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  • Cane Iperattivo – Come Calmarlo e Cosa Fare

    In questa guida spieghiamo cosa fare per calmare un cane iperattivo.

    Cane iperattivo: perchè è un problema

    Abitare con un cane è una delle esperienze più belle ed importanti che possono essere vissute da un uomo. Tuttavia se il quattrozampe non sta mai fermo, è sempre irrequieto e sembra letteralmente incapace di rilassarsi, la convivenza può diventare un po’ problematica. A monte, in effetti, potrebbe esserci un disturbo del comportamento del cane che, se ignorato, può peggiorare anche in modo pericoloso. Quando si parla di cane iperattivo si fa riferimento ad una sindrome precisa, quella da ipersensibilità o iperattività. Si tratta, quindi, di una patologia a tutti gli effetti che, in quanto tale, deve essere curata da un veterinario o da un esperto educatore cinofilo che sia in grado di prescrivere anche una terapia di tipo farmacologico. In genere si tende a fare un po’ confusione tra l’iperattività e l’eccitazione. Ci sono alcune razze canine da pastore, per esempio, sono molto attive e richiedono un bel po’ di esercizio sia fisico che mentale. Ci sono altri cani, invece, che sono eccitati perché non hanno ricevuto una buona educazione e il loro padrone non è stato in grado di fargli capire quali sono i comportamenti corretti e quelli sbagliati. Si tratta di cani che tendono a saltare addosso, che abbaiano spesso e che – in linea di massima – sembrano completamente fuori controllo E’ normale, invece, che un cane adolescente sia molto attivo.

    Cane iperattivo: cosa fa nello specifico?

    Un cane iperattivo è tale perché tende a saltare addosso alle persone, ma salta anche sui mobili di casa o sulle pareti. Un cane iperattivo, insomma, è un cane che non riesce a stare mai fermo e che un padrone difficilmente riesce a gestire con un collare o con una semplice pettorina. Analogamente, un cane iperattivo è difficile da portare a spasso, da spazzolare o da manipolare in altri modi. Al guinzaglio tende a tirare e ad alzarsi su due zampe, abbaia molto, mangia e beve molto velocemente (il che provoca non pochi problemi anche a livello di digestione), corre all’impazzata senza ragioni, fa giri su se stesso, gratta le porte e si mette a seguire tutte le persone o le cose che si muovono. Il cane iperattivo è straordinariamente attento ad ogni rumore, si eccita con facilità e tende anche a mordere vestiti, mani e altre parti del corpo. In generale, rosicchia qualsiasi tipo di oggetto. In genere, i cani che soffrono di questa patologia non amano restare da soli e, quando accade, ansimano e hanno il battito cardiaco molto accelerato. Infine, fanno fatica ad apprendere e quando iniziano a fare qualcosa non riescono a concluderla.

    E’ bene precisare che tutti questi atteggiamenti ‘tipici’ di un cane iperattivo, sono del tutto normali quando si tratta di un cucciolo o di un cane adolescente ma diventano sintomatici quando, invece, si manifestano in un cane che supera anche gli otto anni di età. In ogni caso, questi atteggiamenti sono più frequenti nei maschi, specie se non sterilizzati.

    Le cause che fanno diventare un cane iperattivo

    Una precoce separazione del cucciolo dalla mamma può predisporre l’animale all’iperattività. La mamma, infatti, insegna al cucciolo come controllare l’intensità del morso e – in generale – come regolare l’attività motoria. Il gioco, insieme ai frattellini, viene disciplinato dalla mamma e il cucciolo, in questo modo, impara i moduli comportamentali corretti. Il problema sorge nel caso di separazione precoce, oppure quando i piccoli vengono sistemati in recinti insieme ad altri cuccioli senza adulti o in caso di una madre troppo permissiva e tollerante o di una cucciolata numerosa.

    Cane iperattivo: come risolvere il problema

    Per ottenere l’attenzione di un cane iperattivo è importante avere la giusta motivazione, assecondando anche le predisposizioni di razza e le caratteristiche del singolo soggetto ma, soprattutto, insegnando al cane che solo con la calma e l’educazione può ottenere quello che desidera. In molti casi, vivere e crescere in un ambiente povero di stimoli può contribuire a generare nel cane comportamenti scorretti. I cani che crescono in città, per esempio, sono animali abituati al traffico che non inseguono le macchine, a differenza di quelli che vivono in campagna. I cani vanno sempre stimolati, soprattutto quando sono cuccioli.

