In questa guida spieghiamo cosa mangiano i gatti piccoli.
Cosa mangiano i gatti piccoli
Il fatto che il nostro felino domestico mangi con calma, preferibilmente in un luogo appartato, come l’abitudine di portare in casa prede di ogni tipo, possono essere considerati retaggi comportamentali ereditati dai suoi antenati cacciatori.
Allo stesso modo non ci deve stupire se preferisce effettuare tanti piccoli pasti al giorno senza scadenze precise. Per il gatto ha molta importanza l’appetibilità, tanto che può arrivare a rifiutare un tipo di cibo se questo gli risulta “poco appetibile”.
Il periodo di allattamento dei cuccioli dura da 5 a 7 settimana In questa fase i gattini, nutrendosi del “primo latte” materno (colostro), crescono dai 10 ai 15 grammi al giorno. Già alla quarta settimana si può comunque iniziare lo svezzamento, cioè l’adattamento progressivo alla pappa solida. Il primo passo va compiuto con l’aiuto di qualche cucchiaino di latte maternizzato, addizionato nei giorni successivi con qualche croccantino disciolto o delle piccole quantità di normale omogeneizzato di carne o pesce.
Una “prima pappa” può essere: 1 parte di cibo secco più 3 di latte o acqua, o 2 parti di cibo umido più 1 parte di latte o acqua. Il numero dei pasti quotidiani dovrà diminuire progressivamente, da 4/5 a 2, così come dovrà diminuire il latte. Al raggiungimento del cinquantesimo giorno si può cominciare a dar loro riso stracotto con carne o pesce ben cotti. L’alimento che scegliamo per lo svezzamento deve essere nutritivo e molto energetico: un gattino di poche settimane consuma da 200 a 250 calorie per chilo di peso, tre volte maggiore di quello di un adulto! Dunque, quanti pasti nei primi mesi? Al secondo mese deve mangiare 5 pasti. Vanno ridotti a 4 al terzo e quarto mese fino a 3 o 2 al quinto, anche se un gatto adulto potrebbe consumare da 10 a 16 piccoli pasti al giorno. Risulta essereun errore quindi pensare di dargli da mangiare tanto cibo in una volta, meglio lasciargli a disposizione tante piccole razioni.
Cibo per gatti umido e secco
Il gatto è un degustatore “povero” che sceglie cosa mangiare dopo avere esaminato con il suo olfatto molto sviluppato il cibo. Scarterà cibi molto eleganti, ma privi di profumi interessanti, e prediligerà cibi poveri ma con “puzze” per lui invitanti. Va tenuto presente che il gatto, a differenza del cane, tende sempre ad avanzare qualcosa “per dopo”: questo non va scambiato per inappetenza. I cibi umidi piacciono perché ricchi di sughetti profumati; contengono tra il 70 e 1’82% di acqua e vanno serviti a temperatura ambiente, ma la scatoletta aperta va conservata in frigo. Si distinguono in mousse, paté e bocconcini. Spesso contengono verdure e cereali. Sono equilibrati con buone integrazioni di minerari e vitamine. Viceversa i cibi secchi contengono il 7/10% di acqua e il 90% di materia nutritiva. Non richiedono grandi attenzioni per la conservazione e non sporcano. Possono essere lasciati a disposizione per lunghi periodi senza rischiare il deterioramento. Essenziale in una dieta secca la presenza di acqua fresca nella ciotola. Sia che ami i cibi secchi o quelli umidi, usando alimenti pronti bisogna leggere bene le etichette dei prodotti per capi re quali dosaggi somministrare e quale varietà è più indicata. Se si cambia marca, fate attenzione: cambiando formula nutrizionale cambiano anche le dosi consigliate.
Le ipersensibilità alimentari sono comuni. Le più frequenti riguardano il pesce e i formaggi (quelli molto fermentati e con quantità elevate di amine biogene). Tali ipersensibilità si manifestano con pruriti intensi, lesioni della cute localizzate soprattutto sulla testa, sulle orecchie e sul collo, con caduta del pelo (alopecia), disturbi gastrointestinali (diarrea e vomito), nervosismo e, talvolta, asma.
