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  • Coniglio – Allevamento, Alimentazione e Caratteristiche

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del coniglio, come allevarlo e l’alimentazione corretta.

    Caratteristiche Coniglio

    I Conigli (Oryctolagus cuniculus) non sono Roditori, bensì sono raggruppati insieme alle Lepri e ai Pika nell’Ordine dei Lagomorfi (che vuol dire appunto “a forma di Coniglio”).

    La principale differenza tra i due gruppi sta nel numero degli incisivi superiori, che nei Roditori formano un’unica fila mentre nei Conigli sono raggruppati in due file: questo comunque non sembra alterare in nessun modo le capacità rosicchiatorie del Coniglio!

    La lunga domesticazione ha creato dall’originario coniglio selvatico color lepre e pesante 1.5-2 kg, una vastissima gamma di taglie forme e colori per vestire razze da carne, da pelliccia, da ornamento e ahimè da laboratorio: finché qualcuno non ebbe l’ispirazione di inserire il bistrattato coniglio nell’ambito domestico e scoprì quale insospettata personalità si celava dietro l’apparenza mite di questo calunniato animale.

    Come Preparare la Casa per il Coniglio

    Il coniglietto rappresenta uno degli amici pelosi sempre piu’ frequenti nelle nostre case. Nonostante l’affetto che gli tributiamo, spesso pero’ non ci rendiamo conto che la casa, cosi’ come e’ strutturata per noi, risulta spesso inadatta se non addirittura pericolosa per il roditore che ospitiamo. E’ tuttavia possibile renderla accogliente e sicura con qualche piccolo accorgimento.
    Nello specifico ricordiamo, prima di tutto, che il coniglio e’ appunto un roditore, ossia un animaletto intelligente e curioso, abituato a conoscere il mondo attraverso la sua portentosa dentatura. Quindi e’ necessario che ci prepariamo accuratamente ad accoglierlo nella nostra casa nascondendo tutti i cavi elettrici in vista. Esistono in commercio dei pratici tubi di plastica adattissimi a questa funzione che si avvolgono attorno ad un cavo singolo o a piccoli fasci di cavi e che possono fornire una buona protezione per il nostro piccolo amico. Ricordiamo comunque di controllare frequentemente il buono stato delle protezioni e, se possibile, la soluzione migliore sarebbe quella di alzare la portata dei cavi in modo da renderli troppo distanti da raggiungere.

    Il coniglio e’ poi un animale che, seppur contraddistinto da una spiccata ,’ necessita tuttavia di un luogo proprio e riparato dove rifugiarsi quando desidera riposarsi o, semplicemente, starsene per conto suo. Cerchiamo, quindi, di predisporre in un angolo riparato della nostra casa, una “cuccia” tutta per lui. Sara’ necessario munirsi di una gabbia in ferro (ricordiamo che il coniglio rosicchia tutto tranne il metallo) da arredare come segue: sul fondo predisporremo uno strato di pellet, ossia di trucioli di legno, ricoperto di paglia. Quest’ultima va cambiata ogni giorno, il coniglio e’ un animale molto pulito e, se insegniamo al nostro piccolo amico nella maniera corretta, si abituerà a fare i propri bisogni sempre nella sua casetta. Sarà poi necessario predisporre una mangiatoia anch’essa sempre piena di fieno fresco, di cui il coniglio e’ vorace. Come tutti i roditori il coniglio, poi, si disseta attraverso degli abbeveratoi a “ciuccio” che potremo tranquillamente acquistare nei negozi di prodotti per animali. Serviranno, infine, delle ciotoline in porcellana in cui mettere i suoi semini preferiti.
    Il coniglio non ha bisogno di molto spazio, quindi riserviamogli una stanza soltanto, quella in cui siamo soliti stare anche noi, in modo da poterlo tenere d’occhio ber il bene suo e dei nostri arredi.

    Casetta per il Coniglio

    Le casette e i tunnel progettati appositamente per i conigli contribuiscono alla vita sana di questo animale domestico. Le casette, più delle cucce, per la loro stabilità, meglio si adattano alle necessità di riparo mentre i tunnel rispondono bene alle esigenze di gioco e di mobilità di questi animali poiché riproducono l’habitat naturale delle gallerie sotterranee.
    Esistono diversi tipi di casette per conigli, queste si differenziano per tipologia e materiali. Quelle più economiche fatte di plastica sono facilmente igienizzabili, ma poco adatte alla vita in giardino perché, nonostante siano impermeabili, non garantiscono la giusta temperatura al coniglio per ripararsi dai freddi invernali e dalle calure estive e non durano sotto l’influsso costante degli agenti atmosferici. Quelle di legno prevedono un investimento economico maggiore, ma possono essere utilizzate sia che teniate la gabbietta in appartamento, che in giardino o terrazzo (a patto che siano impermeabilizzate) e difendono meglio il coniglio dall’escursione termica. Inoltre le casette di legno, se annualmente sottoposte a una buona manutenzione, durano molto a lungo nel tempo.
    Infine vi sono le casette naturali di erba essiccata, che nascono per essere mangiate dal coniglio e che dunque fungono da riparo provvisorio: sono certamente le più naturali e più divertenti per i roditori, ma non possono costituire il riparo esclusivo per il coniglio.
    I criteri di scelta per la tipologia di casetta variano molto secondo le delle esigenze del coniglio: una casetta spaziosa, magari a più piani, garantisce un maggior divertimento al roditore.
    I tunnel per conigli sono un accessorio necessario allo svago di questi roditori: vi corrono, vi si nascondono, restituendo loro così la naturale esperienza di esplorare le gallerie sotterranee che in natura scavano nella terra. I tunnel più resistenti sono quelli in polietilene estensibile, mentre quelli in tessuto, nonostante mostrino meglio in quali prodezze si stia cimentando il coniglio, sono soggetti maggiormente al rosicchiamento. In caso di rosicchiamento, i tunnel consigliati sono certamente quelli in vimini, poiché resistono a lungo, ma permettono all’animale di rosicchiare senza danni per la sua salute.

