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  • Cane Pastore Scozzese – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del cane Pastore Scozzese, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    Cane pastore scozzese: la fortuna che arriva dalla tv

    Per anni il cane pastore scozzese è entrato nelle case di tutto il mondo e nell’immaginario di migliaia di bambini grazie alla figura di Lassie, il bravo cane che risolveva qualsiasi difficoltà solo con le proprie capacità. Dal muso intelligente e di buon carattere, il fido Lassie fu protagonista di centinaia di avventure in cui dava prova del suo coraggio e della sua bravura. Ben presto negli anni ’70 il collie divenne una razza molto “in” e alla moda tra il pubblico della serie tv, tanto che si diffuse il trend di avere un “Lassie” tutto proprio a casa.

    Indubbiamente dal bell’aspetto, regale, dal pelo folto e abbondante e dal musetto vispo, il cane pastore scozzese è prima di tutto affidabile e rimane fedele al suo padrone per tutta la vita. Abituato a correre nelle brughiere scozzesi, il cane pastore adora scorrazzare libero nei prati e nella campagna o semplicemente in spazi aperti per sfogare la sua infinita energia. È facile educarlo, ma bisogna farlo con calma e coerenza, spiegandogli bene cosa si pretende da lui o si “offenderà” mettendo il broncio se sarà rimproverato per niente o in maniera troppo severa.

    Cane pastore scozzese: il carattere

    Proprio perché è pur sempre un cane da pecora, il cane pastore scozzese ha un carattere dolce e gentile e modi eleganti, anche se qualche volta abbaia per rispondere al richiamo del suo padrone. Curioso, vivace e rispettoso della privacy del suo amico umano, sa essere presente in qualsiasi situazione senza per questo diventare invadente. Il suo carattere ludico e allegro lo rende un ottimo compagno di gioco per bambini anche molto piccoli, e soprattutto si rivela un buon compagno anche nello sport perché sa seguire fedelmente i comandi del padrone e comprende facilmente ciò che deve fare.

    L’unico problema potrebbe essere rappresentato dal manto molto lungo e folto che richiede una cura costante: almeno ogni settimana il pelo richiede di essere spazzolato. Le spazzolate devono essere effettuate, però, con un certo criterio, ovvero devono partire dal basso e dal sottopelo che cade abbondante durante la muta, per cui è necessario togliere periodicamente il pelo in eccesso. Dopo essersi occupati del sottopelo, si può passare al manto superiore quello visibile a tutti che è un po’ meno morbido rispetto al sottopelo: dato che si tratta di un pelo abbastanza lungo, bisogna evitare che si formino nodi soprattutto dietro le orecchie perché potrebbero portare altri fastidi al cane. Se i nodi si sono formati già, devono essere aperti e rimossi utilizzando un pettine di metallo o l’apposito taglianodi.

    La famiglia cresce

    Si da il caso che il pastore scozzese abbia anche dei parenti dal pelo decisamente più corto. Si tratta infatti di due razze minori decisamente poco conosciute, ovvero il cane pastore scozzese a pelo raso e il pastore delle Shetland. Il pastore scozzese in miniatura nasce dagli incroci tra pelo lungo e Greyhound, incroci che vennero effettuati per la prima volta nel 1960, da allora la razza si è diffusa molto soprattutto in Regno Unito, Irlanda e Stati Uniti, mentre nel resto d’Europa e del mondo è davvero raro trovare anche solo chi la conosca. La sua caratteristica peculiare è di essere uguale al pastore scozzese ma con il pelo cortissimo, che cresce fino ad arrivare al massimo  a due centimetri, ma in compenso il sottopelo è più folto. Il pastore delle Shetland invece apparentemente assomiglia molto al Rough Collie, tanto che non è del tutto sbagliato associarli ma quanto a struttura, carattere e origini sono molto diversi.

    Origini pastore scozzese

    Probabilmente gli antenati del pastore scozzese sono arrivati in Gran Bretagna al seguito dei romani e poi sono giunti fino in Scozia insieme ai Picti. In Scozia il cane pastore doveva essersi già diffuso ampiamente come razza a sé già dall’Ottocento, e ciò lo dimostra una citazione trovata sul dizionario agricolo del 1843 in cui si nomina proprio il  “Collie do”, ovvero il cane che si occupava dei greggi di pecore dal muso e dalle zampe nere.

