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  • Dispenser acqua per cani​ – Come Scegliere e Prezzi

    Hai mai guardato il tuo cane mentre cerca disperatamente acqua calda e stagnante in una ciotola dimenticata e pensato: “ci deve essere un modo migliore”? I dispenser d’acqua per cani promettono proprio questo: acqua sempre disponibile, più fresca e più pulita, con meno sforzo per te. Ma quale modello scegliere tra serbatoio a gravità, fontanella con ricircolo o borraccia da viaggio? E come valutare capacità, materiali e manutenzione senza perdere ore in ricerche? Questa guida ti accompagna passo dopo passo, con informazioni pratiche e consigli applicabili subito, per toglierti ogni dubbio e scegliere il dispenser giusto per il tuo amico a quattro zampe.

    Come scegliere un dispenser acqua per cani​

    Scegliere un dispenser acqua per cani non è solo una questione di estetica: è una decisione che influenza la salute quotidiana, il comfort e la praticità d’uso. Per partire con il piede giusto, valuta innanzitutto la funzione principale: garantire acqua sempre disponibile, fresca e pulita. Questo principio guida ogni scelta. Se il tuo obiettivo è limitare i frequenti rabbocchi della ciotola, un serbatoio a gravità può essere sufficiente. Se invece vuoi stimolare il beveraggio con acqua in movimento, soprattutto in estate, la fontanella con ricircolo può fare la differenza. Per chi si muove spesso o viaggia con il cane, la borraccia o il dispenser portatile resta la scelta più pratica.

    La tipologia del dispenser è il primo grande filtro nella selezione. I distributori a serbatoio a gravità sono semplici: un contenitore posto sopra una ciotola rilascia l’acqua man mano che il livello scende. Sono facili da usare, non richiedono elettricità e spesso hanno serbatoi trasparenti che permettono di controllare il livello. Le fontanelle con ricircolo, invece, mantengono l’acqua in movimento tramite una piccola pompa; questo rallenta la formazione di biofilm e mantiene l’acqua più fresca, oltre a risultare più gradite a molti animali. Le borracce da viaggio combinano contenitore e ciotola richiudibile; sono ideali per passeggiate, escursioni e trasferte brevi.

    Materiali e qualità costruttiva richiedono attenzione: molti modelli sono realizzati in plastica per uso alimentare ed è importante che il materiale sia idoneo a contatto con acqua destinata al consumo animale. Cerca depositi e parti removibili facili da lavare; un serbatoio trasparente o con scala graduata aiuta a monitorare il consumo d’acqua. Alcuni prodotti di marca offrono maniglie ergonomiche per trasporto e riempimento sicuro. Se opti per una fontanella elettrica, verifica la presenza della marcatura CE per i componenti elettrici e la facilità di smontaggio della pompa per la pulizia.

    La scelta della capacità è cruciale e va rapportata alla taglia del cane, al numero di animali in casa e alla frequenza con cui puoi ricaricare il dispenser. Per animali di piccola taglia bastano modelli da poche centinaia di millilitri, mentre per cani di taglia media o grande è preferibile un serbatoio di diversi litri. Se vivi con più cani, valuta più punti acqua o un serbatoio con capacità superiore. Ricorda che la capacità dichiarata non equivale sempre alla quantità effettiva erogabile: i serbatoi a gravità lasciano spesso un residuo e le fontanelle hanno un livello minimo di funzionamento.

    Altezza e ergonomia non vanno trascurate. Un cane che deve chinarsi troppo per bere può sviluppare fastidi posturali, soprattutto se è anziano o di taglia grande. Verifica che il bordo della ciotola o il beccuccio siano adatti all’altezza naturale del tuo cane. Esistono modelli pensati per animali piccoli, con ciotole basse e beccucci contenuti, mentre altri sono studiati per adulti grandi, con piani di appoggio più alti. Se il tuo cane è anziano, con problemi articolari o timoroso di macchine rumorose, orientati verso soluzioni silenziose e con bordo confortevole.

    La manutenzione è spesso il vero discrimine tra un dispenser pratico e uno che rimane in un angolo. Lavaggi regolari di ciotola e serbatoio sono indispensabili per prevenire formazione di alghe o biofilm, soprattutto nelle fontanelle con pompa. In casi pratici, una pulizia settimanale è una buona prassi, mentre per gli ambienti particolarmente caldi o per cani che sporcano molto si può aumentare la frequenza. I componenti removibili e lavabili in lavastoviglie semplificano la vita: privilegia modelli che si smontano facilmente e che non hanno angoli difficili da raggiungere.

    Praticità d’uso significa anche facilità di riempimento e trasporto. Impugnature ergonomiche, scale di livello e serbatoi removibili rendono l’operazione rapida. Se hai poco tempo, evita prodotti che richiedono smontaggi complessi ad ogni rabbocco. Se invece la tua priorità è l’igiene, scegli dispositivi con finiture lisce, materiali anti-odore e componenti sostituibili come filtri per fontanelle elettriche.

    Non trascurare la destinazione d’uso: l’uso interno ed esterno impongono requisiti diversi. Per il giardino preferisci plastica resistente ai raggi UV e una base stabile che non si ribalti con facilità. Per l’appartamento punta su design compatti e silenziosità. Le fontanelle con pompa richiedono una presa elettrica nelle vicinanze o batterie ricaricabili, mentre i modelli a gravità funzionano ovunque, senza corrente.

    Valuta anche l’adattabilità e la compatibilità con altri accessori. Esistono dispenser combinati cibo/acqua: comodi se hai poco spazio, ma più complessi da pulire perché bisogna evitare contaminazioni fra i comparti. Per cani con esigenze mediche particolari, come insufficienza renale o disturbi metabolici, il dispenser può aiutare a monitorare il consumo d’acqua (alcuni modelli hanno scale graduate), ma non sostituisce il consiglio del veterinario né dispositivi medici specifici.

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    Prezzi

    I prezzi dei dispenser acqua per cani variano in modo significativo in base alla tipologia, alla capacità e alle funzioni aggiuntive. I modelli più semplici a gravità destinati a cani di piccola taglia possono partire da prezzi contenuti, mentre le fontanelle con ricircolo e pompe, o i modelli di marca con materiali di qualità e filtri intercambiabili, raggiungono fasce di prezzo più elevate. In termini pratici, puoi trovare dispenser basici attorno ai 10–25 euro, modelli di qualità media con buone caratteristiche e serbatoi più capienti attorno ai 25–60 euro, e fontanelle elettriche con pompe e filtri dall’ordine dei 40 fino a oltre 100 euro per prodotti premium.

    La capacità incide molto sul prezzo: un serbatoio da 350–500 ml, pensato per animali piccoli o per uso da viaggio, è generalmente più economico. Per cani di taglia media o grande trovi serbatoi da 1,5 a 5 litri o più; questi prodotti mediamente si collocano nella fascia 30–80 euro, a seconda delle finiture e delle opzioni quali serbatoi trasparenti, spie di livello e materiali più robusti. Le fontanelle con ricircolo, dotate di pompe e talvolta di sistemi di filtraggio a carbone attivo, sono più costose perché integrano componenti elettrici e sistemi di manutenzione: i prezzi tipici per una fontanella domestica vanno da 40 a 120 euro.

