Blog

  • Cibi che Fanno male al Gatto – Quali Sono

    Il gatto non è affatto un animale vorace, ma per la sua salute è fondamentale conoscere gli alimenti che possono fargli male. Tenendoli lontani dal nostro micetto riusciremo a farlo vivere bene e più a lungo. Vediamo dunque quali sono i cibi che fanno male al gatto, come e perché evitarli.

    Il Cioccolato, il Cacao, il Caffè ed il Thé: se per noi sono buonissimi per i micetti sono dannosissimi. Questi alimenti sono accomunati dal fatto che contengono due sostanze pericolosissime per i mici ossia la teobromina e la caffeina. Questi elementi sono altamente tossi per il gatto, perché l’organismo dell’animale non è capace di metabolizzarlo. La dose mortale e velenosa di teobromina è quella che va da 100 a 150 mg per ogni chilo. L’intossicazione da teobromina è davvero molto pericolosa e nei mici può provocare anche la morte. Solitamente i sintomi dell’intossicazione sono forti tremori, vomito, dolorosissimi spasmi muscolari, diarrea e convulsioni fino ad arrivare al decesso dell’animale.

    La Cipolla: Le cipolle sono uno fra i cibi più nocivi perché agiscono negativamente sul metabolismo dei gatti. Ciò è dovuto al fatto che le cipolle contengono il disolfuro di n-propile una sostanza che l’organismo del micio non può metabolizzare. Essa infatti agisce negativamente sui globuli rossi nel sangue rendendoli molto deboli e favorendo la loro rottura. In tal modo il gatto si ammala di anemia emolitica, che spesso è fatale. Inoltre, per capire quanto la cipolla fa male, sappiate che i danni di questo alimento sono cumulativi, ciò significa che anche degli assaggi piccoli ogni tanto possono provocare effetti pericolosissimi. Una cosa fondamentale da ricordare è di non dare mai ai gatti gli omogeneizzati, questi infatti spesso contengono la polvere di cipolla che viene inserita per poter dare sapore all’alimento per bambini. Dunque questo cibo può provocare effetti nocivi allo stesso modo della cipolla fresca. I sintomi generali dell’intossicazione da cipolla  compaiono dopo circa 24 ore  e sarebbero diarrea, unire con colore molto scuro e vomito.

    L’Aglio: Tutti gli agliacei, fra i quali troviamo la cipolla, lo scalogno, l’aglio, il porro e l’erba cipollina sono ricchi di N-propil-disolfuro, ossia una particolare sostanza emolitica che purtroppo il micio non è capaci di sintetizzare con il suo organismo. Dunque l’ingestione dell’aglio può provocare anemia ed emorragie gravi. Bastano solo 5 g per ogni chilo di gatto della sostanza secca. I sintomi dell’intossicazione sono simili a quelli che si notano quando viene ingerita la cipolla.

    L’Avocado: questo frutto morbido e polposo che si trova in tutti i supermercati contiene il Persin, una sostanza che è molto tossica per i gatti. Attenzione soprattutto alla varietà di avocado Guatemalteca considerata la più velenosa in assoluto per il micio.

     Il Pomodoro:  soprattutto la parte più verde del pomodoro che permette all’ortaggio di attaccarsi alla pianta, è velenosissimo per i gatti. Ciò è dovuto alla solanina, che causa gravissime lesioni al livello gastrointestinale e dei danni mortali a tutto il sistema nervoso centrale. Lo stesso vale per i pomodori molto acerbi. La parte rossa invece è commestibile e non fa male al gatto.

    La Noce di Macadamia: La noce di Macadamia è ricca di una tossina molto dannosa per i gattini. I sintomi dell’avvelenamento sono il vomito, i tremori, la febbre, la depressione, fortissimi dolori addominali, un pallore eccessivo delle mucose e grande debolezza nella zona delle zampe posteriori.

    L’Uva: l’uva, insieme con l’uva sultanina contiene una tossina che crea dei danni ai reni dell’animale e ne può provocare anche la morte.

    Le Bevande alcoliche: Le bevande con alcool possono provocare il coma, l’intossicazione e infine la morte.

    I Funghi: questi alimenti che noi mangiamo normalmente sono dannosissimi per i gatti che possono avere danni gravi fino al decesso.