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    Alimentazione Coniglio

    Il coniglio è un piccolo mammifero che molti tengono in casa come animaletto da compagnia, e come tale è perfetto per il suo carattere affettuoso, pacifico e socievole. Di solito interagisce con la persona che se ne prende cura, con la quale si crea un forte legame.

    Il coniglio è un animale erbivoro, quindi la sua alimentazione naturale è costituita da erba, radici, cortecce e foglie secche, ma può mangiare verdure di tutti i tipi, come carote, sedano e insalata.
    Per un’alimentazione veramente corretta il coniglio dovrebbe mangiare un’abbondante quantità di fieno e verdura fresca pari a circa 250 – 300 grammi per kg. di peso corporeo.
    Inoltre soprattutto i coniglietti cuccioli hanno un grande bisogno di calcio per sviluppare la loro ossatura, quindi è bene aggiungere alla dieta molto prezzemolo e frutta fresca, tutto accuratamente lavato.

    Oltre a nutrirlo adeguatamente, l’erba contiene molto silicio che permette ai denti, in crescita continua, di consumarsi naturalmente.
    C’è chi sostiene che anche il pane consumi i denti del coniglio, ma è una convinzione sbagliata. Anzi c’è da dire che l’assunzione prolungata di pane, fette biscottate e carboidrati in genere causa al coniglio seri problemi di salute perché il suo apparato digerente non riesce ad assimilarli in modo corretto e possono provocare blocchi gastro-intestinali molto gravi.

    Alla base della piramide alimentare dell’alimentazione dei conigli, vi è il fieno. Esso deve essere verde e profumato, oltre ad essere privo di impurità e muffe. Per i conigli adulti è indicato quello che contiene poca erba medica che, con il suo alto contenuto di calcio, è specifica per i piccoli coniglietti. Il fieno ideale è quello misto per cavalli, che deve essere fornito ogni giorno in quantità illimitate. Occorre offrire quotidianamente il fieno fresco e sostituire quello del giorno prima, poiché il pet avendolo sporcato non lo mangerà più.

     

    Salendo nella piramide alimentare troviamo l’erba mista di campo. Accompagnato al fieno, questo mix rappresenta un pasto perfetto per la salute ed il corretto sviluppo del coniglio. Le erbe di campo contengono le giuste quantità di calcio e fibre, garantendo al coniglietto una linea snella e tonica. Coloro che ne hanno la possibilità, possono far brucare al coniglio l’erba del giardino o del campo; in caso contrario assicurarsi che l’erba raccolta sia priva di antiparassitari, pesticidi e fertilizzanti. Si possono offrire sia erbe fresche che secche. È bene controllare che esse non siano in fermentazione, perché potrebbero essere molto dannose per la salute intestinale del coniglio. Se il pet consuma molta erba, occorre fare attenzione e ridurre le quantità di verdura.

     

    L’altro alimento che non deve mai mancare sulla “tavola” dei conigli è la verdura; la sua importanza è dovuta alle sostanze contenute in essa, come acqua, fibre, vitamine e Sali minerali. Occorre offrire quotidianamente della verdura mista al coniglio, prediligendo sedano e finocchio, ovvero le più ricche di fibre. La verdura somministrata deve essere rigorosamente cruda e soprattutto varia (3-4 tipi di verdura diversa al giorno). La quantità si stabilisce in base alle dimensioni del coniglio: circa 200 gr per 1 Kg di peso dell’animale.

    In commercio esistono diversi mangimi industriali per conigli, i cosiddetti pellet, che sono miscele di vari alimenti, ma non tutti sono consigliabili, anzi molti contengono sostanze dannose per la salute del coniglio, come zuccheri, uova e miele.
    Per essere adatti alla sua alimentazione i mangimi dovrebbero contenere almeno il 18-20% di fibre, circa il 15% di proteine, pochissimi grassi (non più del 3%), circa l’1% di calcio e di fosforo.

    Una cosa importante da considerare quando si dà da mangiare al coniglio è che il cibo deve essere sempre in grande quantità perché l’apparato digerente dell’animaletto è in continua digestione e un digiuno prolungato potrebbe creargli seri problemi, quindi è bene che abbia la sua verdura sempre a disposizione.
    Naturalmente anche l’acqua è di fondamentale importanza e deve essere sempre disponibile.

     

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    Come Insegnare l’Utilizzo della Lettiera al Coniglio

    Il coniglio è un animale piuttosto pulito e fa i suoi bisogni in una cassettina igienica, proprio come i gatti. Tuttavia, spesso non è la mamma ad insegnargli ad usare la lettiera: dobbiamo pensarci noi!