    A differenza di quanto si dice in giro, un cane iperattivo non tende a calmarsi facendo lunghe passeggiate. Al contrario, la tendenza a farlo stancare, non fa altro che allenarlo ancora di più! In alternativa, un metodo efficace per far calmare il cane è quello di optare per i giochi che consentono di usare il naso, i giochi di ricerca e le attività di masticazione; inoltre, è importante fargli usare la testa per risolvere piccoli problemi, per esempio impegnandolo con giochi di attivazione mentale.

    Per interagire con un cane iperattivo e aiutarlo a correggere i suoi comportamenti sbagliati, il linguaggio del corpo e le posture possono rivelarsi fondamentali. Se il cane è irrequieto o agitato, di sicuro non è conveniente correre, fare movimento bruschi o veloci, o anche alzare il tono della voce eccessivamente. Sicuramente l’iperattività è una patologia che va curata da un medico veterinario comportamentalista che somministrerà al cane anche dei farmaci. I rimedi omeopatici e naturali sono molti utili anche per ottenere risultati migliori e più veloci nel lavoro che comunque va svolto in sinergia con un operatore cinofilo. In tutti i casi, affiancarsi ad un professionista è fondamentale per correggere il comportamento del cane ed evitare soluzioni fai da te che, invece, potrebbero anche peggiorare la situazione.

  • Latte ai Cani – Si Può Dare o Fa Male all’Animale

    In questa guida spieghiamo se si può dare il latte ai cani o se fa male.

    Latte ai cani: pro e contro

    Somministrare o meno il latte ai cani – e i suoi derivati – come integrazione dietetica? Per alcuni esperti, questi ingredienti servono poco o nulla; per altri, invece, sono molto utili e, per altri ancora, andrebbero completamente eliminati dal regime alimentare dei nostri amici a quattro zampe. In realtà, come accade nella maggior parte dei casi, la verità sta nel mezzo. Il latte è un alimento ottimo, in quanto è ricco di vitamine, proteine, grassi e sali minerali. Quello che conta, nel caso degli animali, è che l’organismo – piccolo o grande che sia – possa digerirlo in modo corretto e assimilarlo per bene. Per far in modo che questo accada, è fondamentale la presenza della lattasi, un enzima che viene prodotto in modo spontaneo a partire dalla nascita in tutti i mammiferi. Questo enzima è fondamentale per assicurare al corpo una buona digestione del lattosio, ovvero dello zucchero che viene contenuto nel latte e nei latticini. Se, però, il latte non viene somministrato per lunghi periodi di tempo, l’organismo del cane riduce – fin quasi ad azzerarla – la produzione della lattasi, e in questo modo provoca una specie di intolleranza nei confronti del latte e dei suoi derivati. In una condizione di intolleranza al latte, i principali sintomi sono l’emissione di feci molli ma anche piccole e dolorose coliche addominali. In alcuni casi, poi, si può verificare anche un’incapacità organica, per un effetto congenito, di produrre il suddetto enzima.

    Somministrare il latte ai cani, quindi è un’ottima abitudine, sia da cuccioli che da grandi.  In tutti i casi, è importante che il latte somministrato al cane non provochi problemi di tipo enterico. E’ possibile, ad esempio, utilizzare con una certa tranquillità il latte di mucca pastorizzato – così come è suggerito da alcuni studiosi – per poi diluirlo insieme all’acqua.

    Latte ai cani: quali sono i formaggi che fanno bene

    Tra il cibo per cani, il formaggio è particolarmente apprezzato dai nostri amici a quattro zampe. Tuttavia, non tutti i tipi di formaggio fanno bene ai cani. E’ raccomandabile, ad esempio, evitare di abusare con i formaggi troppo grassi o fermentati, come il gorgonzola, il brie, il taleggio e altri simili. I formaggi migliori per i cani, in questo senso, sono la ricotta, la scamorza, i formaggi in fiocchi, che possiedono tante proteine e hanno uno scarso contenuto di grassi. Una volta a settimana, quindi, è possibile sostituire la carne con un po’ di formaggio, avendo cura di dispensarne un quantitativo leggermente superiore. Per i cani che sono abituati a mangiare le crocchette, sicuramente una spolverata di ricotta grattugiata ogni tanto contribuisce a rendere il pasto più appetitoso.

