Blog

  • Come Preparare il Pelo del Cane per l’Inverno

    Molti proprietari sono convinti che un’ultima “tosatina” al cane prima del grande freddo sia un toccasana per il mantello. In realtà le cose non stanno così, o meglio, è necessario fare dei distinguo. Sebbene la crescita del pelo sia certamente influenzata dalla temperatura e dalla stagione, i tempi di questa crescita sono principalmente dipendenti dal tipo di razza. Detto questo va precisato che, al di là del fattore estetico, la toelettatura ha sì un effetto benefico sullo stato di salute del cane, ma solo se viene eseguita in modo corretto. La tosatura radicale non è mai una buona scelta e la maggior parte delle volte influisce addirittura in maniera negativa sulla crescita del manto, soprattutto nei cani nordici o tipo spitz. Per altre razze invece, tipo i barboni e lagotti, che hanno un manto predisposto alla tosatura completa o parziale, il taglio costituisce una rigenerazione ottimale sia per il pelo sia per la cute.

    Per avere un cane con il mantello in buono stato non possiamo basarci solo sulla toelettatura. Risulta essere necessario, infatti, prestare anche attenzione a un’alimentazione bilanciata e a fare vivere il nostro amico in ambienti correttamente igienizzati. Per quanto riguarda la toelettatura, il bagno serve principalmente a mantenere il mantello pulito, ma con i principi attivi dei vari prodotti specializzati possiamo anche intervenire sul nutrimento e sull’elasticità sia della cute che del manto. Oli come quello di jojoba o quello a base di seta, essendo proteine affini al tessuto cutaneo, vengono ben sintetizzati non capisco bene cosa si intende e aiutano a lenire e a ristabilire il corretto equilibrio epidermico. Ma non sono i soli, esistono in commercio svariati preparati che aiutano e stimolano la crescita del pelo e ne mantengono la corretta idratazione, come gli integratori alimentari a base di acidi grassi omega 3 e omega 6.

    [amazon bestseller=”prodotti per toelettatura cane” count=”5″ template=”table”]

    Per i cani che richiedono il taglio del pelo è bene non farlo accorciare esageratamente, bensì far effettuare dal toelettatore di fiducia un taglio in linea con la stagione e con il tipo di cane. Generalmente le razze a pelo lungo vengono accorciate leggermente a forbice per allineare il taglio, magari mettendo in risalto la particolare personalità del soggetto, mentre i cani a pelo ricciuto (es. barboni) lasciano spazio alla creatività del toelettatore e alla richiesta del proprietario.

    Lo stripping va eseguito sui cani a “pelo duro” e consiste nel togliere il pelo morto. In autunno questi cani vanno portati almeno una volta dal toelettatore che, grazie a una leggera slanatura del sottopelo, asporta il pelo maturo e prepara il manto per l’inverno. La tecnica della slanatura viene effettuata con degli appositi cardatori e slanatori che asportano solo il pelo morto stimolando così la corretta crescita del pelo nuovo. È importante che questa operazione venga eseguita da un operatore professionista poiché se non attuata correttamente può lasciare il manto con zone prive di pelo.

    Indipendentemente dal fattore estetico, la toelettatura ha un effetto benefico sullo stato di salute del cane, ma solo se viene eseguita in modo corretto. La tosatura radicale non è mai una buona scelta e la maggior parte delle volte influisce addirittura in maniera negativa sulla crescita del manto. Un mantello in buono stato richiede un’adeguata toelettatura, ma anche un’alimentazione bilanciata e un ambiente di vita correttamente igienizzato. Esistono in commercio svariati preparati che aiutano e stimolano la crescita del pelo e ne mantengono la corretta idratazione.

    [amazon bestseller=”prodotti per pelo cane” count=”5″ template=”table”]

  • Come Insegnare al Cane a Fare i Bisogni Fuori Casa

    Regole coerenti, qualche premio, un po’ di pazienza e il gioco è fatto: il cucciolo sporca come, quando e dove gli abbiamo insegnato.
    L’arrivo del cucciolo a casa è un momento emozionante, anche se porta inevitabilmente con sé qualche disagio. Il piccolo ha le sue esigenze e non ha ancora imparato a renderle compatibili con quelle del branco umano.

