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  • Cinetosi Canina – Sintomi e Rimedi

    In questa guida spieghiamo quali sono i sintomi della cinetosi canina e i rimedi.

    Cinetosi nei cani: i sintomi

    Il termine scientifico indica quel disturbo che tutti conosciamo come mal d’auto o mal di mare, determinato dalla stimolazione delle strutture anatomiche deputate al mantenimento dell’equilibrio che sono localizzate nella parte più interna dell’orecchio. Sebbene il mal d’auto interessi prevalentemente i cuccioli e i cuccioloni, in realtà non è raro che si manifesti anche in età adulta. Non è molto difficile rendersi conto se, per i nostri amati con la coda, la cinetosi rappresenti effettivamente un problema. Gli animali che ne sono soggetti, in effetti mostrano dei sintomi ben precisi che diventano inequivocabili per comprendere l’esistenza del disturbo: sono molto agitati e ansiosi, si muovono in continuazione senza riuscire a trovare una posizione comoda, perdono goccioline di saliva dalla bocca, sbavano molto e, infine, espellono, anche se tenuti a digiuno, il contenuto dello stomaco. Viaggiare con un cane che soffre di cinetosi, quindi, non è per niente simpatico né per lui né per noi e, in questo caso, il piacere di trascorrere una giornata all’aria aperta può essere velocemente vanificato dalla brutta esperienza vissuta da cane e padrone durante il tragitto. In questi casi diventa fondamentale trovare una soluzione al problema.

    I rimedi antichi e quelli moderni contro la cinetosi

    Fino a qualche anno fa, i rimedi contro il mal d’auto consistevano nel tenere il cane a digiuno per mezza giornata e somministrargli degli anti cinetosici per uso umano oppure dei tranquillanti destinati all’impiego canino. Tutte e tre queste soluzioni, però, presentano degli inconvenienti. Stare a digiuno, in effetti, non risolve il problema perché la nausea evocata dalla stimolazione dell’organo dell’equilibrio è ugualmente in grado di provocare il vomito. I medicinali per uso umano presentano comunque delle difficoltà nel dosaggio e non sono scevri di effetti secondari. I tranquillanti hanno l’effetto di sedare il soggetto anche per mezza giornata, determinando in tal modo anche un’alterazione più o meno marcata del comportamento del cane e del suo stato di coscienza.

    Di recente, anche in Italia è stato reso disponibile il maropitant, una molecola per uso veterinario che viene utilizzata proprio per trattare in maniera specifica la cinetosi. Questa cura ha rappresentato un grande passo in avanti grazie al quale ora esiste una soluzione reale a questo problema. Il farmaco in questione, si può acquistare in farmacia con obbligo di prescrizione scritta da parte del medico veterinario. E’ importante somministrare il farmaco qualche ora prima di affrontare il viaggio, preferibilmente accompagnato da uno snack oppure da un pasto leggero: in questo modo, dunque, si può evitare il digiuno preventivo. Il principio attivo che non presenta effetti secondari per la specie canina e può essere dosato in base alla taglia corporea dell’animale e la sua dispensazione

    Come aiutare il cane a viaggiare in auto

    Per aiutare il cane a vivere meglio i viaggi in macchina, sarebbe opportuno abituarlo fin da piccolo, partendo con piccoli tragitti, da associare sempre a qualcosa di piacevole (es. una corsa al parco). Ad ogni modo alcuni piccoli stratagemmi possono aiutarci a rendere il viaggio un evento meno pesante per il nostro quattro zampe.

    Mettere in macchina la coperta e il gioco che il cane usa abitualmente in casa aiuta sicuramente a far accettare l’abitacolo
    Per quanto possibile scegliere tragitti brevi e con poche curve da affrontare, ovviamente, a velocità moderata
    Se non è abituato alla macchina, è bene lasciare il cane a digiuno prima del viaggio in modo da evitare la nausea o il vomito
    Nel caso di viaggi più lunghi, è sempre necessario prevedere alcune soste in modo da consentire al cane di fare un po’ di movimento e bere un po’ di acqua fresca.
    Se il cane dovesse presentare un problema di cinetosi (mal d’auto), è opportuno chiedere consiglio al proprio medico veterinario per farsi prescrivere un farmaco in grado di prevenire il problema del vomito.

