 2 metri. E qui il primo consiglio: per fissare il laminato all’alluminio dovete usare una rondella dal lato del laminato (foto 1) altrimenti, col tempo, il laminato si staccherà dal rivetto. Fissato il laminato ai due montanti posteriori, passate a fissare con la stessa tecnica i due pannelli di laminato laterali (io li ho fatti di 35 cm, ma questo è a vostra discrezione) utilizzando altri due profilati a L lunghi 2 metri. A questo punto completate il parallelepipedo della struttura con i quattro lati del “tetto” (foto 2) e della “base” (foto 3), utilizzando sempre il profilato a L, facendo attenzione a posizionare la L del solo profilato anteriore della base verso il basso (foto 3), altrimenti non riuscirete ad infilare il cassetto. Quest’ultima l’ho posizionata a 20 cm dal pavimento. Fissate sul tetto un foglio di laminato e sulla base un pezzo di rete entrambi di misura 100×35 cm circa.

    A questo punto, per rinforzare la struttura, indipendentemente dal fatto che vogliate o no realizzare una divisione orizzontale della voliera, vi consiglio di posizionare dei pezzi di profilato per l’intero perimetro a metà altezza della voliera o, meglio, a 1/3 e 2/3 dell’altezza. Questo dipende soprattutto da quanto vento c’è sul vostro balcone; sul mio, a volte, fischia la bufera!

    Ho dimenticato qualcosa? Ma certo, la rete sul lato frontale! No, non l’ho dimenticata, solo che qui è fondamentale decidere se realizzare le divisioni oppure no: infatti, se decidete di voler dividere la voliera, quello che spiegherò per la base, deve essere ripetuto per ogni “piano” della voliera. Leggete, quindi, attentamente il punto successivo.

    La realizzazione della base e dei cassetti

    La base della voliera o la base del “piano intermedio” devono essere realizzati nello stesso modo, con la differenza che sotto la base non c’è niente, mentre sotto il piano intermedio c’è un’altra “gabbia”. Questo comporta che la base deve essere chiusa, come detto più su, con un pezzo di rete fissa sopra il cassetto, mentre nel piano intermedio il pezzo di rete deve essere rimovibile per poter tornare alla configurazione di voliera unica “cielo-terra”.

    Passiamo ai dettagli: per prima cosa tagliate un pezzo della L dei profilati che fanno da montanti del lato frontale (foto 4 e 5), per permettere al cassetto di entrare nella voliera. Attenzione! Dalle foto 4 e 5 si vede anche che i rivetti che tengono il laminato plastico (esternamente al profilato) sono fissati vicino al bordo superiore del profilato stesso, altrimenti il cassetto ci sbatterebbe contro! In questo modo restano circa 17-18 mm tra il piano del profilato su cui scorre il cassetto e i rivetti, per cui il cassetto dovrà essere alto al massimo 15 mm. Se volete un cassetto più alto, anche il profilato che fa da slitta dovrà essere più alto oppure dovrete montarlo al contrario, cioè con il lato lungo verso il basso. Questa ultima soluzione rende un po’ meno bello il fianco della voliera perché si vede sia il profilato che fa da slitta sia il cassetto. Il cassetto va realizzato molto semplicemente creando una cornice con i profilati ad L scelti per il cassetto e fissando poi un foglio di laminato plastico come fondo (foto 6). La rete che sta sopra il cassetto deve essere appoggiata anteriormente alla rete frontale, che deve essere piegata, anche per darle robustezza, ed a un profilato ad L 10×10 sul retro della voliera che fa da appoggio, così come per il cassetto.

    La realizzazione della facciata

    La facciata della mia voliera è realizzata con 4 pezzi di rete uguali che formano, per così dire, 4 singole gabbie, ognuna completa di porta (foto 7), apertura per il cassetto (foto 8, chiusa, e 9, aperta) e porticina per la mangiatoia (foto 10). Quando tagliate la rete considerate sempre 1,5 cm in più per lato (quindi 3 cm in più in altezza e larghezza): infatti, per ottenere più robustezza e per poter fissare meglio la rete al telaio, vi consiglio di piegare a 90° i bordi della rete (foto 11).

    La porta deve essere sufficientemente ampia per poter accedere comodamente ad ogni punto della gabbia: io ho preferito realizzare le porte a “ghigliottina”, altrimenti, in caso di porta “classica”, a compasso, avrei dovuto usare una molla per tenerla chiusa o, se la porta è molto ampia, una sorta di chiavistello. Con la soluzione a ghigliottina, la porta si chiude praticamente da sola e lo sportello scorre in verticale, permettendo tra l’altro di aprirla solo per lo spazio necessario. Per realizzare i “binari” su cui scorre la porta ho utilizzato un profilato di alluminio a U di dimensioni 10x10x10 mm; ho fissato i due binari con i soliti rivetti, utilizzando una rondella per far presa sulla rete (foto12); ho bloccato lo scorrimento della porta, in basso, semplicemente piegando il profilato (foto 13).

    Per chiudere l’apertura del cassetto (foto 8, chiusa, e 9, aperta) ho utilizzato un profilato di alluminio piatto da 35 mm, fissato alla rete con del filo di ferro zincato o d’acciaio (foto 14). Se prendete bene le misure, i rivetti che tengono la rete negli angoli sopra l’apertura del cassetto vi aiuteranno a tenere giù il profilato che chiude l’apertura stessa (si nota sulla foto 8).

    La porticina della mangiatoia può essere realizzata sempre a “ghigliottina”, come ho fatto io (foto 10 e 15), ma questo dipende dal tipo di mangiatoie che utilizzerete. Essendo, comunque, strutture molto piccole, potrete semplicemente ripiegare ad anello i pezzi di rete che formano le porticine per fissarle alla rete della facciata (vedi dettaglio sulle foto 10 e 15).

    Il posizionamento del nido

    L’apertura del nido (foto 16), avendo utilizzato il laminato plastico sul fianco della voliera, è semplicemente un buco coincidente con l’apertura del nido stesso e del piolo di appoggio. L’unico accorgimento è quello di fissare in orizzontale un pezzo di profilato di alluminio piatto da 10 mm come sostentamento del nido (foto 17). Il nido va fissato più in alto possibile nella sezione della gabbia, per 2 motivi: il primo è che gli uccelli preferiscono sempre che il nido stia più in alto rispetto agli appoggi della gabbia (forse si sentono più sicuri, in grado di controllare la “situazione”); il secondo motivo è che lì il laminato è più robusto, essendo fissato al profilato di alluminio laterale con i rivetti (si nota in alto a destra nella foto 17). Se la voliera è esposta alla pioggia, create una copertura per il nido, semplicemente fissandoci sopra un foglio di plastica (foto 17).