    Il marchio incide: produttori consolidati nel settore degli accessori per animali spesso offrono prodotti progettati con cura, garanzie e ricambi più facili da reperire. Marchi riconosciuti propongono modelli come il classico distributore a gravità con serbatoio trasparente e scala graduata, oppure la fontanella con ricircolo studiata per ridurre biofilm e migliorare il consumo. Nei punti vendita specializzati e negli e-commerce trovi gamme complete, dai modelli economici a quelli professionali. In molti casi, spendere qualche decina di euro in più significa avere materiali migliori, sistemi di filtraggio efficaci e una maggiore durata nel tempo.

    Considera anche i costi ricorrenti: le fontanelle con filtro richiedono la sostituzione periodica dei filtri a carbone, così come alcune pompe potrebbero necessitare di manutenzione o ricambi dopo anni di uso intensivo. Questi costi possono variare da pochi euro a decine di euro all’anno a seconda della frequenza di sostituzione e del modello. Se la manutenzione economica è importante per te, un dispenser a gravità senza componenti filtranti o elettrici ha costi di gestione quasi nulli, mentre la fontanella con filtri richiede un budget di manutenzione dedito.

    Per l’uso esterno, specialmente in giardino, valuta prodotti progettati per resistere ai raggi UV e agli agenti atmosferici: la maggiore resistenza può riflettersi in un costo iniziale più alto, ma evita di dover sostituire l’oggetto spesso. Per il viaggio, le borracce/dispenser portatili sono generalmente economiche e acquistabili nella fascia 10–30 euro; la scelta dipende dalla qualità dei materiali e dalla facilità di utilizzo sul campo.

    Quali marche considerare? Senza fare pubblicità diretta, è utile orientarsi verso produttori con esperienza nel pet care che offrono ricambi e assistenza. Marchi noti propongono soluzioni con serbatoi trasparenti, impugnature ergonomiche e, nei modelli elettrici, pompe silenziose e filtri sostituibili. Se vuoi risparmiare, i modelli entry-level svolgono bene la funzione di base; se invece cerchi maggiore igiene, silenziosità e durata, investire in una fontanella con sistema di filtraggio può essere conveniente nel medio-lungo termine.

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  • Contenitori ermetici per crocchette – Come Scegliere e Prezzi

    Ogni proprietario di cane sa che le crocchette non durano per sempre: cambiano odore, consistenza e, peggio, possono attirare insetti o perdere nutrienti se conservate male. Eppure bastano poche scelte intelligenti per proteggere la qualità del cibo e risparmiare tempo e soldi. In questo articolo vedremo in modo pratico e approfondito come scegliere contenitori ermetici per crocchette, i materiali più adatti, le capacità utili a seconda delle esigenze e come orientarsi tra prezzi e marche. Se ti occupi del cibo del tuo amico a quattro zampe, continua a leggere: qualche minuto di attenzione ora può evitare sprechi e problemi domani.

    Come scegliere Contenitori ermetici per crocchette

    Scegliere il contenitore giusto non è solo questione di estetica. È soprattutto una decisione che incide sulla freschezza del cibo, sulla praticità d’uso e sulla sicurezza igienica. Prima di tutto, valuta dove metterai il contenitore: in cucina, in dispensa, in balcone o in un ripostiglio. Questo determina materiali, dimensioni e caratteristiche di chiusura. Un contenitore che sta in cucina può essere anche più curato nel design; uno che resta in un ripostiglio può essere più voluminoso ma meno rifinito.

    La capacità è il punto di partenza. Le soluzioni sul mercato vanno da piccoli contenitori da pochi litri fino a modelli da 20–25 litri pensati per chi acquista in grandi confezioni o ha più animali in casa. Per farti un’idea pratica: se consumi poche centinaia di grammi di crocchette al giorno, un contenitore da 5–6 litri può andare bene per una scorta settimanale; per famiglie con più cani o per chi compra sacchi grandi conviene guardare modelli da 20–25 litri. Ricorda però che la capacità deve essere compatibile con lo spazio disponibile e con il peso: i contenitori voluminosi pieni possono essere difficili da spostare.

    Ermeticità e sistema di chiusura. Una buona guarnizione è fondamentale. Cerca contenitori con guarnizione in silicone e chiusure a scatto o a leva che comprimono la guarnizione: sono i più efficaci per limitare l’ingresso di aria, umidità e insetti. Alcuni modelli presentano anche valvole per il rilascio di aria o sistemi a pressione; altri hanno coperchi con click multiplo per una tenuta extra. Evita soluzioni aperte o coperchi che si appoggiano semplicemente: non garantiscono isolamento sufficiente nel tempo.

    Il materiale influisce su sicurezza alimentare e durata. Tra le opzioni più diffuse trovi plastica, metallo, acciaio inossidabile, vetro e, per chi cerca qualcosa di diverso, legno o gres. Il Ministero della Salute raccomanda materiali il più possibile inerti per lo stoccaggio alimentare: acciaio e vetro sono più neutrI rispetto alle plastiche e quindi preferibili se cerchi il massimo in termini di sicurezza. Detto questo, molte plastiche idonee per alimenti (BPA free e certificate food-grade) offrono leggerezza e praticità. Se opti per la plastica, verifica sempre la presenza della marcatura per alimenti e l’assenza di BPA o ftalati. Il metallo e l’acciaio sono robusti e spesso più facili da pulire; il vetro è ideale per mantenere inalterato sapore e odore ma è meno pratico per grandi volumi.

    Design e funzionalità: oltre alla tenuta, guarda gli extra che renderanno l’uso quotidiano più comodo. Un misurino integrato o un vano porta-scoop salvano tempo e impediscono di cercare la paletta ogni giorno. I modelli con ruote o maniglie ergonomiche facilitano lo spostamento. Alcuni contenitori sono studiati come dispenser che dosano automaticamente la razione, utili per chi ha una routine precisa o per evitare errori nel dosaggio. Inoltre, se hai cani curiosi e agili, valutane la resistenza: ganci di chiusura robusti e coperchi anti-ribaltamento sono importanti per evitare che il contenuto finisca sul pavimento.

    Compatibilità con il tipo di crocchette. Le dimensioni e la forma delle crocchette possono influire sulla scelta: crocchette molto grandi o con forma particolare potrebbero incastrarsi in aperture strette di alcuni dispenser. Se sei indeciso, misura la dimensione media del mangime e verifica le specifiche del contenitore, specie per i modelli con erogatore.

    Igiene e facilità di pulizia. I contenitori dovrebbero essere facili da aprire e smontare per essere lavati regolarmente. La pulizia evita odori sgradevoli e proliferazione di batteri o muffe. Molti modelli in plastica e vetro sono lavabili in lavastoviglie, ma attenzione alle guarnizioni: spesso è meglio lavarle a mano e lasciarle asciugare completamente prima del rimontaggio. L’asciugatura è cruciale: l’umidità residua è il principale nemico della conservazione delle crocchette, perché favorisce muffe e alterazioni del prodotto.