    Da questa sorta di soprannome deriverà il solo nome di Collie, ma la sua presenza nonché il suo lavoro di cane da pastore risalgono già a tre secoli fa. In seguito il pelo lungo ebbe larga diffusione in tutta l’isola britannica tanto da fare la sua apparizione anche durante una mostra canina che si tenne a Birmingham nel 1860: in quest’occasione sembra che il Collie stupì e affascinò il pubblico presente grazie al suo manto lucido e lungo che lo contraddistingueva rispetto alle altre razze canine presenti.

    Si deve alla regina Vittoria la grande popolarità che il cane pastore scozzese acquisì in breve tempo: durante la sua vacanza presso il Balmoral Castle in Scozia, la regina trovò il pelo lungo talmente irresistibile da diventarne una vera amante. Il pastore scozzese fu introdotto ben presto negli ambienti dell’aristocrazia britannica passando dal rango di umile cane da pecora a quello di pastore scozzese reale. Nel 1860 ha inizio quella che fu la selezione ufficiale degli esemplari della razza, all’interno della quale all’inizio rientravano indifferentemente sia il Rough Collie che lo Smoth, la cui separazione si avrà solo nel 1870.

    Il pastore scozzese è un cane simpatico, allegro e giocherellone che non sa dove siano di casa l’irruenza e l’invadenza, infatti sa essere molto discreto e rispettoso:  quando incontra le persone per la prima volta, si limita infatti a scodinzolare, non saluta mai abbaiando o saltando addosso. Date le sue origini, il senso di responsabilità è molto radicato e forte in lui per cui è molto legato all’ambiente familiare e si può sempre contare sul suo apporto. Naturalmente non bisogna trascurare quelli che sono i suoi bisogni, si tratta pur sempre di un cane da pecora abituato a correre su e giù per la brughiera, per cui non bisogna negargli il movimento che contribuisce a mantenere il suo fisico asciutto e la muscolatura forte e tonica.

    Cane pastore scozzese: lo standard

    Il pelo folto e lungo caratterizza l’aspetto del pastore scozzese: il modo in cui la pelliccia gli incornicia il muso lo fa assomigliare a un leoncino. Sulla criniera e sul muso il pelo è liscio, come sulle punta delle orecchie, le zampe anteriori si presentano ben frangiate e quelle posteriori hanno un pelo molto folto sopra il garretto. Anche il pelo sulla coda è molto abbondante.

    I colori caratteristici sono il sabbia, il tricolore e il blue merle, e sono gli unici colori ammessi per la razza. Il colore sabbia è ammesso in ogni sfumatura dall’oro chiaro al mogano fino al sabbia sfumato, il tricolore invece mantiene il nero come colore predominante e ammette macchie più intense agli arti e alla testa, il blue merle è ammesso nelle sfumature di blu chiaro, blu argentato, macchiato e marmorizzato col nero.

    Inoltre a caratterizzare la razza è ammessa la presenza di un collare completamente o in parte bianco su pettorale, arti e zampe, anche la punta della coda può essere bianca, mentre sul muso è tollerata una striscia bianca che inglobi anche il cranio oppure solo l’uno o l’altro.

    Il muso si presenta dal profilo liscio, a cono ben troncato, con la punta rotonda e la mascella è forte, mentre il cranio è piatto. Le linee cranio-facciali sono sempre parallele e di ugual lunghezza tra loro.

    Le orecchie sono piccole e si trovano abbastanza distanti l’una dall’altra, di solito nei suoi movimenti il cane pastore tende a portarle in avanti quasi dritte. Il cane pastore scozzese ha un corpo lungo, ampio dietro le spalle, il dorso è fermo e leggermente rialzato sui reni, le costole rotonde e il torace profondo.

    La coda è molto lunga e tende a essere portata bassa con una lieve incurvatura verso l’alto quando l’animale è tranquillo, anche quando gioca o è sull’attenti la coda non supera mai il dorso.