    Corre su è giù per la casa, rosicchia un po’ tutto quello che trova e, soprattutto, non si trattiene e sporca dove capita. Quest’ultimo aspetto è certamente quello che crea più difficoltà, ma basta seguire qualche indicazione per risolvere il problema, insegnando al cucciolo a sporcare fuori da subito.
    In questo processo di apprendimento entrano in gioco diverse variabili, che ne influenzano la durata, come la costanza del proprietario e la capacità di apprendimento del cucciolo. Ma possiamo dire che, in condizioni ideali, per avere successo sono necessari circa tre mesi e che un cucciolo acquisisce un buon comportamento di eliminazione quando non sporca più in casa per almeno 4 o 8 settimane.

    Un premio in cibo rinforza il comportamento corretto
    In sostanza dobbiamo insegnare al cucciolo quando, dove e su quale tipo di materiale deve sporcare. Diciamo subito che, concettualmente, la sua educazione è basata su rinforzi (premi) dei comportamenti appropriati.
    In altre parole, tutte le volte che sporca nel luogo giusto va premiato immediatamente e le prime volte è bene gratificarlo con del cibo. Di regola, l’alimento rappresenta infatti ciò che per il cucciolo ha maggiore importanza: la soluzione ideale è impiegare come premio un tipo di cibo (es. snack) che il cane riceve solo in questa occasione.
    Successivamente, quando il comportamento corretto si stabilizza, il premio in cibo può essere sostituito da una carezza o da un “bravo!”.

    Dopo pasto, gioco e riposo, deve fare i bisognini
    Per insegnare al cane dove sporcare, bisogna portarlo nel posto prescelto (es. giornali o traverse, balcone, terreno fuori casa ecc.) ogni volta che l’esigenza di evacuare sia probabile, cioè dopo i pasti, dopo il gioco e dopo il riposo.
    Lo stesso vale però anche quando il cucciolo annusa insistentemente per terra e comincia a girare in tondo dove non vogliamo che sporchi. Quando lo portiamo a sporcare nel luogo appropriato, dobbiamo incoraggiarlo se inizia ad annusare il terreno e tiene comportamenti che precedono l’eliminazione.
    Se, nel momento in cui il cucciolo inizia a sporcare, ripetiamo sempre la stessa parola (es. “pipì”), creiamo in lui un’associazione mentale da utilizzare ogni volta per invogliarlo a sporcare fuori casa.
    Come già detto, è importante premiare il cucciolo appena sporca nel luogo adatto e aspettare un po’ di tempo prima di tornare a casa, in modo che i “bisognini” non vengano associati alla fine della passeggiata.

    La presenza del proprietario aiuta a imparare
    Per ottenere dei risultati più rapidi ed efficaci, è necessario che sia sempre presente una persona quando il cucciolo deve sporcare. Abituarlo a mangiare a orari regolari è importante anche per aiutarci a prevedere con maggior facilità i momenti in cui il cane avrà maggior necessità di evacuare. Il cucciolo deve fare tre pasti al giorno che poi potranno essere ridotti a due una volta adulto. È importante somministrare l’ultimo pasto della giornata circa 4 ore prima di andare a dormire.

    Controllo costante, oppure un’area dedicata
    Nelle prime settimane di convivenza, il cucciolo deve essere “supervisionato” ogni volta che si muove liberamente per casa.
    Se ciò non è possibile, durante la notte o quando rimane solo, è importante limitarne lo spazio. A questo scopo, possiamo ricorrere ad appositi recinti di metallo, oppure destinargli una stanza dove riunire le sue cose.
    Nella fase iniziale dell’educazione, in una zona di questa area, possiamo collocare dei giornali che vanno eliminati non appena il cucciolo inizia a sporcare in un luogo corretto.
    Ovviamente, questa area circoscritta non deve essere il luogo dove si manda il cucciolo anche per punizione, quando non tiene un comportamento corretto. Dev’essere un posto associabile a esperienze positive che possiamo rendere gradevole, posizionandoci la cuccia e le ciotole, oltre a organizzarci momenti di gioco e di coccole.