    Considerazioni su sicurezza alimentare e normative. Per lo stoccaggio di alimenti, anche per animali, la buona pratica suggerisce l’uso di materiali inerti e contenitori a chiusura ermetica per ridurre il rischio di contaminazioni. Questo non è un dettaglio secondario: una conservazione scorretta può diminuire il valore nutritivo degli alimenti e, in casi estremi, favorire problemi di salute. Preferisci prodotti che riportano esplicitamente la conformità alle normative per alimenti o la dicitura “food-grade”.

    Sostenibilità e materiali. Se ti interessa l’impatto ambientale, valuta la durabilità del contenitore: un oggetto robusto e riparabile ha un’impronta ambientale inferiore rispetto a uno usa-e-getta. Alcuni marchi offrono opzioni in metallo o legno di qualità, oppure plastica riciclata. Se scegli legno o materiali porosi per motivi estetici, assicurati che siano trattati e rivestiti in modo da non assorbire odori o umidità.

    Budget e rapporto qualità-prezzo. Il mercato offre soluzioni economiche ma anche prodotti di fascia alta. Un buon consiglio è decidere prima l’uso: un contenitore economico può bastare per chi compra piccole quantità ogni pochi giorni; se conservi sacchi da 10–20 kg, conviene investire in un modello più robusto e con chiusura affidabile. Considera anche il costo per litro per valutare quanto stai pagando realmente per la capacità offerta.

    Estetica e integrazione con l’arredo. Per chi tiene il contenitore in vista, oggi esistono proposte con finiture in legno, metallo verniciato o gres che si integrano con la cucina. Alcuni marchi più orientati al design propongono forme curate e colori coordinati; la scelta estetica può essere un fattore importante se non vuoi un ingombro che stoni con l’ambiente domestico.

    Test pratico di ermeticità: un semplice controllo casalingo può darti un’idea della qualità del sigillo. Chiudi il contenitore e premi leggermente il coperchio: dovrebbe mantenere la pressione; un piccolo sibilo o perdita d’aria indica che la guarnizione non è perfetta. Alternativamente, puoi tenere il contenitore chiuso e annusare l’interno poco dopo l’apertura: se percepisci odori stantii, potrebbe non essere abbastanza ermetico.

    Scelta finale: metti in ordine le priorità. Se la priorità è la conservazione a lungo termine e la sicurezza alimentare, privilegia materiali inerti come acciaio o vetro e una guarnizione eccellente. Se invece cerchi praticità, leggerezza e prezzo contenuto, le plastiche certificate food-grade possono essere perfette. Per chi ha più animali o grandi scorte, orientati verso capacità da 20–25 litri con chiusure robuste e magari ruote integrate.

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    Prezzi

    Capire i prezzi dei contenitori ermetici per crocchette aiuta a orientarsi nel mercato senza farsi prendere dal panico. Sul mercato si trovano offerte molto diverse: si parte da modelli ultra-economici intorno ai 7–10 euro per piccoli contenitori in plastica, fino a soluzioni di design e capaci di grandi volumi che superano i 60–80 euro. Tra queste estremità si collocano la maggior parte dei prodotti pratici e ben rifiniti, con fasce di prezzo intermedie che offrono il miglior rapporto qualità/prezzo.

    Per dare qualche riferimento concreto: esistono contenitori economici con capacità limitata a partire da circa 7–15 euro. Questi vanno bene per scorte ridotte o per chi preferisce riacquistare frequentemente. Nella fascia media troviamo prodotti tra circa 15 e 40 euro: spesso offrono chiusure migliori, guarnizioni in silicone, maniglie ergonomiche e qualche funzionalità in più come misurini o parti smontabili per la pulizia. Questi sono i più comuni per chi cerca durata e praticità senza spendere una fortuna.

    Per chi necessita di grandi capacità, invece, i prezzi cambiano in base al materiale e alla marca. Contenitori in plastica da 20–25 litri possono essere acquistati intorno ai 15–30 euro se approfitti di offerte o promozioni. Ad esempio, è spesso possibile trovare buone offerte su marche che commercializzano contenitori di larga capacità a prezzi competitivi. Esistono anche contenitori da 20 litri in materiali più pregiati come acciaio o con rifiniture estetiche; in questo caso i prezzi salgono e possono raggiungere o superare i 50 euro.

    I marchi fanno la differenza. Alcune aziende note nel settore pet e nelle forniture per la casa propongono gamme complete, dalla soluzione economica al prodotto premium. Marchi come Zolux, Relaxdays, Iris Ohyama, e retailer specializzati offrono prodotti con vari livelli di finitura e prezzo. Ci sono anche marchi di arredamento che propongono contenitori in metallo, legno o gres con attenzione al design e quindi a un prezzo superiore. La scelta del marchio può riflettere garanzie sulla qualità dei materiali, disponibilità di ricambi (come guarnizioni) e servizi post-vendita.

    Sconti e promozioni sono frequenti, specialmente nei siti specializzati o durante i periodi di saldi. Questo permette di avere contenitori voluminosi a prezzi molto competitivi; occasionalmente si trovano offerte con sconti del 20–30% su prodotti già di fascia media. Vale la pena controllare le promozioni se non hai urgenza d’acquisto.

    Un criterio utile per confrontare i prezzi è il costo per litro: dividendo il prezzo per la capacità ottenuta, puoi valutare quanto stai pagando effettivamente. I contenitori economici hanno spesso un costo per litro più alto rispetto a modelli di fascia media che offrono capienze maggiori a prezzi unitari più favorevoli. Tuttavia, il confronto non può prescindere dalla qualità della chiusura e dalla sicurezza dei materiali: un contenitore economico e poco ermetico potrebbe costarti di più nel tempo per gli sprechi.

    Investire un po’ di più in un contenitore con buona ermeticità è generalmente conveniente se compri sacchi di crocchette grandi o se il cibo resta a lungo. Materiali come acciaio e vetro, che garantiscono minore interazione con il cibo, costano di più ma ripagano in termini di durata e sicurezza. Se il budget è limitato, scegli almeno una plastica certificata per alimenti e una guarnizione in silicone affidabile.

    Per chi cerca estetica e integrazione con l’arredo domestico, aspettati di spendere qualcosa in più: contenitori in legno trattato, gres o metallo verniciato possono costare mediamente tra 25 e 70 euro, a seconda della qualità e del design. Queste soluzioni sono ideali se il contenitore è in vista e vuoi che si armonizzi con la casa.