    Non tutti sanno che anche lo yogurt è gradito alla maggior pare dei cani e la sua somministrazione non è affatto controindicata. Anche per i nostri amici pelosi, i cosiddetti lattobacilli bifido batteri, in esso contenuti, svolgono sull’apparato digerente una salutare azione probiotica che è anche in grado di ripristinare quelle alterazioni della flora microbica intestinale che alcune volte si manifestano anche nei cani. In particolare, l’attività probiotica si realizza con l’incremento di produzione di muco intestinale e di sostanze anti-microbiche che hanno come scopo di rinforzare l’effetto barriera ottenendo una maggiore stimolazione del sistema immunitario locale. Piccole dosi quotidiane di yogurt naturale non possono quindi che essere d’aiuto, purchè tollerate, anche dai nostri amici cani.

  • Cane Nudo – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del cane Nudo, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    Cane nudo: le razze riconosciute e non

    Il cane nudo è riconosciuto ufficialmente dalla federazione Cinologica Internazionale in tre differenti razze: il cane nudo messicano Xoloitzcuintle, il cane nudo peruviano Perrò e il cane nudo chinese Crested Dog. Tuttavia, di cani nudi in giro ce ne sono tanti e in diversi paesi del mondo: in Manciuria c’è il Tai-tai, in Argentina c’è il Pila, in Paraguay c’è lo Yagua, in India invece c’è il cane nudo Rampur, in Etiopia c’è il cane delle sabbie. Infine, in Brasile, in Congo, in Turchia e Negli Stati Uniti c’è l’American Hairless terrier. Insomma, i cani nudi sono molti e anche circa le loro origini, gli esperti nel settore danno pareri differenti: c’è chi sostiene che discendano tutti da uno stesso ceppo e chi, invece, propende per l’esistenza di ceppi distinti, dal momento che l’assenza di peli di per se non è sufficiente a caratterizzare una razza, trattandosi di una mutazione che ha potuto prodursi in diversi tipi di cane e in diverse parti del mondo. Sicuramente si tratta di una mutazione che ha attirato gli interessi dell’uomo sia per la curiosità che può creare un cane nudo (motivo per cui nelle società cinesi e precolombiane, il cane nudo divenne esclusivo delle classi più altolocate) sia per l’abitudine, del tutto esecrabile per noi occidentali, di mangiare la carne di cane (abitudine che ancora esiste in alcuni paesi come la Cina e le Filippine).

    Cane nudo: un esemplare unico dalle caratteristiche speciali

    Oggi, però, c’è anche un’altra categoria di persone che cerca il cane nudo: si tratta dei soggetti allergici al pelo del cane che, tuttavia, non vogliono privarsi della compagnia di un amico a quattro zampe. Essendo del tutto senza pelo, il cane nudo richiede qualche accortezza in più nella sua gestione, proprio perché gli manca il pelo a protezione della pelle. Ad esempio, è importante utilizzare una crema idratante nel caso la pelle dovesse diventare troppo secca e, in generale, il cane nudo va sempre protetto con una crema solare nel caso di una prolungata esposizione al sole; analogamente, in inverno per questi cani è fondamentale indossare un cappottino.

    Dal punto di vista genetico, l’assenza di pelo è determinata da un gene dominante che è letale allo stato omozigotico, il che significa che tutti i cani nudi sono individui eterozigoti. Proprio per evitare la comparsa del gene letale solitamente si ricorre a riproduzione anche a esemplari con pelo. Fa eccezione solo L’American Hairless Terrier, il cui gene è recessivo e nella cui selezione si fa ricorso solamente a individui nudi. Quando una razza è presente sia nella varietà con pelo che senza pelo, esistono sempre alcune differenze tra le due: nel primo caso, la dentatura deve essere completa e le orecchie ben erette; nel secondo caso, invece, è ammessa l’assenza di molari, premolari o incisivi e le orecchie possono anche essere pendenti. Molti esperti, inoltre, sono convinti del fatto che il cane nudo abbia una temperatura corporea superiore a quella degli altri cani; in realtà, la temperatura è uguale, semplicemente l’essenza di pelo porta a un’emanazione diretta del calore che dà la sensazione che, al tatto, la pelle sia più calda.