    I Noccioli della frutta: in particolare quelli dell’albicocca, della pesca, della ciliegia, dell’amarena e della mela.

     I dolci con xilitolo: vanno evitati tutti

     Le Ossa: sia quelle di pollo che le lische del pesce, soprattutto se sono state cotte, possono provocare delle lesioni anche mortali a tutto l’apparato digerente.

    Il cibo per i cani: le scatolette ed i croccantini per i cani utilizzati per il gatto con frequenza sono insufficienti da punto di vista proteico sia per la qualità che per la quantità.

     I ritagli e gli avanzi di grasso: possono favorire la pancreatite se vengono dati al micio troppo frequentemente.

    Il latte e i derivati: i gatti ne vanno matti, ma sono assolutamente poco digeribili e pesanti. Alcuni gatti infatti non hanno l’enzima lattasi e questo gli può causare delle diarree.

    Le uova crude: sono formate soprattutto dall’albume, un particolare enzima che può ridurre l’assorbimento della biotina, ossia una vitamina che fa parte del gruppo B.

    Il fegato: una dieta a base principalmente di fegato, può causare, se prolungata, gravi problemi nell’apparato muscolare e scheletrico per via dell’effetto tossico di un eccesso di vitamina A.

    Il pesce crudo: se mangiato per troppo tempo provoca una carenze di tiamina, ossia una vitamina che fa parte  del gruppo B del quale il gatto ha una grande necessità. Ciò può causare una grande debolezza, problemi al sistema nervoso e infine la morte.

    Le patate:  sono ricche di ossalati, che fanno male ai felini. Inoltre ricordati di non dare mai al tuo gatto la patata bollita che potrebbe causare un’occlusione intestinale.

    I cibi scaduti oppure avariati: non dateli assolutamente al vostro gatto perché potrebbero determinare una forte diarrea

    Le vitamine: in particolare quelle usate dagli uomini, non devono essere somministrate ai gatti. Specialmente quelli che contengono il ferro e potrebbero originare una pesante tossicità.

    Avanzi di cucina: possono originare dei gravissimi squilibri alimentari per questo non devono essere dati ai mici.

  • Cibi che Fanno Male al Cane – Quali Sono

    Pochi lo sanno, ma l’alimentazione dei cani deve essere specifica e soprattutto deve evitare alcuni cibi che, se noi li possiamo mangiare, ai cuccioli fa davvero male. Vediamo dunque quali sono gli alimenti velenosi per i cani e perché.

    Una lista utile con tutti gli alimenti da evitare per far stare il nostro cane bene e in salute.
    L’Uva: sia l’uva che l’uva passa sono assolutamente vietate in quanto potrebbero provocare gravissimi problemi renali. Addirittura, secondo recenti studi, una quantità di uva pari a 250 può rivelarsi letale per l’animale.
    Le Caramelle: sono vitatissime, specialmente le gomme, perché i dolcificanti che contengono ossia lo xilitolo fanno molto male al cagnolino. Per l’uomo è una sostanza assolutamente innocua, ma per il cane risulta tossica. Causa infatti l’abbassamento del livello di glucosio mandando in tilt il sistema nervoso centrale. I sintomi sono spasmi e mancanza di coordinazione, che si verificano 30 minuti dopo l’ingestione.
    Le Cipolle: i cani le adorano, ma in realtà sono nocive. Ciò è dovuto al fatto che contengono il disolfuro che rende i globuli rossi deboli fino a provocarne la rottura. I cani infatti non possiedono nell’organismo gli enzimi per la digestione della cipolla che potrebbe causare addirittura anche il decesso.

    L’Aglio: in qualsiasi modo, in polvere, cotto o crudo, è uno fra gli alimenti più tossici. Altera la capacità dei globuli rossi di trasportare l’ossigeno provocando un avvelenamento. Quantitativi bassi però non sono letali e si trovano spesso anche nei cibi degli animali come i croccantini.