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  • Tappetino per ciotola cane​ – Come Scegliere e Prezzi

    Hai mai pensato a quanto può cambiare la vita quotidiana con un semplice tappetino sotto le ciotole del tuo cane? Un piccolo accessorio spesso sottovalutato che però risolve macchie, schizzi e scivolamenti. Se mangiare e bere per il tuo amico a quattro zampe significa spesso pavimenti bagnati e ciotole che si spostano, il tappetino sottociotola diventa quasi indispensabile. In questo articolo vedremo come scegliere il tappetino giusto, perché i materiali e la forma contano, e quanto conviene investire per avere ordine, igiene e tranquillità.

    Come scegliere il tappetino per ciotola cane

    Scegliere il tappetino per la ciotola del cane non è solo questione di colore o di estetica: dietro a un buon sottociotola ci sono materiali, dimensioni, caratteristiche antiscivolo e dettagli di sicurezza che fanno la differenza nella pratica quotidiana. In questa sezione analizziamo punto per punto gli aspetti da valutare, in modo che la scelta sia mirata alle esigenze del cane e dell’ambiente domestico.

    Misura e forma. Prima cosa: misura le ciotole che usi normalmente. Un tappetino troppo piccolo non protegge, uno troppo grande può risultare ingombrante. Se hai una ciotola per acqua e una per cibo, valuta i modelli con posizionamento doppio: la forma allungata o a doppia nicchia tiene le ciotole una accanto all’altra evitando spostamenti e raccogliendo fuoriuscite. Misura anche lo spazio dove le posizionerai: in corridoio non serve la stessa ingombro che in cucina.

    Materiale: silicone vs gomma. I due materiali più comuni sono il silicone alimentare e la gomma. Il silicone alimentare è morbido, flessibile, facile da pulire e spesso compatibile con la lavastoviglie. Molti tappetini in silicone rispettano standard di sicurezza alimentare come il LFGB, che indica la conformità a requisiti stringenti per il contatto con alimenti. La gomma è spesso più pesante, può garantire maggiore robustezza e resistenza allo strappo, ma può trattenere odori se di qualità inferiore. Se la priorità è la pulizia e l’assenza di sapori o odori strani, punta su silicone LFGB certificato.

    Antiscivolo e stabilità. Un buon sottociotola deve restare fermo sul pavimento e impedire alle ciotole di scivolare. Questo è spesso ottenuto con una base antiscivolo in silicone o un fondo gommato. La caratteristica antiscivolo protegge anche i pavimenti delicati: se il tappetino resta nella posizione giusta, le cadute e i graffi sono meno probabili. Verifica che la superficie a contatto con il pavimento aderisca bene anche su piastrelle o parquet leggermente umidi.

    Bordi rialzati e controllo degli schizzi. I bordi rialzati sono una soluzione pratica per contenere fuoriuscite di acqua e residui di cibo. Un bordo sufficientemente alto trattiene gli schizzi e impedisce all’acqua di defluire sul pavimento. Non serve un bordo eccessivamente alto: basta che sia proporzionato alle abitudini del cane. I cani che “schizzano” molto mentre bevono o giocano con la ciotola trarranno grande beneficio da un profilo anti-schizzi ben progettato.

    Compatibilità con diversi tipi di ciotole. Se usi ciotole in acciaio inox, ceramica o plastica, assicurati che il tappetino sia adatto: alcuni materiali (come particolari siliconi) impediscono lo scivolamento delle ciotole in metallo, mentre superfici troppo lisce possono non fermare una ciotola di ceramica pesante. Valuta un modello con nicchie o scanalature per alloggiare la base della ciotola: la stabilità aumenta e il movimento si riduce.

    Resistenza alla masticazione. Se il tuo cane tende a mordicchiare gli oggetti, considera la robustezza del materiale. Il silicone alimentare non è un materiale anti-morsi: resiste bene all’usura quotidiana ma non è pensato per essere rosicchiato. Per esemplari iperattivi o masticatori seriali, valuta tappetini più spessi o materiali rinforzati, pur ricordando che nulla sostituisce la supervisione e il training per scoraggiare il comportamento distruttivo.

    Facilità di pulizia. Un buon tappetino deve essere semplice da pulire: la maggioranza dei modelli in silicone è lavabile a mano e spesso in lavastoviglie. La superficie non porosa limita l’accumulo di batteri e residui. Se la manutenzione è un criterio importante per te, preferisci materiali che richiedano poca cura: risciacquo rapido, asciugatura e via. Evita materiali che assorbono liquidi o che hanno cuciture difficili da igienizzare.

    Normative e sicurezza alimentare. Per tappetini in silicone destinati a stare a contatto con ciotole e residui alimentari, la conformità a standard come il LFGB è un valore aggiunto. LFGB (Legge Federale Tedesca sugli alimenti e sugli articoli per uso alimentare) indica che il materiale è stato valutato per il contatto con alimenti e non rilascia sostanze nocive. Se sei attento alla sicurezza, cerca questa certificazione o dichiarazioni del produttore sul rispetto di normative equivalenti.

    Isolamento e protezione del pavimento. Se il pavimento è delicato (legno, parquet o laminato), valuta uno spessore che protegga anche da graffi e umidità. Alcuni tappetini hanno una superficie più morbida che ammortizza il contatto della ciotola e distribuisce meglio il peso, limitando la formazione di aloni o macchie dovute all’acqua. Se metti le ciotole su un tappeto, assicurati che il tappetino abbia un fondo antiscivolo che impedisca spostamenti e rigonfiamenti.

    Portabilità e ripiegabilità. Se viaggi o sposti spesso le ciotole, la capacità di arrotolare o piegare il tappetino è utile. Il silicone è molto flessibile e si presta al trasporto; alcuni modelli pieghevoli si infilano facilmente in una borsa senza occupare troppo spazio. Considera anche il peso: per uso domestico non è critico, ma per chi si muove spesso è comodo avere un tappetino leggero e compatto.

    Estetica e personalizzazione. Il tappetino non deve essere solo funzionale: può integrarsi nell’arredamento. I colori e le grafiche variano molto, e ci sono anche opzioni personalizzate per aggiungere il nome del cane o disegni. Questo non incide direttamente sulle prestazioni, ma può rendere l’area pasti più gradevole. Attenzione però: non sacrificare funzionalità e sicurezza per un aspetto estetico che poi si rivela poco pratico.

    Sostenibilità. Negli ultimi anni sono comparsi tappetini prodotti con materiali più sostenibili o silicones certificati. Se la sostenibilità è un criterio per te, informati sul materiale e sul processo produttivo dichiarato dal brand. Ricorda però che la durata è uno degli aspetti più sostenibili: un tappetino resistente che dura anni è più ecologico di uno economico che si rovina in poco tempo.

    Garanzia e reputazione del produttore. I produttori affermati nel settore degli accessori per animali spesso offrono prodotti testati, con specifiche chiare e garanzie. Marchi noti per qualità e assistenza sono un vantaggio: se hai dubbi, informati sulle politiche di reso e sulla disponibilità di ricambi o consigli di manutenzione.

