In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del petauro dello zucchero e come allevarlo.
Indice
Caratteristiche
I petauri sono animali notturni e arborei, trascorrono la principale parte del tempo sulle cime degli alberi più alti, i cui tronchi vengono utilizzati per costruire tane rivestite da foglie secche e ramoscelli.
Il petauro dello zucchero ha l’abitudine di spostarsi da un albero ad un altro, gettandosi nell’aria e divaricando la membrana (il patagio) che gli consente di planare dolcemente anche per lunghezze di 45 m.
Il petauro maschio pesa 140 gr, la femmina 95-135.
Il petauro dello zucchero ha un corpo che può arrivare a toccare i 24-33 cm, in buona parte costituiti dalla coda.
Quest’ultima svolge un compito fondamentale, poichè permette al marsupiale di bilanciarsi e mantenersi in equilibrio quando si sposta sulla cima degli arbusti.
Gli occhi dell’animale sono grandi, rotondi e scuri, ma molto delicati: infatti i petauri non sopportano la luce diretta del sole.
Le orecchie sono in grado di percepire immediatamente la provenienza di un determinato suono ed hanno la straordinaria capacità di muoversi indipendentemente l’una dall’altra.
Il manto dei petauri è corto e fitto, solitamente di colore grigio e con strisce scure sul dorso e la parte del petto e del ventre bianca.
Per quanto riguarda le zampe, quelle anteriori sono impiegate dal mammifero per afferrare gli oggetti, arrampicarsi e nutrirsi; le posteriori, invece, vengono utilizzate per lavarsi e pettinarsi il mantello.
L’olfatto del petauro dello zucchero è molto sviluppato: grazie al suo naso rosa e umido, è in grado di trovare il cibo, identificare gli appartenenti alla sua colonia e riconoscere il territorio.
I denti sono estremamente appuntiti e assomigliano a quelli dei roditori, la lingua viene usata per pulirsi ed estrarre il nettare dai fiori.
La maturità sessuale viene raggiunta dal maschio verso i 10-14 mesi, mentre la femmina 8-12 mesi, l’estro femminile avviene ogni 39 giorni e in media si hanno 2-3 gravidanze annue.
La gravidanza dura solo 16 giorni e il piccolo nasce molto prematuro tanto da sembrare un feto, termina il suo sviluppo nel marsupio che da solo raggiungerà dopo la nascita, resta nel marsupio materno fino a quando riesce a starci dentro ( mai cercare di estrarlo prima per osservarlo!!), alla crescita collabora attivamente anche il maschio.
Dopo 70 giorni dalla nascita quindi il piccolo è costretto ad uscire dalla sacca materna nonostante abbia ancora gli occhi chiusi, il piccolo continua a prendere il latte materno introducendo la testa nel marsupio e vivendo aggrappato alla mamma fino al totale svezzamento ( 3 mesi ).
I primi cibi solidi da fornirgli dovranno essere frullati a purea.
Come Scegliere Petauro dello Zucchero
Nello scegliere i nostri 2 petauri oltre a controllare lo stato d’igiene della gabbia dove sono alloggiati bisogna valutare la loro docilità e il loro stato fisico, ciò è possibile solo prendendo in mano il petauro.
Un petauro adulto timoroso dell’uomo difficilmente acquisterà fiducia in lui con il tempo cosa contraria con un cucciolo che comunque non deve mai avere meno di 13 settimane di vita ( se presenta una coda con una pelliccia corta e non vaporosa allora è troppo piccino).
I soggetti da scegliere devono essere docili, curiosi ed attivi con una pelliccia pulita e lucida, senza tracce di croste e aree spellacchiate, gli occhi devono essere puliti e non lacrimosi.
E’ preferibile prendere 2 femmine come alternativa ad una coppia che figlierebbe almeno 3 volte in un anno.
Gabbia per Petauro dello Zucchero
Scegliere di prendere in casa un petauro è una grande responsabilità che porterà un impegno giornaliero per molti anni.
Infatti oltre alla normale pulizia della gabbia dovremmo mettere in conto il dover preparare noi il cibo ogni sera per poi toglierlo la mattina seguente.
é assolutamente sconsigliato prendere un solo soggetto che morirebbe per solitudine, minimo la scelta deve ricadere su 2, da scegliere fra 2 femmine o una coppia.
Innanzi tutto il primo acquisto da fare è la gabbia, o meglio la voliera che dovrà essere di grandi dimensioni per poter mettere al petauro salti, planate e tutte le altre attività che ama fare e di cui necessità per non ingrassare e intristirsi, le misure minime 50x50x80cm ma l’ideale sarebbe una voliera 200×180 cm che permetterebbe di inserire rami maggiormente distanziati per il volo planato.