    Le Noci: sono uno snack gustoso per gli umani e anche i cani le adorano. Purtroppo però gli fanno molto male. I segni di un’intossicazione sono la debolezza degli arti posteriori, la depressione, il vomito, i tremori, la febbre, i dolori addominali, il pallore delle mucose e dei gravissimi problemi neurologici che causano paralisi. Anche basse dosi sono tossiche.
    Il Cioccolato: in questo gustoso dolce è contenuta la teobromina, una particolare sostanza che il corpo del cane non è in grado di metabolizzare. Questo elemento tossico accumulandosi nel sangue causa gravissimi effetti. Dunque questo alimento può risultare letale per il cane. L’intossicazione si manifesta con vomito, iperattività, diarrea, amplificazione del ritmo cardiaco, tremori, respiro affannoso, convulsioni, coma e il più delle volte la morte.
    Gli Insaccati: ( ossia la mortadella, il prosciutto crudo, le salsicce e tutti gli alimenti a base di carne salati ed essiccati) sono particolarmente ricchi di sale e di grassi, dannosi per la salute del cane. Ma soprattutto possono essere fonte di toxoplasmosi.
    La Caffeina: causa gravissimi problemi al cane in particolare al livello gastrointestinale, altera il ritmo cardiaco e può provocare un ictus.
    Il Sale: un eccesso di sale fa malissimo a tutti gli animali, proprio come accade per l’uomo. La situazione è ancora più grave se il cane è malato di una patologia cardiocircolatoria. Un eccesso di sale è ancora più grave soprattutto se non ha acqua fresca a disposizione. Può inoltre provocare attacchi epilettici il come e addirittura la morte.
    I Pomodori verdi e le patate: entrambi questi alimenti hanno un altissimo livello di tossicità. Sia i pomodori che le patate inoltre contengono la solanina, una tossina che i cani non sono in grado di metabolizzare. Se ingeriti possono causare gravissimi problemi all’apparato digerente, tremori, tachicardia, irrequietezza ed affanno.
    L’Avocado: tutto l’avocado, dalle foglie al frutto al seme, contiene il persin, un elemento tossico per gli animali..
    L’Alcool: si trova nelle bevande che di solito beviamo a tavola, come il vino. Questo liquido può causare un’intossicazione gravissima nel cane, con vomito, perdita della coordinazione motoria, diarrea, squilibri nel sistema nervoso centrale, forti tremori, gravissime difficoltà respiratorie, coma e squilibri metabolici. Il cane infatti non possiede nel suo organismo gli enzimi che possono metabolizzare tale sostanza. Se il cane ingerisce grandi quantità di alcool, può essere colpito da collasso respiratorio e in seguito da morte.
    Lo Zucchero: il cane non ha la capacità di assimilare con facilità gli zuccheri. Per quanto riguarda lo zucchero comune, come il saccarosio ed il glucosio, il cane ha una grande difficoltà a digerire al meglio il lattosio. Questo si trova in particolare nei biscotti e nelle merendine. Assumendo un quantitativo troppo alto di zuccheri il cane può ammalarsi di diabete mellito.
    I Cibi grassi: i grassi sono molto importanti per il benessere del cane. Questi però nella dieta quotidiana dell’animale non devono superare il quantitativo del 10%. Troppi grassi infatti provocano obesità e predispongono il cane a soffrire di tantissime malattie come la pancreatite. I grassi si trovano in tutti i cibi, ma la digestione è molto difficile e complessa ancora di più se gli alimenti sono cotti.

    Rischi Durante le Passeggiate

    Quando il clima si fa mite e soprattutto d’estate, si sa, le passeggiate in compagnia del nostro cane si fanno più lunghe e più frequenti. Sono momenti molto piacevoli ma durante i quali occorre tenere alta l’attenzione per evitare che, strada facendo, il nostro amico a quattro zampe possa ingerire sostanze che, anche se non proprio velenose o tossiche, possono comunque causare diarrea o vomito. Piccoli pericoli che peraltro possono nascondersi anche tra le mura domestiche dove, per evitare brutte sorprese, dovremo tenere sotto controllo la curiosità del nostro cane. E anche una semplice e comunissima passeggiata in città può riservare qualche imprevisto. Un amico a quattro zampe ben educato in generale non raccoglie nulla per strada, ma un gelato lasciato cadere da un bambino è una tentazione davvero irresistibile. Se il nostro cane è un po’ delicato un gelato ancora freddo può causare un piccolo shock termico alla mucosa dello stomaco, con conseguente vomito. Inoltre il latte utilizzato per confezionare il gelato può causare forme di dissenteria più o meno grave.