In questi casi è bene passare a una dieta molto semplice e, poi, individuare l’alimento intollerato con test alimentari. Attenzione anche al latte: non è acqua! Sembra ovvio dirlo, ma il latte è un alimento. Non è sano sostituire la dose giornaliera di acqua con una ciotola ricolma di latte: potrebbero verificarsi problemi intestinali, intolleranze o eccessi di alcune sostanze, come il calcio.
In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del gatto Angora Turco, il suo carattere e l’alimentazione corretta.
Pare che la razza risalga al XV secolo, ma per avere notizie certe bisogna risalire agli anni Trenta del XX secolo, quando la variante bianca di questa razza venne dichiarata in Turchia tesoro nazionale. Da quel periodo prese avvio un programma di selezione e tutela di quello che oggi tutti conosciamo come Angora Turco.
Standard
Origine: Turchia
Peso: da 2,5 a 5 kg
Colori: il bianco è il più apprezzato; alcuni non sono riconosciuti dallo standard di razza: chocolate, lilac, fawn, cinnamon, colour point e burmese
Testa: triangolare, affilata verso il mento, che è leggermente arrotondato
Occhi: larghi e obliqui verso l’alto; ammessi tutti i colori, ma è particolarmente apprezzato il blu negli esemplari a pelo bianco
Orecchie: appuntite e con ciuffi di pelo all’interno
Corpo: lungo e snello, con petto e torace poco ampi
Arti: lunghi e sottili; zampe posteriori più alte di quelle anteriori
Piedi: piccoli e ovali, o anche rotondeggianti
Coda: lunga, folta, larga alla base
Le caratteristiche del gatto angora turco
Il gatto Angora Turco è un felino che molti considerano tra i progenitori del Persiano e che, ancora oggi, è amato e diffuso nella natia penisola anatolica; del resto il suo nome si lega indissolubilmente alla capitale turca, Ankara. Fisicamente si tratta di un gatto medio grande ma, al tempo stesso, longilineo e snello: il meraviglioso pelo (folto, morbidissimo e sollevato) nasconde un corpo poco robusto e non troppo muscoloso. In estate, quando il pelo cade abbondantemente, l’Angora rivela forme asciutte e zampine slanciate. Caratterialmente, invece, questo micio sembra affezionarsi in particolare a uno dei componenti della famiglia, pur dimostrandosi ben disposto verso tutti. Con i bambini convive felicemente, condividendo con loro lunghi momenti di gioco anche in età adulta. Anche se in casa ci sono altri gatti, o addirittura cani, possiamo stare tranquilli: solitamente l’Angora stringe tranquilli rapporti di amicizia con tutti.
Vanto e la caratteristica saliente del gatto angora turco è sicuramente il mantello. Per evitare che il pelo perda la sua naturale bellezza è necessario non trascurarlo. Tuttavia, la struttura fine del mantello simile a seta e privo di sottopelo permette, rispetto ad altri gatti dal pelo semilungo come per esempio il Norvegese, una toelettatura molto facile: basta infatti una spazzolata settimanale. In estate, ha una muta molto abbondante e, al culmine del ricambio stagionale, assume un aspetto davvero curioso, sembrando addirittura un gatto a pelo corto! La spazzolata costante, in questi casi, previene anche il problema dei boli di pelo ingeriti che possono causare disturbi intestinali. Oltre alle cure del mantello, questa razza non richiede molte altre attenzioni. I problemi genetici sono stati affrontati nel corso degli anni da un allevamento sempre più responsabile. Rimane una modesta tendenza alla sindrome urologica felina (formazione di concrementi di struvite) peraltro comune anche ad altre razze.