    Per abituare il nostro piccolo amico all’uso della lettiera è bene aspettare che abbia superato i 3 mesi di età; prima infatti è un po’ troppo giovane per controllare i suoi “impulsi”. Per quanto riguarda la cassetta, il contenitore ideale è in plastica dura, facilmente lavabile. Non deve avere bordi troppi alti, altrimenti il coniglio potrebbe avere difficoltà ad entrarci, ma nemmeno troppo bassi. Il coniglio infatti tende purtroppo a “sbagliare” piuttosto spesso e sporcare vicino, invece che dentro, alla cassetta. Per quanto riguarda le lettiera, quella per gatti non è assolutamente adatta. Abbiamo però diverse opzioni; le migliori sono il tutolo di mais o le palline compresse fatte di paglia, legno o carta, magari ricoperte da uno strato di fieno.
    Iniziate mettendo nel contenitore un po’ di palline di feci e portando il coniglio nella cassetta ogni volta che lo sorprendete a fare i bisogni in altri luoghi. Anche se lo cogliete “in flagrante” infatti non serve punirlo, meglio piuttosto ricompensarlo con un bocconcino quando usa la cassettina. Molti conigli sono abitudinari ed hanno già i loro posti preferiti in cui sporcare, per cui mettere la lettiera in quei punti aiuterà senz’altro a fargli capire lo scopo del nuovo oggetto. Visto che, come detto prima, capita che il coniglio “sbagli”, è meglio che la cassetta sia collocata in luoghi facilmente pulibili; un buon metodo è quello di mettere un tappetino igienico sotto il contenitore, per rimediare velocemente ad eventuali errori.
    In alcuni casi è purtroppo normale che il coniglio sporchi fuori dalla cassetta; se è sterilizzato, il problema sarà limitato alle feci, che per quanto sgradevoli sono facili da rimuovere e non causano troppi problemi, mentre un coniglio sessualmente maturo e “intero” può marcare il territorio con l’urina.
    Infine, se il coniglio sapeva già usare la cassetta ed ha smesso improvvisamente, è bene verificare con il veterinario l’eventuale presenza di problemi alle vie urinarie.

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    Come Rapportarsi con il Coniglio

    Chi non ha mai pensato di possedere come animale di compagnia un simpatico coniglietto in casa? Molti, secondo le ultime tendenze del momento, tanto che un numero sempre maggiore di persone ha provveduto ad acquistarne uno.

    Le regole da seguire per il suo mantenimento non sono molte, quindi, anche dal punto di vista del tempo da impiegare non è molto impegnativo. Innanzitutto, partiamo dal presupposto che il coniglio è’ un animale che ama interagire con l’uomo e che adora fare “danni” in casa, come per esempio rosicchiare mobili e scavare buche nel giardino. E’ assolutamente doveroso, quindi, porre la gabbietta che ospiterà il nostro simpatico ospite in un ambiente dove può tranquillamente girare senza incontrare cavi elettrici, oggetti in vimini. Questa, inoltre, dovrà essere posta in un luogo tranquillo, lontano da apparecchi elettrici rumorosi come televisori e radio e, soprattutto, lontano da correnti d’aria o da posti troppi assolati; il coniglio, infatti, soffre moltissimo le temperature troppo alte e talune volte il caldo torrido gli è addirittura fatale.

    Come fare per i bisognini e la pulizia? Sappiate che il simpatico mammifero non può passare troppo tempo dentro la gabbietta, anche perchè altrimenti rischiamo che si sfoghi lasciando le classiche “palline” per tutta la stanza, il che non è né bello, né troppo salutare. La lettiera va cambiata spesso ed almeno una volta a settimana va pulita con acqua e detersivi (neutri e poco odoranti).
    Per quanto riguarda l’alimentazione, l’apporto di fibre è assolutamente basilare per il coniglio, quindi grandi quantitativi di fieno fresco (può essere acquistato tranquillamente nei negozi specializzati di animali) non devono mai mancare giornalmente, tutto ciò per un corretto funzionamento dell’intestino ed un ottimo sviluppo della dentatura.
    I vegetali come, il prezzemolo, la cicoria, l’indivia, e la frutta assunta però saltuariamente completano la dieta ideale per il nostro caro amichetto. Assolutamente da evitare, invece, cibi come la cioccolata, i biscotti, i dolci in generale, i cracker, e la frutta secca. Un’ultima osservazione riguardanti i liquidi: è consigliabile somministrare acqua con dosatori a goccia, per evitare che l’utilizzo di ciotole provochi dermatiti nella zona del mento del coniglio.

    Come Capire il Comportamento di un Coniglio

    Tutti gli animali hanno il loro linguaggio. E quindi anche i conigli, bestiole di carattere; ma certamente non è facile capirli, del resto, sono di poche parole!

    Il coniglio, è un animale altamente sociale, e in virtù di questo ha sviluppato una serie di segnali per comunicare il proprio stato d’animo. Ricordiamoci che è pur sempre una preda, e questo lo induce per istinto ad essere piuttosto timoroso. È opportuno quindi avere cura di interpretarne i segnali, per evitare di spaventarlo. Per lui potrebbe essere fatale.

    A seguire alcuni segnali ai quali fare attenzione per capire cosa vuole dirci il nostro batuffolo.

    Quando il coniglio:

    – Si stende lungo, pancia a terra.
    Si sta acclimatando. Mediamente indica stato d’animo quieto.

