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  • Giochi per Cani – Migliori Prodotti, Opinioni e Prezzi

    In questa guida spieghiamo quali sono i migliori giochi per cani.

    Il gioco è il mezzo più importante con il quale il padrone può entrare in sintonia con il cane, stimolando la sua capacità di ubbidire, di creare una comunicazione e una relazione con l’umano. Tutti i cagnolini adorano giocare, sia quelli più piccoli che quelli già adulti. L’attività ludica infatti dona grandi benefici sia dal punto di vista fisico che mentale.

    Per quanto riguarda i cuccioli soprattutto questi adorano particolarmente giocare, anche se noi crediamo che si stia solamente svagando, in realtà in quel momento sta imparando, cercando di comprendere come si dovrà e potrà comportare da grande.

    Durante il gioco infatti il nostro amico a 4 zampe inizia a capire e a sperimentare tutti gli atteggiamenti che potrà mettere in atto da adulto, ossia la sottomissione, l’inseguimento della preda e la monta. Proprio per questo motivo è importantissimo gestire nel migliore dei modi il gioco del cagnolino.

    A cosa servono i giochi per cani

    Il gioco, oltre che un divertimento e uno sfogo di energie, è anche una maniera di educare i cani e di imparare a comunicare con loro. Il gioco costituisce una “palestra di vita” importante sia per il cucciolo sia per il cane adulto, dà modo al vostro cane di esprimere tutta la sua naturalezza ed i suoi istinti – consolidando fortemente il rapporto con voi – ed è elemento determinante della sua salute fisica e mentale. Grazie al gioco, per il cane il padrone si consoliderà come colui da seguire ed ascoltare. Mentre gioca, egli sperimenta tutti quei comportamenti che poi metterà in atto anche in contesti assolutamente seri.

    Il gioco infatti serve per
    -Formare il carattere
    -Imparare il giusto comportamento
    -Aiutare l’interazione sociale
    -Aumentare la capacità e l’agilità fisica e mentale
    -Migliorare al meglio la coordinazione
    -Apprendere i vari ruoli sociali
    -Esplorare l’ambiente circostante
    -Risolvere problemi con crescente complessità

    Regole da Seguire per Giocare con il Cane

    Ci sono alcune regole importanti da seguire per giocare correttamente con il vostro cane
    -il cane non deve saltarvi addosso e mordervi; se e quando lo fa, ignoratelo girandogli le spalle e interrompendo ogni interazione con lui; sgridarlo non serve, perché quello che vi sta chiedendo sono proprio manifestazioni di attenzione e sgridandolo non fareste che rinforzare e premiare le sue richieste.
    -se il cane si eccita troppo riportatelo con l’attenzione e con gli esercizi a rilassarsi un po’ per poi ricominciare a giocare insieme.
    -non lasciategli i giochi sempre a disposizione perché perderebbero di importanza; proponeteli voi quando meglio credete: ci saranno dei giochi con cui si divertirà con voi, dei giochi per quando dovrà stare da solo in casa, dei giochi per farsi i denti.
    -decidete sempre voi quando il gioco inizia e quando finisce; come per tutte le altre cose non lasciate che sia il cane a decidere quando e come smettere.
    -non fate mai diventare il gioco noioso, 3 o 4 ripetizioni saranno più che sufficienti; terminate sempre quando il cane ha ancora voglia di giocare, non arrivate mai al punto che non vi considera più e va a fare dell’altro; sarebbe frustrante per entrambi.
    -non strappate mai di bocca nulla al cane, soprattutto i suoi giochi; ogni qualvolta avrà in bocca qualcosa, fategli le feste e insegnategli a portarvi e a farvi vedere cosa ha preso; questo sarà utile soprattutto quando si divertirà a rubare il cellulare, il telecomando, l’orologio, ecc.; avrete così modo, mantenendo la calma, di recuperare velocemente la refurtiva senza trovarla distrutta.

    I vari tipi di giochi per cani

    Valutiamo ora i giochi che il cane può fare con voi nella maniera più corretta possibile.

