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  • Gatto Rex Selkirk Longhair – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del gatto Rex Selkirk Longhair, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    Tutti i membri della famiglia Rex hanno origini geografiche abbastanza vicine e sono simili anche per quanto riguarda il carattere; tuttavia, il mantello è profondamente diverso in base alla tipologia di Rex. Lo shorthair, ad esempio, ha un mantello corto e folto. Tutti i gatti di razza rex, però, hanno in comune un pelo molto riccio. Come è ovvio che sia, i gatti della Famiglia Rex mostrano molti punti in comune e grandi similitudini soprattutto per quanto riguarda il carattere. L’indole di entrambi è incredibilmente paziente: sono gatti tolleranti, mai espressivi e sempre molto giocosi. Per questo motivo, i gatti rex sono l’ideale per chi cerca un animale da appartamento e un membro per allargare la famiglia. Sono gatti perfetti per chi è alla ricerca di animali docili e socievoli e, per questo motivo, sono scelti spesso come compagnia da offrire alle persone anziane, anche perché non necessitano di troppe cure e, in cambio, offrono tanto affetto. Di fronte alle persone estranee, tuttavia, sono poco socievoli e – non di rado – preferiscono nascondersi in qualche angolo della casa piuttosto che socializzare. Anche in presenza dei bambini, non si lasciano andare a grandi manifestazioni di gioco o d’affetto; ciononostante, non reagiscono mai male neanche quando vengono manipolati bruscamente né miagolano se qualcosa può dar loro  fastidio. In generale, sono inclini ad avere la compagnia di altri animali purchè non siano troppo vivaci o invadenti. Insomma, i gatti della famiglia rex sono calmi e molto riservati.

    La storia del rex Selkirk longhair

    Il primo membro della famiglia di gatti Rex si chiama Selkirk Rex. Il primo esemplare nasce nel 1987 per merito di una gattina randagia che aveva il pelo molto riccio. Questa gattina, che di nome faceva Miss del Pesto, fu scovata da un’allevatrice americana che lavorava nello stato del Wyoming. La gatta aveva un fascino insolito che le era donato soprattutto dal mantello ondulato, lungo e leggermente ruvido al tatto. Per questo motivo, l’allevatrice Jeri Newman, specializzata in gatti persiani, decise di adottarla con l’obiettivo di farla accoppiare proprio con un gatto persiano, campione di bellezza. Dall’unione nacquero ben sei cuccioli, di cui tre ereditarono il medesimo riccio materno. Uno dei cuccioli che si chiamava Oskar fu fatto accoppiare con la madre, da cui ebbe origine la prima cucciolata pura della nuova razza: i selkirk rex longhair. Nel 1990, la razza è stata registrata all’Afca e alla Tica che permisero a questi esemplari di estrare ufficialmente a far parte dlele nuove razze di gatti.

    Caratteristiche dei gatti rex selkirk longhair

    Il mantello di questi gatti è morbido e pieno ma, soprattutto, è caratterizzato da un abbondante sottopelo folto di riccioli. Le parti del corpo dove i ricci sono più abbondanti sono il collo, la cosa e la pancia. In genere, i ricci sulla coda sono anche quelli più lunghi anche se lunghi peli sono presenti anche intorno al collo, formando una bella cornice intorno al viso tondo. Negli esemplari migliori, i ricci sono più forti sui fianchi e intorno al collo.

    Gli occhi di questi esemplari sono particolarmente grandi e in genere riprendono la stessa colorazione del mantello. Non sono accettati occhi ovali o a mandorla. I colori di questi gatti sono molti e tutti sono ugualmente riconosciuti. Le zampe di questi esemplari sono larghe e rotonde e in generale l’ossatura è potente; la coda, invece, è di media lunghezza ma è molto spessa e tende ad affinarsi sulla punta.