    Sempre in città, per esempio, attorno alle panchine di un parco, il nostro cane può scovare leccornie molto invitanti che, ingerite, creano spesso qualche problema: avanzi di merendine lasciate dai bimbi (ricche di cioccolato e zucchero), o di panini con salumi, cartocci con ossa di pollo, residui di picnic, bicchieri di plastica con residui di bibite o birra, tovagliolini di carta usati ecc. In presenza di queste tentazioni, è bene tenere d’occhio il nostro amico per evitare che si creino problemi al suo apparato digerente. A maggior ragione attenzione anche ai cartelli che segnalano disinfestazioni effettuate nell’area cani o in tutto il parco. I pesticidi presenti sull’erba, se ingeriti, possono causare gravi forme di avvelenamento o, qualora il cane ami rotolarsi sul terreno, reazioni cutanee con prurito e lesioni evidenti.

    Da ricordare
    – Meglio non cambiare alimentazione all’inizio delle ferie dato che l’intestino impiega circa 10-14 giorni per abituarsi completamente alla nuova pappa (periodo in cui si può verificare una diarrea da “adattamento”). Se occorre somministrare un nuovo alimento è meglio attendere quando si è tornati a casa.
    – Ricordarsi di avere una giusta quantità di cibo per tutto il periodo di vacanza e, qualora si utilizzi cibo umido, di avere accesso a un frigorifero funzionante, indispensabile per la conservazione della parte di alimento non utilizzato.

    In caso di vacanze, o anche solo di gite, in zone di collina o montagna dove usa pascolare il bestiame, il pericolo maggiore è l’ingestione di escrementi di mucca, oppure di resti di animali morti in decomposizione. Sempre temibile è inoltre l’ingestione dell’acqua di scolo proveniente dai ricoveri zootecnici. Se poi portiamo il nostro amico a quote più impegnative, ricordiamo di somministrare un pasto leggero un’ora prima dell’inizio dell’escursione (durante la salita il sangue dall’apparato gastroenterico affluisce ai muscoli e la digestione viene rallentata) e di portare acqua anche per lui per evitare che beva da torrenti o laghi. L’acqua gelata, infatti, causa diarrea nella maggior parte dei cani. Se andiamo al mare, sappiamo bene quanto sia bello e divertente vedere il nostro amico giocare nell’acqua, riportando gli oggetti che gli abbiamo lanciato. Tuttavia anche in questo caso dobbiamo fare attenzione a qualche insidia, prima tra tutte l’ingestione massiva di acqua salata. Nell’acqua marina il cloruro di sodio può arrivare infatti a rappresentare anche il 70- 80% dei sali minerali presenti. Tenendo conto che questa sostanza agisce a livello enterico richiamando acqua all’interno dell’intestino, è facile prevedere, con l’umento della fluidità del contenuto intestinale, la comparsa di diarrea. Se siamo al mare, attenzione quindi alle grandi bevute di acqua salata. Per evitarle basta ricordarsi sempre di portarci dietro una bottiglia di acqua potabile anche per lui.

    Altro pericolo tipico delle ore passate in spiaggia sono le creme e gli oli solari lasciati incustoditi. Un cane annoiato ci mette un momento infatti a distruggere un flacone e a ingerirne il contenuto. In genere la composizione di questi prodotti è a base di grassi, ma altri componenti chimici presenti possono causare disturbi allo stomaco. Tassativo infine evitare l’assunzione di ghiaccioli, merendine, salatini e patatine. Un eccesso di zuccheri si traduce facilmente in sovrappeso mentre una quota eccessiva di sali può creare difficoltà a livello renale e di pressione sanguigna. Le parassitosi intestinali: un problema di tutti i cani I dati epidemiologici indicano che il 50-80% dei cuccioli e il 35-55% dei cani adulti è infestato da parassiti intestinali. Si tratta dunque di un problema che riguarda tutti i nostri amici a quattro zampe, non solo i cuccioli e i randagi.

