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  • British Shorthair – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del gatto British Shorthair, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    La razza è antica e pare derivi dall’incrocio fra gatti africani, portati in Britannia dagli antichi romani, con gatti autoctoni. Il primo esemplare portato agli altari delle esposizioni fu in mostra al Crystal Palace di Londra nel 1871, la razza fu riconosciuta con lo standard dalla Fife nel 1982.

    Lo Standard

    Origine: Gran Bretagna
    Corpo: medio-grande, petto ampio, spalle possenti, schiena corta e muscolosa
    Peso: maschi 5-6 kg; femmine 4-5 kg
    Testa: rotonda e ampia, con guance piene, collo corto e robusto, stop poco pronunciato e naso largo e dritto
    Occhi: grandi e di forma rotonda, dal bronzo all’arancione a seconda del mantello
    Pelo: corto ma denso e compatto, al tatto leggermente ispido e dritto
    Colori: il più diffuso è il blu, ma esistono anche: il bianco, il nero, il rosso, il crema, i multicolori, il tortie a macchie senza bianco,
    i tabby,i silver argentati e i colourpoint
    Arti: media lunghezza, dritti e robusti con piedi tondi

    Ambiente ideale

    Il British Shorthair è un gatto molto adatto alla vita d’appartamento. Anche se da cucciolo, come tutti i gatti, è irrequieto e giocherellone, da adulto diventa tranquillo, equilibrato, poco “chiassoso” e che ama dormire. Non soffre molto la solitudine e si adatta bene alla convivenza con altri animali (sia gatti che cani).

    Carattere

    Tranquillo, affettuoso e socievole. Molto più pigro di altri gatti a pelo corto, tanto che si dice sia un gatto dalla flemma britannica. Ha un temperamento forte, indipendente e riservato che non ama farsi sottomettere. Molto adatto per i bambini e per le persone anziane, anche se non ama molto essere preso in braccio ama molto essere accarezzato e coccolato. Ama anche la caccia, in cui si dimostra abilissimo per cui anche una casa col giardino è apprezzata dal nostro gatto.

    Salute e cura

    Il British Shorthair deve essere spazzolato ogni settimana con una spazzola di setola. Durante la muta il suo mantello va curato anche con un guanto di gomma per asportare il pelo morto che, essendo folto, può creare problemi seri gastroenterici venendo ingerito nelle operazioni di leccamento e pulizia. Le orecchie vanno pulite con prodotti specifici ma solo se sono veramente sporche.

  • Come Insegnare al Cane a non Chiedere Cibo da Tavola

    In questa guida spieghiamo come insegnare al cane a non chiedere cibo da tavola.

    Il cane, per il suo antico istinto di animale da branco, o comanda oppure obbedisce, per questo per fare in modo che l’addestramento possa dare risultati soddisfacenti è necessario che avverti la superiorità del padrone ed obbedisca ai suoi ordini. E’ necessario correggere le cattive abitudini cominciando fin da quando è cucciolo, altrimenti sarà più difficile, in alcuni casi, infatti, si costretti a rivolgersi ad un addestratore professionista che sarà in grado di dire se sarà inutile qualsiasi tentativo di educarlo o se reagirà positivamente ad un addestramento correttivo.

    Una tattica infallibile per educare il cane consiste nell’imparare ad usare in maniera determinata ben tre diversi toni di voce: acuto, quasi infantile, per lodarlo; normale e al bisogno autoritario per impartirgli ordini; secco, basso e controllato per rimproverarlo. Se si comporta male, come quando si avvicina a tavola per chiedere cibo, bisognerà dire sempre “no” a voce alta e ferma e poi, usando un tono di voce autoritario, si dovrà comandargli di stare fermo e di andare a cuccia, se non risponde positivamente allora è opportuno usare un timbro molto più secco e basso accompagnandolo personalmente alla cuccia anche tirandolo con forza.