    La testa dei gatti rex selkirk è tonda ed è caratterizzata dalla presenza di guance molto piene. Il muso, invece, è corto e ha uno stop evidente. Il naso ha un’inclinazione in discesa facendo una curva convessa ed è posto al di sotto della linea dell’occhio. Questi gatti sono caratterizzati da un corpo muscoloso e squadrato, massiccio ma anche forte. Le spalle e l’anca dovrebbero sembrare della stessa larghezza. Le orecchie sono di medie dimensioni, appuntite e distanti tra loro e danno l’impressione di avere un muso grosso.

  • Cane Bloodhound – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del cane Bloodhound, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    Cane Bloodhound: il fiuto più sviluppato al mondo

    Negli esseri umani, sicuramente la vista è il senso più sviluppato; nei cani, invece, vale lo stesso per l’olfatto. In media, infatti, i cani sono capaci si sentire un odore in quantità e qualità mille volte superiori rispetto a quanto accade nell’uomo; in effetti, nell’uomo ci sono in media 25 milioni di ricettori olfattivi; mentre nei cani si arriva anche oltre i 250 cinquanta milioni. In un certo senso, quindi, per i cani il naso rappresenta quello che per gli uomini è la vista: loro, infatti, si orientano attraverso il naso e sono in grado di riconoscere cose e persone semplicemente memorizzando nel tempo i rispettivi odori. Lo stesso accade anche per srada, dove i cani, riconoscono i posti familiari in base all’odore che emanano e memorizzano ‘nel naso’ quelli nuovi per poi riconoscerli in futuro.

    In linea di massima, tutti i cani di razza godono di queste caratteristiche olfattive; ma ce ne sono alcuni, come il Bloodhound che le hanno ancora più sviluppate della media. Letteralmente bloodhound significa ‘cane da sangue’, e già il nome la dice lunga sulle capacità di questa razza canina. L’olfatti di questi cani di razza è talmente perfetto e sviluppato che, per anni, sono stati utilizzati sui territori più insidiosi anche dai cacciatori appassionati in Europa e in America. Si tratta, in assoluto, di uno dei cani che meglio si prestano ad aiutare l’uomo in situazioni complicate e complicate. Per questo motivo, oggi, sono adoperati anche da corpi specializzati nelle missioni di investigazione: il loro fiuto, infatti, è considerato uno strumento prezioso a cui non è possibile rinunciare nelle ricerche.

    La storia dei cani Bloodhound

    In principio questi cani comparvero nelle Ardenne, nei pressi del monastero di Sant’Uberto, dove venivano impiegati nelle operazioni di caccia all’interno della vicina foresta ricca di selvaggina. Sono proprio i cacciatori, in effetti, i primi ad essersi resi conto delle straordinarie potenzialità di questi cani di razza che, oltre ad avere un fiuto eccezionale, hanno anche una strepitosa forza fisica. Per i cacciatori, infatti, i bloodhound erano perfetti per la caccia del cinghiale. Intorno all’XI secolo, questi cani di razza che vivevano intorno al monastero di Sant’Uberto erano di colore nero; successivamente, però, si selezionò la razza anche in un altro colore, il bianco.All’epoca i bloodhound bianchi erano conosciuti con il nome di Talbot.

    Il nome attuale fu stabilito proprio nell’XI secolo da Guglielmo in Conquistatore che ne volle alcuni esemplari in Inghilterra dove, in poco tempo, questi cani di razza divennero particolarmente noti ed apprezzati soprattutto dai ceti nobili della società. Stando alla tradizione, nel 1066 Guglielmo il Conquistatore porto un gruppo di questa razza canina in Inghilterra facendoli arrivare direttamente dal monastero. Alcune lettere antiche scambiate tra uomini di palazzo francesi e inglesi, parlano anche dell’arrivo di una muta di bloodhound voluto dalla regina Elisabetta I; mentre, altre missive raccontano che il duce d’Essex possedeva oltre ottocento esemplari di questa razza. A partire dall’Inghilterra, poi, questi cani si sono diffusi anche nel resto dell’Europa. Molti cani di razza, infatti, hanno origine dal bloodhound: si tratta del Gran Bleu de Gascogne, del Bruno del Giura e altri ancora. Nel 1885, il Blodhound arrivò per la prima volta in America, dove è stato allevato con modalità differenti in diverse regioni. Così le varie razze derivate dal purissimo bloodhound che arrivava dall’Inghilterra hanno preso nomi diversi: ad esempio, quelli nati in Inghilterra furono denominati i cani di Sant0Uberto, così come quelli nati negli Stati Uniti; al contrario, quelli nati in Francia o in Belgio furono chiamati Bloodhound. Solo a partire dal secolo scorso, la razza è stata riunita e da allora questi cani di razza sono chiamati in entrambe i modi.