    La pallina
    Quando giocate con la pallina è buona norma utilizzarne due uguali: lanciate la prima pallina e appena il cane la prende dite BRAVO! PORTA! Quando ritorna, e lascia la pallina, tirate subito l’altra. (La visione della seconda pallina che avete in mano lo incoraggerà a deporre ai vostri piedi la prima che ha in bocca). Ripetete il gioco due o tre volte; poi, per terminare, fatevi portare la palla e prendete un bocconcino, dite LASCIA e terminate il gioco. Giocare con la palla in questo modo gli insegnerà a condividere con voi l’attività e definirà ulteriormente i ruoli gerarchici.

    Il tira e molla
    Procuratevi una corda (potete trovarla in qualsiasi negozio per animali o farla in casa) e proponetela al vostro cane muovendola come se fosse una preda che striscia per terra; appena l’afferra iniziate a giocare come a un tiro alla fune, tiro io e poi tiri tu e così via; poi fermatevi tenendo la posizione eretta, fategli annusare un boccone, dite LASCIA e rinforzate. In questo gioco non lasciate mai che il cane vi rubi la corda: ricordate che siete voi a gestire il gioco e a vincere la lotta.

    La lotta
    Non è sempre consigliabile fare giochi di lotta fisica con il cane; però, perché non provare ad emulare il gioco che fa con i suoi simili? Inchinarsi, rincorrersi, cercarsi, sono delle situazioni con cui potreste imparare a conoscere meglio i suoi linguaggi e i suoi comportamenti? Non dimenticatevi che sarà comunque importante che il vostro cane si rapporti e giochi anche con i suoi simili di ogni razza e taglia così che socializzi nella maniera corretta e che non abbia mai paura degli altri cani.

    Altri giochi molto creativi e che possono aiutare il cane ad esprimere se stesso e le sue doti naturali, sono i giochi di “naso” o di ricerca; con questi si possono fare alcuni esercizi molto divertenti che tengono occupato il cervello e stimolano la concentrazione, rendendo il cane soddisfatto e tranquillo. Per esempio – invece di mangiare sempre dalla ciotola – proponete al cane di cercare i suoi croccantini sparsi per il giardino; se mangia cibo umido potreste nascondere la ciotola e lasciargliela cercare. Potete scegliere dei pavimenti dove il cane non riesce subito a individuare i croccantini e fare una sorta di pista, oppure nasconderli dentro un mucchio di coperte, o dentro una scatola piena di carta. Provate ancora a nascondere le crocchette su una mensola o su una sedia e vedete se con l’aiuto del naso lui riuscirà a lavorare anche su altri piani, oltre che per terra! Invece che con il cibo, potete usare dei giochi in sostituzione o in aggiunta.

    Basta un po’ di fantasia! Un altro aspetto da tenere bene in considerazione, è quello dei cani che devono passare in casa molte ore da soli. Anche in questo caso possiamo aiutarli ad occupare il tempo nella maniera più piacevole possibile, senza ritrovarsi con case distrutte e cani stressati. Teniamo quindi dei giochi che daremo al cane solo quando è da solo e togliamoglieli al nostro rientro. La cosa migliore è quella di associare i giocattoli al cibo. A questo scopo quelli più conosciuti al momento sono i giochi Kong, di ogni forma e dimensione (palline, palle da rugby, ovali, tonde, a forma di alveare) il meccanismo è quello di inserire crocchette nei fori dei giochi e lasciare che il cane capisca come riuscire a tirarle fuori, usando le sue capacità cognitive, con un impegno che a volte può appagarlo più che di una corsa nel parco. Il gioco è la base di partenza per poter costruire un rapporto di fiducia e stima tra voi e il vostro amico: più sarete uniti in questo e più sarete d’accordo su tutto il resto!! Non mi rimane che augurare buon gioco a tutti.

    Giochi per Cani più Venduti

    Per concludere, mettiamo a disposizione una lista dei giochi per cani più venduto in rete, con informazioni sui prezzi a cui sono disponibili i vari prodotti.

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  • Come Lasciare il Cane da Solo in Casa

    Sono tante le cose che ci preoccupano quando il nostro cane rimane solo in casa: si annoierà? Soffrirà troppo la solitudine? Oppure farà dei danni e diventerà aggressivo e disubbidiente?