    Mai usare violenza fisica per farsi obbedire, oltre ad essere un comportamento moralmente inaccettabile e denunciabile, farà crescere nel cane un sentimento negativo nei confronti del padrone e penalizzerà il loro rapporto, il cucciolo, infatti, non obbedirà più al suo padrone per guadagnare la sua fiducia e il suo affetto ma per paura e timore di essere maltrattato.

    Nel momento in cui il cane inizierà ad obbedire, anche ad ogni singolo comando, sarà opportuno lodarlo, accarrezzarlo e premiarlo con un biscotto, in questo modo assocerà a quel comportamento un sentimento positivo e gratificante. Bisogna fare molta attenzione, però, che i comandi utilizzati siano sempre gli stessi, così che il cane possa memorizzarli, seduto, fermo, cuccia sono alla base di un perfetto addestramento.

    La costanza e la determinazione del padrone sono importantissimi per educare il cane, non bisogna mai arrendersi ai primi tentativi, partendo sopratutto dal presupposto che ogni razza ha i suoi tempi, ad esempio, i cani da caccia e da lavoro rispondono bene e velocemente agli insegnamenti, invece, altre razze come i terrier possono mettere a dura prova la pazienza e l’abilità anche di addestratori professionisti.

  • Petauro dello Zucchero – Allevamento, Alimentazione e Caratteristiche

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del petauro dello zucchero e come allevarlo.

    Caratteristiche

    I petauri sono animali notturni e arborei, trascorrono la principale parte del tempo sulle cime degli alberi più alti, i cui tronchi vengono utilizzati per costruire tane rivestite da foglie secche e ramoscelli.
    Il petauro dello zucchero ha l’abitudine di spostarsi da un albero ad un altro, gettandosi nell’aria e divaricando la membrana (il patagio) che gli consente di planare dolcemente anche per lunghezze di 45 m.
    Il petauro maschio pesa 140 gr, la femmina 95-135.

    Il petauro dello zucchero ha un corpo che può arrivare a toccare i 24-33 cm, in buona parte costituiti dalla coda.
    Quest’ultima svolge un compito fondamentale, poichè permette al marsupiale di bilanciarsi e mantenersi in equilibrio quando si sposta sulla cima degli arbusti.
    Gli occhi dell’animale sono grandi, rotondi e scuri, ma molto delicati: infatti i petauri non sopportano la luce diretta del sole.
    Le orecchie sono in grado di percepire immediatamente la provenienza di un determinato suono ed hanno la straordinaria capacità di muoversi indipendentemente l’una dall’altra.
    Il manto dei petauri è corto e fitto, solitamente di colore grigio e con strisce scure sul dorso e la parte del petto e del ventre bianca.
    Per quanto riguarda le zampe, quelle anteriori sono impiegate dal mammifero per afferrare gli oggetti, arrampicarsi e nutrirsi; le posteriori, invece, vengono utilizzate per lavarsi e pettinarsi il mantello.
    L’olfatto del petauro dello zucchero è molto sviluppato: grazie al suo naso rosa e umido, è in grado di trovare il cibo, identificare gli appartenenti alla sua colonia e riconoscere il territorio.
    I denti sono estremamente appuntiti e assomigliano a quelli dei roditori, la lingua viene usata per pulirsi ed estrarre il nettare dai fiori.

    La maturità sessuale viene raggiunta dal maschio verso i 10-14 mesi, mentre la femmina 8-12 mesi, l’estro femminile avviene ogni 39 giorni e in media si hanno 2-3 gravidanze annue.
    La gravidanza dura solo 16 giorni e il piccolo nasce molto prematuro tanto da sembrare un feto, termina il suo sviluppo nel marsupio che da solo raggiungerà dopo la nascita, resta nel marsupio materno fino a quando riesce a starci dentro ( mai cercare di estrarlo prima per osservarlo!!), alla crescita collabora attivamente anche il maschio.
    Dopo 70 giorni dalla nascita quindi il piccolo è costretto ad uscire dalla sacca materna nonostante abbia ancora gli occhi chiusi, il piccolo continua a prendere il latte materno introducendo la testa nel marsupio e vivendo aggrappato alla mamma fino al totale svezzamento ( 3 mesi ).
    I primi cibi solidi da fornirgli dovranno essere frullati a purea.