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    Prezzi

    I prezzi dei tappetini per ciotola del cane variano considerevolmente a seconda di materiale, dimensioni, marca e caratteristiche aggiuntive. Sul mercato si trovano soluzioni economiche molto accessibili e modelli premium con certificazioni, design curato e materiali di qualità. A grandi linee, la fascia di prezzo rilevabile oggi spazia da poche decine di centesimi fino a una trentina di euro per i modelli più completi e rifiniti.

    Fascia economica (circa 1,50 € – 10 €). In questa fascia trovi tappetini semplici in gomma o silicone economico, spesso monocolore e senza particolari certificazioni. Sono adatti a chi cerca una soluzione rapida per proteggere il pavimento e non pretende finiture pregiate. Perfetti per aree dove la ciotola non subisce sforzi particolari o per usi temporanei. Tieni presente che la durata può variare: alcuni modelli sono discreti, altri si usurano più velocemente.

    Fascia media (circa 10 € – 20 €). Qui si collocano i prodotti con un miglior rapporto qualità/prezzo: silicone di qualità superiore, modelli con bordi rialzati più definiti, superfici antiscivolo efficaci e, talvolta, compatibilità con lavastoviglie. In questa fascia trovi tappetini progettati per durare e per resistere all’uso quotidiano. Molti marchi specializzati offrono in questa fascia prodotti con buone recensioni e una scelta di taglie e colori.

    Fascia alta (circa 20 € – 35 €). Nella fascia superiore trovi tappetini premium con materiali certificati (ad esempio silicone alimentare con standard LFGB), design ergonomico, spessori maggiori e opzioni personalizzate. Qui rientrano anche prodotti di brand specializzati che investono in ricerca, test e garanzia. Se cerchi qualità professionale, facilità di pulizia, assenza di odori e lunga durata, conviene guardare qui. Anche l’aspetto estetico è più curato: stampe, incisioni o personalizzazioni sono più comuni.

    Quali marchi considerare. Esistono diversi produttori e rivenditori affidabili: marchi noti nel settore degli accessori per animali offrono una gamma completa di sottociotola. Aziende specializzate propongono prodotti testati e pensati specificamente per cani, mentre grandi e-commerce e pet shop multibrand permettono di confrontare prezzi e recensioni. Alcuni nomi sono particolarmente riconosciuti per qualità e assortimento e valgono come riferimento quando si cerca affidabilità. Tra i marchi e i rivenditori riconosciuti nel settore trovi produttori specializzati e piattaforme che offrono molte alternative e fasce di prezzo diverse.

    Fattori che spiegano le differenze di prezzo. Primo: il materiale. Il silicone alimentare certificato LFGB costa di più perché comporta test e garanzie sulla sicurezza. Secondo: le dimensioni e lo spessore. Maggiore è la quantità di materiale, più alto sarà il prezzo. Terzo: le caratteristiche tecniche, come fondi antiscivolo avanzati, bordi anti-schizzi ben sagomati e nicchie per le ciotole, influenzano il costo. Quarto: il brand e la presenza di design personalizzati o di collezioni a tiratura limitata.

    Quando risparmiare e quando spendere. Se hai un cane tranquillo, che non morde né gioca con la ciotola, e cerchi una protezione di base, un tappetino economico può andare bene. Se invece hai pavimenti delicati, un cane che spruzza molto, o semplicemente cerchi un prodotto che duri a lungo e sia facile da pulire, vale la pena investire nella fascia media-alta. I proprietari che privilegiano la sicurezza alimentare o che vogliono evitare odori dovrebbero orientarsi su prodotti certificati, anche se più costosi.

    Offerte e disponibilità. Sul mercato online i prezzi oscillano e spesso si trovano promozioni stagionali o sconti su pacchetti. Le piattaforme specializzate propongono una gamma ampia, con prodotti che vanno dai modelli base a quelli più elaborati. Se vuoi fare una scelta intelligente, confronta le caratteristiche tecniche e non solo il prezzo: a volte spendere un poco in più significa evitare la sostituzione prematura e risparmiare sul lungo periodo.

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  • Cane – Storia, Morfologia e Comportamento

    Circa ventimila anni fa, in un luogo non del tutto ben identificato un gruppo di animali selvatici si apprestavano a diventare i migliori e più importanti alleati della razza umana. Il primo protagonista di questa storia non era un cane come quelli di oggi, naturalmente. Secondo alcuni studiosi poteva trattarsi di un lupo, oppure di uno sciacallo, o ancora di una razza oggi estinta di cane selvatico. Tanto per intenderci, comunque, lo chiameremo con il nome cane perchè è da questo animale che derivano gli attuali amici dell’uomo. La prima mossa, il primo messaggio che portò allo stabilirsi del rapporto partì probabilmente dal cane. Dobbiamo immaginarci tribù di primitivi cacciatori e intorno, forse anche un po’ attirate dai rifiuti dei pasti, mute di cani selvatici. Molti di questi carnivori saranno stati uccisi dai cacciatori, ma forse qualche cucciolo sarà riuscito a salvarsi.

    Rimasto solo e raccolto dagli uomini, l’animaletto riuscì, con i suoi segnali infantili a far nascere in esso un comportamento di adozione. A questo punto, scattò anche un altro meccanismo, quello dell’imprinting, l’istinto e la predazione. Il cucciolo non ebbe paura della specie umana, anzi, classificò gli uomini come membri della propria specie e si inserì in pieno nella famiglia umana. I cuccioli dell’uomo diventarono i suoi fratelli, il padrone il capobranco. Il legame che si stabilì fu di profondo e imperituro affetto, e di collaborazione con le attività del gruppo: così è nato il cane domestico, con le sue principali specialità di cacciatore, pastore e guardiano, e con la sua insostituibile caratteristica di fedele compagno dell’uomo.

    Le origini del cane

    Molto probabilmente i primi cani della storia del mondo vissero in Europa e nella parte centrale degli Stati Uniti. Si trattava dei Cynodictis, una specie particolare della schiera dei Canidi che oggi non esiste più. I Cynodictis erano molto diversi rispetto ai Canidi che oggi conosciamo; questi, infatti, erano molto più simili ai lupi che agli attuali cani ed erano vicini, per caratteristiche e struttura fisica, anche agli sciacalli per via delle zampe massicce e del muso grosso e schiacciato.