  • Gatto in Sovrappeso – Cosa Fare

    L’obesità è da considerarsi una vera e propria epidemia: il 30% della popolazione mondiale ne è colpita e il principale imputato è il “cibo spazzatura”. E gli animali d’affezione come se la passano? In Occidente, un gatto su tre è obeso.
    Esempi da Guinness dei primati sono: Himmy, un soriano di una famiglia australiana che, all’età di dieci anni, era arrivato a pesare 21,3 kg, con una circonferenza del corpo di 84 cm; Poppa, un micio inglese che pesava 20,19 kg; Edward Beer, altro micio australiano, arrivato a sfiorare i 22 kg.

    La sterilizzazione rappresenta un importante fattore di rischio, visto che un’elevata percentuale di animali sterilizzati è sovrappeso od obesa. Ma come per gli esseri umani sono la sedentarietà e il troppo cibo, spesso scadente, a fare i danni maggiori.

    Come passare al cibo ipocalorico

    Molti proprietari sottovalutano la grave condizione rappresentata dall’obesità. L’aumento di peso diventa così una malattia che non viene affrontata in maniera efficace. I proprietari tendono ad alimentare gli animali come se fossero degli esseri umani, mentre le loro esigenze sono diverse dalle nostre, sia per quanto riguarda le quantità, sia per la frequenza dei pasti e per il cibo.

    Per esempio, un bicchiere di latte per un gatto di 4,5 kg equivale sotto il profilo calorico a quattro hamburger. Se il nostro gatto è sovrappeso, su indicazione del veterinario, è bene ridurre la quantità di cibo somministrata e passare a un alimento “light”. Teniamo presente che nel passaggio a un nuovo cibo, soprattutto se ipocalorico, è importante la gradualità.

    Un improvviso cambio di alimentazione può alterare repentinamente la flora batterica, rendendo più difficile la digestione e causando disturbi intestinali. Per evitare problemi il passaggio graduale al nuovo alimento può richiedere anche una settimana. Si inizia mescolando un quarto del cibo nuovo con tre quarti del vecchio, per almeno tre giorni.

    Se tutto va bene, si passa alla metà per ciascun tipo di cibo per altri tre giorni e poi si comincia a calare con la quantità del vecchio fino a farlo scomparire. In caso di problemi, consultiamo sempre il veterinario per un consiglio.

    Dopo circa un mese dal cambio di alimentazione, verifichiamo lo stato generale del gatto: occhi lucenti, un mantello lucido e in ordine, uno stato di nutrizione ottimale (non troppo magro e non troppo grasso), feci compatte e non troppo odorose e tanta vitalità ci faranno capire che l’alimentazione è giusta.

    [amazon bestseller=”cibo ipocalorico per gatto” count=”10″ template=”table”]

    Giochi

    Passare la giornata in appartamento non aiuta il gatto a bruciare le calorie in eccesso, avendo tutto il giorno la pappa a disposizione che diventa un rimedio alla noia. Che fare quindi? Parola d’ordine: attività fisica.

    Anche lo spazio più angusto può essere riempito da giocattoli per stimolare il movimento. I negozi specializzati ne hanno di tutti i tipi e per tutte le tasche. Chi lo desidera può crearne anche in casa con semplici materiali sempre a disposizione nelle nostre case.

    Con il cartoncino e il compensato si possono costruire dei veri e propri parco-giochi per gatti, adatti anche a chi ospita più di un micio nella propria casa; con un bastoncino e dello spago si costruisce una “canna da pesca” alla quale legare scampoli di stoffa da far ghermire al gatto; forando da parte a parte i tappi di sughero e inserendo dei nastri colorati si ottengono dei giocattoli colorati da far rotolare sul pavimento; con vecchie riviste si può dar vita in poche mosse a un tiragraffi: bisogna ripiegare le pagine della rivista verso l’interno, come se fossero i petali della corolla di un fiore e fissarli con della colla adatta alla carta.