    Come Scegliere Petauro dello Zucchero

    Nello scegliere i nostri 2 petauri oltre a controllare lo stato d’igiene della gabbia dove sono alloggiati bisogna valutare la loro docilità e il loro stato fisico, ciò è possibile solo prendendo in mano il petauro.
    Un petauro adulto timoroso dell’uomo difficilmente acquisterà fiducia in lui con il tempo cosa contraria con un cucciolo che comunque non deve mai avere meno di 13 settimane di vita ( se presenta una coda con una pelliccia corta e non vaporosa allora è troppo piccino).
    I soggetti da scegliere devono essere docili, curiosi ed attivi con una pelliccia pulita e lucida, senza tracce di croste e aree spellacchiate, gli occhi devono essere puliti e non lacrimosi.
    E’ preferibile prendere 2 femmine come alternativa ad una coppia che figlierebbe almeno 3 volte in un anno.

    Gabbia per Petauro dello Zucchero

    Scegliere di prendere in casa un petauro è una grande responsabilità che porterà un impegno giornaliero per molti anni.
    Infatti oltre alla normale pulizia della gabbia dovremmo mettere in conto il dover preparare noi il cibo ogni sera per poi toglierlo la mattina seguente.
    é assolutamente sconsigliato prendere un solo soggetto che morirebbe per solitudine, minimo la scelta deve ricadere su 2, da scegliere fra 2 femmine o una coppia.
    Innanzi tutto il primo acquisto da fare è la gabbia, o meglio la voliera che dovrà essere di grandi dimensioni per poter mettere al petauro salti, planate e tutte le altre attività che ama fare e di cui necessità per non ingrassare e intristirsi, le misure minime 50x50x80cm ma l’ideale sarebbe una voliera 200×180 cm che permetterebbe di inserire rami maggiormente distanziati per il volo planato.
    La voliera deve avere sbarre alla distanza massima di 6mm non deve avere la grata sul fondo ma bensì una base liscia da ricoprire con del tutolo biologico, è da evitare le lettiere per gatti polverose ed abrasive.
    La gabbia deve essere collocata in una zona tranquilla dove durante le ore diurne , in cui i petauri dormono, non vengano disturbati da rumori molesti, la temperatura ambientale dovrà essere compresa tra i 18° e i 25°C, se fosse troppo bassa i piccoli marsupiali ne risentirebbero notevolmente.
    All’interno della voliera andranno sistemati come arredo : rami ( anche con foglie ), che dovranno essere sostituiti regolarmente mano mano che si sporcano, una ruota piena ( non a sbarre), delle scalette, delle corde,una tana da alloggiare in un punto molto alto e così anche le ciotole ( da fissare bene ) e il beverino a goccia.
    La tana è consigliabile sia in un materiale lavabile e con un apertura di almeno 4cm, in commercio se ne trovano diverse, è anche utile mettere oltre il beverino a goccia una ciotola con dell’acqua come alternativa a chi di loro non sappia ancora utilizzare il beverino.
    L’aggiunta di rami nella voliera è molto importante per ricreare un ambiente naturale che permette al petauro di fare attività, i rami andranno ben fissati per evitare rovinose cadute, non vanno usati rami di piante resinose ( conifere in genere, come pino,abete ecc) o tossiche ( oleandro,alloro) o trattate.
    I rami possono essere inseriti completi di foglie, ulteriori stimoli per i petauri,se si scelgono piante ,fiori o rami di Eucalyptus, Banksia, Leptospermum, Grevillea, Acacia, Melaleuca, Callistemum, Hakea..i petauro le potranno usare oltre che come attrezzi ginnici anche come alimenti da consumare.
    Sul fondo della gabbia oltre al tutolo di mais si può lasciare a disposizione del fieno che i petauri raccolgono con la coda e lo trasportano nella casetta sistemandolo a loro piacimento.
    Nel caso volessimo farlo uscire per casa dovremmo porgergli particolare attenzione, a terra si muovono impacciati saltellando buffamente ma nell’arrampicarsi, saltare e planare sono agilissimi, non c’è punto per loro inaccessibile, quindi è da porgere attenzione a finestre aperte ( scapperebbero) inoltre recuperarli non è sempre semplice, è da mettere in conto che defecano e urinano ovunque gli capiti ( anche fra un balzo e l’altro).

