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  • Cane Akita Americano – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del cane Akita Americano, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    La storia del cane Akita americano è sicuramente tra quelle più affascinanti che più di altre meritano di essere raccontate. In un primo momento, la storia di questi cani è stata assai simile a quella degli Akita giapponesi. A partire dal XVII secolo, nella regione di Akita, si utilizzavano alcuni cani per il combattimento.

    Si trattava degli Akita Magis, conosciuti anche come i cani che davano la caccia agli orsi. Dal 1868, gli akita magis sono stati incrociati con Tosa e Mastiff. In questo modo, la taglia di questi cani è aumentata anche a discapito di altre caratteristiche che pure possedevano.

    Cane akita americano: le origini giapponesi

    A partire dal 1908, i combattimenti tra cani furono vietati e, a partire da quell’anno, molti allevatori si dedicarono alla tutela di questi cani, migliorandoli e curandoli fino a farne uno dei simboli della cultura giapponese. L’importanza di questi cani fu tale per la storia del Giappone che addirittura 9 di loro furono dichiarati ‘Monumento Nazionale’. Durante la Seconda Guerra Mondiale, i cani Akita americani furono a rischio estinzione anche perché le loro pelli venivano utilizzate per confezionare cappotti e abiti pesanti.

    Alcuni appassionati, però, pensarono di salvare questa razza e fecero incrociare i cani con alcuni esemplari di pastore tedesco, cane che pure veniva impiegato a scopi militari. Dopo la guerra, questi cani diventarono molto popolari ma ci furono anche diversi incroci che portarono alla formazione di tre tipologie di questa razza: Matagi Akita, Akita da combattimento e Akita da pastore. Non mancarono gli amatori che rifiutavano gli incroci di questa razza e continuavamo a mantenerne solo i caratteri puri fino a che si stabilizzarono nell’Akita di taglia grande che tutt’oggi conosciamo. Dopo la guerra, gli esemplari che erano stati incrociati con i pastori tedeschi ma anche gli Akita Dewa furono portati negli Stati Uniti, dove iniziarono ad adattarsi bene in ambienti completamente diversi tra loro.

    Cane akita: l’arrivo negli Stati Uniti

    La storia del cane akita americano, quindi, inizia intorno agli anni 50 del 900 quando l’american Kennel Club accettò la razza iscrivendola all’interno del libro delle origini e ammettendone le esposizioni. Il club americano e quello giapponese, però, non trovarono un accordo in merito ai pedigree delle reciproche razze e per questo non era possibile introdurre nuove linee di razze dal Giappone.

    In questo modo il cane akita americano divenne molto diverso da quello giapponese. Negli Stati Uniti, infatti, questi cani si svilupparono secondo caratteristiche uniche che – nel corso del tempo – fecero di questi esemplari dei cani completamente opposti rispetto a quelli giapponesi.

    Caratteristiche fisiche

    Il cane akita americano ammette tutti i colori: dal rosso fulvo a quello bianco passando per le colorazioni tigrate fino ad arrivare a quelle total black. I colori di questi cani sono particolarmente brillanti e possono avere sia una riga bianca sulla fronte che essere completamente scuri.

    Le colorazioni diverse dal bianco possono presentarsi molto varie; alcuni esemplari sono definiti ‘incappucciati’ perché hanno la testa di un colore diverso rispetto al resto del corpo; altri cani, invece, presentano solo piccole quantità di macchie bianche e per il resto sono di un’unica colorazione. Il sottopelo può avere anche un colore diverso rispetto al pelo del mantello superiore.

    Come tenerlo

    Si tratta di un cane forte che non ha la necessità di essere tolettato spesso. Tuttavia, almeno una volta a settimana si consiglia di spazzolare il mantello per rimuovere la polvere ma anche i peli morti che sono in caduta.

    Si tratta di cani esteticamente molto belli e che, anche da un punto di vista caratteriale, sono perfetti per la vita insieme all’uomo. I cani di questa razza amano stare in famiglia e se ne sentono parte integrante. Possiedono la capacità di capire cosa desidera il loro padrone e sono capaci di fare mille giochi e capriole pur di attirare la loro attenzione. Non sono cani che abbaiano spesso, ma lo fanno solo quando lo ritengono necessario.

