Categoria: Uccelli

  • Autodeplumazione Pappagalli – Cause e Soluzioni

    Uno dei problemi più frequenti e più spiacevoli dei pappagalli in cattività è l’automutilazione. La versione più frequente è il picaje delle piume, cioè, pappagalli che si strappano o rompono le piume da soli. Questa è una condotta terribile che può nascere per un’infinità di motivi, ed è proprio qui dove radica la difficoltà del suo trattamento. Dobbiamo dire che preso in tempo e conoscendo la causa che l’ha provocato è possibile ed a volte meno complicato trattarlo e risolverlo, ma una volta trascorso un periodo di tempo, finisce per trasformarsi in una tara psicologica simile alla gente che si morde le unghie. A partire da questo momento, il trattamento è molto più complicato. Bisogna anche dire che a forza di strapparsi le piume, arriva un momento in cui gli alveoli dove questi nascono finiscono per danneggiarsi e pertanto le piume trovano difficoltà a rispuntare o peggio non escono mai più, in questo caso il picaje smette di avere possibili soluzione.

    Cause Autodeplumazione

    Tra i motivi più importanti possiamo citare
    -Patologico: La pica può essere in alcuni casi causata da problemi medici:
    -Parassiti: gli acari ed i vermi piatti possono causare la pica.
    -Micosi: Alcuni funghi tipo la “Candida Albican” può causare un prurito, e la pica può continuare fino al toccare le carni con conseguente sanguinazione.
    -Batterica: Generalmente dovuto ad una mancanza d’igiene (“Colibacille streptocochi”)
    -PBFD: Malattia incurabile e molto contagiosa . Le piume degli uccelli risultano in disordine ed è presente una mancanza del suo sistema immunitario. Gli uccelli sono tristi, non si lisciano più le piume, la loro voce risulta alterata.
    -Stress: Lo stress è uno dei problemi più gravi degli uccelli in cattività. Può apparire per molte ragioni come può essere il trasporto,il modo di trattare il pappagallo etc… Lo stress è un problema che non solo può essere origine del picaje ma anche è la situazione preferita per la maggior parte delle malattie. Nei momenti di stress le difese scendono e qualunque batterio o virus che faccia la ronda nelle prossimità, o che l’uccello abbia già e che non gli provochi nessuna conseguenza in momenti di alte difese, in situazioni di stress, possono provocare malattie realmente gravi.
    Una causa importante di stress è che in una coppia di pappagalli uno dei coniugi sia troppo dominante. Questo problema è frequente in qualunque specie di pappagallo ma in alcune, come i cacatua, eclectus o alcune amazzoni, hanno una speciale tendenza all’aggressività verso il compagno. Il fatto di avere un compagno eccessivamente dominante è che l’altro può soffrire un’enorme pressione, dovendo stare permanentemente sotto controllo del compagno perché si sente costantemente attaccato. In questi casi, la migliore soluzione è di dividere la coppia e provare a formare nuove coppie.
    -Solitudine: I pappagalli in natura vivono in grandi gruppi prima del periodo di riproduzione e successivamente con il compagno mentre si riproducono. In cattività raramente possiamo avere più di uno. Questo provoca un sentimento di solitudine nei nostri pappagalli che è senza dubbio una delle cause più frequenti del picaje. La solitudine possiamo calmarla in molti modi: trovargli un compagno, fargli molta compagnia noi stessi, etc….
    -Sessuale: La picaje interviene appena l’uccello raggiunge la sua maturità sessuale, l’uccello sente il desiderio di riprodursi, e privato di un compagno/a, per la frustrazione avrà tendenza a strapparsi le piume.
    La pica interviene spesso nella tappa che segue l’emissione ormonale del periodo di riproduzione.
    -Mancanza di esercizio o installazioni inadeguate: Alcuni gabbie e soprattutto le grucce non offrono al pappagallo lo spazio vitale o gli elementi necessari affinché questo faccia l’esercizio che necessita. Non possiamo dimenticate che i pappagalli sono uccelli molto attivi e che hanno bisogno della loro dose giornaliera di esercizio per fare una vita sana. Le gabbie eccessivamente piccole, di design inadeguato, gabbie rotonde per esempio, le grucce, eccetera… possono provocare alterazioni psicologiche gravi.
    -Dieta scorretta: Un’altra causa frequente di picaje è una dieta scorretta. Pappagalli che si alimentano solamente con semi di girasole, questo perché il padrone non dà loro un’altra cosa oppure perché il pappagallo non la mangia, pappagalli che si abituano a mangiare “regalini” in quantità eccessive tali che alla fine il pappagallo non mangia quello che dovrebbe realmente, eccetera…. Tutti questi motivi possono scatenare il picaje da parte del pappagallo.

    Possibili Soluzioni

    Ricordiamo che il primo passo è sempre quello di fare visitare il pappagallo da un Veterinario aviare specializzato,
    e di stabilire insieme a lui la migliore terapia possibile, sia che si tratti di una terapia farmacologia, come nei casi di picaje causata da patologie, sia che si tratti di un problema psicologico.

    Per potere risolvere il picaje, la prima cosa che dobbiamo fare è “trovare” quale fu la causa che l’originò. Come abbiamo detto, il problema può essere di varie nature differenti. Quando vediamo che c’è qualcosa che ha turbato o a scatenato la causa e ne siamo certi al 100%, la cosa che dobbiamo fare è semplicemente correggere o eliminare questa causa, se sarà quella giusta il pappagallo smetterà da solo il picaje. Il problema grave arriva quando realmente non vediamo niente che possiamo mettere in relazione con il problema , ma il pappagallo continua ad offendersi. In questi momenti possiamo provare a cambiare alcune cose (cambiare gabbia) cambiare al pappagallo di posto, cambiare la dieta, mettere un altro pappagallo, mettere più giocattoli, eccetera…) Tutte questi cose possono in un momento aiutare o diminuire il problema, ma non significa che lo abbiano risolto del tutto, quindi dobbiamo continuare a prestare una certa attenzione al comportamento e alle situazioni che circondano il pappagallo. Molti pappagalli non smetteranno di offendersi nonostante abbiamo cambiando tutte questi cose.
    Infine bisogna dire che in alcuni occasioni, il picaje non si ferma nelle piume, ma alcuni pappagalli sono capaci di offendersi la pelle o le dita provocandosi gravi ferite. Come sempre dobbiamo rivolgersi al veterinario, che valutando il caso opterà per il trattamento più idoneo.