  • Cane Mastino Napoletano – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del cane Mastino Napoletano, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    Cane Mastino Napoletano: storia e caratteristiche

    Il cane mastino napoletano è un vero e proprio pezzo di storia della cinofilia italiana tanto è vero che nel 2012 è stato elaborato un nuovo standard che ha introdotto delle modifiche importanti. I cambiamenti piu’ importanti sono stati introdotti in relazione alla testa, che non è piu’ i 3/10 all’altezza del garrese ma i 3,8/10, in relazione alla pelle per cui è stato precisato che le rughe e le pieghe agli occhi non devono comprometterne la funzionalità. Infine, anche sul peso è stato proposto 75-85 per i meschi e 60-70 per le femmine. Inoltre, alcuni problemi agli occhi come entropion ed ectropion sono stati definiti come ‘difetti gravi’. In passato i cani mastino napoletano venivano impiegati nei combattimenti; oggi, invece, questi cani sono pronti a sfoderare grinta e coraggio solo quando devono proteggere ciò che è affidato alla loro custodia.

    In famiglia, invece, il cane mastino napoletano è docile e buono e ha un innato istinto protettivo nei confronti dei bambini e – in generale – verso le persone più deboli. Questo molosso ha fatto della famiglia il suo punto di riferimento: ha bisogno del contatto fisico con il suo padrone a cui sta accanto in maniera discreta e, nonostante la mole, è capace di starsene per ore su una brandina apparesentemente sonnecchiante ma, in realtà, è pronto a reagire all’occorrenza. L’educazione dei cani mastino napoletano è fondamentale: questi cani, infatti, non obbediscono mai per sottomissione o per paura e, per questo motivo, sin da quando sono cuccioli è preferibile impostare con loro un rapporto basato sul rispetto reciproco in modo che trovino piacere nell’obbedire al padrone.

    Cane Mastino Napoletano: di che cosa ha bisogno?

    I progenitori del cane mastino napoletano sono due: il cane da corte e il cane da pagliaio. Il cane da corte è specializzato nella guardia della casa: in particolare, la sua taglia era contenuta, la testa era grossa e il cranio era voluminoso con rughe abbondanti. Inoltre, la muscolatura posteriore era abbastanza scarsa mentre il torace era ben sviluppato e il manto era di colore grigio ardesia.

    Il cane da pagliaio, invece, era adibito alla guardia dei bovini, aveva la testa lunga, il cranio grosso, il muso poco quadrato, poche rughe, arti lunghi, una buona muscolatura. La groppa dritta da grande camminatore, il pelo di colore grigio cenere, spesso tigrato e di tessitura leggermente lanosa. La razza del Mastino Napoletano, quindi, si è formata dall’unione di questi due genotipi. Nel tempo, però, questo cane ha subito un’evoluzione: un tempo, infatti, era un cane meno imponente, con poche rughe e pliche sulla testa, la pelle meno spessa ed abbondante e una giogaia poco presente.

    Sicuramente il cane mastino napoletano ha bisogno di avere a disposizione uno spazio all’aperto. Questo, però, non significa che questi cani possono essere abbandonati a se stessi all’aperto dal momento che hanno bisogno di sentire qualcuno della famiglia sempre vicino. La diffidenza nei confronti degli estranei è incisa nel proprio DNA ed è per questo motivo che è importante farlo socializzare sin da cucciolo se si desidera che sia ben disposto da grande nei confronti degli altri. Essendo un cane pesante, poi, è molto importante adottare una dieta giusta sin dai primi mesi di vita ricorrendo ad alimenti studiati per cani in crescita appartenenti a taglia grandi che contengono tutto il necessario in proteine, calcio, fosforo, grassi e vitamine. Anche in età adulta è preferibile evitare la somministrazione della razione quotidiana in un unico pasto per evitare l’insorgenza della torsione gastrica a cui sono soggetti questi cani di razza.

    Il cane mastino napoletano sono di mole grande e il loro peso può arrivare anche oltre i 70 chili. In particolare, la testa è molto grande. Si tratta di cani da guardia con un carattere forte e leale che non sono aggressivi o mordaci senza una giustificazione ma che – in generale – tendono a difendere la proprietà e le persone mostrando un comportamento vigile, intelligente, nobile e maestoso. All’interno della famiglia, sono cani che amano essere riempiti di coccole, dolcissimi e pronti ad obbedire agli ordini. I problemi fisici più comuni sono la displasia all’anca, la cardiomiopatia, e l’entropionm, ovvero un disturbo che provoca il riversamento del bordo palpebrale verso l’interno, ma anche l’ectropion, ossia quando il bordo delle palpebre si riversa all’esterno. Il mastino napoletano, inoltre, soffre anche di problemi dermatologici e, in generale, è un cane che ‘sbava’.