  • Gatto Toyger – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del gatto Toyger, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    Gatto Toyger: perchè sceglierlo

    Ha un carattere molto socievole e un manto divino il gatto Toyger, un esemplare felino dall’aspetto esotico e dal carattere dolcissimo. L’eleganza dell’andatura e dei movimenti e il caratteristico manto tigrato rendono il gatto toyger molto simile a un tigrotto mansueto che dimostra la propria forza fisica solo quando serve. Questo tigrone domestico, infatti, si mantiene magro e muscoloso e presenta delle doti atletiche non indifferenti: grazie al baricentro basso, riesce a effettuare salti e acrobazie in maniera del tutto naturale e aggraziata. Quel suo carattere particolarmente socievole e affettuoso verso l’uomo completa il quadro: il toyger non può non incantare e convincere anche il più ritroso a rendere la propria casa il regno indiscusso di questo bel tigrottone. Infatti il gatto toyger è adatto a stare in casa perché non cresce molto e ha un’indole molto pacifica e dolce, tanto da essere un gatto addomesticabile e molto idoneo a vivere in nuclei familiari con bambini e persone anziane e anche altri animali in casa. Si rivela la compagnia perfetta per chi cerca da un felino dolcezza, affetto e bellezza.

    https://www.youtube.com/watch?v=IwUZiEBSBFs

    Gatto Toyger: carattere e curiosità

    Il gatto toyger è un  molto socievole e amichevole tanto da ricercare costantemente il contatto sia con il padrone che con altri animali; per questo motivo, mal sopporta di rimanere solo per molto tempo, motivo per cui se lo scegliete come compagno di giochi dovrete rispettare le sue esigenze affettive. Di solito si trova molto bene nelle famiglie numerose perché non rischia di rimanere solo in casa e gli piace prender confidenza con tutti i membri del nucleo familiare, qualsiasi età abbiano.

    Sa affezionarsi a tutti e offre tutto l’affetto possibile, richiedendo moltissime coccole in cambio. Verso il padrone assume un comportamento devoto ed essendo molto affezionato, tenderà a non staccargli gli occhi di dosso e a seguirlo passo passo in ogni spostamento e movimento, ma soprattutto apprezzerà molto seguire la famiglia nei suoi viaggi lontano da casa. Si affeziona talmente al padrone che per lui farebbe di tutto, addirittura accetta di essere portato fuori anche al guinzaglio; infatti è noto per il carattere mansueto e facilmente addestrabile che lo rende un compagno ideale per l’uomo. È una buona compagnia anche per i bambini e riesce a convivere con altri animali domestici; inoltre non disdegna affatto un bel bagnetto soprattutto se è il padrone a farglielo. Proprio questa rappresenta una delle caratteristiche peculiari della razza: al contrario di molti suoi simili, non evita il contatto con l’acqua, anzi gli piace molto giocarci proprio come fanno le tigri. Non a caso  i toyger sono ottimi nuotatori e godono a bagnarsi quando possono e a sguazzare dentro pozze d’acqua.

    Gatto Toyger: un po’ di storia

    Le caratteristiche fisiche e il temperamento del gatto toyger derivano direttamente da un’accurata selezione che è stata effettuata all’inizio degli anni ’80 da Judy Sudgen per riuscire a ottenere i primi esemplari che rispettassero determinati standard. La signora Judy voleva infatti selezionare gatti che presentassero il gene del manto lucido a strisce per creare esemplari con un pelo del tutto simile a quello delle tigri. Per avere animali che ricalcassero tali peculiarità fisiche, sono stati fatti accoppiare esemplari di due razze diverse: all’inizio si trattava di due gatti domestici indiani di tipo Mackerel Tabby a cui in una seconda selezione si sono aggiunti esemplari di tipo Bengal. Solo nel ’93, però, il lavoro di selezione e incrocio di Judy viene riconosciuto dalla TICA che ammette il toyger come razza a sé con il nome di Californian Toyger, divenuto col tempo solo Toyger. Grazie a tale mirata selezione, la razza è priva di qualsiasi patologia di origine genetica.