  • Cane Iperattivo – Come Calmarlo e Cosa Fare

    In questa guida spieghiamo cosa fare per calmare un cane iperattivo.

    Cane iperattivo: perchè è un problema

    Abitare con un cane è una delle esperienze più belle ed importanti che possono essere vissute da un uomo. Tuttavia se il quattrozampe non sta mai fermo, è sempre irrequieto e sembra letteralmente incapace di rilassarsi, la convivenza può diventare un po’ problematica. A monte, in effetti, potrebbe esserci un disturbo del comportamento del cane che, se ignorato, può peggiorare anche in modo pericoloso. Quando si parla di cane iperattivo si fa riferimento ad una sindrome precisa, quella da ipersensibilità o iperattività. Si tratta, quindi, di una patologia a tutti gli effetti che, in quanto tale, deve essere curata da un veterinario o da un esperto educatore cinofilo che sia in grado di prescrivere anche una terapia di tipo farmacologico. In genere si tende a fare un po’ confusione tra l’iperattività e l’eccitazione. Ci sono alcune razze canine da pastore, per esempio, sono molto attive e richiedono un bel po’ di esercizio sia fisico che mentale. Ci sono altri cani, invece, che sono eccitati perché non hanno ricevuto una buona educazione e il loro padrone non è stato in grado di fargli capire quali sono i comportamenti corretti e quelli sbagliati. Si tratta di cani che tendono a saltare addosso, che abbaiano spesso e che – in linea di massima – sembrano completamente fuori controllo E’ normale, invece, che un cane adolescente sia molto attivo.

    Cane iperattivo: cosa fa nello specifico?

    Un cane iperattivo è tale perché tende a saltare addosso alle persone, ma salta anche sui mobili di casa o sulle pareti. Un cane iperattivo, insomma, è un cane che non riesce a stare mai fermo e che un padrone difficilmente riesce a gestire con un collare o con una semplice pettorina. Analogamente, un cane iperattivo è difficile da portare a spasso, da spazzolare o da manipolare in altri modi. Al guinzaglio tende a tirare e ad alzarsi su due zampe, abbaia molto, mangia e beve molto velocemente (il che provoca non pochi problemi anche a livello di digestione), corre all’impazzata senza ragioni, fa giri su se stesso, gratta le porte e si mette a seguire tutte le persone o le cose che si muovono. Il cane iperattivo è straordinariamente attento ad ogni rumore, si eccita con facilità e tende anche a mordere vestiti, mani e altre parti del corpo. In generale, rosicchia qualsiasi tipo di oggetto. In genere, i cani che soffrono di questa patologia non amano restare da soli e, quando accade, ansimano e hanno il battito cardiaco molto accelerato. Infine, fanno fatica ad apprendere e quando iniziano a fare qualcosa non riescono a concluderla.

    E’ bene precisare che tutti questi atteggiamenti ‘tipici’ di un cane iperattivo, sono del tutto normali quando si tratta di un cucciolo o di un cane adolescente ma diventano sintomatici quando, invece, si manifestano in un cane che supera anche gli otto anni di età. In ogni caso, questi atteggiamenti sono più frequenti nei maschi, specie se non sterilizzati.

    Le cause che fanno diventare un cane iperattivo

    Una precoce separazione del cucciolo dalla mamma può predisporre l’animale all’iperattività. La mamma, infatti, insegna al cucciolo come controllare l’intensità del morso e – in generale – come regolare l’attività motoria. Il gioco, insieme ai frattellini, viene disciplinato dalla mamma e il cucciolo, in questo modo, impara i moduli comportamentali corretti. Il problema sorge nel caso di separazione precoce, oppure quando i piccoli vengono sistemati in recinti insieme ad altri cuccioli senza adulti o in caso di una madre troppo permissiva e tollerante o di una cucciolata numerosa.

    Cane iperattivo: come risolvere il problema

    Per ottenere l’attenzione di un cane iperattivo è importante avere la giusta motivazione, assecondando anche le predisposizioni di razza e le caratteristiche del singolo soggetto ma, soprattutto, insegnando al cane che solo con la calma e l’educazione può ottenere quello che desidera. In molti casi, vivere e crescere in un ambiente povero di stimoli può contribuire a generare nel cane comportamenti scorretti. I cani che crescono in città, per esempio, sono animali abituati al traffico che non inseguono le macchine, a differenza di quelli che vivono in campagna. I cani vanno sempre stimolati, soprattutto quando sono cuccioli.