  • Come Abituare il Cane al Guinzaglio – Consigli Utili

    Abituare il cane al guinzaglio è fondamentale, almeno quanto insegnargli a fare i suoi bisogni fuori di casa. Questa attività deve essere iniziata da subito, non appena il cucciolo arriva nella famiglia, perché la sua educazione sia completa e soprattutto perché il piccolo sia al sicuro dai pericoli esterni. Un cane che non sa andare al guinzaglio infatti è un pericolo non solo per se stesso, ma anche per noi. Potrebbe fuggire e andare in mezzo alla strada, finendo per farsi investire, potrebbe aggredire delle persone saltandogli addosso oppure azzuffarsi con altri animali.

    Vediamo qualche regola base e qualche suggerimento pratico per capire come abituare il cane al guinzaglio.

    La prima regola fondamentale è la pazienza. I cani infatti hanno bisogno di un po’ di tempo per imparare ed  apprendere. Alcuni necessitano solo di pochi giorni, altri di settimane o mesi, quindi non essere aggressivo e non ti spazientire, vedrai che a poco a poco imparerà.

    Solitamente un cane molto giovane si abitua senza problemi al guinzaglio, ovviamente tutto dipende anche dal suo carattere e dalla sua vivacità. Per esempio, un Beagle oppure un Bassotto Tedesco, avrà bisogno di più tempo che imparare a stare al passo con il padrone, questo perché tali razze di cani si distraggono molto facilmente, lo stesso accade per i Jack Russel, cani molto vivaci e giocherelloni che, almeno inizialmente, tenderanno a tirare e a mordicchiare il guinzaglio per giocare. Ciò non significa che questi cagnolini non impareranno mai, ci vorrà solo un po’ di più.

    Se hai preso invece un cane che non è cucciolo, ma un po’ più grande, il tempo necessario sarà maggiore. Armati di pazienza e di tanto amore, vedrai che servirà!

    Le prime volte, quando il cane è appena arrivato in casa, mettigli il guinzaglio ed il collare mentre sta mangiando tranquillamente, poi allontanati facendolo penzolare di lato. In tal modo il cucciolo assocerà l’idea del guinzaglio a qualcosa di totalmente positivo, ossia la pasto e non avrà difficoltà ad abituarsi ad esso.

    Dopo che per due o tre giorni che avrai fatto questa operazione, quando il cucciolo ha terminato il suo pasto, prendi il guinzaglio in mano e fai una passeggiatina con lui per casa. Ripeti questa attività per almeno una settimana, allungando sempre di più i tempi della camminata e assicurandoti che il cane sia calmo e sereno.

    Quando l’animale si sarà assolutamente abituato a camminare al tuo fianco esci fuori, in giardino o per strada, e lascia che sia lui questa volta a guidarti. Ogni tanto lascialo andare da solo e non appena ritorna lodalo con le parole e con una piccola ricompensa sotto forma di biscotto.

    Ora cerca di insegnare al cane a camminarti accanto senza tirare o trascinare. Metti nella mano destra un biscotto e lascia che lui ti venga dietro, attirato dal biscottino. Se rimane vicino e non scappa dagli ciò che gli spetta e accarezzalo a lungo.

    Se invece il cagnolino inizia a tirare come un matto il guinzaglio girati dall’altra parte ed procedi la tua passeggiata andando nella direzione opposta. Il guinzaglio infatti tirandolo lo costringerà a seguirti e lui correrà per starti di nuovo accanto. Ripeti l’esercizio fino a quando non capirà che deve stare vicino a te e non tirare, premiandolo quando si comporta bene.

    Una parte fondamentale dell’addestramento è la scelta del guinzaglio che non dovrà essere né troppo lungo, né troppo corto, solitamente i veterinari indicano come la lunghezza ideale quella intorno ai 1,2 metri e agli 1,8 metri. Se il cane è molto piccolo per le prime volte usa la “pettorina” che cinge il busto e non lo soffoca, poi passa al collare perché l’addestramento sia completo e migliore.

    Ricordati poi che la preparazione dei tuo cane al guinzaglio dovrà avvenire in un luogo nel quale non ci siano particolari pericoli e dove il cucciolo non sia distratto da rumori, persone oppure altri cagnolini. Puoi portarlo in un cortile oppure nel tuo giardino, se invece abiti in un appartamento scegli un parco recintato frequentato da altri animali e vai la mattina presto o la sera, quando non c’è nessuno nei paraggi ed è poco frequentato.