La sua è una storia antica. Le prime notizie certe su questa razza, però, giungono a noi solo nel 1620, data in cui il viaggiatore italiano Pietro della Valle portò in Europa alcuni soggetti di gatti turchi dal lungo e morbidissimo mantello. Questo micio, ribattezzato immediatamente con il nome della capitale di quel vasto impero (Ankara, chiamata allora Angora, secondo la denominazione greco-bizantina) conquistò Immediata mente le aristocratiche corti del Vecchio Continente: anche la regina di Francia, Maria Antonietta, ne possedeva alcuni. La storia più recente lo vede riemergere in tutto il suo splendore negli anni Settanta del secolo scorso, quando un certo numero di allevatori statunitensi decise di selezionare e promuovere questo gatto amato in tutto il mondo. Da allora l’Angora Turco ha ricominciato a diffondersi tra gli appassionati.
Salute e cura
L’Angora Turco in genere non presenta particolari problemi di salute. Tra le patologie che si riscontrano con maggior frequenza ricordiamo: la cardiomiopatia ipertrofica, che colpisce il cuore e può essere letale; l’atassia genetica, che colpisce i cuccioli portando alla perdita della coordinazione muscolare. Solitamente gli allevatori testano i loro cuccioli per rilevare la presenza di queste patologie. L’Angora Turco è molto pulito e non essendo dotato di sottopelo, è sufficiente spazzolarlo una volta sola alla settimana, ad eccezione che nel periodo della muta quando va spazzolato tutti i giorni.
Come si comporta il gatto angora turco in casa
In casa, il gatto Angora Turco si distingue per la grazia dei suoi movimenti e la nobiltà del portamento. Non ama muoversi molto o stancarsi in frenetiche corse o intense sedute di giochi. Questa caratteristica lo rende un gatto perfetto per la vita in appartamento, grande o piccolo che sia. Risulta essere molto tranquillo, docile e quieto: una cosa che sopporta mal volentieri, però, è venir disturbato senza valide motivazioni. Apprezza i bambini e si dimostra socievole con gli estranei, ciò nonostante è un perfetto gatto da “single”: anche all’interno di famiglie numerose, infatti, tende ad affezionarsi particolarmente a una persona soltanto. Si fa coccolare volentieri ma senza esagerazione: non è una razza da eccessive smancerie. Risulta essere, invece, amante dell’acqua e quando occorre fargli il bagno non fa nessuna resistenza.
In questa guida spieghiamo come aiutare un cane anziano.
Cani anziani: tutto comincia a cedere
Anno dopo anno comincerà a subire la perdita dell’udito e questo avrà delle conseguenze nella disciplina, in quanto il cane non percepisce più i comandi, e nella guardia, perché se l’animale è abituato ad abbaiare quando sente un rumore esterno non sarà più in grado di farlo. Se questo principio di sordità è facilmente riscontrabile dal proprietario lo stesso non si può dire per la riduzione della capacità visiva: il cane, infatti, restando nel proprio ambito familiare, riesce ad adattarsi alla cecità senza destare preoccupazione. Un altro problema tipico dei cani anziani, specialmente per quelli che soffrono di malattie renali, è lo sporcare in casa. Attenzione, questo comportamento non dipende dalla loro volontà quindi non dobbiamo colpevolizzarlo. E’ quindi opportuno portare il cane fuori più spesso oppure, nel caso lo si debba lasciare da solo a lungo, abituarlo a sporcare in luoghi predeterminati. A questi disturbi comportamentali si associa una serie di situazioni fisiopatologiche, che possono essere individuate tempestivamente grazie a un monitoraggio clinico eseguito da un esperto veterinario che ci permetterà di prendere le giuste misure per rendere la senilità del nostro migliore amico più serena e tranquilla.
I disturbi più comuni dei cani anziani
Uno dei tanti problemi che possono colpire i cani anziani è legato alla prostata. Questa ghiandola, grande come una castagna, è parte dell’apparato genitale maschile e la sua funzione principale è quella di produrre il liquido seminale, uno dei costituenti dello sperma, che contiene gli elementi necessari a nutrire e veicolare gli spermatozoi. In certi casi un esame clinico può far sospettare al veterinario che l’animale soffra di un problema prostatico, ma più spesso il proprietario porta il suo cane in ambulatorio perché questo ha problemi a carico dell’intestino o dell’apparato urinario. I segni clinici più frequenti sono la comparsa di difficoltà nella defecazione e nell’urinazione, presenza di sangue nelle urine, depressione, mancanza di appetito. Molte di queste manifestazioni sono da imputare a un aumento di volume o a un’infiammazione della ghiandola in questione. Per evidenziare l’aumento di grandezza della prostata, al veterinario basta la palpazione, effettuata grazie a un’esplorazione rettale. Un ulteriore aiuto può venire da un esame radiografico dell’addome o da un’ecografia. Questo mezzo di indagine può servire per eseguire un prelievo di piccoli frammenti di prostata da esaminare successivamente al microscopio con lo scopo di valutare la lesione eventualmente presente e per instaurare quindi un’opportuna terapia.