  • Pastoncino per Uccelli – Come Scegliere, Opinioni e Prezzi

    In questa guida spieghiamo come scegliere un pastoncino per uccelli.

    Come Scegliere Pastoncino per Uccelli

    Il pastoncino è un alimento importantissimo per i nostri uccelli in cattività. Senza questo alimento, i soli semi non basterebbero a coprire il fabbisogno giornaliero di proteine, grassi e fibre. Ecco che da quando esiste l’allevamento degli uccelli in gabbia, l’allevatore o il detentore dei pennuti ha cercato di trovare un alimento che completasse la dieta granivora.
    I pastoni industriali esistono relativamente da poco, fino a pochi anni fa esistevano soltanto i pastoni caserecci. Quante ricette sono state create e tramandate da allevatore in allevatore e quante volte sono state trasformate secondo le proprie esigenze e le proprie convinzioni. Ogni allevatore che si rispetti si vanta di avere lui la ricetta miracolosa!
    In realtà, devo dire che non esiste il pastoncino perfetto, in quanto ogni dieta, come accade per noi esseri umani, anche per gli uccelli deve essere fatta su misura. Una dieta bilanciata deve essere calcolata in rapporto a dove vivono gli uccelli (all’aperto, al chiuso), al numero di volatili per gabbia e per metro cubo di spazio, alla specie, al periodo (cove, muta, riposo), alla salute ecc.

    Trovare la formula giusta per il proprio allevamento, grande o piccolo che sia, penso che sia veramente difficile. Secondo me, solo l’esperienza, l’osservazione e perché no, il monitoraggio delle abitudini dei nostri volatili può portare a scegliere o fare il pastoncino più adatto per il nostro allevamento.
    L’ingrediente senz’altro più importante che non può assolutamente mancare nei pastoni, caserecci o industriali che siano, è l’ UOVO.
    Alimento essenziale, ricco di molti principi nutritivi, un alimento completo. Per anni e penso ancora oggi, molti allevatori lo hanno dato ai loro uccellini, così da solo, tirando sù bellissime e sane nidiate.
    Nei pastoncini poi oltre all’uovo, troviamo come ingredienti il pan di Spagna all’uovo, fette biscottate all’uovo ecc.

    Oltre ai prodotti a base di uova, nei pastoncini moderni, più o meno innovativi, possiamo trovare una vasta gamma di sostanze che rendono quel pastoncino più o meno proteico, più o meno grasso, più o meno appetibile; vengono usati i cereali cotti, gli scarti dei panifici, farina di soia, farina di erba medica, farina di mais, farina di riso, caseina, latte in polvere, miele, frutta secca, insetti ecc.
    Alcuni pastoncini per renderli più appetibili vengono integrati con semi come il niger e la canapa. Anche la granulometria è diversa da pastoncino a pastoncino per adattarsi meglio alla specie a cui è destinato.

    La maggioranza dei pastoni in commercio contengono già le vitamine e gli oligoelementi.
    Ogni anno le case produttrici studiano e ricercano nuove sostanze per rendere i loro pastoncini sempre più completi e adatti per la conduzione di un moderno allevamento che è sempre più formato da soggetti super selezionati ma haimé più delicati e portati ad avere patologie di vario genere.
    Si sono scoperte sostanze come i fruttoligosaccaridi e i betaglucani capaci di aumentare la flora batterica buona e diminuire quella patogena, di migliorare l’assorbimento delle sostanze nutritive, di stimolare il sistema immunitario e di aumentare così la resistenza alle malattie.
    Alcuni usano mettere i probiotici, altre sostanze che aiutano la flora intestinale e la digestione e rafforzano l’organismo dopo un uso di antibiotici.
    Alcuni contengono anche zuccheri e additivi vari.

    Possiamo dire che oggi, la gamma dei pastoni è veramente vasta, ce ne sono per tutti i palati.
    Per aiutarvi nella scelta, posso ricordare che i pastoni si dividono in quelli adatti per la muta e quelli per l’allevamento (forma amorosa e cove) a seconda del loro contenuto in proteine e grassi.
    Un pastone da muta generalmente è più basso in proteine (11-14%) e più alto in grassi (10-15%) e viene chiamato pastone morbido, quello da allevamento il contrario può avere un 15-19% di proteine e dall’ 1 al 7,5% di grassi e viene detto secco; quello secco va inumidito con acqua o succhi di frutta.

    Pastoncino per Uccelli più Venduti

    In questa lista è possibile trovare i pastoncino per uccelli più venduti in questo momento con le opinioni degli acquirenti e il prezzo.