    Agli inizi dell’Ottocento l’uomo cominciò a guardare il cane come soggetto di allevamento e, a partire dalle inclinazioni naturali del lupo, esasperandole o affievolendole, grazie alla selezione naturale e poi a quella artificiale, furono sviluppate le tipologie che rivelano tutt’oggi le diverse attitudini naturali che il cane possedeva, come la caccia, la capacità di riunire i greggi di animali selvatici, il fare la guardia agli accampamenti e combattere al nostro fianco durante le battaglie. In duecento anni di allevamento e selezione si è arrivati oggi ad un’iperspecializzazione delle razze, per cui al cane oggi, non viene più solo chiesto di fare la guardia, di difenderci e di essere validi ausiliari nella caccia o di fare compagnia, ad essi oggi spettano compiti quali di guida e assistenza per disabili, di soccorso tra macerie e valanghe, vengono inoltre impiegati dalla polizia e dai carabinieri, e come sostegno psicologico durante alcune terapie mediche…

    Se inizialmente i cani furono allevati e selezionati per le loro attitudini e facoltà, è negli ultimi duecento anni che si è cominciato ad allevare in base alla taglia, al colore e al pelo. La distinzione che inizialmente si faceva nella scelta dei soggetti si basava sui requisiti e le necessità che un determinato stile di vita e certe condizioni geografiche e economiche richiedevano. La stesura degli standard di razza risale circa alla metà dell’Ottocento, quando furono introdotte anche le prime esposizioni di bellezza, e la loro comprensione è indispensabile per conoscere tutti gli aspetti dell’utilizzo di una razza nel momento in cui è stata selezionata. Le angolazioni allora servono per una maggiore ampiezza nel movimento, dei garretti dritti e verticali al terreno uniti ad un ginocchio ben flesso, assicureranno al cane potenza e aderenza al suolo, il rene corto per lo sprint… Nello standard risiedono dunque i motivi per cui una razza è stata ritenuta degna di essere selezionata e solo se analizzato in questa chiave può essere uno strumento di lavoro e non una serie di antipatiche regolette che talvolta un giudice si permette di ricordarci.

    Avvenne così che nel Nord America, le popolazioni Innuit crearono i cani da slitta, animali con spalle poderose in grado di ben sopportare carichi gravosi e una muscolatura possente che gli permettesse di percorrere lunghe distanze. In Asia emerse una tipologia di cani molto varia, che spaziava per taglia, mole e temperamento, dalle ossa pesanti dei mastini usati per i combattimenti, ai delicati e minuscoli cani da compagnia quali i pechinesi, passando per i velocissimi levrieri che furono inizialmente allevati per rincorrere e cacciare la selvaggina e, in seguito, usati anche guardiani di greggi e mandrie che sugli sterminati altopiani asiatici pascolavano liberi. Nel cercare di perpetuare le caratteristiche, furono rafforzate automaticamente anche le differenze tra le razze, così, struttura morfologica, densità e colore del mantello furono anch’essi selezionati e, in un certo modo, fissati, insieme a temperamento, abilità e addestrabilità. La razza più antica di cui siamo a conoscenza è l’estinto canis familiaris putjani, che visse circa dodici mila anni fa, da allora ad oggi si sono sviluppate migliaia di razze, molte delle quali sono oggi estinte, e vanno dal gigante al nano, mostrando un’eterogeneità della specie impressionante. Oggi le razze canine riconosciute dalla Federazione Cinofila Internazionale (FCI) sono circa 400, suddivise in dieci gruppi.

    Morfologia

    Ogni razza è resa unica e particolare dal suo aspetto fisico, oltre ad altre caratteristiche, quindi, la dimesione, il colore del mantello, la dimensione e la forma della tesa, e altre particolarità che riguardano la mascella, le orecchie, le zampe e la coda funzionano da carta d’identità per ogni cane. Le varie parti del cane si identificano con termini molto precisi

    IL TARTUFO : è il naso del cane, è un organo importantissimo per il cane, strettamente collegato all’olfatto. (Ingrandisci la foto della testa)
    STOP: è la parte del muso che si trova fra il naso e l’inizio della fronte. (Ingrandisci la foto della testa)
    PROGATISMO: il prognatismo è quella tipologia morfologica che identifica la presenza di una diversità di dimensioni fra le mascelle del cane.
    ALTEZZA AL GARRRESE: è la distanza tra il terreno e il garrese. (Ingrandisci la foto del cane)
    IL COLLO: a forma di tronco di cono, più o meno lungo e spesso. (Ingrandisci la foto del cane)
    IL DORSO: è la linea superiore che corrisponde alle vertebre dorsali, dopo il garrese. (Ingrandisci la foto del cane)
    LA GROPPA: è la parte della punta dell’anca che arriva fino alla radice della coda. (Ingrandisci la foto del cane)
    IL GARRESE: Regione del corpo dei quadrupedi corrispondente alle prime vertebre dorsali.

    Un’altra parte importantissima per il cane è la sua dentatura, formata da 42 denti. Chiaramente le dimensioni di questi ultimi seguono quelle del cane: così i cani di dimensioni maggiori presentano dentature molto importanti, mentre quelli di taglia inferiore hanno denti piccoli anche se molto affilati. I denti da latte sono 32 e il cane li perde verso i quattro/sei mesi. Le orecchie del cane presentano una vasta gamma di tipologie, possono essere cadenti e flosci o dritti (in questo caso vi è meno pericolo di otite). Anche gli occhi si presentano in svariate forme a seconda della razza. L’apparato digerente è conformato come quello di un animale carnivoro, con un intestino abbastanza corto, anche se ormai la permanenza con l’uomo ne ha fatto un onnivoro. Le zampe hanno quattro dita anteriori e una posteriore non completa su quelle anteriori, le dita sono completate da dei cuscinetti callosi che ammortizzano i movimenti del cane e dalle ghiandole sudoripare.
    La struttura ossea del cane è composta da circa 280 ossa (il numero varia da razza a razza), variante è anche il numero delle vertebre che sono una cinquantina.

    Come si esprime il cane

    CON I MOVIMENTI

    Il cane non cerca certo di nascondere il suo stato d’animo come l’uomo ed è quindi molto facile capire cosa gli passa per la testa solo imparando i suoi atteggiamenti:
    FELICITA’ : il cane salta con le orecchie dritte e la coda alzata, scodinzola e a volte abbaia.
    BISOGNO DI ATTENZIONE: cerca in tutti i modi di chiamare il suo padrone dandogli dei piccoli colpi con il muso o tirandogli qualche lembo del vestito.
    GIOCO: porta al padrone il suo giochino preferito.
    CONCENTRAZIONE: il cane si mette nella classica posizione di “punta”, le orecchie dritte in attesa di ogni rumore, lo sguardo fisso e tutti i muscoli in tensione.
    PAURA: è una delle posizioni più esplicativa, il cane abbassa la testa, le orecchie e mette la coda fra le gambe.
    CANE NERVOSO: fissa lo sguardo su quello che lo sta irritando, scopre i denti ed emette un ringhio leggero e sordo.
    NOIA: il cane annoiato sospira, resta accucciato, e dormicchia, proprio come facciamo a noi.