In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del cane Azawakh, il suo carattere e l’alimentazione corretta.
Il cane Azawakh è stato per secoli il compagno fedele dei Tuareg e di popolazioni nomadi meno conosciute e per loro è stato ed è tuttora un prezioso compagno, cacciatore e guardiano. La razza comincia a farsi conoscere In Europa intorno agli anni ’70, ma l’allevamento europeo ha preso un indirizzo diverso da quello originale, tanto che i soggetti africani spesso si distinguono per conformazione della testa, portamento della coda, taglia e colori diversi. La sua diffusione è molto limitata: nel 2012 ne sono stati registrati appena 16 esemplari in Italia.
Cane Azawakh: è possibile addestrarlo?
L’Azawakh si porta dietro lanomea di cane “inaddestrabile” ma, se è vero che non abbiamo a che fare con il cane più malleabile e collaborativo che esista, è anche vero che, scegliendo il metodo giusto, anche un soggetto di questa razza può essere educato e gestibile, basta tener presente che abbiamo a che fare con un animale molto sensibile, dal carattere forte e impostare un’educazione che non sia impositiva né tantomeno punitiva, privilegiando la sua sensibilità e la memoria prodigiosa. Una volta che il proprietario riesce a instaurare un rapporto intenso e di fiducia, senza avere la pretesa di bloccare il suo spirito, avrà un cane inaspettatamente dolce e affettuoso che amerà stargli accanto e ne cercherà il contatto. Nei confronti degli estranei, il cane Azawakh è molto riservato, come un po’ tutti i levrieri, sospettoso e diffidente. Può essere perciò considerato un buon guardiano. Con identica riservatezza affronta il ring delle esposizioni.
Quali sono i punti forti e quali i punti deboli nel cane Azawakh dal punto di vista sanitario?
L’Azawakh è un cane estremamente forte e robusto a dispetto delfisico assai esile e della pelliccia alquanto corta che non richiede particolari cure, è un vero atleta che grazie al fisico scarno può essere agile e veloce, con una vita media di 12-14 anni. Non si conoscono particolari patologie genetiche di cui passa offrire la razza ma vadetto che, analogamente gli altri levrieri, anche il cane Azawakh può risultare sensibile a certi farmaci e il particolare il dosaggio di sedativi o anestetici va fatto con molta attenzione. È molto importante fornirgli il giusto alimento e soprattutto nella giusta quantità: un Azawakhnon deve essere robusto ma sottile, deve avere costole e ossa dell’anca ben visibili, ovviamente senza esasperare questa caratteristica. Alcuni problemi di salute che possono interessare la razza sono l’ipotiroidismo, l’epilessia e alcune malattie autoimmuni (miosite, tiroidite autoimmune), problemi cardiaci e, a causadel torace profondo, la torsione-dilatazione gastrica.
Cane Azawakh: caratteristiche di un carattere difficile
Il cane Azawakh è uno dei levrieri più leggeri, dalle singolari proporzioni; infatti deve essere più alto che lungo e con groppa particolarmente scoscesa. È un cane schivo, e quando lo si giudica bisogna assumere un atteggiamento di calma interiore per riuscire a toccarlo e a stabilire un rapporto con lui.