    Cane Mastino Napoletano: lo standard

    Il corpo del mastino napoletano è pesante e in generale si tratta di un grande di grande mole. Il tronco è piu’ lungo dell’altezza del garrese mentre il dorso è largo come la groppa che è robusta e muscolosa.

    Il pelo è votreo, denso e ha una lunghezza massima di 1,5 centimetri.

    Il mantello è ammesso in tre colori: grigio, piombo e nero. Alcune volte sono ammesse anche delle piccole macchie bianche al petto e alle punte delle dita. Tuttavia, esistono anche colori come il mogano, il fulvo e il fulvo cervo.

    La coda ha la base larga e grossa alla radice ma si affusola leggermente verso l’estremità. Le orecchie sono piccole in proporzione alla mole di questo cane e hanno una forma triangolare.

    Infine, la testa è massiccia e presenta rughe e pliche. Il cranio è largo, il tartufo è voluminoso con narici grandi e ben aperte, il muso è molto largo e profondo mentre le labbra sono spesse ed abbondanti.

  • Cane Alano – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del cane Alano, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    Cane Alano: storia e caratteristiche

    Il cane alano gode di una popolarità enorme che, tuttavia, non va al passo con la sua diffusione: nel 2011, ad esempio, in Germania sono statui riconosicuti circa 1300 esemplari contro il 1400 della Francia e i 1200 dell’Inghilterra. In Italia, invece, il cane Alano si ferma intorno alle 1000 iscrizioni. E’ importante sottolineare, però, che dalla fine del 2012 è stato ammesso un nuovo standard bianco con macchie nere. Si tratta di un cambiamento molto importante che concede agli Alani merli o a quelli grigio arlecchini si partecipare alle esposizioni.

    Il cane Alano è buono almeno quanto è grande: in famiglia, questo cane è sicuro di se, equilibrato, docile, affettuoso e molto legato ai bambini, verso i quali ha un atteggiamento protettivo e verso cui ha tantissima pazienza, dal momento che si lascia fare qualsiasi cosa senza mai perdere la pazienza. Nonostante sia grande, il cane alano in casa riesce ad essere poco ingombrante ed è capace di muoversi con grande delicatezza; è tendenzialmente pigro e ama sonnecchiare sul tappeto o sul divano senza dare fastidio. Inoltre, il cane Alano abbaia poco. E’ un cane quasi del tutto privo di aggressività e anche se nella maggior parte dei casi appare molto rilassato, è comunque adatto a fare da guardia e – all’occorrenza – sa essere anche aggressivo. Si tratta di un cane che si educa facilmente anche perché è intelligente e ricettivo nell’apprendimento. E’ molto importante, però, che i padroni siano coerenti con lui stabilendo le cose che si sono concesse e quelle che gli sono vietate con molta precisione. In generale, verso gli estranei ha sempre un atteggiamento schivo e riservato.

    Tutti i colori del cane Alano

    Nel cane alano ci sono diverse colorazioni ammesse

    colore fulvo: si tratta di un colore giallo oro che varia da quello chiaro a quello intenso con maschera nera. In generale, sono poco desiderate le macchie bianche al petto e ai piedi.

    Colore tigrato: varie tonalità di tigrature su fondo fulvo che devono essere marcate e non sbiadite. Non sono ammesse macchie bianche.

    Colore nero: un classico è il nero lacca con l’ammissione di piccole macchie bianche al petto e ai piedi.

    Colore blu: è un colore blu acciaio puro che, anche in questo caso, ammette macchie bianche al petto e ai piedi.

    Arlecchino: in questo caso il cane Alano ha macchie a contorno strappato ben distribuite sul corpo.

    Mantel: nero sul corpo, macchie bianche su muso, collo, petto e ventre.

    Platten: colore di fondo bianco con grandi chiazze nere.

    Grautiger o blu arlecchinato: qui le macchie nere sono distribuite su un fondo grigio con l’ammissione di piccole macchie bianche.

    Cane Alano: di che cosa ha bisogno?