    A differenza di quanto si dice in giro, un cane iperattivo non tende a calmarsi facendo lunghe passeggiate. Al contrario, la tendenza a farlo stancare, non fa altro che allenarlo ancora di più! In alternativa, un metodo efficace per far calmare il cane è quello di optare per i giochi che consentono di usare il naso, i giochi di ricerca e le attività di masticazione; inoltre, è importante fargli usare la testa per risolvere piccoli problemi, per esempio impegnandolo con giochi di attivazione mentale.

    Per interagire con un cane iperattivo e aiutarlo a correggere i suoi comportamenti sbagliati, il linguaggio del corpo e le posture possono rivelarsi fondamentali. Se il cane è irrequieto o agitato, di sicuro non è conveniente correre, fare movimento bruschi o veloci, o anche alzare il tono della voce eccessivamente. Sicuramente l’iperattività è una patologia che va curata da un medico veterinario comportamentalista che somministrerà al cane anche dei farmaci. I rimedi omeopatici e naturali sono molti utili anche per ottenere risultati migliori e più veloci nel lavoro che comunque va svolto in sinergia con un operatore cinofilo. In tutti i casi, affiancarsi ad un professionista è fondamentale per correggere il comportamento del cane ed evitare soluzioni fai da te che, invece, potrebbero anche peggiorare la situazione.

  • Latte ai Cani – Si Può Dare o Fa Male all’Animale

    In questa guida spieghiamo se si può dare il latte ai cani o se fa male.

    Latte ai cani: pro e contro

    Somministrare o meno il latte ai cani – e i suoi derivati – come integrazione dietetica? Per alcuni esperti, questi ingredienti servono poco o nulla; per altri, invece, sono molto utili e, per altri ancora, andrebbero completamente eliminati dal regime alimentare dei nostri amici a quattro zampe. In realtà, come accade nella maggior parte dei casi, la verità sta nel mezzo. Il latte è un alimento ottimo, in quanto è ricco di vitamine, proteine, grassi e sali minerali. Quello che conta, nel caso degli animali, è che l’organismo – piccolo o grande che sia – possa digerirlo in modo corretto e assimilarlo per bene. Per far in modo che questo accada, è fondamentale la presenza della lattasi, un enzima che viene prodotto in modo spontaneo a partire dalla nascita in tutti i mammiferi. Questo enzima è fondamentale per assicurare al corpo una buona digestione del lattosio, ovvero dello zucchero che viene contenuto nel latte e nei latticini. Se, però, il latte non viene somministrato per lunghi periodi di tempo, l’organismo del cane riduce – fin quasi ad azzerarla – la produzione della lattasi, e in questo modo provoca una specie di intolleranza nei confronti del latte e dei suoi derivati. In una condizione di intolleranza al latte, i principali sintomi sono l’emissione di feci molli ma anche piccole e dolorose coliche addominali. In alcuni casi, poi, si può verificare anche un’incapacità organica, per un effetto congenito, di produrre il suddetto enzima.

    Somministrare il latte ai cani, quindi è un’ottima abitudine, sia da cuccioli che da grandi.  In tutti i casi, è importante che il latte somministrato al cane non provochi problemi di tipo enterico. E’ possibile, ad esempio, utilizzare con una certa tranquillità il latte di mucca pastorizzato – così come è suggerito da alcuni studiosi – per poi diluirlo insieme all’acqua.

    Latte ai cani: quali sono i formaggi che fanno bene

    Tra il cibo per cani, il formaggio è particolarmente apprezzato dai nostri amici a quattro zampe. Tuttavia, non tutti i tipi di formaggio fanno bene ai cani. E’ raccomandabile, ad esempio, evitare di abusare con i formaggi troppo grassi o fermentati, come il gorgonzola, il brie, il taleggio e altri simili. I formaggi migliori per i cani, in questo senso, sono la ricotta, la scamorza, i formaggi in fiocchi, che possiedono tante proteine e hanno uno scarso contenuto di grassi. Una volta a settimana, quindi, è possibile sostituire la carne con un po’ di formaggio, avendo cura di dispensarne un quantitativo leggermente superiore. Per i cani che sono abituati a mangiare le crocchette, sicuramente una spolverata di ricotta grattugiata ogni tanto contribuisce a rendere il pasto più appetitoso.