    I dettagli finali

    Dunque, il grosso del lavoro è fatto! Per completarlo, come ogni “buon lavoro” richiede, si devono effettuare le rifiniture del caso: innanzitutto, bisogna controllare la robustezza del tutto e, se necessario, rinforzare con qualche rivetto in più il fissaggio del laminato plastico piuttosto che della rete; oppure dare qualche aggiustatina alle varie porte e porticine che abbiamo creato per renderle più scorrevoli. Insomma, non abbiate fretta di mettere gli uccelli dentro! Meglio perdere qualche minuto in più a voliera vuota che dover rinunciare a correggere qualche errore, perché, con gli uccelli dentro, potrebbe essere impossibile farlo.

    Consigli utili

    La spiegazione è stata abbastanza lunga e, spero, comprensibile, ma, per maggior chiarezza e come promemoria, riepilogo brevemente alcuni consigli già dati precedentemente e qualcun altro per la prima volta:

    Primo e assolutamente importante consiglio è quello di prepararsi bene a ciò che si sta per fare: intendo dire che bisogna avere già pronto tutto l’occorrente; trovare un posto dove realizzare il tutto, tenendo presente che il lavoro produrrà un sacco di sporcizia (polvere, scarti, pezzi di rete e rivetti usati dappertutto) e potrebbe durare molto (io ci ho messo circa 15-16 ore) e quindi, se fossi in voi, non lo farei né in cucina né nel salotto!

    Procuratevi un piano di appoggio per forare, battere e lavorare più comodi, ma, soprattutto, procuratevi qualcuno che vi dia un aiuto, in due farete prima e meglio: ve lo dico io che ho fatto tutto da solo.

    E’ importante “pulire” i buchi fatti col trapano affinché siano più lisci possibile, altrimenti i pezzi non combaceranno perfettamente, togliendo solidità alla struttura.

    Usate sempre la rondella dal lato del laminato plastico o della rete, perché aumenta la superficie di contatto e non rischierete che si allenti col tempo (foto 1).

    Piegate la rete a 90° per fissarla sul telaio (foto 11) e piegatela completamente su se stessa per l’apertura delle porte (come si vede nella foto 13), altrimenti dovrete limare molto bene nei punti dove la rete è tagliata, per non creare pericolosi punti taglienti. Il bordo inferiore dello sportello della porta può essere protetto con i listelli in plastica che si usano per tenere insieme i fogli sciolti (come si vede, di colore nero, nella foto 7). Per piegare più agevolmente la rete usate dei listelli di legno ed i morsetti per tenerla ferma, quindi battete con un martello largo piegandola a 90° sul legno stesso.

    Per realizzare il buco del nido sul laminato plastico (foto 16) conviene usare un attrezzo incandescente (un chiodo o una piccola lama) perché in questo modo eviterete il rischio che il laminato si spacchi dove non volete. Naturalmente, questo dipende dal tipo di laminato che usate: alcuni sono molto morbidi e si possono tagliare con forbici o taglierini, altri sono rigidi e si comportano come il vetro.

    I costi

    Parlare dei costi è sempre un po’ difficile, perché questi dipendono molto dalla disponibilità di negozi o grandi magazzini nella zona in cui si abita. A Roma, dove sono io, ci sono molti centri per il bricolage e le differenze di prezzo possono essere anche notevoli. Se volete risparmiare il più possibile, fatevi un giro prima di comprare i materiali, magari comprando qualcosa in un posto e qualcos’altro da un’altra parte. Io ho speso all’incirca 150 euro: non è poco, ma le voliere commerciali, anche più piccole, costano molto di più. Le stesse gabbie da 90x40x45 cm da allevatore o da esposizione per negozi costano non meno di 70-80 euro l’una (a meno di trovarle usate dai negozianti, ma comunque sempre intorno ai 45-50 euro). Inoltre, il costo da me sostenuto è giustificato dal fatto che ho voluto realizzare una voliera intera ma divisibile in 4 sezioni, dovendo così utilizzare più materiale per le strutture. Anche la scelta dell’alluminio è più costosa ma, se utilizzate questo materiale, non saprete mai cosa vuol dire “ruggine”!

    Volendo solo costruire una gabbia/voliera più comoda per i nostri uccelli, direi che con circa 70-75 euro sarete in grado di realizzarne una delle dimensioni della mia, senza le divisioni. Infatti, i profilati di alluminio a L da 20×20 cm costano all’incirca 2,5 euro al metro lineare e ve ne servono circa 14 metri (35 euro in totale). La rete costa 2,5 euro al metro quadro e ve ne servono 2,5 metri quadrati circa (2 per la facciata e 0,5 per il fondo): altri 6-7 euro. Il laminato plastico costa 7 euro al metro quadro e di questo ve ne servono 4 metri quadri circa (due per il lato posteriore e 2 per i laterali): altri 30 euro circa. Altri 5-6 euro per rivetti e rondelle ed il gioco è fatto. A questo punto è chiaro che ogni divisione intermedia della voliera vi costerà all’incirca 30 euro.

    E’ troppo? Potete ridurre ancora i costi sostituendo il laminato plastico con la rete (però la voliera sarà meno riparata dalle intemperie) e l’alluminio con il ferro zincato (ma la ruggine prima o poi vi verrà a trovare…). A voi la scelta.

    Conclusione

    Siamo praticamente giunti alla fine della descrizione della costruzione della voliera, anche se, per forza di cose, non ho potuto scrivere esattamente tutto quello che ho dovuto affrontare durante il lavoro. D’altra parte non era questo l’obiettivo del documento che state leggendo, piuttosto quello di dare un’idea di come realizzare una voliera ed alcuni consigli e trucchetti per facilitare il tutto.

    Spero di essere stato di aiuto per chi volesse cimentarsi in questa impresa e, comunque, vorrei concludere questa lunga chiacchierata con una riflessione: dare più spazio e attenzioni ai nostri amici animali, comunque lo si faccia, è un modo per ricordare, soprattutto a noi stessi, che se alcuni milioni di anni fa le cose fossero andate diversamente, oggi potremmo esserci noi in gabbia, con un uccello o un rettile a far da “spettatore”!