    Sono domande lecite per qualsiasi padrone, soprattutto considerando l’attaccamento del cane all’uomo, ma niente paura, basta la giusta educazione e il vostro cucciolone non avrà problemi. Vediamo allora cosa fare quando il cane resta da solo in casa.

    Scegli la razza giusta

    Molto spesso le persone scelgono di non prendere un cane, anche se lo desiderano molto, perché per lavoro o per altri motivi, passano diverse ore al giorno fuori di casa. Non è detto che l’animale soffra per forza se non ci siete, questo dipende soprattutto dal suo carattere e in parte anche dalla sua educazione. Cerchiamo dunque di scegliere il cane non solo in base al nostro gusto estetico, ma considerando le sue caratteristiche.

    Da evitare il dobermann, un cane che raramente ama rimanere da solo e che, delicato com’è, si ammalerebbe di malinconia. Lo stesso discorso vale per tutte le altre razze di cane che spesso sviluppano un forte attaccamento nei confronti del padrone come i boxer, tutti i molossoidi e i cani pastore.

    Meglio scegliere cani con un carattere molto più indipendente, parliamo dei cani nordici, i levrieri, terrier, i segugi, come pure i cani difensori del gregge. Per esempio un husky è perfetto se si lavora quasi tutto il giorno. Quando non ci sarete troverà tanti modi per divertirsi e cose da fare, senza sentirsi solo ed annoiato e quando tornerete sarà felice di vedervi, ma non stressato.

    Trovagli una compagnia

    Nonostante la scelta di una razza oppure di un’altra possa aiutare, ricordiamoci che i cani sono sempre degli animali sociali, per questo motivo non amano stare da soli per un lungo periodo. Dunque cosa fare quando il cane resta solo in casa? Potremmo ad esempio trovargli una compagnia, prendendo nella nostra abitazione un altro animale con il quale possa passare le sue giornate senza sentirsi completamente solo ed abbandonato.

    Basta anche solo un gattino o un piccolo criceto per fare felice il tuo cucciolone. Moltissimi cani infatti, come i pastori si sentono utili quando hanno un compito e sentono di essere utili. Se condividono il loro spazio con un altro animale si sentiranno responsabili per quest’ultimo, credendo di doverlo sorvegliare, controllare e proteggere mentre il padrone è via.

    Un discorso diverso vale per le razze di tipo predatorio, che non legano facilmente con animali di una specie diversa. Possono abituarsi alla presenza di un uccellino, un criceto o un gatto, ma non si sentiranno per questo meno soli e stressati.

    Una soluzione che invece vale per qualsiasi tipo di cane è prendere un altro cucciolo che faccia compagnia e dia l’idea di un branco, permettendo all’animale di socializzare. Due cani ci permetteranno di uscire di casa senza stare in ansia perché il nostro è da solo. Le cure e le attenzioni saranno le stesse da parte vostra, ma divise per due, e vederli giocare insieme ripagherà una piccola spesa economia in più.

    Qualche consiglio per quando si lascia il cane da solo in casa

    Per prima cosa non allarmarti se hai un appartamento e non potrai, per diverse ore, portare fuori il tuo cane. Gli animali infatti possono resistere e trattenersi dal fare i loro bisogni anche per otto ore senza dover avere per forza qualche trauma. Per i cuccioli meglio prenderli durante le vacanze per poterli istruire a non sporcare.

    Anche se si ha un giardino enorme nel quale il cane può scorrazzare questo non diminuirà la sua ansia e lo stress quando non ci siete. Ciò che lo fa soffrire è l’assenza di qualsiasi contatto con altri esseri, dunque la situazione è la stessa sia in un appartamento che in una villa con giardino.

    Quando il cane è da solo in casa, per passare il tempo e non stressarsi, potete lasciargli a disposizione qualche osso, dei biscottini molto duri o altre cose da rosicchiare. I giocattoli invece non servono a nulla se non c’è qualcuno con cui giocare, umano o animale.