    Il cane bloodhound è un cane di indole molto buona, è simpatico e tranquillo ma è anche una razza perfetta per le operazioni di caccia in zone accidentali. E’ un cane che ama incondizionatamente il suo padrone, con cui intende condividere ogni momento della sua vita senza separarsene mai.

    I vantaggi del cane bloodhound

    Tra i vantaggi del cane bloodhound, infatti, c’è proprio la loro simpatia e socievolezza oltre che la propria capacità di essere ottimi cacciatori. E’ un cane che sa stare in compagnia delle persone ma anche con i suoi simili senza mai assumere comportamenti eccessivi. Questi cani, poi, sono intelligentissimi e apprendono facilmente le regole che devono rispettare.

    I contro del cane bloodhound

    Considerate le sue caratteristiche è impensabile che questo cane non annusi sempre. Le tracce sono per i cani bloodhound una vera e propria passione di cui anche i padroni devono tenerne conto: è importante, quindi, controllarlo quando lo si lascia libero perché si metterà subito alla ricerca di qualcosa da seguire che potrebbe impegnarlo anche per molte ore, oltre che portarlo molto lontano!

    Cane Bloodhound: lo standard

    La linea superiore e quella inferiore del corpo sono quasi parallele e il garrese è leggermente marcato. Il dorso, poi, è diritto, largo, lungo e solido mentre la groppa è assai muscolosa.

    Il pelo di questi cani è corto e denso ed è particolarmente resistente alle intemperie. Sulla testa e anche sulle orecchie, il pelo si fa ancora più corto e morbido. Esistono tre colori di bloodhound: i bicolori nero-focati e fegato-focato e il monocolore fulvo.

    La testa dei cani bloodhound è maestosa e imponente ed è sicuramente il punto caratteristico di tutta la razza. E’ alta ma anche stretta rispetto alla sua lunghezza ed è particolarmente lunga rispetto alla lunghezza del corpo. Le facce laterali sono appiattite e il profilo è quadrato. La pelle è sottile e forma, sulle guance e sulla fronte, delle pieghe profonde che ricadono quando la testa è portata bassa. Nelle femmine, la pelle è meno abbondante.

    Le orecchie hanno padiglioni molto lunghi e sono attaccate basse, a livello degli occhi o ancora più in basso, sul lato della testa. In tutti i casi, le orecchie del bloodhound ricadono aggraziate e arrotolate verso l’interno e il dietro. Infine, la coda è lunga, doppia e molto forte; è attaccata alta e si assottiglia leggermente verso l’estremità ma non è mai arrotolata o devitata.

  • Gatto che Zoppica – Cosa Fare

    In questa guida spieghiamo cosa fare se il gatto zoppica.