    Sin da quando è cucciolo, il cane Alano ha bisogno di attenzioni particolari. Tra i 4 e i 6 mesi di vita, ad esempio, è importante tenere sotto controllo eventuali problemi scheletrici legati alla crescita e in particolare alla rapidità di sviluppo e alle considerevoli dimensioni raggiunte da questo cane. E’ importante, comunque, prevenire le patologie della muscolatura attraverso un’alimentazione corretta ed equilibrata che lo soddifsfi completamente nei suoi bisogni senza mai correre il rischio di eccedere. Nonostante sia un cane grande, l’Alano non può stare sempre in giardino anche perché è un cane freddoloso ma soprattutto perché ha bisogno di un forte contatto con il suo padrone. E’ necessario educarlo con coerenza per evitare che, da grande, salga sui letti o si avvicini troppo alla tavola.

    Il cane Alano è un cane molto robusto ma come tutti gli altri cani di taglia enorme, non è un cane longevo ma vide in media 8 anni con delle variazioni importanti che sono registrate tra i cani che vivono in casa e quelli all’aperto. Non è un cane rustico e, per questo, le comodità di una casa lo aiutano a stare meglio.

    Tra i problemi piu’ frequenti di salute ci sono quelli congeniti alle palpebre come l’entropion, che consiste nel fatto che le ciglia si ripiegano verso il globo oculare e l’ectropion, che si verifica quando la palbegra si rilassa all’esterno. Il cane alano, inoltre, soffre anche di problemi alla terza palpebra come la flessione verso le’sterno della cartilagine e il rpolasso della ghiandola lacrimale che può arrossarsi e diventare piu’ voluminosa.

    Cane Alano: lo standard

    Come detto, il mantello di questo cane è ammesso in diverse colorazioni: fulvo, tigrato, arlecchino e  nero o blu sono quelle principali.

    La coda raggiunge il garretto: è attaccata alta e larga e si assottiglia progressivamente verso l’estremità. Quando è a riposo è distesa mentre quando il cane è eccitato si incurva a sciabola.

    Le orecchie per natura sono ricadenti, sono attaccate alte e sono di media grandezza.

    Il pelo, invece, è cortissimo fitto e lucente e, in generale, il corpo è grande e potente con una costituzione ben armoniosa.

    Infine, la testa del cane alano è lunga e stretta, finemente cesellata con uno stop nettamente pronunciato, il tartufo sviluppato e il muso profondo e molto rettangolare. Gli occhi sono di media grandezza e hanno un’espressione viva, intelligente ma anche molto amichevole.

  • Cane Weimaraner – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del cane Weimaraner, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    L’origine della razza pare risalga al 1200, quando il Re di Francia Luigi IX, tornando da una crociata, porta con sé dal Nord Africa l’antenato di questa razza, denominato Cane Grigio di Saint Louis. Nel 1700, in Germania, il Granduca Carl August seleziona un cane da caccia versatile che accoppia poi con il Cane Grigio di Saint Luis. Nasce così il futuro Weimaraner. Nel 1897 nasce il club tedesco di razza.

    Caratteristiche

    I cani weimaner sono al centro di numerose associazioni ed enti che ne tutelano la presenza e le caratteristiche. Non a caso i Club di razza organizza prove specifiche per stimolare appassionati, semplici proprietari ma anche allevatori verso un impiego pratico nelle prove di lavoro ufficiali in cui vengono valutate le qualità necessarie in un cane da ferma. Tra le recenti novità c’è la questione che riguarda la coda: il dibattito sulla tagliabilità della coda prosegue da anni ma il consiglio dell’ENCI ha stabilitò che, in realtà, lo standard di questa razza non è sempre chiaro e preciso ed è per questo che i cani da riporto weimaner sono giudicati indipendentemente da questo particolare.