    Ad ogni modo, è importante educare bene i cani di questa razza e per farlo è necessario conoscerne a fondo le caratteristiche. Si tratta dei primi passi che padrone o allevatore devono compiere con destrezza per ottenere un cane capace di amare incondizionatamente la sua famiglia.

    Si tratta di cani di grande molte e che, per via delle loro dimensioni, hanno anche tanta forza che sanno usare al meglio a seconda delle situazioni. Non lasciatevi impressionare dall’aspetto che questi cani hanno quando sono cuccioli; presto quei morbidi peluche diventeranno cani grossi e forti ed è per questo che è fondamentale educarli bene.

    Sono cani affidabili, forti, attenti e molto coraggiosi al di là dell’aspetto estetico che è indiscutibilmente molto bello. Il cane Akita americano non è tanto diffuso in Europa ed è per questo che è preferibile rivolgersi ad un allevatore specializzato se si decide di adottarne uno. In tutti i casi, è importante capire se si è adatti per un cane del genere.

    I cani Akita americani vivono, in media, molti anni. Sono cani che godono di ottima salute e che tendono a mangiare molto; per questo motivo, dopo i pasti, è preferibile evitare troppi salti e giochi per non nuocere allo stomaco. Tra le malattie più frequenti di questa razza canina c’è l’adenite sebacea e l’uveite dermatologica.

    Lo standard della razza

    I cani akita americani, come detto, sono di taglia grande. Godono di una costituzione forte e il loro corpo è sicuramente ben proporzionato. La testa è particolarmente larga e forma un triangolo smussato con muso profondo e occhi piccoli. Le orecchie sono piccole e sono leggermente in avanti, come se fossero un prolungamento naturale del corpo. Si tratta di una caratteristica peculiare della razza. Questi cani sono molto lunghi, ma non eccessivamente alti.

    La testa è sicuramente ciò che contraddistingue questi cani: questa, infatti, è massiccia, fiera, importante e proporzionata rispetto al resto del corpo. Il cranio è piatto e ampio fra gli orecchi e lo stop è ben definito. Il tartufo è grande ed è sempre di colore nero.

    Gli occhi, in genere, sono piccoli e scuri.

    Gli arti sono molto forti e questi cani, visti dal davanti, appaiono forti e possenti. Anche la cosa, piena di pelo, è forte ed è inserita sul dorso o sul fianco in modo da dare uno o due giri interi.

  • Cane Golden Retriever – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del cane Golden Retriever, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    Il Golden Retriever vanta radici sicure, grazie al ritrovamento dei libri genealogici di Lord Tweedmouth, vero e proprio padre della razza, nei quali annotò tutti gli incroci effettuati per ottenere il “Retriever d’oro”, il Golden Retriever, appunto. Il riconoscimento ufficiale della razza avvenne nel 1960 a opera del Kennel Club Inglese.

     

    Carattere

    Il cane Golden Retriever è straordinariamente disponibile e positivo verso gli uomini ed è soprattutto a questo suo aspetto caratteriale che si deve la sua ampissima diffusione in Europa. Sono cani intelligenti e simpatici ma sono, soprattutto, straordinariamente socievoli al punto che tendono a scodinzolare per strada con tutti, persino con chi non hanno mai incrociato prima.

    Se si pensa che questa razza è quella più utilizzata nella Protezione Civile, appare chiaro che i Golden Retriever siano animali altamente sociali e intelligenti. Sono molto pazienti e protettivi con i bambini e tollerano senza problemi altri animali domestici quali cani, gatti o roditori. Il loro carattere amichevole li rende inadatti a svolgere compiti da guardiani o da difesori. Sono semplici da istruire e molto rapidi nell’imparare. Non vanno però lasciati da soli a lungo, in quanto necessitano di uno stretto contatto con altri animali e con l’uomo. Se trascurati, possono andare incontro a stress sporcando in casa o in altri punti indesiderati e tenendo comportamenti distruttivi.