    Bestseller n. 1
    Quiko Classic Mangime per uova 1Kg Cibo concentrato e per la riproduzione per tutte le specie di uccelli ornamentali
    • Alimenti supplementari durante l’allevamento giovane
    • Condizionamento alimentare per tutti i tipi di uccelli
    • Contiene nutrienti sani come proteine ​​e vitamine.
    • Realizzato con uova e miele vere.
    • Molto gradevole e ideale per tutti gli uccelli.
    Bestseller n. 2
    Padovan Ovomix Gold Giallo – Pastoncino Giallo per Uccelli – Confezione da 1 kg
    • Padovan ovomix gold giallo è un pastoncino giallo per uccelli
    • Mangime complementare per uccelli granivori
    • Utile anche come complemento alla dieta di tutti i giorni
    • Pastoncino giallo, da somministrare in associazione all’alimento di base, per aumentare la disponibilità di nutrienti in particolari fasi di vita degli uccelli granivori (muta e riproduzione) o in periodi in cui l’animale è sottoposto a stress
    • Fascia di età: Tutte le età
    OffertaBestseller n. 3
    Manitoba Patè Insect 400 g pastoncino morbido per uccelli selvatici insettivori
    • Marca: Manitoba
    • Manitoba – Pate Insect 400 g Pasta per uccelli insettivori
    Bestseller n. 4
    Versele-Laga NutriBird Gold Crumble Canarini | 1 kg | Pastoncino secco all’uovo | Supporta la crescita e la muta | Arricchito con lisina e metionina
    • ✅ INGREDIENTI DI ALTA QUALITÀ – Contiene uova e derivati, che possono fornire proteine di alta qualità, ed estratti proteici vegetali per soddisfare il fabbisogno proteico.
    • ✅ AMINOACIDI ESSENZIALI – Con lisina e metionina, che possono supportare la crescita e la formazione delle piume per il benessere del canarino.
    • ✅ DIGESTIONE OTTIMALE – Contiene prebiotici come FOS e MOS, che possono favorire una flora intestinale sana e migliorare la digestione.
    • ✅ RICCO DI VITAMINE E MINERALI – Arricchito con vitamine A, D3, E e oligoelementi essenziali per contribuire alla salute e vitalità del vostro uccello.
    • ✅ SENZA BETA-CAROTENE – Formulato senza β-carotene per evitare colorazioni indesiderate del piumaggio e preservare il colore naturale del vostro uccello.italien no
    Bestseller n. 5
    Beaphar Pasta all’uovo per Canarini – 1 kg
    • Favorisce la produzione di piume e uova
    • ALTO CONTENUTO DI PROTEINE
    • Rafforzare il sistema immunologico
    • Delizioso odore e sapore
    • PER STAZIONI DI CRESCITA O EPOCHE DI allevamento
    Bestseller n. 6
    Quiko Special Mangime per uova 5kg Mangime a base di uova per canarini e canarini Positur
    • Cibo per uova di elevata qualità per canarini e canarini positur
    • Contiene tutti i nutrienti essenziali di cui gli uccelli giovani e adulti hanno bisogno durante la riproduzione e la muta
    • Contiene uova, miele e vitamine
    • Può essere somministrato come mangime di condizione tutto l’anno
    • Assicura di freschezza ottimale , i singoli sacchetti possono essere aperti uno dopo l’altro a seconda delle necessità , Made in Germany
    Bestseller n. 7
    Raggio di Sole Fly Pastoncino TH Indios per uccelli indigeni
    • Pastoncino morbido complementare per uccelli granivori
    • Arricchito con semi ornitologici, selvatici e prativi
    • Assicura una dieta equilibrata e stimola l’appetito degli uccelli
    • Fonte di proteine essenziali
    • Adatto a tutte le fasi della vita degli uccelli indigeni
    Bestseller n. 8
    Quiko Classic Mangime per uova 5Kg Cibo concentrato e per la riproduzione per tutte le specie di uccelli ornamentali
    • Concentrato di alta qualità e mangime da allevamento per tutte le specie di uccelli ornamentali
    • Contiene tutti i nutrienti essenziali di cui gli uccelli giovani e adulti hanno bisogno durante la riproduzione e la muta
    • Contiene uova, miele e vitamine
    • Può essere somministrato come mangime di condizione tutto l’anno
    • Made in Germany
    Bestseller n. 9
    Canary Cantopast 1 pack da 2kg – Pastoncino giallo morbido – Mangime per canarini – Pastone per uccelli granivori. 1 Confezione da 2kg
    • Pastoncino GIALLO MORBIDO, incredibilmente appetibile e apprezzato dagli animali. Formulato da più di 100 anni di esperienza nel settore dell’ornitologia, il più indicato per tutti gli uccelli granivori come canarini, pappagallini, cocorite, esotici.
    • Prodotto made in ITALY senza conservanti con materie prime selezionate, mangime per volatili come la natura vuole, sostituisce perfettamente il nutrimento che i vostri animali troverebbero in libertà nel loro habitat naturale.
    • CANTOPAST è il pastoncino perfetto per stimolare il CANTO in tutti gli uccelli granivori. Sono presenti, nella sua formulazione lieviti ed aminoacidi essenziali per un’ottima crescita. La sua composizione gli permette di essere perfettamente digeribile da tutte le varietà di uccelli granivori.
    • Pastone per tutti gli uccelli granivori (canarino, pappagallino, cocorita, esotico, etc.) con uova disidratate, giallo morbido. L’alto contenuto in zuccheri fornisce l’energia necessaria alla notevole attività muscolare.
    • Somministrare quotidianamente insieme ad una miscela di semi specifica per il tipo di animale e acqua pulita a parte per rendere i volatili svegli, forti e sani. Conservare in luogo fresco e asciutto nella confezione originale sigillata.
    Bestseller n. 10
    Padovan Ovomix Gold, Giallo – 300 gr
    • Ovomix gold giallo gr 300 padovan
    • Mangime complementare per uccelli granivori
    • Utile anche come complemento alla dieta di tutti i giorni
  • Come Costruire una Voliera

    Le motivazioni che mi hanno portato a costruire la voliera che sto per descrivere sono state essenzialmente due: la prima è la necessità di lasciare i miei diamantini fuori per l’inverno, principalmente per motivi di spazio e poi per motivi di igiene (10-12 diamantini rilasciano parecchie piume, bucce di semi e altre “scorie”, nonostante le attenzioni che si possono avere nella pulizia). La seconda motivazione è quella di avere la possibilità di fare selezione o, più semplicemente, separarli per qualsiasi bisogno (litigi tra esemplari, separazione dei sessi per i più giovani, ecc.).

    A parte le mie motivazioni, credo che avere gabbie o voliere più comode per i nostri beneamati compagni di vita (e non semplicemente “gli uccellini”) rispecchi il desiderio di un po’ tutti noi di dare loro una sorta di “compensazione” per la prigionia forzata a cui li costringiamo, premesso che in libertà essi, forse, non vivrebbero che qualche settimana, nella migliore delle ipotesi, data la loro pressoché totale mancanza di esperienza di sopravvivenza.

    Inoltre volevo risparmiare un bel po’ rispetto all’alternativa di comprarne una già fatta e via!

    Più che un progetto di voliera per tutti, vi voglio raccontare come ho costruito la mia voliera, che per alcuni non sarà molto bella esteticamente, ma rispecchia le necessità tecniche/funzionali che mi prefiggevo di soddisfare. Questo non toglie che, usando le stesse tecniche che descriverò di seguito, si possano ottenere degli ottimi risultati anche da un punto di vista estetico.

    Ma bando alle ciance e passiamo ai fatti.