    Un altro gioco molto semplice da realizzare si ottiene impilando i cartoncini dei rotoli di carta igienica terminati uno sull’altro in modo da creare una sorta di piramide con una base stabile, fissandoli con colla adatta al cartoncino. Anche bucare il coperchio di una scatola da scarpe e inserire all’interno dei pezzi di stoffa morbidi o dei pupazzetti stimola la felina curiosità.

    [amazon bestseller=”giochi per gatti” count=”10″ template=”table”]

    Consigli

    La qualità ha un costo: non compriamo alimenti in base al prezzo
    I ritagli grassi in gran quantità non solo causano obesità, ma possono causare la pancreatite, e la morte
    Il fegato va dato in quantità molto modesta (un boccone alla settimana): può causare tossicità da eccesso di vitamina A, che provoca dolorose alterazioni dello scheletro
    Il bianco d’uovo crudo contiene l’avidina che distrugge la biotina, una vitamina del gruppo B, portandone a una carenza.

  • Ocicat – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del gatto Ocicat, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    Ideato per caso quando l’allevatrice di Siamesi Virginia Daly, del Michigan incrociò un maschio di razza Abissino color lepre con una femmina Siamese seal point per ottenere un Siamese abipoint (mantello siamese con ticking tipico dell’Abissino sulle punte – muso-orecchie-zampe e coda – cosa che ottenne nella prima cucciolata, ma nelle successive nidiate spuntò un gattino col mantello maculato su fondo avorio che chiamò Dalai Talua detto Tonga il capostipite d una nuova razza Ocicat, nome preso dal felino selvatico Ocelot che ha un mantello maculato bellissimo.


    Standard

    Categoria: Gatti a pelo corto
    Origine: Stati uniti
    Corporatura: media, atletico,forte e muscoloso ed elegante
    Peso: dai 5 ai 7 kg.
    Testa: a forma di cuneo, ma non troppo lunga.
    Occhi: grandi e a forma di mandorla, leggermente inclinati verso l orecchie, colore varia dal verde all’ambra.
    Orecchie: moderatamente grandi, collocate agli angoli della testa.
    Arti: ossatura robusta e muscolatura solida, piedi ovali e compatti
    Coda: di lunghezza proporzionata al corpo e affusolata.
    Pelo: corto, a tessitura fine, lucido e maculato.
    Colore: maculato, le macchie devono essere nette e non congiungersi una con l’altra. I colori sono nero, cioccolato, cannella, blu, lilla e fulvo ma sempre spotted (con macchie) che sono a rosetta sui fianchi, formano file sulla schiena e scendono lungo le zampe, generalmente il pelo è più chiaro su mento, mascella e parte inferiore del corpo. Sulla coda si hanno degli anelli e sulla testa è bene evidente la M tipica dei gatti tabby (striati).

    Ambiente ideale

    Una casa attrezzata per un gatto vivace e attivo, con graffiatoi, mensole e appigli a cui può aggrapparsi, farsi le unghie , salire e saltare. Non ama le case vuote, ha bisogno di compagnia. Essendo un buon cacciatore la casa col giardino o il terrazzo sono l’ideale.

    Carattere

    Socievole, giocherellone, ama la compagnia e le attenzioni del padrone. Pur essendo socievole generalmente si affeziona a una sola persona con cui ha un rapporto esclusivo. Ama correre e cacciare Non deve essere lasciato a lungo solo perché soffre. Convivono bene con altri gatti e se abituati da cuccioli anche con cani.

    Salute e cura

    Non necessita di molte cure, il mantello per tenerlo in ordine basta spazzolarlo una o due volte la settimana con una spazzola di crine o un pettine denti stretti, che va bene durante la muta. Per tenerlo lucido basta passarlo con una pelle “daino” (esistono quelle sintetiche). Orecchie pulirle solo se necessario con prodotti specifici, le unghie se si ha un graffiatoio generalmente non c’è bisogno di accorciarle.

  • Come Tenere Pulito il Gatto

    In questa guida spieghiamo come tenere pulito il gatto.

    Come Lavare il Gatto

    Il gatto è un animale molto pulito dato che passa buona parte del suo tempo a lavarsi e lisciarsi il mantello. In realtà, nonostante sia capace di provvedere da sé alla propria pulizia, talvolta non è possibile fare a meno di lavare il proprio gatto.