    Di solito il toyger non dà problemi di sorta al suo padrone se si seguono le dovute vaccinazioni e i dovuti controlli dal veterinario. Proprio quel suo pelo folto permette al gatto toyger di potersi adattare bene anche a un ambiente in cui vigono temperature basse o molto rigide; se, invece, si abitua a vivere a temperature piuttosto calde è consigliabile non esporre l’animale a eccessivi sbalzi climatici. Quando è cucciolo e durante le gravidanze e gli allattamenti delle femmine, il toyger necessita di un’alimentazione molto ricca in cui è raccomandabile evitare del tutto di somministrargli i croccantini, dato che alcuni gatti della razza rischiano di contrarre allergie ai cereali contenuti in alcune marche di cibo confezionato. Si consiglia quindi una dieta ricca di cibi umidi che siano sempre di alta qualità, come pollame tritato, da consumare anche crudo.

    Gatto Toyger: lo standard

    Dall’aspetto aggraziato e muscoloso, forte e ben proporzionato, il toyger è un gatto intelligente, curioso e ammaestrabile tanto da rappresentare un compagno unico e affettuoso, capace di integrarsi perfettamente all’interno del nucleo familiare diventandone a tutti gli effetti un membro.  Questo è possibile grazie a quel suo temperamento calmo e totalmente dipendente dal padrone. Molto atletico e agile, è un gatto  sano e longevo e adora stare in compagnia  del padrone, ma non ne cerca costantemente le attenzioni né disdegna starsene da solo per fatti suoi ogni tanto.

    La testa di un toyger si presenta di media grandezza e profonda; il muso, invece, è di forma ovale e arrotondato, le guance sono muscolose, rotonde e ben definite.

    Le orecchie ben distanziate sulla nuca sono piccole e rotonde e più larghe alla base e portate leggermente inclinate in avanti. Gli occhi sono di grandezza media e dalla forma lievemente obliqua, di solito prevale il colore verde intenso, ma tutti i colori più marcati e intensi sono ammessi dallo standard di razza.

    Il naso deve essere lungo e dalla punta larga, ovvero deve presentare una larghezza maggiore rispetto a quella che ha tra gli occhi. La mascella è forte e profonda e occlude in modo perfetto e la bocca è larga con labbra ben delineate.

    Il collo è lungo, muscoloso e di forma conica ma ben proporzionato al resto corpo che in genere si presenta di medie dimensioni, atletico e robusto dando l’impressione di essere davanti a una piccola tigre.

    Le zampe si presentano ben solide, robuste  e lunghe e gli consentono di muoversi in maniera agile e in tutta sicurezza, conferendo alla figura una certa stabilità.

    La coda è lunga e striata, è più larga alla base e va restringendosi man mano verso la punta. Il pelo del toyger è di media lunghezza e si caratterizza in maniera particolare per la striatura tipicamente tigrata. Il colore accettato è l’arancione su sfondo marrone chiaro con striature scure.

    Le striature del gatto toyger non si presentano e non devono essere uniformi, mentre il cappotto dev’essere a righe ma non chiazzato. Le strisce, infatti, devono essere presenti sulla schiena: quelle che partono dalle spalle devono terminare ai fianchi, quelle mediane scendono sui fianchi e devono formare un disegno che rappresenti una sorta di occhio di gatto a fessura, mentre da sotto il corpo devono partire altre striature più corte che finiscono con il mescolarsi e unirsi in maniera omogenea a quelle del dorso. Sia sulle zampe anteriori che su quelle posteriori le strisce devono essere come un tabby: in questo particolare del mantello il toyger si allontana decisamente dal manto della tigre che, invece, non presenta striature sugli arti. Le strisce sulle zampe quindi devono proseguire fino alle dita. Sulla coda invece le striature saranno ad anello. Il ventre, invece, dev’essere privo di striature e completamente bianco. Le strisce sul muso dovranno diventare rotonde e assomigliare sempre più a quelle tipiche delle tigri man mano che l’esemplare diventa adulto. Variazioni di colore non sono ammesse rispetto a quello standard, sebbene gli allevatori stiano cercando di creare un manto argentato che possa essere simile a quello della tigre bianca.