    Per questo motivo, i cani Golden sono perfetti per chi desidera la vera compagnia di un animale domestico mentre non sono adatti a chi pensa di adottare un cane e lasciarlo qualche ora da solo in casa. Questi cani amano la compagnia e tendono a soffrire molto se lasciati da soli. Questa razza canina è perfetta anche per le famiglie che hanno bimbi piccoli: i Golden, infatti, non sono affatto aggressivi e socializzano con i più piccoli diventando fedeli compagni di gioco; in generale, poi, vanno d’accordo anche con i loro simili e difficilmente prendono in antipatia altri cani. La loro straordinaria socievolezza, quindi, li porta a stringere rapporti positivi anche con altri, eventuali, animali domestici, in primis i gatti.

    Come Scegliere un Cucciolo

    L’allevatore non può cedere un cucciolo prima che abbia compiuto i due mesi di vita
    Chiedere all’allevatore la genealogia e la storia clinica del padre e della madre, per controllare che non abbia patologie ereditarie
    Chiedere informazioni circa la linea e l’eventuale presenza di campioni o cani famosi
    Chiedere all’allevatore se ha già sverminato e/o vaccinato il cucciolo
    Il cucciolo deve essere giocoso e non avere pancia gonfia, perdite dal naso e lacrimazione

    Cane Golden retriever: di cosa ha bisogno?

    Una casa con il giardino è l’habitat ideale per il Golden; tuttavia, questa razza si adatta anche alla vita di appartamento ma, in questo caso, è fondamentale farlo uscire spesso per mantenere in forma il suo stato di salute sia fisico che psicologico; non bisogna mai dimenticare, infatti, che il cane Golden retriever è uno sportivo e che per stare bene ha bisogno di muoversi spesso.

    Tra le raccomandazioni da tenere sempre in mente, non dimenticate di stare attenti a piscine e specchi d’acqua di varia natura: i cani Golden amano nuotare e non rinunceranno a fare una bella nuotatina sia d’estate che d’inverno non appena avranno dinanzi un po’ d’acqua.

    Il Golden Retriever è stato selezionato per recuperare la cacciagione abbattuta (retriever significa cane da riporto) per cui ha bisogno di uno spazio adeguato per dare sfogo alle sue energie: una casa con giardino è senz’altro preferibile a un appartamento per questa razza che ha appunto necessità di fare molto movimento.

    Educazione e cure

    Il cane Golden retriever è facili da addestrare ma è importante farlo fin da piccoli. In questo modo, apprenderà sia pregi che difetti ed è per questo che è doveroso impartire da subito delle regole di buona educazione e di rispetto. Per natura, questi cani sono molto ubbidienti ed è per questo che vanno trattati con tanta dolcezza senza essere troppo severi. Sono cani intelligenti ed è per questo che non vanno rimproverati spesso perché sono in grado di capire perfettamente gli ordini che gli date.

    Tuttavia, è importante che i padroni siano preparati a non cadere in contraddizione: questi cani, infatti, colgono le sfumature della voce e comprendono perfettamente i toni diversi della voce. Di conseguenza, nel caso di cambiamento, colgono immediatamente le sfumature degli ordini. Insomma, se voi esistate il vostro Golden esiterà insieme a voi prima di fare o non fare qualcosa!

    Il pelo del cane Golden Retriever non ha bisogno di troppe cure ma è importante spazzolarlo almeno una volta a settimana per rimuovere il pelo morto ma anche per mantenerlo sempre pulito e lucido. Durante la muta è importante spazzolarlo un po’ più spesso: il questo modo, infatti, il pelo del vostro golden sarà sempre straordinariamente lucente.

    Nonostante l’amore dei Golden per l’acqua, evitiamo di lavare troppo precocemente il cucciolo; il primo bagno può essere fatto dopo i tre mesi di vita. A meno che il cane non partecipi a mostre e concorsi, la frequenza dei bagni può essere mantenuta a un paio di volte all’anno.