    Ci sono poi altre cose che possono alleviare un po’ la solitudine del cane quando noi siamo fuori. Dei punti fermi che facciano sentire l’animale sicuro, come la sua ciotola sempre nello stesso luogo, con acqua abbondante e croccantini, la sua cuccia, accogliente e comoda. Un rimedio utile sarebbe quello di lasciare al cane un piccolo compito, per esempio il dover sorvegliare qualcosa in questo modo il tempo passerà velocemente e lui si sentirà molto utile.

    Insegnategli infine ad abbaiare solo quando è necessario così eviterà di scattare, con nervosismo, per ogni singolo rumore e disturbare i vicini che poi, alla fine, se la prenderanno immancabilmente con voi.

  • Adottare un Cane al Canile

    Acquistare un cane in un negozio, non solo alimenta spesso un losco traffico di cuccioli dall’estero, da parte di persone poco oneste, ma soprattutto è un atto di egoismo nei confronti di tutti quei cuccioli che sono rinchiusi in canile e aspettano solo di avere una famiglia.
    Allora, se avete deciso di prendere un cane, perché non adottarlo in canile. Arrivare a casa dopo una lunga giornata e venire accolti dalle coccole e dalle leccate del cagnolino sarà davvero una meraviglia. Vediamo dunque come affrontare questo percorso nel migliore dei modi e dare una famiglia e una seconda vita ad un cane del canile. La vostra decisione su quale cane portare a casa potrà portare a buon fine la situazione.

    Qualche consiglio

    Per prima cosa considerate che la scelta che state facendo vi cambierà la vita, anche se in meglio. Il cane infatti non è un oggetto oppure un giocattolo, da prendere a casa per sfizio e gettare via quando non ci interessa più, ma un essere vivente che ha bisogno di cure ed affetto.
    In secondo luogo cerca di analizzare la tua routine di tutti i giorni. Ogni cane, anche a seconda della razza, ha un suo carattere che deve essere rispettato. Ci sono alcuni cagnolini che sopportano la solitudine, non si annoiano e trovano sempre il modo di passare il tempo, altri invece hanno la necessità di avere attenzioni, di giocare molto con il padrone ed essere coccolati. Dunque prima di scegliere il cane considerate anche le vostre abitudini per capire quale indole si adatta meglio alla vostra situazione.
    Un’altra questione se avete dei figli. In questo caso il cane deve essere docile, che sopporta la presenza dei piccoli e che non è geloso. Deve essere un cane che non si spaventa quando c’è confusione e troppo rumore e che ama essere accarezzato.
    La scelta del cane è legata anche al posto nel quale abitate. Se vivete in un monolocale evitate un cane che sia di taglia grossa. Il cane soffrirebbe troppo in un appartamento e anche voi avreste qualche difficoltà. Se invece avete uno spazio all’aperto, come un bel giardino, una terrazza ed un balcone, potete optare per taglie medie e grandi.
    Una volta arrivati al canile non scartate del tutto un cucciolo. Certo, i piccoli sono dolci e bellissimi, sembrano dei peluches, ma sono anche molto impegnativi. I cani grandi invece sono già educati, non fanno dei danni in casa, non sporcano dappertutto e non scappano.
    Dopo aver scelto il cane dovrete rispondere alle domande dei volontari del canile. Vi faranno alcuni quesiti, non è un interrogatorio, ma vogliono solamente capire se il cane scelto è adatto al vostro stile di vita e a voi.
    Subito dopo vi consegneranno tutta la varia documentazione sanitaria riguardante il cane con i controlli veterinari, le diverse vaccinazioni, le indicazioni sull’alimentazione e le terapie mediche ed i controlli fatti.
    Inizialmente, nei primi mesi, il personale del canile periodicamente vi contatterà venendo a casa a fare visita al cane e a vedere come va la vostra convivenza. Se avete dei dubbi oppure dei problemi contattateli ricordando sempre che vogliono bene al cane e si sono occupati di lui.