  • Gatto Savannah – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del gatto Savannah, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    Gatto Savannah: la storia e il guinnes

    È molto particolare la storia del gatto Savannah che ha origini antiche da andare a ricercare nel suo antenato più vecchio, il selvaggio serval. In realtà la razza ha subito un’evoluzione molto recente: infatti, è il 1980 quando Judee Frank inizia a interessarsi e a curare la razza arrivando a selezionare il primo esemplare il 7 aprile 1986 da cui ottiene il primo Savannah dall’incrocio tra un serval e un siamese.

    Bisogna, però, attendere gli anni ’90 perché sia registrato il primo Savannah in maniera ufficiale dalla TICA ovvero l’International Cat Association a opera di Joice Sroufe. Da questo momento in poi, molti allevatori hanno cercato di mantenere gli standard di razza per poter selezionare e riprodurre un Savannah originale che rispettasse il più possibile ogni caratteristica morfologica e caratteriale. Eppure esistono molte leggende metropolitane che avvolgono nel mistero la razza e la selezione che venne effettuata; tuttavia tra i tanti racconti esiste una verità: il gatto Savannah è un felino da ‘record’ tanto da aver meritato la certificazione del Guinness Book of World Record’s come il felino domestico più lungo del mondo. Il gatto che si è aggiudicato il titolo si chiama Scarlett’s Magic, e non solo è il più lungo ma anche il più costoso e raro gatto del globo.

    Il gatto Savannah si distingue secondo le generazioni che risultano attualmente classificate dalla lettera F e da un numero indicante la generazione stessa: F1 sono gli esemplari di prima generazione, quelli più simili per dimensioni e caratteristiche fisiche al serval, gli F2 sono i Savannah di seconda generazione nel cui sangue c’è solo il 25% di carattere serval, quelli di terza generazione o F3 hanno invece un bisnonno serval per cui ricalcano le sue qualità morfologiche solo per il 12%, mentre si scende a 6% per la quarta generazione, F4, e al 5% per la quinta generazione, F5.

    Gatto Savannah: perchè è così raro?

    Questa razza era del tutto sconosciuta e rarissima in Italia finché non si è formato il primo allevamento grazie a Renata Mestichelli, già allevatrice di Ragdoll, che con l’affisso Horus ora si occupa anche dei Savannah. L’allevamento nasce per motivi personali che hanno spinto la Mestichelli a cercare per una sua cara amica un gatto maculato, finendo per scoprire e incontrare proprio il Savannah, un gatto inimitabile e magnifico che da subito ha conquistato l’allevatrice. Oggi l’allevamento amatoriale della Mestichelli comprende tre Savannah, ovvero Urban, Nina e Serenity, che sono giunti in Italia direttamente dall’allevamento di Kathrin Stucki, sito in Oklaoma, una specialista statunitense che da oltre 25 anni si occupa di felini ed è conosciuta in patria come una vera e propria leggenda americana tanto da vantare diversi certificati che ne riconoscono la competenza e la professionalità. La razza sembra essersi ambientata abbastanza bene in Italia nell’allevamento della Mestichelli che ha sperimentato la convivenza del Savannah con l’altra razza felina da lei allevata, ovvero il Ragdoll: gli esemplari di entrambe le razze hanno saputo subito fare amicizia tra loro. L’unica perplessità avuta all’inizio riguardava lo stesso Savannah che difficilmente accetta l’avvento di un nuovo componente nella famiglia felina, per fortuna non si è rivelato ostico alla convivenza con i Ragdoll: la convivenza è talmente positiva da rappresentare un buon esempio di comportamento intraspecifico da cui anche l’uomo potrebbe prendere spunto.

    Gatto Savannah: prezzi e curiosità

    Come specificato il gatto Savannah rappresenta una razza molto costosa prima di tutto perché è relativamente nuova, dato che il riconoscimento è avvenuto solo nel 2001 e anche se ora si è diffusa in Francia, Svizzera, Germania e Italia, non è facile ottenere esemplari di Savannah. Il problema sta proprio nell’incrocio dei gatti domestici con i serval, che oggi popolano l’Africa: la gestazione della femmina di serval, infatti, è più lunga rispetto a quella dei normali felini; infatti la gravidanza arriva a toccare gli ottantatré giorni. Inoltre, si tratta anche di gravidanze a rischio: nascono al massimo tre gattini e non è detto che tutti i cuccioli riescano a sopravvivere.