    Non preoccupiamoci se durante una passeggiata il nostro amico si bagna, il folto sottopelo è impermeabile, per cui qualche goccia di pioggia non può certo fargli male.

    Cane Golden Retriever: vantaggi e svantaggi

    Tra i pregi principali di questi cani c’è sicuramente la straordinaria socievolezza di cui sono dotati: hanno un carattere dolcissimo e sono sempre disponibili a fare amicizia con gli altri. Sono cani affabili e sono dei compagni speciali per i bambini ma sono anche attenti e premurosi nei confronti degli anziani. Si tratta di cani ideali a tutti e sono anche particolarmente longevi.

    Tra gli svantaggi c’è sicuramente il fatto che, chi decide di adottare un Golden, deve essere consapevole che dovrà trascorrere con lui molto tempo. Questi cani non amano restare da soli ed è quindi molto importante che i padroni gli insegnino a sopportare i momenti in cui saranno lasciati soli. Inoltre, sono cani che mangiano qualsiasi cosa; quindi è molto importante controllare spesso che non aumentino troppo di peso.

    Standard del Golden Retriever

    Gruppo 8: Sez. I Cani da riporto, cerca e acqua
    Origine: Gran Bretagna
    Peso: 25-35Kg
    Pelo: piatto o ondulato con fitto sottopelo impermeabile
    Colore: dall’oro al crema, non sono ammessi rossicci o mattone
    Testa: cranio largo, muso imponente e alto, tartufo nero; testa nel complesso ben proporzionata
    Occhi: castani e ben distinti, con il bordo delle palpebre è scuro
    Orecchie: medie, abbassate, attaccate al livello degli occhi
    Coda: raggiunge il garretto, folta, non si deve arricciare

    Il pelo di questi cani può essere piatto oppure ondulato con una bella frangiatura. Le tonalità ammesse variano dal color oro al crema e si ammette anche qualche ciuffo di peli bianchi all’altezza del pettorale.

    La testa è grande e ben proporzionata rispetto al resto del corpo; il muso di questi cani, poi, è particolarmente imponente, largo e anche alto. La lunghezza del muso è quasi identica a quella della testa e presenta uno stop ben marcato all’altezza dell’occipite. Il tartufo, invece, è nero.

    Le orecchie sono di taglia media e sono attaccate al libello degli occhi. Il corpo ha una struttura simmetrica, è robusto e ben costruito. Si tratta di cani eleganti che mostrano il loro fascino non solo nell’andatura ma anche nel pelo dorato e lucente che li caratterizza. Nel suo insieme, la razza presenta un aspetto possente con un torace alto fatto di costole profonde. L’espressione del viso, poi, non è mai cattiva ma sempre mite.

    Infine, la coda è l’espressione più autentica e diretta del carattere di questi cani gioviali. E’ attaccata al livello del dorso ed è sempre in movimento anche perché i cani golden sono sempre felici quando vedono qualcuno.

  • Cani da Riporto – Razze, Addestramento e Caratteristiche

    Tra i cani da riporto un ruolo di primo piano lo ha il Golden Retriever.

    I cani da riporto Golden Retriever sono affettuosi e sempre disponibili nei confronti del loro padrone. In realtà, questi cani sono affabili e giocherelloni con tutti, sia all’interno della famiglia che fuori. Ecco perché per tanti uomini la loro compagna equivale ad avere accanto dei veri e propri compagni di vita.

    Il carattere di questi cani è sicuramente legato alla loro storia ma anche alla selezione che, nel corso del tempo, ha consentito di avere i cani che oggi conosciamo. Il Golden, in effetti, è nato proprio come cane da riporto: come gli altri retriever, si tratta di una razza nata per lavorare fianco a fianco con l’uomo in attività che necessitano una grande sicurezza e facilità di addestramento oltre che un grande senso di equilibrio. In sostanza i cani Golden retriever sono abili nel cacciare insieme agli uomini e, in particolare, nel ‘riportare’ loro la selvaggina catturata.