    Come scegliere meglio il cane adatto a noi

    Non dobbiamo scegliere il cane in base solo all’estetica e alla sua bellezza o perché vi fa tenerezza, ma in base a tante altre caratteristiche. Dovete considerare se il cane si inserisce bene nella vostra famiglia e nel tipo di quotidianità che vivete.
    Ad esempio, se avete un gatto, non scegliete il cane che, anche se vi piace tanto, non sopporta i felini e li insegue appena li vede, se invece avete dei bimbi, non optate per un cagnolino che ha paura del rumore e delle carezze. Meglio conoscere la storia di un cane per comprendere meglio come inserirlo nella nostra vita.
    Se chi adotta è una persona anziana o dei ragazzi meglio una taglia piccola che è molto più facile da gestire. Può essere portato con facilità in macchina o sui mezzi pubblici, non ha bisogno di fare troppo movimento e in casa può avere i suoi spazi.
    Controlliamo anche il carattere del cane e quanta attività fisica richiede di fare. Un cane vivace e attivo ha bisogno di fare tantissimo movimento se voi siete pigri e non vi piace uscire spesso evitate di sceglierlo. Meglio allora preferire un cucciolo che sia tranquillo o un cane d’età più grande.
    Prima di fare la vostra scelta osservate per bene il comportamento del cane nel canile da ciò potrete trovare tante informazioni utili per prendere la vostra decisione. Potrete dunque comprendere se il cane è timido, socievole, pauroso oppure aggressivo.

  • Come Insegnare al Gatto a Fare i Bisogni nella Lettiera

    In questa guida spieghiamo come insegnare al gatto a fare i bisogni nella lettiera.

    Educare un gatto a fare i bisogni dove vogliamo è abbastanza facile – molto più che con i cani – ciò è dovuto al fatto che i felini per istinto sentono il bisogno di fare la pipì e la cacca sul terriccio o sulla sabbia. Dunque con qualche consiglio e un po’ di pazienza non sarà difficile educarlo nel modo giusto.

    Inizia subito, non appena il tuo cucciolino arriva a casa e vedrai che in breve tempo raggiungerai il tuo obiettivo. L’unica cosa che dovrai fare sarà quella di mostrare la lettiera al gatto e soprattutto renderla per lui appetibile. Poi il resto lo farà la natura che spingerà il cucciolo ad utilizzare la sabbia.

    Per prima cosa è necessario che tu comprenda il fatto che il gatto non è assolutamente uguale al cane. I felini hanno una sensibilità molto diversa dai cuccioli di cane. Per questo motivo dovrai usare una sensibilità diversa. Mentre il cane sopporta grida e comunque strilli, i felini sono molto più permalosi e sensibili. Non sognarti assolutamente di afferrare il cucciolo e metterlo nella lettiera muovendogli le zampe per fargli capire cosa deve fare. In tal modo otterrai solo l’effetto contrario perché il gattino si innervosirà e potrebbe perfino arrivare a rifiutare la lettiera.

    La cosa principale da fare è quella di procurarsi il materiale necessario. Prima di tutto compra in un negozio di animali una grande lettiera. Esistono in commercio anche quelle dedicate solo ai cuccioli, ma ricordati che i gattini crescono molto in fretta quindi la cosa migliore da fare è acquistarla direttamente più grossa. Inoltre i gatti si affezionano alla lettiera, per questo sceglierne una troppo piccola e sostituirla causerebbe un trauma e un conseguente nuovo processo di adattamento.

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    La sola cosa da considerare è che i bordi della lettiera non siano troppo alti per impedire ai micini di scavalcarla. Esistono pure dei modelli particolari che sono chiusi, ma di solito i gatti le preferiscono aperte.

    La seconda cosa da acquistare è la sabbia. Ce ne sono di tantissimi tipi che vanno bene per quasi tutti i mici. Se possibile scegline una poco polverosa perché potrebbe irritare i piccoli polmoni del gattino durante la sua crescita. Per evitare pericoli non comprare quella che si presenta a palla oppure argillosa, il micio potrebbe ingoiarla e soffocare.

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    Ai gattini, ma anche a quelli grandi, non piace troppo la sabbia che si presenta come profumata. Se lo abitui fin da quando e piccolo potrebbe pure piacergli, ma se puoi evita di acquistarla o cambiala. L’ultima cosa che serve a questo punto è la paletta per levare i bisogni del cucciolo.