    È generalmente vero che tutti i gatti hanno paura dell’acqua. Tuttavia il bagno, gradito o meno che sia, si rivela indispensabile per rimuovere il pelo morto nei periodi di muta, per eliminare i parassiti, per togliere lo sporco che il proprio gatto raccoglie durante le sue passeggiate.
    Non sono solamente i gatti a pelo lungo o quelli che partecipano abitualmente a concorsi di bellezza ad avere bisogno di un bel bagno, ma anche i gatti a pelo corto e quelli abituati a vivere in giardino o all’aria aperta.

    Tuttavia, se si vuole che il proprio animale prenda confidenza con l’acqua, è necessario abituarlo al bagno fin da piccolo. Infatti, fare il primo bagno ad un micio adulto può essere un’esperienza negativa sia per lui che per il suo padrone: il gatto potrebbe spaventarsi, reagire e diventare aggressivo.

    Può essere lavato in media una volta al mese, ma la frequenza ideale è variabile: dipende dal tipo di pelo, dal colore, dalla stagione dell’anno in cui ci si trova e dalla partecipazione ad eventuali concorsi di bellezza.

    Per lavare il gatto, è necessario avere a portata di mano tutto l’occorrente
    -uno shampoo adatto al tipo di mantello e al colore del proprio gatto
    -una bacinella
    -un grande asciugamano
    -una spazzola e un pettine
    -un phon o una stufetta termoconvettrice elettrica
    Il gatto deve essere immerso in una bacinella contenente acqua tiepida (non più di 10-15 cm per non spaventarlo), deve essere ben frizionato con lo shampoo adatto al suo mantello, facendo molta attenzione agli occhi e alle orecchie. Quindi, con abbondante acqua tiepida occorre eliminare con cura ogni traccia di shampoo. Prima di passare al phon, deve essere avvolto in un asciugamano in modo da eliminare l’acqua in eccesso.

    Per asciugare il gatto si può utilizzare un phon silenzioso o una stufetta termoconvettrice. Sarebbe bene accendere il phon qualche minuto prima di puntarlo direttamente sul mantello dell’animale, in modo da abituarlo gradualmente al rumore. Se il gatto non gradisce il calore diretto del phon, lo si può infilare nel suo trasportino a griglia e asciugarlo dall’esterno della gabbia. Quindi, si procede alla spazzolatura.

    Infine, per i gatti che rifiutano l’acqua totalmente, si può utilizzare uno shampoo secco. Si distribuisce con le mani sul mantello frizionando delicatamente il pelo. Quindi, una volta terminata questa operazione, si asciuga il gatto con un panno leggermente umido e si spazzola il suo mantello energicamente.

    Toeletta

    Il gatto ha la fama di essere un animale pulitissimo. La pulizia è per lui istintiva, dato che la toeletta costituisce il primo legame tra mamma gatta e i suoi piccoli: la cura del corpo, infatti, è una delle tante attività nelle quali il gattino riesce a cavarsela da solo.

    Il tempo dedicato dal gatto alla cura della propria bellezza rappresenta una parte piuttosto consistente della vita: che viva in città o in campagna, passerà molte ore a leccarsi, facendo ogni acrobazia per raggiungere le parti del corpo più nascoste.

    La toeletta svolge diverse funzioni: di igiene e di pulizia, di raffreddamento (quando è molto caldo, leccandosi, il gatto fa in modo che la saliva con cui bagna il mantello evapori, evitando il surriscaldamento), di termoregolazione corporea (la pelliccia, per essere una difesa sufficiente contro il freddo, deve essere sempre liscia e in ordine).

    La pulizia del mantello risponde ad alcune necessità del gatto: leccandosi il pelo assorbe vitamina D e attiva le ghiandole sebacee, le cui secrezioni impermeabilizzano la pelliccia e donano al mantello un aspetto sano e brillante. Inoltre, spesso per il gatto è un rimedio efficace contro la noia o lo stress da rissa, da incontro amoroso, o da visita veterinaria.

    A volte, però, l’attenzione che il gatto dedica a se stesso non è sufficiente a garantirgli una pulizia adeguata. In questo caso è il padrone a doverlo aiutare nella cura della sua bellezza.