    Un altro fattore che determina il costo elevato di ogni esemplare è la classificazione del gatto stesso che viene identificato con il nome e l’affisso dell’allevamento e anche con la sigla da F1 a F5, che serve a specificarne l’incrocio e la successione generazionale. Un altro elemento ancora più discriminante degli altri e che fa salire il prezzo alle stelle è la fertilità stessa del maschio Savannah, che purtroppo si rivela solo dalla quinta generazione rimanendo sterile per le precedenti quattro generazioni: ciò limita fortemente la diffusione dei Savannah. A seconda della generazione a cui appartiene da F1 a F5, il prezzo di un esemplare di Savannah può variare dai 6mila ai 12mila euro.

    Standard

    Sguardo fiero e occhi magnetici sempre in movimento con la fuga bianca tipica dei felini selvatici, il gatto Savannah conquista per quell’andatura sinuosa a tratti rigida con le scapole che si aprono verso l’esterno, ma anche per il suo carattere estremamente affettuoso e coccolone, tanto da arrivare a sollecitare le attenzioni del padrone dandogli testatine affettuose.

    Le testate di un gatto lungo più di un metro e che può arrivare a pesare anche quindici chili, però, non sono indifferenti. Con tali caratteristiche il Savannah si può tenere solo in grandi spazi dato che un esemplare riesce a saltare da fermo fino a un’altezza di due metri, lunghezza che raggiunge facilmente con un semplice scatto. La selvaticità innata nella specie richiede ampi spazi in cui il micione possa vivere e muoversi liberamente. Dopotutto ciò non dovrebbe stupire dato che nelle vene scorre sangue serval, il gatto selvatico più imponente del Serengeti, che arriva a pesare 18 kg per oltre 120 cm di lunghezza.

    Il corpo snello e le zampe lunghe il Savannah le ha ereditate proprio dal Serval nonché il manto maculato: il Serval, infatti, si caratterizza per un pelo dal colore marrone-arancio su cui si estendono grosse macchie nere. Le misure mastodontiche dell’esemplare di prima generazione però diminuiscono con l’aumentare delle generazioni: già un Savannah di quinta generazione avrà dimensioni di poco più grandi di quelle di un normale gatto domestico. Lo standard di razza accettato dalla TICA vuole che un Savannah tipico abbia un corpo rettangolare, lungo e muscoloso dall’ossatura robusta e dalle zampe lunghe e sottili ma potenti, e i piedi piccoli con dita lunghe.

    La testa dev’essere di forma triangolare leggermente più piccola rispetto al corpo e le orecchie devono essere grandi e più larghe alla base e rotonde in punta; inoltre devono presentare sul dorso i tipici ocelli, che si caratterizzano per la fascia chiara centrale delimitata da tratti neri, grigi o marroni che sembrano formare quasi la figura di un occhio.

    Gli occhi hanno forma ovale allungata e il colore può variare dal verde al marrone, dall’oro all’ambra, e a partire dai lati degli occhi fino ai baffi il muso presenta delle marcature più scure che servono al Savannah per evitare di essere abbagliato dalla luce solare.

    Il colore del manto è accettato chiazzato tigrato con il marrone, argento tigrato di grigio scuro o nero e argento con macchie nere, ma sono ammessi anche il color neve, il blu e il marmorizzato.

    La coda non è molto lunga, ha uno spessore medio e presenta la punta di color nero e smussata leggermente. Il gatto Savannah è molto intelligente e affettuoso e per questo è indicato anche in una famiglia con bambini, con i quali si dimostra quasi un coetaneo talmente è giocherellone e amichevole da diventare loro amico e complice anche nelle birichinate più assurde. Si lascia portare fuori anche col guinzaglio, adora il cibo in scatola e non disdegna un bagnetto ogni tanto. È molto curioso e attivo e il suo affetto per il padrone si traduce in una devozione assoluta e in un rapporto talmente stretto da essere anche estremamente comunicativo: il gatto Savannah sa farsi capire e sa come relazionarsi in ogni momento con il suo padrone, a cui non manca di riservare le sue leccatine e le testatine affettuose.