  • Pastoncino per Uccelli – Come Scegliere, Opinioni e Prezzi

    In questa guida spieghiamo come scegliere un pastoncino per uccelli.

    Come Scegliere Pastoncino per Uccelli

    Il pastoncino è un alimento importantissimo per i nostri uccelli in cattività. Senza questo alimento, i soli semi non basterebbero a coprire il fabbisogno giornaliero di proteine, grassi e fibre. Ecco che da quando esiste l’allevamento degli uccelli in gabbia, l’allevatore o il detentore dei pennuti ha cercato di trovare un alimento che completasse la dieta granivora.
    I pastoni industriali esistono relativamente da poco, fino a pochi anni fa esistevano soltanto i pastoni caserecci. Quante ricette sono state create e tramandate da allevatore in allevatore e quante volte sono state trasformate secondo le proprie esigenze e le proprie convinzioni. Ogni allevatore che si rispetti si vanta di avere lui la ricetta miracolosa!
    In realtà, devo dire che non esiste il pastoncino perfetto, in quanto ogni dieta, come accade per noi esseri umani, anche per gli uccelli deve essere fatta su misura. Una dieta bilanciata deve essere calcolata in rapporto a dove vivono gli uccelli (all’aperto, al chiuso), al numero di volatili per gabbia e per metro cubo di spazio, alla specie, al periodo (cove, muta, riposo), alla salute ecc.

    Trovare la formula giusta per il proprio allevamento, grande o piccolo che sia, penso che sia veramente difficile. Secondo me, solo l’esperienza, l’osservazione e perché no, il monitoraggio delle abitudini dei nostri volatili può portare a scegliere o fare il pastoncino più adatto per il nostro allevamento.
    L’ingrediente senz’altro più importante che non può assolutamente mancare nei pastoni, caserecci o industriali che siano, è l’ UOVO.
    Alimento essenziale, ricco di molti principi nutritivi, un alimento completo. Per anni e penso ancora oggi, molti allevatori lo hanno dato ai loro uccellini, così da solo, tirando sù bellissime e sane nidiate.
    Nei pastoncini poi oltre all’uovo, troviamo come ingredienti il pan di Spagna all’uovo, fette biscottate all’uovo ecc.

    Oltre ai prodotti a base di uova, nei pastoncini moderni, più o meno innovativi, possiamo trovare una vasta gamma di sostanze che rendono quel pastoncino più o meno proteico, più o meno grasso, più o meno appetibile; vengono usati i cereali cotti, gli scarti dei panifici, farina di soia, farina di erba medica, farina di mais, farina di riso, caseina, latte in polvere, miele, frutta secca, insetti ecc.
    Alcuni pastoncini per renderli più appetibili vengono integrati con semi come il niger e la canapa. Anche la granulometria è diversa da pastoncino a pastoncino per adattarsi meglio alla specie a cui è destinato.

    La maggioranza dei pastoni in commercio contengono già le vitamine e gli oligoelementi.
    Ogni anno le case produttrici studiano e ricercano nuove sostanze per rendere i loro pastoncini sempre più completi e adatti per la conduzione di un moderno allevamento che è sempre più formato da soggetti super selezionati ma haimé più delicati e portati ad avere patologie di vario genere.
    Si sono scoperte sostanze come i fruttoligosaccaridi e i betaglucani capaci di aumentare la flora batterica buona e diminuire quella patogena, di migliorare l’assorbimento delle sostanze nutritive, di stimolare il sistema immunitario e di aumentare così la resistenza alle malattie.
    Alcuni usano mettere i probiotici, altre sostanze che aiutano la flora intestinale e la digestione e rafforzano l’organismo dopo un uso di antibiotici.
    Alcuni contengono anche zuccheri e additivi vari.

    Possiamo dire che oggi, la gamma dei pastoni è veramente vasta, ce ne sono per tutti i palati.
    Per aiutarvi nella scelta, posso ricordare che i pastoni si dividono in quelli adatti per la muta e quelli per l’allevamento (forma amorosa e cove) a seconda del loro contenuto in proteine e grassi.
    Un pastone da muta generalmente è più basso in proteine (11-14%) e più alto in grassi (10-15%) e viene chiamato pastone morbido, quello da allevamento il contrario può avere un 15-19% di proteine e dall’ 1 al 7,5% di grassi e viene detto secco; quello secco va inumidito con acqua o succhi di frutta.

    Pastoncino per Uccelli più Venduti

    In questa lista è possibile trovare i pastoncino per uccelli più venduti in questo momento con le opinioni degli acquirenti e il prezzo.

    [amazon bestseller=”pastoncino per uccelli” count=”10″]

  • Alimentazione del Pinscher Nano

    L’alimentazione di un pinscher nano dipende da alcuni fattori: il tipo di cane, la sua età, il suo peso,l’attività motoria che svolge e la particolare contingenza ( malattie o allattamenti).  R. Wolter nel libro “L’alimentazione del cane e del gatto” ha redatto alcune tabelle con il fabbisogno teorico di alcune razze di cane in rapporto al loro peso. Possiamo ricavare il  fabbisogno, sempre teorico,di un cane di 5 kg intorno alle 700 Cal.  per 5 kg. di peso, considerando 140 Cal. per ogni kg.

    Le proteine
    Sono dei composti formati da quattro elementi:ossigeno, carbonio. idrogeno, azoto. La loro struttura è composta dagli amminoacidi che a loro volta si dividono in essenziali e non essenziali. Gli amminoacidi essenziali nei mammiferi sono dieci e non potendo essere sintetizzati dall’organismo devono necessariamente venire assunti con il cibo. Questo è uno dei motivi per cui la dieta del cane deve essere accuratamente bilanciata. Le proteine sono presenti negli alimenti di origine animale(proteine nobili) sia in quelli di origine vegetale.La soia in particolare è percentualmente più ricca di proteine della carne e per questo motivo è largamente usata nella produzione di mangimi animali. Se paragoniamo il cane ad una automobile possiamo dire in via del tutto esemplificativa che le proteine servono alla manutenzione ordinaria e straordinaria dell’auto (riparazione, sostituzione pezzi ecc )

    I glucidi
    Sono composti formati da carbonio, idrogeno e ossigeno e vengono chiamati idrati di carbonio o carboidrati. Sono presenti nell’amido, nella pasta e nel pane. Sempre partendo dall’esempio dell’automobile potremmo definire i carboidrati come  il carburante  dell’organismo ( benzina ).