    Non tutti sanno che anche lo yogurt è gradito alla maggior pare dei cani e la sua somministrazione non è affatto controindicata. Anche per i nostri amici pelosi, i cosiddetti lattobacilli bifido batteri, in esso contenuti, svolgono sull’apparato digerente una salutare azione probiotica che è anche in grado di ripristinare quelle alterazioni della flora microbica intestinale che alcune volte si manifestano anche nei cani. In particolare, l’attività probiotica si realizza con l’incremento di produzione di muco intestinale e di sostanze anti-microbiche che hanno come scopo di rinforzare l’effetto barriera ottenendo una maggiore stimolazione del sistema immunitario locale. Piccole dosi quotidiane di yogurt naturale non possono quindi che essere d’aiuto, purchè tollerate, anche dai nostri amici cani.

  • Cane Nudo – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del cane Nudo, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    Cane nudo: le razze riconosciute e non

    Il cane nudo è riconosciuto ufficialmente dalla federazione Cinologica Internazionale in tre differenti razze: il cane nudo messicano Xoloitzcuintle, il cane nudo peruviano Perrò e il cane nudo chinese Crested Dog. Tuttavia, di cani nudi in giro ce ne sono tanti e in diversi paesi del mondo: in Manciuria c’è il Tai-tai, in Argentina c’è il Pila, in Paraguay c’è lo Yagua, in India invece c’è il cane nudo Rampur, in Etiopia c’è il cane delle sabbie. Infine, in Brasile, in Congo, in Turchia e Negli Stati Uniti c’è l’American Hairless terrier. Insomma, i cani nudi sono molti e anche circa le loro origini, gli esperti nel settore danno pareri differenti: c’è chi sostiene che discendano tutti da uno stesso ceppo e chi, invece, propende per l’esistenza di ceppi distinti, dal momento che l’assenza di peli di per se non è sufficiente a caratterizzare una razza, trattandosi di una mutazione che ha potuto prodursi in diversi tipi di cane e in diverse parti del mondo. Sicuramente si tratta di una mutazione che ha attirato gli interessi dell’uomo sia per la curiosità che può creare un cane nudo (motivo per cui nelle società cinesi e precolombiane, il cane nudo divenne esclusivo delle classi più altolocate) sia per l’abitudine, del tutto esecrabile per noi occidentali, di mangiare la carne di cane (abitudine che ancora esiste in alcuni paesi come la Cina e le Filippine).

    Cane nudo: un esemplare unico dalle caratteristiche speciali

    Oggi, però, c’è anche un’altra categoria di persone che cerca il cane nudo: si tratta dei soggetti allergici al pelo del cane che, tuttavia, non vogliono privarsi della compagnia di un amico a quattro zampe. Essendo del tutto senza pelo, il cane nudo richiede qualche accortezza in più nella sua gestione, proprio perché gli manca il pelo a protezione della pelle. Ad esempio, è importante utilizzare una crema idratante nel caso la pelle dovesse diventare troppo secca e, in generale, il cane nudo va sempre protetto con una crema solare nel caso di una prolungata esposizione al sole; analogamente, in inverno per questi cani è fondamentale indossare un cappottino.

    Dal punto di vista genetico, l’assenza di pelo è determinata da un gene dominante che è letale allo stato omozigotico, il che significa che tutti i cani nudi sono individui eterozigoti. Proprio per evitare la comparsa del gene letale solitamente si ricorre a riproduzione anche a esemplari con pelo. Fa eccezione solo L’American Hairless Terrier, il cui gene è recessivo e nella cui selezione si fa ricorso solamente a individui nudi. Quando una razza è presente sia nella varietà con pelo che senza pelo, esistono sempre alcune differenze tra le due: nel primo caso, la dentatura deve essere completa e le orecchie ben erette; nel secondo caso, invece, è ammessa l’assenza di molari, premolari o incisivi e le orecchie possono anche essere pendenti. Molti esperti, inoltre, sono convinti del fatto che il cane nudo abbia una temperatura corporea superiore a quella degli altri cani; in realtà, la temperatura è uguale, semplicemente l’essenza di pelo porta a un’emanazione diretta del calore che dà la sensazione che, al tatto, la pelle sia più calda.