    I sintomi dell’osteoartrite felina

    L’osteoartrite è una patologia che porta alla graduale degenerazione della cartilagine articolare. In sostanza accade che le estremità delle ossa colpite da questa patologia non sono più protette e si trovano a dover assorbire gli shock meccanici normalmente assorbiti dalle cartilagini. In generale, le articolazioni che subiscono questo disturbo sono quasi sempre le ginocchia, i gomiti e le anche. Nei gatti, questa patologia compare soprattutto in età matura, anche dopo i dodici anni e – nella maggior parte dei casi – i disturbi tendono ad aumentare quando i gatti sono anche in sovrappeso. In linea di massima non ci sono dei sintomi fisici che segnalano questo disturbo nei gatti. Semplicemente, questi cambiano stile di vita e abitudini: diventano pigri e meno attivi e non usano più lettiera e la gattaiola. Questa pigrizia, inoltre, si ripercuote anche sulla pulizia del gatto che sarà meno accurata del solito. I gatti affetti da osteoartrite, infatti, in genere presentano un pelo arruffato con annessa forfora e unghie più lunghe del normale. Per avere la certezza che un gatto sia affetto da questa patologia, tuttavia, è possibile eseguire una radiografia dei gomiti, del bacino e delle ginocchia. Attraverso questo strumento, infatti, è possibile mettere in evidenza senza avere ulteriori dubbi se il gatto ha subito delle lesioni alle articolazioni e alle ossa.

    Come alleviare i dolori del gatto

    Quando si è certi che il gatto è affetto da questa patologia, per prima cosa è importante fare in modo che non soffra eccessivamente a causa dei dolori che derivano da questo disturbo. Da questo punto di vista, tuttavia, la medicina veterinaria ha compiuto notevoli passi in avanti e ha scoperto diversi farmaci in grado di alleviare i dolori connessi a questa patologia. In ogni caso, è bene sapere che questi farmaci vanno somministrati con una certa cautela nonostante non ci sia un limite di durata per questo genere di trattamento farmacologico. Da qualche tempo, poi, è in uso anche la somministrazione di condroprotettori con lo scopo di contribuire a rallentare la degradazione della cartilagine. Le ultime ricerche che vertono su questa patologia, tuttavia, si sono concentrate soprattutto sul ruolo che l’alimentazione svolge nell’insorgenza di questo disturbo. Per questo motivo, non di rado, l’osteoartrite felina viene curata anche con diete ricche di acidi grassi polinsaturi che sono antiossidanti  e contengono delle sostanze che migliorano la sintesi di collagene e quindi contribuiscono alla formazione dei muscoli. Tra i rimedi di ultima generazione per combattere questa patologia ci sono anche l’agopuntura e la fisioterapia che contribuisce con esiti felici a migliorare i movimenti dei gatti che tendono a muoversi poco.

    Come aiutare il gatto in casa

    A seconda della natura e della gravità della patologia riscontrata nel vostro gatto, è possibile adottare alcuni accorgimenti per aiutarlo a stare meglio anche in casa. Per i gatti che hanno problemi di evacuazione, potrebbe essere utile cambiare la posizione della cassettina e prendere un modello con le sponde ribassate. Inoltre, è preferibile anche collocare la ciotola del cibo e quella con l’acqua in una posizione che sia facile da raggiungere per l’animale. Infine, è possibile montare anche dei piccoli gradini per aiutare il gatto a muoversi perso le zone della casa a cui è maggiormente affezionato; la maggior parte dei gatti, infatti, si sente al sicuro in zone sollevate da terra. Infine, è fondamentale che il gatto riposi in un giaciglio morbido per proteggere le sue articolazioni.

    Come prevenire l’osteoartrite

    E’ possibile prevenire questa patologia osservando attentamente i comportamenti del vostro gatto. Osservando i suoi movimenti, infatti, è possibile capire se ha dei dolori alle articolazioni. Ecco a cosa bisogna prestare attenzione:

    irrigidimento nella deambulazione dopo un esercizio fisico;

    difficoltà ad alzarsi e camminare dopo un po’ di tempo passato a riposo;

    difficoltà nel saltare o scendere da letto e divano

    difficoltà a salire e scendere le scale

    tendenza a miagolare o ringhiare quando viene accarezzato

    scelta di luoghi insoliti dove dormire, fra cui il pavimento.