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    Alimentazione

    Come già detto il petauro è un marsupiale onnivoro, in natura si nutre di piccoli vertebrati, insetti e di linfa di acacia, in commercio non esistono alimenti studiati per i marsupiali e comunque non sarebbero adatti.
    E’ da tenere presente che una dieta corretta e bilanciata sarà la migliore prevenzione da malattie e garanzia di una vita lunga e sana.
    Innanzi tutto dovremmo preparare il cibo ogni sera e togliere gli avanzi ogni mattina e gettati, la dieta si baserà su verdure e frutta fresca e per un quarto da proteine animali.
    La varietà del menù giornaliero è importante almeno 4 o tipi di cibo diversi per sera, possiamo somministrare tutti i tipi di verdura adatti all’alimentazione umana e frutta matura dolce come fichi, mele, banane, uva, papaia, mango, melone kiwi ecc, dovremmo evitare solo le parti verdi di pomodori, patate e melanzane che sono tossiche.
    Come fonte proteica possiamo servirgli uova bollite, tofu, carne magra non condita e piccoli invertebrati reperibili nei negozi specializzati in rettili o di caccia e pesca.
    Per quanto sgradevole c’è chi gli mette a disposizione piccoli topolini (pinkie) morti ( li vendono surgelati nei negozi x rettili) che i petauri gradiscono molto, particolare attenzione nel dare carne disossata.
    Un elemento “essenziale” per il petauro è il calcio, necessario per mantenere le ossa forti, se venisse a mancare il petauro si ammalerebbe in brevissimo tempo, il calcio è somministrabile sotto forma di ossa di seppia, tavolette o con integratori in polvere reperibili in farmacia da spolverare sul cibo, un prodotto ottimo è il ” calcium with Vit. D3 della Rep-Cal”, il cui dosaggio approssimativo è mezzo cucchiaio da tavola per un kg di cibo.
    Gli alimenti da evitare sono: dolcificanti, zucchero, cioccolata, frutta sciroppata, frutta candita, frutta disidratata e tutte le miscele di semi e di frutta secca disponibili in commercio troppo grasse e povere di calcio.
    Come premio si può dare del miele di eucalipto.

     

  • Porcellino d’India – Allevamento, Alimentazione e Caratteristiche

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del porcellino d’india, come allevarlo e l’alimentazione corretta.

    Caratteristiche del Porcellino d’India

    La Cavia o “porcellino d’India” (Cavia porcellus) è un piccolo roditore originario delle Ande, quindi non proviene affatto dall’India ma piuttosto dal Sudamerica.

    Il suo ambiente naturale è la prateria a erbe alte degli altopiani, con giorni temperate e notti fredde. La cavia è strettamente vegetariana, nutrendosi di erbe, radici, frutta e pochi semi.

    Essa venne addomesticata 2-3000 anni fa dagli indigeni con propositi alimentari, né ebbe sorte migliore al suo arrivo in Europa, dal momento che il suo nome divenne sinonimo di “animale da esperimento”. Tuttavia le cavie sono ottimi animali da compagnia, anche per i bambini, soprattutto per il carattere docile e le abitudini pulite. Le cavie arrivano a pesare tra i 450 e i 900 gr. e, se correttamente trattate, possono vivere 5-7 anni.

    Le tre varietà base sono la comune a pelo corto, la Abissina dal pelo “a rosette” che le conferisce un buffo aspetto spettinato, e la Peruviana a pelo lungo, i cui migliori esemplari possono gareggiare con i gatti persiani a magnificenza di pelo.