    Oltre la vita di caccia, però, questi cani hanno coltivato anche quella di casa, all’interno della famiglia. Tuttavia, è proprio all’attività del riporto che questi cani devono le proprie caratteristiche fisiche e caratteriali: in effetti, non era semplice destreggiarsi su terreni irregolari che il più delle volte erano anche fangosi e pieni di ostacoli. Nonostante questo l’attività di riporto di questi cani oggi non si lega più soltanto alla caccia.

    Caratteristiche dei cani da riporto

    Le caratteristiche di un perfetto cane da riporto sono fissate da alcuni parametri stabiliti da standard internazionali. Innanzitutto questi esemplari devono possedere un buon steadiness, ossia devono avere un atteggiamento calmo e paziente che si traduce, quindi, in una grande attenzione durante la caccia. In tutti i casi, il Golden deve camminare al fianco del padrone senza essere disturbato né tantomeno il padrone deve disturbare lui.

    In tutti i casi, però, il cane deve conservare alta la concentrazione perché il suo compito è quello di memorizzare il terreno di caccia e ricordare, in modo puntuale, il punto esatto in cui cadono i selvatici colpiti. Il Golden Retriever è perfetto per questo compito perché in lui lo steadiness è assolutamente naturale, pertanto per questi cani non è difficile mantenere calma e concentrazione e – al contempo – memorizzare tutto. Altri cani, nelle medesime condizioni, si lascerebbero distrarre da ogni cosa.

    Il lavoro di riporto del Golden

    L’attività del riporto per i cani Golden retriever è molto faticosa ma, allo stesso tempo, gratificante. Per questi esemplari, come per tanti altri a dire il vero, lavorare e rendersi utile per il proprio padrone è fondamentale ed è fonte incondizionata di piacere. Questo lavoro, però richiede alcune doti fisiche essenziali: un utilizzo preciso dell’olfatto, abilità nella ricerca, resistenza alla fatica e capacità di muoversi su terreni dotati di una morfologia particolare e di varia natura, come l’erba alta, i cespugli, le rocce, il fango e l’acqua.

    E’ indubbio che, dietro un eccellente lavoro di riporto, ci sia anche un grande legame tra cane e padrone: il cane va addestrato nonostante le sue doti innate in modo che sia in grado di rispondere correttamente alle indicazioni anche a grande distanza: deve ascoltare ed obbedire senza lasciarsi distrarre dall’ambiente che lo circonda. Infine, il riportatore deve essere docile: dopo aver recuperato la preda, infatti, deve tornare per consegnarla spontaneamente e dolcemente nella mano del padrone.

    Tuttavia, è bene sapere che per conoscere l’abilità del Golden Retriever nel riporto non è obbligatorio andare a caccia insieme. In tutto il mondo, infatti, vengono usati oggetti alternativi che sono di materiali e forme differenti. In questo modo, i padroni mettono alla prova l’abilità di questi cani nascondendo oggetti oppure lanciandoli. L’utilizzo di questi oggetti, quindi, consente al padrone di vivere le emozioni e lo straordinario senso di sinergia che solo l’attività del riporto è in grado di regalare ai padroni.

    Le prove ufficiali sono organizzate su terreni naturali che simulano tutte le diverse situazioni in cui potrebbe trovarsi il cane quando deve eseguire una reale attività di riporto. Durante i Working test si utilizzano solo i riportelli che servono per l’addestramento, mentre i giudici attribuiscono i voti in base a tutti i riporti. In generale, la valutazione si basa sul legame che esiste tra il cane e il padrone ma anche sulla capacità che l’animale dimostra nel memorizzare il punto preciso in cui cadono gli oggetti, oltre che sull’abilità nel battere il terreno utilizzando l’olfatto, sulla condotta del piede e la bravura del cane nello stare accanto al conduttore senza disturbarlo o intralciarlo.