    – Digrigna i denti.
    In questo caso il nostro amico è piuttosto nervoso. Potrebbe anche non stare bene.

    – Morde le sbarre della gabbia.
    Probabilmente vuole uscire.

    – Si accuccia con le orecchie indietro;
    è spaventato. In questi casi è bene lasciarlo tranquillo. Se è appena arrivato, fatelo ambientare senza pressioni.

    – Si alza sulle zampe posteriori.
    Lo fa perché è incuriosito da qualcosa intorno a lui e vuole “approfondire”.

    – Batte a terra le zampette mantenendo al contempo le orecchie ben dritte e gli occhi bene aperti.
    Qualcosa lo disturba, e intende così “avvertire” chi lo circonda dell’eventuale pericolo.

    – Soffia o morde.
    Chiaramente non è aria. Meglio lasciarlo stare!

    – Saltella in qua e là.
    In questo caso è felice e giocoso.

    -Ci lecca e ci girella intorno.
    Sono entrambi segnali di affetto e apprezzamento. Per dirla tutta, fare dei giri intorno, è il modo che i conigli hanno di corteggiare una possibile compagna. Tuttavia, in mancanza di una coniglietta, tutto l’affetto si rivolge all’amico che più apprezzano.

    – Strofina il mento contro qualcosa.
    Ne reclama la proprietà. Sotto il mento, infatti, i conigli hanno una ghiandola che permette loro di “marcare” il territorio.

    – Ci da le spalle.
    Niente paura, non è offeso e non fa il sostenuto. Il nostro coniglietto, semplicemente, si fida di noi, tanto da non dover stare all’erta e tenerci d’occhio.

    Come Fare Stare Insieme Coniglio e Cavia

    In molti negozi di animali viene consigliata la convivenza fra conigli e cavie, che sono due animaletti deliziosi da tenere in casa e a cui ci si affeziona facilmente, ma bisogna fare molta attenzione perché non sempre questi due animali sono adatti a vivere insieme.

    Innanzitutto bisogna sapere che le cavie sono sono animaletti estremamente timidi e vulnerabili, che si spaventano per un nonnulla, pertanto è fondamentale, se si è deciso di tenerne una in casa, prepararle una casetta o una gabbietta dove possa andarsi a rifugiare ogni volta che non si sente al sicuro. Inoltre la cavia ha bisogno di un ambiente tranquillo e possibilmente silenzioso e di un po’ di tempo per adattarsi e prendere confidenza con le persone della famiglia, che dovranno armarsi di molta pazienza per conquistare la sua fiducia.
    Anche il coniglio è un grazioso animaletto da compagnia, essendo caratterialmente pacifico, socievole e molto affettuoso, quindi presenta notevoli affinità con la cavia, ma non sempre i due riescono ad andare d’accordo se tenuti insieme, soprattutto se il coniglio è maschio.
    Ci sono più probabilità di successo se i due animali crescono insieme, ma se viene portata in casa una cavia quando il coniglio è già adulto e messa nella stessa gabbia, difficilmente riuscirà a sopportarla, anzi può anche succedere che il coniglio la aggredisca, essendo un animale molto “territoriale”.
    Inoltre il coniglio può ferire involontariamente la cavia, che è palesemente più fragile, con la sua abitudine di scalciare con le zampe posteriori, soprattutto se rinchiuso in un ambiente stretto.
    Altro problema che potrebbe sorgere è rappresentato dai batteri di cui il coniglio è portatore, come la Pasteurella multocida e la Bordetella bronchiseptica. Questi batteri spesso sono presenti nel coniglio senza causargli alcun disturbo, ma se trasmessi alla cavia possono causare disturbi anche gravi.

    Non sono esclusi casi in cui coniglio e cavia riescono ad avere una convivenza pacifica per anni senza nessun problema, magari non rinchiusi in gabbia ma tenuti liberi per la casa, generalmente però questi due animali per essere felici hanno bisogno di stare con i loro simili, soprattutto la cavia che soffre terribilmente di solitudine e trova un po’ di sicurezza soltanto nella vita di gruppo.

    Muta Autunnale del Coniglio

    La muta è un’attività naturale che avviene principalmente in primavera ed in autunno, ma per i conigli che vivono in appartamento, senza eccessivi sbalzi termici tra le mura domestiche, è possibile che questo cambiamento si presenti più volte all’anno. La modalità e la durata della muta dipendono esclusivamente dalla temperatura dell’ambiente in cui vive il coniglio.

     

    In primavera, in particolare, quando il clima è più temperato, l’animale tende ad alleggerire il suo pelo liberandosi del sottopelo autunno-invernale, mostrando la cute alquanto sottile, necessaria per affrontare il caldo dell’estate. La muta è visibile principalmente nei conigli dal pelo scuro: infatti nel loro aspetto, inizialmente, si osservano ad occhio nudo zone in cui il pelo risulta meno fitto, per poi espandersi su tutta la superficie.

    In autunno, invece, quando le temperature si abbassano, il pet tende a rendere ancora più folto il proprio manto peloso, grazie alla produzione di un sottopelo capace di resistere al freddo rigido. È, quindi, questa la motivazione dell’enorme quantità di pelo che può spandersi per tutta la casa.