    Come Allevare un Porcellino d’India

    Avete deciso di adottare come animale da compagnia un piccolo porcellino d’India ? Bene prima di portare il vostro nuovo amico a casa, è bene conoscere alcune semplici regole che vi aiuteranno a curare e mantenere in buona salute il nuovo arrivato.

    I porcellini d’India hanno bisogno di una gabbia dove stare al sicuro quando non sorvegliati: essa deve essere grande abbastanza per consentire un certo movimento, ma saranno comunque necessarie frequenti sgambate in “libertà vigilata”. La cavia non salta né si arrampica, per cui se la recinzione è alta almeno 30 cm non necessita di tetto. La gabbia ideale è di rete o filo metallico, ma il fondo deve essere di plastica perché i piedi di questi animali sono molto delicati. Giornali, truciolo o fieno sono tutti accettabili come lettiera: bisogna invece evitare la lettiera per gatti.

    Il porcellino d’india o cavia può essere tenuto in casa, logicamente deve avere a disposizione una gabbia di almeno 40x80x50 cm se l’esemplare è singolo, una gabbia più grande se sono due. Il fondo dovrà essere solido e pieno ovvero senza grate, questo per evitare che le zampette del porcellino possono incastrasi, fratturarsi o ferirsi.
    Sul fondo della gabbia dovrà essere sempre presente uno strato (da cambiare giornalmente) di una lettiera specifica per roditori. Solitamente queste lettiere sono composte da segatura o trucioli di legno, che assorbono non solo gli escrementi ma anche gli odori, in commercio si trovano lettiere profumate, è consigliabile però utilizzare quelle neutre per evitare di scatenare allergie o problemi respiratori ai piccoli roditori. Da non dimenticare una volta a settimana il lavaggio e la disinfezione della gabbia.

    La gabbia dovrebbe essere posta in un locale tranquillo e non al sole diretto: le cavie si trovano a loro agio tra 18 e 26 C ma sopportano il freddo molto meglio del caldo (altamente suscettibili al colpo di calore).

    Sono animali timidi e si spaventano facilmente dei rumori forti e improvvisi.

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    Come Allevare il Porcellino d’India

    Un fattore decisamente importante per mantenere in salute il nostro porcellino d’India è la pulizia. Pulire occhi e orecchie con apposite salviettine e spazzolare il mantello sono gesti da fare quotidianamente. Raramente, solo quando effettivamente necessario il bagno. Ma come farlo in maniera corretta?

    Occorrente: shampoo specifico per roditori oppure shampoo a ph neutro, 1 vaschetta piccola di plastica, 1 tazza da the, 1 tappetino antiscivolo per doccia o vasca, 2 asciugamani, 1 asciugacapelli.

    Modalità d’esecuzione

    Per prima cosa organizzate lo spazio dove verrà fatto il bagnetto al vostro piccolo porcellino d’india. Prendete i due asciugamani , stendetene il primo sul pavimento vicino alla vasca , il secondo su un ripiano del mobile bagno. Preparate l’asciugacapelli già con la spina inserita nella presa di corrente, avendo naturalmente l’accortezza di appoggiarlo in una zona dove non possa venire in contatto con acqua .

    Ora preparate l’acqua per il bagnetto. L’acqua deve essere tiepida, non troppo calda, e sopratutto non deve superare i 2 cm d’altezza. Prendete il tappetino antiscivolo posizionatelo all’interno della vasca da bagno vuota e poi sopra appoggiatevi la vaschetta d’acqua, questo servirà ad evitare che la vaschetta si sposti o possa rovesciarsi durante il bagnetto. All’interno della vasca a fianco del tappetino posate la tazza che vi servirà per raccogliere l’acqua da utilizzare per il risciacquo.

    Prendete il vostro porcellino d’india e prima di avvicinarvi alla vaschetta dove verrà lavato, coccolatelo, accarezzatelo, cercate di rassicurarlo. Poi lentamente ma con fermezza immergetelo nella vaschetta piena d’acqua, continuate a parlargli con voce calma . Se il porcellino si agita in preda al panico, levatelo dalla vaschetta ed aspettate che si tranquillizzi.