    Il riporto ‘visto’ dal cane

    Dal punto di vista dei cani di riporto quest’attività è completamente priva di logica. In sostanza, i cani fanno un’enorme fatica nel fiutare la preda e, anziché tenerla per sé, devono affidarla al padrone. L’istinto dell’animale, infatti, sarebbe quello di catturare il boccone e tenerlo per sé, non quello di regalarlo.

    Questo atteggiamento naturale viene cancellato completamente nei Golden, e in tutti i retriever. In tutti i casi, però, anche un riportatore come il Golden va educato e messo nelle condizioni di imparare bene come deve comportarsi. Per insegnarli il riporto esistono molte tecniche di base che si possono insegnare a partire dai 5/6 mesi di vita e che tutti i padroni possono sperimentare per vivere quest’avventura insieme ai propri animali.

    Come addestrare un cane da caccia

    In modo più semplice per vivere il riporto insieme al proprio Golden è quello di utilizzare riportelli leggeri che siano facili da individuare per il cane. Per iniziare, si lancia il primo riportello e si fa in modo che il cane non si muova. In questo caso, se il cane non è addestrato si può anche utilizzare il guinzaglio. I comandi sono due: il ‘resta’ che va detto con forza al cane quando si lancia il riportello e il ‘porta’ che, invece, quando chiediamo al cane di andare verso l’oggetto e di portarlo indietro. Se torna scodinzolante verso il padrone, la cosa giusta da fare è riempirlo di premi e complimenti; se, invece, resta in disparte con il riportello allora il padrone deve lanciare un altro oggetto e – contemporaneamente – recuperare il primo. Naturalmente quest’operazione va ripetuta più volte affinché il cane la acquisisca completamente come naturale.

    Successivamente, si passa alla seconda fase. A questo punto il cane avrà imparato a lasciare il riportello: quando lo fa spontaneamente va premiato con i complimenti e, nel momento in cui aprirà la bocca per consegnarlo, il comando del padrone sarà un semplice ‘lascia’. Se, invece, il cane non lascia spontaneamente l’oggetto, allora il comando da usare è ‘seduto’; a questo punto, il padrone comincerà ad accarezzarlo dietro le orecchie con un mano e con l’altra gli terrà fermo il mento. Dopo un po’, il cane si stancherà e mollerà da solo l’oggetto. Fatto, questo al padrone non resterà che premiarlo e ripetere più volte l’operazione fino a farla diventare naturale per il cane.

  • Come Organizzare le Vacanze con gli Animali Domestici

    Oggi sia gli strumenti tecnologici che la crescente sensibilità di chi opera nel settore turistico aiutano i proprietari di un cane o di un gatto ad andare in vacanza e, in particolare, a cercare il posto giusto sia per cani che padroni. I dati registrati da alcuni sondaggi, rivelano che quasi il 60% degli italiani progetta le proprie vacanze in funzione del proprio cane. Si tratta di un dato che è decisamente in controtendenza rispetto alle percentuali, poco incoraggianti, degli italiani che – in vista dell’estate – abbandonano i propri animali perché li considerano un peso di cui liberarsi per godersi le ferie.

    Tuttavia, fra coloro che non rinuncerebbero per niente al mondo da fare le vacanze con i propri animali domestici, la maggior parte ha dichiarato di scegliere il mare alla montagna. Si tratta di un dato molto interessante specie se si tiene conto del fatto che in Italia, nonostante la lunga lista di spiagge, sono davvero poche quelle che consentono agli animali il libero accesso. La maggior parte degli italiani che si portano dietro il proprio cane o gatto, preferiscono villeggiare in una seconda casa – al mare o in montagna che sia; invece, tutti gli altri, che una seconda casa non ce l’hanno, optano felicemente per un albergo o una struttura residenziale che consente l’accesso agli animali domestici. Certamente, rispetto agli anni scorsi, trovare un albergo pet friendly è diventato molto più semplice; questo anche per merito del web, dove con pochi clic si scelgono le caratteristiche desiderate nella zona di destinazione prescelta.

