Categoria: Cani

  • Cane Coton de Tulear – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del cane Coton de Tulear, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    Cani Coton de Tulear

    L’incrocio con cani locali e, in tempi successivi, con altri soggetti (sempre di tipo bichon) giunti al seguito di coloni francesi ed europei stabilitisi sull’ isola, avrebbe dato origine ai progenitori dell’ attuale razza. Etienne de Flacourt descrisse sommariamente questi piccoli cani venuti con certezza dalla Francia: << piccoli, con il muso lungo e le gambe corte come le volpi, orecchie corte e qualcuno bianco >>. Dalla terra d’origine, anche per merito dei francesi residenti in Madagascar, il Coton de Tuléur fu introdotto in Francia molti anni prima del riconoscimento ufficiale della razza avvenuto nel 1970.

    In questa seconda patria di adozione conobbe una meritata popolarità poi estesasi anche al di fuori dell’ Europa. Fu Louis Petit, presidente della Société Canine del Madagascar, coadiuvato dal cinologo Triquet , a presentare istanza di riconoscimento ufficiale alla Federazione Cinologica Internazionale.

    A chi sono adatti

    Il Coton de Tulear, al pari di tutti i cani di razza riconducibili al ceppo dei Bichon, è il classico cane da compagnia, fiero, accattivante e gaio. Si inserisce perfettamente nella quotidianità della famiglia. Lo standard caratteriale recita testualmente: << Di umore allegro e stabile, molto socievole con le persone e con gli altri cani; si adatta perfettamente ad ogni genere di vita: Il temperamento del Coton de Tuléar è una delle caratteristiche principali della raza >>.

    Le caratteristiche

    Piccolo cane da compagnia a pelo lungo, con un mantello di colore bianco dalla tesitura come il cotone, con occhi rotondi e scuri e un’espressione vivace e intelligente. L’altezza al garrese in rapporto alla lunghezza del corpo è di due a tre. La lunghezza della testa in rapporto a quello del corpo è di due a cinque. La lunghezza del cranio in rapporto a quello chiuso del muso è di nove a cinque. La testa è corta; triangolare se vista dal di sopra mentre il cranio visto dal davanti è leggermente arrotondato e piuttosto ampio in rapporto alla sua lunghezza. Il muso è a tartufo sul prolungamento della canna nasale; nero; il marrone è tollerato; le narici sono ben aperte.

    Muso diritto, labbra fini, aderenti, dello stesso colore del tartufo. I denti, invece, sono ben allineati con chiusura a forbice. Gli occhi rotondi, scuri, vivaci, ben distanziati; i bordi palpebrali sono ben pigmentati di nero o marrone secondo il colore del tartufo. Le orecchie sono pendenti, triangolari, inserite alti sul cranio, fino all’estremità. Ricoperte di pelo bianco o con qualche traccia di grigio chiaro (miscela di peli bianchi e neri che danno un’apparenza di grigio chiaro) o rosso-rosano (miscela di peli bianchi e neri e fulvi che danno un’apparenza di roso-roano). Il collo è ben muscoloso, leggermente arcuato e ben inserito nelle spalle. La linea dorsale è leggermente convessa. Il tronco è piu’ lungo che alto. Groppo obliqua, corta e muscolosa, torace ben sviluppato, ben disceso fino al livello del gomito, lungo. Costole ben cerchiate. Ventre retratto ma non eccessivamente. La coda è inserita, bassa, nell’asse della colonna spinale. A riposo è portata sotto il garretto, con la punta rialzata, mentre in movimento è portata “gaiamente” curvata sul dorso, con la punta rivolta verso la nuca, il garrese, il dorso o il rene. In cani con pelo abbondante, la punta può appoggiarsi sulla regione dorso-lombare. Il colore di base è il bianco. Sono permesse sugli orecchi poche leggere sfumature di grigio chiaro o rosso-roano (miscela di peli bianchi e fulvi). Sulle altre parti del corpo tali sfumature possono essere tollerate, se non alterano l’apparenza generale del mantello bianco.

    Altezza del garrese: Maschi da 26 a 28 cm con tolleranza di 2 cm in piu’ e 1 cm in meno.

    Peso: maschi da 4 a un massimo di 6 kg – femmine da 3,5 a 5 kg

    La recente popolarità

    Ben rappresentato in Francia e nel nord Europa, è qualitativamente ben allevato anche in Italia. Nell’ultimo periodo sono stati iscritti ai Registri Genealogici 80 soggetti nel 2007, 61 nel 2008, 103 nel 2009, 75 nel 2010 e 102 nel 2011.