    I grassi
    Sostanze ternarie come i carboidrati, sono essenziali per la costituzione delle membrane cellulari e per l’apporto di  importanti amminoacidi e vitamine liposolubili come la vitamina A, D ed E. In rapporto alla sostanza secca il contenuto di grassi in un cibo per cani  deve essere tra il 10 ed il 25%. Se nel cane si manifestasse una crescita stentata, pelo opaco, forfora con desquamazione cutanea, cerume auricolare,impotenza per i maschi ed irregolarità del ciclo nelle femmine,sarebbe coretto pensare ad una carenza alimentare di grassi. Sempre utilizzando l’esempio dell’auto potremmo definire i grassi come il carburante di riserva (petrolio, che per essere utilizzato deve prima  essere raffinato in benzina).

    Le vitamine
    Le vitamine non forniscono energia ma svolgono azioni specifiche. In massima non vengono prodotte dall’organismo ma devono essere assunte con il cibo ed in particolare con quello di origine vegetale.
    Vediamo quali sono le principali, le loro funzioni e i possibili sintomi da carenza.

    VITAMINE IDROSOLUBILI

     vitamina funzioni principali sintomi da carenza
    B1 Tiamina Regola il metabolismo dei carboidrati
    stimola l’appetito,previene i disturbi nervosi
    Anoressia,irregolarità nella crescita,coprofagia,disturbi nervosi
    B2 Riboflavina Interviene nei processi di ossido-riduzione della respirazione cellulare e nel metabolismo degli amminoacidi e dei grassi. Anoressia,ipotermia, perdita di peso, apatia, lesioni oculari.
    Acido Pantotenico Interviene nel metabolismo dei carboidrati, delle proteine e dei grassi. E’ essenziale per un buon accrescimento Diminuzione della crescita
    PP Acido Nicotinico Interviene nel metabolismo dei carboidrati, delle proteine e dei grassi
    ed ha una azione sinergica con il  triptofano. Mantiene integra la pelle, le mucose ed il sistema nervoso.
    Affezioni della pelle,dell’apparato digerente e del sistema nervoso
    B6 Piridossina Funzionale per alcuni enzimi, interviene nel metabolismo degli amminoacidi, importante per il lavoro muscolare e la crescita Ritardo della crescita, perdita di peso, anoressia
    Acido Folico Regola il metabolismo proteico, partecipa alla sintesi dell’emoglobina, necessario per una
    buona produzione di anticorpi
    Perdita di appetito e di peso, anemia, diminuzione della risposta anticorpale, scolo oculare
    H Biotina Essenziale per la crescita e la riproduzione, per il pelo e la pelle Dermatiti, perdita di pelo
    B12 Ciano-Cobalamina Interviene nel metabolismo dei grassi, dei carboidrati, ed in altri importanti processi biologici ritardo nell’accrescimento,anemia
    Colina Interviene nell’assimilazione e nel trasporto dei grassi, mobilizza i grassi depositati nel fegato Crescita ritardata, degenerazione del fegato
    C Acido Ascorbico Una sua aggiunta alla dieta non è necessaria nei cani sani

     

     

    VITAMINE LIPOSOLUBILI

    vitamina funzioni principali sintomi da carenza
    A Stimola l’accrescimento, la protezione degli epiteli e la difesa dalle infezioni, è necessaria per la riproduzione e per la vista Perdita di appetito, ritardo nella crescita, xeroftalmia, lesioni cutanee
    D Antirachitica, influenza l’assorbimento del calcio-fosforo Rachitismo, articolazioni ingrossate, deformazioni degli arti, ossificazione deficiente
    E Antiossidante naturale importante nella riproduzione, previene la distrofia muscolare Sterilità femminile e maschile,distrofia muscolare
    K Antiemorragica

     

    I minerali
    I sali minerali sono presenti in tutti i tessuti dell’organismo, negli enzimi e negli ormoni. Si tratta quindi di elementi indispensabili al metabolismo dove funzionano da veri catalizzatori. Alcuni sono presenti in piccolissime dosi (oligodinamici) come il ferro, il manganese, il rame, lo zinco, il selenio, lo iodio. Altri, invece, sono presenti in quantità importanti  come il calcio, il fosforo, il manganese, il potassio, il cloro e il sodio .Calcio e fosforo, congiuntamente,intervengono in molte funzioni organiche come la formazione del tessuto osseo.Il calcio in particolare è indispensabile per la coagulazione del sangue, la contrazione miocardica, l’equilibrio acido basico del corpo ecc. Il fosforo è importante per il metabolismo dei carboidrati e dei grassi ed è presente in tutte le cellule ed in molti enzimi. Per essere correttamente utilizzati devono essere in  un rapporto ottimale di: calcio/fosforo 1.2/1 o 1.4/1 a seconda del peso e dell’età. I valori più alti si riferiscono al periodo della crescita. Il calcio per essere utilizzato ha bisogno della vitamina D3. Carenze di questi elementi nell’alimentazione determinano diminuzione della crescita, rachitismo, fragilità ossea. Il magnesio è collegato al metabolismo del calcio, del fosforo e dei carboidrati. La carenza di questo elemento produce disturbi della crescita e possibili convulsioni e astenie muscolari. Il cloro ed il sodio vengono somministrati sotto forma di sale da cucina che però sconsiglio di usare se non in casi di specifica indicazione terapeutica. Nei comuni cibi per cani la necessaria dose di cloruro di sodio è normalmente presente e quindi non vi è alcun bisogno di aggiungere il sale. Il sodio ed il cloro oltre che al mantenimento dell’equilibrio idrico, sono componenti  indispensabili  del sangue e dei liquidi organici (secrezioni ecc). Una carenza di questi due elementi determina dermatosi, esaurimento fisico,crescita ritardata e perdita di pelo. Il potassio ottimizza il filtraggio renale ed è indispensabile per il buon funzionamento dei muscoli e del cuore. Fra gli oligoelementi abbiamo il ferro ed il rame indispensabili per la formazione dell’emoglobina del sangue e di molti enzimi.