    Quando avrai fra le mani tutto il materiale posiziona la lettiera in un posto molto tranquillo. Assicurati che non sia assolutamente in un luogo frequentato come ad esempio la cucina o il bagno, infatti i mici non sopportano il via vai di gente quando sono intenti a fare i loro bisognini. Solitamente si scelgono punti nascosti come la lavanderia oppure il balcone. Se hai necessità di spostarla fallo sempre a poco a poco spingendola di qualche metro ogni giorno. Un cambiamento brusco potrebbe fare innervosire il gatto.

    Il primo giorno, non appena il gattino entra in casa, mettilo subito dentro la lettiera e lascialo annusare liberamente. Ripeti lo stesso gesto ogni volta che potrebbe aver voglia di fare i bisogni come dopo i pasti e quando si risveglia dopo un pisolino. Il micio non avrà necessità di alcun insegnamento sarà il suo istinto acuto a fare tutto per te.

    Quando avrà iniziato ad utilizzare la sua lettiera nel modo giusto accarezzalo per bene e lodalo a lungo. Non sgridarlo mai o finirà per associare quel posto a qualcosa di molto negativo. Al contrario di ciò che accade per i cani non serve a nulla far annusare la pipì ai gatti se la fanno fuori. Se sporca il pavimento limitati a prenderlo e a posizionarlo all’interno della lettiera, lui capirà tutto, non ti preoccupare.

    Ricordati di farlo sentire a suo agio nella sua nuovissima casa. Cambia molto spesso la lettiera, pulendola bene ogni giorno, i gatti infatti non sopportano assolutamente la sporcizia e il tuo piccolo non entrerà se la lettiera sarà sporca, al contrario farà i suoi bisogni in un altro posto, magari sul tappeto o dietro il divano.

    Leva la cacca e la pipì con la paletta e getta tutto nella spazzatura durante le primissime settimane puoi lasciare qualche pezzettino di feci perché il gatto comprenda dove andare. Una volta al mese invece sostituisci totalmente tutta la ghia ietta e lava bene con un detergente la lettiera del gatto poi asciugala e riponila al suo posto.

  • Cibi che Fanno male al Gatto – Quali Sono

    Il gatto non è affatto un animale vorace, ma per la sua salute è fondamentale conoscere gli alimenti che possono fargli male. Tenendoli lontani dal nostro micetto riusciremo a farlo vivere bene e più a lungo. Vediamo dunque quali sono i cibi che fanno male al gatto, come e perché evitarli.

    Il Cioccolato, il Cacao, il Caffè ed il Thé: se per noi sono buonissimi per i micetti sono dannosissimi. Questi alimenti sono accomunati dal fatto che contengono due sostanze pericolosissime per i mici ossia la teobromina e la caffeina. Questi elementi sono altamente tossi per il gatto, perché l’organismo dell’animale non è capace di metabolizzarlo. La dose mortale e velenosa di teobromina è quella che va da 100 a 150 mg per ogni chilo. L’intossicazione da teobromina è davvero molto pericolosa e nei mici può provocare anche la morte. Solitamente i sintomi dell’intossicazione sono forti tremori, vomito, dolorosissimi spasmi muscolari, diarrea e convulsioni fino ad arrivare al decesso dell’animale.

    La Cipolla: Le cipolle sono uno fra i cibi più nocivi perché agiscono negativamente sul metabolismo dei gatti. Ciò è dovuto al fatto che le cipolle contengono il disolfuro di n-propile una sostanza che l’organismo del micio non può metabolizzare. Essa infatti agisce negativamente sui globuli rossi nel sangue rendendoli molto deboli e favorendo la loro rottura. In tal modo il gatto si ammala di anemia emolitica, che spesso è fatale. Inoltre, per capire quanto la cipolla fa male, sappiate che i danni di questo alimento sono cumulativi, ciò significa che anche degli assaggi piccoli ogni tanto possono provocare effetti pericolosissimi. Una cosa fondamentale da ricordare è di non dare mai ai gatti gli omogeneizzati, questi infatti spesso contengono la polvere di cipolla che viene inserita per poter dare sapore all’alimento per bambini. Dunque questo cibo può provocare effetti nocivi allo stesso modo della cipolla fresca. I sintomi generali dell’intossicazione da cipolla  compaiono dopo circa 24 ore  e sarebbero diarrea, unire con colore molto scuro e vomito.