  • Cane Bulldog Inglese – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del Bulldog Inglese, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    I cani bulldog inglese sono deliziosamente brutti. Hanno un espressione da pugili che maschera una natura amabile e affettuosa sia nei confronti della famiglia che dei propri simili. Si tratta di una delle razze indigene piu’ antiche, conosciuta come il Cane Nazionale della Gran Bretagna. Il Bulldog discende certamente, come quasi tutti i molossi, dagli antichi mastini asiatici. Il suo nome, cane toro, gli è attribuito verso la metà dell’Ottocento, quando viene impiegato in sanguinosi combattimenti contro i tori. Risulta essere ormai scientificamente provato che il Bulldog deriva da un’anomalia genetica perpetuata nella specie.

     

    Standard

    Gruppo: II
    Origine: Gran Bretagna
    Peso: maschi 24-25 Kg; femm. 22-23 Kg
    Pelo: corto, fitto e liscio; fine e di buona compattezza
    Colore: rosso tigrato, beige, bianco puro, bianco pezzato, fulvo, da evitare il nero e il fegato
    Testa: cranio larghissimo, il muso, schiacciato, ha un’evidente ruga sul tartufo, la fronte è ampia, il tartufo voluminoso e largo, denti prognati
    Occhi: tondi e di media grandezza, ben distanziati di colore marrone scuro Orecchie: piccole “a rosa”, attaccate alte sulla testa
    Coda: attaccatura bassa, a sezione rotonda e priva di frange, portata verso il basso

    Pelo corto, relativamente torchiato, piuttosto basso di statura, largo, potente e compatto. Testa piuttosto larga rispetto alla taglia, ma non eccessiva al punto di alterare la simmetria generale, o far sembrare il cane deforme, o interferire con la sua capacità di movimento. Faccia relativamente corta, muso ampio, tronco e rivolto leggermente allinsù, ma non in modo eccessivo.

    Si tratta di uno dei cani di razza che soffre di maggiori difficoltà respiratorie. Il suo corpo è relativamente corto, ben costruito con arti forti e muscolosi, senza alcuna tendenza all’obesità. Le femmine di bulldog non sono grandi o tanto sviluppate come i maschi.

    Vista di lato, la testa sembra molto alta e moderatamente corta dal dietro alla punta del tartufo. La fronte è piatta, con pelle sopra e attorno alla testa leggermente lassa e con rughe sottili, senza esagerazione, né sporgente né a strapiombo sul muso. La faccia dagli zigomi fino al naso, è relativamente corta, con la pelle che può essere leggermente rugosa. La distanza dall’angolo interno dell’occhio, alla punta estrema del tartufo non deve essere inferiore della distanza che intercorre fra la punta del tartufo e il bordo del labbro inferiore.

    Il cranio ha una circonferenza relativamente larga. Visto dal davanti appare alto dall’angolo della mascella inferiore all’apice del cranio; anche largo e quadrato. Dallo stop, un solco si estende fino alla metà del cranio ed è visibile fino al suo apice. Stop (depressione fronto-nasale) definito.

    Visti dal davanti, i diversi tratti del muso devono essere ugualmente bilanciati nei due lati di un’immaginaria linea che passa per il centro. Muso corto, ampio, girato, verso l’alto e molto profondo dall’angolo dell’occhio a quello della bocca. La ruga sul naso, se presente, intera o spezzata, non deve mai interferire in modo negativo o oscurare occhio naso. Narici troppo strette e ruga pesante sopra il tartufo sono inaccettabili e dovrebbero essere pesantemente penalizzate.

    Le labbra superiori sono spesse, larghe, e discese, che ricoprono la mascella inferiore ai lati, ma sul davanti si congiungono con le inferiori. I denti non sono visibili. Le mascelle ampie, forti e quadrate; sul davanti quella inferiore sporge leggermente rispetto alla superiore ed è rivolta moderatamente all’insù.

    Mascelle ampie e quadrate con sei piccoli incisivi fra i canini, disposti regolarmente. I canini sono distanziati. Denti larghi e forti, non visibili quando la bocca è chiusa. Vista dal davanti, la mascella inferiore è direttamente sotto quella superiore e parallela. Gli occhi, visti dal davanti, sono situati bassi nel cranio, ben lontani dagli orecchi. Occhi e stop sulla stessa linea diritta, che forma un angolo retto con la sutura metopica. Sono distanziati, ma gli angoli esterni sono entro il contorno delle guance. Di forma rotonda, di media misura, né infossati né sporgenti, di colore molto scuro quasi nero lasciano vedere il bianco quando il cane guarda direttamente in avanti. Esenti da evidenti problemi oculari. Gli orecchi sono inseriti alti; cioè il bordo anteriore di ciascun orecchio si unisce alla linea del cranio al suo margine superiore, in modo che gli orecchi siano il piu’ possibile distante fra di loro, il piu’ in alto e piu’ lontano possibile dagli occhi. Piccoli e sottili, gli orecchi si ripiegano verso l’ interno nella loro parte posteriore, e il bordo superiore frontale s’incurva verso l’esterno e all’indietro, lasciando vedere parte del condotto dell’orecchio.