    CON LA VOCE

    L’ABBAIO: è la forma principale di comunicazione di un cane e può dimostrare una grande varietà di stati d’animo dell’animale. Un cane abbaia quando il livello di eccitazione raggiunge un certo livello, così che un cane molto felice incomincerà ad abbaiare quando il solo esprimersi con il corpo non sarà più sufficiente. Se non basterà qualche colpetto per attirare l’attenzione del padrone il cane incomincerà ad abbaiare, e così via. Alcuni cani abbaiano anche quando qualcuno li irrita, anche se non sempre questo è seguito da un attacco.
    L’ULULATO: è un comportamento legato alla parte selvaggia dell’animale, è un messaggio lanciato verso gli altri che lo identifica. E’ il suo modo di dire sono qui e questo è il mio territorio. Ad un cane che ulula presto si uniranno anche gli altri del circondario per risposta.
    IL RINGHIO: è fondamentalmente un campanello di allarme, il cane avverte chi lo circonda che qualcosa o qualcuno lo irrita. Può essere un’altro cane che entra nel suo territorio, o qualcuno che minaccia la sicurezza del suo padrone o della casa. A volte il cane ringhia anche giocando, specialmente quando gli si presenta un oggetto da catturare.
    IL GUAITO: è fondamentalmente un lamento, il cane comunica che è triste o che non si sente bene. Può essere causato da un dolore fisico, come una ferita o una malattia, e in questo caso è meglio accertarsi di cosa sia successo contattando un veterinario. oppure può essere un problema di tipo psicologico. Il cane può essere annoiato o sentirsi solo, e qui sta al padrone capire questo problema ed adoperarsi per risolverlo.

    I sensi del cane

    L’UDITO

    La struttura fondamentale dell’orecchio del cane riprende quella umana anche se vi sono alcune differenze. Vi sarà capitato di vedere qualche scena che ritrae una persona che attira l’attenzione del cane usando una specie di fischietto che risulta sordo al nostro udito. E’ noto infatti che il cane riesce a percepire una gamma più ampia di suoni, in particolare riesce a sentire frequenze che si avvicinano agli ultrasuoni anche con vibrazioni fino a 100.000.

    L’OLFATTO

    Un cane senza olfatto sarebbe come un uomo ceco, è il senso principale per questo animale che lo sfrutta in ogni occasione. La sua grande finezza è permessa dalla struttura propria dell’organo olfattivo, che presenta una quantità di recettori impressionante, le cellule olfattive infatti possono andare da 100.000 fino a 200.000 (il paragone con l’uomo ci vede decisamente sfavoriti: ne abbiamo circa 5000). L’olfatto del cane è collegato anche con la memoria, come per noi la vista, infatti un cane ricorda un oggetto o una persona più per l’odore che lo accompagna che per la sua forma o figura. Attraverso l’olfatto un cane riesce anche ad orientarsi.

    IL TATTO

    Come quasi tutti gli animali il cane presenta una sensibilità molto particolare, infatti dimostra di apprezzare le carezze, e quindi la sua pelle gli trasmette un sensazione piacevole, ma allo stesso modo sembra molto più resistente al dolore di noi. Capita a volte che un padrone sia accorga che il suo cane si è ferito solo vedendo il sangue della ferita, visto che l’animale continuava a comportarsi tranquillamente. Il tatto del cane passa anche attraverso i suoi lunghi baffi, con i quali percepisce informazioni (anche termiche)dal mondo esterno.

    LA VISTA

    Gli occhi dei cani sono posizionato in diversi modi a seconda dell’utilizzo che ne devono fare: nei cani cacciatori, che hanno bisogno di una vista più ampia, sono posizionati lateralmente rispetto alla testa, nei cani che necessitano invece di avere una vista più precisa anche se meno ampia si trovano frontalmente. Il cane è fondamentalmente un pò miope è la sua vista non è certo acutissima, rispetto all’uomo ha un piccolo vantaggio nella vista notturna.

    IL GUSTO

    Il gusto del cane è molto semplice, la struttura stessa della lingua, dove sono presenti poche papille gustative, gli permettono di distinguere i sapori in meno sfumature rispetto a noi. Un cibo è quindi per il cane solo buono, cattivo o neutro. L’animale riesce a compensare questa mancanza con il suo sviluppatissimo olfatto, con il quale riconosce i cibi che gli si propongono.

    Comportamento del cane

    Capire perché il nostro cane si comporta in un determinato modo, la sua psicologia e le sue problematiche ci aiutano a vivere meglio con lui.

    L’ISTINTO

    Molti dei comportamenti del cane sono guidati dall’istinto, quelle serie di meccanismi automatici che sono retaggio genetico della sua stirpe. Il cane dimostra ancora la sua parte selvaggia assumendo atteggiamenti e comportamenti che lo riportano ai tempi in cui cacciava libero. Appunto quello della caccia è uno degli istinti che rimane ancora molto evidente, il cane ama rincorrere ed afferrare gli oggetti, e quante volte troviamo delle ciabatte, o altre cose, trasformate in vittime dalla mente del cane, e per questo uccise e sbranate. Anche la delimitazione del territorio rimane visibile, per questo i cani segnano con l’urina lo spazio dove vivono. Proprio l’identificazione del territorio porta ad un’altro comportamento istintivo del cane: il saluto, i due cani che si incontrano annusano le parti intime dell’altro per identificarlo, e sapere se si trovano nel suo territorio o in zona neutrale.

    Il cane ricorda ancora i tempi quando viveva in branchi e quindi necessita di una guida (un capobranco) a cui rifarsi. L’uomo deve riuscire a prendere per se questa figura, in modo da essere seguito e obbedito dal cane. Non si tratta però solo di un rapporto di sudditanza: il cane si affeziona veramente al suo padrone, e se viene ricambiato con vero affetto, allora il rapporto diventa fortissimo. L’uomo deve anche imparare a farsi obbedire, ma senza l’uso della violenza gratuita, che non farebbe altro che minare il rapporto con il suo compagno. I comandi e i divieti devono essere formulati in modo chiaro e deciso, a volte un bel “NO!” detto con convinzione e sguardo duro è più efficace di tanti richiami. Il cane rispetta il suo padrone e non va umiliato con punizioni che possono incrinare il rapporto.

    I BAMBINI

    Non c’è rapporto più bello di quello che si forma fra un cane, specialmente un cucciolo, e di il suo giovane padrone. Un bambino ha la possibilità di dedicarsi quasi completamente al suo cucciolo, e questo per il cane è il massimo della felicità. Vi sono alcune razze di cani, tipo i Terranova, che sviluppano per i bambini un affetto quasi morboso, arrivando a difenderli anche quando devo essere puniti dai genitori. Ma dalla parte del cane non ci sono grossi problemi, il bambino dovrà essere istruito sul comportamento da avere: il cane non è un giocattolo che può essere strapazzato a piacimento, in quanto le reazioni possono essere imprevedibili, una tirata sbagliata di orecchie può portare a reagire anche il più tranquillo dei cani.

    LA GELOSIA

    Quando un cane si impossessa di un territorio cerca in tutti i modi di difenderlo, anche un cane che vive in casa non accetterà con facilità l’ingresso di altri cani o bambini, considerandoli un attacco ai suoi possedimenti. Se il nuovo arrivato è un cane di dimensione simile a lui sarà quasi impossibile evitare la lite, se invece si tratta di un cucciolo, che non costituisce un pericolo, allora la convivenza sarà possibile, a patto che il padrone non dedichi più attenzioni al nuovo arrivato. L’arrivo di un neonato è un’altro motivo di tensione, e fino a che il bimbo non sarà abbastanza grande da non essere più considerato un pericolo bisognerà porre molta attenzione a non trascurare troppo il cane, per non aumentare la sua gelosia nei confronti del nuovo arrivato.