    Per evitare “l’invasione del pelo del coniglio” bisogna spazzolare quotidianamente l’animaletto così da facilitargli la muta. È bene utilizzare una spazzola morbida, priva di uncinetti in ferro, giacché il coniglio non ama farsi spazzolare e questi uncini gli provocherebbero dolore ad ogni passaggio. Spazzolandolo si agevolerà la muta del coniglio, così che possa liberarsi completamente del pelo morto.

    La muta, però, nonostante sia un evento fisiologico, può provocare dei disagi all’animale: infatti se non è regolarmente spazzolato, tenderà a ripulirsi autonomamente rischiando l’ingestione di masse di pelo, che possono provocare un blocco gastro-intestinale al pet. Il coniglio potrebbe quindi perdere l’appetito e defecare palline di dimensioni ridotte; è fondamentale, soprattutto in questa fase, offrire al pet verdure fibrose, come sedano e finocchio.

  • Come Insegnare al Cane a Passeggiare Lentamente con il Guinzaglio

    In questa guida spieghiamo come insegnare al cane a passeggiare lentamente con il guinzaglio.

    Quando presi un Pastore Tedesco, acquistai anche un libro per l’addestramento (che purtroppo non ho più) il quale, per quanto riguarda la condotta al guinzaglio, recitava più o meno così: “fino a 8-9 mesi di età lasciate che il cane tiri liberamente quando passeggiate con il guinzaglio, si rinforzerà la muscolatura dopodiché, quando il fisico sarà completamente formato, potrete iniziare con l’addestramento della condotta “al piede”.
    Quando il cane divenne adulto mi iscrissi al corso tenuto dalla s.a.s. (società amatori Shaferhunde) e con i sistemi di quegli anni (collare a strangolo, strattoni e muscoli) faticai parecchio per riuscire ad avere una condotta al guinzaglio “decente” che però il povero animale riusciva ad esibire per poco tempo perché era sempre tentato di attaccarsi al guinzaglio e tirare come se fosse attaccato ad una slitta.
    Lo avevo addestrato a questo per tutto il suo primo anno e fu un vizio che gli rimase per sempre.

    Devo ammettere che il “vizio”, o meglio la tentazione di strattonare con il guinzaglio è rimasta anche a me, nonostante siano passati parecchi anni, però per fortuna ora so lavorando con il Clicker con una tecnica completamente diversa appresa da Karen Pryor.
    Si chiama “Shaping”, che significa “modellare”, “formare”, “plasmare” un determinato comportamento.
    Si può dire che la linea guida è: addestra con il cervello e non con i muscoli.

    Nel giro di qualche giorno la mia cagnetta di quattro mesi ha capito perfettamente cosa deve fare per passeggiare tranquillamente e guadagnarsi un sacco di “Click” senza per questo rinunciare a qualche sniffata interessante qua e là di tanto in tanto.
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    Ecco il primo stadio
    -lavorare con il cucciolo o con il cane in una stanza tranquilla o un cortile dove non ci siano distrazioni e si possa passeggiare intorno;
    -sistemare il cane alla propria sinistra battendo con la mano sulla propria coscia e pronunciando il nome del cane, quando il cane si trova di fianco alla gamba, Click – Premio (bocconcino);
    -iniziare a camminare con il piede sinistro, sistemando il cane con una parola o battendo la mano sulla gamba;
    -NON allettare il cane con i bocconcini, altrimenti imparerà a seguire i bocconcini e non il conduttore;
    -Se il cane segue, Click – Premio. Fermarsi per il premio, non premiare in movimento. Il cane potrebbe far confusione e pensare che il suo compito sia quello di dover mangiare mentre sta camminando. Dove sia il cane quando riceve il suo premio è irrilevante, quello che conta è che il cane sia più o meno all’altezza della gamba quando riceve il Click;
    -iniziare di nuovo, se il cane segue subito, Click – Stop – Premio;
    -ora fare qualche passo in avanti prima di cliccare e cliccare se il cane segue
    -girare, sistemare il cane e ritornare nella direzzione opposta alla precedente, cliccare ogni tre passi;
    -Se il cane segue bene cominciare a cliccare ogni quattro cinque passi;
    -Non stancare il cane, l’esercizio deve essere un divertimento per entrambi.

    Il secondo passo da seguire per lo “Shaping”, il modellamento del comportamento della passeggiata al guinzaglio senza che il cane e il conduttore facciano il tiro alla fune con il guinzaglio consiste nell’inserire delle variazioni.
    -aumentare il numero dei passi
    -provare ad andare un po’ più velocemente o un po’ più lentamente
    -fare in modo che sia facile per il cane “vincere”
    -non sgridare il cane se si allontana
    -cliccare quando si avvicina e quando si trova nella posizione giusta
    -cliccare quando si trova vicino alla gamba quando giriamo o quando invertiamo la direzione
    -provare a fermarsi
    -cliccare se al momento dello stop il cane si trova vicino
    -camminare più forte e più piano
    -mantenere la sequenza dei click intorno ai 4 – 5 secondi, ma essere sicuri che ogni click avvenga per un buon motivo
    -fare sessioni brevi, sono sufficienti pochi minuti