    Il collo di moderata lunghezza, molto spesso, profondo e forte. Ben arcuato nella parte superiore, con un po’ di pelle lassa, spessa è a pieghe attorno alla gola, in modo da formare una leggera giogaia su ciascun lato.  Linea superiore del corpo, in generale, cade leggermente dietro le spalle e poi risale verso il rene, incurvandosi poi di nuovo bruscamente verso la coda, formando così un leggero arco, che è una caratteristica distintiva della razza. Dorso corto, forte, ampio alle spalle. La coda è inserita bassa, si protende in fuori piuttosto diritta, per poi curvarsi all’ingiù. Rotonda, liscia e senza frange o pelo ruvido. Di moderata lunghezza piuttosto corta che lunga, spessa alla radice, si assottiglia rapidamente in una punta fine. Gli arti anteriori, poi, sono corti rispetto agli arti posteriori, ma non così corti da fare apparire il dorso lungo, o interferire sul movimento del cane. mentre gli arti posteriori sono larghi e muscolosi, leggermente più lunghi degli anteriori. I piedi posteriori rotondi e compatti e le dita sono molto grosse, ben divise, con giunture sporgenti e alte.

    Il pelo dei cani bulldog inglese è di tessiture fine, corto, fitto e liscio mentre i colori sono diversi: monocolore o smut (cioè colore unico con maschera nera o musonero). I soli colori uniformi ammessi (che dovrebbero essere brillanti e puri) : i tigrati, i rossi con le varie tonalità, i fulvi, fulvi chiari etc. , i bianchi screziati (ad esempio: combinazioni di bianco con una qualsiasi delle tinte ammesse). l colore carne, il colore nero, e il nero-focato sono estremante indesiderabili. Il peso di un bulldog inglese per i maschi è di 25 kg  mentre per le femmine scende a 23kg

    Carattere

    I cani Bulldog inglese sono inseriti nel secondo Gruppo dell’Elenco ufficiale dei cani di razza tenuto dalla Federazione Cinologica Internazionale. Figura nella Sezione 2, “molossi di tipo mastino”, non sottoposti a prova di lavoro.

    Il Bulldog è ottimo per la compagnia, ma può essere anche un discreto cane da guardia. Piuttosto pigro, ama stare con le persone e cerca sempre le attenzioni di chi lo circonda. Va fatto passeggiare a passo tranquillo e nelle ore fresche della giornata. Il caldo eccessivo può essergli letale, date le difficoltà respiratorie di cui soffre.

    Ambiente ideale

    Date le sue dimensioni e l’indole tranquilla, vive bene anche in appartamento. Dato che tende a ingrassare, è comunque necessario assicurargli passeggiate quotidiane. Teme poi molto la solitudine e per questo non va mai lasciato solo troppo a lungo, neanche in un giardino.

    Salute e cura

    Il Bulldog è oggi un cane tendenzialmente sano. La selezione ha infatti migliorato di molto l’aspetto medico/sanitario, pur mantenendo la morfologia di razza. Proprio quest’ultima, tuttavia, rende impossibile eliminare del tutto qualche “punto debole”. Le patologie che possono colpirlo sono la displasia dell’anca, la rogna demodettica, le cisti interdigitali, l’alopecia ciclica del fianco, la coda incarnita e la sindrome brachicefalica. Quest’ultima consiste in tre problematiche spesso ma non sempre associate, cioè le narici più chiuse rispetto al normale rendono faticosa l’inspirazione, il palato molle troppo sviluppato ostruisce l’ingresso di aria e la trachea più piccola del normale non consente un buon flusso d’aria ai polmoni. I segni clinici sono più evidenti quando il cane è sottoposto a sforzi fisici, è in stato di eccitazione o è esposto a elevata temperatura ambientale. Quanto alla cura del pelo, basta spazzolarlo con un guanto di gomma una volta alla settimana. Per tenere gli occhi puliti è sufficiente provvedere una volta al giorno con un batuffolo di cotone imbevuto con un prodotto apposito.