    Attrezzatura necessaria

    Gli attrezzi e quant’altro ho utilizzato per costruire la voliera fanno parte del “corredo” minimo di ogni amante del bricolage (a parte un paio di attrezzi particolari) per cui, se ne siete sprovvisti, considerate la necessità di farveli prestare o, nella peggiore delle ipotesi, di doverli acquistare, fermo restando che comunque, nel secondo caso, vi potrebbero tornare utili in altre occasioni. L’elenco degli attrezzi assolutamente necessari è il seguente
    -trapano
    -punta da trapano per ferro da 3 mm
    -seghetto per metallo
    -tronchesi
    -pinza
    -martello grande o mazzetta
    -metro a nastro o simile
    -rivettatrice
    -piano di lavoro (tavolino da lavoro o una tavola robusta da appoggiare su un normale tavolo per evitare di danneggiarlo)
    -una lima o una piccola mola da trapano

    Altri attrezzi molto utili ma non indispensabili (senza, però, lavorerete male)
    -morsetti per tenere fermi i pezzi mentre segate, forate, ecc.
    -pinza a becco o a punta
    -un pennarello per segnare le misure

    A proposito della rivettatrice: forse questo è l’attrezzo che, tra tutti gli altri, è quello che non tutti possiedono; si tratta di una specie di pinza che serve per fissare dei chiodi particolari (i rivetti, appunto) normalmente adoperati per la giunzione delle lamiere. Più avanti spiegherò il suo utilizzo.

    I materiali da costruzione

    La mia scelta dei materiali è stata condizionata dal fatto che volevo costruire qualcosa che fosse allo stesso tempo resistente alle intemperie, facile da lavorare, possibilmente esente da manutenzioni e facile da reperire sul mercato. Purtroppo i materiali che rispondono a tutte queste caratteristiche non sono particolarmente economici, tuttavia la differenza con quei materiali che lo sono non compensa i grossi vantaggi dei primi. Ma dei costi parlerò più avanti, in un paragrafo dedicato, perché il risparmio, come ho già scritto prima, è uno dei motivi che mi hanno spinto ad intraprendere questa esperienza.

    Ecco cosa serve, al di là delle quantità e delle differenze nei formati, che spiegherò più avanti in dettaglio
    -rete da voliera zincata con “trama” 12,5×25 mm o 10×10 mm
    -laminato plastico tipo plexiglass, però più sottile (0,8 mm) e flessibile. Per intenderci è quello che si usa per costruire piccole tettoie curve o piccole serre)
    -profilati di alluminio ad L 10x10mm e 20×30 mm o 30×30 mm
    -profilati di alluminio ad U 10x10x10mm
    -profilati di alluminio piatto 10mm
    -profilati di alluminio piatto 35mm
    -rivetti da 3 mm (io ne ho usati circa 220! Sembrano tanti ma ci si mette poco a consumarli)
    -rondelle con buco di 3 mm ma abbastanza “larghe”, con diametro esterno di almeno 10-12 mm; quelle più strette non servono allo scopo
    -filo di ferro zincato o di acciaio flessibile abbastanza robusto

    La realizzazione della struttura portante

    Una raccomandazione: prima di iniziare a costruire la gabbia/voliera secondo queste istruzioni, leggete TUTTO il documento, perché alcune cose dette più avanti, possono servire fin dall’inizio.

    Per prima cosa ho preso carta e penna e ho disegnato la mia voliera, con tutte le misure. Questo è importante perché non essendo un costruttore di voliere professionista volevo evitare di commettere errori nelle misure, che comunque ci sono stati, ma fortunatamente di lieve entità e risolvibili con un piccolo intervento. Ricordatevi di considerare anche lo spessore dei profilati, del laminato o della rete quando prendete le misure per tagliare.

    Ho deciso di costruirla larga 1 metro perché questa è la misura con cui si vendono i materiali utilizzati (profilati di alluminio, laminato plastico, rete), quindi ho evitato di fare troppi tagli. Ho iniziato dal lato posteriore, fissando, con i rivetti, il laminato plastico sulla parte interna di due profilati a L 20x30mm (oppure 30x30mm) di alluminio lunghi 2 metri. E qui il primo consiglio: per fissare il laminato all’alluminio dovete usare una rondella dal lato del laminato (foto 1) altrimenti, col tempo, il laminato si staccherà dal rivetto. Fissato il laminato ai due montanti posteriori, passate a fissare con la stessa tecnica i due pannelli di laminato laterali (io li ho fatti di 35 cm, ma questo è a vostra discrezione) utilizzando altri due profilati a L lunghi 2 metri. A questo punto completate il parallelepipedo della struttura con i quattro lati del “tetto” (foto 2) e della “base” (foto 3), utilizzando sempre il profilato a L, facendo attenzione a posizionare la L del solo profilato anteriore della base verso il basso (foto 3), altrimenti non riuscirete ad infilare il cassetto. Quest’ultima l’ho posizionata a 20 cm dal pavimento. Fissate sul tetto un foglio di laminato e sulla base un pezzo di rete entrambi di misura 100×35 cm circa.

    A questo punto, per rinforzare la struttura, indipendentemente dal fatto che vogliate o no realizzare una divisione orizzontale della voliera, vi consiglio di posizionare dei pezzi di profilato per l’intero perimetro a metà altezza della voliera o, meglio, a 1/3 e 2/3 dell’altezza. Questo dipende soprattutto da quanto vento c’è sul vostro balcone; sul mio, a volte, fischia la bufera!

    Ho dimenticato qualcosa? Ma certo, la rete sul lato frontale! No, non l’ho dimenticata, solo che qui è fondamentale decidere se realizzare le divisioni oppure no: infatti, se decidete di voler dividere la voliera, quello che spiegherò per la base, deve essere ripetuto per ogni “piano” della voliera. Leggete, quindi, attentamente il punto successivo.

    La realizzazione della base e dei cassetti

    La base della voliera o la base del “piano intermedio” devono essere realizzati nello stesso modo, con la differenza che sotto la base non c’è niente, mentre sotto il piano intermedio c’è un’altra “gabbia”. Questo comporta che la base deve essere chiusa, come detto più su, con un pezzo di rete fissa sopra il cassetto, mentre nel piano intermedio il pezzo di rete deve essere rimovibile per poter tornare alla configurazione di voliera unica “cielo-terra”.

    Passiamo ai dettagli: per prima cosa tagliate un pezzo della L dei profilati che fanno da montanti del lato frontale (foto 4 e 5), per permettere al cassetto di entrare nella voliera. Attenzione! Dalle foto 4 e 5 si vede anche che i rivetti che tengono il laminato plastico (esternamente al profilato) sono fissati vicino al bordo superiore del profilato stesso, altrimenti il cassetto ci sbatterebbe contro! In questo modo restano circa 17-18 mm tra il piano del profilato su cui scorre il cassetto e i rivetti, per cui il cassetto dovrà essere alto al massimo 15 mm. Se volete un cassetto più alto, anche il profilato che fa da slitta dovrà essere più alto oppure dovrete montarlo al contrario, cioè con il lato lungo verso il basso. Questa ultima soluzione rende un po’ meno bello il fianco della voliera perché si vede sia il profilato che fa da slitta sia il cassetto. Il cassetto va realizzato molto semplicemente creando una cornice con i profilati ad L scelti per il cassetto e fissando poi un foglio di laminato plastico come fondo (foto 6). La rete che sta sopra il cassetto deve essere appoggiata anteriormente alla rete frontale, che deve essere piegata, anche per darle robustezza, ed a un profilato ad L 10×10 sul retro della voliera che fa da appoggio, così come per il cassetto.