    Innanzitutto, anche se il gatto non adora l’acqua, sarà bene abituarlo al bagno fin da piccolo. Una bacinella di acqua tiepida, uno shampoo adatto al suo pelo, un asciugamano di spugna, un phon silenzioso sono tutto ciò che serve, insieme ad una giusta dose di pazienza. Le cure per la bellezza del gatto richiedono tempo.

    In particolare, i padroni di gatti a pelo lungo dovranno armarsi di energia, calma e buona volontà. Anche i mici a pelo corto vanno spazzolati, ma con cadenza settimanale: non eguaglieranno mai i loro amici a pelo lungo che richiedono operazioni di spazzolatura lunghe e complesse, soprattutto durante i periodi di muta.

    La spazzolatura stimola la secrezione sebacea che assicura l’impermeabilità del mantello, svolge un’azione tonificante, evita che il gatto possa ingerire quantità eccessive di pelo (palle di pelo) con conseguenti problemi digestivi (dalla stitichezza all’occlusione intestinale).

    Anche in questi casi i negozi di animali vengono in nostro aiuto: sono tantissimi i prodotti e gli accessori studiati per la bellezza del gatto.

    Tuttavia dedicarsi alla cura della bellezza del gatto significa anche occuparsi della pulizia di occhi, orecchie, unghie e denti. Gli occhi devono sempre essere puliti e brillanti: basta utilizzare un batuffolo di cotone imbevuto in camomilla, acqua bollita o soluzione fisiologica. Per le orecchie si consiglia di non usare bastoncini (sono pericolosi), ma latte autopulente, pratico ed efficace.

    I denti tendono a ricoprirsi di tartaro: può essere rimosso con l’uso di particolari dentifrici, ma dato che il gatto detesta che gli venga aperta la bocca, meglio ricorrere al veterinario, che effettuerà la pulizia dei denti in anestesia.

    Infine le unghie, se necessario, possono essere regolate in lunghezza tagliandole con un tronchesino. E’ importante evitare accuratamente di tagliare la parte rosa dell’unghia: agendo solo sulla parte bianca il gatto non sentirà nessun dolore e non correrà nessun pericolo.

    Igiene del Gatto Fuori Casa

    l gatto ha molto a cuore la propria igiene personale, alla quale dedica gran parte del proprio tempo fin da quando è cucciolo.

    Un gatto mentre si pulisce il peloIl mantello, in particolare, riceve le maggiori attenzioni: il gatto lo mordicchia, lo lecca, lo liscia, cerca di sciogliere i nodi. Tuttavia, le cure minuziose che rivolge al proprio pelo spesso non sono sufficienti a garantirgli una pulizia accurata.

    Pertanto sarà compito nostro occuparci dell’igiene del nostro gatto, avvalendoci dell’aiuto di una vasta serie di prodotti e di accessori creati per la bellezza dei nostri mici: shampoo e balsamo per i diversi tipi di mantello, deodoranti, spazzole, pettinine, salviette e guanti detergenti umidificati.

    Non dobbiamo mai dimenticarci che le cure che dedichiamo all’igiene del nostro gatto sono indispensabili per la sua salute.

    Quando siamo in casa di certo riusciamo a occuparci del nostro animale con una certa regolarità. Ma come fare a garantire un’igiene accurata al nostro amico a quattro zampe quando si è fuori casa?

    Per fortuna, anche in questi casi il mercato dei prodotti per animali offre un valido aiuto.

    Esistono, infatti, prodotti creati appositamente per gli animali che non amano particolarmente l’acqua, come mousse o shampoo a secco, pratici e veloci da usare: non bagnano il pelo, si eliminano con facilità, e lasciano il loro pelo morbido e pulito. Sono prodotti che possono essere utilizzati anche quando si è in vacanza in sostituzione del classico bagno e che inoltre possono soddisfare le esigenze di quegli animali che per diversi motivi non possono essere lavati.

    Ancora più comode e pratiche sono le salviette detergenti, dalle diverse profumazioni e dimensioni con cui possiamo pulire in maniera facile e veloce il mantello del gatto. Sono imbevute di una soluzione speciale che deterge il mantello, eliminando polvere e sporcizia.