    Come scegliere cucciolo di Bulldog

    L’allevatore non può cedere un cucciolo prima che abbia compiuto i due mesi di vita
    Se è possibile, è sempre bene visionare le cucciolate precedenti per farsi un’idea della linea di sangue dell’allevamento
    Chiedere informazioni circa la linea e l’eventuale presenza di campioni o cani famosi
    Chiedere all’allevatore il Pedigree ed esaminare eventuali comunanze fra quello dello stallone e quello della fattrice
    Il cucciolo deve presentarsi giocoso e non deve avere la pancia gonfia, perdite dal naso e lacrimazione agli occhi

  • Cane Lupo Cecoslovacco – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del Cane Lupo Cecoslovacco, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    Il fascino di questo animale è sempre attuale, infatti il sogno di molte persone è di averlo come animale domestico ma, non potendo essere addestrato come un cane, la convivenza diventa poco fattibile. Le caratteristiche che distinguono il cane dal lupo sono legate alle sue origini: il lupo, infatti, ha cinque milioni di anni, il cane, invece, ne ha solo dodicimila; in questi cinque milioni di anni, il lupo è rimasto pressochè identico per taglia, forma del cranio, dentatura, comportamento sociale. Il cane, al contrario, in poco tempo ha assunto le forme più diverse, tali da indurci a dubitare che sia davvero un suo stretto parente. Eppure è proprio così, l’esame del DNA lo dimostra senz’ombra di dubbio.

    Cane lupo cecoslovacco: la storia di un’evoluzione

    Si è semplicemente autoaddomesticato. Aggirandosi nei dintorni dei primi villaggi, ha imparato a nutrirsi degli scarti e delle deiezioni umane. Ora è evidente che per fare lo spazzino non è necessario essere particolarmente intelligenti, forti, coraggiosi e gerarchicamente organizzati. Così, un poco alla volta, è cambiato, riducendo taglia, colore e tessitura del mantello, dentatura, volume del cranio e, conseguentemente, del cervello fino a diventare uno dei cani di razza più forti ed apprezzati al mondo. Ma se il cane è meno intelligente, gerarchicamente organizzato e forte del lupo, in compenso è molto più adattabile e ha potuto sopravvivere e moltiplicarsi specializzandosi nei compiti più diversi. Nessun lupo è veloce come un levriero, bravo a raggruppare pecore come un border, a fiutare tracce come un bloodhound, a riportare come un labrador.

    Un tentativo coraggioso

    Incroci tra cani e lupi, con l’idea di recuperare doti di forza e resistenza originarie, sono stati posti in essere in ogni epoca. Gli eschimesi, per esempio, lasciavano cagne in calore legate a un albero, nella speranza che qualche lupo solitario e (sperabilmente) non troppo affamato, le potesse fecondare. Per passare a tempi recenti (1923), l’olandese Leenert Sarloos iniziò la selezione di un incrociato lupo-pastore tedesco riconosciuto ufficialmente come razza dalla FCI nel 1981 sotto il nome di Cane lupo di Sarloos. Il tentativo non ebbe però molto successo e questa razza gode di modesta diffusione, al contrario del Cane Lupo Cecoslovacco, conosciuto ormai in ogni parte del mondo.

    La sua storia ha inizio nel 1955, quando l’ingegnere Karel Hartl, colonnello della sezione Guardia di Confine dell’ Armata Cecoslovacca, concepisce il progetto di incrociare lupi con pastori tedeschi, al fine di ottenere ibridi che uniscano il vigore e la resistenza dei primi con la domesticità e le attitudini al lavoro dei secondi. Il primo tentativo viene fatto nel 1958, quando, in un recinto della lupa in calore Brita, viene introdotto un mite pastore tedesco maschio. Nonostante sia in piena ovulazione, Brita non mostra di gradire le sue timide avances e lo aggredisce  brutalmente. Per nulla scoraggiato, il tenace colonnello ricorre a un secondo maschio, più duro e deciso, che passa alle manieri forti, conquistandosi in un baleno i favori della bella riottosa. Dopo 61 giorni di gravidanza nascono cinque cuccioli, molto più simili alla madre che al padre, per aspetto e comportamento. Né, d’altra parte, poteva essere altrimenti, considerando l’impari lotta tra un patrimonio genetico consolidatosi nell’ arco di milioni d’ anni contro quello di poche migliaia del cane.