    La realizzazione della facciata

    La facciata della mia voliera è realizzata con 4 pezzi di rete uguali che formano, per così dire, 4 singole gabbie, ognuna completa di porta (foto 7), apertura per il cassetto (foto 8, chiusa, e 9, aperta) e porticina per la mangiatoia (foto 10). Quando tagliate la rete considerate sempre 1,5 cm in più per lato (quindi 3 cm in più in altezza e larghezza): infatti, per ottenere più robustezza e per poter fissare meglio la rete al telaio, vi consiglio di piegare a 90° i bordi della rete (foto 11).

    La porta deve essere sufficientemente ampia per poter accedere comodamente ad ogni punto della gabbia: io ho preferito realizzare le porte a “ghigliottina”, altrimenti, in caso di porta “classica”, a compasso, avrei dovuto usare una molla per tenerla chiusa o, se la porta è molto ampia, una sorta di chiavistello. Con la soluzione a ghigliottina, la porta si chiude praticamente da sola e lo sportello scorre in verticale, permettendo tra l’altro di aprirla solo per lo spazio necessario. Per realizzare i “binari” su cui scorre la porta ho utilizzato un profilato di alluminio a U di dimensioni 10x10x10 mm; ho fissato i due binari con i soliti rivetti, utilizzando una rondella per far presa sulla rete (foto12); ho bloccato lo scorrimento della porta, in basso, semplicemente piegando il profilato (foto 13).

    Per chiudere l’apertura del cassetto (foto 8, chiusa, e 9, aperta) ho utilizzato un profilato di alluminio piatto da 35 mm, fissato alla rete con del filo di ferro zincato o d’acciaio (foto 14). Se prendete bene le misure, i rivetti che tengono la rete negli angoli sopra l’apertura del cassetto vi aiuteranno a tenere giù il profilato che chiude l’apertura stessa (si nota sulla foto 8).

    La porticina della mangiatoia può essere realizzata sempre a “ghigliottina”, come ho fatto io (foto 10 e 15), ma questo dipende dal tipo di mangiatoie che utilizzerete. Essendo, comunque, strutture molto piccole, potrete semplicemente ripiegare ad anello i pezzi di rete che formano le porticine per fissarle alla rete della facciata (vedi dettaglio sulle foto 10 e 15).

    Il posizionamento del nido

    L’apertura del nido (foto 16), avendo utilizzato il laminato plastico sul fianco della voliera, è semplicemente un buco coincidente con l’apertura del nido stesso e del piolo di appoggio. L’unico accorgimento è quello di fissare in orizzontale un pezzo di profilato di alluminio piatto da 10 mm come sostentamento del nido (foto 17). Il nido va fissato più in alto possibile nella sezione della gabbia, per 2 motivi: il primo è che gli uccelli preferiscono sempre che il nido stia più in alto rispetto agli appoggi della gabbia (forse si sentono più sicuri, in grado di controllare la “situazione”); il secondo motivo è che lì il laminato è più robusto, essendo fissato al profilato di alluminio laterale con i rivetti (si nota in alto a destra nella foto 17). Se la voliera è esposta alla pioggia, create una copertura per il nido, semplicemente fissandoci sopra un foglio di plastica (foto 17).

    I dettagli finali

    Dunque, il grosso del lavoro è fatto! Per completarlo, come ogni “buon lavoro” richiede, si devono effettuare le rifiniture del caso: innanzitutto, bisogna controllare la robustezza del tutto e, se necessario, rinforzare con qualche rivetto in più il fissaggio del laminato plastico piuttosto che della rete; oppure dare qualche aggiustatina alle varie porte e porticine che abbiamo creato per renderle più scorrevoli. Insomma, non abbiate fretta di mettere gli uccelli dentro! Meglio perdere qualche minuto in più a voliera vuota che dover rinunciare a correggere qualche errore, perché, con gli uccelli dentro, potrebbe essere impossibile farlo.

    Consigli utili

    La spiegazione è stata abbastanza lunga e, spero, comprensibile, ma, per maggior chiarezza e come promemoria, riepilogo brevemente alcuni consigli già dati precedentemente e qualcun altro per la prima volta:

    Primo e assolutamente importante consiglio è quello di prepararsi bene a ciò che si sta per fare: intendo dire che bisogna avere già pronto tutto l’occorrente; trovare un posto dove realizzare il tutto, tenendo presente che il lavoro produrrà un sacco di sporcizia (polvere, scarti, pezzi di rete e rivetti usati dappertutto) e potrebbe durare molto (io ci ho messo circa 15-16 ore) e quindi, se fossi in voi, non lo farei né in cucina né nel salotto!

    Procuratevi un piano di appoggio per forare, battere e lavorare più comodi, ma, soprattutto, procuratevi qualcuno che vi dia un aiuto, in due farete prima e meglio: ve lo dico io che ho fatto tutto da solo.

    E’ importante “pulire” i buchi fatti col trapano affinché siano più lisci possibile, altrimenti i pezzi non combaceranno perfettamente, togliendo solidità alla struttura.

    Usate sempre la rondella dal lato del laminato plastico o della rete, perché aumenta la superficie di contatto e non rischierete che si allenti col tempo (foto 1).

    Piegate la rete a 90° per fissarla sul telaio (foto 11) e piegatela completamente su se stessa per l’apertura delle porte (come si vede nella foto 13), altrimenti dovrete limare molto bene nei punti dove la rete è tagliata, per non creare pericolosi punti taglienti. Il bordo inferiore dello sportello della porta può essere protetto con i listelli in plastica che si usano per tenere insieme i fogli sciolti (come si vede, di colore nero, nella foto 7). Per piegare più agevolmente la rete usate dei listelli di legno ed i morsetti per tenerla ferma, quindi battete con un martello largo piegandola a 90° sul legno stesso.