     

  • Chihuahua – Caratteristiche, Alimentazione e Carattere

    In questa guida spieghiamo quali sono le caratteristiche del chihuahua, il suo carattere e l’alimentazione corretta.

    Molte leggende ci sono sull’origine di questo cane, ma la più accreditata fa risalire la sua origine ai Toltechi che abitavano il Messico nella regione di Tula nel IX sec.A.C. Questo popolo allevava il Techichi cane piccolo,vigoroso con la testa tonda a forma di mela, considerato sacro; accompagnava le anime dei defunti nell’aldilà e per la presenza nel suo cranio della mallera (così detta fontanella, punto in cui le ossa del cranio non si sono fuse,presente tuttora nel Chihuahua), poteva comunicare direttamente con gli dei. Anche per gli Atzechi che dopo averli sterminati, subentrarono ai Toltechi,il cane era sacro e destinato come cane domestico solo per l’aristocrazia. La conquista spagnola li fa quasi sparire ma nel 1800 se ne trova traccia nella regione di Chihuahua, i cui contadini che lo allevavano, fecero da tramite con gli Stati Uniti a cui vendettero dei soggetti che presero subito piede. Nel 1884 venne mostrato il primo esemplare e nel 1904 venne riconosciuto come razza dal Kennel Club. In Europa inizia la conquista partendo dalla Gran Bretagna e negli anni 50 in Francia, con periodi alterni di notorietà. Di sicuro molta della notorietà del chihuahua, iniziata nella seconda metà dell’800, è dovuto alle star di Hollywood che esportarono la moda del cane tascabile un po’ ovunque.

    Standard

    Gruppo: IX
    Sezione: chihuahua
    Nome: Chihuahua
    Tipo: cane da compagnia
    Origine: Messico
    Altezza al garrese: lo standard non la prevede (indicativamente 16-25 cm).
    Peso: da 0,5 a2,5 Kg. (ideale da 1 a 2 Kg)
    Pelo: ci sono 2 varietà, a pelo corto e a pelo lungo
    Colore: sono ammesse tutte le mescolanze di colore (con preferenza fulvo,cioccolato,bianco,crema, argentato e nero focato)
    Occhi: neri o marroni di varie tonalità in base al mantello

    Il chihuahua si caratterizza per un pelo fine, liscio e, in alcuni casi, leggermente ondulato. Questa razza, inoltre, è presente sia a pelo corto che a pelo lungo. I colori del chihuahua sono assai variabili: nero, bianco, blu e rosso con o senza le macchie. La taglia del chihuahua spazia dai 15 ai 23 centimetri e il peso è davvero ridotto: si parte da un minimo di un chilo e mezzo e arriva ad un massimo di due chilogrammi.

    Come scegliere un cucciolo chihuahua

    Prime di scegliere i cani di razza chihuahua, assicuratevi che il cagnolino che avete di fronte abbia caratteristiche ben precise. In particolare, un buon esemplare di chihuahua deve avere orecchie molto grandi e ben distanziate una dall’altra; inoltre, è bene che le orecchie siano leggermente inclinate sulla testa.

    Inoltre, prima di scegliere in chihuahua per assicurarsi che sia di razza pura è importante dare un occhio di riguardo al peso. Nello specifico, il chihuahua non deve superare mai i tre chili di peso. In caso contrario, probabilmente non è un chihuahua. Infine, prestate attenzione anche alla coda che, nel chihuahua, è abbastanza lunga.

    https://www.youtube.com/watch?v=YjIeVT1hk8A

    Carattere

    Il cane più piccolo del mondo,è senza dubbio un cane amante della famiglia e della casa. Molto sensibile, riesce a capire perfettamente gli “umori” di casa e ne risente profondamente. Ha una intelligenza viva ma a volte l’essere un po’ testardo lo rende meno ubbidiente di altri cani. L’errore più grande che si può fare è considerarlo solo un cane da “salotto”, perché è molto attivo e vivace,ama giocare e correre (altrimenti tende a ingrassare) e quando non fa troppo freddo adora stare all’aperto. Nel periodo invernale nei climi freddi, diventa un po’ pigro, per questo l’ideale è farlo giocare molto in casa e quando esce dotarlo di cappottino. Alcuni chihuahua hanno un “ego spropositato”, si sentono dei leoni e spesso attaccano briga con cani ben più grandi di loro e mettendosi nei guai Non sono infatti molto socievoli con gli altri cani a meno che non siano altri chihuahua. Anche il connubio chihuahua/bambino è un pò problematico,ma non da escludere a priori,l’importante è fare capire ai bambini che il cane non è un gioco quindi deve essere lasciato tranquillo quando vuole riposare. Avendo un udito ottimo è un buon antifurto, abbaia appena sente rumori non usuali. Il proprietario ideale è una persona (o anche una famiglia) che vive in un contesto tranquillo, di carattere equilibrato con un gran rispetto per il cane con cui vive ma anche attivo e con molto tempo da dedicargli per giocare con lui e possibilmente che non lo lascia a lungo solo, lui adorerebbe stare sempre con il proprietario a cui è attaccatissimo.

    Dove tenerlo

    Il chihuahua è il classico cagnolino da salotto. Come tutti gli altri cani di razza, però, bisogna educarlo a fare i bisogni fuori casa o, in alternativa, a utilizzare la lettiera per  i gatti. E’ molto importante, tuttavia, prestare molta attenzione alle condizioni climatiche in cui vive il chihuahua: una corrente d’aria di troppo potrebbe nuocere gravemente alla salute del vostro cagnolino.

    Le necessità di questa razza

    La varietà a pelo corto basta spazzolarla 1 volta alla settimana,quella a pelo lungo 2 o 3 volte. Molto importante avendo gli occhi leggermente sporgenti,tenerli puliti usando un batuffolo di cotone imbevuto con un prodotto specifico o semplicemente con acqua borica almeno un giorno si e uno no. Quando piove a meno che non si usi un impermeabile asciugarlo bene, per evitare che prenda freddo. Ogni tanto, ma non più di una volta ogni 2 mesi si può fargli un bagno. Molto importante l’alimentazione perché nonostante la nevrilità del soggetto tende a ingrassare, quindi da escludere dolci, formaggi, cioccolata un veleno per tutti i cani, farinacei (patate,piselli fagioli ecc) pane fresco. L’ideale un mangime industriale di buona qualità, ce ne sono anche di studiati proprio per questa razza, attenendosi alle dosi sulla confezione. Per vedere se il cane ha un peso forma si devono sentire le costole quando si tocca il torace, se non si sentono vuole dire che il cane deve dimagrire.

    Il chihuahua ha bisogno di una razione di cibo giornaliera che varia tra i 60 e i 100 grammi di crocchette. Per aiutarlo a mangiare con maggiore gusto, è consigliabile inumidire un po’ le crocchette.