    Intanto l’esperimento prosegue e nel 1964 Hardtl pubblica i risultati dei primi 6 anni di selezione e nel 1966 elabora una bozza dello standard relativo alla nuova razza. Fino a quel momento ha allevato quattro generazioni di ibridi che manifestano una sempre maggior uniformità di caratteri. La stessa Brita, accoppiata successivamente con un altro pastore tedesco, Kurtz Vaclavky, è fondatrice di una seconda linea alternativa. Nel 1968 infine, nell’allevamento della Polizia di Stato viene creata una terza linea, dal lupo Argo e dalla pastora tedesca Asta. Tra il 1970 e il 1976 Hartl inoltra ripetute richieste di iscrizione al Libro Origini, regolarmente respinte con le motivazioni più varie, complice una certa ostilità da parte degli allevatori di pastori tedeschi. I vari prodotti vengono comunque scrupolosamente annotati nei registri militari, sotto la denominazione di Cane lupo ceco. Viene utilizzato altresì il lupo Sarik, con le due femmine Xela e Urta z Phranieni Straze. L’incerta situazione politica del dopo ’68 induce i responsabili a trasferire gran parte dei soggetti in regioni meno turbolente, quali Boemia e Moravia (Slovacchia) e affidati alle cure del maggiore Frantishk Rosik, che si butta a capofitto nell’ impresa. Nel 1982 si incominciano finalmente a iscrivere i soggetti nei libri genealogici locali, sotto la denominazione di “cane lupo cecoslovacchio” e viene fondato il club di razza, con Rosik Presidente e Hardtl responsabile dell’ allevamento. Consapevole dei rischi derivanti da una consaguineità eccessiva Hardtl, nel suo Protocollo Operativo, raccomanda di mantenere alta la variabilità genetica, ma, purtroppo non viene ascoltato tanto che nell’ 82-83 ben il 77% delle cucciolate allevate in Slovacchia risultavano figlie dello stallone Rep z Poranien Straze. Un sapiente e metodico lavoro di selezione che si prefiggeva l’arduo compito di fissare e stabilizzare le caratteristiche di titpicità della nuova razza, contenendo al contempo il coefficiente di conseguineità entro limiti accettabili, è coronato da successo, dando luogo all’ approvazione dello standard da parte della FCI (1 giugno 1989) e finalmente al riconoscimento ufficiale (1 giugno 1999).

    Cane lupo cecoslovacco: più cane o più lupo?

    Difficile dirlo. Anche se di primo acchito può venir scambiato per un lupo, il cecoslovacco si differenzia dal progenitore selvatico sotto diversi aspetti, sia morfologici che caratteriali. Dal lupo ha ereditato il mantello, il taglio obliquo dell’ occhio, la struttura generale, le angolature non troppo accentuate, la resistenza, l’andatura sciolta ed elastica, il senso della gerarchia, la diffidenza verso gli estranei, il forte istinto materno (a differenza del cane domestico la femmina va in astro una sola volta all’ anno), la quasi assenza dell’abbaio (sostituito dal caratteristico “sbuffo”). Dal cane (nella fattispecie il pastore tedesco) la forma della testa (cranio meno voluminoso, assenza della depressione frontale tipica del lupo, arcate zigomatiche meno sviluppate, orecchie più grandi, a forma di triangolo isoscele piuttosto che equilatero). La “finestra della socializzazione” non così stretta come quella del lupo (dal 10° al 19° giorno) ma nemmeno così ampia come in certe razze canine (che puo’ protrarsi anche oltre la 10° settimana).Per questo è molto importante che il cucciolo entri in casa il prima possibile. Nell’insieme il cane lupo cecoslovacco è un animale ben proporzionato, agile, forte, resistente. Eventuali difetti di costruzione quali reni lunghi, dorsi insellati, appiombi scorretti, sono da imputare al pastore tedesco piuttosto che al lupo, la cui perfetta anatomia, è stata modellata nell’ arco di milioni d’anni dalla selezione naturale. Bisogna anche considerare che i pastori tedeschi inizialmente utilizzati da Hardtl arano cani in servizio alla Pollizia di Frontiera, scelti secondo criteri di lavoro piuttosto che di bellezza.

    Prospettive ed eventuali rischi per il futuro

    Grazie a un sapiente e illuminato lavoro di selezione, oggi il cane lupo cecoslovacco è, senza dubbio, tra i cani di razza che hanno raggiunto un eccellente grado di omogeneità, tipicità e prestazioni, suscitando il crescente interesse dei cinofili nostrani. A fronte dell’innegabile validità del risultato raggiunto, esistono non di meno alcuni potenziali rischi per il futuro. Primo tra tutti quello di una consanguineità eccessiva, con tutti gli inconvenienti del caso (diminuzione di vitalità e fertilità, comparsa di caratteri recessivi indesiderati, sbandamenti selettivi ecc.) Consapevoli di tale rischio, Hardtl e i suoi collaboratori avevano provveduto a mantenere una certa variabilità genetica inserendo linee alternative. Dopo il riconoscimento ufficiale e la conseguente chiusura del Libro Origini, questo non è più possibile e l’ eccessiva consanguineità potrebbe tornare a costituire un problema.