    I cani weimaraner sono molto dolci e dimostrano un attaccamento quasi morboso nei confronti del loro padrone. Si tratta di cani che apprezzano i bambini e, in generale,mostrano un forte senso di attaccamento verso il proprio territorio. I weimaner si adattano alla vita da appartamento anche perché hanno un carattere molto docile ed equilibrato. In generale, si tratta di cani che si comportano per fare contenti i loro padroni ma non mancano casi in cui gli esemplari di questa razza sono piuttosto testardi. Sono cani molto sensibili e, di questa caratteristica, è importante tenerne conto nel corso della loro educazione e anche in un eventuale dressaggio per la caccia, ricorrendo alla dolcezza piuttosto che a metodi coercitivi. Nell’attività venatoria è un vero appassionato, è perseverante e ha un fiuto eccezionale che lo rende uno dei migliori cani da riporto. Il weimaner non è solo un ottimo ausiliare ma è anche un cane che può essere impiegato in diverse attività sportive e in settori di attività sociale.

    Cani weimaraner: di cosa hanno bisogno?

    I cani weimaner sono dei veri e propri atleti che hanno bisogno di fare tanto movimento per mantenersi in forma. Il moto, poi, consente a questi esemplari di sfogare la propria energia che può essere riversata nelle attività di caccia ma anche in qualche pratica sportiva che consente a questi cani di tenersi impegnati sia fisicamente che mentalmente. Questo cane ama vivere nel suo branco ma non può stare troppo tempo da solo perché potrebbe accusare qualche problema di ansia da separazione. Insomma, il weimaner non è un cane da caccia che può vivere relegato in un box senza avere contatti con la famiglia; in questo senso, il suo carattere ne risentirebbe diventando troppo chiuso ed introverso. E’ molto importante tenere conto che si tratta di cani molto testardi che difficilmente abbandoneranno la traccia da seguire. Tutte queste caratteristiche, nell’attività venatoria sono grandi pregi, ma nella vita in casa possono diventare anche piccoli grandi difetti.

    Come tutti i cani da caccia, anche in cani weimaner sono molto robusti e sono in grado di trascorrere un’intera giornata fuori casa senza mostrare segni di stanchezza. Sono cani che, in media, vivono dodici anni e hanno una salute di ferro. Dal punto di vista del mantello, questi cani sono straordinariamente puliti e facili da mantenere in ordine anche perché hanno un pelo corto e naturalmente lucido; la pelle, invece, può dare qualche problema visto che sono cani soggetti a problemi dermatologici come eczemi o piodermiti, soprattutto negli spazi interdigitali. Un occhio di riguardo va prestato alle orecchie che, essendo cadenti, possono accumulare sporco, cerume e corpi estranei e che quindi vanno pulite regolarmente. Alcuni problemi di salute possono riguardare anche la torsione dello stomaco, che suggerisce di dividere la razione quotidiana di cibo in due pasti; altri problemi comuni sono la displasia dell’anca e del gomito e, tra le patologie genetiche, c’è anche la malattia di von Willebrand che coinvolge la coagulazione del sangue e che si manifesta attraverso emorragie e sanguinamenti prolungati.

    Per quanto riguarda la salute, può essere soggetto a displasia dell’anca, patologia ereditaria che porta a uno sviluppo anomalo dell’articolazione dell’anca, provocando zoppia e alterazione nella funzionalità dell’articolazione stessa.

    Per questo è fondamentale rivolgersi a un allevamento di comprovata professionalità che certifichi l’esenzione da questa patologia e fornisca un pedigree che attesti negli ascendenti e in tutti i consanguinei l’assenza dalla displasia.

    La cura del pelo è poco impegnativa: è sufficiente passare regolarmente un panno simil-daino leggermente inumidito e ogni tanto un guanto gommato per togliere il pelo morto. Un bagno 2/3 volte all’anno è più che sufficiente.

     

    Standard

    Gruppo: VII cani da ferma
    Sezione: cane da ferma continentale
    Tipo: bracco
    Origine: Germania
    Altezza al garrese: maschi 59-70 cm; femmine 25-30 Kg.
    Peso: maschi 30-40 Kg, femm. 25-30 Kg
    Pelo: corto, lucido, al tatto aspetto setoso
    Colore: caratteristico grigio nelle tonalità argento, capriolo e topo
    Occhi: rotondi, frontali, colore ambra o grigio/verde meglio se scuro, ma anche il chiaro tra il grigio-azzurro è tollerato

    Il cane da ferma è stato selezionato per fiutare l’odore della preda, scovarla e quindi puntarla, ossia indicarla al cacciatore. La tipologia braccoide si distingue per: testa di forma prismatica, con muso a facce laterali parallele, salto naso-frontale poco accentuato; orecchie grandi e piatte sulle guance; labbra superiori abbondanti che coprono il profilo inferiore della mandibola.