    Quando il cane comincia a capire ciò che ci aspettiamo da lui possiamo cominciare ad uscire.
    -Uscire all’aperto.
    -Mettere il guinzaglio al cane, ma invece che tenerlo in mano legarlo attorno alla vita così non c’è la tentazione e la possibilità di strattonare l’animale o di tirare se lui tira.
    -Riprendere a sistemare il cane e, se è a posto, cliccare ogni tre passi, poi ogni cinque o dieci o comunque quando ci sembra il caso di premiarlo.
    -Cercare di capire per quanto tempo il cane riesce a stare con il conduttore e prenderlo come regola.
    -Quando si riesce a mantenere l’attenzione del cane per un bel po’ di passi aggiungere curve, angoli, cambiamenti di direzione.
    -Al cane piacerà questa specie di “gara”, e cercherà di indovinare cosa succede dopo e per farlo dovrà per forza rimanere il più possibile attaccato alla gamba.
    -Rendi la gara difficile quel tanto che basta perché il cane possa vincere il maggior numero di volte possibile.
    -Se il cane annusa, o vede qualcosa di interessante e comincia a tirare, fermarsi.
    -Rimanere fermi.
    -Fino a quando il cane tira non succede niente.
    -Non appena il cane allenta, – Click e premio.
    -Con l’aumentare dell’addestramento si potranno accrescere le tentazioni.
    -Lasciare che il cane scopra che quando tira non succede niente, ma se lui molla e fa in modo che non ci sia tensione, il conduttore si avvicinerà al palo della luce, al cane che si sta avvicinando o a qualsiasi cosa ci sia da investigare.

    Lo scopo di questo addestramento con il Clicker è quello di dare al CANE la responsabilità del fatto che il guinzaglio deve rimanere lento.

    Con la ripetizione diventerà un’abitudine e piano piano i rinforzi con il Clicker diventeranno sempre meno necessari, finché si potrà ottenere una condotta al guinzaglio tranquilla e ineccepibile per quanto possibile.

  • Come Insegnare al Cane a non Mordere

    In questa guida spieghiamo come insegnare al cane a non mordere.

    A tutti i cuccioli piace giocare, lottare e mordersi a vicenda.
    Quando passano dalla quotidianità con i propri fratelli a quella della famiglia umana, vogliono continuare a giocare nello stesso modo.
    Il cucciolo non può sapere che la pelle degli esseri umani è molto più delicata e sensibile di quella dei propri compagni di cucciolata e che i suoi dentini aguzzi possono fare veramente male.

    Nella cucciolata, la mamma e i fratelli insegnano automaticamente al cucciolo quando sta mordendo troppo forte.
    La mamma solleva il cucciolo per la collottola e lo lascia cadere a terra, o lo morde forte a sua volta, gli altri cuccioli guaiscono e smettono di giocare.
    Un cucciolo che venga adottato da una famiglia umana troppo presto, o che non abbia avuto fratelli di cucciolata, probabilmente tenderà a mordere di più, perché non avrà la possibilità di imparare dai propri fratelli a mordere senza fare male in modo naturale.

    Un’altra causa dell’eccessiva mordacità del cucciolo è la mancanza di qualcosa da mettere sotto i denti per soddisfare il suo naturale bisogno di mordere per scaricare lo stress e per i problemi di fastidio dovuti alla dentizione.
    Un’educazione combinata con i principi del condizionamento operante è il modo più efficace per gestire questo tipo di problema.

    Non permettere al cucciolo di giocare con le tue mani o con i vestiti.
    Va via e interrompi semplicemente il divertimento.
    Se il mordere causa la fine del divertimento con il passare del tempo il cucciolo sarà sempre meno invogliato a mordere per gioco, anche se rimane comunque la necessità di sfogare questo istinto naturale dovuto anche al fatto che i suoi denti stanno crescendo.

    Risulta essere necessario avere un posto dove poter lasciare il cucciolo quando non puoi giocare con lui, una cuccia con qualcosa di morbido perché possa dormire e qualche giocattolo da rosicchiare. Un’area delimitata, magari da dei canceletti per bambini, o da una rete, dove poter lasciare il cucciolo quando non è possibile averlo sotto controllo.
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    Quando il cucciolo addenta te o i tuoi vestiti, interrompi qualsiasi movimento. Il movimento stimola il gioco e se ti fermi il divertimento finisce.

    Quando il cucciolo morde una mano o la maglia, per esempio, è necessario distoglierlo in modo gentile e indirizzare la sua attenzione su un giocattolo da mordere. Un osso di pelle di bufalo, una corda, una pallina.
    Risulta essere utile tenere un paio di questi giocattoli in ogni stanza dove ha accesso il cane.

    Fornisci al cucciolo qualcosa che gli sia permesso mordere mentre gli gratti la schiena o la pancia. Mentre gli fai le coccole insomma. Questo rinforzerà la sua sensazione che alcune cose si possono mordere.

    Risulta essere molto utile rinforzare l’abitudine di sfogare l’istinto di mordere sui giocattoli grattando la pancia o la schiena del cucciolo.

  • Cane Pastore Belga – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del cane Pastore Belga, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    Alla fine del 1800, il Belgio aveva tanti cani da lavoro, il cui tipo era eterogeneo e con aspetto di estrema diversità. Per mettere ordine in questo stato di cose, alcuni amanti dei cani formavano un gruppo per selezionare un cane lasciandosi aiutare in questo dal Prof. A. Reul della Facoltà di Medicina Veterinaria Cureghem, che può essere considerato come il vero pioniere e fondatore della razza. Il 29 settembre 1891 nasce a Bruxelles il “Club du Chien de Berger Belge”. Si arriva lavorando alla selezione al 1901 quando i primi pastori belgi sono stati registrati nel libro genealogico della Royal Society St. Hubert (LOSH). Negli anni che seguirono gli appassionati e allevatori del cane da pastore belga si mettono con tenacia al compito di unificare il tipo e correggere difetti fino ad arrivare ai nostri giorni con quattro tipologie di Pasotre Belga che si differenziano per colore e tipologia di pelo.