    Rimettetelo nella vaschetta, con una mano prendete la tazza e raccogliete un poco d’acqua, versatela lentamente e delicatamente sul porcellino, evitando il viso e le orecchie. Versate poco shampoo sulla schiena dell’animaletto, e poi lentamente e sempre con calma frizionate e massaggiate: Passate poi alla parte inferiore, alla zona della coda e dei genitali, non dimenticate le zampette.

    Ora sempre con calma raccogliete con la tazza dell’acqua pulita e tiepida ed iniziate il risciacquo.

    Quando il pelo è perfettamente risciacquato, levate il porcellino dalla vaschetta, ed appoggiatelo dolcemente sull’asciugamano a terra. Avvolgetelo con cura ed iniziate la fase dell’asciugatura , frizionando con delicatezza tutto il mantello. Cambiate poi asciugamano ed accendete l’asciugacapelli.

    Se il rumore non spaventa il porcellino potete provare ad usarlo mantenendo però una certa distanza per evitare scottature involontarie. Nel caso in cui l’animaletto sia troppo agitato spegnete l’asciugacapelli e proseguite l’asciugatura usando esclusivamente l’asciugamano.

    Risulta essere importante che il porcellino prima di tornare nella sua gabbia sia perfettamente asciutto.

    Alimentazione del Porcellino d’India

    I fabbisogni nutrizionali delle cavie sono meno conosciuti di quelli del coniglio: tuttavia sembra che esse possano assimilare la cellulosa ancora meglio di quest’ultimo. La dieta raccomandata per le cavie deve essere a base di fieno (sia erba medica che polifita) e pellets specifici per cavie ( proteine 18-20%, fibra 10-16%) sempre a disposizione (a meno che non insorgano problemi di obesità): cereali e dolciumi dovrebbero essere offerti con la massima parsimonia o addirittura affatto.

    Oltre al mangime specifico, l’alimentazione del porcellino d’india prevede l’inserimento nella dieta di erbe di campo, fieno e verdure. Se il vostro porcellino d’india è un cucciolo bisogna introdurre nella dieta verdure di tipo diverso in maniera graduale, variando nel tempo la quantità. La verdura dovrà essere sempre lavata in precedenza con della semplice acqua e somministrata a temperatura ambiente.
    Il fabbisogno giornaliero di verdura è pari a 100 gr, i pasti poi dovranno essere composti esclusivamente da fieno e mangime specifico (se possibile arricchito con vitamina C). La frutta può essere utilizzata ma in maniera sporadica, da evitare però la più dolce. Assolutamente da bandire noce di cocco o avocado, frutta non idonea perché troppo ricca di grassi. Fate sempre attenzione a levare i semi dalla frutta, anche dagli acini d’uva, perchè contengono sostanze tossiche che potrebbero far star male il piccolo roditore. Altri alimenti mal tollerati sono: i derivati dei latticini, i legumi ed alcuni derivati dei cereali. Infine il porcellino d’india dovrà avere sempre a disposizione una ciotola con dell’acqua fresca meglio se arricchita di vitamine e sali minerali.

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    Le cavie possono sviluppare abitudini alimentari difficili, fissandosi su un solo mangime o addirittura su una mangiatoia e rifiutandosi di avvicinare ogni altro cibo: è perciò utile esporre i cuccioli a una vasta gamma di mangimi e di situazioni alimentari per evitare estenuanti digiuni in futuro.

    L’acqua fresca deve sempre essere a disposizione attraverso distributori a sifone: controllare di frequente perché soprattutto le cavie si divertono molto a sputare il cibo masticato su per il sifone, ostruendolo e contaminando l’acqua.

  • Cane che Scava in Giardino – Cosa Fare

    In questa guida spieghiamo cosa fare se il cane scava buche in giardino

    Uno dei problemi che può capitare a chi possiede un cane è che l’animale si diverta a passare il proprio tempo scavando delle buche nel terreno, trasformando in breve tempo un bel praticello inglese in un campo arato di fresco, con piante e fiori divelti.