  • Gatto Toyger – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del gatto Toyger, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    Gatto Toyger: perchè sceglierlo

    Ha un carattere molto socievole e un manto divino il gatto Toyger, un esemplare felino dall’aspetto esotico e dal carattere dolcissimo. L’eleganza dell’andatura e dei movimenti e il caratteristico manto tigrato rendono il gatto toyger molto simile a un tigrotto mansueto che dimostra la propria forza fisica solo quando serve. Questo tigrone domestico, infatti, si mantiene magro e muscoloso e presenta delle doti atletiche non indifferenti: grazie al baricentro basso, riesce a effettuare salti e acrobazie in maniera del tutto naturale e aggraziata. Quel suo carattere particolarmente socievole e affettuoso verso l’uomo completa il quadro: il toyger non può non incantare e convincere anche il più ritroso a rendere la propria casa il regno indiscusso di questo bel tigrottone. Infatti il gatto toyger è adatto a stare in casa perché non cresce molto e ha un’indole molto pacifica e dolce, tanto da essere un gatto addomesticabile e molto idoneo a vivere in nuclei familiari con bambini e persone anziane e anche altri animali in casa. Si rivela la compagnia perfetta per chi cerca da un felino dolcezza, affetto e bellezza.

    https://www.youtube.com/watch?v=IwUZiEBSBFs

    Gatto Toyger: carattere e curiosità

    Il gatto toyger è un  molto socievole e amichevole tanto da ricercare costantemente il contatto sia con il padrone che con altri animali; per questo motivo, mal sopporta di rimanere solo per molto tempo, motivo per cui se lo scegliete come compagno di giochi dovrete rispettare le sue esigenze affettive. Di solito si trova molto bene nelle famiglie numerose perché non rischia di rimanere solo in casa e gli piace prender confidenza con tutti i membri del nucleo familiare, qualsiasi età abbiano.

    Sa affezionarsi a tutti e offre tutto l’affetto possibile, richiedendo moltissime coccole in cambio. Verso il padrone assume un comportamento devoto ed essendo molto affezionato, tenderà a non staccargli gli occhi di dosso e a seguirlo passo passo in ogni spostamento e movimento, ma soprattutto apprezzerà molto seguire la famiglia nei suoi viaggi lontano da casa. Si affeziona talmente al padrone che per lui farebbe di tutto, addirittura accetta di essere portato fuori anche al guinzaglio; infatti è noto per il carattere mansueto e facilmente addestrabile che lo rende un compagno ideale per l’uomo. È una buona compagnia anche per i bambini e riesce a convivere con altri animali domestici; inoltre non disdegna affatto un bel bagnetto soprattutto se è il padrone a farglielo. Proprio questa rappresenta una delle caratteristiche peculiari della razza: al contrario di molti suoi simili, non evita il contatto con l’acqua, anzi gli piace molto giocarci proprio come fanno le tigri. Non a caso  i toyger sono ottimi nuotatori e godono a bagnarsi quando possono e a sguazzare dentro pozze d’acqua.

    Gatto Toyger: un po’ di storia

    Le caratteristiche fisiche e il temperamento del gatto toyger derivano direttamente da un’accurata selezione che è stata effettuata all’inizio degli anni ’80 da Judy Sudgen per riuscire a ottenere i primi esemplari che rispettassero determinati standard. La signora Judy voleva infatti selezionare gatti che presentassero il gene del manto lucido a strisce per creare esemplari con un pelo del tutto simile a quello delle tigri. Per avere animali che ricalcassero tali peculiarità fisiche, sono stati fatti accoppiare esemplari di due razze diverse: all’inizio si trattava di due gatti domestici indiani di tipo Mackerel Tabby a cui in una seconda selezione si sono aggiunti esemplari di tipo Bengal. Solo nel ’93, però, il lavoro di selezione e incrocio di Judy viene riconosciuto dalla TICA che ammette il toyger come razza a sé con il nome di Californian Toyger, divenuto col tempo solo Toyger. Grazie a tale mirata selezione, la razza è priva di qualsiasi patologia di origine genetica.