    Per realizzare il buco del nido sul laminato plastico (foto 16) conviene usare un attrezzo incandescente (un chiodo o una piccola lama) perché in questo modo eviterete il rischio che il laminato si spacchi dove non volete. Naturalmente, questo dipende dal tipo di laminato che usate: alcuni sono molto morbidi e si possono tagliare con forbici o taglierini, altri sono rigidi e si comportano come il vetro.

    I costi

    Parlare dei costi è sempre un po’ difficile, perché questi dipendono molto dalla disponibilità di negozi o grandi magazzini nella zona in cui si abita. A Roma, dove sono io, ci sono molti centri per il bricolage e le differenze di prezzo possono essere anche notevoli. Se volete risparmiare il più possibile, fatevi un giro prima di comprare i materiali, magari comprando qualcosa in un posto e qualcos’altro da un’altra parte. Io ho speso all’incirca 150 euro: non è poco, ma le voliere commerciali, anche più piccole, costano molto di più. Le stesse gabbie da 90x40x45 cm da allevatore o da esposizione per negozi costano non meno di 70-80 euro l’una (a meno di trovarle usate dai negozianti, ma comunque sempre intorno ai 45-50 euro). Inoltre, il costo da me sostenuto è giustificato dal fatto che ho voluto realizzare una voliera intera ma divisibile in 4 sezioni, dovendo così utilizzare più materiale per le strutture. Anche la scelta dell’alluminio è più costosa ma, se utilizzate questo materiale, non saprete mai cosa vuol dire “ruggine”!

    Volendo solo costruire una gabbia/voliera più comoda per i nostri uccelli, direi che con circa 70-75 euro sarete in grado di realizzarne una delle dimensioni della mia, senza le divisioni. Infatti, i profilati di alluminio a L da 20×20 cm costano all’incirca 2,5 euro al metro lineare e ve ne servono circa 14 metri (35 euro in totale). La rete costa 2,5 euro al metro quadro e ve ne servono 2,5 metri quadrati circa (2 per la facciata e 0,5 per il fondo): altri 6-7 euro. Il laminato plastico costa 7 euro al metro quadro e di questo ve ne servono 4 metri quadri circa (due per il lato posteriore e 2 per i laterali): altri 30 euro circa. Altri 5-6 euro per rivetti e rondelle ed il gioco è fatto. A questo punto è chiaro che ogni divisione intermedia della voliera vi costerà all’incirca 30 euro.

    E’ troppo? Potete ridurre ancora i costi sostituendo il laminato plastico con la rete (però la voliera sarà meno riparata dalle intemperie) e l’alluminio con il ferro zincato (ma la ruggine prima o poi vi verrà a trovare…). A voi la scelta.

    Conclusione

    Siamo praticamente giunti alla fine della descrizione della costruzione della voliera, anche se, per forza di cose, non ho potuto scrivere esattamente tutto quello che ho dovuto affrontare durante il lavoro. D’altra parte non era questo l’obiettivo del documento che state leggendo, piuttosto quello di dare un’idea di come realizzare una voliera ed alcuni consigli e trucchetti per facilitare il tutto.

    Spero di essere stato di aiuto per chi volesse cimentarsi in questa impresa e, comunque, vorrei concludere questa lunga chiacchierata con una riflessione: dare più spazio e attenzioni ai nostri amici animali, comunque lo si faccia, è un modo per ricordare, soprattutto a noi stessi, che se alcuni milioni di anni fa le cose fossero andate diversamente, oggi potremmo esserci noi in gabbia, con un uccello o un rettile a far da “spettatore”!

  • Prodotti per Pulire la Gabbia degli Uccelli – Come Scegliere, Opinioni e Prezzi

    In questa guida spieghiamo come scegliere i prodotti per pulire la gabbia per gli uccelli.

    voliera

    Molto spesso, allevatori novizi più o meno in grande, non hanno le idee chiare di come gestire la pulizia e l’igiene nel proprio allevamento. Va invece detto che questo è un punto molto importante, fondamentale per la buona conduzione di un allevamento.

    Cominciamo dalle gabbie dove alloggiano i nostri uccellini. Gabbie piccole, gabbie grandi, voliere di metallo zincato, rivestite di vernice o di legno hanno tutte quante bisogno di essere pulite e disinfettate dopo un certo periodo di uso. Non è possibile quantificare in numero ogni quanto fare queste pulizie, dipende da diversi fattori che variano, come la grandezza della gabbia, il numero degli ospiti, da quanto mangiano e bevono, la loro salute ecc.

    Molto importante è la scelta del materiale per il fondo della gabbia.
    Principalmente si usano due metodi, la carta o la lettiera e inoltre con o senza la griglia .
    In questo articolo, per imparzialità, non darò giudizi ma mi limiterò ad esporre i vari metodi e prodotti più usati.
    La carta che può essere utilizzata è quella più spessa, resistente e pulita. La carta da macellai, quella gialla è la migliore anche se diventata quasi introvabile; molti usano la carta di giornale o riviste anche se ovviamente questa non sarà più tanto pulita, al posto di quest’ ultima, si può usare la carta da imballo.
    Oggi alcune ditte produttrici di gabbie in blocco hanno brevettato “il metodo carta”, sono dei rotoli di carta che scorrono sotto le griglie delle gabbie, basta tirare la carta da un lato fino a togliere tutta la parte sporcata e ripristinare così un fondo pulito. In questo tipo di gabbie la griglia sul fondo è d’obbligo per evitare la fuga dei volatili.
    L’altro tipo di fondo, è la lettiera e qui possiamo dire che l’allevatore si può sbizzarrire nella scelta dei prodotti. C’è la lettiera in grani porosi grossi tipo quella usata per i gatti, oppure c’è quella studiata appositamente per gli uccelli con un coccidiostatico. C’è anche un tipo di lettiera con granuli piccoli e addirittura sabbia marina sterilizzata. Spesso nelle lettiere a grana fine vengono messi anche dei frammenti di gusci di conchiglie che fungono anche da grit. Queste ultime le sconsiglio, il grit meglio prendere quello venduto da solo e metterlo in mangiatoie a libera disposizione. Per lettiera può essere usato anche il tutolo, prodotto al 100% naturale e vegetale in quanto deriva dal mais.

    Usare o non usare la griglia?
    Ogni allevatore, piccolo o grande ha una sua idea a questo proposito. I veterinari consigliano l’uso della griglia, così che i volatili non vengono a contatto con le loro feci. Secondo me, questo è vero fino ad un certo punto, infatti se è vero che con la griglia, l’uccellino non zampetta sul fondo dove ci sono anche le feci, è anche vero che molte deiezioni finiscono sulle sbarre della griglia, rendendo necessaria una pulizia costante e anche abbastanza noiosa.