     

    FABBISOGNO  GIORNALIERO DI MINERALI E VITAMINE PER KG DI PESO

    MINERALI

    Principio nutritivo Unità Crescita Mantenimento
    Calcio mg 320 119
    Fosforo mg 240 89
    Potassio mg 240 89
    Sodio mg 30 11
    Cloro mg 46 17
    Magnesio mg 22 8,2
    Ferro mg 1,74 0,65
    Rame mg 0,16 0,06
    Manganese mg 0,28 0,10
    Zinco mg 1,94 0,72
    Iodio mg 0,032 0,012
    Selenio mg 0,006 0,002

    VITAMINE

    Principio nutritivo Unità Crescita Mantenimento
    A UI 202 75
    D UI 22 8
    E UI 1,2 0,5
    K UI 60 24
    B1 Tiamina mcg 54 20
    B2 Riboflavina mcg 100 50
    Acido Pantotenico mcg 400 200
    PP Acido Nicotinico mcg 450 225
    B6 Piridossina mcg 60 22
    Acido Folico mcg 8 4
    H Biotina mcg 6
    B12 Ciano-cobalamina mcg 1 0,5
    Colina mg 50 25

    Il Pasto del Pinscher nano

    Il pasto del nostro amico pinscher deve contenere i seguenti elementi: cereali, carne, verdure, oli vegetali, grassi animali, integratori minerali e vitaminici. Più una bella ciotola d’acqua fresca sempre  disponibile.
    La carne
    Preferibilmente la carne dovrebbe essere somministrata cruda, ma il pericolo di contaminazioni rende questa ipotesi sempre meno praticabile. E’ consigliabile quindi cuocere la carne prima di presentarla al nostro amico bassotto. Frattaglie, fegato ed altre parti di carne bovina che una volta potevano essere date al cane,  sono da considerarsi pericolose e  da evitare.

    Il pesce
    Il pesce rappresenta un ottimo alimento per il nostro pinscher in quanto è ricco sia di proteine che di vitamine. Possiede inoltre una notevole quantità di grassi. Nel pesce è presente la vitamina C, che nella carne è assente. Pure la vitamina D, assente nella carne di mucca, è ben presente nel fegato di molti pesci.
    Si consiglia di somministrare il pesce, appena sbollentito in acqua, insieme a cereali e verdure, premurandosi di averne tolto le lische.
    I cereali
    Dai cereali si ricavano gli alimenti più comuni per l’alimentazione. Pane, pasta, riso, riso soffiato,fiocchi, gallette ecc. sono tutti ottimi alimenti  per il nostro bassotto. Dobbiamo però sapere che gli amidi in essi contenuti sono per i cani  meno digeribili che per l’uomo. Ricordiamoci quindi di cuocere molto bene tutti gli alimenti che derivano dai cereali. Per il pane,  per il riso soffiato (quest’ ultimo va messo a bagno in acqua tiepida) e per le gallette tale problema non esiste in quanto sono già cotti, mentre per la pasta, il riso naturale, ecc. valgono le raccomandazioni di una buona cottura ( stracotta). Il riso è un ottimo alimento, purtroppo dopo la cottura rimane ben poco degli elementi nutritivi. E’ consigliabile cuocere, bene, in poca acqua e somministrare anche l’acqua di cottura.
    I grassi
    Sono delle ottime fonti caloriche. Una loro buona disponibilità viene maggiormente apprezzata dai pinscher e dai cani di piccola taglia in genere. I grassi vegetali andrebbero preferiti a quelli animali in quanto portatori di grassi insaturi, nemici del colesterolo. Molto appetitoso è il lardo. Un consumo appropriato di grassi favorisce un buon stato del pelo e della pelle.
    Le verdure
    Pur non avendo molta rilevanza dal punto di vista nutritivo, sono in realtà utilissime per il loro apporto di fibre che agiscono sulla peristalsi. Il loro consumo deve comunque essere adeguato in quanto un eccessivo apporto di fibre riduce l’assorbimento intestinale.  Sono anche  apportatrici di vitamine. Le verdure che si possono somministrare al cane, lessate o crude e mischiate al resto del pasto sono: carote, pomodori, patate, cetrioli, cavoli, finocchi, zucche, peperoni, broccoli, melanzane ecc.
    I legumi
    Grandi apportatori di proteine. In percentuale molto più della carne. Basti pensare alla soia che costituisce il maggior alimento per uso zootecnico . Essendo poco digeribili vanno somministrati insieme ad altri alimenti (cereali) od usati come farine. Le farine non devono superare il 20% del peso totale del pasto.
    Le uova
    Sono un alimento preziosissimo sia per l’apporto di proteine nobili sia per le vitamine delle quali sono qualitativamente e quantitativamente ben fornite e per i grassi. L’albume (contiene l’albumina : proteina importantissima) deve essere sottoposto a breve cottura per distruggere una sostanza, l’avidina,  antagonista della B8 e inibitrice della tripsina.
    I formaggi
    Sono degli utilissimi apportatoti di proteine, grassi, e sali minerali molto importanti come il calcio. Purtroppo come tutte le cose di  valore hanno un costo molto elevato. Se volete fare felice il vostro pinscher dategli una crosta secca di formaggio.
    Il latte
    Se è molto importante nei primi mesi di vita, lo è molto meno durante l’età adulta. Il pinscher adulto può assolutamente farne a meno. In alcuni casi e a dosi eccessive può provocare diarrea
    Integratori vitaminici
    Anche se è bene non esagerare in codesti  alimenti, potremmo dire che “è cosa buona e giusta” aggiungere un po’ di lievito di birra (4 pasticche) al pasto per garantire le vitamine del gruppo B. Come pure un po’ di olio di fegato di merluzzo per la vitamina D ( molto utile per cuccioli e cuccioloni). Chi invece adopera i cosiddetti mangimi completi non ha alcuna necessità di aggiungere gli integratori.
    Integratori minerali
    Nel pasto che prepariamo “artigianalmente” manca il calcio ed il fosforo in quanto vengono a mancare nell’alimentazione le  ossa. E’ conveniente ricorrere ad integratori preconfezionati e disponibili nei negozi specializzati. In alternativa potete aggiungere farina di ossa e fosfato di calcio.
    Mangimi industriali
    Si dividono in secchi, semiumidi e umidi. Quelli secchi devono contenere meno del 3% di acqua, i semiumidi fino al 60% di acqua e fino all’80 % quelli umidi. In merito a questi alimenti possiamo affermare che sono abbastanza affidabili in quanto si tratta di prodotti di grandi aziende, spesso multinazionali, che si avvalgono certamente di consulenze esperte del settore. Hanno  inoltre dalla loro parte la comodità di un cibo pronto all’uso e facilmente conservabile e trasportabile. Ottimi i cibi secchi, i cosiddetti croccantini o crocchette, per la pulizia ed il rinforzo dei denti ed il buon apporto di fibra. L’attuale legislazione impone ai fabbricanti di mangimi secchi di indicare sulla confezione il contenuto analitico espresso in percentuale di: umidità, proteine grezze, grassi,fibra grezza, ceneri. Sull’etichetta non viene indicato il contenuto di glucidi (estrattivi inazotati) che però ricaveremo per sottrazione. Esempio:

     

     

    Umidità 13,0   %
    Proteine 25,0   %
    Grassi  7 ,0   %
    Fibra  3, 5   %
    Ceneri  7, 0   %
    TOTALE 55, 5 %

     

    Rispetto a 100 la differenza è 44,5  % ed esprime il contenuto di glucidi presenti nel mangime.
    I mangimi semiumidi sono delle specie di paté insaccati in robusti ed ermetici involucri di plastica somiglianti a dei salumi.
    I mangimi umidi sono invece le cosiddette “scatolette” che rappresentano il prodotto più usato nell’ l’alimentazione dei cani. Il loro sapore  e odore è molto curato ed è per questo che risultano molto appetibili ai cani. E’ un alimento che noi consigliamo di adoperare con moderazione e sempre miscelato con cereali. L’uso prolungato, se somministrato da solo, vizia il gusto del cane, e può essere fonte di disturbi intestinali ed epatici. E’ oltresì buona norma fare attenzione alle scadenze.

    La giusta razione
    Non ci sono regole fisse sulla  quantità di cibo da assumere per mantenere un pinscher in buona salute . Ci sono dei pinscherin ottima forma che mangiano poco mentre altri sembrano essere sempre affamati. La regola è che dobbiamo basarci sulla forma del cane ed aumentare o diminuire il cibo, o la sua qualità, in base allo stato fisico del cane. Il nostro pinscher deve avere una forma fisica normale, cioè ne troppo magro e ne troppo grasso. Ecco, questa è la semplice regola  dell’alimentazione del  cane.

    Alimentazione dei cuccioli
    Per l’alimentazione dei cuccioli di pinscher è bene conoscere alcune regole fondamentali per non pregiudicare la vita futura dei nuovi arrivati. Alla nascita dobbiamo assicurarci che prendano il colostro, o primo latte. Elemento importantissimo   deputato alla purga dei cuccioli ed alla vaccinazione verso molte malattie infettive. Il suo altissimo contenuto di anticorpi è una specie di assicurazione per la vita. Trascorse le 24 ore cessa la produzione di colostro ed inizia quella del latte vero e proprio del quale i cuccioli si alimenteranno fino all’ età dello svezzamento. Già dai 20/25 giorni possiamo iniziare lo svezzamento abituando i cuccioli a delle pappine semiliquide con cereali stracotti, tuorlo d’uovo,latte in polvere. Nel frattempo vedremo che la madre rigurgiterà vicino ai piccoli del cibo semidigerito per abituarli a qualcosa di diverso dal latte e che nello stesso tempo si allontanerà sempre più frequentemente dalla cuccia. Sui 40/45 giorni saranno completamente autonomi. Fino a tre mesi daremo cibo 5 volte al giorno. Da tre mesi a sei mesi 3 volte al giorno, da sei mesi ad un anno 2 volte al giorno e dopo un anno solo una volta al giorno. Ricordiamo che  un cucciolo fino ai quattro mesi deve  essere  po’ grassottello.

    Alimentazione in gravidanza
    Prima dell’accoppiamento sarebbe bene aumentare la carne del 10 % per favorire la prolificità. Nella settima settimana di gestazione il pasto quotidiano può essere aumentato anche del 50 %. Negli ultimi giorni della gestazione assisteremo ad un calo dell’appetito. Durante l’allattamento il pasto deve essere integrato di calcio  e fosforo per evitare crisi di ipocalcemia. Alla  neo mamma daremo cibo abbondante e nutriente tre o quattro volte al giorno. Terminato l’allattamento costringeremo la fattrice ad un breve ma totale digiuno per favorire la scomparsa del latte.

  • Come Lavare lo Yorkshire Terrier

    Nell’ambiente si dice che sia molto più semplice gestire la toeletta di un cane di taglia grande come l’Alano che quella di uno di piccola taglia come lo Yorkie, proprio perché non è questione di dimensioni, ma di lunghezza e manutenzione del pelo! Con questo non dovete scoraggiarvi, ma sappiate che dovrete armarvi di pazienza, altrimenti il vostro cane non sarà curato come la sua razza richiede. Mi soffermerò solo sulle cure che riguardano lo Yorkie da compagnia, che si presume frequenta i giardini pubblici, i prati, le strade cittadine, per cui ha bisogno che il suo pelo sia ispezionato regolarmente.

    LA TOELETTA

    La Toeletta dello Yorkshire Terrier, è tra le più “impegnative” perché non è rapida né semplice.
    Per questo motivo, è buona norma iniziare il cucciolo a questa pratica quanto prima (dai 2 mesi), quando ancora il pelo è corto e non c’è un evidente necessità; ma spazzolandolo ugualmente, si abitua il cane alle più lunghe sedute un volta che da adulto il suo pelo avrà raggiunto una certa lunghezza.
    Mi soffermerò solo sulle cure che riguardano lo Yorkie da compagnia, che si presume frequenta i giardini pubblici, i prati, le strade cittadine, per cui ha bisogno che il suo pelo sia ispezionato regolarmente.
    Lo Yorkshire da esposizione invece, di solito ha il pelo preservato nei “pacchetti”, di conseguenza non ha necessità di spazzolature quotidiane, ma solo settimanali, cioè ogni qual volta vengono rimossi i “pacchetti” (di cui parlerò più avanti).
    In generale, queste informazioni possono essere utili anche per i proprietari di cani di Piccola Taglia a mantello lungo, liscio o setoso, anche se ovviamente ogni razza ha le sue esigenze diverse in fatto di prodotti da toeletta, derivate anche dalla differenza della tessitura, dei colori e della consistenza del mantello stesso.
    Queste procedure possono essere attuate dagli stessi proprietari, laddove il numero dei soggetti stessi consenta di gestirli nel migliore dei modi. E’ evidente che in caso di preparazione per lo Show Ring, si rende utile e necessario anche l’aiuto del Toelettatore di professione.