    Secondo recenti studi, la percentuale di sangue lupini presente negli attuali soggetti è di circa il 20%. Accoppiamenti miranti ad accrescere o a diminuire ulteriormente tale percentuale potrebbero alterare in misura più o meno rilevante la tipologia della razza. Un secondo rischio ancora più grave è quello che il cane lupo cecoslovacco diventi un cane “ alla moda” finendo nelle mani di proprietari incompetenti, affascinati dal suo aspetto piuttosto che dalla sua anima, e di allevatori senza scrupoli. Il cane lupo cecoslovacco non è ne potrà mai essere un cane per tutti. Straordinariamente intelligente e sensibile, necessita di un proprietario che lo sia altrettanto. Gli esercizi d’ obbedienza, impostati sulla sopraffazione, il condizionamento e la coercizione ripetitiva finiscono per tediarlo o, peggio ancora, per mandarlo in depressione, facendolo chiudere in se stesso. Trattandolo come un pastore tedesco, come un cocker, dimostreremmo di non aver capito niente del suo 20% di sangue lupino. Che esige innanzitutto comprensione e rispetto. Solo così potrà darci il massimo, facendoci da guida e da maestro alla riscoperta della natura. Il carattere di un essere vivente non è che il riflesso della sua struttura biologica ed evolutiva. Modificare l’uno comporta inevitabilmente anche la modificazione dell’altra, secondo le misteriose leggi della correlazione già a suo tempo illustrate. Una selezione caratteriale che non tenga conto di ciò può produrre effetti imprevedibili e bizzarri, come dimostra il caso delle volpi di Belyaev.

  • Come Addestrare Cani di Razza

    In tutti i cani di razza la docilità non deve assolutamente essere confusa con la sottomissione che può essere attiva o passiva.

    Nelle fasi di addestramento impartite da padrone, il cane impara a seguire per compiacerlo e ricevere la successiva e immediata gratificazione. Il cane docile è sempre molto predisposto alle varie forme di apprendimento  e quando esegue con piacere e brio ciò che gli è stato chiesto dietro comando, siamo di fronte a una forma di sottomissione attiva e quindi altamente positiva.
    Il cane docile sottostà briosamente al padrone senza entrare mai in conflitto con lui e svolgendo con grande capacità quanto ha appreso. Nella sottomissione passiva il cane esegue per timore gli ordini del padrone, il quale lo ha invariabilmente troppo punito ed è sempre stato avaro di gratificazioni, con particolare vantaggioso riferimento a quelle verbali. In questa situazione è facile sfociare nel conflitto e questo peggiora (o anche compromette irrimediabilmente) il rapporto con il padrone.

    Per addurre un esempio cani di razza, tipo i cani da difesa e di utilità in generale che vediamo nelle Prove di Lavoro, quando esprimono briosità, significa che lavora in sottomissione attiva; essa prevede un costante controllo  da parte del padrone e l’autonomia del cane è, come è logico in quel contesto, relativamente limitata. E questo risponde a criteri di logicità nell’usuale addestramento del cane da difesa e da conduzione del gregge che deve sempre agire in stretta collaborazione con il padrone e anche quando agisce autonomamente, attua un comportamento sempre correlato all’addestramento ricevuto.

    In altri termini, cane e padrone sono protagonisti paritetici della situazione. Il che non avverrà mai nel caso di razze adibite alla difesa degli armenti, dove l’autonomia decisionale è insita nel corredo genetico. E lo stesso non può e non deve avvenire in altre razze utilizzabili per altre specializzazioni con specifico addestramento. Taluni cani di razza specializzati nel condurre greggi e taluni cani di razza specializzati nella caccia possono essere impiegate con successo anche in mansioni molto diverse da quelle originarie e questo è attuabile quando sussiste la possibilità di valorizzare peculiarità soggettive utili a uno scopo specifico. È il caso dei cani antidroga, antiesplosivo, antisommossa, antincendio, da ricerca di resti umani, da soccorso o addestrati a rinvenire banconote o anche a individuare certe patologie umane.Qui l’addestramento si diversifica nelle varie specializzazioni ma è accomunato dalla giusta autonomia decisionale del cane il quale è indiscusso “protagonista” in misura maggiore rispetto al conduttore, il quale sa bene che deve fidarsi del fiuto del proprio ausiliario.

    Per tutte le specializzazioni appena descritte si tende a sviluppare attivamente le doti dell’animale, nessuno si sognerebbe mai di insegnare al cane gli esercizi di ubbidienza e di agibilità, in quanto esse sono previste nelle Prove di Lavoro per cani di utilità e difesa. In alternativa, è possibile affidarsi a veri professionisti esperti nell’addetramento dei cani.