Ha testa stretta, allungata e di fine cesello che mantiene però una certa ossuta sostanza: narici ben aperte con tartufo nero o marrone, guance mai prominenti, occhi con orli delle palpebre ben pigmentate, l’orecchio non deve mai essere a rosa come alti levrieri. Il colto è lungo e leggermente arcuato, privo di pelle cascante, il garrese, ben evidente, la linea del dorso sfiora il rettilineo, ma tende a rialzarsi verso le anche che appaiono sporgenti e posizionate più in alto del garrese, il torace anche se ben sviluppato non raggiunge però i gomiti, il ventre è
piuttosto retratto sotto l’arca lombare. La coda è inserita bassa, sottile e affusolata, presenta una punta bianca che forma una sorta di spazzola. Gli arti lunghi asciutti si muovono in passi elastici che completano l’eleganza leggera di questo levriero. Il mantello raso e fine è quasi impercettibile sul ventre, lo possiamo apprezzare nel colore fulvo e in tutte le sue sfumature, è necessario che siano presenti balze bianche nella parte distale degli arti arti, un cenno bianco al petto e una pennellata bianca sulla punta della coda; può anche avere una maschera scura e presentare tigrature.
Ha bisogno di avere un padrone che conosca tutte le sfumature del suo carattere e sappia come comportarsi al meglio, consapevole che un errore di gestione può davvero compromettere il rapporto. Il suo carattere forte è difficile ma non impossibile da piegare, solo sfruttando i suoi punti deboli e senza mai perdere la calma si possono ottenere buoni risultati. E’ un cane fondamentalmente tranquillo che ama la comodità che può offrirgli la vita casalinga, adora starsene acciambellato sul divano apparentemente a sonnecchiare anche se tiene sempre tutto sotto controllo, ma resta pur sempre un levriero e la necessità di correre è nel suo DNA, anche se non necessario fargli fare chissà quanti chilometri al giorno.
In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del cane Siberian Husky, il suo carattere e l’alimentazione corretta.
All’inizio del ‘900 viene importato dalla Siberia in Alaska per essere si utilizzato nelle gare tra slitte trainate da cani. Nel 1930 è riconosciuto come razza dall’American Kennel Club e due anni dopo viene pubblicato sull’American Kennel Gazette il primo standard della razza Siberian Husky.
Le origini del cane Siberian Husky
Il siberian husky è sempre stato identificato come un cane del nord, adatto al traino delle slitte e dall’aspetto molto simile al lupo. Questa razza ha origine dalla Sibera centrale e la sua presenza lì si associa alla popolazione Ciuchi o Chukchi, nomadi che vivono ancora di caccia e pesca e che si spostano su lunghe distese di ghiaccio usando le slitte trainate proprio da questi cani. L’indole pacifica del siberian husky deriva, infatti, proprio dalla tranquillità che domina le distese dell’Artico, che ne sviluppano la velocità, lo scatto e la resistenza. Dal 19° secolo la razza di diffonde anche in Canada e in Nord America, tanto che negli anni ’40 viene fondato il Club americano del Siberian Husky che delinea lo standard ufficiale della razza. Dagli anni ’50, il siberian si diffonde velocemente anche in Europa e, di conseguenza, anche in Italia dove ancora viene molto apprezzato come fedele compagno dell’uomo.
Cane Siberian Husky: caratteristiche e standard
Gruppo: V – Sez. 1 Cani nordici da slitta
Origine: Stati Uniti
Altezza: maschi 54-60 cm; femmine 50-56 cm
Peso: dai 16 ai 27 kg
Pelo: lunghezza media, diritto; non così lungo da nascondere il profilo del cane
Colore: sono ammessi tutti i colori, dal nero al bianco candido
Corpo: tronco molto ben proporzionato ed elegante, con arti diritti e muscolosi
Testa: cranio leggermente arrotondato con il muso abbastanza largo; tartufo nero
Occhi: allungati, leggermente obliqui, di colore azzurro, marrone o eterocromi
Orecchie: piccole, triangolari ed erette
Coda: portata a scimitarra, non deve ricadere sul dorso né arrotolarsi
Il cane Husky viene scelto da chi conosce realmente le caratteristiche della razza, poco importa il colore degli occhi o quello del pelo. Per quanto riguarda il mantello lo standard, del resto, ammette qualsiasi colore, anche se alcuni sono decisamente più comuni: bianco-nero, grigio, silver, copper (rame) e rosso chiaro sono, infatti, motto più frequenti del bianco, del mostly black (quasi del tutto nero), del saddle back (iri cui il colore scuro forma quasi una sella del piebald (o pinto, fondo bianco con isolate grosse macchie sulla testa e sul corpo), dello splash coat (in cui la percentuale di bianco è inferiore rispetto al pinto) del sabbia, del grigio lupo, dell’agouti o del nero-focato.