    Eccoci arrivati a parlare dei disinfettanti che non dovrebbero mai mancare nella lista del bravo allevatore.
    Purtroppo, come tutti ormai sappiamo, gli agenti patogeni si possono trovare ovunque e in varie percentuali, più questa percentuale sarà alta più aumenta il pericolo che i vari batteri colpiscano negativamente i nostri uccellini. Quindi è bene PREVENIRE questo con una costante pulizia e disinfezione di tutte le superfici presenti in una stanza allevamento, compreso ovviamente ogni oggetto usato per questo, beverini, mangiatoie, nidi, gabbie ecc.
    I disinfettanti più adatti devono contenere sostanze ad ampio spettro d’azione e non devono essere tossici per noi e gli animali.

    Le sostanze più adatte sono
    I COMPOSTI QUATERNARI D’AMMONIO che hanno un ampio spettro d’azione, sono attivi anche ad alte diluizioni e sono poco tossici.
    Non sono attivi però su Pseudomonas, Funghi, Micobatteri, alcuni virus e spore batteriche.
    I più impiegati a livello industriale sono: BENZALCONIO CLORURO e CLORURO di DIMETILDIDECILAMMONIO.
    I Quaternari sono incompatibili con i tensioattivi anionici (ioni di carica negativa) e quando vengono miscelati con questi ultimi diventano inefficaci. Quindi non miscelare mai i Quaternari con i normali detergenti. Per aumentare l’efficienza dei Quaternari, si aggiungono dei tensioattivi compatibili, cioè non ionici. In commercio esistono infatti dei formulati con questi componenti che danno un’azione sinergica con i quaternari e ne aumentano così l’efficienza, tipo il Lysoform.
    L’ IPOCLORITO DI SODIO (la soluzione al 5% in acqua è la varichina o candeggina) è un buon disinfettante contro batteri, spore, virus e in particolare, contro i Funghi e i Protozoi. Non è corrosivo per i metalli ma per i tessuti. La varichina si può usare pura o diluita.
    Ci sono anche come disinfettanti i COMPOSTI FENOLICI (tipo il fenolo e la cresolina) che hanno ampio spettro ma efficaci solo in acque dure e non sono attivi sulle spore batteriche e alcuni virus. Inoltre da diversi anni questi composti non sono quasi più usati negli impieghi pratici della disinfezione.
    Ci sono poi i COMPOSTI IODATI che hanno sempre un ampio spettro d’azione ma una bassa efficacia se vengono diluiti in acqua, sono corrosivi per i metalli se lasciati a contatto a lungo e non sono più attivi agli agenti atmosferici. Vengono usati in associazione con dei detergenti.
    Gli ALDEIDI, spettro pressoché totale con azione battericida, fungicida e sulle spore, con qualsiasi tipo di acqua e a qualsiasi temperatura e hanno un’azione prolungata. Sono però molto irritanti per la cute e le mucose.
    I più importanti sono: la FORMALDEIDE, la FORMALINA e la GLUTARALDEIDE.
    La Formaldeide non viene praticamente più usata, in quanto è caustica su cute e mucose e probabilmente cancerogena.
    La Formalina viene usata in soluzione aquosa al 40% ma già a bassa concentrazione è irritante per le mucose.
    Per quanto riguarda le Glutaraldeidi, oggi giorno, sono associate a dei potenziatori, tipo i Quaternari d’ammonio che danno origine ai disinfettanti più utilizzati in casi di elevato rischio igienico.
    Gli ALCOLI, in generale hanno un discreto potere disinfettante su Gram positivi, Gram negativi, Micobatteri, Miceti, Virus ma solo se usati per immersione. Devono essere usati ad alte concentrazioni, inoltre la presenza di materiale organico riduce la loro attività e sono altamente infiammabili. I più importanti sono il METILICO, l’ISOPROPILICO e l’ETILICO.
    Il metilico è poco efficace e molto tossico. L’isopropilico concentrato al 70% era una soluzione economica per le superfici di lavoro e strumenti. L’etilico al 70% di concentrazione viene usato nella preparazione di soluzioni composte di disinfettanti. L’alcool etilico DENATURATO serve solo come solvente e detergente, NON è un disinfettante.

    Le sostanze disinfettanti sono quindi diverse, come diversi sono i prodotti dove queste si trovano. Comunque, per la disinfezione dei nostri allevamenti le sostanze più indicate sono i formulati con i quaternari d’ammonio e la varichina. Va ricordato che prima di utilizzare questi prodotti sulle superfici da disinfettare, quest’ultime devono essere lavate con dei detergenti sgrassanti.

  • Come Costruire un Riparo per gli Uccelli

    Se prendete l’abitudine di gettare delle briciole di pane o dei chicchi di riso nel vostro giardino, avrete rapidamente la visita di numerosi uccellini, felici dell’improvvisa abbondanza di cibo. Perciò, create per questi graziosi ospiti un vero e proprio riparo, La nostra realizzazione, installata su un palo, è molto decorativa con il suo tetto in listelli di legno e la sua struttura ad X, Conferirà un tocco in più al vostro giardino e lo completerà graziosamente: accanto ai fiori, avrete dei simpatici uccellini che di tanto in tanto vi faranno visita.
    I vostri bambini, e perché no, anche voi, potranno passare ore ed ore ad osservare gli uccelli, cercando di identificare le diverse specie, Queste variano a seconda delle regioni; tuttavia, sia che abitiate al Nord o al Sud, avete molte probabilità di attirare le cinciallegre, soprattutto se ponete dei pezzi di lardo odi pane grasso nell’apposita mangiatoia del vostro riparo: la più comune è la cinciallegra (10 cm) dalle piume blu cobalto sul dorso e gialle sul ventre, e la cinciallegra nera, con il ventre giallo a strisce nere; forse però avrete la fortuna di attirare la cinciallegra dalle piume bianche sulla nuca o la bella cinciallegra crestata, rara e feroce.
    Gli storni neri (20 cm) il cui piumaggio brillante è chiazzato di bianco d’inverno, vengono anch’essi attirati da un riparo di questo tipo, soprattutto quando è stata presa la precauzione di porvi del riso (preferibilmente cotto), Il verdone (15 cm) si lascia sedurre dai semi di girasole: presenta un piumaggio verde scuro, con le punte delle ali e la coda gialli, Questi uccelli apprezzano anche le noci, al punto di non esitare ad impadronirsene, se le trasportate in un paniere. La sitta (15 cm) potrà divenirvi anch’essa familiare; le sue piume sono di un grigio blu sul dorso e chiaro sul ventre ed adora tutti i semi e la frutta secca, ma soprattutto le noci e le nocciole, Se ponete dei frutti nell’apposita mangiatoia (tagliati a pezzi), attirerete certamente i merli neri con le loro compagne brune, cosi come i tordi dal petto chiazzato, Infine, avrete il piacere di osservare, e perché no, di fotografare ben altri uccelli: il pettirosso, la cutrettola, la capinera, lo zigolo, il passero domestico e la passera mattugia. Per il tetto, utilizzerete dei listelli per palizzate; la struttura sarà realizzata in legno resistente all’umidità, convenientemente trattato con un prodotto non tossico, Il piano sarà tagliato da un pannello di compensato idrofugo. Se il vostro giardino è frequentato da gatti, è prudente porre una griglia attorno al piano per evitare spiacevoli incidenti per gli uccellini. Inoltre, quando sopravverranno le gelate e gli uccelli avranno difficoltà a trovare da bere, potrete porre dell’acqua in un recipiente di terracotta che avrete precedentemente riscaldato.