    Se prima di mettere il guinzaglio al tuo adorato cucciolo noti che è particolarmente eccitato, che salta di qua e di là, mordicchia ogni cosa e abbaia, fallo prima stancare un po’. Ad esempio potresti farlo giocare con una palla, da rincorrere per casa, oppure fai una bella corsa con lui. Essendo molto piccolo si stancherà presto e potrai poi mettergli il collare e portarlo a spasso senza che inizia a tirare. Un cane stanco inoltre è molto più ubbidiente e si distrae di meno.

    Infine, ultimo consiglio importantissimo, non picchiare mai il tuo cane durante l’addestramento, non serve a nulla, piuttosto lodalo e premialo.

     

  • Maialino Nano – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del maialino nano, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    Negli ultimi anni i maialini nani, detti anche maialini vietnamiti, sono diventati popolarissimi come animaletti da compagnia quasi quanto i cani o i gatti. Popolari negli Stati Uniti, ora questi animali sono arrivati anche in Italia. Vediamo ora come scegliere il maialino adatto a te e quali sono le cure delle quali ha bisogno.

    L’età per adottare il cucciolo è di circa 6 settimane. Il maialino infatti deve restare con la madre ed i suoi fratellini almeno fino a quando non avrà raggiunto l’età di 6 settimane circa. In questo momento avrà già socializzato e sarà svezzato e potrete con calma accoglierlo in casa. Il sesso non è determinante perché che sia femmina o maschio deve  essere comunque sterilizzato. Se  adottate un maschio, l’operazione  è molto più economica e semplice rispetto a quella che si verifica nel caso della femmina. Al di là di ciò non ci sono considerazioni particolari che possono spingere a scegliere il maschio piuttosto che la femmina.

    La personalità infatti dipende da altri fattori e varia da un maialino all’altro. Se dunque scegliete un maialino che è già grande potrete considerare meglio il suo carattere e non incorrere in spiacevoli sorprese.

     

    Il primo approccio al maialino nano

    Dopo aver acquistato il maialino nano arriverete a casa. Per quanto riguarda il trasporto dal negozio o dall’allevamento alla vostra abitazione potete optare per  un trasportino per gatti, ricordatevi di mettergli un po’ di stracci sul fondo onde  evitare che scivoli mentre siete in macchina. Sappiate poi che l’animaletto di certo farà i suoi bisogni per la paura.

    Sin a subito l’animale sarà un po’ impaurito e spaesato visto soprattutto il nuovo ambiente, ma anche per via dell’improvvisa separazione dalla mamma e dai suoi fratellini. La cosa più importante in questo momento è farlo sentire al sicuro.

    Arrivati a casa dunque crea per lui un angolino personale. Deve essere un ambiente abbastanza ristretto, come per esempio un angolino nel bagno oppure un cantuccio della cucina. Per chiuderlo puoi utilizzare dei recinti mobili oppure dei cancelletti adatti ai bambini. Inoltre il maialino dovrà avere una cuccia nella quale dormire e riposarsi. Mettetegli una piccola cestina con qualche maglioncino caldo e poco più in là una vaschetta per fare i bisogni, che dovrà essere bassa e larga.

    Il maialino nano è un animale molto pulito dunque imparerà abbastanza in fretta ad utilizzare la lettiera. Dentro metteteci della segatura, oppure  dei pezzi di giornali o in alternativa la paglia pressata. Il cibo e l’acqua vanno posti in recipienti belli spessi, in modo che il maialino non possa rovesciarli. Per lo svago invece mettetegli a disposizione dei giocattoli, li potete acquistare in qualsiasi negozio scegliendo quelli per i bambini di un anno. Evitate invece gli oggetti troppo piccoli, perché l’animale potrebbe ingoiarli e anche i palloni, perché a quanto pare non li sopportano proprio.

    Dopo la sistemazione potrete finalmente fare conoscenza. Per il primo approccio mettetevi a terra e aspettate che lui si avvicini. Si consiglia di tenere anche un po’ di cibo in modo da attirarlo gentilmente. Per non impaurirlo non fate mai dei gesti troppo bruschi o dei rumori particolarmente forti, in questo caso non si avvicinerebbe, ma fate si che vi annusi e vinca il timore dopo di che accarezzatelo sul fianco e sulla pancia.