     

  • Omissione di Soccorso Animali

    Da sempre automobili e strade sono il pericolo principale degli animali domestici che rappresentano la percentuale più alta delle vittime della strada. Molte volte, poi, accade che gli animali non arrivano alla morte sul colpo ma solo dopo una lenta agonia poiché, spesso, chi li investe non si preoccupa di prestare soccorso, pur essendosi accorti dell’accaduto: ritengono, infatti, che non ne valga la pena. Dal 2010, però, le cose sono cambiate e chi ignora la presenza di un gatto o di un cane ferito va incontro a conseguenze serie. Con la nuova normativa, poi, ci sono anche altre novità in favore dei nostri amici a quattro zampe. La Gazzetta Ufficiale, infatti, ha pubblicato un decreto che rafforza ulteriormente le norme del Codice della Strada che stabiliscono il comportamento da tenere nel caso di incidente in cui venga coinvolto l’animale.

    In questo caso, infatti, è diventato obbligatorio fermarsi e prestare soccorso all’animale, contattando i carabinieri al numero 115. Inoltre, la norma stabilisce che nel caso il conducente dell’auto non si fermi a prestare soccorso è tenuto a pagare una sanzione amministrativa che oscilla tra i 389 euro e i 1559. Inoltre, la legge stabilisce che le persone coivolte in un incidente sono obbligate a prestare soccorso all’animale per non incappare nelle medesime sanzioni che sono previste per l’omissione di soccorso nei confronti degli esseri umani. Come hanno fatto notare i responsabili della LAV e dell’ENPA, si tratta della dimostrazione di un importante cambiamento nel modo in cui vengono considerati gli animali nel nostro paese, per cui oggi vengono riconosciuti diritti fondamentali che, fino a qualche anno fa, sarebbero stati considerati eccessivi. Le nuove norme del codice della strada, quindi, fissano paletti molto precisi. Oltre all’obbligo per l’automobilista di fermarsi di fronte ad un animale coinvolto in un incidente, il soccorso diventa più efficace poiché si permette ai veicoli di soccorso pubblico di utilizzare sirene e lampeggianti equiparando, in questo modo, il soccorso privato a quello pubblico. Una cosa importante è che chiunque, in caso di emergenza, può usare la propria automobile come mezzo di soccorso senza rischiare sanzioni ordinarie (come le multe per esser passato con il semaforo rosso). Infine, anche gli automobilisti coinvolti in un incidente o nel soccorso devono fare attenzione: un mezzo che trasporta con urgenza un animale ferito non va ostacolato.

    Omissione di soccorso animali: chi non presta soccorso agli animali è un pirata della strada

    Insomma, come accade per le normali ambulanze anche, nel caso del soccorso di un animale, chi non lascerà passare può correre il rischio di pagare una sanzione fino a 159 euro. La speranza, quindi, è che con le nuove norme gli automobilisti s’impegnino a tenere un comportamento più rispettoso nei confronti dei pedoni a quattro zampe. L’aspetto più importante della riforma del codice della strada riguarda il comportamento da tenere in casi di investimento di un anomale sia esso un cane, un gatto, una volpe, una pecora e così via. Per l’automobilista, infatti, scatta l’obbligo di fermare il proprio veicolo. Anche se per molti può sembrare una cosa logica e naturale, fino ad oggi la legge riteneva facoltativo assumere un comportamento del genere. Prima, infatti, l’obbligo scattava solo in caso di danni a persone o cose, come se un animale valesse meno di una panchina! Adesso, invece, chi non si ferma diventa un pirata anche per la legge e può incorrere anche in pene detentive da 1 a 3 anni.

  • Come Pulire Corpo, Occhi, Orecchie e Denti del Cane

    In questa guida spieghiamo come pulire corpo, occhi, orecchie e denti del cane.

    La pulizia dei cani va effettuata tutti i giorni perchè, solo in questo modo, è possibile controllare se ci sono eventuali anomalie e procedere con la loro rimozione. In particolare, le zone da controllare tutti i giorni sono i denti, gli occhi, le orecchie e le zone genitali. Queste, infatti, sono quelle a maggior rischio di infezioni e di eventuali patologie, alcune delle quali anche gravi. Ecco dove le varie operazioni di toeletta sono indispensabili anche ai fini della prevenzione nei confronti di varie patologie che vanno dalla tenera età fino a quella matura.