Di altezza e peso medi, gli esemplari maschi di Siberian Husky sono alti 55 cm dal garrese per 25 chili di peso, mentre l’altezza delle femmine si aggira intorno ai 52-53 cm dal garrese per 16-22 chili di peso. La testa presenta un cranio mediamente lungo dalle mascelle vigorose, la fronte è leggermente arrotondata e il naso tipicamente a tartufo rivestito da una sfascia rosa d’inverno. Gli occhi, bruni o blu, sono molto eleganti ed espressivi e dallo sguardo leale, le orecchie sono dritte, attaccate alte dalla base larga e la punta un po’ arrotondata. Il corpo è forte, dal torace profondo non troppo largo, il dorso è di media larghezza, i reni sono muscolosi e senza grasso superfluo. La groppa è possente e vigorosa, mentre gli arti dritti e muscolosi presentano un’ottima ossatura e piedi lunghi con cuscinetti duri capaci di sostenere l’animale sul ghiaccio. La coda è folta e spessa portata a scimitarra quando corre e quando sta sull’attenti. Il manto è fitto e soffice, dal sottopelo molto folto e lanuginoso che serve a scaldarlo meglio. Il colore prevede spesso lo sfondo bianco intervallato da pelo grigio argentato o da pelo color sabbia chiaro e nero. Macchie possono trovarsi soprattutto sulla testa.
Vivace e socievole con tutti, cani e persone, è un cane molto testardo, come tutti i cani nordici. Nonostante il carattere amichevole, è molto indipendente, non semplice da educare, e ha un forte istinto predatorio nei confronti di piccoli animali domestici e non. Risulta essere la razza più utilizzata al mondo per le gare di slitta (sled-dog), ma è anche molto impiegato come cane da compagnia. È un compagno ideale per chi ama il cane primitivo, più vicino alle caratteristiche ataviche del lupo. È un cane robusto. Necessita di molto moto quotidiano.
Quando era di moda si era guadagnato la nomea di disubbidiente e testardo. In realtà il cane Siberian Husky ha semplicemente voglia di esplorare il mondo, il che lo porta spesso a dimenticarsi del padrone e a perdersi dietro qualche traccia, ma se vede nel padrone un valido leader sarà ben felice di tornare da lui. È un cane socievole ed espansivo con tutti, non conosce la parola diffidenza e per questo è impensabile pretendere che possa fare il cane da guardia o da difesa.
In famiglia dispensa affetto, è giocoso con i bambini e si affeziona a tutti, è tranquillo, mai aggressivo né mordace, dolce, docile e intelligente; talvolta può sembrare un po’ ostinato, ma è perché tende a obbedire ai comandi solo se ne capisce la finalità, mantenendo una certa indipendenza che è tipica della razza. Da buon cane da slitta un cane Siberian Husky ama la compagnia degli altri cani ma, soprattutto, apprezza correre libero, trainando una bicicletta se non c’è la slitta.
Gruppo e Selezione Siberian Husky
Gruppo e sezioni
Il Gruppo V comprende ben otto sezioni a causa della grande diffusione in diverse aree geografiche delle due tipologie in esso ricomprese, Spitz e Cani primitivi, nonché per via dei differenti impieghi a cui sono tradizionalmente destinati questi cani
-Cani nordici da slitta;
-Cani nordici da caccia;
-Cani nordici da guardia e da pastore;
-Spitz europei;
-Spitz asiatici e affini;
-Tipo primitivo;
-Tipo primitivo da caccia;
-Tipo primitivo da caccia con cresta sul dorso.