    I motivi per cui i cani scavano possono essere diversi:
    -caccia
    -noia
    -solitudine
    -ricerca di un pò di fresco nelle calde giornate estive,
    -attrazione verso particolari odori nel terreno, per esempio se è stato concimato con letame.
    -bisogno di scaricare energia fisica e mentale.

    Ci sono alcune razze di cani, come i terrier, che sono fatti apposta per questo ed infatti si chiamano razze “da tana”.
    Sono cani selezionati per la loro attitudine a cacciare gli animali nelle loro tane e per questo per loro è naturale scavare per cercare le eventuali prede.
    Io ho allevato per anni dei Fox Terrier e degli Airedale Terrier e devo dire che non mi hanno mai dato particolari problemi, anzi quando c’erano loro nel mio giardino e nei dintorni era scomparso il problema delle talpe dei topi e dei ratti.
    Per la mia esperienza i terrier scavano se c’è un buon motivo per farlo, ossia se c’è una preda da cacciare.

    Solitudine e noia sono i problemi principali che deve affrontare un cane che viene lasciato solo e inattivo per gran parte della propria giornata.
    Se non hai tempo da dedicare al cane è meglio che non lo prendi proprio. Bisogna rendersi conto che è un essere vivente “sociale”, ha bisogno di compagnia, ha bisogno di giocare (magari simulando l’istinto di caccia), di fare attività fisica, di scaricare energie, di sentirsi parte di una comunità.
    Più o meno come gli esseri umani. se non ha la possibilità di soddisfare questi bisogni, accumula stress e uno dei modi per scaricarlo può essere quello di scavare delle buche nel terreno.

    Oltre che cercare di assicurare al cane una vita con giochi, corse, compagnia e coccole, cosa puoi fare per evitare che persista questo comportamento?
    -Evita di punire il cane mentre scava. In questo modo insegni semplicemente al cane a non scavare in tua presenza. Diventa quasi automatico riprendere le perforazioni quando tu non sei lì di persona a controllare.
    -Mantieni il tuo cane il più possibile attivo in modo che non accumuli stress ed energia da scaricare.
    -Se necessario recinta le aree che non vuoi che vengano distrutte.
    -Crea un’area apposita dove il cane possa scavare liberamente, magari riempila di sabbia e nascondici dentro degli ossi o dei bocconcini che il cane può divertirsi a trovare.
    -Se scava sempre in un punto preciso (magari vicino alla recinzione) si può provare a nascondere dei palloncini sottoterra. Quando le unghie del cane li raggiungono i palloncini scoppiano e di conseguenza il cane si spaventa. Dopo qualche botto dovrebbe stare alla larga da quella zona.
    -Evita di dare ossi o pezzi di pane o qualsiasi tipo di cibo di pezzatura grossa se non puoi controllare cosa ne farà. Tutti i cani tendono a sotterrare gli ossi e altro cibo per poi andare a riprenderli in un secondo momento.
    -Fa in modo che nelle calde giornate estive possa avere un rifugio fresco e confortevole.
    -Quando lavori in giardino fa in modo di avere vicino il tubo dell’acqua con l’innaffiatore, se il cane scava spruzzalo con l’acqua. Puoi posizionare anche degli innaffiatori automatici e magari da lontano azionarli quando il cane comincia a scavare. Oppure fa che partano ad intermittenza nelle varie ore della giornata. bisogna dare al cane l’impressione che se si mette a scavare viene spruzzato con l’acqua.
    -Mantieni il giardino pulito, se ci sono ossi sepolti eliminali, elimina eventuali roditori, elimina qualsiasi sostanza che emetta odori che attraggono il cane
    – Stimola la mente del tuo cane passa almeno dieci minuti al giorno ad addestrare il tuo cane. Se non sai come fare nella sezione libri in alto a destra su questa pagina troverai decine di libri che ti potranno guidare in questa avventura meravigliosa.

    Seguendo questi consigli è possibile risolvere il problema.