    Realizzazione

    Il tetto è costituito da listelli di rivestimento per recinti (potrete anche utilizzare gli scarti del vostro laboratorio) di 380×70 mm, che assottiglierete preferibilmente su un bordo, Sono inchiodati sui puntoni.

    Il palo di supporto è un montante di un recinto da 70 a 100 mm di diametro e di 2 m di lunghezza circa. Deve essere dovutamente trattato. Può essere fissato nel suolo per una lunghezza di 50 cm, nel cemento, se il riparo è destinato a rimanere sempre nello stesso punto. Se desiderate spostano, potrete inserire una tubatura di cemento nella quale infilerete il palo.

    Schema del lato e delle facciate

    La realizzazione della facciata obbliga a dei tagli particolari del compensato per le finestre. Effettuate una tracciatura precisa, con la riga e con la squadra (con il compasso per l’oblò), Praticate successivamente un foro per poter introdurre la lama della sega (sia che si tratti di una sega da traforo a mano odi una sega a nastro per modellismo). Rettificate il taglio con della carta vetrata avvolta su un listello a sezione piccola.
    Il colmo del tetto è costituito da una striscia di compensato che presenta un tacilo speciale, a denti arrotondati.

    Ponete un pezzo di compensato su una zeppa fissandola con dei sergenti e praticate una serie di fori. Effettuate successivamente il taglio secondo il diametro dei fori. Le decorazioni dei cornicioni sono costituite da due listelli assemblati come indicato nel disegno in basso a sinistra. La punta, dal lato opposto a quello del camino, è costituita da un piccolo listello di sezione quadrata, tagliato nella parte inferiore e sormontato da una sfera incollata ed inchiodata e da un piccolo pezzo di legno tagliato a forma di piramide, incollato.

    Pavimenti e pareti

    I pavimenti e il soffitto sono in pannelli di masonite di 3 mm di spessore, Conviene effettuare dei tagli precisi per il loro assemblaggio.
    La casa comprende due pareti. Una si prolunga dal pian terreno al primo piano, mentre la seconda è destinata al primo piano. Vengono tagliate in modo particolare in modo che possano accogliere le porte, Presentano degli incastri e si adattano su degli altri incastri realizzati nei pavimenti del pian terreno e del primo piano, Per effettuare la tracciatura e i tagli, vi consigliamo di cominciare dal pavimento A, poi di montare i due lati 8 (nei quali realizzerete un incastro nello stesso tempo), prima di passare al pavimento D e alle pareti.
    Tagliate inoltre un’ apertura rettangolare nel pavimento del primo piano per installarvi la scala. Quest’ultima è decorata, al primo piano, con una piccola balaustra realizzata con piccole barre rotonde (balaustri) assemblate su un pezzo (la rampa) tagliato a L. Bisogna anche praticare una serie di fori nel pavimento D per fissare i balaustri.
    La scala, a sua volta, è costituita da due montanti tagliati nello stesso tempo, poi assemblati con delle barre rotonde (spine), Presentano dei gradini, anch’essi incastrati ed incollati. I piccoli incastri possono essere realizzati con un colpo di sega circolare in una sola volta, La scala è successivamente installata e sistemata sugli incastri realizzati nel pavimento del pian terreno.

    Dettagli

    Realizzate gli incastri nei pavimenti per le pareti e la scala. Effettuate una tracciatura prima di praticare un foro da ogni lato per inserire la lama del seghetto da traforo.

    Per realizzare la terracotta da porre sul comignolo, tagliate una barra rotonda di 38 mm di diametro. Dopo la tracciatura. realizzate un incastro su 5 mm con il seghetto da traforo su tutto il perimetro.

    Con uno scalpello, scalfite la parte superiore per far si che la terracotta Presenti un cappello nella parte superiore, Fissate il pezzo bloccandolo contro una zeppa per evitare ogni rischio di rottura.

    Esploso

    l pannelli che costituiscono i muri esterni della casa sono assemblati mediante viti e listelli di rinforzo, Praticate i fori guida e utilizzate delle viti per legno, con colla vinilica. Effettuate montaggio integrando, man mano, tutti i piccoli elementi (scala, camino, balaustra), La facciata è successivamente articolata sui lati per mezzo di cerniere. È fissata in posizione chiusa grazie a due piccoli pezzi che fanno perno su delle viti, Seguite le indicazioni fornite per la realizzazione delle finestre, del comignolo e della porta (la sfera e il chiavistello sono fissati da una vite per ferro e dei dadi).

    Scala, comignolo e finestre

    Tagliate i montanti nello stesso tempo. senza dimenticare gli incastri. Assemblateli con delle spine e installate i gradini.

    Il camino è costituito da quattro pannelli tagliati secondo l’angolo del tetto. Sono assemblati con quattro listelli.

    I telai delle finestre sono tagliati da un cartone resistente, con il cutter. ll vetro acrilico è bloccato da un doppio

    Pittura della facciata

    Per dipingere la casa, utilizzate della tempera acrilica, che acquisterete in tubetti o barattoli. Sia per il tetto che per la facciata, cominciate suddividendo la superficie in quadretti in modo da imitare le tegole e i mattoni. Potrete effettuare le mescolanze come indicato di seguito, o adottare altri colori.