    L’importanza della pulizia dei cani

    Innanzitutto, è molto importante controllare il cane sin dal primo giorno del suo arrivo in casa. Quando il padrone abitua il cane ad essere sottoposto ad un controllo quotidiano, l’animale si abituerà più facilmente a questa operazione che imparerà a conoscere come doverosa e, in qualche modo, anche piacevole poichè sentirà la presenza e l’attenzione costante del padrone nei suoi confronti. In effetti, se il cucciolo viene abituato ad essere controllato da piccolo, anche quando sarà grande sarà più facile sottoporlo alle varie operazioni di tolettatura. Ciò fa parte della normale educazione della vita di un cane, anche perchè la tolettatura è un evento che si ripete periodicamente, per cui l’azione di pulizia del cane, rappresenta il primo grande gesto d’amore che facciamo nei suoi confronti. Si tratta quindi di un vero e proprio valore aggiunto per la cura del cane che sicuramente rafforzerà il legame tra il cucciolo e il padrone.

    Nella cura quotidiana del cane, tuttavia, non è importante prestare attenzione solo a denti, occhi e parti genitali: il mantello, infatti, rappresenta l’elemento chiave per la pulizia del nostro amico a quattro zampe e, attraverso esso, è possibile comprendere anche lo stato di salute del cane.

    Pulizia Quotidiana del Cane

    Se il cane è alimentato in modo corret­to, gode di moto regolare e riposa in una cuccia confortevole il manteni­mento igienico del suo manto è enor­memente facilitato. Ogni giorno un po’ del nostro tempo prezioso va dedi­cato alla sua pulizia.

    Se il cane ha il pelo corto, come per esempio il pointer, l’alano tedesco, i mastini, il bassotto a pelo raso ecc., l’operazione è semplicissima e consi­ste soltanto in lunghe spazzolate pri­ma contropelo e poi nel senso della sua direzione naturale usando una spazzola di setole animali non troppo

    Se, invece, il cane è fornito di peli lunghi prima andrà pettinato con mol­ta cura partendo dalla testa fino ad ar­rivare alla coda. Infine passando con un panno morbido e inumidito tutto il mantello si asporta l’eventuale forfora e la polvere e il pelo, lucido e soffice, apparirà in tutto il suo splendore. Se, ancora, Fido ostenta peli lunghissimi e meglio rinunciare al pettine e sbrogliare i nodi che si fossero formati semplicemente con le dita.

    Nelle razze con pelo lanoso e in quelle con abbondante sottopelo (bar­boni, bassotti a pelo ruvido, pastori te­deschi ecc.) si usa un pettine a denti larghi che non danneggi il sottopelo. Per gli altri tipi (lo yorkshire, il setter e il cocker) si utilizza un pettine a denti stretti, ­le orecchie di questi cani saranno og­getto di cure particolari per la grande facilità che il pelo che le ricopre ha di aggrovigliarsi.

    Nel tempo della muta, che di solito avviene due volte all’anno e coincide con la primavera e con l’autunno, il cane va spazzolato con molta cura per aiutarlo a eliminare il pelo che sta per cadere. In questo modo gli si abbrevia questo periodo noiosissimo e si favori­sce la nascita di un nuovo pelo sano e forte. Sempre durante la muta è utile somministrargli nella razione dei sup­plementi vitaminici.