    Standard

    Gruppo: I – Pastori e Bovari
    Sezione: 1 – Cani da Pastore
    Nome: Cane da Pastore belga
    Origine: Belgio
    Taglia: 62 cm. mediamente maschi – 58 cm femmine.
    Peso: 25-30 kg. Maschi – 20-25 kg. femmina
    Struttura: il Pastore Belga è un cane di medie proporzioni, armoniosamente proporzionato. che unisce eleganza e potenza, rustico, abituato alla vita all’aria aperta e costruito per resistere a cambiamenti atmosferici frequenti.
    Testa: Portata alta, lunga senza esagerazione, rettilinea, asciutta. Il cranio ed il muso sono di lunghezza uguale. Moderato stop. Tartufo nero.
    Muso: Si assottiglia gradualmente verso la fine con naso a forma di cuneo, labbra sottili, ben aderenti e fortemente pigmentate.
    Occhi: Di grandezza media, leggermente a mandorla, obliqui, di colore marrone meglio se scuro.
    Orecchie: piuttosto piccole, inserite in alto di forma nettamente triangolare con punta affilata, rigide, portate diritte e verticalmente quando il cane è attento.
    Corpo: Robusto ma non pesante,la linea superiore del dorso e del rene è diritta.
    Garrese: accentuato e groppa molto muscolosa e ampia. Petto poco largo, ma ben disceso, costole arcuate.
    Coda: Forte alla base, di lunghezza media, raggiunge la parte superiore del piede (garretto). A riposo portata pendente,con la punta leggermente piegata all’indietro ; in azione più verticale
    Mantello: Il pelo è lungo o medio corto, con differente aspetto e colore criterio per distinguere le quattro varietà della razza, il Groenendael, Tervueren, il Malinois e il Laekenois. In tutte le varietà il pelo deve sempre essere texture densa, sottile che forma con il sottopelo lanoso un eccellente involucro di protezione. Il Groenendael e il Tervueren hanno peli lunghi. Il Malinois è il pelo corto. Il Laekenois è una varietà con pelo duro, ruvido e arruffato.
    Colore: Tutte le varietà hanno la maschera: nel Tervueren e nei Malinois, la maschera dev’essere molto pronunciata e deve tendere a conglobare le labbra superiori e inferiori. In Tervueren e Malinois, è color carbone che significa che i peli hanno un’estremità nera, ciò che ombreggia il colore di base.
    Groenendael: mantello interamente nero. Tervueren: fulvo-grigio-fulvo e fulvo, con maschera nera, ma il bruno nero resta il favorito. Malinois: solo fulvo con maschera nera. Laekenois: unicamente il fulvo con tracce di nero, soprattutto sul muso e sulla coda. Per tutte le varietà: un po’di bianco è tollerato al petto e le dita dei piedi.

    Carattere

    Risulta essere una razza molto duttile e versatile con grande efficacia nei compiti più svariati: per la guardia, la difesa, la guida per non vedenti, come cane da catastrofe, da valanga, da compagnia e, naturalmente, da pastore. Il Pastore Belga è un cane vigile e attivo, ricco di vitalità e sempre pronto all’azione. Ottimo per la guardia delle proprietà e di tutte le cose considerate sotto la sua custodia, è anche un tenace difensore del suo proprietario. Essendo di carattere volitivo il Pastore belga è un cane impegnativo e data la sua vitalità è utile fargli fare del lavoro (protezione civile, lavoro con gregge, oche), o un’attività sportiva (agility dog, mondioring, obedience ecc).

    Educazione

    Il pastore belga è un cane fondamentalmente nevrile, per questo motivo ha bisogno, più di altre razze, di una persona che sappia imporsi al suo fianco come capobranco indiscusso. È dunque importante avere con lui polso fermo e procedere ad una buona educazione di base. Si raccomanda anche un corso di addestramento con un buon istruttore cinofilo professionista che utilizzi il metodo dolce, per mettere ben in luce tutte le sue potenzialità. Non va bene per chi non che ha tanto tempo da dedicargli e non è l’ideale per chi non ha mai avuto cani. Ci vuole specialmente coi soggetti maschi una persona che abbia esperienza con cani di forte personalità, non va mai lasciato a lungo solo e deve essere ben socializzato da cucciolo e anche da adulto permettergli di frequentare altri cani è positivo.

    Ambiente ideale

    Vive bene anche in appartamento purchè abbia la possibilità, più volte al giorno, di uscire per sfogare la sua vitalità in un parco. Una o due volte alla settimana sarebbe bene, per il suo equilibrio psico-fisico, fargli fare un’attività sportiva in compagnia del padrone. Non dimenticarsi mai, è un pastore per cui ama lavorare e impegnarsi.
    Cura: Durante la crescita non sono necessarie cure particolare: è sufficiente alimentarlo con una dieta bilanciata che, per definizione, non richiede alcuna integrazione, specie di sali di calcio. Per quanto riguarda il mantello non richiede grandi cure se si ha un malinois che ha il pelo corto, per gli altri con il mantello lungo, va spazzolato una o due vote alla settimana, qualche volta in più nei periodi di muta ( primavere e autunno).