    Di solito il toyger non dà problemi di sorta al suo padrone se si seguono le dovute vaccinazioni e i dovuti controlli dal veterinario. Proprio quel suo pelo folto permette al gatto toyger di potersi adattare bene anche a un ambiente in cui vigono temperature basse o molto rigide; se, invece, si abitua a vivere a temperature piuttosto calde è consigliabile non esporre l’animale a eccessivi sbalzi climatici. Quando è cucciolo e durante le gravidanze e gli allattamenti delle femmine, il toyger necessita di un’alimentazione molto ricca in cui è raccomandabile evitare del tutto di somministrargli i croccantini, dato che alcuni gatti della razza rischiano di contrarre allergie ai cereali contenuti in alcune marche di cibo confezionato. Si consiglia quindi una dieta ricca di cibi umidi che siano sempre di alta qualità, come pollame tritato, da consumare anche crudo.

    Gatto Toyger: lo standard

    Dall’aspetto aggraziato e muscoloso, forte e ben proporzionato, il toyger è un gatto intelligente, curioso e ammaestrabile tanto da rappresentare un compagno unico e affettuoso, capace di integrarsi perfettamente all’interno del nucleo familiare diventandone a tutti gli effetti un membro.  Questo è possibile grazie a quel suo temperamento calmo e totalmente dipendente dal padrone. Molto atletico e agile, è un gatto  sano e longevo e adora stare in compagnia  del padrone, ma non ne cerca costantemente le attenzioni né disdegna starsene da solo per fatti suoi ogni tanto.

    La testa di un toyger si presenta di media grandezza e profonda; il muso, invece, è di forma ovale e arrotondato, le guance sono muscolose, rotonde e ben definite.

    Le orecchie ben distanziate sulla nuca sono piccole e rotonde e più larghe alla base e portate leggermente inclinate in avanti. Gli occhi sono di grandezza media e dalla forma lievemente obliqua, di solito prevale il colore verde intenso, ma tutti i colori più marcati e intensi sono ammessi dallo standard di razza.

    Il naso deve essere lungo e dalla punta larga, ovvero deve presentare una larghezza maggiore rispetto a quella che ha tra gli occhi. La mascella è forte e profonda e occlude in modo perfetto e la bocca è larga con labbra ben delineate.

    Il collo è lungo, muscoloso e di forma conica ma ben proporzionato al resto corpo che in genere si presenta di medie dimensioni, atletico e robusto dando l’impressione di essere davanti a una piccola tigre.

    Le zampe si presentano ben solide, robuste  e lunghe e gli consentono di muoversi in maniera agile e in tutta sicurezza, conferendo alla figura una certa stabilità.

    La coda è lunga e striata, è più larga alla base e va restringendosi man mano verso la punta. Il pelo del toyger è di media lunghezza e si caratterizza in maniera particolare per la striatura tipicamente tigrata. Il colore accettato è l’arancione su sfondo marrone chiaro con striature scure.

    Le striature del gatto toyger non si presentano e non devono essere uniformi, mentre il cappotto dev’essere a righe ma non chiazzato. Le strisce, infatti, devono essere presenti sulla schiena: quelle che partono dalle spalle devono terminare ai fianchi, quelle mediane scendono sui fianchi e devono formare un disegno che rappresenti una sorta di occhio di gatto a fessura, mentre da sotto il corpo devono partire altre striature più corte che finiscono con il mescolarsi e unirsi in maniera omogenea a quelle del dorso. Sia sulle zampe anteriori che su quelle posteriori le strisce devono essere come un tabby: in questo particolare del mantello il toyger si allontana decisamente dal manto della tigre che, invece, non presenta striature sugli arti. Le strisce sulle zampe quindi devono proseguire fino alle dita. Sulla coda invece le striature saranno ad anello. Il ventre, invece, dev’essere privo di striature e completamente bianco. Le strisce sul muso dovranno diventare rotonde e assomigliare sempre più a quelle tipiche delle tigri man mano che l’esemplare diventa adulto. Variazioni di colore non sono ammesse rispetto a quello standard, sebbene gli allevatori stiano cercando di creare un manto argentato che possa essere simile a quello della tigre bianca.