    Come fare il bagno al cane

    Ai cani più fortunati, quelli cioè che non vengono mai presentati alle esposizioni di bellezza, meno bagni farete e meglio sarà. Sono in commercio ottimi prodotti a ba­se di schiuma secca che puliscono perfettamente il cane deodorando e luci­dando il pela. Solo la barba, se c’è, va lavata dopo ogni pasto, così come vanno lavate le zampe al rientro in casa dopo la passeggiata. Premesso che il bagno di­strugge il grasso naturale della pelle e quindi è fondamentale non abusarne, qualche volta, o perché il cane si è parti­colarmente insudiciato, o perché deve subire un trattamento antiparassitario, è necessario farvi ricorso. La tempera­tura dell’acqua deve aggirarsi sui 35 °C e gli shampoo specifici vanno sciolti nel­l’acqua prima di immergervi il cane; il li­vello dell’acqua gli arriverà fino quasi al venire e si tureranno le sue orecchie con del cotone idrofilo in modo che l’acqua non vi penetri; lavandolo e strofinandolo faremo attenzione a rispettare gli occhi. Alla fine un ottimo risciacquo dovrà togliere ogni traccia di shampoo o di sapo­ne. Si termina asciugando perfettamente il pelo con un asciugamano prima e con un asciugacapelli poi.

    Come pulire gli occhi dei cani

    La pulizia degli occhi nel cane è fondamentale anche perchè si tratta di una parte molto delicata negli animali. Per pulire gli occhi è sufficiente utilizzare un batuffolo di cotone con un po’ di camomilla o malva oppure, se preferite, prendere dei prodotti specifici per la pulizia degli occhi negli animali come il liquido oculare decongestionante. Alcuni cani di razza, ad esempio i cavalier king charles spaniel o i cocker, sono soggetti a una forte lacrimazione e per questo producono molti secreti oculari. La lacrima,, in effetti, quando entra a contatto con l’aria si secca e tende ad incrostarsi soprattutto vicino alle ghiandole. Eliminare le secrezioni in questi cani di razza è obbligatorio perchè, se queste si mantengono a lungo a contatto con il cane, possono generare delle infezioni da cui nascono congiuntiviti anche pericolose per gli animali.

    Come pulire le orecchie dei cani

    Anche la pulizia delle orecchie è molto importante. In alcuni cani di razza, le orecchie pendenti hanno la caratteristica di avere al loro interno molti peli anche nelle immediate vicinanze del padiglione auricolare. Questi peli che non hanno radice, specie quando sono molto folti, ostruiscono il padiglione e vanno a formare dei veri e propri tappi che occludono le vie uditive. Per questo motivo, è molto importante eliminare questi peli dalle orecchie anche per controllare lo stato di salute delle stesse. Per eliminare questi peli, è possibile utilizzare una piccola polvere che si mette all’interno delle orecchie per indurire i peli presenti; fatto ciò, si procede, poco per volta e con delicatezza, al taglio dei peli. E’ importante che i peli vengano rimossi a piccolissimi ciuffetti per fare in modo che il cane non subisca alcun tipo di fastidio. Quest’operazione va effettuata praticamente subito, nel momento in cui ci si rende conto della presenza massiccia di questi peli nelle orecchie; in caso contrario, infatti, la loro rimozione sarà sempre più complicata.

    Come pulire la bocca dei cani

    Per quanto riguarda la pulizia dei cani a livello orale, quest’operazione è più complicata rispetto alle altre. Al di là di quello che si potrebbe immaginare, la pulizia del cavo orale è molto complessa nei cani di piccola taglia. Nei cani piccoli, infatti, la bocca è molto piccola e per questo diventa un po’ complicato effettuare le operazioni di pulizia obbligatorie per i cagnolini. In linea di massima, per pulire i denti del cane ci sono due strade: da una parte, infatti, è possibile utilizzare uno spazzolino portatile che si applica sul dito della mano e si usa per strofinare i denti del cane; dall’altra, invece, si può utilizzare uno spazzolino convenzionale con cui non si entra in contatto troppo diretto con la bocca del cane. In entrambe i casi, ad ogni modo, si deve utilizzare un prodotto specifico per combattere il tartaro e le placche. Purtroppo una carica batterica eccessiva generata da questi elementi, in stadi avanzati, infiamma le gengive e causa delle microlesioni sanguinolente. L’alitosi è il primo elemento distintivo di uno squilibrio del cavo orale. Tuttavia, quando il problema è degenarato è necessario intervenire meccanicamente portando il cane dal veterinario per effettuare una rimozione del tartaro dai denti.