    Malattie

    Come tutti i cani di taglia grande può essere soggetto da displasia dell’anca, anche se l’attenta selezione ha diminuito molto l’incidenza delle forme gravi. Se il proprietario dovesse accorgersi che l’andatura con il posteriore e anomala è meglio un buon controllo da uno specialista che possa controllarlo.

     

  • Come Insegnare al Cane Dove Fare i Bisogni

    In questa guida mettiamo a disposizione alcuni consigli utili su come insegnare al cane dove fare i bisogni.

    L’arrivo del cucciolo a casa è un momento emozionante, anche se porta inevitabilmente qualche disagio. Il piccolo ha le sue esigenze e non ha ancora imparato a renderle compatibili con quelle del “branco umano”. Corre su è giù per la casa, rosicchia un po’ tutto quello che trova e, soprattutto, non si trattiene e sporca dove capita.
    L’ultimo aspetto è certamente quello che crea più difficoltà, ma basta seguire qualche indicazione per risolvere il problema, insegnando al cucciolo a sporcare fuori fin da subito. In questo processo di apprendimento entrano in gioco diverse variabili, che ne influenzano la durata, come la costanza del proprietario e la capacità di apprendimento del cucciolo.
    Ma possiamo dire che, in condizioni ideali, per avere successo sono necessari circa tre mesi e che un cucciolo acquisisce un buon comportamento di eliminazione quando non sporca più in casa per almeno 4 o 8 settimane.

    Un premio in cibo rinforza il comportamento corretto
    In sostanza dobbiamo insegnare al cucciolo quando, dove e su quale tipo di materiale deve sporcare. Diciamo subito che, concettualmente, la sua educazione è basata su rinforzi (premi) dei comportamenti appropriati. In altre parole, tutte le volte che sporca nel luogo giusto va premiato immediatamente e le prime volte è bene gratificarlo con del cibo. Di regola, l’alimento rappresenta infatti ciò che per il cucciolo ha maggiore importanza: la soluzione ideale è impiegare come premio un tipo di cibo (es. snack) che il cane riceve solo in questa occasione. Successivamente, quando il comportamento corretto si stabilizza, il premio in cibo può essere sostituito da una carezza o da un “bravo!”.

    Dopo pasto, gioco e riposo, deve fare i bisognini
    Per insegnare al cane dove sporcare, bisogna portarlo nel posto prescelto (es. giornali o traverse, balcone, terreno fuori casa ecc.) ogni volta che l’esigenza di evacuare sia probabile, cioè dopo i pasti, dopo il gioco e dopo il riposo. Lo stesso vale però anche quando il cucciolo annusa insistentemente per terra e comincia a girare in tondo dove non vogliamo che sporchi.
    Quando lo portiamo a sporcare nel luogo appropriato, dobbiamo incoraggiarlo se inizia ad annusare il terreno e tiene comportamenti che precedono l’eliminazione. Se, nel momento in cui il cucciolo inizia a sporcare, ripetiamo sempre la stessa parola (es. “pipì”), creiamo in lui un’associazione mentale da utilizzare ogni volta per invogliarlo a sporcare fuori casa. Come già detto, è importante premiare il cucciolo appena sporca nel luogo adatto e aspettare un po’ di tempo prima di tornare a casa, in modo che i “bisognini” non vengano associati alla fine della passeggiata.

    La presenza del proprietario aiuta a imparare
    Per ottenere dei risultati più rapidi ed efficaci, è necessario che sia sempre presente una persona quando il cucciolo deve sporcare. Abituarlo a mangiare a orari regolari è importante anche per aiutarci a prevedere con maggior facilità i momenti in cui il cane avrà maggior necessità di evacuare. Il cucciolo deve fare tre pasti al giorno che poi potranno essere ridotti a due una volta adulto. È importante somministrare l’ultimo pasto della giornata circa 4 ore prima di andare a dormire.

    Controllo costante, oppure un’area dedicata
    Nelle prime settimane di convivenza, il cucciolo deve essere “supervisionato” ogni volta che si muove liberamente per casa. Se ciò non è possibile, durante la notte o quando rimane solo, è importante limitarne lo spazio. A questo scopo, possiamo ricorrere ad appositi recinti di metallo, oppure destinargli una stanza dove riunire le sue cose.
    Nella fase iniziale dell’educazione, in una zona di questa area, possiamo collocare dei giornali che vanno eliminati non appena il cucciolo inizia a sporcare in un luogo corretto. Ovviamente, questa zona circoscritta non deve essere il luogo dove si manda il cucciolo anche per punizione, quando non tiene un comportamento corretto. Deve essere un posto associabile a esperienze positive che possiamo rendere gradevole, posizionandoci la cuccia e le ciotole, oltre a organizzarci momenti di gioco e di coccole.

    I consigli del Veterinario
    Ecco le regole da seguire
    Punirlo solo se colto sul fatto; i rimproveri eccessivi e le punizioni fisiche generano nel cucciolo confusione e rischiano di alterarne il rapporto con il proprietario;
    Se sporca dove non deve, interveniamo con un “NO” secco e portiamolo subito nel luogo giusto per farlo evacuare e quindi premiamolo per il comportamento corretto.