    L’Aglio: Tutti gli agliacei, fra i quali troviamo la cipolla, lo scalogno, l’aglio, il porro e l’erba cipollina sono ricchi di N-propil-disolfuro, ossia una particolare sostanza emolitica che purtroppo il micio non è capaci di sintetizzare con il suo organismo. Dunque l’ingestione dell’aglio può provocare anemia ed emorragie gravi. Bastano solo 5 g per ogni chilo di gatto della sostanza secca. I sintomi dell’intossicazione sono simili a quelli che si notano quando viene ingerita la cipolla.

    L’Avocado: questo frutto morbido e polposo che si trova in tutti i supermercati contiene il Persin, una sostanza che è molto tossica per i gatti. Attenzione soprattutto alla varietà di avocado Guatemalteca considerata la più velenosa in assoluto per il micio.

     Il Pomodoro:  soprattutto la parte più verde del pomodoro che permette all’ortaggio di attaccarsi alla pianta, è velenosissimo per i gatti. Ciò è dovuto alla solanina, che causa gravissime lesioni al livello gastrointestinale e dei danni mortali a tutto il sistema nervoso centrale. Lo stesso vale per i pomodori molto acerbi. La parte rossa invece è commestibile e non fa male al gatto.

    La Noce di Macadamia: La noce di Macadamia è ricca di una tossina molto dannosa per i gattini. I sintomi dell’avvelenamento sono il vomito, i tremori, la febbre, la depressione, fortissimi dolori addominali, un pallore eccessivo delle mucose e grande debolezza nella zona delle zampe posteriori.

    L’Uva: l’uva, insieme con l’uva sultanina contiene una tossina che crea dei danni ai reni dell’animale e ne può provocare anche la morte.

    Le Bevande alcoliche: Le bevande con alcool possono provocare il coma, l’intossicazione e infine la morte.

    I Funghi: questi alimenti che noi mangiamo normalmente sono dannosissimi per i gatti che possono avere danni gravi fino al decesso.

    I Noccioli della frutta: in particolare quelli dell’albicocca, della pesca, della ciliegia, dell’amarena e della mela.

     I dolci con xilitolo: vanno evitati tutti

     Le Ossa: sia quelle di pollo che le lische del pesce, soprattutto se sono state cotte, possono provocare delle lesioni anche mortali a tutto l’apparato digerente.

    Il cibo per i cani: le scatolette ed i croccantini per i cani utilizzati per il gatto con frequenza sono insufficienti da punto di vista proteico sia per la qualità che per la quantità.

     I ritagli e gli avanzi di grasso: possono favorire la pancreatite se vengono dati al micio troppo frequentemente.

    Il latte e i derivati: i gatti ne vanno matti, ma sono assolutamente poco digeribili e pesanti. Alcuni gatti infatti non hanno l’enzima lattasi e questo gli può causare delle diarree.

    Le uova crude: sono formate soprattutto dall’albume, un particolare enzima che può ridurre l’assorbimento della biotina, ossia una vitamina che fa parte del gruppo B.

    Il fegato: una dieta a base principalmente di fegato, può causare, se prolungata, gravi problemi nell’apparato muscolare e scheletrico per via dell’effetto tossico di un eccesso di vitamina A.

    Il pesce crudo: se mangiato per troppo tempo provoca una carenze di tiamina, ossia una vitamina che fa parte  del gruppo B del quale il gatto ha una grande necessità. Ciò può causare una grande debolezza, problemi al sistema nervoso e infine la morte.

    Le patate:  sono ricche di ossalati, che fanno male ai felini. Inoltre ricordati di non dare mai al tuo gatto la patata bollita che potrebbe causare un’occlusione intestinale.

    I cibi scaduti oppure avariati: non dateli assolutamente al vostro gatto perché potrebbero determinare una forte diarrea

    Le vitamine: in particolare quelle usate dagli uomini, non devono essere somministrate ai gatti. Specialmente quelli che contengono il ferro e potrebbero originare una pesante tossicità.

    Avanzi di cucina: possono originare dei gravissimi squilibri alimentari per questo non devono essere dati ai mici.