    Il mantello di questi cani è straordinariamente lucente: il colore è grigio argento, capriolo o sorcino mentre la testa e le orecchie sono leggermente piu’ chiare. Sul petto e sulle dita sono ammesse anche piccole macchie bianche.

    La coda è attaccata leggermente piu’ in basso rispetto a razze simili ed è portata bassa a riposo, orizzontalmente o in alto. Le orecchie, invece, sono larghe, lobulari e moderatamente lunghe e arrotondate in punta. La testa è asciutta e lo stop è molto lieve; il tartubo carneo intenso e nella parte superiore diventa leggermente grigiastro.

    Il generale il corpo è di taglia medio-grande: asciutto, forte con una muscolatura possente, il dorso di questi cani è potente e muscoloso.

    Infine, il pelo è corto. Il mantello è fitto e morbido con un sottopelo scarso o addirittura assente. Il pelo può essere anche lungo, morbido e liscio, leggermente mosso alle orecchie, con o senza frange, con calzoni agli arti e coda ben frangiata; nei cani a patrimonio genetico misto il mantelo è costituito sia da pelo che sottopelo duro e ruvido.

    I cani weimaraner maschi pesano tra i trenta e i quaranta chili mentre il peso delle femmine oscilla tra i 25 e i 35. Sia nei maschi che nelle femmine, invece, l’altezza può arrivare fino a 70 cm.

  • Cane Bolognese – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del cane Bolognese, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    Cane bolognese: la storia

    Le origini del Bolognese si confondono con quelle del Maltese. Derivano infatti entrambi dagli stessi cani di piccola taglia citati da Aristotele (Canes melitenses). Il Bolognese era noto agli antichi Romani, rappresentando già all’epoca il fido compagno a quattro zampe di tanti patrizi. Riguardo alle sue origini, a dispetto del nome, non vi è nulla di certo. Apprezzato negli ambienti aristocratici fino alla fine del XVIII secolo, la sua popolarità venne poi progressivamente a ridimensionarsi.

    Questo cane appartiene al gruppo del bichon, un termine che racchiude in sé la natura e l’essenza stessa di questa razza. Nato per essere vezzeggiato è un candido gioiellino dalle indiscutibili doti caratteriali, eppure le sue qualità non sembrano fare molta presa sui cinofili italiani, dal momento che le sue quotazioni sono lontane rispetto a quelle di un Maltese o di un Chihuahua, con appena 454 soggetti iscritti l’anno scorso. Anche in occasione delle esposizioni, è molto raro ammirare un cane bolognese sui gradini piu’ alti del podio e anche la sua popolarità è molto limitata.

     

    Il carattere del cane bolognese

    Il cane bolognese è un affettuoso cane da compagnia  che nella sua storia non ha fatto altro che stare accanto all’uomo. Per questo motivo, questi cani amano vivere in famiglia e trascorrere tutto il proprio tempo in compagnia del padrone. Quando sono in casa, questi cani abbaiano molto poco, non mordono e vanno particolarmente d’accordo con i piu’ piccoli.

    Tuttavia, possono essere anche cani perfetti per fare compagnia alle persone piu’ anziane. Questi cani, inoltre, possono essere delle buone sentinelle nei confronti degli estranei e, in generale, manifestano anche una certa diffidenza. Anche se amano molto le comodità della vita domestica, questi cani non sono pigri ma sono resistenti e in grado di sopportare passeggiate lunghissime. Il cane bolognese è intelligente ed impara tutto molto in fretta, anche perché vive in sintonia con il suo padrone mostrando, inoltre, anche una grandissima sensibilità.

    Si adatta a vivere bene anche in appartamento, ma ha bisogno di muoversi e di un proprietario che si dedichi a lui, altrimenti tende a diventare apatico e a mettere su chili.