    Regole di Base dell’Addestramento

    Non è forse desiderio di tutti avere un cane educato?
    Portarlo ovunque senza problemi, passeggiare tranquillamente senza essere trascinati qua e là da un’energia inesauribile e goderci il nostro divano comodamente?
    Un cane educato ha imparato a capire cosa desideriamo da lui.
    Ha maturato l’idea che alcuni comportamenti riceveranno una ricompensa, altri invece saranno ignorati perché non graditi e avrà soprattutto imparato ad esibire i buoni comportamenti quando gli vengono richiesti.
    Un cane educato è inserito in modo naturale nell’ambiente e nel branco umano in cui vive.

    Il cane e l’uomo condividono le loro vite da millenni ma il loro rapporto è cambiato, si è modificato e soprattutto si è rinforzato negli anni. Nonostante tutto, non sempre uomo e cane riescono a comunicare tra loro e a volte il convivere può diventare un problema.
    Proprio per questo è di fondamentale importanza creare fin dall’inizio un rapporto sano ed equilibrato che unirà e renderà la vita per entrambi molto più semplice.
    Impostare quella che viene definita “educazione di base” non è un lavoro semplice, soprattutto se il nostro amico è già un cane adulto e
    formato; ma con impegno quotidiano, magari con l’aiuto di un educatore cinofilo si possono raggiungere traguardi insperati e considerati
    difficili. Cosa più importante, faremo del nostro compagno di vita un essere appagato e stimolato in modo corretto, rendendolo cane a tutti gli effetti!

    Da dove si parte?
    Un primo punto importante: i cani sono animali sociali e vivono in branco.
    Il branco è una sorta di grande famiglia, all’interno del quale esistono regole e gerarchie; è tale da condividere ogni minuto della giornata: ci si muove insieme, si caccia, si gioca e ci si ciba, ci si riproduce e tutti si occupano della crescita dei piccoli.
    In un branco esiste una figura molto importante: quella del capobranco o leader, lui è insignito di responsabilità ed è in lui che si ha fiducia e stima.

    Ci sono tre aspetti di fondamentale importanza per ottenere un buon rapporto proprietario-cane:
    -impostare corrette regole sociali
    -avere una buona relazione affettiva
    -imparare ad osservare e comunicare in maniera corretta.
    -Le regole sociali aiutano ad impostare quella che viene chiamata leadership o gerarchia e insegnano al cane il ruolo del proprietario all’interno del branco.

    Ciò che sarebbe utile fare nella convivenza si basa su alcune regole
    -fare in modo che il cane non dorma e non salga su divani, poltrone o letti (solo i capobranco occupa spazi alti e comodi della casa);
    -dare il pasto al cane sempre quando si è terminato di mangiare. Il cibo è una risorsa importante per il cane, non deve essere lasciato a sua disposizione per più di 10/15 minuti;
    -quando si entra o si esce da un ambiente, precedere sempre il cane;
    -gestire tutti i giochi, il tempo e il modo;
    -posizionare la cuccia in un luogo dove il cane non possa aver il controllo sugli ingressi e sul territorio;
    -fare in modo che sia lui a spostarsi girando per casa;
    -nulla per lui deve essere gratuito: ogni privilegio viene premiato solo se lo si è guadagnato.

    Per diventare un leader non è assolutamente necessario usare violenza o coercizione sul cane; anzi, ogni aggressione nei suoi confronti minerà la sua fiducia nei vostri; occorre soprattutto costanza, coerenza e pazienza.
    Queste regole vanno usate con intelligenza ed adattate per ogni tipo di cane; ogni cane è un mondo a se con i propri ritmi e le proprie caratteristiche: seguirle porterà sicuramente a migliorare ed ad affiatare il rapporto.
    L’affezione nei confronti degli animali è una delle ragioni che spinge le persone ad adottare un cane.
    È importante però ricordarsi sempre che i cani non sono orsacchiotti, ne tanto meno bambini e non vanno trattati da tali. Eccedere o
    ricoprirli di troppe attenzioni può creare nel cane frustrazioni e stress che possono essere causa di patologie comportamentali.
    Giocare con il cane è per lui bello ed emozionante: serve a ringraziarlo di essere ciò che è. Rincorrere una pallina, giocare con un tira e molla li aiuterà a esibire le loro caratteristiche naturali: predare, cacciare, combattere, ed aiuterà il proprietario ad essere la mano con cui si divertono ed imparano allo stesso tempo.