    Ogni giorno
    Iniziate a pulire gli angoli degli occhi con un prodotto apposito o, in alternativa, con qualche goccia di soluzione salina (reperibile nei negozi di Ottica).
    Controllate che le orecchie e l’interno dei polpastrelli siano privi di corpi estranei (cerume, forasacchi, ecc.).
    Pulite i denti (dopo il pasto serale), con uno spazzolino morbido (per bimbi o medio, a seconda della taglia) e con un prodotto dentifricio per cani. I cani di piccola taglia, sono più soggetti di altri a formare placca e tartaro; per questo motivo, l’azione dello spazzolino, cerca di rallentarne la formazione. La pasta dentifricia con i suoi componenti, ne potenzia l’azione stessa.
    Se non riuscite ad eseguire questa operazione tutti i giorni, è meglio farla una volta settimana, piuttosto che ritrovarsi poi con un cane con problemi dentali e gengivali dovuti ad una eccessiva trascuratezza.

    Attrezzi adatti
    Spazzola bifrontale: da una parte setole dall’altra con spilli di metallo, mai arrotondati, per non spezzare il pelo (Pin-Brush).
    Pettine in metallo a denti larghi: per districare il pelo.
    Pettine in metallo a denti stretti: per levare il pelo e come anti-pulci (le “scova” facilmente, qualora fossero presenti sul mantello).
    Cardatore: per sollevare e far respirare il pelo, da usare solo nei casi di mantello particolarmente “lanoso”, altrimenti potrebbe spezzare le punte del pelo stesso.
    Spruzzate la “lozione per spazzolature” o l’olio a giorni alterni (che può essere di visone, jojoba, mandorle), e applicarne in piccole quantità puro sul pelo, avendo accortezza di non toccare la cute e massaggiandolo sul pelo.
    Questa tecnica, utile per nutrire e districare il pelo, va usata con attenzione durante i mesi estivi, quando il mantello del cane è maggiormente esposto alla luce del sole; l’olio infatti, a diretto contatto con i raggi solari, potrebbe “bruciare” il pelo, facendolo diventare di colore rossiccio.

    Un buon trucco è quello di usarlo alla sera, in modo che durante la notte venga assorbito completamente, senza creare questi eventuali effetti collaterali.
    Spazzolate e pettinate con il pettine a denti larghi, prima con il cane in piedi, e poi disteso su entrambi i fianchi, in modo da spazzolare bene il torace e il resto.

    Ogni settimana:
    Pulire l’interno delle orecchie con un prodotto apposito per prevenire otiti e cerume. Bastano poche gocce all’interno, quindi massaggiare la base dell’orecchio e asciugare i residui con una garzina o un dischetto di cotone.
    Massaggiate i polpastrelli con una crema apposita a base grassa, che li rende elastici ed evita che si screpolino o si taglino mentre cammina. Utile soprattutto su terreni sterrati e d’inverno sui terreni innevati.
    Con il pettine a denti stretti, eliminate il pelo, che oltre a non far respirare la cute, crea nodi e rende “lanoso” l’aspetto del mantello.

    Ogni mese
    Bagno (di cui parlerò più avanti).
    Tagliare il pelo intorno alle orecchie (la punta, cioè la parte superiore) in modo che risulti il più possibile a forma di V rovesciata.
    Eliminare con una pinzetta i peli che crescono in eccesso nel padiglione.
    Eventuale taglio delle unghie con le tronchesine, o limatura delle stesse, se necessario.
    Tagliare il pelo intorno ai piedini per renderli il più possibile rotondi.
    Periodicamente tagliare i peli che crescono all’interno dei polpastrelli.
    Regolare la “frangetta”, per chi non fa uso di fiocchetti.
    Taglio dei peli che crescono intorno alla zona anale e genitale, con un paio di forbicine senza punta; questo per motivi di igiene, dovuti ai normali residui organici che restano nei peli in eccesso.
    Periodicamente svuotare le ghiandole anali, o farlo fare dal Vet. se non l’avete mai fatto, magari facendosi anche insegnare la tecnica. In questo modo si evitano ristagni di liquido fecale che possono provocare infiammazioni alle ghiandole stesse.

    IL BAGNO

    Personalmente, ho sempre lavato i miei Yorkie ogni 15 giorni nel periodo di maggior caldo e una volta al mese in inverno, naturalmente usando tutti gli accorgimenti.
    Come al solito, mi soffermerò solo sulle cure che riguardano lo Yorkie da compagnia, (vi risparmio i procedimenti per quello da esposizione, tranne un breve cenno più avanti).
    Raccomando di non tosare completamente il vostro Yorkie nel periodo estivo (a meno che non ci siano motivi di salute o altro) … si può tenere il mantello moderatamente corto se lo si desidera, tagliandolo a una lunghezza media con la forbice: il pelo ricrescerà in modo naturale e sopratutto il nostro cagnolino non perderà la sua identità di Yorkshire!
    Sopratutto in inverno, è opportuno non far prendere freddo al cagnolino dopo averlo lavato; è bene fargli il bagno magari di sera prima di farlo cenare, così durante la notte ha modo di asciugarsi perfettamente… un colpo di freddo dopo il bagno potrebbe causare dei malanni che si possono evitare con un po’ di attenzione.
    Va comunque detto, che una volta rasato il pelo dello Yorkie (così come tutti i cani con le sue caratteristiche), perde la qualità della tessitura del mantello, per cui i condizionatori possono aiutare e anche molto, ma non riporteranno mai il pelo alla sua tessitura naturale!
    Se si seguono le regole di toelettatura con i migliori prodotti professionali, il pelo sarà lucente e moderatamente lungo, senza bisogno di cure più elaborate (che fanno parte della cura dello Yorkie da esposizione).

    Le fasi del bagno
    Prodotti base: uno shampoo per cani, per lavaggi frequenti; un balsamo per cani, nutriente e condizionante.
    Riscaldate l’ambiente dove laverete il vostro cane (magari con un termoventilatore).
    Mettete sul fondo della vasca (o doccia) un tappetino di gomma; oppure se utilizzate una vaschetta di plastica, deve essere forata nella parte inferiore, per fare defluire l’acqua di risciacquo.
    Mettete due batuffoli di ovata nelle orecchie per non far entrare l’acqua.
    Mettete il cane dentro la vasca, la doccia o la vaschetta, in piedi, e iniziate a bagnarlo con acqua tiepida, prima sul corpo e poi sulla testa.
    Fate una sola passata di shampoo se fate il bagno ogni 15 gg.; due passate se lo fate ogni mese. Sciacquate e passate il balsamo; lasciate agire per qualche minuto e sciacquate nuovamente, lasciandone un piccolo residuo nel pelo, come nutrimento.
    A questo punto avete due possibilità da scegliere: o procedere con il lavaggio di lanolina, oppure procedere con la fase finale di asciugatura del cane.