    Cane bolognese: di che cosa ha bisogno

    E’ importante mantenere candido il mantello del bolognese e per farlo è importante seguire qualche accorgimento. Il vantaggio di questa razza è la totale assenza di muta: il sottopelo, infatti, una volta maturo non cade mai ma resta trattenuto dai boccoli. E’ possibile rimuovere regolarmente i peli morti, pettinando sistematicamente il cane con un pettine a denti larghi per tutta la lunghezza del pelo. E’ bene abituare il cane alla quotidiana operazione di pettinatura fin da cucciolo, quando ancora il pelo è corto e non si sono formati i boccoli. Dopo il bagno, che va fatto con uno shampoo specifico per cani dal mantello bianco, è consigliabile l’uso di un balsamo che rende il pelo piu’ pettinabile e di un prodotto antistatico che facilita la formazione dei boccoli.

    Il mantello è un po’ il punto debole del cane bolognese: in effetti, non è semplice mantenerlo bianco, soprattutto se si vive in città ad alto tasso di inquinamento ma anche se si vive in campagna o se, semplicemente, si lascia il cane libero di andare tra i cespigli, dove raccatterà tutto quello che trova. Essendo un affettuosissimo cane da compagnia, il bolognese non è capace di stare lontano dal suo padrone e, per questo motivo, anche un breve distacco, sarà per lui fonte di grande dolore. In questi casi, il bolognese non manifesta tanto il suo dolore con il pianto o l’abbaio, ma facendo la pipì in casa, nonostante sia portato a spasso regolarmente.

    Inoltre, come la maggior parte dei cani che hanno il pelo bianco, anche gli occhi esigono un trattamento particolare. Questi, infatti, vanno puliti regolarmente con acuqa borica o un infuso di camomilla. Inoltre, anche i denti vanno puliti regolarmente per evitare la formazione del tartaro.

    Prezzo e Costo Mantenimento

    Per quanto riguarda i costi, bisogna considerare le seguenti spese
    -Acquisto del cucciolo 600/1200 euro
    -Alimentazione 230 euro (70 g al giorno)
    -Veterinario 120 euro per due visite e vaccinazioni
    -Prevenzione/antiparassitari 90 euro
    -Toelettatura 60/80 euro per sei lavaggi
    -Accessori 120 euro (spazzola di setola, cardatore, ciotole, guinzaglio e collare, giochi)

    Cane bolognese: lo standard

    Gruppo: IX Cani da Compagnia
    Sezione: Bichon e razze affini
    Origine: Italia
    Altezza al garrese: maschio da 27 a 30 cm; femmina da 25 a 28 cm
    Pelo: lungo sul corpo, più corto sulla canna nasale; piuttosto rado e a mèche, senza frange
    Colore: bianco puro
    Testa: rotonda; stop accentuato; tartufo voluminoso e nero
    Occhi: grandi e rotondi, di colore ocra scuro; rime palpebrali nere
    Orecchie: attaccatura alta, lunghe e pendenti
    Corpo: inscrivibile in un quadrato; torace ampio con costole ben curve; dorso dritto, con groppa larga e appena inclinata
    Arti: corti, perfettamente appiombo
    Piedi: ovali con cuscinetti scuri e unghie nere
    Coda: curva sul dorso

    Il bolognese è un cane di formato contenuto, compatto e ha il tronco dalla forma leggermente quadrata. E’ completamente ricoperto di pelo bianco puro, lungo e sollevato. In rapporto al tronco, la testa risulta piuttosto corta ed è abbastanza larga alle arcate zigomatiche con cranio alto e seni frontali abbastanza sviluppati.

    Il mantello è bianco puro e senza macchie o sfumature. Il pelo, in generale, è lungo su tutto il corpo ma diventa piu’ corto in prossimità del naso. Inoltre, è piuttosto sollevato, è a boccoli e non forma mai frange.

    La testa è mesocefala e il cranio ha una forma ovoidale. Le orecchie sono inserite alte, lunghe e pendenti, con una base abbastanza rigida. Il cane bolognese, sia maschio che femmina, pesa al massimo 4 chili e i maschi sono leggermente piu’ grandi delle femmine di qualche centimetro.

    Nel cane bolognese vanno sempre controllati i difetti ortopedici anche se, in generale, non hanno particolari difetti ereditari. A livello ortopedico, però vanno controllati il prognatismo – ossia l’eccessiva lunghezza della mandibola rispetto alla mascella – ma anche l’opposto, cioè l’enognatismo. Un altro problema è legato anche alla displasia del ginocchio che, insieme alla lussazione della rotula, è un problema assai frequente in questi cani di razza.