    Le salviette sono utili nelle situazioni più diverse: all’aria aperta, in vacanza, quando piove e il gatto si è bagnato, durante i viaggi in auto o semplicemente come rinfrescanti.

    Ideali per le serate estive pratiche quando si è in viaggio o in vacanza, adatte per pulire il mantello del nostro gatto dopo una passeggiata serale o per rinfrescarlo nelle notti d’estate.

    Infine, tra i prodotti per gatti che non prevedono l’uso dell’acqua, si contano anche i guanti detergenti umidificati. Sono un ottimo strumento per mantenere il manto del gatto non solo pulito e curato, ma anche lucente e segoso, sostituendosi ad un bagno completo, per una pulizia accurata.

    Come Prevenire gli Odori del Gatto in Casa

    Anche se sono animali molto puliti i gatti possono produrre odori non sempre gradevoli per gli esseri umani.

    Infatti può capitare che l’angolo adibito ai suoi bisogni non sia di gradimento per il gatto e che per farcelo capire cominci a fare pipì nei luoghi più inappropriati della casa (divani, tappeti, piumoni, coperte, cuscini, bagno, cucina e così via), con risultati davvero sgradevoli per chi li annusa!

    La puzza di urina di gatto, infatti, è molto forte e difficile da eliminare. Fortunatamente i negozi di animali offrono ai padroni un aiuto: in commercio si possono trovare spray elimina-odori, che possono essere nebulizzati direttamente sui tessuti, neutralizzando i cattivi odori in profondità.

    In ogni caso sarà bene educare e abituare il micio a servirsi di un’apposita lettiera per lasciare i suoi bisogni. Le lettiere hanno davvero rivoluzionato le abitudini più sconvenienti dei nostri animali, facendo contenti molti padroni, perché grazie ad esse si scongiurano i cattivi odori che l’urina o le deiezioni del gatto possono produrre.

    Le lettiere possono essere di origine diversa (estratte da un minerale, vegetali, di sepiolite, di materiali simili alla terra) ma la scelta finale è sempre quella del gatto, che con il suo comportamento indica quella che preferisce.

    Anche nel caso delle lettiere i prodotti in commercio aiutano i padroni che devono prendersene cura regolarmente e che desiderano ridurre gli aspetti negativi e gli odori sgradevoli al momento della loro pulizia. Esistono, infatti, molti deodoranti in polvere che vanno sparsi sul fondo della cassetta igienica, deodoranti spray profumati per l’igiene del gatto e per eliminare i cattivi odori dalla lettiera e dagli ambienti in cui il gatto vive. Non sempre però i nostri gatti gradiranno tutti questi profumi.

    Il problema della puzza e dei cattivi odori, però, si può presentare anche fuori casa, in cortile, sui muretti, sugli alberi del giardino, a volte persino sui radiatori delle nostre auto. I gatti maschi ne sono i principali responsabili: se sono rivali in amore cercano di coprire l’odore dell’altro facendo ripetutamente pipì su quella del loro avversario, se in “guerra” lasciano le loro deiezioni scoperte. La puzza è acre, pungente e sgradevole per chi l’annusa.

    In questi casi, difendersi dai cattivi odori è più difficile: o si puliscono con fatica le parti interessate con alcool e acqua bollente, oppure ci si affida a prodotti a base di sostanze chimiche non nocive, facilmente rintracciabili nei negozi di animali o in quelli di giardinaggio.

    Si tratta di repellenti a base di canfora, citronella o naftalina, che però vanno utilizzati con grande attenzione. Devono sempre essere lasciati all’interno di contenitori traforati, ma impossibili da aprire, in modo che il gatto non possa assolutamente venirne a contatto. Alcune di queste sostanze, anche se non nocive, possono essere letali per i nostri amici a quattro zampe.

    Infine, un ultimo rimedio fai da te per tenere lontani gli schizzi di pipì da muri, finestre o porte esterne, è quello di posizionare in corrispondenza dei punti presi di mira dai gatti delle bottiglie di plastica trasparente piene d’acqua.