    Come scegliere il posto giusto per le vacanze con animali domestici

    Il posto giusto è ovunque. Quel che conta è spiegare in anticipo e con estrema chiarezza quali sono le esigenze di cui si ha bisogno per capire se la struttura in questione è in grado di accogliervi. In tutti i casi, il web può essere ancora una volta un supporto molto valido per la vostra scelta: leggendo le recensioni di un hotel o di un residence, infatti, potrete capire com’è stata l’esperienza di chi ha fatto l’esperienza prima di voi e – in base ai commenti – decidere se condividerla o meno con chi scrive.

    Tuttavia, per chi sceglie di andare in vacanza con il proprio cane o gatto l’ideale è prendere informazioni a trecento sessanta gradi: ad esempio, è importante anche capire se nelle vicinanze della struttura che v’interessa c’è una zona in cui è possibile portare il nostro cane per bisognini e passeggiate. E’ importante, inoltre, anche che nelle vicinanze dell’albergo ci sia un veterinario che, in tutti i casi, va sempre consultato prima della partenza per capire se è necessario adottare qualche provvedimento particolare per tutelare il suo stato di salute durante la vacanza.

    Cose da fare in vacanza con il proprio cane

    Una volta trovata la sistemazione, quel che conta è anche stilare un programma giornaliero delle cose da fare insieme al vostro amato cane. Sappiate, quindi, che non è sufficiente portarsi dietro il cane per avere la coscienza a posto; non avrebbe senso, in effetti, portarselo in vacanza per restarlo chiuso in una stanza d’albergo. Quindi, è importante programmarsi delle cose fa fare insieme; un po’ di corsa nelle ore più fresche della giornata, ad esempio, è l’ideale per mantenersi in forma e far divertire il proprio cucciolo. In questo senso, la vacanza ideale per il vostro animale domestico sarebbe nelle vicinanze di un parco naturale; in questo caso, però, è bene informarsi sulle regole da rispettare prima di addentrarvi nel parco. Spesso, infatti, i cani sono ammessi solo con la museruola e vanno sempre tenuti al guinzaglio.

    Risulta essere  triste notare come, nonostante l’Italia, abbia oltre 5000 chilometri di spiaggia, sono davvero poche quelle che consentono agli animali di accedervi. Inoltre, ai divieti si aggiungono multe anche molto salate e questo, naturalmente scoraggia i padroni ad accompagnarsi al mare con i propri amici a quattro zampe. Basti pensare che l’unico modo per capire quali sono le spiagge dove è possibile portare gli animali è quello di rivolgersi alla Capitaneria di porto o agli uffici del demanio. Inoltre, anche dove gli animali domestici sono ammessi, non è detto che sia possibile per loro farsi un bagno in mare: in molti casi, infatti, anche questo è severamente vietato. Tra le motivazioni più curiose di questo divieto, ad esempio, c’è quella di chi sostiene che i cani non possono fare il bagno per motivi d’igiene: molti, in effetti, sono convinti che i cani potrebbero fare i loro bisogni in acqua ignorando del tutto che in acqua non si assimilano odori e – di conseguenza – il cane non è stimolato a fare la pipì.

    Regole da rispettare per chi va in vacanza con gli animali domestici

    Per chi sceglie di viaggiare in auto con il proprio animale domestico, i padroni devono sapere che il cane o il gatto deve essere inserito nell’apposito trasportino; in caso di assenza, infatti, si rischia una multa anche in questo caso. Nel caso in cui gli animali fuori dal trasportino siano più di uno, è obbligatoria la rete divisoria tra il vano dove risiedono i nostri amici e il posto di guida. Inoltre, gli animali che viaggiano in auto devono essere costantemente idratati; a questo proposito, quindi, non deve mai mancare l’acqua ed è consigliabile che l’animale viaggi a stomaco vuoto per scongiurare la possibilità che rimetta. E ‘importante, inoltre, fare una sosta almeno ogni due ore; da questo punto di vista, le autostrade italiane sono dotate di diverse zone per cani Fido park. Infine, evitate di lasciarlo sotto il sole o di farlo sporgere con la testa dal finestrino: il vento forte, anche se caldo, potrebbe provocargli un’otite.