La voliera deve avere sbarre alla distanza massima di 6mm non deve avere la grata sul fondo ma bensì una base liscia da ricoprire con del tutolo biologico, è da evitare le lettiere per gatti polverose ed abrasive.
La gabbia deve essere collocata in una zona tranquilla dove durante le ore diurne , in cui i petauri dormono, non vengano disturbati da rumori molesti, la temperatura ambientale dovrà essere compresa tra i 18° e i 25°C, se fosse troppo bassa i piccoli marsupiali ne risentirebbero notevolmente.
All’interno della voliera andranno sistemati come arredo : rami ( anche con foglie ), che dovranno essere sostituiti regolarmente mano mano che si sporcano, una ruota piena ( non a sbarre), delle scalette, delle corde,una tana da alloggiare in un punto molto alto e così anche le ciotole ( da fissare bene ) e il beverino a goccia.
La tana è consigliabile sia in un materiale lavabile e con un apertura di almeno 4cm, in commercio se ne trovano diverse, è anche utile mettere oltre il beverino a goccia una ciotola con dell’acqua come alternativa a chi di loro non sappia ancora utilizzare il beverino.
L’aggiunta di rami nella voliera è molto importante per ricreare un ambiente naturale che permette al petauro di fare attività, i rami andranno ben fissati per evitare rovinose cadute, non vanno usati rami di piante resinose ( conifere in genere, come pino,abete ecc) o tossiche ( oleandro,alloro) o trattate.
I rami possono essere inseriti completi di foglie, ulteriori stimoli per i petauri,se si scelgono piante ,fiori o rami di Eucalyptus, Banksia, Leptospermum, Grevillea, Acacia, Melaleuca, Callistemum, Hakea..i petauro le potranno usare oltre che come attrezzi ginnici anche come alimenti da consumare.
Sul fondo della gabbia oltre al tutolo di mais si può lasciare a disposizione del fieno che i petauri raccolgono con la coda e lo trasportano nella casetta sistemandolo a loro piacimento.
Nel caso volessimo farlo uscire per casa dovremmo porgergli particolare attenzione, a terra si muovono impacciati saltellando buffamente ma nell’arrampicarsi, saltare e planare sono agilissimi, non c’è punto per loro inaccessibile, quindi è da porgere attenzione a finestre aperte ( scapperebbero) inoltre recuperarli non è sempre semplice, è da mettere in conto che defecano e urinano ovunque gli capiti ( anche fra un balzo e l’altro).
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Alimentazione
Come già detto il petauro è un marsupiale onnivoro, in natura si nutre di piccoli vertebrati, insetti e di linfa di acacia, in commercio non esistono alimenti studiati per i marsupiali e comunque non sarebbero adatti.
E’ da tenere presente che una dieta corretta e bilanciata sarà la migliore prevenzione da malattie e garanzia di una vita lunga e sana.
Innanzi tutto dovremmo preparare il cibo ogni sera e togliere gli avanzi ogni mattina e gettati, la dieta si baserà su verdure e frutta fresca e per un quarto da proteine animali.
La varietà del menù giornaliero è importante almeno 4 o tipi di cibo diversi per sera, possiamo somministrare tutti i tipi di verdura adatti all’alimentazione umana e frutta matura dolce come fichi, mele, banane, uva, papaia, mango, melone kiwi ecc, dovremmo evitare solo le parti verdi di pomodori, patate e melanzane che sono tossiche.
Come fonte proteica possiamo servirgli uova bollite, tofu, carne magra non condita e piccoli invertebrati reperibili nei negozi specializzati in rettili o di caccia e pesca.
Per quanto sgradevole c’è chi gli mette a disposizione piccoli topolini (pinkie) morti ( li vendono surgelati nei negozi x rettili) che i petauri gradiscono molto, particolare attenzione nel dare carne disossata.
Un elemento “essenziale” per il petauro è il calcio, necessario per mantenere le ossa forti, se venisse a mancare il petauro si ammalerebbe in brevissimo tempo, il calcio è somministrabile sotto forma di ossa di seppia, tavolette o con integratori in polvere reperibili in farmacia da spolverare sul cibo, un prodotto ottimo è il ” calcium with Vit. D3 della Rep-Cal”, il cui dosaggio approssimativo è mezzo cucchiaio da tavola per un kg di cibo.
Gli alimenti da evitare sono: dolcificanti, zucchero, cioccolata, frutta sciroppata, frutta candita, frutta disidratata e tutte le miscele di semi e di frutta secca disponibili in commercio troppo grasse e povere di calcio.
Come premio si può dare del miele di eucalipto.