    Più in là, quando si sarà abituato a voi e sarà tranquillo e a suo agio, potrete prendere il maialino anche in braccio e sollevarlo. Fatelo gradualmente però, magari iniziando facendolo sedere sulle vostre ginocchia quando siete seduti su una sedia. Quando lo prendete non fatelo mai dall’alto, si sentirebbe una preda catturata, ma sempre dal basso, con grande dolcezza. Se agirete in questo modo in poco tempo il maialino si sentirà uno di famiglia e potrete portarlo in giro con voi, dormirà accanto a voi e vi seguirà senza alcun problema.

     

    Cosa mangia il maialino nano

    I maiali nani sono degli animali onnivori che perciò mangiano qualsiasi alimento. Ovviamente dovrete però assicurarvi di far seguire al vostro animaletto domestico una dieta equilibrata, varia e ben razionata. Ciò è dovuto al fatto che i maialini nani sono dei gran mangioni che pensano sempre ad abbuffarsi e che farebbero di tutto per avere altro cibo, per questo spesso sono affetti da obesità, una malattia verso la quale sono molto predisposti.

    Perciò nonostante le lusinghe non cedete e fategli seguire una dieta equilibrata. Non eccedete e se lo vedete ingrassato diminuite le dosi. Bastano due pasti al giorno e qualche premio, non dategli ciò che mangiate perché nel tempo il maialino nano potrebbe soffrire di qualche malattia per via delle carenze alimentari.

    Fino a quando i maialini hanno otto settimane dovete dargli da mangiare il mangime starter. Man mano che il cucciolo cresce si può passare a dargli da mangiare il mangime di accrescimento che dovrà mangiare fino ad un anno e mezzo. Infine potrà prendere il mangime da mantenimento.

  • Assicurazioni per Cani – Cosa Coprano e Quanto Costano

    In questa guida spieghiamo cosa coprono e quanto costano le assicurazioni per cani.

    Assicurazioni per cani: esempi pratici di utilità

    Scena 1. L’automobilista, per evitare i quattrozampe, sterza bruscamente e va a sbattere. Danneggia la sua auto, e pure quella parcheggiata a lato. Danni per migliaia d’euro.? Scena 2. Micio si diverte a giocare con i vasi da fiori sul balcone. Più volte gli abbiamo fatto capire che non va bene. Ma lui, testardo, niente. Finché un giorno, il vaso cade. Se passa qualcuno lì sotto… Scena 3. Fido normalmente è un tipo tranquillo. Per questo, senza pensarci troppo, lo si porta in un negozio di porcellane. Ma, per una volta, lui si comporta come un elefante. All’improvviso, con una codata leggendaria, tira giù tutta una parte di bancone. E statuine e oggettini vari, fragilissimi, finiscono nei canonici mille pezzi. Storie vere, che capitano non infrequentemente, considerato che nelle famiglie italiane abitano milioni e milioni di cani e di gatti. Chi paga? Il proprietario.? A meno che non sia assicurato. In questo caso ci pensa l’assicurazione. E il «padrone» tira un sospiro di sollievo.

    Assicurazioni per cani: tutti i vantaggi dell’RC per il tuo fido

    I più previdenti, quindi, o quelli con animali particolarmente «bricconi», si cautelano con un’assicurazione. Già, ma come fare? In realtà non esistono, o quasi, assicurazioni ad hoc per gli animali. Quello che l’assicuratore di fiducia propone per mettere al riparo il padrone per i danni causati dal suo quattrozampe è, in genere, una polizza di responsabilità civile (R.C.), che tutela la famiglia in qualsiasi sua attività. Nei contratti di assicurazione generalmente si trova sotto il nome di «polizza del capofamiglia». E comprende ogni membro della famiglia, eventuale animale incluso. Una polizza RC capofamiglia costa tra i 40 e i 65 euro circa, a seconda del tipo di massimale scelto. Alcune compagnie d’assicurazione hanno anche una seconda opzione. È possibile stipulare una polizza abitazione, che copre alcuni danni alla casa e a fatti di vita privata: tra le garanzie facoltative che è possibile inserire c’è quella che prevede l’assicurazione dai danni che derivano dalla proprietà e l’uso di cavalli, altri animali da sella e animali domestici. Per i cani, però, è prevista una franchigia di 80-100 euro per ogni sinistro.