Cane Siberian Husky: di cosa ha bisogno?
Il Siberian Husky è un cane che si adatta all’ambiente urbano, ma che ha bisogno di spazio e di movimento quotidiano per conservare la un buono stato di salute psicofisica. Una casa con giardino è ottimale.
Per quanto una gran parte dei soggetti presenti in Italia venga scelto unicamente come compagno per la famiglia, il cane Siberian Husky è inscindibile dal lavoro per cui è stato selezionato: il traino della slitta, un tempo per aiutare l’uomo (ricordiamo la mitica “corsa del 1925” quando solo con i cani fu possibile trasportare del siero da Anchorage a Nome dove era scoppiata un’epidemia di difterite), oggi per puro agonismo. A partire dagli anni ’20 lo Sleddog è diventata un’attività sportiva di crescente importanza. Non bisogna essere esperti musher o volare nella lontana Alaska per provare l’ebbrezza di farsi trainare da uno o più cani; molte scuole di Sleddog italiane, infatti, offrono la possibilità di vivere questa esperienza fornendo tutta l’attrezzatura, quattrozampe compresi! In alternativa ci si può dedicare al Dog-trekking, che può essere praticato ovunque ci siano sterrati.
Il suo desiderio di esplorare tutto quanto ruota intorno a lui richiede una certa prudenza nel gestirlo, soprattutto se si vive in città trafficate. Il guinzaglio è, quindi, praticamente un obbligo; inoltre, è bene ricordare che, per quanto vada d’accordo con i suoi simili, nei confronti degli altri animali l’istinto predatorio è molto forte. In generale è un cane autonomo che tende a mettere continuamente in discussione il padrone, quindi, affinché cresca educato e disciplinato, ha bisogno di una figura che sia coerente in ogni sua azione, che sappia usare un tono di voce fermo e autoritario quando fa male, ma dolce e gentile quando fa bene. Non è detto che ci voglia necessariamente una slitta da tirare per farlo felice, ma sicuramente un padrone sportivo e dinamico saprà andare incontro alle sue esigenze di movimento. Durante le mute stagionali si spoglia completamente del sotto-pelo e, in questo periodo, bisognerà intensificare l’uso di pettine e spazzola.
Questo cane tende a essere molto indipendente, per cui è bene impartirgli delle regole di buona condotta per inserirlo più facilmente in un contesto familiare. E’ consigliabile insegnarli a ubbidire e accorrere al richiamo del padrone, alternando il guinzaglio con la libertà lasciandolo libero in posti tranquilli e al sicuro dalla strada. Se il cane accorre al richiamo e obbedisce, è bene premiarlo con un biscottino o una leccornia incitandolo alla corsa e spronandolo a dirigersi verso di voi. Ogni tanto va bene mettergli il guinzaglio, ma sempre senza assumere toni di rimprovero: bisogna fargli capire che quando lo si richiama non è solo per legarlo al guinzaglio, ma anche per premiarlo per essere stato ubbidiente e giocare con lui. Nel caso in cui si voglia usare il siberian husky per la slitta, l’allenamento deve iniziare solo quando il cane avrà raggiunto il completo sviluppo fisico e mai da cucciolo. Inoltre, per insegnargli a essere un buon capo muta occorrono anni di paziente lavoro.
Quali sono i punti forti e quali i punti deboli nel cane Siberian Husky dal punto di vista sanitario?
Questa razza di origine nordica affascina per il suo sguardo glaciale e per il suo aspetto che lo rende, per molti versi, simile al lupo. È una razza robusta, che può vivere a temperature molto basse, il suo mantello folto lo protegge dalle variazioni climatiche. La salute non è un problema per questo cane che incontrerà il veterinario, probabilmente solo per le profilassi di rito! Il colore degli occhi è azzurro o marrone e l’eterocromia (un occhio marrone e l’altro azzurro, o con entrambi i colori nello stesso occhio) non è una degenerazione ma, piuttosto, una varianza molto affascinante. Cane dal carattere estremamente indipendente è un ottimo cacciatore in grado di procurarsi cibo e ricovero scavando