  • Come Preparare un Gatto per un’Esposizione Felina

    Anche se la vittoria non è fondamentale, è comunque importante prepararsi al meglio in vista di un concorso per mettere in evidenza i punti di forza e nascondere quelli deboli del nostro amato gatto. Nel senso comune si tende a credere che l’iscrizione di un gatto a una mostra o ad un concorso sia un atto un po’ prepotente nei confronti dell’animale come se il padrone lo facesse solo per la soddisfazione di avere un animale domestico degno di partecipare ad un concorso di bellezza. In realtà, partecipare ad un concorso non è importante solo da un punto di vista estetico ma lo è anche da un punto di vista fisiologico dal momento che la partecipazione ad una mostra presuppone un forte impegno da parte del proprietario che oltre a provvedere alla bellezza del proprio animale dovrà tutelarne soprattutto lo stato di salute.

    Esposizione felina: consigli prima dell’iscrizione

    La partecipazione ad una gara di bellezza, inoltre, rappresenta un’occasione importante anche per conoscere altri appassionati di animali domestici con cui scambiarsi consigli e condividere esperienze. Inoltre, per coloro che possiedono un gatto con tanto di pedigree, la partecipazione ad una mostra o ad un concorso di bellezza può essere l’occasione giusta per trovare un altro esemplare di razza con cui far accoppiare il proprio animale domestico e preservarne la conservazione della razza pura.

    In ogni caso, prima di iscrivere il gatto ad una mostra è opportuno informarsi bene circa l’Ente che l’ha organizzata e su quali siano le modalità di partecipazione. In linea di massima, è sufficiente qualche clic sul sito dell’ente o dell’associazione coinvolta nella mostra per leggere tutto il regolamento prima di procedere all’iscrizione del proprio gatto. In molti casi, visitando direttamente il sito web è possibile arrivare direttamente a scaricare il modulo per l’iscrizione; in caso contrario, sarà sufficiente fare una telefonata all’ente per cacciare via ogni dubbio prima di iscrivere il gatto alla mostra. In molti casi, la partecipazione ad uno di questi eventi è a pagamento ed è per questo motivo che è preferibile sempre assicurarsi della serietà dell’ente che l’ha organizzato per evitare di incappare in spiacevoli sorprese. Per essere valido, l’ente che organizza la mostra deve essere associato alla FiFE.

    L’importanza dello stato di salute in un’esposizione felina

    In tutti i casi, per poter partecipare è importante che il gatto goda di ottima salute: per questo motivo prima di iscriverlo alla mostra, è bene farlo visitare da un medico veterinario che ne accerterà lo stato di salute. Si tratta di una fase molto importante anche perché nel momento dell’iscrizione, i partecipanti verranno comunque sottoposti ad una visita specialistica da parte di una commissione di veterinari che ne giudicherà l’ammissibilità alla gara nel caso in cui godano di ottima salute.

    Il vincitore è il gatto più bello

    Dopo la salute, sicuramente il passo più importante è quello che riguarda la bellezza del proprio esemplare. Naturalmente, lo scopo di una mostra o di una gara è quello di premiare la bellezza del partecipante più attraente ed è per questo motivo che i padroni in gara dovranno provvedere ad un’approfondita tolettatura del proprio gatto anche con qualche settimana d’anticipo rispetto al giorno della gara.

    A meno che non siate molto esperti, è preferibile rivolgersi ad un professionista che sarà in grado di valorizzare al massimo il mantello e le caratteristiche fisiche del vostro gatto. In particolare, oltre al mantello è bene preoccuparsi della cura dei denti, delle unghie, degli occhi e delle orecchie. Una mostra è l’occasione giusta per concedere al nostro micio un trattamento completo che serve anche a mantenerlo in salute: proprio come per gli uomini, infatti, la pulizia di un gatto corrisponde anche al suo stato di salute. Una volta pronto, visitato e iscritto alla mostra non resta che godervi l’esperienza unica dello spettacolo che solo una felina può offrire agli appassionati.