    Forme promozionali a parte, le polizze delle grandi compagnie che prevedono anche i danni causati dagli animali si somigliano: le polizze in genere prevedono un massimale che può arrivare fino a 300 mila euro per danni alle persone, alle cose o per danni catastrofali (cioè danni sia alle persone che alle cose) a fronte di un premio annuale versato dal proprietario che varia tra i 50 e i 150 euro circa. Esistono anche, però, agenzie specializzate. Si tratta di agenzie che si occupano di parecchie attività che hanno a che fare con i quattrozampe: dalla pensione per animali con assistenza veterinaria alle ricerche per smarrimenti e furti ad, appunto, assicurazioni RC che includono cani, gatti & Co. Queste piccole agenzie sono in grado di offrire una copertura assicurativa che risponde ai fatti accidentali derivanti dalla proprietà del cane. Non mancano, nel panorama delle agenzie specializzate, anche speciali polizze vita per cani. Assicurano i cani per morte accidentale o per malattia. I prezzi di assicurazione variano a seconda dell’età e del valore di acquisto del cane. Una grossa compagnia ha pensato anche agli amanti dell’equitazione che vogliono difendere il loro cavallo.

    Conclusioni? Una polizza di assicurazione per i migliori amici dell’uomo è un atto di previdenza e di amore. Lo slogan, coniato da un’agenzia, è forse un po’ interessato, però non va lontano dalla verità. Soprattutto se Fido o Micio sono dei campioni nel combinare guai o nel mettersi nei pasticci.

    La casistica. Quanti e quali sono gli incidenti più comuni?

    Oltre ai casi già citati all’inizio, gli infortuni causati dagli animali sono di diversa natura. Un classico è quello del cane o del gatto che, in casa o fuori, fanno inciampare la vecchietta che malauguratamente si rompe il femore. Ma ne capitano di tutti i colori. È passato alle cronache anche il caso di un cane che ha letteralmente disintegrato un telefonino cellulare. Ma i due casi più tipici di incidente sono questi: il cane che fraintende il gesto affettuoso di un estraneo che lo sta per accarezzare e lo morde, e il cane che scappa e attraversa la strada provocando un incidente. Ce ne è poi un terzo: non sono infrequenti casi di cani che a casa di amici per troppo affetto saltano sui divani e li rovinano. Insomma, di tutto di più. Quando ci si mettono, i nostri piccoli amici sanno fare le cose in grande.

    Se il nostro cane si ammala

    La casistica vuole che i nostri amici a quattro zampe possano risultare un flagello e provocare danni volontariamente o involontariamente a cose e persone durante la loro esistenza. Quel che è certo è che al padrone corre l’obbligo di tutelarsi proprio in veste di responsabile della bestiola. Risulta essere in questi casi che può essere utile sottoscrivere un’assicurazione cane.

    Ma l’utilità di un prodotto come questo non si esaurisce con la copertura delle spese di eventuali danni. Una polizza per il nostro amico peloso è importante anche nel caso in cui gli capiti di ammalarsi.

    Nonostante ci si occupi degli animali nel migliore dei modi può essere necessario dover fare cure specifiche e ripetute, analisi e addirittura interventi chirurgici anche costosi per permettere loro di tornare in forma.
    Grazie ad una copertura assicurativa tutte queste spese possono essere rimborsate dalla compagnia assicuratrice.

    I prodotti assicurativi in commercio sono stati studiati per assicurare la più ampia copertura.
    Nella fattispecie chi sottoscrive una polizza può scegliere di coprire eventi quali

    danni o lesioni prodotti a terzi

    check up completo da un medico veterinario nel caso di malattia o infortunio del ‘quattro zampe’

    assistenza specialistica nei casi più complessi di malattia o per interventi particolari

    rimborso spese per le visite periodiche o specialistiche

    assistenza veterinaria in paesi stranieri, nel caso ci si trovi all’estero.

    Si tratta quindi di prodotti interessanti.