    Fase opzionale: Lavaggio con la Lanolina
    Questo punto merita un discorso a parte. Gli Yorkie abbiamo visto, discendono dagli antichi cani dei lanifici. Questi lavorano tutti i giorni sui velli delle pecore e dove pulivano le loro mani unte di grasso? Sul pelo dei loro Yorkie! Così facendo, vedevano che il pelo di questi cani cresceva folto e lucido.
    Da allora, si è capito che questo “olio” è un vero toccasana per questo tipo di mantello!
    Questa tecnica è usata ancora oggi dagli Allevatori e Toelettatori e consente di lavare il cane dalle impurità, per poi reidratarlo con l’olio della lanolina, ricostituendo così il manto lipidico sulla cute pulita.
    E’ un bagno di bellezza e di rifinitura finale, che serve a nutrire e rendere brillante il pelo. Non unge e non attacca, per cui va lasciato sul pelo, senza essere risciacquato.
    A fine shampoo, si unisce due cucchiai di balsamo e uno di lanolina: si mescola tutto con un litro di acqua calda e si rovescia sul pelo del cane, senza risciacquare. Quindi si asciuga con asciugamani e phon. Il pelo non rimane unto, perché la lanolina non attacca lo sporco, ma anzi lo respinge; in compenso il pelo crescerà folto e lucido, proprio come quello dei suoi progenitori!
    Quando il pelo sarà umido spazzolate e procedete alle fasi di toelettatura mensile.
    In genere l’olio di lanolina applicato con il bagno, viene assorbito in 4-5 giorni, per cui successivamente, mettere piccole quantità di altro olio a secco sul pelo, avendo accortezza di non toccare la cute. Questa tecnica è molto utile nei mesi invernali; con la stagione calda, potrebbe creare qualche problema a causa dei raggi solari, come già detto in precedenza.

    Asciugatura: Lavaggio con la Lanolina:
    Senza eliminare i residui di balsamo e – eventualmente – di lanolina, asciugare il cane con un asciugamano, eliminate i batuffoli dalle orecchie, e iniziate ad asciugare il pelo con il phon a temperatura media. A metà asciugatura, date una prima piega al pelo con la spazzola, in modo che risulti il più liscio possibile.
    Ora completate la toeletta mensile.

    Siamo arrivati alla fine delle procedure di Toeleattura e Bagni utili per lo Yorkshire Terrier! Non ci crederete, ma è meno complicato di quanto pensate, basta solo un po’ passione e buona volontà, unite all’esperienza e alla manualità che via via acquisirete.
    Che il vostro Yorkie sia da compagnia o da esposizione, con questi procedimenti, vedrà sicuramente il suo mantello migliorare notevolmente, non mancando di darvi le giuste soddisfazioni.

  • Segugio Italiano – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del cane Segugio Italiano, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    La razza segugio italiano è tra le più antiche, ed è la sola forse, che ha conservato le sue linee somatiche primitive.

    E’ vero che all’epoca romana esisteva un grande segugio d’attacco, ma i romani lo usavano più per la ricerca degli schiavi fuggitivi, che non per la caccia. Tuttavia, non è nostro compito stabilire in quale epoca e in che modo sia nata la razza, di certo è, che si tratta di un cane dalle doti eccezionali.

    E’ un cane forte e muscoloso e ne esistono due varietà: una a pelo raso e una a pelo forte. Di carattere vivace, non manifesta il suo affetto in maniera appariscente, ma ha un bisogno costante della presenza e della considerazione del padrone. Abile cacciatore ha bisogno di essere addestrato fin dai primi mesi di vita.
    E’ un cane dal temperamento vivace e ardito, è inoltre tendenzialmente ben costruito: con masse muscolari ben sviluppate e prive di grasso. E’ un cane adatto sia al monte che al piano, oltre che essere adatto anche nei terreni più aspri. E’ inoltre un cane dotato di grossa resistenza e di buona velocità, e lavora pieno d’ardore sia da solo che in muta. Un’alimentazione ben bilanciata metterà il nostro amico nella condizione ideale per poter sviluppare armonicamente le sue forme, preparandolo alla piena attività della vita adulta, e a resistere alle parassitosi e alle malattie.

    Il segugio italiano è un cane instancabile, rotto alle dure fatiche, e caratteristico per il sistema di rintracciare il selvatico. Le pause prolungate durante l’ispezione del terreno, per risolvere intricati problemi, la ricerca della passata notturna del selvatico, l’accostamento, lo scovo, e la prerogativa di inseguire a lungo, con costanza e tenacia, lo rendono inconfondibile ed apprezzato da quanti si interessano a questo genere di sport venatorio, che è pur nobile al pari di ogni altro.

    Il segugio ha un galoppo sciolto, spigliato, leggero, elegante, ma mai impetuoso, né veloce, anche perché frenato dal portamento della testa tenuta pressoché aderente al terreno con l’impegno di seguire fedelmente una passata o una traccia. La coda che ha la funzione di timone nella corsa, consente al cane di virare con più facilità e se è portata sulla linea del dorso e oscilla nervosamente dall’alto verso il basso.

    La testa in fase di cerca è tenuta adiacente al terreno, ed essa con il collo, che osservando il cane di profilo, forma dal tartufo al garrese una linea retta appena disturbata dalla convessità del cranio. La testa è inclinata verso il suolo di circa 45°-55° rispetto all’orizzonte. Nella fase di inseguimento al galoppo sostenuto, necessariamente la testa è portata in una posizione confacente all’andatura.

    La cerca del segugio è volenterosa, piena di entusiasmo, di iniziativa, di intuito. Viene eseguita allargando ed incrociando il terreno che è ispezionato con minuziosità ed intelligenza, ponendo attenzione a tutto ciò che può rappresentare motivo di interesse per le abitudini notturne dell’animale cacciato, senza mai perdere il contatto con il canettiere, che è sempre colui che deve tracciare l’itinerario da seguire, e a cui il cane in questa prima fase deve sottostare. Inoltre il buon segugio è un cane maneggevole: condizione fondamentale sussistente tra cane e canettiere.

    A conclusione di ciò che avete letto, possiamo affermare con assoluta certezza che attraverso il fiuto del nostro segugio italiano, forse è possibile riscoprire qualche angolo di natura incontaminata.