    Le passeggiate dovrebbero essere un momento di interazione. Non bisogna limitarsi, per comodità, a sguinzagliare il cane e lasciarlo giocare con altri cani: il padrone è il suo branco e deve essere per lui la fonte di divertimento più importante.

    Per concludere bisogna ricordare che i cani non parlano la nostra stessa lingua e soprattutto non comunicano con le parole, i cani comunicano per mezzo di espressioni del corpo e risulta essere necessario saperle riconoscere e riprodurre, al fine di ottenere un buon dialogo.
    Per fare in modo che il cane ci capisca dobbiamo utilizzare soprattutto la mimica del corpo.
    I gesti sono alla base dell’educazione perché è proprio questo il tramite per insegnare loro tutti gli esercizi che man mano incontreremo nei prossimi appuntamenti.
    Educare il cane non significa solo correggere eventuali comportamenti sgraditi, ma significa imparare a capirlo e a farsi capire.
    Riuscire a raggiungere una buona intesa tra conduttore e cane è il traguardo che l’educatore si prepara a raggiungere e un corso di educazione di base è il trampolino di lancio per chiunque ami il proprio cane e lo voglia rendere felice.

  • Cane Rottweiler – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del cane Rottweiler, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    Come spesso capita, sorsero i moltiplicatori di cani il cui danno cinotecnico non sempre era idoneamente contrastato dall’opera selettiva degli allevatori italiani. Il Dobermann fu la prima “vittima illustre” anche perché molti, influenzati dalla trama di alcuni film di successo, confusero lo spettacolo con la realtà. Questa razza fu, poi, oggetto di un mirato recupero caratteriale e oggi gode di “buona salute”.

    I cani rottweiler rimasero in un certo senso immuni da quegli influssi negativi della moda. Il successo di questa razza non fu dirompente ma graduale. E questo si rivelò estremamente vantaggioso. Il cane da difesa era usualmente considerato tale non solo per il corredo genetico, ma anche per il suo aspetto estetico. Boxer, Dobermann e Riesenschnauzer avevano in comune un’impotenza estetica accentuata dal fattore delle orecchie amputate cui allora si badava molto perché ritenuto coadiuvante nella deterrenza.

    Caratteristiche dei cani rottweiler

    Il mantello non è raso e non è lungo, non ha bisogno di cure particolari e termoisola adeguatamente questo cane che può vivere bene in qualsiasi clima.

    Senza dubbio Il padrone deve saper interagire adeguatamente con il suo cane. La persona meno esperta deve necessariamente seguire i consigli dell’allevatore che gli consegnerà un cucciolo di due mesi (età minima fissata dal Codice deontologico degli Allevatori) con il quale dovrà rapportarsi adeguatamente.

    Come tenerlo

    Il cane da difesa, in quanto tale, il rottweiler deve vivere il più possibile a stretto contatto con il padrone e i suoi famigliari, ma oltre alla “quantità” conta ancor di più la qualità del rapporto. Un cane ci ubbidisce perché ci vuole bene e per lo stesso motivo arriverà a difenderci, ragion per cui è opportuno instaurare subito un rapporto affettivo adeguato e molto intenso che va mantenuto e consolidato nel tempo.

    Lo sguardo d’intesa del Rottweiler con il padrone indica inequivocabilmente se sussiste un corretto rapporto improntato a quella ottimale sottomissione attiva che consente il pieno controllo del cane in ogni circostanza della quotidianità. Tutte le varie fasi dell’educazione e del successivo addestramento devono essere effettuate adeguandosi ai tempi mentali del soggetto perché non tutti ”maturano” nello stesso periodo. Quando si tenta di precorrere i tempi, in pratica si obbliga il cane a fare ciò che ancora non ha ben compreso appieno. Si rischia, quindi, di attuare inconsapevolmente una sottomissione passiva che può sfociare in un conflitto da cui poi risulta difficile uscire. Un carattere sereno ed equilibrato deve contraddistinguere qualsiasi cane e a maggior ragione uno da difesa personale.

    Dove tenerlo

    I cani Rottweiler si rapportano benissimo con le persone che frequentano la casa e talvolta, in particolari situazioni, lo “chiedono” espressamente con uno sguardo che solo l’esperto sa correttamente interpretare agendo di conseguenza. In questo caso si può posare per qualche secondo la mano aperta sul cranio del cane che si è posto di fronte.

    È un momento d’intesa particolare che si può creare con i grandi molossoidi che gradiscono questo gesto. Lo stesso non può dirsi dei lupoidi, i quali si pongono a fianco della persona con cui hanno eventuale familiarità e “chiedono” una carezza sulla guancia sollevando il muso.